Genova, Teatro Carlo Felice: “Roméo et Juliette”

Genova, Teatro Carlo Felice: “Roméo et Juliette”

Genova, Teatro Carlo Felice, Stagione Lirica 2011/2012
“ROMÉO ET JULIETTE”
Opera in cinque atti. Libretto di Jules Barbier e Michel Carrè dalla tragedia Romeo and Juliet di William Shakespeare.
Musica di Charles Gounod
Juliette MAITE ALBEROLA
Roméo ANDREA BOCELLI
Frère Laurent ANDREA MASTRONI
Mercutio ALESSANDRO LUONGO
Stéphano ANNALISA STROPPA
Le Comte Capulet MARZIO GIOSSI
Tybalt BLAGOJ NACOSKI
Gertrude ELENA TRAVERSI
Le Comte Pâris FRANCO SALA
Grégorio BIAGIO PIZZUTI
Benvolio MANUEL PIERATTELLI
Le Duc de Vérone FABRIZIO BEGGI
Orchestra e Coro del Teatro Carlo Felice di Genova
Direttore Fabio Luisi
Maestro del Coro Marco Balderi
Regia Jean-Louis Grinda
Scene Eric Chevalier
Costumi Carola Volles
Luci Roberto Venturi
In coproduzione con l’Opéra di Monaco, Monte Carlo
Genova, 24 febbraio 2012
Queste rappresentazioni di Roméo et Juliette di Charles Gounod erano senz’altro lo spettacolo più atteso della Stagione Lirica genovese. Non tanto per il fatto che il titolo non venisse più rappresentato dal lontanissimo 1891 (al Politeama Genovese) e neanche per la straordinaria presenza del M° Fabio Luisi sul podio. L’attesa era tutta rivolta ad Andrea Bocelli, qui al suo debutto come Roméo sulle scene liriche, con il conseguente e inevitabile impatto mediatico: registrazione di cd e dvd, un’affollatissima conferenza stampa tenutasi a Palazzo Ducale e tanta pubblicità.
Per quanto riguarda l’allestimento -coprodotto con l’Opéra di Monte-Carlo-, la regia di Jean-Louis Grinda è stata giocata su movimenti piuttosto semplici. Visivamente, è stato ripristinato l’utilizzo di grandi fondali dipinti: un allestimento complessivamente riuscito e funzionale, con bei giochi di contrasto tra i costumi di Carola Volles e il periatto ideato da Eric Chevalier. Funzionale il disegno luci di Roberto Venturi.
Prima dell’inizio della rappresentazione, il sovrintendente Giovanni Pacor è salito sul palco per annunciare l’indisposizione di Andrea Bocelli il quale avrebbe voluto cancellare la recita. Essendo indisposto anche il tenore José Bros, previsto nel cast alternativo, il tenore toscano ha alfine accettato di esibirsi. Bocelli ha mostrato una voce in debito di volume, spesso coperta sia dai colleghi che dall’orchestra; gradevole nel registro medio, ma in grande difficoltà nelle parti più concitate e impegnative della partitura. Roméo è un giovane che vive sentimenti forti e contrastanti durante tutto lo svolgimento dell’opera, sentimenti che richiedono una grande duttilità espressiva, cosa che qui non ha trovato attuazione. Ciò nonostante, dopo le proprie arie e alla fine della recita, gli applausi e le ovazioni sono state tutte per lui. Per quanto riguarda il resto del cast, alcune voci si sono rivelate molto generose e interessanti. In primis, la Juliette interpretata da Maite Alberola; dotata di voce energica e fresca si è molto immedesimata nel proprio personaggio, anche se alcuni acuti sono risultati un po’ spinti. Tra il folto stuolo dei comprimari, svetta la bella prova di Annalisa Stroppa nei panni di Stéphano: frizzante, con facilità negli acuti e decisamente a suo agio sulla scena. Molto buona anche la prova di Andrea Mastroni, Frère Laurent di bella voce corposa e profonda, mai forzato nel registro grave e decisamente in parte. Blagoj Nacoski ha disegnato un antipaticissimo Tybalt sotto il profilo scenico: il timbro è assai gradevole, e la sua performance è risultata complessivamente buona, se si eccettua qualche problema d’intonazione all’inizio, dovuto probabilmente all’emozione. Ottima la prestazione di Marzio Giossi, padre di Juliette. Buono anche il Mercutio di Alessandro Luongo, di bella voce baritonale, che è riuscito a risaltare notevolmente nella propria aria e per l’intera recita. Decisamente sottotono invece la balia Gertrude di Elena Traversi. Funzionali Manuel Pierattelli nel ruolo di Benvolio e Fabrizio Beggi come Duc de Vérone.
La direzione di Fabio Luisi, che nonostante gli impegni internazionali continua a mantenere un forte legame con il teatro della sua città natale, è stata indimenticabile. Ha letteralmente trascinato i vari strumenti in quest’opera che sembra essergli particolarmente congeniale: lo si è potuto riscontrare soprattutto nei preludi, in particolare quello del secondo atto, così pieno di poesia. Luisi infine è riuscito a ottenere, per quanto possibile, un buon equilibrio tra voci e orchestra. Ottima la prova del Coro diretto da Marco Balderi. Al termine della recita applausi generosi per tutti i protagonisti, con Bocelli al centro della scena. Ricordiamo che durante le recite successive, il M° Luisi è stato nominato Direttore Onorario del Teatro Carlo Felice. Foto Patrizia Lanna – Teatro Carlo Felice di Genova

 

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