“Senza trucco!”… José Cura

Variazioni verbali sull’originale questionario di Marcel Proust. In esclusiva si “si presta al gioco” il celebre tenore argentino José Cura.
Il tratto principale del tuo carattere?

La testardaggine.
Il suo principale difetto?
La stessa cosa…troppo cocciuto.
Segno zodiacale?
Sagittario, ascendente pesci.
Superstizioso?
Assolutamente no.
Cosa volevi  fare da grande?
L’adulto, un uomo diciamo “serio” perchè nella realtà sono rimasto un eterno bambino.
Hai mai gridato vendetta?
Solo nelle opere. Nella vita,è un sentimento che non porta a nulla.
Il libro che ti ha segnato?
“L’Hombre mediocre”. Un libro di un filosofo argentino,José Ingegneros.Spesso ne rileggo dei capitoli, degli stralci.
Cosa ti  manca di più nella tua vita di oggi?
Sicuramente il tempo per fare tutte le cose che faccio e che vorrei fare.Mi sembra di non averne mai abbastanza.
Che importanza dai al denaro?

Credo il giusto:ho saputo come si vive senza e ora che, grazie a Dio, non mi manca,mi rendo conto che la differenza è molta.
Di che cosa hai più paura?
Mi turba pensare di non essere presente nelle cose, piccole o grandi che siano, della mia famiglia:dalla partita di pallone di mio figlio,o ai primi amori adolescienziali di mia figlia. Nella sostanza, essere un padre assente.
Quale potere  ti piacerebbe avere…Un ruolo politico ad esempio?
Politico assolutamente no. Mi sono stati offerti posti come direttore artistico o altre cariche in ambito musicale, ma, al momento intendo ancora “fare” la musica, cantare, dirigere.
Chi o cosa ti imbarazza?
Più che imbarazzo provo irritazione verso chi giudica la mia carriera legata per buona parte dall’ essere,diciamo, “belloccio”. Credo di avere dimostrato di essere un professionista serio, aldilà dei miei meriti o demeriti. Il mio “apparire” poi, mostra già i segni del tempo…il “grigio” avanza, inesorabile.
La situazione più rilassante?
Essere a casa mia…riuscirei a starmene chiuso in casa anche per 15 giorni di seguito!
Materia scolastica preferita?
Confesso di non aver molto amato la scuola. Ero un anarchico, sfuggivo alle regole che la scuola ti impone. Comunque amavo principalmente le materie umanistiche.
Città preferita?
Non ho una città preferita. Sono cittadino del mondo. Un vero zingaro…
Colore preferito?
Il rosso.
Vacanza ideale?
Essere a casa mia.
Giorno o notte?
Con il lavoro che faccio mi trovo a vivere molto di notte.Per indole, però, non sono un animale notturno.
Il film più amato?
Ho amato e amo ancora molto “Hook” di Spielberg. Come padre mi ha fatto molto riflettere e lo consiglierei a tutti i padri.
La stagione dell’anno?
La primavera.
Il tuo rapporto con il cibo?
Nota dolente. Adesso che mi sono messo nuovamente a dieta è un argomento diciamo…delicato. Si capisce dal mio fisico che ho un ottimo rapporto con il cibo.
Piatto preferito?
Nulla di sofisticato. La pasta in bianco ma letteralmente sommersa da parmiggiano stagionato…potrei dire che mangio del parmiggiano con il contorno di pasta!
Vino rosso o bianco?
Vino rosso di certo. Direi corposo come il “barolo”
Il cantante preferito?
Ho amato moltissimo Karen Carpenter, la voce del complesso dei “Carpenters”. Quando seppi che era morta, beh, confesso, ho pianto.
Il tuo rapporto con la televisione?
Guardo solo i notiziari.
Cosa non manca mai sul tuo comodino?
I fumetti Disney. Leggere “Topolino” mi rilassa molto.
E nel tuo camerino?
Sono uno spartano. Nessun oggetto particolare. Solo una bottiglia d’acqua e una di Thé
Come vorresti morire?
Se possibile da vecchio, ma potrei aggiungere due opzioni:una “eroica”, lottando contro una malattia. L’altra,diciamo, più “comoda” e indolore:nel sonno.
Stato d’animo attuale?
Positivo al massimo.
Il tuo motto?

Carpe diem.

José Cura è nato a Rosario, Argentina, il 5 dicembre 1962. All’età di 16, ha iniziato gli studi musicali:composizione, con Carlos Castro e pianoforte con Zulma Cabrera Dall 1982 ha proseguito gli studi presso la Scuola d’Arte dell’Università di Nazionale di Rosario. Un anno più tardi, lui divenne bigliettaio di assistente per di di coro dell’Università. Dopo aver conseguito una borsa di studio si è trasferito alla Scuola d’Arte del Teatro Colón di Buenos Aires, dove ha studiato composizione e direzione d’orchestra. Dopo aver cantato per svariate stagioni nel coro del Teatro Colon, nel 1988 ha incontrato Horacio Amauri che l’ha incoraggiato a proseguire gli studi di canto e consigliandolo di recarsi in Europa, dove è giunto nel 1991, stabilendosi inizialmente a Verona, dove ha studiato con Vittorio Terranova ed esordendo nel 1992 al Teatro Filarmonico, nel ruolo del padre nell’opera “Pollicino”.
Dal 1993 ha iniziato a prodursi in numerosi teatri italiani (Trieste,Torino, Palermo, Genova Roma Ravenna, Milano, Bologna,Torre del Largo Martina Franca e Verona) ma anche negli Stati Uniti (Chicago, Los Angeles San Francisco,Washington), Francia (Parigi,Marsiglia), Londra, Irlanda,Australia (Sydney e Melbourne), Vienna, Amsterdam il la di Zürich Germania (Monaco di Baviera, Stuttgart, Mannheim Bielefeld Köln Hannover e Francoforte) e Tokio.
Determinante, per la sua carriera è stato, nel maggio 1997 al Teatro Regio di Torino il suo il suo primo Otello, con la direzione di Claudio Abbado a capo dei Berliner Philharmoniker. Un esordio che ha unito pubblico e critica in un unico plauso. Questo ruolo verdiano è stato interpretato da Cura in tutti i maggiori teatri del mondo, al quale si sono aggiunti altri personaggi, parte integrante del suo repertorio:Sansone, nell’opera di Saint-Saens, Des Grieux nella Manon pucciniana, Chenier, nell’opera di Giordano, personaggi che si vanno ad unire a quelli che fanno già parte del suo repertorio: Canio (“Pagliacci”), Turiddu (“Cavalleria rusticana”), Calaf (“Turandot”), Pinkerton (“Madama Butterfly”), Manrico (“Trovatore”) e molti altri.
Altrettanto degna di nota la sua attività di direttore d’orchestra dove ha messo in evidenza un non comune talento e altrettanta spiccata personalità interpretativa.Ricca la sua discografia della quale ricordiamo le incisioni de “Le Villi” di Puccini (Nuova Era), del “Sansone e Dalila” (Erato), numerosi recitals dedicati a opere di Verdi,Puccini e al Verismo (Warner classicis) nei quali si esibisce nella duplice veste di cantante e direttore. In quest’ultima veste ha anche inciso musiche di Rachmaninov (Sinfonia nr.2)e Dvorak (Lieder e Sinfonia nr.9). In video lo troviamo interprete di opere di Verdi (“Il Trovatore”, “La Traviata”, Concerto “A passion for Verdi”) e Puccini (“Manon Lescaut” e “Tosca”).

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