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	<title>GBOPERA &#187; Cd e Dvd</title>
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		<title>Pëtr Il’ic Cajkovskij (1840 – 1893):”Lo Schiaccianoci”</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 22:04:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Olga Savenko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cd e Dvd]]></category>
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		<description><![CDATA[Balletto in due atti di  Marius Petipa, da «Nussknacker und Mausekonig» di E.T.A. Hoffmann. The Royal Ballet, The London Oratory Junior Choir, The Orchestra of the Royal Opera House, Koen Kessels (direzione), Peter Wright (coreografia), Gary Avis (Drosselmeyer), Iohna Loots (Clara), Steven McRae (Il principe), Miyako Yoshida (La fata confetto), Ricardo Cervera (Lo schiaccianoci). Registrazione: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-29412" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/01/snapshot.png3-142x200.jpg" alt="" width="142" height="200" /><em>Balletto in due atti di  Marius Petipa, da «Nussknacker und Mausekonig» di E.T.A. Hoffmann. <strong>The Royal Ballet</strong>, <strong>The London Oratory Junior Choir, The Orchestra of the Royal Opera House</strong>, <strong>Koen Kessels</strong> (direzione), <strong>Peter Wright</strong> (coreografia), <strong>Gary Avis</strong> (Drosselmeyer), <strong>Iohna Loots</strong> (Clara), <strong>Steven McRae</strong> (Il principe), <strong>Miyako Yoshida</strong> (La fata confetto), <strong>Ricardo Cervera</strong> (Lo schiaccianoci). Registrazione: Royal Opera House, Londra, 26 novembre e 2 dicembre  2009</em>. <em>Extra: Introduzione al balletto di Peter Wright,  Cast e Personaggi, La realizzazione dello spettacolo.</em><em></em> <strong>1 DVD Opus Arte </strong><strong>OA 1036 D / 127′<br />
</strong><span id="more-29410"></span>L&#8217;edizione dello <em>Schiaccianoci </em>che vediamo registrata in questo DVD, altro non è se non una ripresa della produzione realizzata nel 1982 da coreografo Peter Wright. Il primo pregio di questo allestimento è quello di essere il più fedele all&#8217;originale.<br />
Il balletto <em>Lo Schiaccianoci</em>, ideato da Marius Petipa in collaborazione di P. Cajkovskij e  affidato al coreografo L. Ivanov (1892) ha avuto nella nativa Russia una vita alquanto difficile. Dopo vent’anni di rappresentazioni al Mariinskyi venne  completamente escluso dal repertorio del teatro. Nel 1920 F.Lopuchov, il direttore artistico del Mariinsky, provò a rimetterlo in repertorio. Fu però un insuccesso, così <em>Schiaccianoci, </em> considerato come un balletto mal riuscito, sparì dal repertorio ballettistico russo.<br />
<a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/01/Nutcracker_production_pic_450.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-29466" title="Nutcracker_production_pic_450" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/01/Nutcracker_production_pic_450-286x200.jpg" alt="" width="286" height="200" /></a>Fortunatamente però questo capolavoro trova una nuova vita a Londra, sul palcoscenico del Covent Garden. Qui, nel 1934, un  ex danzatore e aiuto regista del teatro Mariinskyi N. Sergeev, emigrato in Inghilterra, ha ricostruito <em>Lo Schiaccianoci </em>lasciando a riguardo, tutte la documentazione del suo  lavoro, oggi conservata all’ Università di Londra.<br />
Da questi documenti,  Peter Wright ha ricostruito la versione originale del balletto, con delle logiche modifiche. La drammaturgia originale divide il balletto in due parti autonome: la prima, durante la vigilia di  Natale,  con Clara, il misterioso Drosselmeyer, lo Schiaccianoci e altri personaggi, era realizzata principalmente in forma di  pantomimico &#8220;act d&#8217;action&#8221;. La seconda, invece il sogno di Clara, nel Paese dei Dolci,  era il puro &#8220;divertissement&#8221;, con il florilegio delle danze nazionale e l’apoteosi finale, con il &#8220;pas de deux&#8221; della Fata Confetto con  il Principe. Qui, Clara e lo Schiaccianoci hanno solo il ruolo di ospiti della festa di Palazzo.<br />
Nella sua versione di <em>Schiaccianoci,</em> Wright ha cercato di superare il taglio netto tra le due parti trasformando il personaggio di  Drosselmeyer. E&#8217; lui che, come un magico burattinaio o un mago degli effetti speciali crea lo spettacolo fantasmagorico del Paese dei Dolci. Assistamo a tutte le varie danze e, tra queste troviamo particolarmente bella quella araba, interpretata con bella tecnica e sensualità da <strong>Laura McCulloh</strong>. Anche nella versione di Wright, i due protagonisti, giocano solo il ruoli degli spettatori.<br />
La versione di Wright  è una collezione di elementi &#8220;storici&#8221; di questo balletto: la costruzione del movimento &#8220;a stella&#8221; creato da Ivanov per il balletto dei Fiocchi di neve e il &#8220;pas de deux&#8221; finale,  ritoccato e rinforzato sul piano virtuosistico da Wright, in particolare nell&#8217;&#8221;Adagio&#8221;. <a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/01/RB-Yoshida-McRae-Nutcracker-Johan-Persson-550x366.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-29467" title="RB-Yoshida-McRae-Nutcracker-Johan-Persson-550x366" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/01/RB-Yoshida-McRae-Nutcracker-Johan-Persson-550x366-290x192.jpg" alt="" width="290" height="192" /></a>Certamente, la coreografia di Ivanov non rappresentava  di certo il <em>top</em> del virtuosismo, ma pur nella sua semplicità, era meravigliosamente musicale. Indubbiamente le prese acrobatiche create da Wright hanno un grande impatto visivo, ancor più nell&#8217;interpretazione precisa e brillante di <strong>Myako Yoshida</strong> e di<strong> Steven McRal</strong>. E&#8217; però un virtuosismo che appare troppo distaccato dalla passionalità della  musica di Cajkovskyij.  La stessa<strong> Myako Yoshida</strong>, ballerina giapponese dalla tecnica fortissima e i movimenti aggraziati, è un po&#8217; troppo bambolina di zucchero dal sorriso dolciastro. Questo è un aspetto un po&#8217; troppo &#8220;vecchio balletto&#8221;e poco adatto alla musica di Ciaikovskyi, che esigeva qualcosa in più.<br />
Nella versione di Wright, si deve poi evidenziare l&#8217;eccessivo uso della pantomima nella prima parte, per altro sovraccarica di personaggi: manca la danza vera e propria. La si vede giusto nei casi rigorosamente giustificati. L’atteggiamento scenico dei personaggi non è da balletto, ma quasi da teatro di prosa. Un altro momento che appare piuttosto anacronistico è l&#8217;assurdo racconto della sua lunga storia fatto dallo Schiaccianoci al Principe e agli abitanti del Paese dei Dolci. Una tale sequela di gesti sembra un  monologo di un sordomuto .<br />
