Dall’oblio torna alla luce un concerto napoletano di Maria Callas

Nel marzo del 1956 Maria Callas si trovava a Napoli per eseguire tre recite dell’opera Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti. Quello che purtroppo tutte le biografie dedicate alla cantante hanno sempre taciuto è che il 25 marzo la Callas canto’ insieme ad altri suoi colleghi per il Circolo della Stampa della città partenopea. Tra le carte autografe di Meneghini che ho potuto visionare, ho trovato un biglietto che riporta una serie di recitals che la moglie dette nella sua carriera a titolo gratuito e tra questi anche il concerto ora in esame, senza purtroppo darne la data esatta. Un ulteriore passo avanti per la totale riscoperta della performance della Cantante e’ stata una serie di immagini del tutto inedite e un articolo di giornale per cui devo essere infinitamente grato alla mia cara amica Monica senza il quale non avrei potuto raccogliere tutti i dati necessari. Qui di seguito trovate il testo nella sua interezza tratto da :

IL MATTINO LUNEDI 26 MARZO 1956.

Da sinistra Antonio Zerbini, Augusto Pedroni, Maria Callas, Rolando Panerai e il Maestro Salvatore PapaccioMENEGHINI CALLAS AL CIRCOLO DELLA STAMPA
I “recitals” al Circolo della Stampa s’impongono sempre ad unanime ammirazione per le particolari attrattive cui sono ispirati. Ma quello di ieri sera ha fuori dubbio superato in importanza tutti i precedenti, perché figurava un nome celebratissimo, il nome cioè che oggi tutti i maggiori teatri lirici del mondo si contendono: quello di Maria Meneghini Callas, che ha aggiunto al trionfo della sua impareggiabile “Lucia” al “San Carlo” quello di ieri sera al Nostro Circolo, gremito fino all’inverosimile in ogni suo ambiente di un pubblico elettissimo che non si stancava di esprimere all’insigne artista tutta la sua simpatia. Ed è qui proprio necessario ripetere ancora le lodi di questo soprano d’eccezione, che con la bellezza e la potenza della voce, e con un’arte d’interprete, che commuove ed avvince, fino a trascinare l’ascoltatore alle manifestazioni più accese e prolungate di sincero ed incontenibile entusiasmo? E’ facile immaginare quindi quali feste siano state tributate alla Callas, dopo dopo aver miniato come solo ella sa fare la mirabile pagina belliniana “ Casta Diva” e quell’avvincente finale del primo atto della “Traviata” di Verdi “E’ strano…”Rinnovato trionfo, quindi, come si è detto, e pienamente meritato, che ha visibilmente commosso la meravigliosa artista, mentre il nostro presidente Favo le offriva un fascio di rose, ed il pubblico in piedi, continuava ad acclamarla per diversi minuti. Intorno alla Callas si sono non poco valere anche l’esimio baritono Rolando Panerai in la “Cavatina” del “Barbiere” rossiniano e “Pari siamo” dal “Rigoletto” il bravissimo tenore Augusto Pedroni in “cielo e mare” dalla “Gioconda” e “o Paradiso” dall’”Africana”, e l’eccellente basso Antonio Zerbini in “Infelice tu credevi…” dall’”Ernani” e “La calunnia” dal “Barbiere”. Artisti, insomma tutti degni dell’Ente Autonomi del “San Carlo”, che con la sua squisita cortesia ha reso possibile questo straordinario “recital”, che non sarà mai dimenticato, e che come ha detto bene il suo regista Salvatore Papaccio, è stato per tutti il vero, gradito dono dell’imminente Pasqua.Per la cronaca va anche ricordato l’egregio maestro Pietro Tuccillo, impeccabile nell’accompagnamento al piano. Al “recital” e’ seguita una cordialissima cena offerta dal Circolo della Stampa. Adriano Falvo ha rivolto un vivo ringraziamento all’Ente Autonomo “San Carlo”, e per esso ai fratelli Di Costanzo, che con tanto amore e squisito senso artistico ne reggono le sorti, e quindi alla Callas, al Pedroni, al Panerai, allo Zerbini, al maestro Tuccillo, per la cortese partecipazione al magnifico “recital”. Ha tenuto soprattutto a portare in risalto che la Callas nonostante la recita della sera precedente non ha voluto mancare alla manifestazione e gline ha espresso particolare gratitudine. Ha formulato, infine il voto di vederla più spesso a Napoli ove presso il Circolo della Stampa verrà accolta sempre col più vivo compiacimento. E quindi la Callas si è rivelata anche brillante parlatrice che ricambiando a Falvo i sentimenti di simpatia che le erano stati espressi, ha molto ringraziato delle accoglienze avute a Napoli, ove, come ha tenuto a ricordare, si può dire raccolse i suoi primi successi. Ed ha concluso affermando che si augura di tornare assai presto a Napoli, che essa particolarmente ama, e dove per ora lascia “un pezzo del suo cuore”. Le nobili parole della eletta artista hanno suscitato un altro coro di interminabili applausi.

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