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	<title>GBOPERA &#187; Interviste</title>
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	<description>opera magazine</description>
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		<title>&#8220;Senza trucco!&#8221;&#8230;Luca Grassi</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 22:03:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Bagnoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Cantanti]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Grassi]]></category>

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		<description><![CDATA[Protagonista in questi giorni del ruolo di  Zurga nei Pêcheurs de perles di Bizet al &#8220;Verdi&#8221; di Salerno (dal 16 al 20 maggio) è il baritono Luca Grassi. Nato a San Marino, dopo la laurea in Ingegneria ha intrapreso gli studi musicali a Bologna con Enzo Avanzo, Clotilde Ronchi e poi con Paride Venturi. Attualmente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/Grassi-8.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-35053" title="Grassi 8" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/Grassi-8-273x288-custom.jpg" alt="" width="273" height="288" /></a>Protagonista in questi giorni del ruolo di  Zurga ne<em>i</em><em></em><strong><em> <em>Pêcheurs de perles</em> </em>di Bizet al &#8220;Verdi&#8221; di Salerno (dal 16 al 20 maggio)</strong> è il baritono <strong>Luca Grassi. </strong>Nato a San Marino, dopo la laurea in Ingegneria ha intrapreso gli studi musicali a Bologna con Enzo Avanzo, Clotilde Ronchi e poi con Paride Venturi. Attualmente studia sotto la guida di Carlo Meliciani. Nel 1997/98 vince il concorso «Città di Roma», che lo porta a debuttare nel ruolo di Germont nella Traviata. Il 1998 è anche l&#8217;anno della prima produzione all&#8217;estero: interpreta Šarlatán di P.Haas (title role, cantato in Ceco) al Wexford Festival Opera 1998. In seguito Luca Grassi è invitato dal Festival della Valle d&#8217;Itria di Martina Franca, per diverse stagioni<span id="more-35041"></span>, ricoprendo ruoli da protagonista quali: <em>Roland</em> di Piccinni (title role), <em>La Reine de Saba</em> &#8211; Gounod (Soliman),<em> Les Huguenots</em> &#8211; Meyerbeer (le Comte de Saint Bris), <em>Werther</em>- Massenet (title role, in versione baritono), <em>Polyeuct</em>e &#8211; Gounod (Sèvere). Tra le produzioni di maggior rilievo si ricordano <em>La Bohème</em> (Marcello) al Glyndebourne Touring Opera, a Modena, Piacenza, al Teatro lirico di Cagliari ed al Grand Théâtre de Genève.<em> I Pagliacci</em> (Silvio) e <em>Madama Butterfl</em>y (Sharpless) con la direzione di Daniele Gatti al Teatro Comunale di Bologna. <em>I Puritani</em> (Sir Riccardo Forth) al Teatro Verdi di Trieste.<em> Aida</em> (Amonasro) con il Teatro Sociale di Rovigo, a Pisa e a Trento.<em> Stiffeli</em>o (Stankar) al Teatro Verdi di Trieste. Nel 2004/2005 ottiene un grande successo interpretando Zurga nei <em>Pêcheurs de perles</em> di Bizet al Teatro Malibran, diretto da Marcello Viotti, e nella tournèe giapponese per la Fenice di Venezia. <strong>Tra i suoi prossimi impegni</strong>: <em>Un ballo in maschera</em> ed<em> Attila</em> al Theater St. Gallen;<em> La Traviata</em> alla Leipzig Oper, all&#8217;Opéra de Montreal ed al Maggio Musicale Fiorentino diretto dal M° Andrea Battistoni, <em>La Bohéme</em> al Teatro Donizetti di Bergamo,<em> La Straniera</em> ad Essen.<br />
Altre notizie su Luca Grassi le potete trovare nel suo <a href="http://www.lucagrassi.altervista.org/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.lucagrassi.altervista.org');">sito personale. </a><br />
<strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/Grassi-2.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-35046" title="Grassi 2" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/Grassi-2-133x200.jpg" alt="" width="133" height="200" /></a>Qual è il tratto principale del tuo carattere?<br />
</strong>Credo la semplicità.<br />
<strong>E il tuo peggior difetto?<br />
</strong>Un mio peggior difetto?&#8230; Nel mio caso sarebbe se mai da dire quali e quanti ne posso elencare, quindi meglio sorvolare.<br />
<strong>Segno zodiacale?<br />
</strong>Sagittario.<br />
<strong>Sei superstizioso?<br />
</strong>No.  Sono troppo razionale<br />
<strong>Che rapporto hai con la spiritualità?<br />
</strong>Intimo e profondo.<br />
<strong>Hai mai sofferto d’invidia?<br />
</strong>Si, ma ho imparato che non porta a nulla e può farmi solo male.<br />
<strong>Cosa volevi fare da grande?<br />
</strong>Ah!&#8230;averlo saputo cosa volevo fare!<br />
<strong>La tua famiglia ha influenzato le tue scelte ?<br />
</strong>No, ho sempre scelto liberamente.<br />
<strong>Quali sono i tuoi ricordi più cari?<br />
</strong>I giochi con gli amici quando ero un ragazzino.<br />
<strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/Luca-Grassi-6.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-35049" title="Luca Grassi 6" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/Luca-Grassi-6-131x200.jpg" alt="" width="131" height="200" /></a>Qual è stato il tuo momento di maggior orgoglio?<br />
</strong>Vedere crescere i  miei figli. <strong><br />
Qual è la delusione più grande che hai mai avuto?<br />
</strong>Conoscere le persone che ruotano attorno a questo ambiente per quello che sono veramente.<br />
<strong>Cosa manca nella tua vita oggi?<br />
</strong>Nulla, anzi ho anche troppo. <strong><br />
Di che cosa hai paura?<br />
</strong>Di niente&#8230;di tutto&#8230; Credo che le paure siano profondamente legate al nostro stato d&#8217;animo.<br />
<strong>Hai un sogno ricorrente?<br />
</strong>Il più classico per questo lavoro: essere sul palcoscenico e non conoscere la parte&#8230;un vero incubo!</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/aPBXev9NxFQ" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe><strong><br />
Che importanza dai al denaro?<br />
</strong>Molta, ma solo per questioni di utilita, avendo una famiglia piuttosto numerosa.<br />
<strong>In cosa sei più spendaccione?<br />
</strong>Non mi interessa spendere a vanvera.<br />
<strong>Collezioni qualche oggetto?<br />
</strong>Non sono mai stato attratto dal collezionismo.<br />
<strong>Quali sono le tue letture preferite?<br />
</strong>La grande letteratura classica.<br />
<strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/Grassi-3.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-35047" title="Grassi 3" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/Grassi-3-133x200.jpg" alt="" width="133" height="200" /></a>Qual è il tuo profumo preferito?</strong><br />
Sandalo, olio essenziale egiziano.<br />
<strong>Città preferita?<br />
</strong>In Italia Venezia, nel mondo,  Londra.<br />
<strong>Colore preferito?<br />
</strong>Il turchese.<br />
<strong>Fiore preferito?<br />
</strong>Non saperei proprio&#8230;<br />
<strong>Il cantante o i cantanti preferiti?<br />
</strong>Il baritono Aldo Protti.<br />
<strong>Qual è stato primo disco che hai acquistato?<br />
</strong>&#8221; Seconds Out&#8221; dei Genesis.<strong><br />
Qual è il film che hai amato di più?<br />
</strong>&#8220;Amarcord&#8221; di Fellini.<strong><br />
Qual è la stagione dell’anno che preferisci e perché?<br />
</strong>L&#8217;estate&#8230;anche solo per il fatto di potersi vestire con poche cose.<br />
<strong>Che rapporto hai con la tecnologia e qual è il gadget tecnologico di cui non potresti fare a meno?<br />
</strong>Rapporto di utilità, potrei fare a meno di tutto.<br />
<strong>Che rapporto hai con la televisione?<br />
</strong>Mi rifugio nei canali tematici, praticamente guardo solo Rai Storia.<strong><br />
Che rapporto hai con la politica?<br />
</strong>So di cadere in questo spirito un po&#8217; generalizzato di antipolitica, ma  li sopporto piu,  trovo che ormai i nostri rappresentanti siano perlopiù una classe di persone indegne.<br />
<iframe src="http://www.youtube.com/embed/6rWzw7swNrU" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe><br />
<strong>Hai delle cause che ti stanno particolarmente a cuore?<br />
</strong>L&#8217;energia, essendo ingegnere nucleare conosco bene la campagna mistificatoria e terroristica che si continua a fare su una fonte che non ha reali alternative.<br />
<strong>Giorno o notte?<br />
</strong>Assolutamente il giorno.<br />
<strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/Grassi-4.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-35048" title="Grassi 4" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/Grassi-4-290x192.jpg" alt="" width="290" height="192" /></a>Qual è la situazione che consideri più rilassante?<br />
</strong>Solo il contatto con la natura. <strong><br />
Qual è il tuo ideale di giornata?</strong><br />
Mah!&#8230;Non cerco ideali&#8230;vivo il momento.<strong><br />
Qual è il tuo rifugio da tutto e tutti?<br />
</strong>la meditazione. <strong><br />
Qual’ è la musica che di solito fa da sottofondo alle tue giornate?<br />
</strong>la ricerca del silenzio.<br />
<strong>Cosa ti manca di più quando sei lontano da casa?<br />
</strong>La famiglia, i miei figli.<strong><br />
Qual è la vacanza o il viaggio che vorresti fare e che non hai ancora fatto? </strong>Vorrei andare in India. <strong><br />
Chi o cosa ti imbarazza?<br />
</strong>La falsità.<br />
<strong>Com’è il tuo rapporto con il cibo?<br />
</strong>E&#8217; fondamentale per vivere ovviamente&#8230;quindi direi&#8230;&#8221;di servizio&#8221;.<br />
<strong>Dieta mediterranea, dieta macrobiotica o fast food?<br />
</strong>Quella che definisco, la &#8220;dieta di buon senso&#8221;.  Mangiare con equilibrio.<br />
<strong>Qual è il tuo piatto preferito?<br />
</strong>La piada romagnola e l&#8217;insalata.<br />
<strong>Vino rosso o bianco?<br />
</strong>Bianco o rosso, purchè di qualità.<br />
<strong>Il posto dove si mangia peggio?<br />
</strong>Quando si mangia di fretta, o ci si trova ad esempio in una mensa e non in un ambiente raccolto per apprezzare a dovere il cibo.<br />
<strong>La musica è stata una vocazione?<br />
</strong>Si. E&#8217; sempre stata una parte fondamentale del mio essere.<br />
<iframe src="http://www.youtube.com/embed/iRNf7bbcKhA" frameborder="0" width="420" height="315"></iframe><br />
<strong>A chi non conoscesse la tua voce, cosa faresti ascoltare?<br />
</strong>Lo inviterei in teatro, preferibilmente quando canto un ruolo con del bel &#8220;cantabile&#8221;. Uno stile che trovo particolarmente congeniale alla mia vocalità.<br />
<strong>Come segui l’evoluzione della tua voce?<br />
</strong>Studio,  registro e valuto.<strong> </strong><br />
<strong>Se ti fosse data l’opportunità di scegliere un ruolo, cosa canteresti?<br />
</strong>Il Don Carlo dell&#8217;<em>Ernani. </em><br />
<strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/Grassi-5.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-35050" title="Grassi 5" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/Grassi-5-132x200.jpg" alt="" width="132" height="200" /></a>Cosa fai un’ora prima di salire sul palco?<br />
