Trieste, Politeama Rossetti:”Swan Lake” di Matthew Bourne

Trieste, Teatro Stabile del Friuli Venezia-Giulia, Politema Rossetti, Sala Assicurazioni Generali.
Danza & dintorni  2010/2011

“SWAN LAKE”

Ideazione coreografica e regia di Matthew Bourne
su musiche di Piotr Ilic Ciaikovskij
Scene e costumi Lez Brotherston
disegno luci è di Rick Fisher, Scott Amber & Etta Murfitt figurano quali Associate Directors
il sound design è di Ken Hampton
The Swan/Stranger JONATHAN OLLIVIER
The Prince DOMINIC NORTH
The Queen NINA GOLDMAN
The Girlfriend SHELBY WILLIAMS
The Private Secretary: ASHLEY BAIN
The Young Prince PHIL JACK GARDNER
Ensemble: Tim Bartlett, Tom Clark, Travis Clausen-Knight, Cindy Ciunfrini, James Cousins, Pia Driver,
Tom Davies, Gavin Eden, Ross Fountain, Scott Jennings, Jack Jones, Mari Kamata, Nicole Kabera,  Simon Karaiskos, Daisy May Kemp, Franklyn Lee, Katy Lowenhoff, Katie Lusby, Jamie McDonald,
Luke Murphy, Ashley Orwin, Gemma Payne, Samuel Plant, Alastair Postlethwaite, Danny Reubens,
Anwar Russell, Chris Trenfield, Vince Virr, Lewis Wilkins, Shelby Williams.
Trieste, 1 dicembre 2010

Fantastico! Strepitoso. Imperdibile. Godibilissimo. Incredibile. Unico. Entusiasmante. Già, anche se generalmente chi scrive non si mostra facilmente entusiasmabile,  né  generoso nei giudizi, lasciatemi dire che “Swan lake” di Matthew Bourne approdato ieri sera alla Sala Assicurazioni Generali del Politeama Rossetti è uno spettacolo sul quale si possono spendere aggettivi, trasformabili in superlativi senza remore. Ma soprattutto è uno spettacolo da vedere. Assolutamente!  Spostatevi da tutto il nord-est perchè ne vale assolutamente  la pena! Qualità assoluta, danzatori eccellenti, sceneggiatura perfetta, emozioni a volontà e occhi pieni di bellezza.
Una signora, prima dell’inizio dello spettacolo confidava all’amica  “Non ho mai visto il Lago dei cigni”.  Alla fine la stessa signora sussurrava “Fantastico! Che emozione!” Questi sono spettacoli fondamentali per la creazione di un nuovo pubblico. La signora in questione, molto probabilmente, la prossima volta sarà tra le prime ad andare a teatro a vedere qualche altro balletto…..cosa sperare di meglio?!?
Dello spettacolo in sé è già stato scritto e detto molto. Ci limitiamo a sottolineare che la sontuosa e suggestiva scenografia di Lez Brotherston è magistralmente illuminata dalle luci di Rick Fisher. L’invenzione degli splendidi “tutù” maschili per i cigni e degli elegantissimi abiti da danza per la festa al Palazzo Reale del III atto sono sempre di Lez Brotherston che ha ricevuto, meritatamente, numerosi premi. Così come la regia e coreografia di Matthew Bourne.…di fronte ad opere di questo tipo che, a nostro modesto parere, hanno la rara qualità di coniugare emozione e qualità, fantasia e sapere, sogno e realtà, ci si chiede da quale rara illuminazione sia stato toccato un artista… quanto grande sia il suo genio, il suo cuore, la sua testa.
E’ uno spettacolo capace di ammaliare lo spettatore più smaliziato e quello profano: offre grande danza al primo e una lettura facile al secondo. Non crea incomprensioni, né scade nel cattivo gusto della macchietta omosessuale: eppure ci sono uomini che danzano vestiti da donne (come nel delizioso e ironico “ballettino di repertorio” nel primo atto: dissacratoria parodia di tanto balletto antico e stantio), un principe che si innamora di un cigno uomo, travestiti nella scena del night club alla fine del primo atto, sesso e ammiccamenti sparsi a volontà nel terzo. Ma non danno fastidio, neanche agli spettatori più agée che ho avuto modo di cui ho avuto modo di sentire i commenti.
La storia è quella di un principe così poco amato, così poco “toccato”, così solo che finisce per innamorarsi di un sogno, di una fantasia (un cigno addirittura!) che finalmente sembra donargli amore e affetto che nel reale non gli è dato avere. Ricorda Ludwig di Baviera. Ricorda lo stesso Ciaikovskij, autore delle musiche. Ricorda tanti altri regnanti di allora e di oggi che all’apparenza ricchi e potenti, vivono una solitudine schiacciante. Sbeffeggiato nella vita reale, ma soddisfatto nel sogno, non potrà che sperare nella vita eterna con il suo cigno, anche a costo del suicidio. Nel finale, in una delle tante belle immagini dello spettacolo, lo vediamo in braccio al cigno finalmente sereno e appagato.
Dei danzatori si ricordano l’abilità tecnica e interpretativa di Dominic North nel ruolo del Principe, la simpatica verve e la mimica di Shelby Williams nel ruolo della Fidanzata e la rude, forte, tecnica presenza di Jonathan Ollivier nel ruolo del Cigno. Certo che Adam Cooper, primo interprete del ruolo, resta ancora insuperabile per charme, tecnica e magnetismo….
Foto Hugo Glendinning

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