Maria e Biki (parte terza)

Dalla rivista GRAZIA “I vestiti della Callas”
1 giugno 1958
A proposito di una moda tanto discussa come quella attuale, ci è sembrato interessante presentare parte del guardaroba di una donna ufficialmente elegante, per vedere quali sono i modelli che ha preferito e per quali ragioni. Questi abiti rappresentano, in pratica, altrettante variazioni della linea “a sacco”.
Ma la nota che li accomuna non è tanto la criticata bizzarria, quanto l’assoluta semplicità, che presuppone però un taglio e una confezione perfetti. Ciò è particolarmente evidente in due modelli. Il primo, un imprimé con grossi papaveri rosso fiamma su fondo verde e grigio scuro, è di linea dritta, ma un sapiente drappeggio arricchisce il corpino, partendo da dietro, e viene fissato in alto davanti con un piccolo nodo piatto. Lo completa un grandissimo cappello di paglia verde, ornato di una fusciacca drappeggiata, nello stesso tessuto del vestito. Il modello della pagina qui accanto è apparentemente più semplice. In realtà la sua estrema eleganza è dovuta al taglio accuratissimo del motivo del nastro, che partono dalla manica dà al vestito una particolare morbidezza e lo fa appena poggiare sui fianchi. La Callas ha indossato questi modelli con l’eleganza disinvolta di una perfetta mannequin: non una delle pose scattate dal nostro fotografo è stata sprecata”.

La Callas preferisce una moderata interpretazione della linea “a sacco” alle tante mode lanciate negli ultimi anni. Si tratta , secondo la cantante, di una linea molto difficile da portarsi, ma piacevole perché impegna la fantasia e la naturale eleganza di una persona.
Questa moda, comunque, non dona a tutte le donne: il “sacco”, infatti, ben lungi dal nascondere la figura, al massimo la dissimula, sottolineandone però i difetti. La semplicità che distingue questi abiti permette qualche stravaganza nella scelta degli accessori. La Callas ha voluto completare i suoi vestiti con grandi cloches a fungo e guanti lunghi fino al gomito. Cappello, quanti, borsa e scarpe sono fondamentali per l’eleganza di una donna. La cantante li sceglie con molta attenzione. Non vuole che le scarpe siano uguali ai guanti: preferisce invece che siano uguali invece scarpe e borsa, e le prende
appena può in tinta scura. Solo quando l’abito è già molto scuro, acconsente a ravvivarlo con accessori in colore. I guanti devono essere di pelle per il giorno e di camoscio per la sera: preferibilmente corti. Quelli di raso li mette solo per “gran sera”, perché, non aderendo perfettamente alla mano, ne deformano la linea. Maria Meneghini Callas in questo periodo è a Milano, dove la trattengono i suoi impegni professionali, e abita insieme al marito nella bella casa di via Buonarroti.”

Concludiamo parlando dell‘ amicizia fraterna della Callas per Alain Reynaud che le dava anche consigli di stile.Maria Callas era stata la piu’ invidiata delle donne. Regina de La Scala, aveva fatto impazzire il pubblico della lirica di tutto il mondo. Spavalda, bella, sicura, con quel viso tagliente che la magrezza conquistata aveva reso piu’ drammatico, la “Maria” emanava un fascino irresistibile. Oltre ad essere una grande cantante, era una straordinaria attrice. Sempre elegante e curata, Maria aveva un vecchio amico al quale voleva bene e per il quale nutriva una profonda confidenza. Era Alain Reynaud, genero della Biki. Fra i due correva un rapporto fraterno. Alain le fu sempre vicino nella buona e nella cattiva sorte. Nei giorni di disperazione, Maria lo chiamava: “Alain, vieni subito” e Alain correva a Parigi.

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