</strong>Cerco molto semplicemente di rilassarmi.<br />
<strong>Cosa non manca mai nel tuo camerino?<br />
</strong>Una bottiglia d&#8217;acqua e il  silenzio.<br />
<strong>A cosa pensi quando ti guardi allo specchio?<br />
</strong>Chi è costui?<br />
<strong>Stato d’animo attuale?<br />
</strong>Direi&#8230;Rilassato.<br />
<strong>Il tuo motto?<br />
</strong>&#8220;Who dares wins&#8221;&#8230;.Chi osa vince!</p>
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		<title>&#8220;Senza trucco!&#8221;&#8230; Massimo Murru</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 23:19:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Iemmi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Murru]]></category>

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		<description><![CDATA[Massimo Murru nasce a Milano dove inizia a studiare danza alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala diplomandosi nel 1990. Nello stesso anno entra a far parte del Corpo di Ballo. Viene promosso primo ballerino nel 1994 dopo la sua prima recita come interprete principale in L&#8217;histoire de Manon di Kenneth MacMillan. Da allora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-34865" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/4191-290x153.jpg" alt="" width="290" height="153" />Massimo Murru nasce a Milano dove inizia a studiare danza alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala diplomandosi nel 1990. Nello stesso anno entra a far parte del Corpo di Ballo. <strong>Viene promosso primo ballerino nel 1994 dopo la sua prima recita come interprete principale in <em>L&#8217;histoire de Manon</em> di Kenneth MacMillan</strong>. Da allora ha interpretato i principali ruoli del repertorio classico: <em>Lo schiaccianoci</em> (Nureyev, Poliakov, Hynd), <em>Il lago dei cigni</em>, <em>La Bella addormentata</em> e <em>Cenerentola</em> di Rudolf Nureyev, <em>Giselle</em> (Bart, Rouanne, Guillem, Ek), <em>La Sylphide</em> di Peter Schaufuss, <em>La bayadère</em> di Natalia Makarova, <em>Romeo e Giulietta</em> di Kenneth Mac Millan e <em>Études</em> di Harald Lander.<span id="more-34821"></span> Protagonista inoltre di <em>La vedova allegra</em> di Ronald Hynd con Carla Fracci e Susan Jaffe, <em>Il rosso e il nero</em> di Uwe Scholz, <em>La bisbetica domata</em> di John Cranko, <em>Winter Dream</em> di Kenneth MacMillan, <em>Marguerite et Armand</em>, <em>A Month in the Country</em>, <em>Ondine</em> di Frederik Ashton, <em>Agon</em>, <em>Apollo</em>, <em>I Quattro Temperamenti,</em> <em>Sogno di una notte di mezza estate</em> di George Balanchine. <strong>Diventa uno degli interpreti preferiti di Roland Petit che gli affida numerosi titoli del suo repertorio</strong>: <em>Carmen</em>, <em>Il pipistrello</em> con Alessandra Ferri, <em>Proust, ou Les intemittences du coeur</em>, <em>Notre-Dame de Paris</em> che lo porta a danzare, prima étoile italiana ospite, all&#8217;Opéra di Parigi. <strong>Per lui Petit firma numerose creazioni</strong>: <em>Chéri</em>, con Carla Fracci ripreso poi con Altinai Asylmuratova e Dominique Khalfouni, <em>Bolero</em>, su musica di Maurice Ravel, <em>Le lac de cygnes et ses maléfices</em> e l&#8217;assolo <em>Les feuilles mortes</em>. <strong>Mats Ek gli affida il ruolo di Albrecht in <em>Giselle</em> e per il debutto della sua <em>Carmen</em> nel repertorio del Royal Ballet, quello di Don José, con Sylvie Guillem al Covent Garden di Londra</strong>. Al Teatro alla Scala è protagonista di <em>Daphnis et Chloé</em> di John Neumeier e della creazione <em>Quartetto</em> di William Forsythe. <strong>Nel dicembre 2003 è nominato étoile del Teatro alla Scala.</strong> Nel marzo 2004 è invitato, nell&#8217;ambito del quarto Festival Internazionale di Balletto a danzare <em>La Bella addormentata</em> al Teatro Kirov di San Pietroburgo accanto a Diana Vishneva.<strong> Massimo Murru danzerà in <em>Marguerite and Armand</em> di Frederick Ashton al Teatro alla Scala di Milano il 18, 20 e 23 maggio.</strong><br />
<strong><img class="alignleft size-medium wp-image-34823" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/manon-8-atto-i-murru-492x329-290x193.jpg" alt="" width="290" height="193" />Qual è il tratto principale del tuo carattere? </strong><br />
Sono una persona molto riservata: non amo molto apparire… credo che sia proprio la riservatezza la cosa più marcata del mio carattere.<br />
<strong>E il tuo peggior difetto? </strong><br />
Ne ho così tanti che non saprei cosa scegliere! Forse l’essere testardo, se può essere considerato un difetto. Quando sono convinto di una cosa, non c’è verso di farmi cambiare idea: sono pochissime le persone che sono riuscite a farmi cambiare parere quando ero totalmente convinto di qualcosa.<br />
<strong>Segno zodiacale?</strong><br />
Cancro.<br />
<strong>Sei superstizioso? </strong><br />
No, assolutamente.<br />
<strong>Hai mai sofferto d’invidia? </strong><br />
No, fortunatamente no. Non è una cosa che mi appartiene.<br />
<strong>Cosa volevi fare da grande? </strong><br />
Da piccolo mi sarebbe piaciuto diventare un karateka: amavo molto il karate e le arti marziali. Però una volta intrapresa la danza è stata la cosa che mi ha accompagnato fino ad ora. Se però potessi rinascere e scegliere, credo mi piacerebbe molto saper cantare.<strong><br />
La tua famiglia ha influenzato le tue scelte? </strong><br />
La mia famiglia è sempre stata un grandissimo appoggio: non ha mai cercato di spingermi a qualcosa né di intralciare il mio percorso. Mi è sempre stata accanto molto discretamente e con molta pazienza, appoggiandomi in qualsiasi momento di difficoltà o di dubbio.<br />
<strong>Quali sono i tuoi ricordi più cari? </strong><br />
Ne ho tantissimi! Sono molto fortunato perché ho una famiglia fantastica, quindi ho trascorso un’infanzia spensierata e piena di bellissimi ricordi… meglio di così non poteva andare.<strong><br />
<img class="alignleft size-medium wp-image-34824" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/roland_petit_fracci_murru_492x3291-290x193.jpg" alt="" width="290" height="193" />Qual è stato il tuo momento di maggior orgoglio? </strong><br />
Devo dire che in qualche modo tutte le volte che affronto un nuovo lavoro, una nuova avventura c’è sempre un momento di panico, di paura… di non essere all’altezza, di non riuscire… e qualche volta, ahimè, è successo. Invece tutte le volte che sono riuscito in qualche modo ad adempire al mio compito mi sono sempre sentito orgoglioso di questo. Non c’è un momento preciso, perché il nostro è un mestiere che fa partire sempre “dal via”: tutte le volte significa cominciare da capo.<br />
<strong>Qual è la delusione più grande che hai mai avuto? </strong><br />
Come quasi tutti, credo, quando nel lavoro si hanno tanti impegni e si conoscono tante persone, di esser stato deluso da una persona in cui avevo riposto fiducia… anche qui: non c’è un episodio o una persona in particolare. Credo che, alla fine, quello che si semina, si raccoglie.<br />
<strong>Cosa manca nella tua vita oggi? </strong><br />
Questo è un domandone! Forse dal punto di vista professionale manca un po’ la speranza per un futuro per quanto riguarda la danza: mi auguro che questa situazione possa cambiare.<br />
<object width="420" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/q9M3svrw2-A?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="420" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/q9M3svrw2-A?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object><br />
<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Di che cosa hai paura? </strong><br />
Di nulla in particolare: affronto le cose che arrivano in maniera serena e una cosa per volta.<br />
<strong>Hai un sogno ricorrente? </strong><br />
No. Sogno abbastanza ma non ho un sogno ricorrente.<br />
<strong>Che importanza dai al denaro? </strong><br />
Poca… non sono assolutamente una persona avara; però il denaro è senz’altro una cosa importante e che ci permette di essere delle persone più libere.<br />
<strong>Collezioni qualche oggetto? </strong><br />
No. Mi piacciono le cose belle ma a chi non piacciono? Mi piace molto il cinema quindi ho moltissimi DVD così come mi piace la musica… ma collezioni vere e proprie, no.<br />
<strong>Quali sono le tue letture preferite? </strong><br />
Purtroppo non sono un grande lettore! Però anche qui dipende molto dal momento e da quello che mi colpisce nel mentre.<br />
<strong>Qual è il tuo profumo preferito?</strong><br />
Ho un profumo preciso ed è sempre quello: nella mia vita ho cambiato pochissimi profumi e quando ho cambiato è perché sono successe determinate cose. Quindi ho un profumo che mi accompagna da anni: vediamo quanto dura.<br />
<strong><img class="alignleft size-medium wp-image-34828" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/CarmenMurruEk-158x200.jpg" alt="" width="158" height="200" />Città preferita? </strong><br />
Milano, nel senso che è la mia città: è la città in cui sono nato, in cui la mia famiglia vive, ci vivo io. Poi ce ne sono molte altre che ho avuto la fortuna di visitare, in cui ho lavorato: città bellissime come Londra, Parigi, New York… però la mia città, nonostante tutti i suoi grandissimi difetti, rimane Milano.<br />
<strong>Colore preferito?</strong><br />
Il blu.<br />
<strong>Fiore preferito? </strong><br />
Credo che tutti i fiori siano belli.<br />
<strong>I coreografi che hai più amato? </strong><br />
Sono stati parecchi… però ho una particolare propensione, oserei dire quasi affetto, per Mats Ek: ha fatto e continua a fare delle cose straordinarie.<br />
<strong>E tra le tue partner chi ricordi in modo particolare? </strong><br />
Ricordo la prima grande partner che è stata Carla Fracci… come non ricordarla: una grande artista! E poi Sylvie Guillem, sicuramente.<br />
<strong>A proposito di Sylvie Guillem, com’è lavorare con lei? </strong><br />
È una grande fortuna per una persona che fa questo mestiere. Credo che sia l’unica grande artista in questo campo oggi e quindi lavorare con lei è un grande onore, un grande impegno, una grande gioia. Credo non si potrebbe sperare di meglio.<br />
<object width="560" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/VOyKzJic8AU?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="560" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/VOyKzJic8AU?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Elisabetta Terabust che ricordi hai? </strong><br />
Bellissimi! A Elisabetta devo l’inizio, devo tutto in qualche modo…<br />
<strong>Che musica ascolti?</strong><br />
Di tutto:<strong> </strong>dal jazz, alla musica classica, pop, alla musica leggera italiana anni ’60… veramente di tutto, guardando però un po’ indietro: le novità di oggi mi attraggono meno.<br />
<strong>Ricordi il primo disco che hai acquistato?</strong><br />
Fu la colonna sonora del film <em>The Mission</em>.<br />
<strong><img class="alignleft size-medium wp-image-34829" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/2470_1098051934624_1326410868_288960_1274_n-285x200.jpg" alt="" width="285" height="200" />Qual è il film che hai amato di più? </strong><br />
