Sacred Music in Lombardy 1770-1780: Carlo Lenzi e Wolfgang Amadeus Mozart a contronto

Sacred Music in Lombardy 1770-1780: Carlo Lenzi e Wolfgang Amadeus Mozart a contronto

Carlo Lenzi: Sonata terza in tempo giusto ma furioso, Lamentazione II per il Giovedì Santo, Sonata prima, Lamentazione per il Venerdì Santo – Wolfgang Amadeus Mozart: Sonata KV 245, Sonata KV 225 (dalle Kirchensonaten), Exsultate Jubilate KV 165. Francesca Lombardi Mazzulli (Soprano), Ensemle Autarena. Marcello Scandelli (direttore). Registrazione: Bergamo, Nuova Chiesa di S. Massimiliano Kolbe, gennaio 2015. T.Time: 66′ 58. 1 CD Panclassics PC10364

Che cosa accomuna Carlo Lenzi (Dezzo, Bergamo, 1735 – Bergamo 1805) al famosissimo e celebrato Wolfgang Amadeus Mozart? A prima vista nulla. Nemmeno la data di nascita o la provenienza, essendo nato il primo a Bergamo nel 1735 e il secondo a Salisburgo nel 1756. Eppure questi due personaggi del panorama musicale della seconda metà del Settecento hanno vissuto, come notato da Raffaele Mellace nella sua interessantissima e puntuale nota al cd Sacred Music in Lombardy, due vite parallele. Nato a Bergamo, Carlo Lenzi, dopo aver studiato in quella Napoli che nel Settecento fu un’autentica officina del melodramma, nel 1767 all’età di 32 anni, ottenne l’ambito e prestigioso incarico di Maestro di Cappella in Santa Maria Maggiore a Bergamo. Così il giovane compositore, se poté contare, da una parte, su una certa stabilità economica e professionale, fu, dall’altra, giocoforza condannato ad un isolamento che avrebbe portato a coprire di un oblio durato oltre un secolo la sua opera, definita giustamente da Mellace sempre nel saggio introduttivo
«un tesoro: una produzione vasta e magnifica di musica per la voce e gli strumenti assimilabile a quella coeva di Mozart e Haydn: un  piccolo universo creativo che il pubblico orobico ebbe la possibilità di godere per quasi mezzo secolo e che oggi si offre vergine alla scoperta del pubblico contemporaneo, coi profumi intatti e intensi dei suoi tesori nascosti».
Questo Cd, inciso dall’etichetta Pan Classics, fa un po’ di giustizia presentando alcuni dei lavori di musica sacra di Lenzi composti nel decennio che va dal 1771 al 1780, corrispondente grosso modo ai tre viaggi italiani dell’adolescente Mozart che si collocano tra il 1770 e il 1773. Ed è proprio in questa particolare contemporaneità che si giustifica la scelta di mettere a confronto le opere di questi due musicisti che hanno avuto una fortuna così diversa presso i posteri.
Del meno celebrato Lenzi nel presente Cd vengono proposte due (la prima e la terza) delle Sei suonate fatte per la fonzione del Venerdì S.to in Cadice, composte tra il 15 novembre e il 6 dicembre  1771 su commissione della Chiesa del Rosario di Cadice per la celebrazione delle Ultime Sette Parole di Cristo in Croce che si svolgeva nella cappella rococò della Santa Cueva. Queste suonate, veri interludi strumentali  usati per intercalare le parti della celebrazione all’interno delle quali c’erano delle brevi omelie da parte del vescovo, sono interessanti pagine sinfoniche che si distinguono per una scrittura ricca che rivela una solida conoscenza da parte di Lenzi delle possibilità offerte dalle compagini strumentali settecentesche con un sapiente uso dei legni ed archi. Una scrittura drammatica quasi teatrale caratterizza la terza suonata, posta ad apertura del cd, che dal punto di vista formale si avvicina al rondò, mentre più articolata appare la prima dove le immagini del dolore emergono con maggiore forza. Nel Cd sono state incise anche due delle 34 Lamentazioni per la Settimana Santa e in particolar modo la Prima del Venerdì Santo (1777) e la Seconda del Giovedì Santo (1780), pagine anche queste di grande intensità nelle quali il compositore lombardo mostra una certa attenzione alla parola; tra i momenti più belli si segnala l’aria che conclude la Seconda.
Non hanno, invece, bisogno di presentazione i brani mozartiani proposti nel Cd e composti dal Salisburghese  nello stesso periodo. Si tratta, infatti, di sue Sonate da chiesa K. 245 e K. 225 composte a Salisburgo rispettivamente nel 1776 e nel 1780 e il giovanile Exsultate, Jubilate K. 165 che risale al soggiorno milanese del 1773. Questo splendido mottetto fu composto, infatti, per il  famoso castrato Venanzio Rauzzini (Camerino 1746 – Bath 1810), protagonista del Lucio Silla sempre di Mozart al Teatro Ducale.
Quest’incisione si segnala per l’ottima qualità degli interpreti a partire  dall’Ensemble Autarena ben diretta da Marcello Scandelli. La sua concertazione sia nei brani di Lenzi che in quelli di Mozart si rivela perfettamente in stile e mostra una particolare attenzione alle dinamiche e ai contrasti timbrici e sonori.  Il maestro, coadiuvato da specialisti del repertorio tra cui spicca l’organista Davide Pozzi, bravo ad introdurre il recitativo secco dell’Exsultate con un passo di carattere improvvisativo, accompagna con cura il soprano Francesca Lombardi Mazzulli, anche lei autrice di un’interpretazione di intensa espressività. Il soprano si mostra particolarmente a suo agio in questo repertorio supportata da  una buona tecnica evidente nella padronanza sia del canto d’agilità che delle pagine di più marcato lirismo come l’aria che conclude la seconda Lamentazione.

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