Il secolo d’oro della musica a Napoli

Per un canone della scuola musicale napoletana del Settecento
A cura di Lorenzo Fiorito
Diana Edizioni (2019)
Volume di 221 pagine, brossura, ISBN: 978-8896221440
€16,00
Nel rinnovato interesse per il Settecento napoletano che ha portato in questi ultimi anni alla riscoperta di opere come la Didone Abbandonata di Leonardo Vinci, allestita nel mese di gennaio del 2017 al Teatro Goldoni di Firenze, si inserisce il volume, Il secolo d’oro della musica a Napoli a cura di Lorenzo Fiorito, pubblicato nel mese di febbraio del 2019 dalla casa editrice Diana. Si tratta di un pregevole lavoro, scritto da diversi musicologi, critici, ricercatori e musicisti che tendono a dare un quadro quanto più completo  possibile della Napoli musicale del Settecento, la cui conoscenza è stata limitata soltanto a pochi compositori, come Alessandro Scarlatti, Giovanni Battista Pergolesi, Giovanni Paisiello e Domenico Cimarosa, dei quali sono rimaste in repertorio, con altalenante fortuna, le più famose delle loro opere.  Come avvertito dal curatore nel Prologo, gli autori di questo volume, che si apre con un’interessante prefazione (Al cortese lettore) di Paologiovanni Maione, hanno inteso costruire un canone della Scuola Napoletana del XVIII secolo: «ovvero un compendio dei compositori più importanti e influenti che l’hanno resa celebre» trattando, quindi, di Francesco Provenzale, Alessandro Scarlatti, Francesco Durante, Nicola Porpora, Leonardo Vinci, Francesco Feo, Leonardo Leo, Giovanni Battista Pergolesi, Niccolò Jommelli, Fedele Fenaroli, Giovanni Paisiello e Domenico Cimarosa, delle cui biografie, sintetiche ma redatte con rigoroso metodo scientifico, sono autori rispettivamente Dinko Fabbris, Lorenzo Fiorito, Dario Ascoli, Giovanni Pasqualino, Luca Campana, Giuseppina Crescenzo, Cosimo Prontera, Maurizio Piscitelli, Stefano Valanzuolo, Omar Crocetti, Lorenzo Mattei e Piero Viti. In definitiva questo volume, il cui titolo richiama il concetto di Siglo de oro spagnolo spostandolo geograficamente e cronologicamente nella Napoli del Settecento, costituisce, per il carattere scientifico delle trattazioni dei singoli compositori corredate da ricche e interessanti bibliografie per chi volesse approfondirne la vita e le opere, uno strumento prezioso per la conoscenza della storia musicale napoletana nel XVIII sec.. Elegante e accurata, infine, la presentazione editoriale realizzata dalla Diana Edizioni.

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