Ne ho amati molti, molto diversi tra di loro: i film di Kubrick, di Bergman, di von Trier, il grande cinema italiano di registi come Rossellini e attrici come Anna Magnani e Silvana Mangano… ma anche cose più recenti, magari “film catastrofici” per cui lo spettatore si bea di effetti speciali senza pensare a nulla per un paio d’ore. Un film però che ho amato moltissimo è stato <em>Le relazioni pericolose</em> con un cast di attori veramente straordinari.<br />
<strong>Qual è la stagione dell’anno che preferisci e perché? </strong><br />
Forse è l’autunno&#8230; l’inizio dell’autunno. Perché dopo “l’ubriacatura” dell’estate, i colori, il caldo, si ritorna ad una situazione più calma e rilassata. L’estate non la trovo una stagione rilassante, anzi, il contrario.<br />
<strong>Che rapporto hai con la tecnologia? </strong><br />
Pessimo… in qualche modo, sono quasi fiero di poterlo dire. Poi, in realtà, non è così perché oggi bisogna stare al passo coi tempi… nonostante tutto, resta un rapporto pessimo!<br />
<strong>Che rapporto hai con la televisione? </strong><br />
La mia infanzia e la mia adolescenza sono quelle degli anni ’80, quindi sono cresciuto un po’ con la televisione. Per fortuna poi mi sono reso conto che bisognava, e bisogna forse ancor di più oggi, staccarsene. Però sono una persona che guarda la televisione ma che sceglie cosa guardare.<br />
<strong>Che rapporto hai con la politica? </strong><br />
Me ne interesso un po’ ma non è un mondo che stimi particolarmente in questo momento.<br />
<strong>Hai delle cause che ti stanno particolarmente a cuore? </strong><br />
Cerco di essere attento alla natura, agli animali e a quello che ci circonda.<br />
<strong>Giorno o notte? </strong><br />
La notte.<br />
<strong><a href="http://www.gbopera.it/2012/05/senza-trucco-massimo-murru/marguerite-and-armand-massimo-murru-gala-des-etoiles-2004-ph-a-tamoni-teatro-alla-scala-5716_16/"  rel="attachment wp-att-34822"><img class="alignleft size-medium wp-image-34822" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/Marguerite-and-Armand-Massimo-Murru-Gala-des-Etoiles-2004-ph-A.-Tamoni-Teatro-alla-Scala-5716_16-148x200.jpg" alt="" width="148" height="200" /></a>Qual è la situazione che consideri più rilassante? </strong><br />
A volte restare con se stessi, a volte con gli amici.<br />
<strong>Qual è il tuo ideale di giornata? </strong><br />
Avere vicino, o se non è possibile, avere nel cuore, qualcuno di caro qualsiasi cosa si stia facendo.<br />
<strong>Qual è il tuo rifugio da tutto e tutti? </strong><br />
Casa mia.<br />
<strong>Cosa ti manca di più quando sei lontano da casa? </strong><br />
Quando sono lontano da casa, in realtà, essendo una persona fondamentalmente pigra, cerco di approfittarne: conoscere e vedere per respirare l’atmosfera del luogo, anche solo semplicemente camminando per la città in cui sono… per quanto il lavoro lo consenta.<br />
<strong>Qual è la vacanza o il viaggio che vorresti fare e che non hai ancora fatto? </strong><br />
Vacanze ne faccio molto poche… per quanto riguarda i viaggi, ho un caro ricordo dei viaggi in Giappone: è un paese che amo molto, dalla cultura che mi ha sempre affascinato e in cui torno sempre volentieri. Ogni volta che ci torno è sempre un grande piacere.<br />
<strong>Chi o cosa ti imbarazza? </strong><br />
Il più delle volte è il troppo “senso di spavalderia” che si incontra sempre più spesso… mi imbarazza e mi fa arrabbiare allo stesso tempo.<br />
<strong>Com’è il tuo rapporto con il cibo? </strong><br />
Adoro mangiare! Credo sia una delle cose più belle della vita. Tutte le volte che vado all’estero mi rendo conto che abbiamo questa grande ricchezza che è la cucina italiana, con tutto quello che ne consegue. Adoro anche tutto quello che la tavola rappresenta: quindi, la famiglia, gli amici e le tavolate in cui sia possibile dialogare.<br />
<strong>Qual è il tuo piatto preferito? </strong><br />
Sono uno che mangia tutto… forse la pasta? Ma come amo la cucina italiana amo tantissimo anche quella giapponese.<br />
<strong>Vino rosso o bianco? </strong><br />
Rosso.<br />
<strong>Il posto dove si mangia peggio? </strong><br />
Dove si cucina male… dove non c’è attenzione per ciò che si immette nel corpo.<br />
<object width="420" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/YrfDAP-tnkw?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="420" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/YrfDAP-tnkw?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object><br />
<strong>La danza  è stata una vocazione o una scoperta? </strong><br />
Assolutamente una scoperta! Io ho iniziato praticamente all’insaputa di tutto; all’epoca, quando sono entrato alla Scuola di Ballo della Scala, non avevo nessun’idea di ciò che avrei fatto. Quindi, una scoperta assoluta e totalizzante.<br />
<strong><img class="alignleft size-medium wp-image-34830" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/159-290x153.jpg" alt="" width="290" height="153" />A chi non ti conoscesse cosa faresti vedere di te? </strong><br />
Se rispondessi in maniera precisa, forse peccherei di presunzione… io mi auguro e spero che il pubblico abbia la fortuna di vedere spettacoli intelligenti, belli, che lascino qualcosa, soprattutto oggi, epoca in cui tutto si vede e tutto si dimentica. Ecco: io spero di lasciare un minimo segno, una traccia, un’emozione in chi mi viene a vedere.<br />
<strong>La carriera del danzatore è sicuramente una delle più “fragili” e  tra le più brevi. Come guardi all’evoluzione della tua professione? </strong><br />
Proprio perché è un’evoluzione, lo si fa con il cervello e sensibilità. Bisogna senz’altro prendersi cura del proprio corpo ed evolvere con intelligenza: il corpo è un veicolo, la “locomotiva” sta nella testa e nel cuore.<br />
<strong>Se adesso  ti fosse data l’opportunità di scegliere un ruolo, cosa vorresti danzare? </strong><br />
Un ruolo che non esiste: una cosa nuova…<br />
<strong>Quale ruolo ti piacerebbe fosse creato per te? </strong><br />
Un ruolo che mi permetta di raccontare delle emozioni… è la cosa più bella, quando si riesce.<br />
<strong>Cosa fai un’ora prima di salire sul palco? </strong><br />
Mi preparo fisicamente e mi concentro.<br />
<strong>Cosa non manca mai nel tuo camerino? </strong><br />
… la paura…<br />
<strong>A cosa pensi quando ti guardi allo specchio? </strong><br />
Non penso: mi adeguo e accetto quello che vedo.<br />
<strong>Stato d’animo attuale? </strong><br />
Sereno e con tanta voglia di fare.<br />
<strong>Il tuo motto? </strong><br />
Chi si ferma è perduto!</p>
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		<title>&#8220;Senza trucco!&#8221;&#8230; Sylvia Schwartz</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 11:03:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Bagnoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Cantanti]]></category>
		<category><![CDATA[Sylvia Schwartz]]></category>

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		<description><![CDATA[Il soprano anglo-spagnolo Sylvia Schwartz si è affermata in ambito internazionale grazie alle sue non comunu qualità vocali e  alle sue raffinate capacità interpretative.  Recentemente è stata acclamata alla Staatsoper di Vienna per la sua Adina nell’Elisir d’amore, ma anche nel gennaio 2012 alla Staatsoper di Berlin interpretando Bellezza in Il trionfo del tempo e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em></em><em></em> <a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/sylvia-schwartz_c_jpg_681x349_crop_upscale_q95.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-34428" title="sylvia-schwartz_c_jpg_681x349_crop_upscale_q95" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/sylvia-schwartz_c_jpg_681x349_crop_upscale_q95-290x148.jpg" alt="" width="290" height="148" /></a>Il soprano anglo-spagnolo<strong> Sylvia Schwartz</strong> si è affermata in ambito internazionale grazie alle sue non comunu qualità vocali e  alle sue raffinate capacità interpretative.  Recentemente è stata acclamata alla Staatsoper di Vienna per la sua Adina nell’<em>Elisir d’amore</em>, ma anche nel gennaio 2012 alla Staatsoper di Berlin interpretando Bellezza in <em>Il trionfo del tempo e del disinganno </em>di Händel. <span id="more-34334"></span>Alcuni dei suoi prossimi impegni includono un’esibizione a Parigi presso il Théâtre des Champs-Élysées dove interpreterà brani di Mozart, poi l’interpretazione di Susanna nelle <em>Nozze di Figaro</em> in una versione di concerto presso il Festival di Verbier e l’esibizione presso il Festival di Salisburgo fine luglio in un concerto con altri brani di Mozart sotto la direzione di Nikolaus Harnoncourt.  Molto intensa la sua attività concertistica che la vedrà  nei prossimi mesi protagonista di recitals liederistici  presso importanti istituzioni concertistiche. In questi giorni <strong>sta interpretando Sophie nel <em>Rosenkavalier</em> al Maggio Musicale Fiorentino</strong>. In Italia la Schwartz  ha debuttata al Teatro alla Scala di Milano nel 2006 come  Zerlina in <em>Don Giovanni</em>. Nel  2010 si è esibita col pianista Kirill Gerstein a Reggio Emilia. Sylvia Schwartz si è diplomata presso la Escuela Superior de Canto di Madrid e si è perfezionata presso lo Hanns Eisler Conservatory di Berlino sotto la guida di Wolfram Rieger, Thomas Quasthoff e Julia Varady.<br />
<strong>Qual è il tratto principale del tuo carattere? </strong><br />
La tenacia, la curiosità, l’allegria (così dice la mia famiglia&#8230;).<strong><br />
E il tuo peggior difetto? </strong><br />
In determinate situazioni sono collerica!<br />
<strong>Che effetti ha questo aspetto  sul tuo comportamento? </strong><br />
Rifuggo qualsiasi tipo di conflitto e non ho mai davvero perso la calma con qualcuno al di fuori della mia famiglia, ma la crudeltà e l’ingiustizia mi rendono davvero furiosa! Nel mio lavoro, mi aiuta a comprendere meglio le emozioni più vili dei personaggi che interpreto.<br />
<strong>Segno zodiacale?</strong><br />
Ha davvero un qualche significato&#8230; Sono Sagittario.<br />
<strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/rosenkavalier0005.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-34231" title="75°MMF DER ROSENKAVLIER" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/rosenkavalier0005-290x193.jpg" alt="" width="290" height="193" /></a>Sei superstiziosa? </strong><br />
No, solo abitudinaria.<br />
<strong>Che rapporto hai con la spiritualità? </strong><br />
Il mio rapporto con la spiritualità si estrinseca sul palcoscenico.<br />
<strong>In che senso? </strong><br />
Nel senso che raggiungo un elevato grado di comprensione e affinità verso le emozioni che sono alla base delle composizioni religiose e verso gli aspetti spirituali di una parte dell’altra musica che canto.<br />
<strong>Hai mai sofferto d’invidia? </strong><br />
Buon Dio, Si!<br />
<strong>Chi hai invidiato? E perché? </strong><br />
