Verona, 95° Arena Opera Festival 2017: “Madama Butterfly”

Verona, 95° Arena Opera Festival 2017: “Madama Butterfly”

Verona, Arena Opera Festival 2017
“MADAMA BUTTERFLY” 
Tragedia giapponese in tre atti di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa
Musica di Giacomo Puccini   
Madama Butterfly (Cio-Cio-San) OKSANA DYKA
Suzuki  SILVIA BELTRAMI
Kate Pinkerton   ALICE MARINI
F.B. Pinkerton   MARCELLO GIORDANI
Sharpless   ALESSANDRO CORBELLI
Goro   FRANCESCO PITTARI
Il Principe Yamadori NICOLÒ CERIANI
Lo Zio Bonzo DEYAN VATCHKOV
Il Commissario Imperiale   MARCO CAMASTRA
L’Ufficiale del registro DARIO GIORGELÈ
La Madre di Cio-Cio-San  TAMTA TARIELI
La Cugina  MARINA OGII
Orchestra e coro dell’Arena di Verona
Direttore Jader Bignamini
Maestro del Coro Vito Lombardi
Regia e scene Franco Zeffirelli
Costumi Emi Wada
Movimenti coreografici
Maria Grazia Garofoli
Verona, 8 luglio 2017
Che Butterfly sia un’opera poco adatta a uno spazio immenso come quello dell’Arena di Verona è cosa ben nota e ne abbiamo già parlato diffusamente qui. Ci sembra giusto, tuttavia, specificare come, nonostante le ovvie difficoltà, Franco Zeffirelli sia riuscito a dipingere un quadro denso e ricco di minuzie e piccoli dettagli che aiutano a integrare un’opera di “cose piccoline” in uno spazio decisamente dispersivo. La scenografia risulta pertanto adeguata e ben inserita nell’ambiente, a fare da sfondo a una prestazione musicale altalenante, nonostante la direzione filologica e interessante di Jader Bignamini. Il direttore calibra con sapienza le dinamiche e sceglie tempi congeniali alle voci, mostrando un’approfondita conoscenza della partitura. Oksana Dyka delude nel primo atto: le dinamiche nel registro centrale sono tendenzialmente appiattite e il personaggio dell’ingenua quindicenne è davvero poco credibile. Nel secondo e terzo atto la situazione migliora notevolmente, Un bel dì vedremo rimane il momento migliore della sua serata, il timbro è quello gradevole che ricordiamo e lo strumento resta notevole, per quanto probabilmente non perfettamente in linea con il ruolo. L’emissione è solo a tratti stentorea, particolarmente nel registro grave, dove la tendenza ad utilizzare troppo il parlato non contribuisce al successo della performance. Nel complesso la Dyka appare più affaticata rispetto alla sua ultima Butterfly areniana, nonostante la tecnica sia consolidata e lo studio fraseggistico indiscutibile. Non convince del tutto nemmeno Marcello Giordani nel ruolo del superficiale B.F. Pinkerton. La voce appare meglio calibrata in acuto piuttosto che nel registro centrale. Notiamo alcune mende emissive nei passaggi di registro, oltre che diverse problematiche nella tenuta del fraseggio. Sicuramente quello di Pinkerton è tra i ruoli pucciniani più ingrati: per Giordani è il primo atto a risultare particolarmente faticoso. Nonostante la voce rimanga udibile, negli assiemi si notano delle sfasature ritmiche e diversi suoni sfocati. Meglio in Addio fiorito asil che in Bimba dagli occhi pieni di malìa, Giordani appassiona ancora per la naturale bellezza del timbro, raccogliendo i calorosi applausi del pubblico areniano. Scenicamente è credibile nel ruolo dell’anti-eroe, faceto e vigliacco: si muove in scena con disinvoltura e risulta particolarmente espressivo. Molto bene Alessandro Corbelli nel ruolo di Sharpless: la voce è in forma, la dizione perfettamente intelligibile. I suoni sono adeguatamente rotondi e non si notano difficoltà emissive. Nel registro centrale Corbelli dà il meglio di sé e scenicamente delinea un personaggio credibile per l’atteggiamento magnanimo e profondamente empatico. Anche negli assiemi il baritono rimane perfettamente udibile e non sembra temere i volumi orchestrali. Ottima la Suzuki di Silvia Beltrami, commovente nella sua affettuosa e totale devozione per Butterfly: il timbro del mezzosoprano è particolarmente gradevole e avvolgente, l’emissione sempre misurata e il fraseggio composto. Scenicamente la Beltrami si mostra disinvolta ed emotivamente coinvolta, tratteggiando un personaggio particolarmente credibile. Buona anche la prestazione di Francesco Pittari, Goro: nel ruolo della gran perla di sensale risulta adeguatamente pettegolo e indiscreto; la voce è in ordine. Bene Alice Marini nel piccolo ma significativo ruolo di Kate Pinkerton. Nicolò Ceriani delinea un Principe Yamadori adeguato, mentre Deyan Vatchkov è uno zio Bonzo correttamente spaventoso e incombente. Completano il cast Marco Camastra (Il Commissario imperiale), Dario Giorgelè (L’Ufficiale del registro), Tamta Tarieli (La Madre di Cio-Cio-San), Marina Ogii (La Cugina di Cio-Cio-San). Molto bene il Coro, istruito da Vito Lombardi e particolarmente intenso nel momento a bocca chiusa. Foto Ennevi per Fondazione Arena

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