Palermo, Teatro Massimo: “La Favorite”

Palermo, Teatro Massimo: “La Favorite”

Palermo, Teatro Massimo, Stagione d’opera 2019
“LA FAVORITE”
Opéra en quatre actes, Libretto di Alphonse Royer, Gustave Vaëz e Eugène Scribe.
Musica di Gaetano Donizetti
Léonor SONIA GANASSI
Fernand JOHN OSBORN
Alphonse XI MATTIA OLIVIERI
Balthazar  MARKO MIMICA
Don Gaspar BLAGOJ NACOSKI
Ines CLARA POLITO
Un seigneur CARLO MORGANTE
Orchestra, Coro e Corpo di ballo del Teatro Massimo
Direttore Francesco Lanzillotta
Maestro del Coro Piero Monti

Regia Allex Aguilera
Scene e costumi Francesco Zito
Luci Caetano Vilela
Coreografia Carmen Marcuccio
Assistente alle scene Antonella Conte
Assistente ai costume Ilaria Ariemme
Nuovo allestimento del Teatro Massimo di Palermo
Palermo, 24 Febbraio 2019 (prima rappresentazione)
La Favorite
di Gaetano Donizetti, terza opera della stagione 2019 del Teatro Massimo di Palermo, è stata un grande successo. Uno spettacolo intenso, in cui il grande melodrama si è esaltato nella qualità del cast di cantanti, nella perizia del Direttore e dell’orchestra e in una resa scenica tradizionale e sontuosa che ha incorniciato perfettamente la performance. Partiamo dalla proposta scenica. La regia di Allex Aguilera coinvolge l’intera spazialità del palco e propone continui attraversamenti della scena da parte degli artisti. Le scene del nuovo allestimento del Teatro Massimo, curate, insieme ai costumi sontuosamente dettagliati, da Francesco Zito, hanno enfatizzato la smisurata profondità del palcoscenico.Una cattedrale gotica, scandita da colonnati imponenti, oppone alla penombra la luminosità filtrante dalle vetrate decorate, sullo sfondo. Il coro di monaci è il preludio al primo drammatico confronto fra Fernand e Balthazar. Il sagrato della cattedrale, con una scena che si restringe, con la facciata severa e incombente, è invece il set della conclusione del dramma. In mezzo, le splendide tele dipinte segnano il cambio dell’ambientazione: un’isola prima e, con una resa prospettica vertiginosa, i giardini del palazzo poi. Accurate e atmosferiche risultano le luci, progettate da Caetano Vilela, che hanno ben segnato  i chiaroscuri drammatici suggeriti dalla trama dell’opera. Intensa e precisa, sotto l’attenta direzione del Maestro Francesco Lanzillotta, la prova dell’Orchestra del Teatro Massimo che ha restituito appieno la complessa musicalità della partitura donizettiana. Anche il coro del Teatro Massimo, diretto dal Maestro Piero Monti, ha dato buona prova di sé mostrando le consuete precisione e attenzione. Da segnalare anche la prova del Corpo di ballo del Teatro Massimo che ha performato con grazia la coreografia, dagli stilemi orientalisti, curata da Carmen Marcuccio. Di primordine il cast di cantanti. Sonia Ganassi è stata una Léonor intensa, dalla forte presenza scenica, con una voce solida, molto drammatica e ricca di sfumature, omogenea nei registri e dal buon volume. John Osborn ha convinto con il suo Fernand mostrando una voce duttile e ricca di sfumature, di chiarezza espressiva, sicura nel sostenere l’impervia tessitura del ruolo. Notevole e di impatto è stato Mattia Olivieri nel suo Alphonse XI. Nelle sue vesti regali e nello scintillio delle gemme, il baritono ha cantato con una voce dal gran volume, corposa, sicura negli acuti, di grande chiarezza espressiva. Anche Marko Mimica ha ben interpretato il solenne Balthazar con voce tonante, dal buon volume, particolarmente espressiva nel registro basso. Fra i comprimari, Clara Polito ha dato la sua voce, agile e squillante, a Ines, Blagoj Nacoski ha invece reso con una performance adeguata Don Gaspar. Buona la prova anche di Carlo Morgante che interpretava “un seigneur”. La Favorite di Donizetti al Teatro Massimo è stato uno spettacolo dall’ampia godibilità e il grande consenso e riconoscimento del pubblico, che ci trova concordi, ne testimoniano il successo. Repliche fino al 3 marzo. Foto Franco Lannino & Rosellina Garbo

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1 comment

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    Agnès R.

    Bellissimo da vero. Mancava un produzione di questo calibro al Massimo. Tutto era meraviglioso, scena, costumi, luci, regia, coro, balletto, cantanti. Una vera messa in scena à la française come non si vede ormai in Europa da anni. Bravi a tutti e grazie di cuore al Teatro Massimo per tanta bellezza fatta così magistralmente.

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