Una serata di grande danza al San Carlo di Napoli : “Omaggio a Rudolf Nureyev”

Una serata di grande danza al San Carlo di Napoli : “Omaggio a Rudolf Nureyev”

Napoli, San Carlo Opera Festival 2017
OMAGGIO A RUDOLF NUREYEV”
“Il Lago dei Cigni”, Passo a due II Atto
Musica Pëtr Il’ič Čajkovskij
Coreografia Rudolf Nureyev
Interpreti Maria Yakovleva, Jakob Feyferlik 
“Coppélia”
Musica Léo Delibes
Coreografia Mikhail Baryshnikov da Artur Saint- Leon
Interpreti Giovanna Sorrentino, Carlo De Martino
“La Bella Addormentata nel bosco”, Passo a due II Atto
Musica Pëtr Il’ič Čajkovskij
Coreografia Giuseppe Picone
Interpreti Sara Sancamillo, Danilo Notaro
“Schéhérazade
Musica Nikolaj Rimskij-Korsakov
Coreografia Mikhail Fokine
Interpreti Anna Chiara Amirante, Alessandro Staiano
“Volver” 
Musica Aniello Mallardo
Coreografia Edmondo Tucci
“La Bayadére” 
Musica Ludwig Minkus
Coreografia Marius Petipa
Interpreti Liudmila Konovalova, Giuseppe Picone
“Albinoni”
Musica Tomaso Albinoni
Coreografia Kristian Cellini
Interpreti Candida Sorrentino, Giuseppe Picone
“Don Chisciotte”, Grand Pas de deux, III atto
Musica Ludwig Minkus
Coreografia Marius Petipa
Interpreti Claudia D’Antonio, Salvatore Manzo 
“La Morte del Cigno”
Musica Camille Saint – Saëns
Coreografia Mikhail Fokine
Interprete Liudmila Konovalova
“Elegie”
Musica Sergej Rachmaninoff
Coreografia Giuseppe Picone
Interpreti Luisa Ieluzzi, Ertugrel Gjoni
“Senza di te” 
Musica AnielloMallardo
Coreografia Edmondo Tucci
Interpreti Giuseppe Picone
“Raymonda”, Hungarian Grand Pas de deux, III atto
Musica Alexandr Glazunov 
Coreografia Rudolf Nureyev
Interpreti Maria Yakovleva, Jakob Feyferlik
“Raymonda Gran Finale” 
Musica Alexandr Glazunov 
Coreografia Giuseppe Picone da Marius Petipa 
Corpo di Ballo del Teatro di San Carlo

Napoli, 28 luglio 2018

Il San Carlo celebra Rudolf Nureyev, a ottant’anni dalla nascita e venticinque dalla morte,  con una serata di gala in memoria di un titano dell’arte scenica. Una eredità, la sua, che ha cambiato il mondo del balletto. Cambiò la danza maschile togliendo l’uomo dall’ombra della donna, affiancò il divismo maschile a quello femminile che aveva imperato nell’Ottocento. Amato o detestato, è oggi considerato il più grande

 danzatore del Novecento, perché seppe risvegliare un’arte rinnovandone spirito, sostanza e significato.
A introdurre la serata, l’étoile Anna Razzi, già padrona di casa in virtù di ben venticinque anni alla direzione della Scuola di Ballo e partner di

