Brescia, Teatro Grande: “Lucia di Lammermoor”

Brescia, Teatro Grande – Stagione d’Opera e Balletto 2012
“LUCIA DI LAMMERMOOR”
Dramma tragico in tre atti, Libretto di Salvadore Cammarano dal romanzo The bride of Lammermoor di Walter Scott
Musica di Gaetano Donizetti
Lucia ROMINA CASUCCI
Edgardo FRANCISCO CORUJO
Enrico SERBAN VASILE
Raimondo GIOVANNI BATTISTA PARODI
Arturo ALESSANDRO SCOTTO DI LUZIO
Alisa CINZIA CHIARINI
Normanno ALESSANDRO MUNDULA
Orchestra de “I Pomeriggi Musicali”
Coro del Circuito Lirico Lombardo
Direttore Matteo Beltrami
Maestro del coro Antonio Greco
Regia Henning Brockhaus
Scene e costumi Josef Svoboda
Ricostruzione allestimento scenico Benito Leonori
Costumi Patricia Toffolutti
Coproduzione dei Teatri del Circuito Lirico Lombardo: Grande di Brescia, Sociale di Como AS.LI.CO., Ponchielli di Cremona, Fraschini di Pavia; della Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi, Teatro dell’Aquila di Fermo, del Teatro Coccia di Novara e Teatro Alighieri di Ravenna
Brescia, 28 Ottobre 2012