Marilyn Horne per le sue note basse, Shirley Temple per i suoi ricci, le attrici degli anni ’50 per i cappelli e gli abiti, i miei amici per il fatto che vivono in una città e non in una valigia&#8230; ma alla fine preferisco ammirare tutto ciò da lontano, non cambierei la mia vita per niente al mondo!<br />
<strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/rosenkavalier0134.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-34420" title="75°MMF DER ROSENKAVLIER" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/rosenkavalier0134-132x200.jpg" alt="" width="132" height="200" /></a>Cosa volevi fare da grande?<br />
</strong>&#8230;la cantante lirica!<br />
<strong>Com’è nata in te la passione per l’opera? Qual’è la primissima opera che hai mai visto? </strong><br />
Grazie a mia madre che cantava benissimo e suonava il pianoforte e la chitarra, che mi ha insegnato i rudimenti musicali e mi ha portato a concerti e rappresentazioni liriche da quando ero piccolissima. La primo opera che ho visto è stata <em>Madama Butterfly</em> che mi impressionò moltissimo quando il bimbo viene portato via dalla madre; sembrò la fine del mondo per il mio cuore di bambina di appena 4 anni. L’opera che ho più amato da bambina è stata <em>Il Barbiere di Siviglia</em> che è piena di arie che possono piacere ai bambini, come <em>Gioia e pace, pace e gioia &#8211; Basta, basta!</em> e <em>Zitti zitti piano piano</em>.<br />
<strong>La tua famiglia ha influenzato le tue scelte ? </strong><br />
Direi decisamente si.<br />
<strong>In che modo? </strong><br />
Mi hanno dato un’istruzione ricca e varia, hanno incoraggiato il mio gusto per la musica, la letteratura, le lingue, i viaggi e mi hanno insegnato a comportarmi tenendo in debita considerazione e comprendendo le persone che mi circondano, che mi torna utile sempre.<br />
<strong>Quali sono i tuoi ricordi più cari?<br />
</strong>Le vacanze di Natale da bambina con i miei a Madrid.<br />
<object width="560" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/oQpp9QprKBY?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="560" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/oQpp9QprKBY?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object><br />
<strong>Qual è stato il tuo momento di maggior orgoglio? </strong><br />
Tutte le volte che mi trascino in palestra.<br />
<strong>Hai un rapporto conflittuale con la palestra o senti la pressione di dover essere in forma? </strong><br />
Di fatto, mi piace molto andare in palestra e ci vado soprattutto perché è divertente e dopo ti senti molto bene. Inoltre, mi mantiene un minimo in forma per quegli sport che amo davvero, come l’equitazione, il tennis e lo sci.<br />
<strong>Qual è la delusione più grande che hai mai avuto? </strong><br />
Non sono certa di aver avuto grandi delusioni. Sono stata fortunata finora. Teniamo le dita incrociate!<br />
<strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/Sylvia-Schwartz_credit-Enrico-Nawrath-smaller.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-34404" title="Sylvia Schwartz_credit Enrico Nawrath smaller" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/Sylvia-Schwartz_credit-Enrico-Nawrath-smaller-137x200.jpg" alt="" width="137" height="200" /></a>Cosa manca nella tua vita oggi? </strong><br />
Essere a casa!<br />
<strong>Di che cosa hai paura? </strong><br />
Di perdere i miei genitori.<br />
<strong>Hai un sogno ricorrente? </strong><br />
Se non mi preparo a dovere per un concerto sogno di essere sul palco in piagiama.. Di solito, questo è un avvertimento che mi lancia il mio subconscio affinché mi metta all’opera e lavori un pò.<br />
<strong>Che importanza dai al denaro? </strong><br />
Se ne avessi tanto, non importerebbe affatto!<br />
<strong>In cosa sei più spendacciona?<br />
</strong>Libri e spartiti. Regali per amici e parenti. Cappelli!<br />
<strong>Come mai questa passione per i cappelli? </strong><br />
Ah! Penso siano un modo divertente per aggiungere un tocco di cambiamento alla propria vita. Penso che sia un peccato che la gente indossi i cappelli così poco oggigiorno.<br />
<strong>Collezioni qualche oggetto? </strong><br />
Miglia aeree.<br />
<object width="560" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/j6cdWIk1aEo?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="560" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/j6cdWIk1aEo?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object> <strong><br />
</strong></p>
<p><strong>Quali sono le tue letture preferite?<br />
</strong>I romanzi del 18° e 19° secolo: Dickens, Trollope, Richardson, Burney, Perez-Galdos&#8230;<br />
<strong>Qual è il tuo profumo preferito? </strong><br />
<em>Rumeur</em> di Lanvin. Purtroppo è andato fuori produzione.<br />
<strong>Città preferita? </strong><br />
Al momento, Firenze!<br />
<strong>Colore preferito? </strong><br />
Il verde.<br />
<strong>Fiore preferito? </strong><br />
La peonia.<br />
<strong>Il cantante o i cantanti preferiti? </strong><br />
Janet Baker, Christa Ludwig, Montserrat Caballé, Pavarotti, Sting, Billie Holiday, Renee Fleming&#8230; una lista è molto lunga&#8230;<br />
<strong>Qual è stato primo disco che hai acquistato? </strong><br />
<em>Bohemian Rhapsody</em> dei Queen.<br />
<strong>Qual è il film che hai amato di più? </strong><br />
&#8220;<em>Il palloncino rosso&#8221; </em>di Albert Lamorisse<em>.  </em><br />
<strong>Qual è la stagione dell’anno che preferisci e perché? </strong><br />
Le amo tutte, amo il cambiamento costante delle stagioni, penso che mi stancherei di vivere in un posto in cui il tempo è sempre perfetto, sempre lo stesso.<br />
<strong>Che rapporto hai con la tecnologia e qual è il gadget tecnologico di cui non potresti fare a meno? </strong><br />
Oh, il mio iPhone decisamente. Ha cambiato la mia vita, dato che viaggio spesso, non solo perché riesco a star dietro ai miei amici e al lavoro mentre sono in giro, ma anche perché mi permette di viaggiare più leggera: libri, musica, radio, sveglia, anche un piccolo pianoforte per scaldarmi la voce &#8211; tutto in un solo, meraviglioso, piccolo gadget!<br />
<strong>Che rapporto hai con la televisione? </strong><br />
Una delle più straordinarie forme di intrattenimento e comunicazione dei nostri tempi, benché non possieda un televisore! Preferisco la radio perché mi permette di fare altre cose nel frattempo.<br />
<object width="560" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/KSfsGtPXK_w?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="560" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/KSfsGtPXK_w?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object><br />
<strong>Che rapporto hai con la politica?</strong><br />
Distante?&#8230; Indifferente? &#8230;Un lusso concesso alla mia generazione da chi ha lottato per darci la democrazia e il suffragio universale.<br />
<strong>Hai delle cause che ti stanno particolarmente a cuore? </strong><br />
La libertà! Avendo passato del tempo al Cairo e in Tunisia, apprezzo grandemente la separazione fra Stato e religione. E poi la musica nell’istruzione e la musica per i giovani.<br />
<strong>Giorno o notte?</strong><br />
Sia il giorno che la notte.<br />
<strong>Qual è la situazione che consideri più rilassante? </strong><br />
Una tazza di té al mattino.<br />
<strong>Qual è il tuo ideale di giornata?<br />
</strong>Quella che contiene  tutte le cose che amo: il mio lavoro, la mia famiglia, il mio fidanzato, una passeggiata in campagna, té e biscotti vicino al camino; buona musica, buon cibo e buoni amici.<br />
<strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/sylvia-schwartz-2008-11-17-21-3-24.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-34427" title="sylvia-schwartz-2008-11-17-21-3-24" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/sylvia-schwartz-2008-11-17-21-3-24-290x193.jpg" alt="" width="290" height="193" /></a>Qual è il tuo rifugio da tutto e tutti? </strong><br />
Il mio appartamento a Berlino. La compagnia dei miei amici, ma anche la solitudine, la capacità di isoloarmi chiudendo la porta anche se sono in una grande città.<br />
<strong>Qual’ è la musica che di solito fa da sottofondo alle tue giornate?<br />
</strong>Mi sintonizzo su BBC radio 4.<br />
<strong>Cosa ti manca di più quando sei lontana da casa? </strong><br />
La mia famiglia, il mio fidanzato.<br />
<strong>Qual è la vacanza o il viaggio che vorresti fare e che non hai ancora fatto? </strong><br />
Quando mi sposerò, trascorrere la  luna di miele in India.<br />
<strong>Chi o cosa ti imbarazza? </strong><br />
Me stessa.<br />
<strong>In che modo? </strong><br />
Oh, Buon Dio!&#8230; Generalmente, essendo una persona carica di entusiasmo, credo di cadere nel ridicolo.<br />
<strong>Com’è il tuo rapporto con il cibo? </strong><br />
Piacevolmente amichevole.<br />
<strong>Dieta mediterranea, dieta macrobiotica o fast food? </strong><br />
Sono Spagnola, quindi decisamente dieta mediterranea.<br />
<strong>Qual è il tuo piatto preferito? </strong><br />
Tutto ciò che non è piccante.<br />
<strong>Vino rosso o bianco? </strong><br />
Succo di mela. Non sono una gran bevitrice di alcolici: solo nelle grandi occasioni.<br />
<strong>Il posto dove si mangia peggio? </strong><br />
Sugli aerei.<br />
<object width="560" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/PvdZ1xIgv08?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="560" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/PvdZ1xIgv08?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object><strong></strong></p>
<p><strong>La musica è stata una vocazione?</strong><br />
Assolutamente sì&#8230;<br />
<strong>A chi non conoscesse la tua voce, cosa faresti ascoltare? </strong><br />
Schubert e il &#8220;belcanto&#8221;.<br />
<strong>Quale ciclo di lieder di Schubert ami di più? E quali arie di &#8220;belcanto&#8221; ami? </strong><br />
Amo cantare molte diverse canzoni di Schubert, <em>Du bist die Ruh, Heimliches Lieben, Auf dem Wasser zu singen, Viola;</em> amo ascoltare Thomas Quasthoff che canta<em> Schwanengesang e Fritz Wunderlich </em>che canta<em> Die Schoene Muellerin. </em>Mi piace cantare Adina in<em> L&#8217;elisir d&#8217;amore, </em>Norina in<em> Don Pasquale </em>è<em> </em>molto divertente e quei bei versi lunghi di <em>Sonnambula</em> sono una vera gioia per la voce<em>.  </em><br />
<strong>Ascolti mai la tua voce? C’è qualcosa in particolare che ami nella tua voce? </strong><br />
Non amo ascoltarmi, ma spesso mi forzo a farlo perché s’impara molto dalle proprie registrazioni. Non è che ami o non ami la mia voce, semplicemente faccio del mio meglio per produrre un suono libero ed espressivo: a volte, cantare è come volare, decolli dal palco e plani sulla musica. È come una droga!<br />
<strong>Se ti fosse data l’opportunità di scegliere un ruolo, cosa canteresti? </strong><br />
Le mie scelte variano in base all’evoluzione della mia voce. Tendo ad amare tutto ciò che canto. In modo particolare amo la  Susanna de <em>Le Nozze di Figaro</em>. Per me è vero piacere interpretare questo ruolo<br />
<strong>Cosa</strong> <strong> fai un’ora prima di salire sul palco? </strong><br />