Nonostante ciò, Wright ha rianimato lo spirito dello <em>Schiaccianoc</em>i e trasmette a noi la sua passione per  la antica tradizione del balletto classico. Nel video qui sotto potete vedere tutta questa versione dello <em>Schiaccianoci.</em><br />
<object width="420" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/atUsFzvDDF0?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="420" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/atUsFzvDDF0?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object><br />
<strong><br />
</strong></p>
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		<title>Francois-André Danican Philidor (1726-1795):&#8221;Sancho Pança&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 09:46:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Bagnoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Opéra-bouffon in un atto, libretto di Antoine-Alexandre-Henri Poinsinet. Opera Lafayette Orchestra.  Ryan Brown (direttore). Darren Perry (Sancho Pancha), Elizabeth Calleo (Thérèse / Une Gouvernante), Karim Sulayman (Lope Tocho / Le fermier / Un barbier),  Meghan McCall (Juliette / La bergère / Une paysanne), Tony Boutté (Le docteur / Don Crispinos / Le tailleur), Eric Christophe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/01/Phildor.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-28780" title="Phildor" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/01/Phildor-200x200.jpg" alt="" width="200" height="200" /></a><em>Opéra-bouffon </em>in un atto, libretto di Antoine-Alexandre-Henri Poinsinet.<strong><em> Opera Lafayette Orchestra</em></strong><em>.  <strong>Ryan Brown </strong>(direttore). <strong><em><strong>Darren Perry</strong> </em></strong><em>(Sancho Pancha)</em><strong><em>, </em>Elizabeth Calleo</strong> (Thérèse / Une Gouvernante), <strong>Karim Sulayman</strong> (Lope Tocho / Le fermier / Un barbier),  <strong>Meghan McCall</strong> (Juliette / La bergère / Une paysanne), <strong>Tony Boutté</strong> (Le docteur / Don Crispinos / Le tailleur), <strong>Eric Christophe Black</strong> (Torillos / Le procureur), <strong>Andrew Sauvageau</strong> (Un paysan)<strong></strong><strong> </strong>.</em><em> </em><em>Registrazione</em><em>: </em><em>Clarice Smith Performing Art Center, University of Maryland, 25-26 maggio 2011.</em><em></em><em> 57&#8242; </em><strong>1 CD <em>Naxos </em></strong><strong>8</strong>.<strong>660274<br />
</strong><span id="more-28779"></span>Il compositore francese Francois-André Danican Philidor, fu il più famoso membro di una grande famiglia di musicisti. Grande giocatore di scacchi, tanto da essere considerato un maestro e da aver scritto perfino un trattato, fu il primo compositore a dare una svolta colta al genere teatrale dell&#8217;<em>opéra-comique </em><strong>.  </strong>La sua abilità di orchestratore sottile e vario lo pongono tra i capofila del teatro francese del secolo XVIII, anche se di fatto è oggi molto raro sentire dei suoi lavori teatrali, quasi completamente scomparsi dai cartelloni teatrali. Questo <em>Sancho Pança</em>,<em> gouverneur dans l&#8217;ile de Barataria</em> prende come soggetto i capitoli 42-55 del celebre <em>Don Chisciotte </em> di Cervantes, nel quale il personaggio è vittima di una beffa per deriderne la boria. Lo scudiero è stato nominato governatore di una inesistente isola di Barataria. A questa burla prendono parte, Thérèse, la moglie di Sancho, Lope Tocho, un vicino che vuole sposare la loro figlia Sancia, la Torillos servo, diversi altri personaggi che vanno a comporre gli abitanti di Barataria. Ovvio il lieto fine con Sancho Pança che perde ogni sua illusione di grandezza. La partitura, del 1762,  diciamolo pure, non è propriamente un capolavoro musicale, ma si presenta come un lavoro vivace che possiamo quasi definire una sorta di bel prototipo di quella che diventerà l&#8217;operetta francese. La musica è sempre gradevole e l&#8217;esecuzione strumentale  teatralmente vivace. L&#8217;orchestra Opera Lafayette e il suo direttore Ryan Brown (del quale abbiamo parlato in occasione della recensione de <em>Le diserteur </em>di Monsigny) offrono un&#8217;ottima prova.  Il cast vocale, nel suo complesso,  non va oltre la correttezza. La pronuncia francese non è esaltatante, il taglio completo di tutti i  dialoghi tra i vari  numeri musicali rende abbastanza incomprensibile lo sviluppo della vicenda. A ciò si aggiunge la mancanza del libretto dell&#8217;opera, sostituito da un riassunto della vicenda. (La Naxos ha messo online solo una versione inglese escludendo l&#8217;originale in francese). Potete comunque ascoltare qui sotto integralmente questo <em>Sancho Pança</em>. Qui, viene eseguita anche una breve introduzione che però non è presente nell&#8217;incisione. Nelle note si dice chiaramente che l&#8217;opera inizia senza una ouverture. Si tratta quindi dell&#8217;utilizzo di un tema musicale per ragioni sceniche.<br />
<strong><br />
<object width="560" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/OHzPduZ-hxE?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="560" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/OHzPduZ-hxE?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></strong></p>
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		<title>Giuseppe Verdi (1813-1901):&#8221;Les Vepres Siciliennes&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 21:13:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Bagnoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Grand-opéra in cinque atti su libretto di Charles Duveyrier ed Eugène Scribe. Coro dell’Opera di Amsterdam, orchestra filarmonica olandese, Paolo Carignani (direzione), Christoph Loy (regia), Johannes Leiacker (Scene), Ursula RenzenBrink (costumi). Alejandro Marco-Buhrmester (Guy de Monfort), Burkhard Fritz (Henri), Barbara Haveman (Hélène), Balint Szabo (Jean Procida). Registrazione: Het Muziektheater, Amsterdam, 23 e  29  settembre 2010. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/01/Vepres.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-28635" title="untitled" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/01/Vepres-141x200.jpg" alt="" width="141" height="200" /></a>Grand-opéra in cinque atti su libretto di Charles Duveyrier ed Eugène Scribe. <em><strong>Coro dell’Opera di Amsterdam, orchestra filarmonica olandese</strong>, <strong>Paolo Carignani</strong> (direzione), <strong>Christoph Loy</strong> (regia), <strong>Johannes Leiacker </strong>(Scene), <strong>Ursula RenzenBrink </strong>(costumi). <strong>Alejandro Marco-Buhrmester</strong> (Guy de Monfort), <strong>Burkhard Fritz</strong> (Henri), <strong>Barbara Haveman</strong> (Hélène), <strong>Balint Szabo</strong> (Jean Procida)<strong></strong><strong></strong><strong></strong><strong></strong><strong></strong>. Registrazione: Het Muziektheater, Amsterdam, 23 e  29  settembre 2010</em>. <em>Extra: Introduzine all&#8217;opera, il cast gallery</em> <em>(sottotitoli: inglese,  francese, tedesco, spagnolo)</em> &#8211; 208&#8242; <strong>2 DVD Opus Arte </strong><strong>OA 1060<br />
