Hildegard: “Sequences”. Hugh Collins Rice: “Mediva”

Hildegard Von Bingen (1098-1179): Symphoniam Armonie Celestium Revelationum, Riesenkodex; Hugh Collins Rice (n.1961): Sequentiae Hildegardenses I-VI. Ensemble Vocale e Strumentale Mediva, Ann Allen (direzione). Registrazione: Christkatholische Kirke, Möhlin, Kanton Baselland, Switzerland, 1-4 dicembre 2014. T.Time: 64’52. 1 CD Odradek Records ODRCD322, 2016
Hugh Collins Rice è una figura particolare nel campo della musica contemporanea. Inglese, nato a Oxford nel 1962, ha perseguito un personale processo artistico caratterizzato dalla fusione di modi e formule della musica medioevale e rinascimentale – tecniche compositive, moduli formali e stilistici, uso di strumenti antichi – con un linguaggio artistico contemporaneo. All’interno di questa esperienza sincretistica fondamentale è stato l’incontro con le opere di Hildegard von Bingen, la mistica e compositrice tedesca del XII secolo che rappresenta una figura unica nella storia della cultura medioevale.
Figura unica, Hildegard è il personaggio più rappresentativo di quella creatività artistica al femminile che nel medioevo è stata più frequente di quanto normalmente si pensi. Questa donna forte, coltissima, attiva, capace dal suo monastero di tessere fili su tutta la scena politica e culturale europea non è il solo compositore medioevale di cui sia sopravvissuta una copiosa produzione ma una delle pochissime personalità artistiche di età romanica capace di uscire dall’imperante anonimato che avvolge anche i più grandi maestri del tempo.
La musica della Bingen presenta tratti di impressionante modernità e Collins Rice ha trovato in essa un terreno ideale di confronto e di cimento. Le “Sequentiae Hildergardenses” accompagnano l’intera attività compositiva di Rice sviluppandosi nel corso di dodici anni di attività creativa. Essa rappresenta un tentativo alquanto stimolante di fondere Medioevo e contemporaneità; Collins Rice utilizza strumenti in uso all’epoca di Hildegard – in particolar modo l’arpa piccola medioevale, la viella, il flauto a becco e vari tipi di tamburi – e riprende specifici stilemi compositivi della von Bingen di natura armonica, ritmica, tonale ma rivivendoli secondo una sensibilità che riesce a essere perfettamente contemporanea. Si ascoltino al riguardo certi passi quasi alla Messiaen della prima delle sequenze di Karitas o lo straniante effetto della sonorità dei flauti medioevali in una scrittura di suggestioni seriali come quella di Musica Diabolo cui contrastano i luminosi, tersissimi accordi di arpa di “O Ecclesia” e l’incantata purezza del canto della prima sessione di “O Euchari”.
Ad eseguire la composizione il complesso Mediva che ha fatto dell’ecclettismo la sua cifra caratteristica e che non può che trovarsi alla perfezione in questo tipo di musica oltre a vantare una lunga collaborazione con Collins Rice di cui ha eseguito per la prima volta numerose composizioni. Capace di muoversi con ugual facilità negli ambiti della musica antica come delle avanguardie contemporanee e del jazz, il complesso ha il pieno controllo della particolarità stilistica di queste composizioni cui si aggiungono l’impeccabile prova degli strumentisti e le belle voci delle cantanti Ann Allen e Anna Miklashevich che contribuiscono alla resa complessiva di un prodotto di certo insolito ma non privo di suggestione e di interesse per gli appassionati sia della musica antica sia di quella contemporanea.