Il ventennale allestimento di “Lucia di Lammermoor” creato dallo scenografo e costumista ceco Josef Svoboda, spentosi nel 2002, approda sul palcoscenico del Teatro Grande di Brescia nella rivisitazione ad opera di Benito Leonori.
Svoboda fu pioniere nell’utilizzo delle videoproiezioni, molto tempo prima che la tecnologia digitale facesse il suo ingresso nella realizzazione di spettacoli teatrali e, anche se oggi tali artifizi sono del tutto inflazionati, bisogna riconoscere che l’idea originale del famoso scenografo ha sostanzialmente rivoluzionato il modo di rappresentare anche l’opera lirica. Nella fattispecie, un’ampia scalinata riempie il palcoscenico, mentre l’enorme sipario di stoffa argentea si espande e si contrae, fornendo lo spazio su cui vengono retroproiettate immagini dal valore simbolico. Tale struttura si giova di un tessuto piuttosto denso, dall’effetto stropicciato, capace di simulare, nella sua massima apertura, una parete rocciosa che incombe sullo svolgersi dell’intera vicenda. I costumi riadattati da Patricia Toffolutti mescolano generi e stili diversi (mutuati dal primo Novecento per le figure femminili e per il coro, di epoca precedente quelli pensati per i protagonisti maschili) con una resa complessiva piuttosto alienante. Il regista Henning Brockhaus, pur rimanendo sommariamente fedele alle indicazioni del libretto, inserisce alcune trovate molto personali che causano, almeno in un paio di casi, il rumoreggiare di una parte del pubblico: Lucia ed Alisa, ad esempio, fanno la loro comparsa disputando una partita di badminton (da noi, meglio conosciuto come volàno), mentre, sul principio della scena della follia, il cadavere insanguinato di Arturo (impersonato da un abile attore-mimo) viene fatto rotolare giù per la scalinata, atterrando in proscenio con un sonoro tonfo. Più azzeccata, invece,  la controscena in cui una coppia di diaboliche ed inferocite damigelle strattona la povera Lucia, infilandole a forza l’abito da sposa. Molto efficace, poi, la scena delle nozze, quando un Arturo agghindato come un esilarante manichino (lo smoking bianco, completo di cilindro e bastone, unitamente al trucco esagerato, lo fa somigliare in tutto e per tutto ad Ettore Petrolini, divo dell’Avanspettacolo) , pronunciando la frase “Ti piaccia i voti accogliere del tenero amor mio”, cinge, con impeto quasi sessuale, il baule ricolmo di tesori che sancisce l’accordo matrimoniale. In definitiva, uno spettacolo non banale, capace di offrire diversi spunti di discussione.
Matteo Beltrami ha diretto la partitura donizettiana con sicurezza e sensibilità, distinguendosi grazie al gesto preciso e composto e per l’estrema cura con cui ha saputo dosare lo spessore sonoro in funzione dei giovani componenti del cast. Ciononostante, ben poco poteva esser fatto per sostenere una protagonista che, allo stato attuale delle cose, risulta totalmente inadatta a vestire i panni di un ruolo monstre come quello di Lucia. Romina Casucci ha voce di soprano leggero, abbastanza gradevole nel timbro ed apparentemente estesa in alto; tuttavia il peso specifico del suo strumento è talmente esiguo da sparire nel nulla ogniqualvolta la tessitura del personaggio gravita sul centro, per non parlare delle discese alle note gravi della cavatina d’entrata. Affidare questa parte ad un soprano con tali caratteristiche, avrebbe avuto senso solo se ci si fosse trovati di fronte ad un’assoluta virtuosa del canto di coloratura: circostanza che, in questo caso, non si è verificata. La Casucci ha difatti esibito un’emissione stentata ed evanescente durante tutto lo svolgimento dell’opera e, ad eccezione del duetto con Enrico, riuscitole discretamente, si è espressa con una musicalità incerta che le ha procurato parecchie difficoltà. I sovracuti abbastanza facili (salvo quello, sciagurato, che ha chiuso lo “Spargi d’amaro pianto”), ma spesso crescenti nell’intonazione, non sono riusciti a far passare inosservate le carenze nell’agilità (le volatine andrebbero ristudiate in toto, ad esempio), mentre del tutto irresponsabile, data la situazione, è parsa la decisione di eseguire a voce scoperta (ovvero, senza l’unisono del flauto) la cadenza della pazzia, durante la quale il soprano ha potuto appigliarsi unicamente ai pochi accordi provenienti dall’arpa posizionata in barcaccia.
Perfettamente a fuoco, d’altro canto, l’Enrico di Serban Vasile: voce autenticamente baritonale, giustissima per la parte (e qui è proprio il caso di dirlo), compatta ed omogenea. Come interprete, è risultato sufficientemente protervo e, complice una discreta recitazione, convincente anche dal punto di vista scenico. Giovanni Battista Parodi ha fatto esprimere Raimondo con un timbro di basso corposo ed ha donato al suo personaggio autorevolezza e credibilità. Francisco Corujo è un tenore di voce non grande, ma capace di una linea di canto molto aggraziata. La sua performance nei panni di Edgardo è andata in crescendo, anche se, giunto alla sua scena finale, ha mostrato segni di stanchezza, particolarmente evidenti nell’ostico passaggio sol-sol diesis-la, in corrispondenza della frase “Bell’alma innamorata”. Discreti i comprimari, con una menzione speciale per Alessandro Scotto di Luzio, un Arturo gradevole sia vocalmente che scenicamente.
Ottima la prova dell’orchestra de “I Pomeriggi Musicali” e, purtroppo, molto distratto ed impreciso il Coro del Circuito Lirico Lombardo.

18 Comments

  1. Pierluigi

    Anch’io sono sostanzialamente d’accordo. Lo spettacolo non mi è dispiaciuto affatto ma, effettivamente, la protagonista era davvero molto al di sotto delle esigenze vocali del terribile ruolo ad onta di buone intenzioni che qua e là si intuivano. Ottimo davvero Vasile (già apprezzato in Cenerentola due anni orsono) e apprezzabilissimo Coruyo; il suo canto è riuscito anche a commuovermi. Deve crescere ma i numeri sono notevoli. Matteo Beltrami ha diretto con autorevolezza e giuste dinamiche il capolavoro donizettiano che, proprio per questo, è riuscito comunque ad avere il giusto rilievo……peccato davvero la grave manchevolezza sopranile.

