“Senza trucco!”…Giuseppe Filianoti

“Senza trucco!”…Giuseppe Filianoti

Il tenore Giuseppe Filianoti è nato a Reggio Calabria nel 1974. Si è prima laureato in lettere, una formazione che lui considera essenziale per la sua formazione artisica. Ha fatto seguito il diploma  (1997) al Conservatorio “F. Cilea” della sua città natale, dove ha studiato con Anna Vandi. Grazie a una borsa di studio si è perfezionato all’Accademia del Teatro alla Scala. Durante questo periodo di intensa messa a punto della sua voce, ha incontrato Alfredo Kraus, che è diventato il suo  suo mentore che lo ha aiutato a sviluppare il suo stile artistico e la tecnica. Nel 1998  il suo esordio ufficiale a Bergamo, nel Dom Sébastien  di Donizetti che ha segnato l’inizio di una  brillante carriera che lo ha portato sui maggiori palcoscenici internazionali. Attualmente è impegnato come protagonista de La clemenza di Tito Mozart al Metropolitan di New York, ruolo che interpreterà anche al Tetro Verdi di Trieste nell’aprile del 2013. Tra i suoi prossimi impegni: La rondine di Puccini, (Metropolitan di New York); Rigoletto  ( Chicago e Aix-en-Provence); Les contes d’Hoffmann (Monaco di Baviera). Altre informazioni su Giuseppe Filianoti, le trovate nel suo sito personale.
Definisciti con tre aggettivi…                                            

Sensibile, testardo, orgoglioso
Segno zodiacale?
Capricorno.
Sei superstizioso?
Assolutamente..No!
Che rapporto hai con la spiritualità?
La spiritualità per me si identifica molto con la conoscenza che ciascuno ha di se stesso. Coltivare la propria autoconsapevolezza dovrebbe portare ad una alto grado di spiritualità individuale che ti consente di vivere in pace con te stesso e con gli altri.
Hai mai sofferto d’invidia?
No. Per fortuna possiedo una buona dose di autostima.
Che cosa avresti fatto se non avessi fatto il cantante lirico?
Mi sarebbe piaciuto insegnare e scrivere libri.
La tua famiglia ha influenzato le tue scelte ?
Mai. Ho sempre agito in piena libertà.
Quali sono i tuoi ricordi più cari?
Il mio primo bacio… il mio debutto come cantante lirico e la nascita di mio figlio.
Qual è il profumo della tua infanzia?…
Quello del Bergamotto.
Una fragranza particolare…a cosa la colleghi?
La pianta del Bergamotto si produce solamente nella zona della costa calabrese dove sono nato io. Questo agrume è il simbolo della Calabria, per me quindi è facile associarlo alla mia terra.

Qual è stato il tuo momento di maggior orgoglio?
Vedere mio figlio cantare alla sua prima recita scolastica.
Qual è la delusione più grande che hai mai avuto?
Riscontrare quanto spesso le persone sono stupide e cattive.
Cosa manca nella tua vita oggi?
Un pizzico di serenità in più…
Ti emozioni con facilità?
Sì.
Per cosa in particolare?
 Mi emozionano molto le continue lotte umane per la vita, la sopravvivenza e la felicità su questa nostra terra. Ogni sofferenza o gioia altrui mi fa capire quanto vulnerabili e soli siamo noi tutti su questa terra, quanto molto ci somigliano gli uni agli altri, quanto ogni nostro grande sforzo possa essere piccolo e inutile e quanto ogni piccola gioia possa essere incommensurabile
Che cosa ti annoia invece?
La superficialità e l’autocelebrazione.
Che cosa ti fa ridere?
I cartoni animati, in particolare i Simpson e i tre film della serie Madagascar.
Credi più nell’amicizia o nell’amore?
Nell’amore.
Che importanza dai al denaro?
Non ho paura di spendere se so di avere abbastanza soldi per vivere.
In cosa sei più spendaccione?
Libri e vestiti.

Collezioni qualche oggetto?
Tazze di tutte le città in cui sono stato.
Se si, come è iniziata questa collezione?
Casualmente, viaggiando.
Quali sono le tue letture preferite?

Tutti i classici e i romanzi attuali abbastanza impegnati: cioè quelli da cui posso ricavare dalla lettura tante emozioni.
L’ultimo libro che hai letto? 
Un racconto di Michael Cunningham “Mr. Brother”.
In quale o quali città ti identifichi?
Reggio Calabria, la città dove sono nato.
Colore preferito?
Il marrone.
Il cantante o i cantanti preferiti?
Così, senza un ordine di preferenza, mi vengono in mente i nomi di Aureliano Pertile, Alfredo Kraus, Beniamino Gigli, Renata Scotto, Maria Callas.
Qual è stato primo disco che hai acquistato?
Penso sia stata una  Carmen con Corelli e la Simionato.
Qual è il film che hai amato di più?
“Bagdad cafè” di Percy Adlon.
Qual è la stagione dell’anno che preferisci e perché?
La Primavera: è la stagione di mezzo senza troppi eccessi.

