“Aida” è il secondo debutto del 96° Arena di Verona Opera Festival 2018, in scena dal 23 giugno all’1 settembre

Sabato 23 giugno alle ore 21.00 debutta, come da tradizione, il secondo titolo del 96° Arena di Verona Opera Festival 2018: Aida di Giuseppe Verdi, nella grandiosa messa in scena firmata da Franco Zeffirelli.
L’opera regina dell’Arena è in cartellone per 16 serate fino al 1 settembre nell’imponente allestimento ideato nel 2002 dal grande regista e scenografo fiorentino, con i ricchi costumi di Anna Anni e le coreografie originali di Vladimir Vasiliev. Un Egitto d’oro e tessuti preziosi fa da cornice a un cast prestigioso di cantanti internazionali e giovani promesse della lirica. A dirigere i complessi artistici areniani si alternano sul podio tre note bacchette, già apprezzate dal grande pubblico dell’anfiteatro veronese: Jordi Bernàcer (23, 28/6 – 8, 10, 14/7), Daniel Oren (19, 22, 27/7 – 2, 5, 7, 11/8) e Andrea Battistoni (19, 23, 29/8 – 1/9).
Torna infatti all’Arena di Verona, questa volta nei panni della schiava etiope Aida, Anna Pirozzi (23/6), a cui si alternano Kristin Lewis (28/6 – 8, 10, 14/7), Maria José Siri (19, 22, 27/7 – 7, 11, 19/8), Susanna Branchini (2, 5, 23/8) e Hui He (29/8 – 1/9). Nel condottiero Radamès si riconfermano i tenori Yusif Eyvazov (23, 28/6), Marco Berti (8, 10, 14/7), Carlo Ventre (19, 22, 27/7 – 11/8), Gregory Kunde (2, 5, 7/8) e Walter Fraccaro (19, 23, 29/8 – 1/9);  Amneris è interpretata da Violeta Urmana (23, 28/6 – 8, 10, 14, 19, 22/7), quindi da Carmen Topciu (27/7 – 2/8), Judit Kutasi (5, 7, 11, 19, 23/8) al suo debutto areniano e Anita Rachvelishvili (29/8 e 1/9), mentre Amonasro, re degli Etiopi e padre di Aida, è interpretato da voci verdiane già acclamate negli ultimi anni in Arena, come Luca Salsi (23/6), Sebastian Catana (28/6 – 8, 10, 14/7), Ambrogio Maestri (19, 22, 27/7), Amartuvshin Enkhbat (2, 5, 7, 19, 23/8), Federico Longhi (11, 29/8) e, per la recita conclusiva del Festival 2018, da Gocha Abuladze (1/9).
Come sacerdote Ramfis si alternano: Vitalij Kowalijow (23, 28/6), Rafał Siwek (8, 10, 14, 27/7 – 2, 5/8), In Sung Sim (19, 22/7), Marko Mimica (7, 11, 19/8) e Gianluca Breda (23, 29/8 – 1/9); quindi nei panni del Re egizio si alternano le tre voci giovani  di Romano Dal Zovo (23, 28/6 – 8, 10, 14, 19, 22/7 – 5, 7/8), di Roberto Tagliavini (27/7 – 2, 19/8) e di Enrico Marchesini (11, 23, 29/8 – 1/9). Infine, completano il cast il Messaggero di Antonello Ceron (23, 28/6 – 8, 10, 14, 19, 22/7) e Carlo Bosi (27/7 – 2, 5, 7, 11, 19, 23, 29/8 – 1/9) e la Sacerdotessa di Francesca Tiburzi (23, 28/6 – 8, 10, 14, 19, 22, 27/7 – 2, 5, 7, 11/8) e Arina Alexeeva (19, 23, 29/8 – 1/9).
Nel titolo sono impegnati a pieno regime tutti i complessi artistici – l’Orchestra, il Coro istruito da Vito Lombardi, il Ballo preparato da Gaetano Petrosino, un grande numero di figuranti – e tecnici dell’Arena di Verona. Per l’occasione viene inoltre ripresa l’originaria coreografia di Vladimir Vasiliev per oltre 50 danzatori, guidati da Beatrice Carbone nel personaggio di Akmen appositamente creato da Zeffirelli per questo allestimento, e dai primi ballerini Petra Conti (23, 28/6 – 8, 10, 14, 19, 22, 27 luglio – 2, 5, 7, 11/8), Alessia Gelmetti (19, 23, 29/8 – 1/9), Gabriele Corrado (23, 28/6 – 8, 14, 19, 22, 27/7), Mick Zeni (10/7 – 2, 5, 7, 11/8) e Davit Galstyan (19, 23, 29/8 – 1/9).

 

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