Sarno (Sa), Teatro De Lise: Gala di Danza del San Carlo di Napoli

Sarno (Sa), Teatro De Lise: Gala di Danza del San Carlo di Napoli

Sarno, Teatro Luigi De Lise, stagione 2018-2019
BALLETTO DEL TEATRO DI SAN CARLO. GALA DI DANZA
“COPPELIA”
Musica Léo Delibes
Coreografia Arthur Saint Léon
Interpreti  Giovanna Sorrentino,  Carlo De Martino
“ELEGIE”
Musica Sergej Rachmaninov
Coreografia Giuseppe Picone
Interpreti  Luisa Ieluzzi, Giuseppe Picone
“TOO MUCH”
Musica Aniello Mallardo
Coreografia Edmondo Tucci
Interpreti  Annachiara Amirante, Alessandro Staiano
“LO SPETTRO DELLA ROSA”
Musica Carl Maria Von Weber
Coreografia Michael Fokine
Interpreti  Sara Sancamillo, Salvatore Manzo
“VOLVER”
Musica Aniello Mallardo
Coreografia Edmondo Tucci
Interprete  Candida Sorrentino
“LOOP”
Musica Craig Amstrong
Coreografia Edmondo Tucci
Interpreti Martina Affaticato, Stanislao Capissi
“LA BELLA ADDORMENTATA”
Musica Pëtr Il’ič Čajkovskij
Coreografia Giuseppe Picone
Interpreti  Claudia D’Antonio, Danilo Notaro
“SMOOTH”
Musica Aniello Mallardo
Coreografia Edmondo Tucci
Interpreti  Luisa Ieluzzi, Stanislao Capissi
“PETIT ROMANCE”
Musica Franz Liszt
Coreografia Edmondo Tucci
Interpreti  Sara Sancamillo, Edmondo Tucci
Sarno, 24 febbraio 2019

Il Balletto del Teatro di San Carlo tiene a battesimo la danza al teatro comunale “Luigi De Lise” di Sarno (Sa), realtà inaugurata lo scorso dicembre che fa intravedere una luce di speranza nella triste realtà politica del territorio nazionale, che questa volta invece punta sull’arte e sulla cultura e fa nascere un nuovo teatro. In particolare la danza è stata fortemente voluta dall’Assessore al Turismo, Eventi e Spettacolo Dea Squillante, che ha offerto ai propri concittadini la possibilità di applaudire il Corpo di Ballo del Massimo napoletano.  Nell’immaginario collettivo, si sa, il San Carlo resta il principale polo di attrazione per la musica e per la danza in Campania e l’allestimento ha riguardato alcuni brani del repertorio classico e contemporaneo già rodati dagli artisti, che sul palcoscenico del De Lise si sono mostrati a proprio agio, data la planimetria agevole e la comodità della struttura.
L’importanza dell’evento risiede nell’aver esportato il San Carlo laddove c’è più difficoltà a spostarsi verso il capoluogo e il Direttore Giuseppe Picone, insieme ai danzatori, sono stati accolti come vere e proprie star. Per di più, l’assenza improvvisa di un danzatore ha portato in scena lo stesso Picone, sempre pronto a intervenire in prima persona per permettere l’esecuzione di tutti i brani previsti e questo ha emozionato ancor più la platea, che lo ha applaudito insieme alla bellissima Luisa Ieluzzi in Elegie, Passo a due da lui creato su musica di Sergej Rachmaninov, che esalta le linee della flessuosa danzatrice formatasi, come la maggior parte delle sue colleghe e colleghi in scena, alla Scuola di Ballo del Teatro di San Carlo sotto la direzione di Anna Razzi.
La successione di passi a due e assoli è nota ai nostri lettori, in quando già esaminati in recensioni pubblicate nei mesi scorsi, ma qualche nota è doverosa perché la danza non si ripete mai allo stesso modo, sia per quanto riguarda gli interpreti sia per il lavoro dei coreografi. Iniziando dalle cose positive, c’è da dire che in scena si sono applauditi alcuni dei migliori elementi della compagnia come Alessandro Staiano, Salvatore Manzo, Luisa Ieluzzi, Claudia D’Antonio, Anna Chiara Amirante, Carlo De Martino, Sara Sancamillo, Candida Sorrentino, Danilo Notaro (in locandina la lista completa dei brani e degli interpreti). Si è potuto notare lo sviluppo qualitativo delle coreografie di Edmondo Tucci (cinque, su nove titoli previsti) e questo è indice di una ricerca continua tesa a migliorare il proprio prodotto e la qualità di esecuzione degli interpreti, che sono entrati maggiormente nello stile e hanno dato corpo più credibile alle intenzioni del coreografo. Salta agli occhi, in questo senso, il passo a due Too much interpretato da Anna Chiara Amirante e Alessandro Staiano, entrambi visibilmente commossi alla fine dell’esecuzione; allo stesso modo l’assolo Volver, portato in scena da Candida Sorrentino con grande intensità e sicurezza, appare molto più interessante su un corpo femminile rispetto a quello inizialmente pensato dall’autore su se stesso. Entrambi su musica del M° Aniello Mallardo, che ha dato prova di belle capacità compositive soprattutto con Smooth, interpretato da Luisa Ieluzzi e Stanislao Capissi. Quest’ultimo danzatore, visibilmente appesantito nel fisico e impacciato nel movimento, non sembra invece vessere lo stesso giovane promettente che abbiamo spesso segnalato ai lettori in passato. Qualcosa è

cambiato in negativo e, vista la giovane età del danzatore, dispiace doverne prendere atto. Ma la danza non perdona e chi va in scena è (o almeno dovrebbe essere) consapevole delle aspettative del pubblico e dell’esempio di bellezza e bravura di cui si è investiti, almeno finché l’età lo consente. La difficoltà nel movimento e il decadimento della forma fisica sono stati evidenti soprattutto nel passo a due Loop, in cui la brava Martina Affaticato è stata in buona misura penalizzata dal partner, al quale avrebbe giovato un costume coprente.
Petit Romance, su musica di Franz Liszt, a firma dello stesso Tucci e creato per l’eterea Sara Sancamillo, ha chiuso lo spettacolo con eleganza e un pizzico di nostalgia, non solo per il cammeo delicato della creazione, ma perché la conclusione di uno spettacolo molto atteso da un pubblico sensibilmente emozionato è stata affidata al primo ballerino che sta per chiudere una carriera di onorata danza al San Carlo. Questo, per chi segue il settore, diventa la proiezione della fine di una parte della vita per la quale i danzatori spendono energie, timori e speranze, ma che si trasforma in qualcosa di nuovo in cui far fiorire le esperienze accumulate, che  rinascono in altra veste.
Applausi convinti e file per selfie e foto di gruppo all’uscita fanno comprendere quanta voglia di danza ci sia in provincia.
Quella provincia che a volte si snobba ma che, spesso, sa riservare più rispetto ed educazione delle grandi città. (foto Luigi Bilancio)

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