Roma, Teatro dell’Opera:”Don Chisciotte”

Roma,  Teatro dell’Opera, Stagione Lirica  2012-2013
“DON CHISCIOTTE”
Balletto in un prologo e tre atti.
Coreografia  Marius Petipa e Alexander Gorsky
ripresa da Mikhail Messerer
Musica di Ludwig Minkus
Kitri  VENUS VILLA
Basilio ROLANDO SARABIA
Don Chisciotte MAURO MURRI
Sancho Panza  DOMENICO COSEDONTE
Gamasche  MANUEL PARUCCINI
Lorenzo  LUIGI ZUCCONI
Espada  DAMIANO MONGELLI
Ballerina di strada  ALESSANDRA AMATO
Due amiche ROBERTA PAPARELLA, ANNA CHIARA AMIRANTE
Gitana  ALESSIA BARBERINI
Gitano  RICCARDO DI COSMO
Regina delle Driadi    MARIANNA SURINO
Amore MELISSA MASTROIANNI
Grand Pas I variazione LUSYMAY DI STEFANO
Grand Pas II variazione   ALESSIA GAY
Orchestra e Corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma
Direttore  Nir Kabaretti
Scene Francesco Zito e Antonella Conte
Costumi  Francesco Zito
Allestimento del Teatro dell’Opera
Roma, 23 Dicembre 2012
Roma festeggia il Natale 2012 con leggerezza, divertimento, musica orecchiabile, un pizzico di romanticismo e verve spagnola; è Don Chisciotte. Ottimo in tempi di magra come questo. La versione è quella russa di Mikhail Messerer e la presenza di sue ospiti cubani fa presagire ad una serata scintillante. La partenza però è in sordina, la musica dell’orchestra diretta da Nir Kabaretti si sente poco, non carica il pubblico, non riscalda ( fortunatamente si è trattata di una incertezza iniziale, che ha poi lasciato il posto a una esecuzione vivace e in perfetto equilibrio con quello che avveniva sulla scena) gli ingressi dei protagonisti non accendono e richiamano tiepidi appalusi. La piccola Venus Villa forse non possiede il physique du rôle adatto e fa fatica ad imporsi mentre Rolando Sarabia non è così disinibito nella recitazione. Anche la regia e i tempi scenici non aiutano, in tutto il balletto manca quel brio con gli sketch esilaranti a cui ci eravamo abituati con le ormai famose versioni di Nureyev o Baryshnikov. Eppure i due protagonisti appaiono tecnicamente impeccabili e da subito calano gli assi. Sarabia mostra di che leva saranno le sue pirouettes e la Villa nell’esplosiva variazione di Kitri del primo atto aggredisce il palco con sbalzi veloci, le sue punte forti e giri vorticosi. Esattamente come farà Alessandra Amato nel ruolo della Ballerina di strada, belle le sue linee, sicura, accattivante nelle esotiche movenze impone la sua tecnica con fierezza. Nel secondo atto seppure la scena del finto suicidio di Basilio non sia così spassosa, i due gitani, Riccardo Di Cosmo e Alessia Barberini scaldano l’atmosfera ed introducono alla bellissima scena del sogno di Don Chisciotte. Un mondo fantastico abitato da Driadi, fate e soprattutto da Dulcinea. Un’incantevole atto bianco, così vario nei disegni, negli scambi e sovrapposizioni delle tre protagoniste. Deliziosa Melissa Mastroianni (Amore), briosa, scintillante, un cupido trepidante che attraversa la scena e la riempie; peccato che non ci delizi con la tradizionale variazione, sarebbe stato interessante vederla all’opera. Marianna Suriano ( la regina delle Driadi) si impone nelle diagonali iniziali ma nell’assolo non si esprime con naturalezza, le sue gambe sono lunghe e libere, ma inibita forse dal difficile ruolo e dalle complesse sequenze coreografiche non si appropria dello spazio e della scena. Venus Villa è una bellissima eterea non troppo morbida Dulcinea; esprime una invidiabile sicurezza, tecnica precisa, aplomb naturale e facilità. Una bella immagine anche per il Corpo di Ballo; disegni precisi, buone linee e delizioso approccio stilistico. Così finalmente arriviamo al matrimonio, degno finale del capolavoro di Petipa-Gorsky, dove ogni primo ballerino di talento esprime tutto il virtuosismo di cui è capace ed i due da buoni cubani, seppur non esagerati e “circensi” come i loro famosi connazionali, ne possiedono a volontà. Non è tanto il pas de deux ad impressionare. Venus Villa ha bellissime gambe seppur non proprio filiformi e la sua figura non dona un immagine slanciata. Possiede però un asse impeccabile che le permette, come ad ogni danzatrice cubana di livello, ci si chiede come facciano, degli equilibri impressionanti. Nelle pose en attitude quando Sarabia offre la mano per continuare il pas de deux la Villa la concede quasi svogliatamente mandando in visibilio il pubblico. È deliziosa, contenuta, raffinata, nella sua variazione precisa ed accattivante, conclude con stile. Strano che non si cimenti nei fouettés finali proponendo un altrettanto difficile manège anche se non con lo stesso effetto e lasciando lo spazio del virtuosismo per eccellenza al suo partner. Sarabia non delude. Il suo sbalzo è buono ma non è in quello che  brilla. Le sue pirouettes scioccano, un asse impeccabile ma anche quando non è perfetto non schioda dalla posizione e conclude fermando la posa come per incanto prima di concludere. Strepitoso. Ancora un plauso particolare ad Alessia Gay che nella seconda variazione del Grand Pas come suo solito ci delizia con una tecnica raffinata piena di spunti delicati, eleganti, ed una limpidezza che denota una certa sensibilità, oltre che un ottima forma. Tanti applausi da un pubblico divertito per una buona prova della compagnia e per una bella domenica pre-natalizia.

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