</strong><span id="more-28634"></span>Prima edizione in DVD della versione originale francese dei &#8220;Vespri siciliani&#8221;, catturata durante le rappresentazioni  di questa nuova produzione dell&#8217;opera in &#8220;prima&#8221;ad Amsterdam il 10 settembre 2010. Poteva essere una bella occasione, purtroppo però ci troviamo a parlare del &#8220;solito&#8221; spettacolo in stile &#8220;regietheater&#8221; firmato da <strong>Christoph Loy.</strong> Il sig. Loy ci presenta il &#8220;solito&#8221; palcoscenico pressochè vuoto, salvo pareti o quinte che, dovrebbero creare degli ambienti. Nello stile di Loy non mancano le sedie<strong>. </strong>In questo contenitore scenico si dovrebbe svolgere la vicenda spostata, a quanto si dice in una scarna nota di copertina, nel 1940.  <a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/01/Vepres-2.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-28666" title="Vepres 2" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/01/Vepres-2-290x191.jpg" alt="" width="290" height="191" /></a>Senonchè ci troviamo i francesi vestiti in stile &#8220;blues brothers&#8221;, con l&#8217;aggiunta di qualche smoking (per Monfort). I siciliani invece sono in puro stile neorealismo anni &#8217;50<strong>: </strong>donne o in nero o in sciatti abiti o vestagliette da cucine. Questo, a sommi capi, il quadro visivo dello spettacolo. Sulla regia ci limitiamo ad alcuni dettagli. Dopo aver spostato la sinfonia tra il primo e il secondo atto, Loy ci offre tante piccole &#8220;perle registiche&#8221;. Il balletto delle 4 stagione diventa la narrazione dei giochi adolescenziali di  Henri (trasformato i Henri Nota), Hélène e Frèdéric d&#8217;Austria. Nel balletto è anche presente la attempata mamma di Henri (la signora Barbara Nota) che viene sedotta, in una sorta di flashback, dal giovane Monfort. 25&#8242; di puro godimento!.. Altri piacevoli momenti: il finale dell&#8217;atto quarto<strong>, </strong>con il famoso &#8220;De profundis&#8221;<strong>.<a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/01/Vespri-Amsterdam.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-28670" title="Vespri Amsterdam" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/01/Vespri-Amsterdam-290x193.jpg" alt="" width="290" height="193" /></a> </strong>Hélène e Procida sono legati a un letto dove stanno per essere uccisi a mezzo di iniezione letale. Si salva però solo la donna, Procida muore e  nel quinto atto appare come fantasma. Hèlène, che ha avuto un rapporto prematrimoniale con Henri, all&#8217;inizio del quinto atto, sfoggia un bel pancione. Si  agitata  un po&#8217; troppo dai  vocalizzi del &#8220;Bolero&#8221;  e così fugge via in preda alle doglie. Di lì a poco appare Henri con la carrozzina<strong>. </strong>Ci fermiamo qui. Preferiamo non aggiungere altro. Una nota positiva è la concertazione vibrante, sostenuta e appassionata di <strong>Paolo Carignani. <a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/01/VepresSiciliennes05.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-28673" title="VepresSiciliennes05" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/01/VepresSiciliennes05-290x190.jpg" alt="" width="290" height="190" /></a></strong>A capo degli ottimi complessi  olandesi, Carignani fa suonare, anzi cantare l&#8217;orchestra, creando quelle atmosfere che mancano sulla scena. Ottima anche la prova del coro.  I cantanti sono indubbiamente degli ottimi attori, ma non li possiamo definire eccellenti vocalisti. Se dovessimo stillare una pagella metteremo al primo posto la Hélène di<strong> Barbara Haveman. </strong>Un podio che però coincide a una sufficienza, perchè la signora Haveman dalla voce piuttostoto gutturale e povera di colori, perennemente sul filo del rasoio, in qualche modo arriva in fondo. Al secondo posto mettiamo la correttezza vocale (anche se gli acuti sono &#8220;indietro&#8221; e strozzati&#8221;) di<strong> Balint Szabo. </strong>Quasi ex-aequo nell&#8217;insufficienza piena il baritono <strong>Alejandro Marco-Buhrmeister</strong> (Monfort) e il tenore <strong>Burkhard Fritz </strong>(Henri). I primo con la classica emissione da &#8220;patata calda in bocca&#8221; in basso e sbiancato in alto, il secondo dal canto tecnicamente discutibile  e perennemente in lotta con l&#8217;intonazione.  Piuttosto modeste le parti di fianco. Uno spettacolo del genere in Italia non sarebbe arrivato alla fine.<strong></strong></p>
<p>&lt;<object width="560" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/AaetDbqkx4c?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="560" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/AaetDbqkx4c?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
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		<title>Gioachino Rossini (1792-1868): &#8220;La Cenerentola&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 23:56:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Bagnoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Melodramma giocoso in due atti, libretto di Jacopo Ferretti. Orchestra e Coro della Fondazione Petruzzelli di Bari , Evelino Pidò (direzione d’orchestra),  Daniele Abbado (regia), Gianni Carluccio (Scene), Giada Palloni (costumi),  Guido Levi (luci).  Josè Maria Lo Monaco (Angelina),  Maxim Mironov (Don Ramiro), Roberto De Candia (Dandini), Paolo Bordogna (Don Magnifico), Eleonora Cilli (Clorinda), Alessandra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/01/cenerentola.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-28578" title="cenerentola" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/01/cenerentola-140x200.jpg" alt="" width="140" height="200" /></a><em>Melodramma giocoso in due atti, libretto di Jacopo Ferretti. <em><strong>Orchestra e Coro della Fondazione Petruzzelli di Bari</strong> , <strong>Evelino Pidò</strong> (direzione d’orchestra),  <strong>Daniele Abbado</strong> (regia), <strong>Gianni Carluccio </strong>(Scene), <strong>Giada Palloni </strong>(costumi),  <strong>Guido Levi </strong>(luci).  <strong>Josè Maria Lo Monaco</strong> (Angelina),  <strong>Maxim Mironov</strong> (Don Ramiro), <strong>Roberto De Candia</strong> (Dandini), <strong>Paolo Bordogna</strong> (Don Magnifico), <strong>Eleonora Cilli</strong> (Clorinda), <strong>Alessandra Volpe</strong> (Tisbe).</em> Registrazione: Bari, Teatro Petruzzelli, 9-11 aprile 2010.  162′ <strong>2 DVD Dynamic 33662<br />