Le cose più classiche: il trucco, un po&#8217; di yoga per rilassare i muscoli e per la respirazione, scaldo la voce, ripasso la partitura.<br />
<strong>Cosa non manca mai nel tuo camerino? </strong><br />
Un infuso di zenzero.<br />
<strong>A cosa pensi quando ti guardi allo specchio? </strong><br />
Che ho bisogno di dormire di più.<br />
<strong>Stato d’animo attuale? </strong><br />
Lo stato d&#8217;animo di eccitazione di quando si è alle prese con una nuova produzione teatrale.<br />
<strong>Il tuo motto? </strong><br />
Non essere mai meschina, falsa, crudele e&#8230;La maturità è tutto!</p>
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		<item>
		<title>Il successo di un talento del Sud. Intervista a Vincenzo Capezzuto</title>
		<link>http://www.gbopera.it/2012/05/il-successo-di-un-talento-del-sud-intervista-a-vincenzo-capezzuto/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 May 2012 13:50:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Venuso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Capezzuto]]></category>

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		<description><![CDATA[Vincenzo Capezzuto nasce nel 1979 a Salerno e si diploma brillantemente presso la Scuola del Teatro di San Carlo di Napoli diretta da Anna Razzi. All’età di diciotto anni è già scritturato dal Massimo partenopeo come Solista e Primo ballerino per numerose produzioni classiche, neoclassiche e contemporanee. Dopo la stagione 1998/1999 con l’English –National Ballet [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-33969" title="Capezzuto 2" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/Capezzuto-2-290x192.jpg" alt="" width="290" height="192" />Vincenzo Capezzuto</strong> nasce nel 1979 a Salerno e <strong>si diploma brillantemente presso la Scuola del Teatro di San Carlo di Napoli</strong> diretta da Anna Razzi. All’età di diciotto anni è già scritturato dal Massimo partenopeo come Solista e Primo ballerino per numerose produzioni classiche, neoclassiche e contemporanee. Dopo la stagione 1998/1999 con <em>l’English –National Ballet</em> di Londra e il Teatro alla Scala di Milano. Per la stagione 2002/2003 è nel <em>Ballet Argentino </em>diretto da Julio Bocca, danzando ancora come Primo ballerino in tutto il mondo. <span id="more-33968"></span><strong>Ospite di numerosi gala internazionali,</strong> è inoltre pluripremiato dalla critica (ricordiamo il Premio “Leonide Massine” Positano 2000 come danzatore emergente e il premio Roscigno Danza come miglior ballerino dell’anno 2005). <strong>Dal 2005 entra a far parte della prestigiosa compagnia <em>Aterballetto </em></strong>diretta da Mauro Bigonzetti, in qualità di solista. Direttore artistico, insieme a Michele Merola, del Gala internazionale di Danza “Città di Salerno”, ormai alla VII edizione, riesce a convogliare ogni anno sul palco del Teatro Verdi danzatori e coreografi di fama mondiale.<strong> Dal 1999 coltiva l’amore per il canto, facendo da subito bella mostra di una voce straordinariamente particolare</strong> che, accompagnata dall’indiscutibile dono di una mimica e una presenza scenica di forte impatto sul pubblico, articola i suoi acuti straordinari in virtuosismi canori caldi ed eleganti. Il suo repertorio spazia dalle canzoni di Kurt Weill, cantate in lingua inglese, tedesca, francese e spagnola, dalle più note canzoni italiane (soprattutto brani storicamente interpretati da Mina) alle canzoni napoletane classiche. Numerosi i premi e i riconoscimenti anche in ambito canoro per questo poliedrico giovane artista, che nei suoi spettacoli fonde sapientemente arti visive, musica, danza e storia.<br />
<strong><img class="alignleft size-medium wp-image-33974" title="Vincenzo Capezzuto foto S.Perini" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/Vincenzo-Capezzuto-foto-S.Perini-133x200.jpg" alt="" width="133" height="200" />Come ti sei avvicinato alla danza e quali sono state le tappe salienti del tuo percorso formativo e artistico. </strong><br />
Ho avuto fin da piccolo una spiccata predisposizione per la danza e la musica. L’interesse è cresciuto a tal punto da indurre i miei genitori a capire che poteva essere il mio avvenire. Fu così che mi iscrissero alla Scuola di ballo del Teatro di San Carlo, dove mi sono diplomato con il massimo dei voti e dove poi sono entrato nella Compagnia di danza, interpretando ruoli di Primo ballerino.<br />
<strong>Come definiresti il tuo carattere? Un pregio e un difetto su tutti.  </strong><br />
È difficile definirsi. Credo di essere una persona solare, altruista e sensibile. Per quanto riguarda i difetti, sono testardo e permaloso.<br />
<strong>Il balletto classico e la danza contemporanea: la tua idea come danzatore sulla percezione di entrambi gli stili da parte del pubblico profano. </strong><br />
Il pubblico profano è molto ricettivo, più di quanto si pensi. Il messaggio che percepiscono è puro e diretto, non ha nessuna costruzione mentale o preconcetto. <img class="alignleft size-medium wp-image-33970" title="Capezzuto" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/Capezzuto-184x200.jpg" alt="" width="184" height="200" />Di conseguenza, se un corpo di un danzatore riesce ad esprimersi attraverso il movimento, la bellezza, l’armonia, la musicalità e l’emozione, la percezione di tutto ciò produce uno stato di benessere, che può condurli ad approfondire l’argomento e ad avvicinarsi alla danza sia classica sia contemporanea.<br />
<strong>Le tue capacità canore: come le hai scoperte e quando hai pensato di utilizzarle  insieme alla danza? </strong><br />
Musica e canto hanno accompagnato la mia evoluzione e crescita artistica di danzatore. Non ho mai creduto di avere una voce “particolare”. Non mi rendevo conto che cantare, ad esempio, le canzoni di Mina nella loro tonalità originale, fosse una cosa rara o inusuale per un uomo. Poi ne ho preso coscienza e ho cominciato ad investigare e a capire che avrei potuto anche sviluppare questo dono. Ed è quello che ho fatto.<br />
<strong>Quale musica ascolti nel tuo tempo libero? </strong><br />
Mi piace moltissimo la musica barocca del 1600, la musica tradizionale, la musica pop, qualsiasi musica riesca a darmi degli stimoli e a condurmi in un’altra dimensione.<br />
<object width="560" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/uOuiC6ieGxk?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="560" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/uOuiC6ieGxk?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object><strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Qual è stata la tua più bella esperienza professionale?</strong><br />
Ci sono state numerose esperienze meravigliose… Sicuramente, come cantante, la performance recentissima al Carnegie Hall di New York e al teatro Chatelet di Parigi con l’ensemble <em>L’Arpeggiata</em> di Christina Pluhar. Per quanto riguarda la danza, non saprei cosa scegliere. Una tra tante, aver condiviso il palcoscenico con Manuel Legris e Alessandra Ferri, oltre ad aver ricevuto i premi “TOYP” e “Giuliana Penzi 2012” per la divulgazione dell’arte nel mondo.<br />
<strong>E la più brutta?</strong><br />
Non c’è un’esperienza brutta. Mi dispiace moltissimo, a volte, di trovarmi in situazioni lavorative in cui le persone hanno un atteggiamento superficiale e approssimativo rispetto al lavoro. Questo degrada ed umilia la professionalità e l’amore per l’arte.<br />
<strong><img class="alignleft size-medium wp-image-33973" title="Teatro Verdi - danza 364" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/Teatro-Verdi-danza-364-195x200.jpg" alt="" width="195" height="200" />Qual è il coreografo che ami di più? </strong><br />
Ho amato moltissimo lo stile di Mauro Bigonzetti e di William Forsythe. Ho una stima spropositata per Jiry Kilian e amo moltissimo il coreografo Michele Merola direttore della <em>MMcompany</em>, compagnia nella quale attualmente danzo.<br />
<strong>Il danzatore che stimi di più? </strong><br />
Fin da piccolo, i miei punti di riferimento erano Rudolf Nureyev e Julio Bocca, con cui poi ho lavorato per tre anni come Primo Ballerino nella sua compagnia <em>Il Ballet Argentino</em>.<br />
<strong>Un danzatore che non ti piace?  </strong><br />
Non mi piacciono i danzatori poco espressivi e soltanto tecnici, o quelli troppo presi dal loro narcisismo ed egocentrismo. Ci sono tantissimi danzatori poco conosciuti che sono dei veri artisti.<br />
<strong></strong><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-33990" title="Vincenzo_Capezzuto_DSC_9133" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/Vincenzo_Capezzuto_DSC_9133-186x200.jpg" alt="" width="186" height="200" />Danza e vita: cosa ti dona e cosa ti toglie. </strong><br />
Credo che la danza non mi abbia mai tolto niente&#8230;Anzi, mi ha solo dato e continua a dare. La danza, come qualsiasi altra cosa, se viene fatta con vera passione e dedizione, non può che rendere la nostra esistenza più felice e completa. Chi riesce a fare quello che ama fare è già l’uomo più fortunato al mondo.<br />
<strong>Il pubblico: la diffusione di tante scuole di danza dovrebbe riempire le platee delle manifestazioni coreutiche, ma non sempre è così. Cosa c’è di sbagliato, a parer tuo, nella divulgazione della danza fatta dai media? Troppa danza di bassa qualità in Tv? </strong><br />
Credo che molto dipenda dalla cattiva e scarsa divulgazione ed investimento della danza e dell’arte e poco coinvolgimento dei giovani. I giovani hanno bisogno di essere incuriositi, stimolati. Molte insegnanti, o per poca esperienza professionale alle spalle o per frustrazione personale, non permettono ai giovani di poter scoprire quello che loro non hanno scoperto. Io sono spesso a contatto con i giovanissimi, essendo insegnante presso il corso di perfezionamento per danzatori “Agora Coaching Project” di Michele Merola e mi rendo conto che sono molto vulnerabili e insicuri Andrebbero spinti ad essere più grintosi e tenaci, a credere fermamente in quello che desiderano fare. Bisogna sapere quello che si vuole e lottare affinché il proprio sogno si realizzi.<br />
<object width="560" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Y50cP6FEFnQ?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="560" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/Y50cP6FEFnQ?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object><strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa faresti per migliorare la percezione della danza da parte dei “non addetti ai lavori”? </strong><br />
Con L’associazione <em>Futuro Danza</em> organizzo da più di 11 anni un Galà Internazionale di danza e un Concorso Nazionale di Danza nella Città di Salerno. Abbiamo voluto fortemente fare un lavoro sul territorio, cercando di avvicinare anche il pubblico non settoriale. Direi che i risultati sono stati ottimi. Abbiamo avuto sempre una risposta entusiasmante da parte del pubblico, portando grandi danzatori, coreografie nuove, la musica dal vivo, attori. Abbiamo pensato di voler offrire l’arte a 360 gradi ed è per questo che ho fondato insieme al regista Claudio Borgianni “Soqquadro Italiano”.<br />
