Alberto Mattioli:”ANCHE STASERA” – Come l’opera ti cambia la vita

Alberto Mattioli:”Anche Stasera” – Come l’opera ti cambia la vita 
Un inno e un manifesto per una forma di spettacolo diventata arte anche grazie a noi italiani.
Mondadori –  Collana Frecce – Pagine: 192
Prezzo:17,50 euro

L’opera lirica è senza dubbio una componente fondamentale della nostra identità nazionale, tanto che si dice che l’Italia l’ha fatta Cavour mentre Verdi e Puccini  hanno fatto gli italiani. Dopo periodi poco fortunati, di questi tempi, nonostante i tagli dei finanziamenti pubblici, l’Opera sta riscoprendo un rinnovato interesse del pubblico. Alberto Mattioli, giornalista esperto di lirica, ha recentemente tagliato il traguardo delle 1000 recite viste: un percorso iniziato da bambino, tra sbadigli e pisolini su vellutate poltrone, e decollato in adolescenza quando l’Opera diventa una sorta di dipendenza fisica e psicologica. Da quel momento la recita in teatro attraverserà costantemente la vita del nostro protagonista fino ad oggi. Rivivendo la sua decennale esperienza, tra sfarzosi teatri e grandi tenori, trionfi epocali e fiaschi apocalittici, uno dei più appassionati esperti in Italia ci racconta perché l’Opera ti cambia la vita, quale forza sublime riesce a trasmettere e che curiosità induce un genere di spettacolo  dove, come diceva Bernard Shaw “un uomo viene pugnalato e invece di morire, canta”.
Alberto Mattioli, nato a Modena nel 1969, giornalista, lavora a “La Stampa”. Scrive di opera lirica anche per “Musica” e “Classic Voice”. Per Mondadori ha pubblicato Big Luciano (2007)

 

5 Comments

  1. eugenio paolantonio

    DR. Mattioli, l’ho seguito su rai uno dove ho scoperto la sua grande passione per la musica lirica.
    Vorrei portare alla sua c.a. dell’esistenza di un’opera lirica
    I Normanni a Salerno di Temistocle Marzano, allievo prediletto di Mercadante.
    Le posso assicurare che con Cavour, Verdi e Puccini c’era anche Marzano Temistocle. La invito a visitare il sito e si accorgerà che molta musica e patriottismo. Se tutto ciò la convice, sare lieto rispondere alle vostre domande per un servizio sulla Stampa.Le posso rilevare anche l rapporto Verdi- Marzano.le sarei molto grado se accoglie questo mio invito.
    La lirica stà vivendo momenti drammatici perchè si spende molto e molto spesso male. Fuori le agezie e più spazio ai giovani.
    In attesa di un suo cortese riscontro. distinti saluti. Eugenio

  2. agostino ghiglione

    Oggetto : “Anche stasera”

    Caro Dottore Mattioli,
    al momento di fare una sosta nella lettura del suo libro ,ero arrivato al “Foyer delle vanità”, tramite “Facebook” le ho inviato un anedotto raccontatomi da mia mamma. Me lo citava insieme al fatto che con i suoi genitori aveva assistito alla Scala alla 14^ recita della prima di Turandot diretta da Toscanini. Avevo sempre apprezzato che non avesse “barato” dicendomi che era stata “la prima assoluta”.
    Ciò premesso vorrei integrare il capitolo “Mettersi all’opera?” portando la numerazione da 100 a 110 e lode.
    Lo faccio in ricordo dei tempi in cui mi sono laureato in Ingegneria a Genova. La votazione di laurea a quel tempo arrivava a quel numero. Io mi fermai a 102(discutendo tesi e tesina) che ritengo un bel successo per essermi laureato in 5 anni. Comunque storia dimenticata essendo ormai in pensione.
    Incominciamo:

