Che farò senza Euridice? Il teatro musicale in Europa nei secoli XVII e XVIII

Che farò senza Euridice? Il teatro musicale in Europa nei secoli XVII e XVIII

di Riccardo Viagrande
Casa Musicale Eco di Monza (2016)Volume di 244 pagine, brossura, formato 17 x 24
ISBN: 978-88-6053-530-6
25,00
dalla Prefazione
Derivato dell’unione di due parole greche mέloς (canto) e drα֘ma (azione scenica), il lemma melodramma designa un genere teatrale, costituito dalla sintesi non sempre perfetta tra poesia e musica, che non solo ha conquistato folle di persone nel secoli precedenti, ma continua a riempire i teatri di tutto il mondo grazie a un repertorio ormai consolidato che in questi anni si sta sempre più arricchendo grazie a riprese ed incisioni moderne di opere fino a qualche tempo fa sconosciute soprattutto del Seicento o del Settecento. Nato in Italia, il melodramma varcò, infatti, subito i confini della penisola per imporsi nelle maggiori corti europee grazie a grandi compositori e virtuosi che incantarono re, regine e nobili di ogni parte del vecchio continente. Lo scopo del saggio Che farò senza Euridice?, concepito come una continuazione ideale del Carro di Tespi, che si occupava della nascita e dello sviluppo del teatro musicale dall’epoca classica fino al Cinquecento, consiste nel seguire i primi due secoli di vita del melodramma dalla sua origine, avvenuta, agli inizi del Seicento, nella ristretta cerchia della Camerata de’ Bardi come tentativo di ricreare la vecchia tragedia classica, fino al Settecento, quando, ormai uscito dalle corti, si diffuse tra un pubblico più ampio grazie alle forme impresariali di teatro che si affermarono inizialmente a Venezia. Dal punto di vista della sua struttura il saggio inizia con una trattazione dell’opera in Italia, centro di diffusione dell’opera, per passare allo studio delle forme che ha assunto il teatro musicale in Francia, in Germania e in Spagna, nazioni, che sotto l’influenza della grande tradizione italiana ormai consolidata, diedero vita a forme teatrali autoctone destinate a conseguire una sempre maggiore autonomia e strutture via via più  originali. Per ottenere questo scopo, si è scelto di trattare, all’interno della sterminata produzione operistica di questi due secoli, le opere e i compositori che hanno segnato la storia di questo genere o che sono stati determinanti per la nascita e l’affermazione del melodramma in Europa attraverso anche un adeguato apparato di esempi musicali idonei a far meglio conoscere ed analizzare le strutture formali, melodiche e ritmiche e i diversi stili dei compositori. Il libro, infine, è stato corredato da un indice dei nomi e delle opere alfine di facilitarne la consultazione e da una bibliografia essenziale che possa fare da stimolo per ulteriori approfondimenti.

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