Il Balletto Nazionale Cinese al festival “Madrid en Danza” 2018

Madrid, Teatros del Canal, Festival “Madrid en Danza” 2018
“EL DESTACAMENTO ROJO DE MUJERES”
Musica Wu Zuquiang, Du Mingxin, Dai Hongwei, Shi Wanchun, Wang Yanqiao
Coreografia Li Chengxiang, Jiang Zuhui, Wang Xixian
Qionghua LI JIE
Hong Changquing ZHAN TIAO
Comandante della guarnigione LIU XUECHEN
Xioa’e XIE HUAN
Xiaopang ZHENG YU
Compagni di armi QIU YUNTINGM, LI NAM, JIANG WEI
Regia Feng Ying
Scene Ma Yunhong
Luci Liang Hongzhou
Balletto Nazionale Cinese
Madrid, 6 dicembre 2018

La Spagna si tinge di rosso in questi giorni, con l’inaugurazione del 33° Festival “Madrid en Danza”, a carico del Balletto Nazionale Cinese, che per la prima volta visita la penisola. L’occasione cade in un periodo di intensi negoziati politici e commerciali tra governo spagnolo e Repubblica Popolare Cinese, al punto che anche la scelta del titolo teatrale sembra esserne condizionato: El destacamento rojo de mujeres, ossia ‘Il distretto rosso al femminile’ – per cercare di conservare anche in italiano il pizzico di ambiguità del titolo nella versione castigliana – si basa su una eroica leggenda degli anni Trenta del Novecento, ossia risale a un periodo ideologicamente e politicamente ben connotato. È la storia di una schiava che riesce a fuggire dalla casa del suo padrone, il dispotico Nabatian, e si unisce all’esercito rosso dei ribelli rivoluzionari. Con l’aiuto di Hong Changqing e dei suoi compagni, la giovane ragazza diventa un soldato della Rivoluzione … Per completare la cronaca contemporanea, va detto che mentre al Teatro Canal si rappresenta questo grande balletto del repertorio cinese del XX secolo, il Teatro Real riporta sulle scene Turandot di Giacomo Puccini, assente da vent’anni nelle stagioni liriche della città, e che il Presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping con la consorte Peng Liyuan (un soprano molto conosciuto e attivo in Cina tra Anni Ottanta e Novanta) hanno avuto l’opportunità di assistere a una recita in onore della delegazione orientale, a margine di una visita ufficiale di cui si è molto parlato e discusso; insomma, di questi tempi il binomio Cina-Spagna passa spesso attraverso la dimensione musicale, offrendo dunque occasioni di riflessione artistica. Il Balletto Nazionale Cinese è stato fondato nel 1959 con l’esplicita intenzione di dotare il nuovo stato di una compagnia internazionale, attenta sia al repertorio occidentale sia a quello nazionale; per quanto riguarda la formazione e la preparazione dei titoli più legati alla produzione di età romantica, il merito principale fu del maestro e coreografo russo Pyotr Gusev (1904-1987), che lavorò per molti anni a Pechino e trasmise le competenze necessarie alla realizzazione di spettacoli di alta qualità coreutica, mantenuta e progredita nei decenni successivi («GBopera» ha già recensito nel 2015 un gala cubano-cinese , nel cui programma figuravano tutti i più grandi classici: Giselle, Esmeralda, Don Chisciotte, eseguiti con un virtuosismo e una tecnica molto raffinati). “Il distretto rosso al femminile” è un balletto sceneggiato e musicato nel 1960, anche se una nuova versione è stata proposta nel 2015 per essere data al Lincoln Center di New York, dove ebbe un buon successo di pubblico e di critica. Il balletto cinese è un interessante e omogeneo intreccio tra tecnica classica e accademica, danze tradizionali nazionali e arti marziali, quindi bellezza e precisione non mancano mai, come si è potuto apprezzare nel corso di tutta la serata; la musica, i movimenti corali, gli elementi scenici e i costumi fanno sì che l’attenzione e il coinvolgimento degli spettatori sia sempre in crescendo. Musicalmente, lo stile richiama in continuazione l’inno di guerra, in un clima costante di febbrile eccitazione eroica e rivoluzionaria (in due momenti la danza accompagna l’inno dell’Internazionale socialista). Il corpo di ballo, presente in quasi tutte le scene, si muove come una macchina perfetta, senza alcuna sbavatura, senza il minor difetto; la protagonista, dal canto suo, si disimpegna molto bene in numeri a solo, passi a due e interventi di virtuosismo, inseriti all’interno di quadri dalla notevole bellezza plastica: sciabole e pugnali saettano nel corpo di ballo, connotando gruppi che muovono fazzoletti rossi o bandiere fregiate di falce e martello. Attraverso una dinamica molto omogenea, la coreografia vuole soprattutto raccontare la gran lotta del popolo cinese, la fatica degli operai, il duro lavoro dei contadini, per celebrare alla fine il trionfo di questa classe a lungo oppressa. Per il pubblico di Madrid è senza dubbio una felice esperienza nuova, visuale e uditiva: una bella sensazione, perché la globalizzazione non ha ancora conquistato la danza, e alcuni repertori nazionali possono esprimere in modo originale estetica, colori e gestualità assai poco conosciuti in Europa. Gli spettatori del Teatro Canal si lasciano invadere dall’esaltazione della rappresentazione, corrispondendo un applauso di diversi minuti al termine del balletto: ottimo (e non scontato) inizio di una nuova edizione della prestigiosa rassegna “Madrid en Danza”.   Foto Teatros del Canal de Madrid

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