Gustav Leonhardt al clavicembalo

Monte San Vito, Monsano, Montecarotto, Jesi – Teatro La Fortuna
Pergolesi Spontini Festival – X edizione
PER CLAVICEMBALO
clavicembalo: Gustav Leonhardt
Johann Kaspar Kerll Toccata di durezze e ligature Canzon n. 4
Bernardo Storace: Recercar de legature, Corrente n. 17
Bernardo Pasquini Recercar n. 139
Domenico Zipoli: Canzon
Alessandro Poglietti : Recercar n. 3
Johann Christoph Bach: Praeludium in Do maggiore
Johann Sebastian Bach: Aria variata BWV 989 , Quattro Piccoli preludi, Suite in Mi minore “für das Lautenwerk” BWV 996
Monte San Vito, 17 settembre 2010
Il X° Festival Pergolesi Spontini si è aperto nel piccolo Teatro La Fortuna di Monte San Vito (AN) venerdì 17 settembre alle ore 21 con il concerto del grande clavicembalista olandese Gustav Leonhardt, uno dei più importanti interpreti a livello mondiale che ha alternato la musica di Johann Sebastian Bach e altri autori di area tedesca a compositori italiani del Sei-Settecento. Da oltre 50 anni annoverato fra i più apprezzati specialisti di musica antica, acclamato per le sue numerose incisioni di musica che spaziano dai capolavori per tastiera del primo barocco fino alle sue interpretazioni delle sonate di Mozart, Leonhardt ha svolto un ruolo fondamentale nell’esecuzione della musica antica su strumenti d’epoca. Il musicista olandese ha aperto il concerto con la Toccata di durezze e ligature di Johann Kaspar Kerll e ha proseguito con recercari, canzoni, arie e preludi di Bernardo Storace, Bernardo Pasquini, Domenico Zipoli, Alessandro Poglietti, Johann Christoph Bach e Johann Sebastian Bach. Lungi dal considerare questo come uno degli ultimi concerti dell’ottantenne maestro clavicembalista, bisogna proprio dire che egli mantiene tutto il suo smalto e il suo stile formatosi attraverso una capillare selezione del repertorio da presentare al pubblico: in particolare la sua cifra stilistica rifugge dal virtuosismo tout court (quello funambolico e flamboyant alla Domingo Scarlatti per intenderci) per riservarne agli intenditori e appassionati uno meno esteriore e tutto basato sul cesello delle voci e sul finissimo fraseggio: allora il maestro Leonhardt ha potuto ben esibire una mano non più giovane e che purtroppo accenna un leggero tremolio, ma ancora abilissima e votata a una tecnica sorvegliata e costante che si è rivelata per tutto il concerto dove proprio l’intreccio contrappuntistico aveva il maggior campo. Sul piccolo palco del Teatro La Fortuna di Monte San Vito il maestro aveva a disposizione due clavicembali, uno di tipo italiano e l’altro di tipo tedesco, entrambi finemente dorati e decorati tanto da costituire una vera e propria scenografia; sul primo ha eseguito la prima parte del concerto composta dalla Canzon n. 4 di Johann Kaspar Kerll e dalla sua Toccata di durezze e ligature di ascendenza frescobaldiana, indi il Recercar de legature e la Corrente n. 17 del siciliano Bernardo Storace in cui il gioco di  dissonanze rivela lo sperimentalismo della musica cembalistica del tempo, poi  il Recercar n. 139 di Bernardo Pasquini, autore che fa da cerniera al 700 per la sua sensibilità armonico- verticale – tonale con il suo allievo Zipoli di cui Leonhardt ha eseguito una Canzon dal contrappunto di forte impronta melodica e che inclina già a un equilibrio formale di simmetrie e progressioni; alla fine delle prima parte del concerto l’eccentrico Recercar n. 3 di Alessandro Poglietti con la sua esoterica capacità di unire la metodicità italiana al genere descrittivo e mimetico della musica francese. La seconda parte del concerto non poteva che convergere su Bach, iniziando da Johann Christoph, lo zio del grande Johann Sebastian, con il suo Praeludium in Do maggiore dal carattere ancora toccatistico di cui il molto più celebre nipote aveva tanta stima e, finalmente,  l’Aria variata BWV 989 di un Johann Sebastian ancora ventenne seguita  dai famosissimi Quattro piccoli preludi e dalla poderosa Suite in Mi minore “für das Lautenwerk” BWV 996 che il maestro ha giocato su vari registri tra cui quello di liuto che ha sempre una bella presa sull’uditorio. Elegante nel gesto Leonhardt, alla fine del concerto ha offerto al pubblico plaudente un bis bachiano che ha ribadito la sua sovrana competenza su quell’autore.
Foto Binci

2 Comments

  1. William Horn

    Il clavicembalo tedesco utilizzato da G.Leonhardt è una ricostruzione storica del clavicembalo costruito da MICHAEL MIETKE (Berlino, 1700 c.a), realizzato dal cembalaro WILLIAM HORN (Brescia). Questo strumento, che si trova al castello di Charlottenburg, è appartenuto al Re Federico II, ed è stato suonato da C.Ph.E. Bach (cembalista di corte) e dal padre Johann Sebastian Bach, che vi eseguì l’Offerta Musicale in onore di Federico.
    I dati tecnici del cembalo si trovano sul sito Internet di WILLIAM HORN CLAVICEMBALI al seguenti indirizzo:
    http://www.williamhorn.it/clavicembali/it/catalogo/clavicembalo-tedesco-copia-mietke-berlino-1700

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