Milano, Teatro alla Scala: “Giselle”

Milano, Teatro alla Scala: “Giselle”

Milano, Teatro alla Scala, Stagione di Balletto 2014 – 2015
“GISELLE”
Balletto in due atti di Jules-Henry Vernoy de Saint-Georges da Théophile Gautier
Musica Adolphe Adam
Coreografia Jean Coralli – Jules Perrot
Ripresa coreografica Yvette Chauviré
Giselle SVETLANA ZAKHAROVA
Il Principe Albrecht ROBERTO BOLLE
Il Duca di Courland GIUSEPPE CONTE
La Principessa Bathilde RAFFAELLA BENAGLIA
La madre di Giselle DEBORAH GISMONDI
Hilarion MICK ZENI
Wilfried RICCARDO MASSIMI
Il Gran Cacciatore MASSIMO GARON
Passo a due contadini VITTORIA VALERIO, WALTER MADAU
Sei amiche di Giselle MARTA GERANI, DANIELA CAVALLERI, SERENA SARNATARO, STEFANIA BALLONE, DENISE GAZZO, LUSYMAY DI STEFANO
Myrtha, Regina delle Willi NICOLETTA MANNI
Due Willi ANTONINA CHAPKINA, VITTORIA VALERIO
Corpo di Ballo e Orchestra del Teatro alla Scala
Direttore Patrick Fournillier
Scene e costumi Aleksandr Benois
Rielaborati da Angelo Sala e Cinzia Rosselli
Milano, 7 aprile 2015

«Il virtuosismo di Giselle consiste nel rendere invisibile la tecnica. Quando danzavo, la mia ossessione era di far dimenticare la carnalità dei piedi, sempre troppo umani, ai quali bisognava dare l’apparenza di un respiro.» (Yvette Chauvirè)
Trionfa la bellezza al Teatro alla Scala con Roberto Bolle e Svetlana Zakharova, interpreti dell’intramontabile Giselle, di ritorno al Piermarini dal 2 al 17 aprile dopo il successo della tournée parigina dello scorso febbraio.
Sulle eleganti note di Adolphe Adam, intensamente interpretate dalla bacchetta di Patrick Fournillier, le due étoiles hanno ripercorso l’eterna vicenda di amore e morte con una partnership perfetta e mai scontata, che unisce danza e sentimento in un incanto di suggestioni che regala ogni volta qualcosa di nuovo. Zakharova ricrea mirabilmente la poesia e la bellezza di un personaggio umano ma che allo stesso tempo è puro spirito. La sua Giselle è ingenua giovinezza, un raggio di luce che illumina la vita del villaggio. Molto convincente la scena della pazzia, una violenta esplosione di dolore che culmina, tragicamente, ai piedi della madre. Nel regno delle Willi, usando le parole di Yvette Chauviré di cui assistiamo alla versione coreografica, è la perfetta incarnazione dell’anima fluttuante. La sua danza ha il peso di un respiro e si muove morbida, sospesa tra gli arabesques e le eteree pose delle braccia. Incantevole Bolle, nei suoi 40 anni appena compiuti. Allegro e innamorato nel primo atto, pentito e addolorato nel secondo, regala un crescendo di pathos e verità, che culminano nell’entrata del secondo atto, con un lungo mantello e gigli bianchi tra le braccia. In una sola camminata, si condensa tutto: l’amore, il pentimento, il dolore. La sua presenza in scena è pura aura, il Grand pas de deux, magia. Brilla l’intero cast con Nicoletta Manni nel ruolo di Myrtha, Regina delle Willi, Mick Zeni, espressivo Hilarion; buona prova per Vittoria Valerio e Walter Madau nel pas de deux dei contadini, eccellente il Corpo di Ballo femminile nelle Willi nell’atto bianco. Chapeau!
Foto Marco Brescia e Rudy Amisano – Teatro alla Scala

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