  2. Irina

    Mi accodo e sono d’accordo con Voi, anche se una ragazza giovane che affronta la Lucia, mi fa simpatia a prescindere. Ci tengo solo a dire che ho trovato veramente maleducatissima la signora che ha urlato all’inizio della seconda parte del primo atto, senza nemmeno provare a riflettere su quello che stava vedendo e disturbando parecchio gli altri spettatori.
    Grazie,
    Irina

  3. sergio

    Io invece ero lì e ho sentito una voce molto proiettata soprattutto nelle scene d’insieme era la voce che più emergeva,considerando l’orchestrazione eccessivamente forte.
    Il tenore è spesso scomparso…sono d’accordo per serban vasile bella la voce e anche molto presente…Ho letto più volte la recensione e mi sembra ci siano delle contraddizioni: “sparire nel nulla ogniqualvolta la tessitura del personaggio gravita sul centro”…”duetto con Enrico, riuscitole discretamente”…ma non è il duetto più centrale dell’opera???”abbastanza gradevole nel timbro ed apparentemente estesa in alto”…”I sovracuti abbastanza facili”…poi mi domando una cosa come mai nessuna recensione sul primo cast???e poi perchè altre recensioni parlano bene della performance della Casucci(teatro.org) c’è una confusione totale…a me sembra che davvero ci si stia accanendo molto su questa ragazza per mettere in luce altri personaggi…anche perchè non si spiegherebbero gli innumerevoli bis e tantissimi applausi e soprattutto l’orchestra che si è alzata in piedi applaudendola questo non si scrive mai!!!

  4. mario

    Gentile Sig. Dellabianca,

    sono un orchestrale che ha avuto l’occasione di ascoltare tutte le prove e tutte le recite, ovviamente siamo in un paese democratico dove tutti possono e sottolineo, Devono esprimere la propria opinione.
    Mi permetta quindi di non essere d’accordo con lei se non su pochi punti, Il M° Beltrani è stato davvero esemplare nelle sue scelte, ci tengo però a sottolineare che il cast giovanile è stato all’altezza della situazione solo nel secondo cast, La Sig.ra Casucci è entrata in scena alla prima sapendolo meno di un’ora dall’inizio e la prova è stata stupefacente, tanto che tutti noi le abbiamo tributato il nostro rispetto alzandoci al momento dell’uscita, le altre prove sono state ottime e non è affatto vero che la sua potente voce è stata coperta dall’orchestra, anche il tenore Scotto di Luzio è certamente sprecato nel ruolo di Arturo ma assolutamente sopravvalutato nel ruolo di Edgardo, promette davvero bene ma la strada è lunga, bella voce quella di Serban Vasile che si è distinto tra i meritevoli scelti dallo staff per la sua presenza e per il suo timbro.
    Queste sono brevi considerazioni di un orchestrale che ha trent’anni di esperienza!

  5. anna

    Non mi capacito di come si possa negare l’evidenza!!!!e spero che il mio commento venga pubblicato, dato che un sito autorevole come il vostro non avrà certo paura di una musicista come me che studia da anni in Russia!!!
    Pensi sig. Dallabianca il mio approccio è stato totalmente opposto al suo, le registrazioni fanno tremare i polsi ai cantanti da lei esaltati e renderanno giustizia a quelli da lei demoliti senza alcun motivo reale…
    Complimenti per la sua fantasia!
    Saluti da un’assidua lettrice ed ascoltatrice di musica!

  6. violino74

    Vedo con piacere che il mio commento non viene pubblicato…

    Sono un orchestrale che ha avuto modo di seguire tutta la preparazione pe questa fantastica opera…

    Il sig. Dellabianca dovrebbe esserre oggettivo nelle sue critiche…
    MI trova d’accordo solo sul M°Beltrani,davvero in gamba e di grande robustezza, Serban Vasile con un potenziale davvero enorme.

    Non capisco affatto la sua critica al Soprano Romina Causcci, entrata in scena a Como all’ultimo secondo ha reagito da professionista in carriera con grand egrinta egrande voce, caro Dellabianca, tutta l’orchestra si è alzata in piedi…
    A Brescia non è stata coperta dall’orchestra mostrando invece grandi sfumature nella voce che purtroppo da incompetenti vengono fraintese… nella musica esistono le dinamiche!!!!
    Non voglio dilungarmi ancora sulla sig. Casucci, il tenore non è stato all’altezza e purtroppo piccole voci come quelle di Scoto di Luzio in un livello così basso nella corda dei Tenori può ingannare, per carità tutto pulito ma zero dinamiche e regia, la voce tremante negli acuti delle precedenti recite non fanno presagire certo cose buone.
    Spero che GBOpera non annulli di nuovo il mio commento!

