È calato il sipario su Radio 8 Opera

È calato il sipario su Radio 8 Opera

Ancora una volta ci dispiace segnalare la scarsa sensibilità verso gli amanti della musica classica e dell’Opera in particolare. Dopo pochi anni, è calato il sipario su Radio 8 Opera, il canale web dedicato all’opera, ma soprattutto al recupero, restauro e riproposta del ricco archivio delle produzioni RAI, quando ancora esistevano i complessi orchestrali e corali delle sedi di Torino, Milano, Roma e Napoli. Abbiamo avuto un purtroppo troppo breve periodo per scoprire o riscoprire titoli o esecuzioni rare e dimenticate. Qualcuno avrà pensato che si trattasse di un’operazione troppo di nicchia, meglio la formula contenitore con di tutto e di più. Nasce così una generica Radio Rai Classica dall’unione di Rai 5 Classica e di Radio 8 Opera. Si rimane veramente amareggiati dalla mancanza di sensibilità verso il nostro patrimonio musicale. Con tristezza, noi di GBOpera desideriamo tuttavia ringraziare pubblicamente il M° Angelo Procino che, da solo, si è  prodigato per il recupero dell’archivio musicale RAI e la sua diffusione. Grazie e come si dice…”Ad maiora semper!”

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1 comment

  1. Giorgio Bagnoli
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    Giorgio Bagnoli

    Pubblico quanto ci ha scritto a proposito il prof.Filippo Bassi

    Insegno italiano a Graz, in Austria, presso diversi istituti pubblici e privati ormai da un anno e mezzo. In quanto amante della lirica mi è stato chiesto dalla locale Università Popolare di organizzare alcuni workshop sull’Opera italiana. Senza la pretesa di dire una parola mia sull’Opera o sulla storia della musica, insegno ai miei studenti come leggere un libretto, come comprendere le parole di un’aria. Aria per aria, leggiamo insieme il testo e ascoltiamo qualche versione. Cerco di seguire il programma operistico del teatro di Graz.
    Mi piace pensare di creare un’attesa di sentimenti, di parole conosciute e pienamente comprese in coloro che poi vanno ad assistere alle rappresentazioni.
    Nei miei corsi dedico sempre dieci minuti a indicare quali siano i modi per ascoltare l’opera italiana on-line gratuitamente. Nell’ultimo anno ho consigliato a molti di scaricare l’app RadioRai per poter ascoltare la ricca e continua programmazione di Radio Rai 8.
    Pochi giorni fa, volendo ascoltare qualcosa, ho scoperto che il canale è stato cancellato, soppresso. Nuovi canali sono stati creati e lo spazio dedicato all’Opera si riduce a sei spazi di ascolto settimanali. Il canale che ora comprende l’Opera offre anche concerti, musica cinematografica, musica sacra, operetta, musical etc.
    Ben venga un’offerta più ampia, se è stata richiesta dagli abbonati Rai. Sono per il cambiamento in positivo, sempre. Il mio punto di vista non è quello del melomane, quanto quello di coloro che amano il Bel Paese e ne ammirano, quasi invidiano le bellezza. Di questa vagheggiata bellezza è parte inalienabile l’Opera. Gli stranieri la adorano, la cercano, la studiano, la sognano. Non esagero.
    Finalmente in una città come Graz, che ha uno dei teatri più importanti e frequentati dell’Austria, l’Università Popolare propone un corso per imparare a leggere i libretti d’opera in italiano. Molti si iscrivono e chiedono di continuare oltre gli appuntamenti stabiliti. Con orgoglio mostro ai miei corsisti l’app di Radio Rai, con un canale dedicato solo all’Opera. Continuamente, gratuitamente, con un gesto possono ascoltare un’ottima programmazione da un canale italiano. Il loro entusiasmo era il mio orgoglio ed ero felice di continuare ad essere un abbonato Rai, pur passando in Italia solo sei mesi all’anno e non avendo una gran passione per la televisione.
    Per questo, anche, mi rattrista la chiusura di Radio 8: nel mondo sicuramente molti ascoltatori, ad ogni ora si connettevano a loro piacimento per ascoltare la voce dell’Italia, che è l’Opera.
    Diceva appunto il testo di presentazione di Radio Rai 8: “L’Opera è un’eccellenza italiana riconosciuta e diffusa in tutto il mondo. L’Opera è Italia.” Adesso dovrò dire ai miei studenti che l’Italia è rappresentata (in questo triste caso), ahimè, da persone che operano scelte discutibili, che ignorano il valore senza prezzo (nei costi e nei ritorni) della cultura, che tolgono alla stessa Italia la sua voce più chiara e apprezzata.
    Continuerò a tenere alto il nome del mio Paese e a farlo conoscere a chi lo ama, anche attraverso l’Opera, che il servizio pubblico ci nega e che il mondo ci invidia. Con molta tristezza dovrò anche dire di venire da una Nazione dimentica di sé stessa; l’orgoglio mi impedirebbe parole più dure di fronte agli stranieri.
    Forse più che la cancellazione del canale web, dovuta all’ignoranza di un singolo (o di pochi), dovrebbe rattristarci di più il fatto che non si sia levata una voce di dissenso, indignazione, protesta.
    Un bel risultato per l’Italia, che chiedeva attraverso i Ministero per i Beni Culturali, l’inclusione dell’Opera italiana nel Patrimonio Immateriale dell’Umanità (http://www.beniculturali.it/ mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/ Contenuti/Ministero/ UfficioStampa/News/visualizza_ asset.html_84571012.html)
    Mi dispiace doverlo dire – fa perfino male -, ma questa volta l’Italia ha fatto una brutta figura e purtroppo non potremo scaricarci la coscienza dando la colpa a qualche editore privato. Il servizio pubblico finanziato dai cittadini ci ha messo la faccia per tutti noi.
    “La musica è finita…” e non solo quella.
    Con questa mia invito le direzioni dei Teatri italiani a lanciare una sottoscrizione per dimostrare almeno il pubblico sdegno per una scelta discutibile. Si potrebbero coinvolgere le direzioni dei conservatori e dei dipartimenti artistici delle Università. Almeno potrò dire ai miei studenti stranieri che per la chiusura del canale vi sono state proteste, invece che arrossire di rabbia e di vergogna.
    Cordiali saluti.
    Filippo Bassi

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