<strong><img class="alignleft size-medium wp-image-33971" title="Capezzuto 4" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/Capezzuto-4-290x193.jpg" alt="" width="290" height="193" />Il successo a</strong><strong>lla prestigiosa Carnegie Hall di New York: gli spettacoli con l’ensemble <em>Soqquadro Italiano</em> e <em>l’Arpeggiata </em>di Christina Pluhar coniugano danza, declamazione, mito, storia, cantate tradizionali e musica barocca (nelle quali eccelli con la tua voce). Un tipo di spettacolo di tono elevato che sembrerebbe di difficile approccio per un pubblico giovanile, ma che invece incanta tutti con la verità del suo contenuto. Raccontaci l’impresa di esportare uno spettacolo di qualità in un momento – almeno in Italia – di vera e propria decadenza culturale, nella speranza di avvicinare i giovani al mondo dell’Arte.   </strong><br />
Con <em>Soqquadro Italiano</em> il nostro intento è quello di dare una lettura di freschezza e di novità al mondo barocco, non solo attraverso la musica ma anche attraverso l’arte visuale, la danza ed il teatro. Gli spettacoli di <em>Soqquadro Italiano</em> si ispirano moltissimo ai famosi “Intermezzi” seicenteschi, dove tutto era una continua sorpresa e dove lo spettatore veniva catapultato in una dimensione fantastica e surreale. La musica che eseguiamo ha un approccio fresco e più vicino al mondo dei giovani, in quanto pur rimanendo nella pratica musicale dell’improvvisazione del primo barocco, con gli strumenti antichi, viene arricchita dando voce a strumenti come il sax ed il contrabbasso per esaltarne la bellezza melodica e renderla alla portata di tutti.<br />
<span style="text-decoration: underline;"><object width="420" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/DJ14MvDvOuo?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="420" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/DJ14MvDvOuo?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object><br />
</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sei superstizioso? Hai un rituale che esegui prima di ogni spettacolo?  </strong><br />
Direi che il segno della croce non manca mai..<br />
<strong>Cosa</strong><strong> senti di dire ai giovanissimi che si avvicinano per la prima volta alla Danza, con l’entusiasmo della passione spesso smorzato fin dal principio dalla terribile situazione che vive l’arte nel nostro Paese? </strong><br />
Di non avere un atteggiamento di superficialità verso la danza, ma di approfondirla e di conoscerla bene, perché la danza stessa lo esige. Consiglierei loro di andare a teatro, di vedere spettacoli dal vivo, concerti, prosa e di capire inoltre che in fondo la danza non è tutto nella vita. I rapporti umani, le passioni e gli hobbies non devono essere mai persi di vista, anzi, devono essere ben curati, affinché possano darci forza e sostenerci nel bene e nel male ed arricchirci come persone e come artisti.<br />
<a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/Capezzuto-3.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-33972" title="Capezzuto 3" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/Capezzuto-3-290x193.jpg" alt="" width="290" height="193" /></a><br />
<em><strong>Vincenzo Capezzuto </strong>sarà il <strong>5 maggio prossimo alla Chiesa di San Marcellino per il  &#8220;Festival Monteverdi</strong>&#8221; con l&#8217; Ensemble  &#8220;l&#8217;Arpeggiata&#8221; di  Christina Pluhar. Nel prossimo futuro sarà l&#8217;interprete di un nuovo album dedicato alle &#8220;Barcarole Veneziane&#8221; del XVIII° sec.<em>con l&#8217;ensemble &#8221; Il Pomo d&#8217;oro&#8221; diretto da Riccardo Minasi.</em> Alla registrazione seguirà una  tournée di concerti. </em><br />
<em><a href="http://www.youtube.com/user/patriziopiccolo?feature=watch" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.youtube.com');">Qui </a>potere vedere altri video di Vincenzo e scoprire l&#8217;arte musicale di  <a href="http://www.youtube.com/user/soqquadroitaliano1?feature=watch" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.youtube.com');">Soqquadro italiano</a>, mentre per altre  notizie vi rimandiamo al suo <a href="http://www.vincenzocapezzuto.com/home.html" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.vincenzocapezzuto.com');">sito ufficiale</a>.<br />
</em>Foto di Antonio Bergamino, Elio Fedele, Michele Mari e Sergio Perini<em><br />
</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La musica e la solidarietà. Il gruppo &#8220;SeiOttavi&#8221; per l’Abruzzo</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 22:24:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Viagrande</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[arcobaleno di note]]></category>
		<category><![CDATA[SeiOttavi]]></category>

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		<description><![CDATA[Sin dalla loro fondazione nel 2005 i SeiOttavi si impongono all’attenzione del pubblico per l’originalità del repertorio e dell’esecuzione ricevendo ampi consensi, testimoniati anche da lusinghiere recensioni, per i loro spettacoli Sette voci fra i secoli (2005), Il muto canta a cappella (2006-2007), Around the world (2008-2010) e Cinematica (2009). L’ancor giovane gruppo vanta, inoltre, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/04/SIN1541.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-33861" title="_SIN1541" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/04/SIN1541-302x224-custom.jpg" alt="" width="302" height="224" /></a>Sin dalla loro fondazione nel 2005 i <em>SeiOttavi</em> si impongono all’attenzione del pubblico</strong> per l’originalità del repertorio e dell’esecuzione ricevendo ampi consensi, testimoniati anche da lusinghiere recensioni, per i loro spettacoli <em>Sette voci fra i secoli</em> (2005), <em>Il muto canta a cappella</em> (2006-2007), <em>Around the world</em> (2008-2010) e <em>Cinematica</em> (2009). <strong>L’ancor giovane gruppo vanta, inoltre, un’intensa attività discografica</strong> iniziata nell’estate 2007 con l’uscita del cd <em>InOnda</em> che raccoglie arrangiamenti originali del gruppo. <span id="more-33852"></span>Nella primavera del 2010 la loro discografia si arricchisce con <em>Cinematica</em>, che nasce dall&#8217;omonimo spettacolo teatrale prodotto da Marco De&#8217; Conno e raccoglie alcune fra le più belle musiche scritte per il grande schermo. Sempre nel 2010 esce il CD di “Mons Regalis &#8211; L&#8217;opera del Duomo”, al Duomo di Monreale,  famoso in tutto il mondo per il mosaico che raffigura il Cristo Pantocrator, riprodotto nella copertina del cd.<br />
<strong>Numerosi i premi e i riconoscimenti ottenuti dai <em>SeiOttavi</em>.</strong> Su scala nazionale si ricordano: “W Radio Due” (Fiorello e Baldini) e “Scatole Cinesi” su Rai Radio Due e “Notturno Italiano” di Radio Rai International. Raggiungono notorietà più ampia grazie alla fortunata partecipazione come concorrenti della prima edizione italiana di X-Factor in onda su Rai Due (marzo-giugno 2008). In gara fino alla nona puntata delle dodici previste, i SeiOttavi affermano la “cifra stilistica” della musica a cappella in Italia introducendola al grande pubblico. I <em>SeiOttavi</em> svolgono una costante attività concertistica su tutto il territorio nazionale e all&#8217;estero. Ultimamente il gruppo si è resto protagonista di un’interessante iniziativa benefica in favore delle popolazioni abruzzesi colpite dal terremoto.<strong> I <em>SeiOttavi</em> sono diventati i personaggi del libro, <em>Un arcobaleno di note</em>, curato da Giovanna Tonelli e da Paola Fontanari,</strong> che si è occupata delle illustrazioni; i proventi della vendita del libro saranno interamente devoluti all’Associazione <em>Insieme per l’Abruzzo</em> che li utilizzerà per migliorare le strutture scolastiche dell&#8217;Aquila e dintorni danneggiate dal terremoto. <strong>In occasione delle pubblicazione di questo libro abbiamo incontrato Massimiliano Sigillò Massara, portavoce del gruppo <em>SeiOttavi</em> e la signora Tonelli, curatrice del progetto</strong>, che hanno gentilmente risposto alle nostre domande. <strong><br />
<a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/04/UnArcobalenoDiNote_cover.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-33862" title="UnArcobalenoDiNote_cover" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/04/UnArcobalenoDiNote_cover-147x200.jpg" alt="" width="147" height="200" /></a>Gent.ma signora Tonelli ci può illustrare <em>Un arcobaleno di note</em>? </strong><br />
<em>Un arcobaleno di note</em> è un libro di favole, una risposta di fantasia al quesito: «Qual è l’origine delle vocal band?». I protagonisti sono i due personaggi ritratti in copertina, due animali di peluche, l’orsetto Bernardo e la mucchina Schwizy Mou. È una storia inframmezzata da favole sulla musica e sugli strumenti, che possono essere lette anche singolarmente, senza tenere conto del canovaccio che le unisce. Il libro è illustrato da Paola Fontanari con immagini in bianco e nero, in modo che ciascuno le colori a proprio piacere. <em>Un arcobaleno di note</em> è un libro scritto da bambini e da ragazzi (ad eccezione de “Il duduk di Greta” e del mio canovaccio che lega le storie), i cui proventi saranno interamente devoluti all’“Associazione insieme per l’Abruzzo” (<a href="http://www.insiemeperlabruzzo.it/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.insiemeperlabruzzo.it');">http://www.insiemeperlabruzzo.it/</a>), che li utilizzerà per migliorare le strutture scolastiche abruzzesi danneggiate dal terremoto dell’aprile 2009.<br />
<strong>Quali sono i sentimenti da lei provati nel portare avanti questo progetto? </strong><br />
Per rispondere alla sua domanda devo richiamarmi al percorso che ha portato alla pubblicazione di questo libro. Tutto è nato nell’estate del 2009 per assecondare il desiderio di una ragazzina dell’Aquila che, dopo aver letto il mio libro di favole <em>Cocky e il fiocco di neve bianco </em>nei mesi successivi al sisma, espresse il desiderio di scrivere racconti. Ho proposto quindi a lei e ad altri ragazzini di scrivere un libro di favole in occasione del primo anniversario del terremoto per ringraziare i colleghi che si erano impegnati a donare libri per ricostituire la biblioteca del polo centro dell’Università dell’Aquila.<br />
<object width="560" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/mLTYfZQyC28?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="560" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/mLTYfZQyC28?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object><br />
