Verona, Estate Teatrale 2017: “Stomp”

Verona, Estate Teatrale 2017: “Stomp”

Verona, Teatro Romano, Estate Teatrale Veronese 2017
STOMP” Segui il ritmo
Direttori Artistici Luke Cresswell, Steve McNichols
Responsabile di compagnia Raffaella Mascia
Performer Phil Batchelor, Charlie Ruane, Adrien Rokotondrajao, Shae Carroll, Dominick Schad, Louise Durand, Emma King, Angus Little, Ian Vincent, Jamie Welch, Rhona Ashwood
Tecnico luci Paul Emery
Tecnico del suono Becky Richardson
Direttore tecnico Mike Roberts
Direttore di produzione Phil Donovan
In collaborazione con Terry Chegia
Verona, 12 agosto 2017
Gli STOMP si sono esibiti quest’anno per la prima volta a Verona per ben 5 serate consecutive e lo hanno fatto con una delle loro formazioni internazionali fisse che, ormai da un quarto di secolo, si esibiscono in giro per il mondo. Assistere a un loro spettacolo è un’esperienza elettrizzante che si ricorda con piacere perché si è, come dire, invasi da una carica di energia che monta piano piano dentro per poi essere restituita grazie alla partecipazione offerta dai performers, battendo mani e piedi (per questo perfetta la cavea e l’acustica del teatro romano). Ammettiamo subito che gli STOMP non sono né una compagnia di ballo, né una band di musicisti da strada; sono degli strumentisti-giocolieri che si esibiscono senza trama ma diretti sapientemente in scena grazie alla figura di un ballerino che fa da direttore d’orchestra che ha il compito di tenere la bacchetta del ritmo. È sin da subito evidente che per suonare tutti insieme ognuno un ritmo diverso il medesimo strumento, per meglio dire attrezzo quotidiano, nel loro caso: coperchio di un bidone o manico di scopa, ci vuole qualcuno che passi tra di loro e li diriga, che dia lo stop e il go e che faccia concludere la battuta all’unisono sul fade out. Il frontmen in questione è Phil Batchelor che nella formazione vista a Verona è coadiuvato da un altro elemento irrinunciabile per gli STOMP, il capocomico. Si tratta di Angus Little un pacioso omone, dal fisico insomma ben diverso dal resto della crew, dai capelli colorati e raccolti a cresta di gallo col compito di strappare risate per la sua goffaggine nei movimenti un po’ maldestri. La compagnia nata a Brighton nel 1991 è famosa per la sapiente dose di autoironia con cui condisce gli spettacoli. Si tratta di una strategia necessaria considerando il fatto che la tensione è tenuta sempre alta per effetto dei ritmi incalzanti e dei suoni molto potenti, perciò qualche gesto fuori dal coro, al massimo una scenetta, riescono a sdrammatizzare e a riportare l’attenzione dello spettatore alla successiva instrumental jam session, di cui non sa nulla, fino al momento in cui non si riaccendono le luci sulla scena.
Allora è un profluvio di suoni di scope, scatole di fiammiferi, tubi, secchi, coperchi e addirittura giornali quotidiani, lavandini con l’acqua dentro e camere d’aria di pneumatici di camion usati come tamburi ma indossati come dei tutù. Tutto conserva l’aria di essere improvvisato ma si sa che a questi livelli si arriva dopo anni di studio e di prove per la redazione, quindi l’esecuzione, dello spartito perfetto: largo, adagio, andante, moderato, allegretto, allegro, presto e prestissimo. Al teatro romano di Verona lo show è iniziato con il solito brooms, la famosissima coreografia fatta di tip-tap e spazzettone cui è demandato il compito di introdurre i performers uno alla volta, a Verona sei maschi e due femmine dall’intesa perfetta su un ritmo a volte carioca, altre tribale entrambi capaci di dare spazio agli assoli con luci spioventi, occhio di bue, adattissime al caso: bravissimi. Insomma giocolieri e musicisti coreograficamente affiatati; attori di un teatro urbano che li distingue dalle performance più comuni dei baskers per quel battere lo strumento l’un l’altro, ognuno al suo posto, ognuno col suo movimento: geniale. Durante lo spettacolo uno spazzettone è saltato via dalla foga. Ogni cosa ha la sua durata che viene ridotta se non si usa in modo appropriato. È banale pensarlo ma non mi stupirei vedere uno spot pubblicitario con gli STOMP come garanzia della resistenza di qualche attrezzo per la pulizia della casa. Infatti di commercials ne hanno girati parecchi già ad inizio carriera per la Heineken, la Coca-Cola e la Toyota. La compagnia di Luke Cresswell e Steve McNichols vanta collaborazioni di immagine (con i Muppets), incentrate sull’impegno ecologico (Stomp Out Litter) e cinematografiche (è rimasto famoso “Ripper Sole” per la grafic novel Tank Girl). Plausi vanno al gruppo anche perché i fondatori della compagnia nel 2010, acquisendo e ristrutturando l’Old Market, hanno ridato un teatro alla loro città natale.

 

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