Friedrich von Flotow (1812 – 1883): “Martha” (1847)

Opera lirica in quattro atti su libretto di Wilhem Friedrich Riese. Maria Bengtsson (Lady Harriett Durham), Katharina Magiera (Nancy), AJ Glueckert (Lyonel), Björn Bürger (Plumkett), Barnaby Rea (Lord Tristan Mickleford), Franz Mayer (Il giudice di Richmond). Chor der Oper Frankfurt, Frankfurter Oper und Museumorchester, Sebastian Weigle (direttore). Registrazione Frankfurt Oper ottobre-novembre 2016. 2 CD Ohmes Classics OC972 2018
Tutti conoscono “Ach, so fromm” magari nella traduzione italiana “M’apparì” cavallo di battaglia di generazioni di tenori da Caruso in poi ma pochi hanno mai ascoltato integralmente l’opera da cui proviene. Ed è un vero peccato perché “Martha” composta nel 1847 dal tedesco Friedrich von Flotow è un gioiello di grazia e leggiadria. Inutile cercare in questa musica schietta e ariosa anche solo una lontana eco delle grandi pulsioni che attraversavano la cultura tedesca in quegli anni, “Martha” è quanto di più lontano da tutto questo si possa immaginare, è leggero trionfo di una fragilità trasformata in regola d’arta, di una gioia del far musica compiuta in se stessa senza altri valori o altre profondità, lo sfolgorare di melodie accattivanti e suggestioni popolari che si esauriscono in un istante ma che in quell’istante sanno riempire il cuore di gioia. La superficialità trasformata in poetica artistica ma con il dono raro di una leggerezza senza pari.La storia discografica di “Martha” è limitata nella quantità ma qualitativamente altissima, basterebbero i nomi dei tre maggiori Lyonel discografici – Anders, Wunderlich e Gedda – per dimostrarlo. In questo piccolo ma prezioso giardino arriva ora la registrazione dal vivo di uno spettacolo allestito nel 2016 all’Opera di Francoforte che se non può competere con lo splendore vocale degli storici protagonisti non manca però di interesse e riesce a farsi decisamente apprezzare. In primo luogo l’opera è eseguita integralmente e ripresa con un’ottima qualità di suono che evidenzia la qualità della Frankfurter Oper und Museumorchester e la brillantezza della direzione di Sebastian Weigle capace di trovare il giusto equilibrio fra leggerezza e sentimentalismo, brio popolaresco e abbandono melodico. Ottima la prova dell’impegnatissimo coro. La compagnia di canto pur senza punte di assoluto livello si disimpegna con buone qualità complessive. AJ Glueckert non può certo giocarsela con Anders e Wunderlich sul terreno della bellezza timbrica con la sua voce meno dotata e un po’ nasale ma canta comunque con ottime qualità e interpreta con convinzione cogliendo il senso di leggero sentimentalismo che permea l’attesa “Ach, so fromm“. Al suo fianco Maria Bengtsson è una Lady Harriet/Martha vocalmente molto leggera – si impegna però a trovare una maggior presenza nell’aria più drammatica che apre il IV atto – ma elegante e molto musicale e rende con efficacia la sublime melodia di “Die letzen Rose”.Ancor meglio centrata sul piano vocale la coppia buffa di contorno. Björn Bürger è vocalmente l’elemento migliore del cast. Baritono chiaro e brillante ma dalla voce ricca e particolarmente sonora e capace di cogliere il carattere popolaresco e irruento del personaggio senza mai eccedere sul fronte espressivo e sempre mantenendo un giusto controllo al riguardo. Bella voce e ottima linea di canto il mezzosoprano Katharina Magiera sicura in tutta la gamma – notevole il registro grave particolarmente sonoro – e sempre elegante nel porgere.Completano il cast il Lord Tristan di Barnaby Rea di interessante materiale vocale e il giudice di Franz Mayer vocalmente più in difficoltà ma molto efficacie sul piano dell’accento. Estratti dall’incisione

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