</strong></em><span id="more-28577"></span>Cosa abbia ha portato la Dynamic a pubblicare questa edizione della <em>Cenerentola </em>rossiniana in tutta sincerità è un mistero. Sulla parte di visiva di questo allestimento, visivamente piuttosto deprimente, di Daniele Abbado  vi rimandiamo alla nostra recensione in occasione della ripresa al <a href="http://www.gbopera.it/2011/06/bologna-teatro-comunale-la-cenerentola/#more-18376" >Teatro Comunale di Bologna.</a> In realtà non ci sarebbe moltissimo da dire nemmeno sul piano musicale. Uno spettacolo piuttosto  sottotono anche s<strong></strong>u questo versante. La concertazione di<strong> </strong><strong>Evelino Pidò </strong>non è in grado di creare un reale rapporto costruttivo con il palcoscenico e, in aggiunta mostra una chiara instabilità ritmica<strong></strong><em><strong>. </strong></em>Il cast vocale poi, appare piuttosto sottotono. <strong>Josè Maria Lo Monaco </strong>è una Angelina soave e malinconica, vocalmente però non va oltre la correttezza. Il fraseggio è accurato ma anche piuttosto affettato. Non convince  del tutto il colore del registro medio-basso bello ma piuttosto opaco e anche non molto consistente<em><strong>. </strong></em>Il registro acuto poi mostra una certa tensione. La vocalizzazione poi è alquanto scolastica. Una cantante che, partita dal Barocco, ora guarda ad altri orizzonti, in cerca di una nuova dentità vocale.<strong> Maxim Mironv</strong> è complessivamente un valido Don Ramiro. Mostra varietà e finezza nei fraseggi, vocalizza bene e anche il timbro ha acquisito un maggior corpo. In Dandini <strong>Roberto De Candia </strong>non vanta certo uno strumento di colore  gradevolissimo, ma  la voce c&#8217;è e canta con morbidezza, fraseggia con stile. Va detto però che nell&#8217;aria detta dell&#8217;ape, la vocalizzazione rossiniana  non è certo  il suo forte. <strong>Paolo Bordogna </strong>(Don Magnifico) si destreggia con la consueta consumata abilità. La ripresa video è però impietosa nell&#8217;evidenziare una certa tendenza a  un eccessivo immascheramento del suono che porta a poco gradevoli nasaleggiamenti. Che dire dell&#8217;Alidoro di <strong>Nicola Ulivieri?</strong> Cerca di uscirne alla meno peggio nel <em>Là del ciel nell&#8217;arcano profondo</em> anche se le difficoltà, purtroppo, sono evidenti. Simpaticamente acidule e divertenti <strong>Eleonora Cilli </strong>(Clorinda) e <strong>Alessandra Volpe </strong>(Tisbe). Non esaltante la prova dell&#8217;Orchestra del Petruzzelli. Corretto il coro. Una edizione non certo fondamentale nella ormai piuttosto ampia scelta video di quest&#8217;opera. Perchè poi in 2 dvd?<em><strong><br />
<object width="560" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Dd9r5bP8hQE?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="560" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/Dd9r5bP8hQE?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object><br />
</strong></em></p>
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		<title>Thomas Arne (1710-1778):&#8221;Artaxerxes&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 20:18:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Bagnoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Opera in tre atti su libretto di Thomas Arne, da Metastasio. Nuova edizione con il Coro finale e i recitativi ricostruiti da Ian Page e Duncan Druce. Orchestra Classical Opera Company, Ian Page (direttore),  Christopher Ainslie (Artaxerxes), Elizabeth Watts (Mandane), Caitlin Hulcup (Arbaces), Andrew Staples (Artabanes), Rebecca Bottone (Semira), Daniel Norman (Rimenez). Registrazione: Londra, Air [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/01/arne-artaxerxes.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-28382" title="arne-artaxerxes" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/01/arne-artaxerxes-234x200.jpg" alt="" width="234" height="200" /></a>Opera in tre atti su libretto di Thomas Arne, da Metastasio. Nuova edizione con il Coro finale e i recitativi ricostruiti da Ian Page e Duncan Druce.<em><strong> Orchestra Classical Opera Company</strong>, <strong>Ian Page</strong> (direttore), <strong></strong> <strong>Christopher Ainslie</strong> (Artaxerxes), <strong>Elizabeth Watts</strong> (Mandane), <strong>Caitlin Hulcup </strong>(Arbaces), <strong>Andrew Staples </strong>(Artabanes), <strong>Rebecca Bottone </strong>(Semira), <strong>Daniel Norman </strong>(Rimenez).</em><em> Registrazione: </em><em>Londra, Air Studios novembre 2009 / aprile 2010 </em><strong>2 CD LINN – CKD 358<br />
</strong><em><span id="more-28381"></span>Artaxerses </em>di Thomas Augustin Arne che tradusse e ridusse in lingua inglese il libretto originale di Pietro Metastasio, andò in scena al Covent Garden di Londra il 2 febbraio 1762, in occasione della quale, per la cronaca, avvennero delle risse a causa dell&#8217;aumento dei prezzi dei posti a sedere.  <a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/01/Arne-1.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-28462" title="Arne 1" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/01/Arne-1-266x200.jpg" alt="" width="266" height="200" /></a>Aldilà di questa nota di cronaca, questa opera rappresenta la più importante risposta musicale  inglese a un&#8217;epoca dominata da Handel e dagli italiani<strong>. </strong>L&#8217;opera, che presenta non poche difficoltà tecnico-vocali, contiene pagine di altissimo valore, tra queste citiamo l&#8217;aria di Arbaces &#8220;O too lovely&#8221; più volte cantata in concerto da Marilyn Horne, o ancora la più nota &#8220;The soldier, tir&#8217;d&#8221; cavallo di battaglia virtuosistico di Beverly Sills e Joan Sutherland. La partitura originale andò perduta nel 1808 durante l&#8217;incedio del Covent Garden. L&#8217;unica edizione a stampa del 1762 presentava solo le arie. Mancavano tutti i recitativi e il coro che chiude l&#8217;opera. Successivamente l&#8217;opera venne eseguita  in un adattamento operato da Henry Bishop nel 1813 fino al 2009, quando il direttore Ian Page e il musicologo Duncan Druce ricostruirono le parti mancanti e in questa nuova versione <em>Artaxerxes </em>è andata in scen al Covent Garden nell&#8217;ottobre 2009 in un sontuoso allestimento, con spettacolo con la regia di Martin Duncan e la parte visiva a cura di Johan Engels. Non si capisce perchè non sia stato registrato un dvd di quello spettacolo anzichè questo album, che evidenzia i punti deboli di un cast che, al solo ascolto, mostra non pochi limiti. Se partiamo dalle voci femminili, troviamo Ms. <strong>Elizabeth Watts </strong> che, dalle note biografiche, vanta un repertorio che arriva al massimo alla Marzelline nel Fidelio di Beethoven, e che, scaraventata in un&#8217;opera seria, si trova veramente al limite delle sue possibilità. Non vogliamo cadere nel  sadismo accostando la citata aria &#8220;The soldier, tir&#8217;d&#8221; della Watts con quello delle signore Sutherland e Sills. <a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/01/Arne-2.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-28497" title="Arne 2" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/01/Arne-2-164x200.jpg" alt="" width="164" height="200" /></a>Con una voce senza un reale corpo (arriva quasi a parlare in &#8220;Monster, away&#8221;), tra arrancamenti, vocalizzi fortunosi e qualche strillo, la Watts si può considerare la migliore in campo. L&#8217;altra sua partner, Ms. <strong>Caitlin Hulcup, </strong>che si fregia di aver cantato i ruoli di Ariodante, Donna Elvira e Rosina, è il solito soprano corto, piuttoto strozzata e fissa in alto e intubata nei centri, povera di colori  incapace di vocalizzare (&#8220;Amid a thousand racking woes&#8221;) se non suoni aspirati di glottide. Riesce ad essere solamente passabile nelle arie &#8220;spianate&#8221; (&#8220;O too lovely&#8221;, &#8220;By that belov&#8217;d embrace&#8221;, &#8220;Why is death&#8221;). <strong>Rebecca Bottone </strong>è una &#8220;soubrettina&#8221; dalla voce acidula e  stridula. Il versante maschile non va molto oltre. Mr. <strong>Andrew Staples </strong>(Artabanes) è un tenorino sbiancato, nasale dagli acuti fissi e incapace di vocalizzare. Un gradino sopra l&#8217;altro tenore, <strong>Daniel Norman</strong> (Rimenes). Infine il protagonista, il controtenore <strong>Christopher Ainslie, </strong>alle prese con una tessitura piuttosto centrale, può sfoggiare ben poco, la voce suona piuttosto opaca. Canta almeno con un certo gusto ed eleganza, favorito da una scrittura non particolarmente ardua. Un quadro vocale abbastanza desolante che la bella concertazione, varia e vibrante di <strong>Ian Page,</strong> non riesce di certo a salvare. Peccato!</p>
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		<title>Mark-Anthony Turnage (n.1960):&#8221;Anna Nicole&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 15:13:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Bagnoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Opera in due atti su libretto di Mark-Anthony Turnage, Richard Thomas. Royal Opera Chorus and Orchestra of the Royal Opera House, Covent Garden , Antonio Pappano (direzione d&#8217;orchestra),  Richard Jones (regia), Miriam Buether (Scene), Nicky Guillibrand (costumi), Aletta Collins (coreografie). Eva-Maria Westbroek (Anna Nicole), Susan Bickley (Virgie), Jeremy White (Daddy Hogan), Rebecca de Pont Davies [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/01/Anne-Nicole.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-28302" title="untitled" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/01/Anne-Nicole-141x200.jpg" alt="" width="141" height="200" /></a><em>Opera in due atti su libretto di Mark-Anthony Turnage, Richard Thomas. <strong>Royal Opera Chorus and Orchestra of the Royal Opera House, Covent Garden</strong> , <strong>Antonio Pappano</strong> (direzione d&#8217;orchestra),  <strong>Richard Jones</strong> (regia), <strong>Miriam Buether </strong>(Scene), <strong>Nicky Guillibrand </strong>(costumi), <strong>Aletta Collins </strong>(coreografie). <strong>Eva-Maria Westbroek</strong> (Anna Nicole), <strong>Susan Bickley</strong> (Virgie), <strong>Jeremy White</strong> (Daddy Hogan), <strong>Rebecca de Pont Davies</strong> (Aunt Kay), <strong>Lore Lixenberg</strong> (Shelley), <strong>Grant Doyle</strong> (Billy), <strong>Gerald Finley</strong> (Stern), <strong>Andrew Rees</strong> (Doctor Yes), <strong>Alan Oke</strong> (J. Howard Marshall II), <strong>Peter Hoare</strong> (Larry King), <strong>Jeffrey Lloyd-Roberts</strong> (Trucker),<strong> Allison Cook</strong> (Blossom), <strong>Dominic Rowntree</strong> (Daniel).</em> Registrazione: Londra, Opera House, 26 febbraio 2011/ 120&#8242; <strong>1 DVD Opus Arte OA1054<br />
</strong><span id="more-28301"></span>L&#8217;elogio del trash e dell&#8217;eccesso<strong>, </strong>questo in due aggettivi, il tema di fondo di questa opera che il compositore inglese Mark-Anthony Turnage ha voluto dedicare alla figura di Anna Nicole Smith, che all&#8217;inizio dell&#8217;opera, il coro, elemento narrante, come in una tragedia greca, definisce &#8220;favolosamente eccentrica&#8221;.  L&#8217;ascesa e caduta di questa ragazza , novella &#8220;Cenerentola&#8221;, che si trasformò in una sorta di &#8220;mostruoso&#8221; incrocio tra Marilyn Monroe e Barbie, finta stupida che da ballerina di lap dance, playmate arriva a sposare, lei ventiseienne il quasi novantenne re del petrolio J.Howard Marshal II, la lunga battaglia legale per l&#8217;eredità con i parenti del marito defunto in merito a chi avrebbe ereditato la sua vasta fortuna,  ha fatto di lei la dea del trash-reality. Infine l&#8217;inesorbile e tragico epilogo: dopo aver perso l&#8217;adorato figlio, Daniel, Anne Nicole muore nel 2007  in seguito a  un overdose di droga e alcool. <em>Anna Nicole</em> è stata commissionata dalla Royal Opera, Covent Garden, dove l&#8217;opera è andata in scena in prima mondiale il 17 febbraio 2011. La musica di Turnage, un mix gradevolissimo di vari idiomi stilistici, dal jazz, al rock, al pop e il blues. La partitura, è lo spettacolo firmato da <strong>Richard Jones, </strong>ha un ritmo frenitico, come un cartone  animato. E com un fumetto è tutta la parte visiva che, man mano che l&#8217;opera avanza verso il tragico epilogo, diventa sempre più cupo. Efficace la presenza di mimi-telecamere che sempre di più cercano lo scandalo e il sensazionale, dello scoop, come avvoltoi  sulla preda.<br />
L&#8217;ammirevole soprano olandese <strong>Eva-Maria Westbroek</strong>, cantante non certo dalle eccelse qualità vocali, si cala totalmente nella creazione del personaggio e ne tratteggia perfettamente l&#8217;evoluzione psicologica. Il baritono canadese <strong>Gerald Finley</strong>, ottimo cantante-attore, con la sua aria da &#8220;bravo ragazzo&#8221; non convince pienamente nella parte di Stern, magnaccia-avvocato-amante di Anna.<br />
Nel lungo elenco delle parti di fianco, tra cui cammei da singoli coristi, va senza dubbio citata <strong> Susan Bickley</strong>  nel ruolo di Virgie, la madre di Anna Nicole. Il direttore d&#8217;orchestra <strong>Antonio Pappano</strong> e il coro e l&#8217;orchestra del Covent Garden si inseriscono perfettamente nella lettura parossistica, al limite del grottesco dello spettacolo.<br />
Eccellente la  qualità dell&#8217;immagine e del suono.  I contenuti del  DVD includono una gallery del cast e interviste a Pappano, Turnage, Westbroek, e altri componenti del team artistico. Sulla copertina del dvd una nota avverte che  l&#8217;opera contiene un &#8220;esplicito linguaggio e secne di natura sessuale&#8221;.  Una nota che, per l&#8217;Italia vale ben poco, visto che, almeno per la lingua non vi sono sottotitoli  nella nostra lingua.<strong><br />
<object width="560" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/1fwXLmr6ZcA?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="560" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/1fwXLmr6ZcA?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object><br />
</strong></p>
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		<title>Giuseppe Verdi (1813-1901):“Il Trovatore&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 13:47:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Bagnoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dramma in quattro atti, libretto di Salvatore Cammarano. Coro e Orchestra der Ludwigsburger Schlossfestspiele, con strumenti originali, Michael Hoffstetter (direttore),  Miljenko Turk (Il Conte di Luna), Simone Kermes (Leonora), Herbert Lippert (Manrico), Yvonne Naef (Azucena), Josef Wagner (Ferrando), Camilla de Falleiro (Inez), Daniel Martinez-Corvera (Ruiz), Sebastian Bollacher (uno zingaro, Jurgen Deppert (un messaggero). Registrazione: Forum [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/01/trovatore-kermes.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-28262" title="trovatore kermes" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/01/trovatore-kermes-200x200.jpg" alt="" width="200" height="200" /></a><em>Dramma in quattro atti, libretto di Salvatore Cammarano</em><em></em>. <em><strong>Coro e Orchestra der Ludwigsburger Schlossfestspiele, con strumenti originali</strong>, <strong>Michael Hoffstetter</strong> (direttore), <strong></strong> <strong>Miljenko Turk</strong> (Il Conte di Luna), <strong>Simone Kermes</strong> (Leonora), <strong>Herbert Lippert </strong>(Manrico), <strong>Yvonne Naef </strong>(Azucena), <strong>Josef Wagner </strong>(Ferrando), <strong>Camilla de Falleiro </strong>(Inez), <strong>Daniel Martinez-Corvera </strong>(Ruiz), <strong>Sebastian Bollacher </strong>(uno zingaro, <strong>Jurgen Deppert </strong>(un messaggero)</em><em>. Registrazione: </em><em>Forum i n Ludwigsburg, Theatersaal,  2 agosto 2009. </em><strong>2 CD OEHMS classics – 1641917<br />
</strong><span id="more-28261"></span>Dopo aver ascoltato questa recente pubblicazione del <em>Trovatore </em>verdiano (anche se la registrazione risale al 2009), ci si chiede perchè si doveva immortalare in cd una simile nefandezza. Forse il fatto di aver eseguito l&#8217;opera con strumenti e quindi una accordatura ottocentesca?&#8230; Non è sufficiente: se poi a cantare i ruoli non sono dei &#8220;belcantisti&#8221;, ma cantanti che al massimo possono cantare &#8220;La vedova allegra&#8221; e non hanno praticamente nulla a che fare con Verdi, se non per il fatto di prendere tra le mani lo spartito, guardarlo per un&#8217;ultima volta per poi chiuderlo in un cassetto e buttare via le chiavi.<strong> Herbert Lippert,  </strong>nella nativa Germania, rinomato interprete di operette, confonde Manrico con il  Conte Danilo e sfoggia un italiano orrendo, cantando con un&#8217;unica espressione, quella di un Manrico rimbambito dai languori di un &#8220;boudoir&#8221; parigino.  Lippert è già strozzato in &#8220;Deserto sulla terra&#8221;, vi lasciamo immaginare il resto: accento assente, nasaleggiante  tra il fa e il sol e con acuti stentati. Sua degna partner la &#8220;barocca&#8221; <strong>Simone Kermes, </strong>anche lei in crisi di identità. Crede che Leonora sia la Rodelinda handeliana e allora si getta in una emissione fissa,  perennemente slavata e piena di  insopportabilii portamenti. Si inventa delle assurde &#8220;variazioni&#8221; nel &#8220;Tacea la notte placida&#8221;, dopodichè è fiacca nei recitativi, bercia, strilla, si strozza. La sua unica espressione è quella  patetica e tremebonda. Non riesce nemmeno a essere una caricatura del soprano verdiano: è semplicemente inadeguata. Nella sua scena di entrata  è affiancata da una tale signorina <strong>Camilla de Falleiro </strong>che riesce a cantare male pure Inez.<br />
Il baritono <strong>Miljenko Turk </strong>non vuole essere da meno degli altri e così intuba sotto e ha tutti gli acuti sbiancati e &#8220;indietro&#8221;, fino a spacciare dei falsetti per mezzevoci. Potrebbe al massimo cantare Mozart! Uno strazio! <strong>Yvonne Naef </strong>dovrebbe essere un mezzosoprano: in realtà, è il solito soprano senza acuti, presentato come mezzosoprano. Sotto è tutta intubata, gli  acuti aperti e strillati, non sa cosa sia un trillo (&#8220;stride la vampa&#8221;) e nemmeno dove abita di casa l&#8217;accento verdiano. <strong>Josef Wagner </strong>è un basso dai suoni tutti &#8220;indietro&#8221;.  Sbrodola tutte le quartine di &#8220;Abbietta zingara&#8221; e si strozza non appena deve salire (un vero urlo &#8220;ammaliato egli era&#8221;)<strong>.  </strong>Concludiamo con la direzione del sig. Hoffstetter che si limita a condurre questa armata Brancaleone verso la fine, tra sonorità bandistiche, pesanti e altre lente e smorte. Di certo questo questo <em>Trovatore </em>ha raggiunto uno scopo: quello di essere la peggiore incisione dell&#8217;opera verdiana del nuovo millennio.<strong><br />
</strong></p>
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		<title>Gaetano Donizetti (1797-1848): “Maria di Rohan”</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Jan 2012 14:29:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Bagnoli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Mark Elder]]></category>

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		<description><![CDATA[Melodramma tragico in tre atti su libretto di Salvatore Cammarano (Versione di Vienna del 1843). Orchestra of the Age of Enlightenment, Geoffrey Mitchell Choir,  Sir Mark Elder (direttore). José Bros (Riccardo di Chalais), Christopher Purves (Enrico di Chevreuse), Krassimira Stoyanova (Maria di Rohan), Graeme Broadbent (di Suze), Loic Felix (Armando di Gondì), Brindley Sherratt (De [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/12/Rohan.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-28213" title="Rohan" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/12/Rohan-223x200.jpg" alt="" width="223" height="200" /></a><em>Melodramma tragico in tre atti su libretto di Salvatore Cammarano (Versione di Vienna del 1843)</em>. <strong><em>Orchestra of the Age of Enlightenment, Geoffrey Mitchell Choir</em></strong>,  <em><strong>Sir Mark Elder </strong>(direttore). <strong>José Bros </strong>(Riccardo di Chalais), <strong>Christopher Purves </strong>(Enrico di Chevreuse), <strong>Krassimira Stoyanova </strong>(Maria di Rohan), <strong>Graeme Broadbent </strong>(di Suze), <strong>Loic Felix </strong>(Armando di Gondì), <strong>Brindley Sherratt </strong>(De Fiesque), <strong>Christopher Turner </strong>(Aubry), <strong>Riccardo Simonetti </strong>(un famigliare di Chevreuse). Appendici della versione di Parigi del 1843: <strong>Enkelejda Shkosa </strong>(Armando di Gondì). Registrazione: ottobre /novembre 2009,  Henry Wood Hall, Londra</em>. <strong>2 CD Opera Rara ORC44</strong>.<br />
<span id="more-28212"></span>E&#8217; la versione viennese  della <em>Maria di Rohan </em>quella proposta in questo doppio cofanetto dell&#8217;Opera Rara. Abitualmente l&#8217;opera viene proposta nella revisione che Donizetti fece a pochi mesi dalla prima del 1843 per il Théatre Italien. Versione nella quale, il cambiamento più vistoso è la traspozione e ampliamento del ruolo  tenorile di Armando di Gondì, affidato a Parigi al celebre contraltile di Marietta Alboni. Nella versione viennese poi, non è presente la cabaletta &#8220;Benigno il ciel arridere&#8221; che chiude l&#8217;aria di Maria &#8220;Havvi un Dio&#8221; nell&#8217;atto terzo. Il tema musicale lo ritroviamo affidata a Riccardo di Chalais, dopo la sua &#8220;Alma soave e cara&#8221;, con le parole &#8220;E tu, se cado esanime&#8221;.  In appendice alla presente registrazione, troviamo le pagine scritte per la Alboni e una cabaletta &#8220;Ah! La speme di quest&#8217;anima&#8221; scritta per Gaetano Fraschini che interpretò Chalais al San Carlo di Napoli nel 1844.  Nel ruolo di Gondì troviamo una <strong>Enkelejda Shosa </strong>che non va oltre la correttezza. Dobbiamo però dire che, l&#8217;intera concertazione non convince. A partire dalla concertazione di <strong>Sir Mark Elder</strong> che dopo una sinfonia &#8220;fracassona&#8221;, opta per una lettura dai ritmi frenetici, ma sostanzialmente superficiale. <strong>Krassimira Stoyanova </strong>è un soprano più che apprezzabile, ma non qui, non in Donizetti dove appare chiaramante spaesata. L&#8217;approccio al personaggio è vocalmente contrassegnato dalla prudenza.  Pochi colori, un fraseggio generico e un evidente impaccio nel canto di agilità. <strong>José Bros, </strong>benché vocalmente piuttosto stanco e con suoni non sempre gradevolissimi, sa cosa è il canto donizettiano e di conseguenza canta con morbidezza e con un accento che, almeno nelle linee generali, è nobile. Al contrario di <strong>Christophere Purves </strong>dalla voce poco gradevole, espressivamente povera di colori e che, in più, tende ad essere piuttosto esagitato e ad offrire del complesso personaggio di Chevreuse una visione solo concitata, scarsamente nobile. Modeste le parti di fianco. Una incisione che, purtroppo lascia con la bocca decisamente amara.</p>
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		<title>Michael Spyres: A Fool for Love</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 15:24:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Bagnoli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Michael Spyres]]></category>

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		<description><![CDATA[Michael Spyres (tenore) , Moscow Chamber Orchestra, Constantine Orberlin (direzione). Scene a arie da La fille du régiment (Donizetti), The Rake&#8217;s Progress (Stravinsky), Il barbiere di Siviglia (Rossini), L&#8217;elisir d&#8217;amore (Donizetti), Don Giovanni (Mozart), Les pecheurs de perles (Bizet), Werther (Massenet), Der Rosenkavalier (Strauss), La Bohème (Puccini), Rigoletto (Verdi), Lucia di Lammermoor (Donizetti), Eugene Onegin [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/12/Spyres.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-28204" title="Spyres" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/12/Spyres-200x200.jpg" alt="" width="200" height="200" /></a><strong><em>Michael Spyres</em></strong><em> (</em><em>tenore) , <strong>Moscow Chamber</strong> <strong>Orchestra, Constantine Orberlin </strong>(direzione). Scene a arie da La fille du régiment (Donizetti), The Rake&#8217;s Progress (Stravinsky), Il barbiere di Siviglia (Rossini), L&#8217;elisir d&#8217;amore (Donizetti), Don Giovanni (Mozart), Les pecheurs de perles (Bizet), Werther (Massenet), Der Rosenkavalier (Strauss), La Bohème (Puccini), Rigoletto (Verdi), Lucia di Lammermoor (Donizetti), Eugene Onegin (Ciaikovskij), L&#8217;Arlesiana (Cilea), Das Land des Lachelns (Lehar). Registrazione: Mosca, Centro per le Arti &#8220;Pavel Slobodkin&#8221;, novembre 2010. T.Time 63.04</em><strong> 1 CD Delos DE3414<br />
</strong><span id="more-28203"></span>Il tenore Michael Spyres è nato a Mansfield (Missouri), dove è cresciuto in una famiglia di musicisti. Ha iniziato gli studi musicali negli Stati Uniti per poi completarli in Austia. Ha esordito come Jaquino nel <em>Fidelio </em>al San Carlo di Napoli nel 2006, inizio di una brillante carriera che lo ha visto cimentarsi in un repertorio che ha nelle opere di Rossini il suo punto di forza.  E&#8217; stato recentemente Rodrigo ne <em>La donna del Lago </em>alla Scala, mentre nell&#8217; estate 2012 sarà Baldassarre nel <em>Ciro in Babilonia. </em>Fra i suoi prossimi impegni segnaliamo il <em>Candide </em>di Bernstein all&#8217;Opera di Roma (18-24 gennaio 2012), <em>Lucia di Lammermoor </em>alla Minnesota Opera (marzo, 2012) e <em>La muette de Portici </em>all&#8217;Opéra comique di Parigi (aprile 2012). In campo discografico, ha recentemente registrato <em>Le siege de Corinthe </em>di Rossini (di prossima pubblicazione per la Naxos) e questo cd per la Delos, il suo primo album solista. &#8220;Folle d&#8217;amore&#8221; e non può essere altrimenti, visto che, generalmente i tenori nell&#8217;opera lirica sono i protagonisti di amori più o meno disperati. Qui Spyres affronta pagine di un repertorio vastissimo: da Mozart a Stravinsky, passando per Rossini, Donizetti, Verdi, Cilea, Ciaikovskij, con una escursione nell&#8217;operetta di Lehar. Una scelta del tutto convincente? Sinceramente, no. Il disco forse vorrebbe essere un suo biglietto da visita per presentarsi come un tenore a 360 gradi, ma, almeno per adesso, non sembra ciò possa  realisticamente essere. Sarebbe stato meglio una scelta più attenta e accurata dei brani nei quali la vocalità sostanzialmente leggera o di &#8220;grazia&#8221; di Spyres potesse emergere in tutte le sue reali potenzialità. Si percepisce che Spyres è un cantante sensibile e intelligente, sfoggia una  tecnica solida e sicura con un registro acuto luminoso e  svettante. Bello è anche il suo uso del canto legato, il fraseggio appare talvolta poco curato e certi suoni non sono  sempre gradevolissimi<strong>, </strong>soprattutto in quelle pagine che non sono propriamente adatte a lui. In particolare: <em>Bohème, Eugene Onegin o Arlesiana,</em> tanto per citare qualche titolo, che abbisognano di un altro peso ed espansione vocale. Sarebbe stato più interessante sentirlo in altre pagine mozartiane, rossiniane, belliniane o del repertorio francese, tedesco.  Chi, come chi scrive, ha avuto modo di sentirlo come Neocles ne <em>Le siege de Corinthe</em> riconosce lì il suo più naturale terreno d&#8217;azione. L&#8217;orchestra da camera di Mosca e la direzione di Constantine Orberlin non vanno oltre la correttezza.  <strong><br />
</strong></p>
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		<title>Gaetano Donizetti (1797-1848): &#8220;Il campanello&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 22:38:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Iemmi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Elena Bresciani]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione Teatro della Fortuna di Fano]]></category>
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		<category><![CDATA[Orchestra Sinfonica Rossini]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto De Candia]]></category>
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		<description><![CDATA[Farsa in un atto proprio, da La sonnette de nuit di Léon Lhérie. Orchestra Sinfonica G. Rossini, Coro del Teatro della Fortuna, Matteo Beltrami (direttore). Roberto de Candia (Enrico), Alfonso Antoniozzi (Don Annibale), Stefania Donzelli (Serafina), Elena Bresciani (Madama Rosa), Martino d’Amico (Spiridione). Registrazione: febbraio 2010, Teatro della Fortuna di Fano. 1 DVD Bongiovanni AB [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.gbopera.it/2011/12/gaetano-donizetti-1797-1848-il-campanello/campanello/"  rel="attachment wp-att-20526"><img class="alignleft size-full wp-image-20526" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/08/Campanello.jpg" alt="" width="200" height="261" /></a>Farsa in un atto proprio, da</em> La sonnette de nuit di Léon Lhérie. <strong><em>Orchestra Sinfonica G. Rossini, Coro del Teatro della Fortuna</em></strong>, <em><strong>Matteo Beltrami </strong>(direttore). <strong>Roberto de Candia </strong>(Enrico), <strong>Alfonso Antoniozzi </strong>(Don Annibale), <strong> Stefania Donzelli </strong>(Serafina), <strong>Elena Bresciani </strong>(Madama Rosa), <strong>Martino d’Amico </strong>(Spiridione). Registrazione: febbraio 2010, Teatro della Fortuna di Fano</em>. <strong>1 DVD Bongiovanni AB 20020</strong>.<span id="more-20523"></span><br />
Lei è giovane e carina ma convolata a nozze con un burbero speziale: Don Annibale Pistacchio. Enrico, giovane e innamorato della bella Serafina, giunge a rito ormai compiuto: che resta ormai da fare? Cercare in tutti i modi di impedire che la prima notte di nozze venga consumata, in attesa che il novello sposo parta all’indomani per un viaggio a Roma. Lo speziale ha infatti l’obbligo di prestare assistenza a chi la richieda per l’intera notte… Il campanello diventerà così un vero e proprio incubo per il povero Don Pistacchio e, allo stesso tempo, unica salvezza per Enrico che, di volta in volta, tenterà di tenere lontano lo sposo dal talamo nuziale. Perché quindi non sfruttare la trama de <em>Il campanello</em> di Gaetano Donizetti a favore di un disegno registico che sposti la vicenda in una classica “commedia all’italiana”? Questa l’idea che sta alla base della fresca messa in scena a firma di <strong>Mauro Avogadro</strong>, allestita al Teatro della Fortuna di Fano nel febbraio del 2010: con l’aiuto delle scene di <strong>Salvatore Simone</strong> e dei costumi di <strong>Serena Magi</strong>, la battaglia amorosa dell’intrepido Enrico viene posposta in un azzeccatissimo scenario anni ’50. Un allestimento semplice, lineare, divertente e capace di distribuire con oculatezza i momenti comici senza esasperarli. Un solo appunto: la festa nuziale all’inizio risulta veramente dimessa a causa della scena fissa e del posizionamento in prevalenza frontale del coro su semplici poltroncine. Molto ben riuscita la caratterizzazione di Don Pistacchio, invece: fuggendo dal <em>cliché</em> dello sprovveduto vecchietto, ci troviamo qui di fronte ad uno sposo semplicemente <em>ottuso</em>, forse fidando un po’ troppo nella propria presunta baldanza.<br />
Da sottolineare l’aspetto strettamente musicale. Viene offerta infatti l’opportunità di ascoltare l’edizione critica curata da Ilaria Narici che ripropone il testo originariamente concepito per la prima della <em>farsa</em> al Teatro Nuovo di Napoli nel 1836 (ripristinati quindi i dialoghi in napoletano per Don Pistacchio). Pregevoli i due interpreti maschili: <strong>Roberto de Candia</strong> affronta con sicurezza e musicalità la parte di Enrico (bravissimo nel turbinio del sillabato de <em>Mio signore venerato</em>). <strong>Alfonso Antoniozzi</strong> è un Don Annibale Pistacchio istrionico e divertentissimo. Non all’altezza la Serafina di <strong>Stefania Donzelli</strong>, querula e con acuti vetrosi. <strong>Matteo Beltrami</strong> sul podio dirige il tutto con brio e garbo.</p>
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