  7. Giorgio Bagnoli

    Gentile, signore, per dovere di precisione,
    come responsabile del sito, le assicuro che nessuno annulla o ha mai annullato commenti se non nel caso estremo di pesanti offese
    dirette nei confronti di chicchessia. Per tale ragione i commenti non compaiono all’istante.
    Garantisco nel modo più assoluto la libertà di espressione sempre nel rispetto di tutti.
    Giorgio Bagnoli

  8. ettore

    Mi spiace questo accanimento contro il Signor Dallabianca, del quale condivido in tutto la recensione, che ha le sue idee e credo vadano rispettate. Tra l’altro trovo che sia stato molto gentile nei confronti della signora Casucci a non dire che alla fine della scena della pazzia e anche alle uscite finali abbia ricevuto dei sonori BUUU che erano maggiorni delle richieste di bis….
    questo giusto per dovere di cronaca visto che qualcuno, in maniera palesemente interessata, stà cercando di far passare per trionfo una performance assai modesta anche chiamando in causa altri colleghi cantanti la cui unica colpa è di non aver ricevuto lo stesso giudizio negativo della protagonista e nemmeno di essere stati come lei buati.

  9. Armando

    Mi domando come un orchestrale dal golfo mistico (sotto il palcoscenico) possa capire le dinamiche di come arrivi in sala la voce di una cantante, ma sopratutto mi chiedo come possa osservare da quella posizione, oltre che avere la testa sullo spartito e occhiate al direttore per poter suonare e andare a tempo, possa vedere e quindi seguire la regia e i movimenti scenici del tenore. Quindi non prendiamoci in giro!!!!!
    In quanto alla sig. Casucci, domenica scorsa c’ero al Grande di Brescia,c’è da dire che possiede sì un timbro di voce gradevole ma che non è assolutamente adatta e pronta ad affrontare il ruolo di Lucia. Infatti sono d’accordo che si debba ringraziare la sig. Dellabianca in quanto non ha scritto dei buh e delle contestazioni. Il tenore Scotto di Luzio possiede una voce bella e timbrata e facile nei passaggi ma anch’egli forse un poco acerbo per affrontare il ruolo…cmq.è stato il migliore.
    Ottima anche a mio parere la concertazione del maestro Beltrami.

  10. violino74

    Gentile Sig. Ettore,

    Le assicuro che non ho nessuno da proteggere e garantire, al contrario di risposte così veloci e mirate, in ogni caso io esprimo ciò che penso in piena libertà e tranquillità, le dico anche, come diceva qualcuno in precedenza, che le registrazioni confermeranno ciò che umilmente e senza accanimento alcuno un umile orchestrale ha ascoltato.

    In ogni caso viva sempre la Musica e la libertà di pensiero!

  11. ettore

    Gentile Signor Violino,
    io mi chiamo Ettore Bianchini e sarò anche alla prima di Cremona perchè voglio ascoltare il primo cast di questa Lucia.
    Perdoni la mia malafede e sono pronto a fare pubblicamente le mie scuse nel caso lei volesse scrivere il suo nome e cognome. A Cremona avrò anche piacere di offrire un caffè o un aperitivo dopo la recita a lei e al suo collega dalla trentennale esperienza.
    Nel caso continuaste, a differenza mia, a celarvi nell’anonimato temo che dovrò continuare a pensare che ci sia della malizia dietro i vostri interventi.

  12. violino74

    Gentile Sig. Ettore,

    non esprimo il nominativo perchè potrei avere seri problemi lavorativi in un ambiente così teso come il nostro, i miei sono davvero impressioni umili che non pretendono di avere la verità, mi ‘accendo’ quando si parla di musica e non voglio di certo offendere nessuno, sarebbe assolutamente carino concludere una discussione così accesa con un caffè, le assicuro che non c’è cattiva fede.
    Se mi dice come posso rintracciarla a Cremona sarò io a cercarla ed offrirle un caffè!

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