Nureyev in molte occasioni, alla quale è stato affidato il ricordo dei momenti trascorsi insieme in una personale commemorazione dal sapore intimistico e affettuoso. Perché è importante ascoltare i grandi e i loro racconti.  Sul palcoscenico si sono alternati danzatori formati per la maggior parte dalla stessa Razzi e tre ospiti, Maria Yakovleva (solista Wiener Staatsoper e Volksoper), Ludmila Konovalova (prima ballerina Staatsballet di Berlino) e Jakob Feyferlik (primo ballerino Wiener Staatsballet).
Il sipario si è aperto sul Passo a due da Il Lago dei Cigni, atto II, ben interpretato dalla coppia Yakovleva – Feyferlik con sicurezza e disinvoltura. A seguire, un  passo a due da Coppélia affidato a Giovanna Sorrentino e Carlo De Martino, in cui la tecnica esplosiva e grintosa di De Martino ha oscurato tutto il resto (ma non l’abbronzatura della danzatrice, sia pure graziosa ma talvolta titubante, che sotto i riflettori appariva eccessivamente vistosa – ed è noto che invece  una carnagione naturalmente scura non regala effetti simili): gli applausi a scena aperta lo hanno dichiarato uno dei virtuosi più apprezzati della serata. Un romantico passo a due dal sogno del principe dal balletto La bella addormentata è stato portato in scena dall’elegante Sara Sancamillo, solista dalle linee aguzze e i movimenti sicuri nelle estensioni e nelle rotazioni, insieme a Danilo Notaro, giovane partner dalle ottime possibilità, per la visione coreografica di Giuseppe Piconeche ha dipinto un’Aurora sognante con grande stile. Con il celeberrimo passo a due tratto da Shéhérazade Anna Chiara Amirante e Alessandro Staiano hanno eseguito il bellissimo duetto senza alcuna sbavatura: raffinata ed elegiaca lei, per una Zobeide dalla sensualità contenuta, schiavo dal carisma e la tecnica perfetta lui, con salti poderosi e felpati, fattezze adatte a un ruolo dalla sensualità suggestiva. Nel solo coreografato e danzato da Edmondo Tucci, Volver, su musica di Aniello Mallardo, il primo ballerino sancarliano  si conferma artista in grado di reggere la scena in maniera sempre efficace e sicura, data anche la possibilità di far parlare al proprio corpo un linguaggio ‘autografo’. Il Direttore del Corpo di ballo Giuseppe Picone è stato grande protagonista della serata, insieme a Liudmila Konovalova, nel passo a due tratto dal II atto del balletto La Bayadère di Minkus- Petipa, in un appassionato alternarsi di virtuosismi e lirismo, umanizzato dall’enfasi espressiva di lui, che sembra andare in contro a una seconda giovinezza artistica, visto l’impeto tecnico con cui ha

affrontato i ruoli, oltre a essere un fine porteur della danzatrice. Picone ha generosamente danzato anche con la solista Candida Sorrentino in Albinoni Pas de Deux di Kristian Cellini su musica di Tomaso Albinoni, per un serio imprevisto occorso in extremis al partner che avrebbe dovuto danzare il titolo, il bravo Stanislao Capissi. A seguire, fuochi d’artificio per il Don Chisciotte grand pas de deux, danzato da Claudia D’Antonio e Salvatore Manzo, impeccabili nei passaggi più arditi, negli equilibri estremi e nella brillantezza tecnica da manuale che ha fatto loro conquistare vere e proprie ovazioni. La morte del cigno di Saint Saëns – Fokine è stata affidata a Liudmila Konovalova, mentre il passo a due Elegie, su musica di Sergej Rachmaninov con i bravi Luisa Ieluzzi (più sensuale che elegiaca) edErtugrel Gjoni, ha offerto al pubblico un’altra creazione del Direttore, che trova nella tipologia del passo a due un interessante terreno creativo. In un assolo creato da Edmndo Tucci, Giuseppe Picone è anche protagonista di Senza di te, su musica di Aniello Mallardo. A chiudere la serata, Raymonda Hungarian Pas de Deux con Maria Yakovleva e Jakob Feyferlik e gran finale con il corpo di ballo.
Si è potuto constatare il raggiungimento di grande maturità scenica da parte dei solisti di casa, che nulla – ma proprio nulla – avevano da invidiare agli ospiti.
Il pubblico, sensibilmente soddisfatto, ha decretato l’ottima riuscita dello spettacolo, nonostante l’incombenza di alcuni problemi tecnici legati alle scene (fondale e un annesso dell’allestimento operistico precedente non rimossi per problemi legati al complesso dei macchinisti), ma che non ha impedito al lavoro dei danzatori di ricevere la gratificazione adeguata e, soprattutto, di celebrare il ricordo di colui che per la danza ha vissuto e continua a vivere su tutti i palcoscenici del mondo, immortale come solo la memoria può essere. (foto Luciano Romano)

Share This

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *