“La Traviata” al Teatro Filarmonico di Verona

aprile 7, 2009
Lukas Franceschini

La celebre opera di Verdi sbarca al Teatro Filarmonico in una allestimento del Teatro “La Fenice” firmato da Giancarlo Sepe.  Uno spettacolo piuttosto triste e desolato con un cast che  non riesce ad andare oltre a un’interpretazione “routinier”.

Teatro Filarmonico di Verona – Stagione Lirica e di Balletto 2008/2009
LA TRAVIATA”
Melodramma in tre atti. Libretto di Francesco Maria Piave.
Musica di GIUSEPPE VERDI
Violetta Valéry  – Irina Lungu
Flora Bervoix – Silvia Pasini
Annina – Stefania Kybalova
Alfredo Germont – Gianluca Terranova
Giorgio Germont – Gabriele Viviani
Gastone  – David Sotgiu
Barone Douphol  – Dario Giorgelè
Marchese d’Obigny – Stefano Rinaldi Miliani
Dottor Grenvil – Gianluca Breda
Giuseppe – Renato Cazzaniga
Domestico – Gabriele Lombardi
Commissionario – Nicolò Rigano
Orchestra e Coro dell’Arena di Verona (M.o del coro: Marco Faelli)
Direttore :  Gianluca   Martinenghi
Regia e movimenti coreografici di Giancarlo Sepe
Costumi di Shizuko Omachi
Allestimento del Teatro La Fenice di Venezia

Verona, 24 marzo 2009

Sulle difficoltà dell’attuale  vita teatrale, musicale e culturale italiane ormai un triste dato di fatto, ma una stagione cosi striminzita a Verona non la si vedeva da anni. Per  questa “Traviata” è stata “riesumata” un’edizione firmata da Giancarlo Sepe andata in scena a Padova nel 2002 e  successivamente alla Fenice.  Sepe punta su una messa in scena  rigorosa, a una sorta di “mininalismo visivo” per far risaltare la gestualità e la musica. Operazione non nuova ma teoricamente interessante.

Quello che però si è visto in scena non era una Traviata essenziale ma tristemente vuota, con una costante luce tetra, che non faceva sicuramente risaltare i costumi di Shizuko Omachi. Inoltre per tale operazione il regista abbisognava di autentici cantanti-attori, i quali avrebbero reso con la loro interpretazione forse una visione accattivante, invece ci siamo trovati di fronte a cantanti troppo impegnati sullo spartito perché avessero potuto essere degli attori convincenti attori. Risultato: varia banalità, rivisitata monotonia che sfociano nella noia. Verdi avrà anche scritto musicalmente tutto nell’opera ma quando si decide di allestire… beh, allora vorremo anche avere qualcosa di più sostanziale. Il giovane Gianluca Martinenghi è direttore capace, nel complesso ha saputo tenere le fila di uno spettacolo difficile e non sempre l’orchestra gli rispondeva a dovere, i tempi erano incalzanti semmai peccava in sonorità e se si eseguono le cabalette (come dovrebbe essere), si esegue anche il da capo! Protagonista era Irina Lungu, che avevo acoltato un paio di anni fa alla Scala nello stesso ruolo, purtroppo non con gli stessi risultati. La figura avvenente di certo la aiuta, ma il personaggio non esce (al contrario di Milano) piuttosto pasticciata nelle agilità del primo atto,  si riprende nel II atto dove l’aspetto lirico del ruolo la mette a suo agio pur nella ristrettezza delle sonorità. Stranamente si trova in palese difficoltà nel legato e ciò si avvertito soprattutto al III atto dove il suo “Addio del passato”, piuttosto  calante , incolore e flebile. Gianluca Terranova avrebbe una voce pregevole se usata con misura, fraseggio, accenti e colori, invece è sperperata in un canto aperto e  forzato soprattutto negli acuti, risultando monotono e decisamente insipido. Molto più compito il Germont di Gabriele Viviani, seppur non tanto raffinato e piuttosto monocorde, non ha certo brillato ma neppure fatto disastri. Buono il parterre dei comprimari dove si mettevano in luce Stefano Rinaldi Miliani e Dario Giorgelè, modesta invece la Flora di Silvia Pasini. Pubblico molto entusiasta e caloroso verso i protagonisti.

Commenti

3 commenti a ““La Traviata” al Teatro Filarmonico di Verona”

  1. Marco Bragantini · 8 aprile 2009 21:37

    Ciao Giorgio, ciao Lukas.
    Ma Violetta non doveva essere Jessica Pratt??
    Ciao e buona Pasqua

  2. Giorgio Bagnoli · 8 aprile 2009 21:51

    Ciao, Marco,
    Intendi dire che la sera della recensione di Lukas, non c’era la Lungu ma questa fantomatica Pratt?…
    Buona Pasqua a te!

  3. Marco Bragantini · 9 aprile 2009 12:50

    No assolutamente Giorgio. Solo che dopo l’annuncio che avrebbe cantato la Lungu, sui manifesti del Teatro il suo nome era sparito e sostituito con questa Jessica Pratt. Io per protesta quest’anno non ho visto niente e chiedevo solo se l’Ente aveva rimescolato, ancora una volta le carte, con i cast.
    Ciao e Buona Pasqua
    Marco Bragantini

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