Charles Gounod 200: “Le Tribut de Zamora” (1881)

Charles Gounod 200: “Le Tribut de Zamora” (1881)

Opéra in quattro atti su libretto di Adolphe d’Ennery (1811-1899) e Jules Brésil (1818-1899). Judith van Wanroij (Xaïma, fiancée de Manoël); Edgaras Montvidas (Manoël Diaz, soldat espagnol); Jennifer Holloway (Hermosa, captive espagnole à Cordoue); Tassis Christoyannis (Ben-Saïd, ambassadeur du Calife de Cordoue); Boris Pinkhasovich (Hadjar, son frère, officier arabe); Juliette Mars (Iglésia, enfant trouvée / Une Esclave); Artavazd Sargsyan (L’Alcade Maïor d’Oviedo / Le Cadi de Cordoue); Jérôme Boutillier (Le Roi d’Oviedo / Un Soldat arabe). Orchestra e coro della Radio Bavarese di Monaco. Hervé Niquet (direttore). Registrazione: Théâtre du Prince Régent de Munich. 26 e 28 gennaio 2018. Edizione Palazzetto Bru Zane BZ1033
Essendo state pochissime le produzioni discografiche pubblicate nel 2018 per celebrare il bicentenario della nascita di Gounod, per la verità, quasi del tutto ignorato, va dato  al Palazzetto Bru Zane il merito della riscoperta dell’ultima opera del compositore francese, Le Tribut de Zamora, che, eseguita in forma di concerto a Monaco nel mese di gennaio 2018, è stata registrata e proposta in cd.  Questa riscoperta assume un grande valore dal punto di vista storico e musicale, in quanto Le Tribut de Zamora, pur non essendo un capolavoro, è certamente un’opera di grande interesse nonostante sia stato composto da Gounod su un libretto di Adolphe d’Ennery e Jules Brésil a lui non del tutto congeniale. Composta comunque in breve tempo e già pronta nella riduzione per canto e pianoforte il 9 luglio 1879, l’0pera non fu messa subito in scena, dal momento che nel mese di settembre Gounod chiese al direttore dell’Opéra una dilazione senza dare particolari spiegazioni.  Sarebbe stata rappresentata, infatti, sotto la direzione dello stesso Gounod, che ottenne per l’occasione una deroga concessa solo a Verdi il quale, l’anno precedente, era salito sul podio per dirigere la sua Aida, con Gabrielle Krauss (Hermosa), Joséphine Sllier (Xaïma) e Henri Sellier (Manoël il 1° aprile 1881 ), riscuotendo un discreto successo sia presso il pubblico che presso la critica. Victorin de Joncières su «La Liberté» (4 aprile) scrisse: «La partitura di Gounod è chiara, limpida, melodica, di una grande unità di stile; contiene pagine affascinanti piene di grazia e di sentimento».
Protagonista della vicenda è Xaïma,  contesa dal bel soldato Manoël, con il quale si sta per sposare, e da Ben Saïd, inviato dal califfo nella città di Oviedo per riscuotere il tributo di 20 vergini previsto dal trattato di Zamora. Tra le vergini viene estratta a sorte Xaïma, che, condotta a Cordoba, è insidiata da Ben Saïd, ma è salvata da Manoël e da Hermosa, una folle che recupera la ragione e si scopre essere sua madre.
Di buon livello è questa esecuzione a partire dalla concertazione di Hervé Niquet il quale riesce a trovare dei tempi e delle sonorità che, non soverchiando mai le voci, esaltano le nuance della partitura di Gounod ricca non solo di colori e di ispirate melodie, ma anche di brani sinfonici di valore come il balletto dell’atto terzo. Dotato di una voce omogenea, Edgaras Montvidas, nella parte di Manoël, si mostra attento ad evidenziare le diverse sfumature del suo personaggio e, pur impegnato prevalentemente in pezzi d’insieme, trova accenti di intenso lirismo nella sua cavatina, posta all’inizio dell’atto quarto, Que puis-je à présent? Al suo fianco Judith van Wanroij è una Xaïma dalla voce dal timbro chiaro e omogenea anche nel settore grave, perfettamente a suo agio nel suo ruolo dall’incantevole Aubade con Manoël del primo atto all’intenso duetto del terzo con Hermosa, interpretata da Jennifer Holloway. Dotato di una voce affascinante e pastosa nei gravi, ma di grande consistenza negli acuti tanto da eseguire senza alcuna difficoltà il la acuto al posto del più facile fa sull’ultima sillaba di passé nel récit et arioso dell’atto secondo, il mezzosoprano americano è un’Hermosa convincente anche sul piano interpretativo. Tassis Christoyannis (Ben-Saïd) appare, grazie anche a una voce dal timbro chiaro, più a suo agio nei momenti lirici, come la bella romanza dell’atto terzo Je m’efforce en vain de te plaire, che nei primi due atti dove dovrebbe sfoggiare un carattere tirannico a lui forse meno congeniale. Corrette le prove dei comprimari: Boris Pinkhasovich (Hadjar), Artavazd Sargsyan (L’Alcade Maïor d’Oviedo / Le Cadi de Cordoue), Jérôme Boutillier (Le Roi d’Oviedo / Un Soldat arabe) e, infine, Juliette Mars (Iglésia / Une Esclave) la quale, nel ruolo della schiava, dà vita nell’atto terzo a uno dei tanti incantevoli momenti di questa partitura, interpretando con dolcezza la barcarola Ma belle effleurons de nos rames. Ottima la prova del coro della Radio Bavarese.

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