Dal Politeama Rossetti di Trieste:”Flashdance”

Trieste, Politeama Rossetti, Sala Assicurazioni generali – Musical & grandi eventi
“FLASHDANCE – IL MUSICAL”
di Tom Hedley e Robert Cary
musica di Robbie Roth
liriche di Robert Cary e Robbie Roth
Tratto dal film Paramount Pictures
sceneggiatura di Tom Hedley e Joe Eszteraas,
trama di Tom Hedley
Regia Federico Bellone
Scene: Alessandro Camera
Costumi:Francesca Schiavon
regista supervisore Glenn Casale
coreografie di Gail Davies
Produzione:Stage Entertainment Italia;
Produzione originale per il West End di Christopher Malcolm,
David Ian, Steven Baruch, Tom Viertel, Marc Routh,
Richard Frankel e Transamerica.
Produttore Esecutivo Tom Hedley in collaborazione con Paramount Pictures
Interpreti: Marta Belloni, Filippo Strocchi, Barbara Corradini,
Giada D’Auria, Massimiliano Pironti, Chiara Vecchi, Daniela Pobega.
Trieste, 4  febbraio 2011

Ma che bravi! Bravi, bravissimi tutti gli interpreti di questa prima versione italiana di Flashdance! Spettacolo molto curato, con belle trovate registiche, attenzione ai particolari, alla qualità del suono, alle scene, ai costumi.
Gli interpreti si spendono al massimo: la loro energia sprizza dall’inizio alla fine dello spettacolo. Ne soffre, rispetto alle versioni anglosassoni, la danza e, in musical intitolato Flashdanca (danza veloce) è un peccato.
Alcuni danzattori, esperti anche in acrobazie e breakdance, sono eccitanti da vedere ma il tessuto coreografico generale è povero e piuttoto limitato…pochi numeri di assieme e poca emozione da parte del pubblico per non sentirsi coinvolti in almeno un numero danzato ad alto impatto. In verità questa è la sensazione generale che questo Flashdance lascia: aldilà della bravura e dell’energia profusa dai singoli interpreti, dalla curata e attenta regia di Federico Bellone (con la supervisione dell’americano Glen Casale), dalle imponenti e suggestive scenografie di Alessandro Camera, dagli sgargianti e ricchi costumi di Francesca Schiavon, dalle curatissime e fantasmagoriche luci di Valerio Tiberi, il testo e la musica scorrono via senza lasciare traccia.
Delle canzoni originali del film ne vengono salvate solo 5: le altre, originali composte da Robert Cary e Robbie Roth, sono il sostegno strutturale al procedere della narrazione ma non lasciano il segno, non colpiscono, non arrivano. Ugualmente la trama, piuttosto pretestuosa e svilita dal cattivo di turno che sembra uscito fuori da un film in costume sui mafiosi italiani in America nel 1920, con la mamma che muore, cone lei che vive il parallelo della sindrome di Cenerentola….insomma, un bell’ammasso di stereotipi e luoghi comuni che offrono una bella occasione agli interpreti e poca emozione a chi guarda, seduto in platea.
Vista la loro qualità è doveroso citare almeno qualcuno degli interpreti: svetta, la Alex di Marta Belloni, secondo cast o cover della protagonista Simona Samarelli. Precisa, in parte, buona cantante, ottima ballerina, presente, motivata…un piacere per gli occhi e per le orecchie. Ugualmente si può dire di Filippo Strocchi, co-protagonista, dall’esile ma educata voce, ottimo danzatore che però vediamo accennare qualche passo di danza solo nel finalissimo. Precise e generose le tre coprotagoniste femminili: Giada D’Auria, Chiara Vecchi e Daniela Pobega. Una menzione in più merita la bella voce, rotonda e melodiosa di Barbara Corradini, nel ruolo della mamma di Alex. Insomma: peccato! Grande cast artistico e di interpreti, buoni mezzi, belle idee, spese per un musical che non regala emozioni! Alla decima replica, in una sala piuttosto vuota, il pubblico risponde adeguatamente.