Luciana D’Intino interpreta i “Wesendonck Lieder” di Wagner
novembre 9, 2009
Lukas Franceschini

Il secondo appuntamento della Stagione Sinfonica veronese ci ha regalato la sorpresa di un brillante giovane direttore che ha saputo letteralmente trasformare l’Orchestra dell’Arena di Verona a riprova di quanto sia importante la personalità di un direttore sulla resa degli strumentisti. Il programma, musiche di Puccini, Wagner e Brahms, non era legato da particolari concezioni musicali stilistiche. Accanto alla rivleazione Wellber, abbiamo anche ammirato la calda voce del mezzosoprano Luciana d’Intino, in una inusuale ma non per questo non meno interessante incursione nel repertorio liederistico.
Teatro Filarmonico di Verona – Stagione Sinfonica 2009-2010
Direttore, Omer Wellber
Mezzosoprano, Luciana D’Intino
Orchestra dell’Arena di Verona
Programma:
Giacomo Puccini: Crisantemi – Elegia per orchestra d’archi
Richard Wagner: Wesendonck Lieder, cinque poemi di Mathilde Wesendonk (orch. Felix Mottl)
Johannes Brahms: Sinfonia n. 4 in mi min. Op. 98
Verona, 29 ottobre 2009
Il secondo appuntamento della Stagione Sinfonica veronese ci ha regalato la sorpresa di un brillante giovane direttore che ha saputo letteralmente trasformare l’Orchestra dell’Arena di Verona a riprova di quanto sia importante la personalità di un direttore sulla resa degli strumentisti. Il programma, musiche di Puccini, Wagner e Brahms, non era legato da particolari concezioni musicali stilistiche. Il nome di Giacomo Puccini viene collegato esclusivamente a titoli d’opere ma vi è anche una limitata produzione strumentale, tra questi il più noto è l’Elegia per quartetto d’archi Crisantemi, composta per la morte di Amedeo di Savoia. Il compositore non diede molta importanza a questo lavoro, che riutilizzerà nell’atto finale della sua Manon Lescaut. Nel ciclo dei cinque “Wesendonck-Lieder” composti da Wagner tra il 1857 e il 1858 su altrettante poesie di Matilde Wesendonck, in particolare in “Im Treibhaus” e ” Träume, troviamo idee musicali che sarebbero state poi sviluppate nell’opera. La Sinfonia n. 4 in mi minore, op.98, l’ultima delle quattro sinfonie scritte da Johannes Brahms è una composizione dal tono spiccatamente romantico, da molti considerata come uno dei più grandi capolavori del compositore. La sua gestazione non fu particolarmente lunga, durò circa un anno, dal 1884 al 1885.
Nel concerto veronese abbiamo avuto l’occasione di ascoltare il mezzosoprano Luciana D’Intino alle prese con i lieder wagneriani. Sicuramente noi conosciamo la cantante friulana per le sue interpretazioni operistiche, ma la sua voce calda e ferma ha dato un risalto particolarmente romantico ai lieder, a riconferma della statura interpretativa e stilistica dell’artista. Olmer Wellber ha distinto le tre partiture con autentica perizia, in Puccini è prevalso l’intimismo, quasi a preghiera del brano, in Wagner è stato il romanticismo, con un particolare risalto agli archi. Il pezzo forte del concerto è stato sicuramente la significativa sinfonia di Brahms, punto di riferimento, talvolta di confronto, di tutto il repertorio ottocentesco. La bellezza del suono, il gioco di colori, l’intensità emotiva sono stati cesellati da Wellber in maniera efficace ed autentica. Gesto sicuro, scatto energico fanno di questo giovane direttore, assistente di Daniel Barenboim alla Staatsoper di Berlino, una personalità musicale già con certezze e con molta aspettative per il futuro. Non a caso, il termine del concerto, è stato salutato da una autentica ovazione.


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molto bello, mancano però i testi con relativa traduzione
Avete segnalato più volte di inviare il commento e ogni volta ho risposto: siete pasticcioni!
…scusa ma non capisco il senso di questo discorso.. quali testi mancano? Quelli dei Wesendonck lieder?