Fra tutti i ragazzini contattati, cinque hanno partecipato all’iniziativa. Così nel 2010 è stato pubblicato <em>Carezze</em> <em>per il cuore</em> (scaricabile gratis dal sito: <a href="http://www.giovannatonelli.it/Altre_pubbl.html" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.giovannatonelli.it');">http://www.giovannatonelli.it/Altre_pubbl.html</a>). Dopo la pubblicazione delle <em>Carezze</em> Emanuele, un ragazzino che aveva partecipato all’iniziativa, mi propose di scrivere un altro libro, sempre a favore delle popolazioni colpite dal terremoto. Quanto esposto sinora è indispensabile per comprendere il sentimento che ho provato nel portare avanti il progetto: il sentimento della partecipazione. Partecipazione al desiderio di bambini e ragazzi di fare qualcosa per i loro coetanei abruzzesi; partecipazione al dolore di chi sconta ancora i postumi del terremoto con la delicatezza che è propria di un libro di favole.<br />
<strong>In che misura il gruppo <em>SeiOttavi </em>ha partecipato all’iniziativa ?  </strong><br />
I SeiOttavi hanno ispirato il canovaccio che unisce le favole. Avevo conosciuto i SeiOttavi l’estate precedente in occasione della loro partecipazione a X Factor. Ero rimasta molto colpita dalla loro bravura, oltre che dalla simpatia e dall’umanità di tutti i componenti del gruppo. È stata poi un’osservazione di mio nipote Emanuele, dopo una loro esibizione alla trasmissione televisiva, a indurmi a pensare a loro e alla loro arte quali protagonisti di un racconto che chissà quando avrei scritto e che poi ho tradotto nel canovaccio che unisce le favole di questo libro. Emanuele allora frequentava la scuola elementare. Era piccolino quindi; eppure, il giorno successivo a una delle loro esibizioni mi ha telefonato e ha osservato: «Zia, quanto hanno studiato per arrivare a quei livelli!». La voce della verità di un bambino che, alle prese con lo studio del violoncello oltre che con la scuola, ha capito che, pur avendo talento, soltanto studiando e impegnandosi molto e con costanza si può arrivare a risultati eccellenti. I SeiOttavi hanno quindi partecipato a questa iniziativa indirettamente, perché costituiscono un esempio di tenacia e di lavoro da offrire a grandi e piccoli, e poi perché partecipano alla vita di chi ha la fortuna di ascoltarli. Con la loro arte riempiono il nostro cuore e la nostra mente di bellezza e la bellezza delle loro voci ha generato in me una favola, la favola che ho proposto nell’<em>Arcobaleno di note</em>.<br />
<strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/04/amar-cine.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-33863" title="amar-cine" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/04/amar-cine-290x193.jpg" alt="" width="290" height="193" /></a>Quello tra <em>SeiOttavi </em>e le popolazioni abruzzesi terremotate è stato dunque un incontro ricco dal punto di vista umano. Gentile maestro Massimiliano Sigillò Massara, quali sono stati i sentimenti che hanno guidato la vostra partecipazione al progetto? </strong><br />
Il sisma che ha colpito l&#8217;Abruzzo certamente non ha lasciato indifferente nessuno. All&#8217;indomani della tragedia sono state tantissime le iniziative a sostegno dei terremotati e a varie riprese è stata chiesta anche ai SeiOttavi la partecipazione a concerti e manifestazioni. Ma, come purtroppo avviene nella nostra società del “mordi e fuggi”, dopo pochi mesi di fittissima e martellante copertura massmediatica, in cui a tutte le ore del giorno e della notte venivamo bombardati da immagini delle zone terremotate l&#8217;argomento è gradualmente scomparso dai palinsesti per lasciare spazio ad altre notizie. Ma a L&#8217;Aquila e in Abruzzo l&#8217;emergenza è rimasta reale e ancora oggi si continua a lavorare per ricostruire con tanta fatica quello che è andato distrutto in pochi secondi. Quindi, quando Giovanna Tonelli ci ha proposto la partecipazione a questo bel progetto, abbiamo accettato con grandissimo piacere, pensando che con questo piccolissimo gesto potevamo dare anche a distanza di anni un segnale concreto a chi ancora oggi si trova a non aver riconquistato la normalità del vivere quotidiano.<br />
<strong>Fondato nel 2005, il vostro gruppo, pur essendo molto giovane, vanta già un’intensa attività artistica. Ci può raccontare da dove è nata l’idea di creare questa formazione vocale? </strong><br />
Sin da bambino, il celebre gruppo degli Swingle Singers ha toccato la mia curiosità musicale. Ho avuto tra le mani la mia prima “cassetta” degli Swingle a 12 anni e già allora cercavo di riprodurre gli strumenti con la voce. Con l’andare del tempo quell’idea è cresciuta con me, fino al punto che nel 1995 proposi ad alcuni amici musicisti di provare a fondare un gruppo simile. La prima formazione non funzionò. C’è tanto lavoro musicale e vocale da fare dietro un’idea simile. 10 anni dopo, con le idee un po’ più chiare, ho reclutato, ad uno ad uno, gli elementi che mi sembravano essenziali per il progetto ed oggi eccoci qua!<br />
<strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/04/c4915.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-33868" title="c4915" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/04/c4915-290x193.jpg" alt="" width="290" height="193" /></a>Quali sono le caratteristiche vocali del gruppo? </strong><br />
A tutti gli effetti, il gruppo è una piccola orchestra di voci. Tre donne e tre uomini che ricoprono tutta la gamma delle frequenze sonore: soprano, mezzo-soprano, contralto, tenore, baritono, basso. Ognuno poi ha una gamma sonora di “rumori”, effetti di mouth drumming e beat box. Per intenderci la “batteria vocale” che permette alla sonorità del gruppo di entrare, a volte, nel campo del pop. La caratteristica più importante è l’evoluzione dello “scat”, cioè una nostra visione degli effetti sonori di riproduzione del suono strumentale con le voci.<br />
<strong>E il suo repertorio? </strong><br />
Il repertorio del gruppo ha subito vari cambi di direzione. Inutile dire che, essendo un gruppo “comtemporary a cappella”, il primo repertorio è stato sulla falsa riga dei nostri ispiratori, gli Swinle Singers. Via via però il suono del gruppo si è stabilizzato, ed è diventato, per così dire, unico. Ed ecco nascere nuovi repertori, il primo “classic” è un po’ la palestra vocale di un gruppo a capella, poi è nato “Soundtrack”, sonorità tratte dalle colonne sonore più importanti del mondo, con una forte connotazione italiana. Adesso abbiamo cominciato a sviluppare sonorità originali, sia nella musica che nell’esecuzione.<br />
<strong>Nella intensa attività del gruppo c’è un evento al quale è particolarmente legato? </strong><br />
Per la verità si, più di uno. Abbiamo avuto la fortuna di cantare in posti meravigliosi, davanti a molte persone, alcune molto importanti. Ma forse il ricordo più bello è legato ad un luogo, il concerto fatto a Dolceacqua per il Club Tenco in un castello in cima alla rocca di Dolceacqua (Ventimiglia).<br />
<object width="560" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/UIBa6u3wxWw?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="560" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/UIBa6u3wxWw?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object><br />
<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Perché questo evento vi ha particolarmente colpito?</strong><br />
E’ stata la cosidetta serata “perfetta”. Il luogo incantevole e suggestivo ci ha proiettato in una dimensione quasi favolistica: un castello del 1200 con una corte semidiroccata in cui si ha quasi timore di entrare per la storia che porta in sé. Figurarsi a cantarci dentro. La temperatura della serata perfetta sia per noi che per il pubblico, con un cielo notturno d’estate limpido ed ispiratore. Tutti i posti esauriti e, considerato che per salire al castello c’era una bella camminata in salita da fare, anche questo non era scontato. E poi, il concerto è stato fluido, si è creato subito un rapporto con il pubblico che, fino alla fine dell’esibizione, si è scaldato sempre di più fino alla richiesta entusiasta di numerosi bis.<br />
<strong>Tra i numerosi riconoscimenti ottenuti dal gruppo vi è uno che vi ha maggiormente gratificato? </strong><br />
Il primo riconoscimento avuto a Varese nel “Solevoci competition” è stato sicuramente il più inaspettato; era il primo Contest a cui partecipavamo e abbiamo vinto 3 premi: miglior gruppo, miglior repertorio e miglio arrangiamento. Insomma una festa ed una grande conferma. Ma forse il premio che ci ha gratificato di più è stato il diploma d’oro a Graz.<br />
<strong>Perché? </strong><br />
Perché Il festival Vokal.total a Graz è una delle grandi vetrine mondiali della musica a cappella. Essere posti, con il diploma d’oro, tra le grandi nuove rivelazioni di livello, è stato davvero, oltre che bello, molto importante.<br />
<strong>Ci può illustrare i tre cd realizzati dal gruppo? </strong><br />
<em>InOnda</em> è il primo. Ha un sapore un po’ retrò. Lo abbiamo immaginato come una trasmissione radiofonica, quindi tra un brano e l’altro si sente il passaggio di stazione con dei disturbi. Il brano che forse sintetizza meglio il cd è un medley di brani del trio Lescano, “Italian vintage”, in cui davvero, con un piccolo tributo ai nostri maestri del passato, ci immettiamo nelle sonorità antiche degli anni ’40. <em>Cinematica</em> invece nasce da un nostro spettacolo teatrale omonimo, in cui sul palco raccontiamo noi stessi come amici che si incontrano al cinema e si raccontano i propri gusti citando le colonne sonore più celebri al mondo.<br />
<object width="560" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/mLTYfZQyC28?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="560" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/mLTYfZQyC28?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object><br />
Il primo tempo “in bianco e nero” è un po’ più serio; ad esso segue un omaggio a grandi compositori italiani come Nino Rota, Morricone e Piovani. Il secondo tempo conclude invece “a colori”. Il disco racconta in musica la nostra visione del cinema, più o meno allo stesso modo. L’ultimo è <em>Mons Regalis-L’Opera del Duomo</em>: in questo caso però i SeiOttavi non sono da soli; ci sono un’orchestra, delle voci recitanti e dei solisti. I SeiOtavi sono ospiti di un progetto molto bello e complesso di Salvino Leone e Lucina Lanzara, che scrivono un’opera per raccontare in musica uno dei monumenti più visitati al mondo: il Duomo di Monreale. Lo stile non è esattamente da “SeiOttavi”, ma cimentarci in questo progetto è stato entusiasmante. Per portare il suono del Duomo nel disco, ci è stato chiesto di registrare di notte nel Duomo stesso, un silenzio ed una bellezza davvero surreali. Un grande progetto cui siamo fieri di avere partecipato.<br />
<strong>Quali saranno i prossimi impegni? </strong><br />
Stiamo costruendo in una nuova direzione musicale che sintetizza ciò che siamo stati, ma che supera il passato. Il gruppo, che ormai ha una sua identità musicale, sta preparando il nuovo progetto teatrale che davvero afferma una cifra originale in una nuova sonorità. Certo la sfida di proporre brani originali che si distacchino dal pop è grande, ma non abbiamo paura. Abbiamo sempre osato e anche questa volta non ci tiriamo indietro.<br />
<strong>Un sogno nel cassetto del gruppo e per il gruppo? </strong><br />
Riuscire a creare un brand riconoscibile come “italianità” di qualità in giro per il mondo. Ci stiamo provando… ma lo sappiamo, la strada è lunga!<br />
