Il Ballet Nacional Sodre Uruguay a Madrid

Il Ballet Nacional Sodre Uruguay a Madrid

Madrid, Teatros del Canal, Temporada 2018-2019
Ballet Nacional Sodre Uruguay
“THEME AND VARIATIONS”
Coreografia George Balanchine
Musica Piotr Ilich Chaikovsky
Scene e costumi Hugo Millán
Luci Claudia Sánchez, Pablo Pulido
“CHACONA”
Coreografia e scene Goyo Montero
Musica Johann Sebastian Bach
Costumi Goyo Montero, Inés Berdaguer
Luci Goyo Montero, Claudia Sánchez
“ENCUENTROS”
Coreografia Marina Sánchez
Musica Astor Piazzolla, Gerardo Matos Rodríguez, Juan Carlos Cobián, Mariano Mores
Scene Astrid Sánchez, Pablo Ligrone
Costumi Astrid Sánchez
Luci Claudia Sánchez, Pablo Pulido
Madrid, 13 novembre 2018

Il Ballet Nacional di Sodre (Montevideo) è stato fondato nel 1935 e in Sudamerica la sua compagnia è stata pioniera nella pratica e perfezionamento di un repertorio stabile. Sotto la guida di grandi maestri russi e francesi, la formazione ha acquistato stile e tecnica, tradizione e storia, concentrandosi principalmente sui titoli classici; gli anni Settanta del secolo scorso, però, concentrarono qualità e sfortuna al tempo stesso, perché, dopo decenni di lavoro e formazione, un incendio distrusse la sede ufficiale del Ballet; la dittatura e la complicata situazione politica del paese impedirono una rapida ricostruzione, e la precarietà determinò alla fine lo scioglimento della compagnia. I tentativi di rinascita furono molti, ma soltanto nel 2009, in seguito a pellegrinaggi in spazi differenti, più o meno adeguati, l’Auditorio Nacional aprì le sue porte alla rinata compagnia, per una nuova e duratura storia della danza in Uruguay, con la direzione di Julio Bocca, ballerino argentino di fama mondiale, certamente dotato di brio, modernità ed eccellenza; Bocca – va riconosciuto senza mezzi termini – ha fatto assurgere la storia e la tradizione della danza classica in Sudamerica a livelli prima sconosciuti. All’inizio del 2018 la direzione artistica passa a Ygor Yebra, un ballerino di origine spagnola, ora simbolo della nuova generazione. La serata presentata al Teatro Canal di Madrid è una tipica antologia di stili e composizioni della danza classica, rielaborata a partire dalla sensibilità del Novecento storico. Theme and Variations (1947) nell’intento di Balanchine, è stato appunto creato per evocare la grande auge della danza classica, quando il balletto russo rappresentava nel mondo il massimo brillio, ovviamente unito alla musica di Chaikovsky. Per questa pièce Balanchine scelse infatti il finale della Suite n. 3, che consiste in un tema e dodici variazioni, culminanti con una Polonaise di stile imperiale. Si tratta di una formula musicale ritrovabile anche nel Lago dei cigni o in Paquita, la cui influenza – come si vede – si sente ancora nella coreografia di metà Novecento. Balanchine creò questo pezzo per Alicia Alonso e Igor Youskevitch, all’epoca ballerini del Ballet Theatre (ora American Ballet Theatre), come omaggio alla tecnica classica, di puro virtuosismo, giacché costantemente si mette a dura prova ogni competenza tecnica. Il Ballet Nacional Sodre si è disimpegnato molto bene, grazie a un’interpretazione corretta e a scelte giuste quanto a gusto estetico: è stata un’opzione molto felice per aprire la serata. Con Chacona, un pezzo risalente all’anno scorso (sebbene il titolo sia un chiaro riferimento all’arte bachiana), la compagnia cambia totalmente di volto, dimostrando la capacità di trasformazione e la versatilità dei suoi componenti; la coreografia si deve a Gregorio Montero, conosciuto come “Goyo”, ballerino che da studente fu sempre desideroso di nuovi approcci stilistici, ed ebbe il coraggio di lasciare la Spagna per completare la sua formazione presso il Ballet Nacional de Cuba, incrociare nuovamente l’oceano, stabilirsi a Berlino come ballerino principale della Deutsche Oper e diventare il coreografo ospite di numerose compagnie internazionali: Modern Dance Turkey, Royal Ballet de Flandes, Ballet Nacional de México, tra le altre. Per il Ballet uruguaiano ha creato questo pezzo a partire dalla musica di Bach (il movimento di chaconne dalla Partita n. 2, BWV 1004), nella versione originale per violino solo ma anche in una trascrizione per chitarra e pianoforte. Va detto che non c’è molta empatia tra le scelte coreografiche e la musica (soprattutto nei momenti di assolo del violino): manca un’adeguata coordinazione dei tempi, in generale, e il corpo di ballo non sembra produrre la forza e il virtuosismo necessari all’espressione dell’esattezza, che il discorso bachiano richiede. A chiusura del programma Encuentros, una serie di quadri narrativi animati dal tango di compositori differenti (in cui primeggiano le musiche di Piazzolla), per la coreografia di Marina Sánchez (2017): semplici storie brevi per un finale senza troppe emozioni, dal momento che il tango è un genere consolidato e apprezzato dappertutto. Per dimostrare appieno al pubblico di Madrid la sua ambizione di sfida e di scommessa sul futuro, il direttore artistico avrebbe dovuto proporre un brano finale più adeguato, fatto magari di sogni, di idee originali, ma soprattutto di coraggio e di immaginazione.   Foto Teatros del Canal de Madrid

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