    -101. “La piccola volpe astuta” di L.Janacek vista per la prima volta al”Festival dei due mondi” di Spoleto 25 anni fa ,circa. Regia moderna alla “Fernand Leger” nella quale la volpe appena uccisa viene “scuoiata”ed appare in scena la stupenda nudità della cantante ingaggiatadallo stesso Menotti. Era il tempo in cui il Festival era ancora tutto suo.
    -102. “Ariadne auf Naxos” di R. Strauss in DVD eseguito alla Semperoper di Dresda ;direttore Sir Colin Davis. Rappresentata in unica soluzione (niente prologo e opera) con regia di Marco Arturo Marelli. Il compositore non sparisce dopo il prologo,accompagna al piano Zerbinetta e poi fa scorrere il sipario mentre si consuma il duetto finale Bacchus-Ariadne.Sipario che poi si riapre per mostrare che nella casa del gran-signore tutto si è compiuto ed i fuochi d’artificio sono iniziati alle 10 in punto!
    -103. Ancora “La piccola volpe astuta” vista al Palafenice di Venezia con regia di David Pountney,direttore Zoltan Pesko con interprete la sublime Livia Agh, mai più ascoltata. E’ stata ripresa dalla Scala (versione Arcimboldi) con Laura Aikin nel ruolo. Invece persa quella di Firenze di Pelly-Ozawa causa “sold out”.
    Viva le volpi viva Janacek.
    -104- “La Belle Helene” di Offenbach vista il 17 agosto 2000 al Festival di Salisburgo. Anzi in delegazione al teatro di Perner-Insel utilizzato per la prima volta .Direttore Petiejean e regia Werniche. Subissata di fischi ed urla perché modernissima. Quella con i teli da mare, gli ombrelloni, le pinne e gli occhiali da sub. Magnifica.Stupenda per me. Rimasi tanto tempo ad applaudire che persi l’autobus per il ritorno a Salisburgo. Una avventura!
    -105. “Armide” diC.W.Gluck .Alla Scala con direzione di Muti (che si è rifatto a Richard Hickox più che al successivo Minkowskij) questo per dire che non ci ha messo niente di suo. Regia di Pizzi. Nel ruolo Anna Caterina Antonacci con pluriesibizioni del suo splendido dorso nudo. Ascoltata più che vista in un palco laterale in alto il 21 dicembre 1996 poi goduta in platea il 26 maggio 1999. Cioè due volte per l’insieme di 20 rappresentazioni date (per un totale di 40.000 spettatori). Ma un DVD non lo si poteva commissionare? Potrei così rivedermi il finale della prima scena del 5° atto quando inizia la “ciaccona” che Gluck sostituisce alla passacaglia di Lully in cui si librano coppie danzanti nero vestite con coreografia di Spoerli .Un trionfo di bellezza insuperabile.
    -105. “Il Ring”.Rivisitato dalla “Fura Dels Baus” e visto al Maggio fiorentino. “Rehingold” è tecnologicamente irraggiungibile per bellezza. Le figlie del Reno cantano e si immergono nell’acqua come Ester Williams e l’oro si fonde e forma colate umane facendo muovere in scena mimi dorati. Per fortuna anche in DVD. Imperdibile.
    -106. “Capriccio” di R. Strauss .DVD del S. Francisco Opera House! Pietra miliare nella storia dell’opera. Datata 1942. Ambientata nella Parigi di fine settecento in cui Gluck mette mano alla riforma dell’opera. Cast stellare: Kiri Te Kanawa,David Kuebler,Simon Keenlyside,Tatiana Troyanos,Victor Braun, Hackan Hagegard, Michel Senechal.Direttore Donald Runnicles. 114 minuti di ininterrotto godimento.Quando tutto sembra compiuto 8 servitori prima e dopo Monsieur Taupe, il suggeritore, ci ricordano quanto sia grande fare teatro operistico. E che Klemens Kraus aveva ,finalmente, sostituito Hoffmanstahl nel cuore di Strauss.
    -107. “Die tote stadt” di E.W. Korngold .Direttore Eliau Inbal ,regia(non barocca) di Pizzi data alla Fenice nel gennaio 2009. Da poco in uno splendido DVD. Anche di questo titolo Spoleto ne aveva anticipato il mio innamoramento.
    -108. “Armide” di Lully. E’ la prima di tante eseguite sul testo di Quinault quindi un secolo prima di quella di Gluck ,che ha lo stesso libretto. Theatre de Champs-Elyses, direttore William Christie, regia di Carsen, Les arts florissants. C’è poco da aggiungere se non ricordare che qui c’è la “ passacaglia “ mutuata in “ciaccona” da Gluck.Dimenticavo :DVD uscito da poco.

    -109. Tutto “Janacek” diretto da Sir Charles Mackerras con i Wiener. “Jenufa”,”Kata Kabanova”,”Vec Makropulos” con Elisabeth Soderstrom nei ruoli.Inarrivabile.Peccato non ci sia traccia di lei in altre incisioni.Completa “The cunning little vixen” (con Lucia Popp morta suicida) e “Z Mrtveho Domu”(cioè “Da una casa di morti”).Doppio il finale di Jenufa ( “Odesli….) il secondo con orchestrazione di Karel Kovarevic.Magnifiche entrambe ma qui getto la spugna perché la mia competenza non arriva a capirne le differenze.

    -110. Lo ”’Epistolario” tra R. Strauss e Hugo von Hoffmanstahl (vere affinità elettive). Ottocento pagine di puro godimento. Constando che anche se in decadenza le Poste nell’Impero Austroungarico e nella Mitteleuropa erano una cosa seria.

    -La lode :al Circolo “La Biblioteca” di Albisola Marina dove tra il 1994 e il 2002 ho seguito le conferenze di preparazione all’ascolto delle opere con organizzazione di spedizioni sempre più partecipate in tanti teatri italiani e stranieri. Io,come lei,ero un solitario,però quelle serate erano interessanti. Docenti eccellenti:il maestro Marcello Panni,Marco Jacoviello, il critico Cantù, il prof. Gustavo Malvezzi. Quest’ultimo insegnante al Conservatorio di Como e titolare al Liceo classico di Savona di un corso sul “melodramma” nella ripartizione in tre del corso di “Storia dell’arte”. Cultore dell’opera Barocca con tesi sull’opera “Antigona” di TommasoTraetta. Che ho in un CD della Decca ma ora è fuori catalogo. Più volte eseguita al Festival della Valle d’Itria .Dimenticavo che è stato cultore dell’Opernhaus per gli anni che ha insegnato a Zurigo.

    Così il ciclo si chiude .Visto che non possiedo le “sue” chiavi per Bayereuth spero di poterla incontrare a Dresda per il Festival dei 150 anni dalla nascita di Richard Strauss. Mi auguro di esserci e che ci sia ancora l’Euro!
    Grazie per la buona lettura che mi ha accompagnato in questi giorni e che ha sollevato i ricordi di cui sopra.

    Cordialità.

    Agostino Ghiglione
    Via S. Quasimodo 129
    00144 Roma

  3. agostino ghiglione

    Visto che qualcuno propone opere nuove consiglio di rintracciare “Antigona” di Tommaso Traetta del 1772 il cui libretto fu sottoposto prima a Federico II di Prussia poi alla zarina Caterina a cui l’opera era dedicata.Direi altri tempi in cui i potenti si potevano dedicare alla cultura.Opera stupenda.Inoltre stanotte in filodiffusione ho ascoltato la parte finale dell’opera “I predestinati” di Schreker (Die Gezeichneten) rappresentata ad inizio ‘900.Tanto Wagner e R.Strauss ma gradevole. Ad maiora!

  4. luigi

    Caro dottor Mattioli, come l’opera ti cambia la vita! Dopo 40 e più anni di musica “pura”, oggi, domenica 21 luglio 2013, ore 21,15, sarà la decima volta consecutiva (interrotta solo da un Idomeneo su Rai5) che ascolto l’Orfeo ed Euridice di Gluck! L’opera è una malattia! Statene distanti! Quale sarà il mio futuro?

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