Bari: “Serata Romantica” di Fredy Franzutti e il Balletto del Sud

Bari: “Serata Romantica” di Fredy Franzutti e il Balletto del Sud

Bari, Teatro Team, Stagione di Danza 2018-2019
Pianista Francesco Libetta
Attore Andrea Sirianni
Ideazione e regia Fredy Franzutti
Musiche Fryderyk Chopin, Adolphe Adam, Jean M. Schneitzhöffer, Ludwig Minkus, Léo Delibes, Giuseppe Verdi
Coreografie Michel Fokine, Arthur Saint-Léon, Jean Coralli, Marius Petipa, Jules Perrot,August BournonvilleFredy Franzutti
Scene Francesco Palma
Testi Giacomo Leopardi
Solisti ospiti Vittoria Valerio, Emanuele Cazzato
Solisti Nuria Salado Fustè, Carlos Montalvan, Alexander Yakovlev, Alessandro De Ceglia, Alice Leoncini, Valerio Torelli, Carolina Sangalli, Beatrice Bartolomei, Triana Botaya Lopez, Letizia Rossetti, Paolo Ciofini, Chie Deshimaru, Ovidiu Chitanu, Ana Clara Iribarne, Lorenzo Lupi
Bari, 16 febbraio 2019
La compagnia del Balletto del Sud diretta da Fredy Franzutti, ormai attestata sui palcoscenici nazionali e internazionali, ancora una volta conquista e affascina il pubblico del Teatro Team di Bari, con lo spettacolo Serata Romantica, la trentaseiesima creazione del 2018, nella quale danza, musica e poesia si sono ben amalgamate in una drammaturgia basata sull’alternanza delle tre arti, in cui si evince l’amore esclusivo per il bello e per l’arte, espressa in ogni forma visibile e compiuta realizzazione di una bellezza che rispecchia un artista in quanto tale.  Un rapporto basato sulla collaborazione di artisti, che creano con canoni estetici e tecniche diverse, ma che al tempo stesso mostrano la vitalità degli impulsi e delle forze dell’arte, fino a ottenere un’entusiasmante e avvincente processo totale. Lo spettacolo si basa su elementi culturali molto forti, mostra una gamma di possibilità estetiche ed espressive che costruiscono un ritratto romantico della nostra cultura, fino a celebrare il milieu artistico del balletto. Una visione dei balletti di repertorio pregni di tradizione e conservazione – dei veri e propri tableaux vivants – dei più grandi coreografi del periodo romantico: Petipa, Fokine, Perrot, Bournonville che, assieme alle coreografie eleganti e armoniche del coreografo Franzutti, ottiene una successione di passi che si legano grazie alla maestria tecnica e a un linguaggio stilistico dalla espressione corporea meritevole di essere rappresentata per gusto, qualità artistica, dove l’aspetto estetico è strettamente legato a quello tecnico, dando forma e sostanza alla propria aspirazione ideale. Le note della musica di Chopin e la musica romantica, interpretata dall’incantevole Francesco Libetta, come in un cammino di conoscenza hanno immerso il pubblico in una condizione magica e meditativa, in una proiezione interiore, fino ad arrivare alla conoscenza di una prassi emotiva effimera come la danza, mostrando un aspetto estetico che è il punto d’arrivo di un’armonia indiscussa. Le parole poetiche di Giacomo Leopardi, recitate dall’attore Andrea Sirianni in maniera nobile e con efficacia espressiva, arrivando direttamente all’anima, testimoniano la sublimazione artistica della poesia che ben si sposa con la danza, svelando un aspetto espressivo che si interiorizza attraverso una poetica filosofica riflessiva, pessimista e cosmologica. Fasci di luce avvolgono e catturano i ballerini che aprono lo spettacolo, avvolti in una nube bianca che da la visione di movimenti spiritualistici e, a mano a mano, si fa largo sulla scia di una visione dominata da grazia e bellezza, assumendo connotati sempre più chiari: la danza in tutto il vero dinamismo.
È Giselle che incanta la scena dei contadini, interpretata dai ballerini con buona qualità ed eleganza nel movimento: Letizia Rossetti, Valerio Torelli, Triana Botaya Lopez, Paolo Ciofini, Ana Clara Iribarne, Lorenzo Lupi, a seguire l’entrata e la variazione di Myrtha: Beatrice Bartolomei, dove si mostrano combinazioni gestuali e figurative attenendosi sia ai codici coreutici tradizionali, sia alla capacità di valorizzare il rituale del movimento corporeo. Il passo a due del secondo atto di Giselle, danzato dai ballerini del Teatro alla Scala Vittoria Valerio e Emanuele Cazzato, chiude lo spettacolo, in una evocativa interpretazione che libera un movimento che si sposta dalla sfera meccanica a quella artistica, guardando i corpi propagati nell’efficace dinamicità estetico-espressiva; si codifica nella tecnica accademica, in una divisione di ruoli, in cui Vittoria Valerio mostra un corpo fresco e poetico meritevole di essere ammirato, mostrando sicurezza e buona capacità di dominare la scena dal punto di vista coreutico e anche della tecnica. Nuria Salado Fustè Alessandro De Ceglia nel valzer di Chopiniana e poi la stessa prima ballerina ne La Traviata, insieme a Carlos Montalvan, sono interpreti di un momento magico dove anche in questo caso si evidenzierà una  padronanza tecnica. In particolar modo Nuria Salado Fustè padroneggia l’interpretazione del balletto accademico grazie alla salda tecnica che si accompagna alle doti fisiche, all’espressività corporea, evanescente leggerezza di un corpo piena di grazia che si manifesta nel disegno delle braccia molto lunghe sviluppando una coinvolgente ampiezza del movimento, insieme all’altezza delle gambe che domina lo spazio, in un’armonia manifesta. Carolina Sangalli in L’acquarioAlice Leoncini e Alexander Yakovlev nella scena del bosco de La Sylphide, dominano il palco con gesti codificati, elevati dalla bellezza interpretativa. Chie Deshimaru,ballerina interprete di un assolo in Butterfly e nella variazione tratta dal divertissement di Paquita, mostra la dolcezza di un corpo docile, che segue il ritmo dell’anima, in una sicurezza che dà adito all’espulsione di una gioia legata alla capacità di comunicare, che parte da un valore rituale, inteso come esercizio fisico che offre la propria immagine attraverso la sicurezza nella pirouette, nel movimento lungo l’asse delle conoscenze di base. Infine Ovidiu Chitanu ha ballato nella variazione del terzo atto di Coppélia e nella variazione del terzo atto di Harlequinade rendendo visibile le buone capacità virtuosistiche di salti e cadute, leggerezza nell’elevazione, disegnando linee circolari e plastiche; agisce modellandosi nello spazio, cambiando forma ad ogni suo gesto, mostrando un corpo alla soglia della dimensione performativa, esibisce l’immagine e la ricezione tra l’esperienza e la proiezione in un circuito di liberazione inquietante nei salti e nei giri, proiettandosi in modelli già noti nel mondo della danza. A chiudere lo spettacolo è un finale, a cui seguono i ringraziamenti degli artisti, che nel susseguirsi a rotazione in scena di tutti i ballerini infuoca gli animi gioiosi del pubblico che ininterrottamente applaude fino alla fine.

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