Che rapporto hai con la tecnologia e qual è il gadget tecnologico di cui non potresti fare a meno?
Sono molto affascinato da tutti gli oggetti elettronici: non potrei fare a meno del mio macbook e il mio iphone.
Che rapporto hai con la televisione?
Inesistente, la guardo molto raramente.
Che rapporto hai con la politica?
Nessuno: è fuori dalla mia comprensione.
Hai delle cause che ti stanno particolarmente a cuore?
La salute e la sicurezza dei bambini in tutto il mondo.
Giorno o notte?
Il giorno. 
Qual è la situazione che consideri più rilassante?
Un bel massaggio.
Qual è il tuo ideale di giornata?
Un ottimo film, un libro, una buona pizza, una piacevole compagnia.
Qual’ è la musica che di solito fa da sottofondo alle tue giornate?
Non ascolto mai la musica come sottofondo.
Qual è la vacanza o il viaggio che vorresti fare e che non hai ancora fatto?
Andare in Australia e in India.
Com’è il tuo rapporto con il cibo?
Amo mangiare ma devo sempre stare attento a non prendere chili di troppo.
Dieta mediterranea, dieta macrobiotica o fast food?
Assolutamente  mediterranea.
Qual è il tuo piatto preferito?
Amo la pizza!!!
Quale?
La classica Margherita.

Se ami cucinare, qual è il tuo piatto forte?
Calamari al sugo o parmigiana di melanzane.
Sempre se cucini…il tuo piatto veloce per eccellenza…
Le polpette di melanzane.
E come sono?
Sono un impasto di mollica di pane, uova e melanzane lesse. Da questo impasto se ne ricavano delle polpette, che poi vanno fritte.
Da bere con un buon bicchiere di?…
Non sono un gran bevitore, ma sicuramente di vino rosso.
Il posto dove si mangia peggio?
Nei fast food.
La musica è stata una vocazione?
Assolutamente..Sì! 
A chi non conoscesse la tua voce, cosa faresti ascoltare?
Il “Werther” di Massenet.
Come segui l’evoluzione della tua voce?
Ho un ottimo staff intorno a me: agente, insegnante e ripassatori di spartito. Loro mi aiutono a valutare tutte le evoluzioni della mia voce.
Se ti fosse data l’opportunità di scegliere un ruolo, cosa canteresti?
Il “Peter Grimes” di Britten.
Qual è il tuo livello di autocritica?
Altissimo.
In tale senso cosa non rifaresti più?
Questo è un segreto
Cosa fai un’ora prima di salire sul palco?
I classici vocalizzi, nulla di particolare.
Cosa non manca mai nel tuo camerino?
Acqua, una banana, una mela.
A cosa pensi quando ti guardi allo specchio?
Ma come sono brutto!
Stato d’animo attuale?
Sereno variabile.
Il tuo motto?
Vivi e lascia vivere.

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5 comments

  1. bruno morpurgo

    ho avuto il piacere di ascoltare dal vivo Giuseppe Filianoti diverse volte, mi vengono in mente un Don Sebastian a londra, un elisir a Tolosa, una lucia a milano, ma forse l’emozione più grande è stata una favorita a genova… a mio parere ha la voce più bella in assoluto, e se avesse un filo più di sicurezza nel registro acuto, sarebbe il miglior tenore del mondo. considero una vigliaccata del teatro la scala quella sostituzione dell’ultimo momento, e credo che per il tipo di voce dovrebbe privilegiare Donizetti (in cui è sublime), in Verdi ma senza esagerare (potrebbe rovinare il suo bellissimo strumento…) e mi piacerebbe sentirlo anche in certi ruoli pre-romantici in Rossini…
    una delle cose che si diceva di lui è che fosse freddo: è esattamente l’opposto, la sua sensibilità si apprezza in modo enorme dal vivo, e regala emozioni profonde. auguro ogni bene ad un tenore e ad una persona così bella. e sono felice che proprio nella mia città, a bergamo, abbia iniziato a cantare (anche se mi sa che io ero nella recita con Sabbatini, altro grande tenore sottovalutato….). Viva Filianoti!

  2. DANIELE

    ADORO LA VOCE DI GIUSEPPE FILIANOTI, PREMETTO CHE E’UNA DELLE POCHE VOCI MASCHILI CHE MI EMOZIONA VERAMENTE, BELLISSIMA VOCE,CI TENGO A DIRE CHE A TEATRO PREFERISCO ASCOLTARE LE VOCI FEMMINILI, GIUSEPPE MI HA VERAMENTE COLPITO DAL PPRIMO MOMENTO CHE L’HO ASCOLTATO A BOLOGNA NEL DON SEBASTIANE DA ALLORA NON HO MAI SMESSO DI SEGUIRLO IN GIRO NEI VARI TEATRI, E’ UN GRANDE ARTISTA MOLTO PREPARATO, ANCHE SULLA SCENA RIESCE AD EMOZIONARE, MOLTO SEMPLICE E ALL’APPARENZA SEMBRA UN PO’ TIMIDO, E TUTTO QUESTO LO FA ANCORA PIU’ GRANDE SPERO PRESTO DI POTERLO RIASCOLTARE…..GRANDE GIUSEPPE

  3. Guglielmo Frangipane

    Giuseppe è un interprete vero ,la su capacità vocale e scenica lo porta ad “essere” Werther,De Grieux,Gennaro, Tito ….e il suo canto,il più bel timbro dei giovani cantanti ti entra nell’anima e ti emoziona.Io ,tra l’altro sono calabrese come lui , lo seguo con molto affetto e spero di vederlo più spesso anche in Italia e a Roma.Un in bocca al lupo per la sua carriera!!!

  4. vensi

    I saw him for the first time in Rigoletto or Elisir, around 2005, I dont remember now. but I am sure it was one of those 2 operas, and I LOVED HIM. so much…that I repeated a few days later, just to see him again¡¡¡ and I adored his La Scala Don Giovanni with Netrebko.What a beautiful and fantastic voice, and way of singing, I adore him. Thanks for the interesting interview¡¡¡ 🙂

  5. roberto daldello

    Ammiro, apprezzo la voce. Stimo, per quello che so, l’ uomo. Mi piacerebbe ascoltarlo in opere come Tosca e Andrea Chenier.
    Sarà mai possibile? Un cordiale saluto.

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