“Il sabato del villaggio” di Busoni, alla stagione sinfonica di Trieste

“Il sabato del villaggio” di Busoni, alla stagione sinfonica di Trieste

Trieste, Teatro G.Verdi, Stagione Sinfonica 2012
Orchestra e Coro della Fondazione Teatro Lirico “Giuseppe Verdi” di Trieste
Direttore Donato Renzetti
Maestro del Coro Paolo Vero
Soprano Erika Grimaldi
Contralto Eufemia Tufano
Tenore Roberto Juliano
Basso Nicolò Ceriani
Ferruccio Busoni: “Il sabato del villaggio” Poema campestre, poesia di G. Leopardi posta in musica per soli, coro e orchestra.
Prima esecuzione moderna
Trieste, 26 ottobre 2012

Ha un’aria fresca e un profumo gradevolee questa composizione di Ferruccio Busoni che la Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste presenta a chiusura della stagione sinfonica 2012, che è stata interessante, variegata e di ottimo livello. “Il sabato del villaggio” è un poema campestre scritto quando Busoni era appena diciassettenne e, se per certi versi risente di una certa immaturità, per altri manifesta una leggerezza che ad autori più maturi risulta spesso  difficile se non irragiungibile.
Certo questa cantata risente di una frammentazione, probabilmente suggerita al compositore dalla maggior facilità compositiva che il procedere per quadri consente. Stessa azione viene fatta sul testo che viene tagliuzzato a piacere, utilizzando solo le frasi di maggior effetto. Giustamente!
Mi si perdoni l’ingenuità, ma credo che per me è molti altri ex studenti italiani, il momento in cui il soprano ha iniziato a vocalizzare la frase “La donzelletta vien dalla campagna” è stato contemporaneamente fonte di stupore e di piacere, di ricordi e di tristezza, imputabili agli anni scolastici lontani e piacevoli alla memoria.
A questa prima rappresentazione in epoca moderna (dopo la prima del 1883 al Comunale di Bologna ed una ripresa a Luneburg, in Germania, nel 1929) cui ho assistito, la sala brillava per il desolante effetto deserto, come sempre a Trieste quando si presentano titoli desueti e poco frequentati rispetto ai “soliti” autori. La compagnia di canto era perfettamente adeguata ai ruoli previsti e li citiamo, ponendoli tutti allo stesso livello: dal soprano Erika Grimaldi al contralto Eufemia Turano, dal tenore Roberto Iuliano al basso Nicolò Ceriani.
Un solo dubbio: la mano perennemente in zona collo/orecchio della sig.ra Tufano, era una necessità o un vezzo? Nel secondo caso fastidiosa: credo abbia ricordato a tutti noi certi noiosi torcicolli…anche nella foto sul programma di sala appare ritratta nella stessa posa…  La direzione orchestrale del maestro Donato Renzetti è stata, come sempre, garanzia di qualità e di ottimi risultati: gli orchestrali del Verdi di Trieste sembrano sempre molto docili e complici del gesto e delle letture interpretative di questo direttore. Quindi totalmente positiva la resa dell’orchestra, così come quella del coro, guidato con mano sicura da Paolo Vero, in una partitura che non sembra tra le più facili.

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