<strong>Altre notizie sul gruppo le potete trovare nel loro<a href="http://www.seiottavi.com/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.seiottavi.com');"> sito ufficiale.</a> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Senza trucco!&#8221;&#8230;Michael Spyres</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Apr 2012 21:29:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Bagnoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Cantanti]]></category>
		<category><![CDATA[Michael Spyres]]></category>

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		<description><![CDATA[Il tenore Michael Spyres è nato a Mansfield, dove è cresciuto in una famiglia di musicisti. Ha iniziato gli studi del canto negli Stati Uniti e in seguito al Conservatorio di Vienna. Ha esordito nel 2006 al San Carlo di Napoli come Jaquino nel Fidelio di Beethoven, ha quindi fatto parte della compagnia della Deutsche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/04/1553675.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-33135" title="1553675" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/04/1553675.jpg" alt="" width="283" height="425" /></a></strong>Il tenore<strong> Michael Spyres</strong> è nato a Mansfield, dove è cresciuto in una famiglia di musicisti. Ha iniziato gli studi del canto negli Stati Uniti e in seguito al Conservatorio di Vienna. Ha esordito nel 2006 al San Carlo di Napoli come Jaquino nel <em>Fidelio </em>di Beethoven, ha quindi fatto parte della compagnia della Deutsche Oper di Berlino (2008/09). Si è prodotto in numerosi teatri internazionali fino alle prove più recenti che lo hanno visto al Teato alla Scala di Milano (<em>La donna del lago </em>Rossini, 2011), <em>Candide </em>all&#8217;Opera di Roma (2012). <strong>Attualmente è Masaniello nella importante ripresa de <em>La Muette de Portici </em>di Auber all&#8217;Opéra Comique (fino al 15 aprile).</strong> In Italia ritornerà al Rossini Opera Festival nel ruolo di Baldassare nel <em>Ciro in Babilonia </em>di Rossini. Altre notizie su Michael Spyres le trovate nel suo <a href="http://www.michaelspyres.com/index.html" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.michaelspyres.com');">sito ufficiale.</a><span id="more-33131"></span><strong>Qual è il tratto principale del tuo carattere? </strong><br />
L’amore per la vita.<br />
<strong>E il tuo peggior difetto? </strong><br />
L’ostinazione nel cercare di fare tutto quel che posso nel poco tempo che ci è dato su questa terra. Voglio fare esperienza di tutto.<br />
<strong>Segno zodiacale?</strong><br />
Ariete.<br />
<strong>Sei superstizioso?</strong><br />
Per niente. Sono un uomo di scienza.<br />
<strong>Che rapporto hai con la spiritualità? </strong><br />
È una questione molto intima. Credo che il mondo sia ciò che ne fai e io ho scelto di essere felice e portare felicità agli altri.<br />
<strong>Hai mai sofferto d’invidia? </strong><br />
Quand’ero giovane ho invidiato molte persone perché volevo essere molte cose. Maturando, ho capito che l’invidia è uno dei tratti peggiori della natura umana. È molto più utile chiedersi a cosa uno rinuncia per indulgere in quell’invidia e quali sono i fantasmi con cui la persona invidiata lotta e se c’è l’effettiva volontà di cambiare la propria vita pur di diventare come quella persona.<br />
<strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/04/3-La-Muette-de-PorticiMasaniello-Michael-Spyres-DR-E.-Carecchio.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-33165" title="3 La Muette de Portici(Masaniello- Michael Spyres) DR E. Carecchio" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/04/3-La-Muette-de-PorticiMasaniello-Michael-Spyres-DR-E.-Carecchio-290x190.jpg" alt="" width="290" height="190" /></a>Cosa volevi fare da grande?<br />
</strong>Volevo diventare un comico, un doppiatore di cartoni animati, un attore, uno chef, un pompiere, un insegnante e un cantante!<br />
<strong>La tua famiglia ha influenzato le tue scelte ?</strong><br />
Decisamente molto poiché porto il nome di mio zio Michael che sognava di diventare un cantante lirico, ma morì a 36 anni a causa di una rara forma di cancro alla gola, pur essendo una persona sanissima. La musica è tutto per la mia famiglia. Mia madre, mio padre, mia sorella, mio fratello ed io siamo tutti musicisti e abbiamo cantato insieme si da quando ne abbiamo ricordo. Mio fratello è un cantante lirico, così come mia moglie. Mia sorella è una cantante/attrice di Broadway e suo marito è un compositore e violoncellista. Perciò, si, la mia famiglia ha davvero influenzato le mie scelte, ma sempre positivamente.<br />
<strong>Quali sono i tuoi ricordi più cari?<br />
</strong>La mia famiglia riunita e tutti noi che cantiamo insieme.<br />
<strong>Qual è stato il tuo momento di maggior orgoglio?</strong><br />
Benché in quel momento non ne fossi cosciente perché ero troppo occupato a preoccuparmi di ciò che non conoscevo, guardando indietro direi che il momento in cui mi sono sentito maggiormente orgoglioso è quando ho deciso di trasferirmi in Europa con tutti i soldi che avevo (e non erano molti) per inseguire il mio sogno di diventare un cantante lirico.<br />
<strong>Qual è la delusione più grande che hai mai avuto? </strong><br />
Crescendo ho capito che sono poche le  persone che conoscono il senso della parola riconoscenza.<br />
<strong>Cosa manca nella tua vita oggi? </strong><br />
Niente, davvero! Sono realmente molto grato di assoporare la gioia di vivere.<br />
<strong>Di che cosa hai paura? </strong><br />
Di non riuscire a fare esperienza di tutto ciò che vorrei sperimentare nella vita.<br />
<object width="560" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/1naiU7ZchOY?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="560" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/1naiU7ZchOY?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object><strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Hai un sogno ricorrente?</strong><br />
No, in verità sogno raramente&#8230;o meglio non ricordo i sogni.<br />
<strong>Che importanza dai al denaro? </strong><br />
Il denaro rende più facile la mia vita, ma la maggior parte dei momenti più felici della mia vita sono stati&#8230; gratis.<br />
<strong>In cosa sei più spendaccione?<br />
</strong>Gelati o birra, dipende dai giorni.<br />
<strong>Collezioni qualche oggetto?</strong><br />
Ero solito collezionare LP, ma ora colleziono mp3 di tutte le incisioni rare e dal vivo di tutte le diverse opere. Ah&#8230;dimenticavo&#8230; ho tutto il materiale registrato da Mario Lanza, incluse le sue rarissime registrazioni fatte a casa, oltre a tutti i film che ha fatto.<br />
<strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/04/9-La-Muette-de-Portici-Masaniello-Michael-Spyres-Fenella-Elena-Borgogni-DR-E.-Carecchio.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-33166" title="9 La Muette de Portici (Masaniello - Michael Spyres, Fenella Elena Borgogni) DR E. Carecchio" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/04/9-La-Muette-de-Portici-Masaniello-Michael-Spyres-Fenella-Elena-Borgogni-DR-E.-Carecchio-290x192.jpg" alt="" width="290" height="192" /></a>Quali sono le tue letture preferite?<br />
</strong>«<em>Proust era un neuroscienziato</em>» di Jonah Lehrer, «<em>Dark Star Safar</em>i» di Paul Theroux, «<em>Why People Believe Weird Things»</em> di Michael Shermer, «<em>Armi, acciaio e malattie</em>» di Jared Diamond, «<em>Fisica dell’impossibile»</em> di Michio Kaku, «<em>Cruel Shoes»</em> di Steve Martin, <em>«On The Shoulders of Giants</em>» di Stephen Hawking, <em>«Candide</em>» di Voltaire e <em>«Il ramo d’oro»</em> di Sir James George Frazer.<br />
<strong>Qual è il tuo profumo preferito?</strong><br />
<em>Replay</em> di Givenchy. <strong><br />
Città preferita? </strong><br />
Vienna o Lisbona.<br />
<strong>Colore preferito? </strong><br />
Il verde.<br />
<strong>Fiore preferito? </strong><br />
La stella alpina perché mi ricorda le passeggiate nei boschi o le birre con amici e le chiacchierate sulla vita&#8230; che è uno dei miei passatempi preferiti.<br />
<strong>Il cantante o i cantanti preferiti? </strong><br />
Ne ho troppi da nominare, perché credo che la vita sia troppo breve per avere un solo cantante preferito, ma alcuni fra quelli che amo sono: Bjoerling, Lanza, Ford, Tagliavini, Pertile, Fleta Caruso, Thill, Schmidt, Wunderlich e molti altri.<strong><br />
Qual è stato primo disco che hai acquistato?</strong><br />
«<em>String Of Pearls</em>» di Glenn Miller.<br />
<strong>Qual è il film che hai amato di più? </strong><br />
<em>“Waking life”</em> di Richard Linklater. Si tratta di un film incredibile che prende una serie di vignette filosofiche e trae una storia da queste conversazioni molto profonde, che ti cambiano la vita che si trovano all’interno di esse. È stato filmato girato inizialmente come un film e dopo hanno impiegato più di cento animatori per animare ogni fotogramma e inserirlo in un’atmosfera da sogno. La storia ruota intorno ad un giovane che cerca di capire il senso della sua vita e non capisce se vive un sogno o la relatà. Questo argomento è un’idea profondamente filosofica che che pone la domanda: che cos’è la realtà? I nostri sogni sono la reale verità oppure il nostro stato di veglia è effettivamente il sogno? Da qui il titolo “<em>Waking Life”,</em> vita in stato di veglia.<br />
<object width="420" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/JKBHFqcETeY?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="420" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/JKBHFqcETeY?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object><strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Qual è la stagione dell’anno che preferisci e perché?</strong><br />
L’autunno, perché ho sempre caldo e l’autunno è perfetto perché posso indossare camicie a maniche lunghe e c’è sempre un fantastico profumo di brace nell’aria. Adoro vedere le foglie che cambiano colore e i barbeque vicino ai falò.<br />
<strong>Che rapporto hai con la tecnologia e qual è il gadget tecnologico di cui non potresti fare a meno? </strong><br />
Sono un appassionato di tecnologia e amo pressoché tutti gli accessori elettronici, ma devo dire che amo il mio Samsung Galaxy Tab perché è lo strumento perfetto per il mio lavoro. Il <a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/04/Les-Huguenots-4-72.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-33174" title="Les-Huguenots-4-72" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/04/Les-Huguenots-4-72-248x200.jpg" alt="" width="248" height="200" /></a>Galaxy Tab è il gadget più prezioso perché dentro ho tutte le mie opere in formato pdf e posso ascoltare le mie registrazioni, guardando gli spartiti. Ho anche installato un’app che simula un pianoforte e posso ascoltare tutte le mie registrazioni, dato che registro tutto quel che canto per potermi riascoltare e veder se la mia produzione vocale va in conflitto con come mi sentivo mentre cantavo.<br />
<strong>Che rapporto hai con la televisione? </strong><br />
Ero solita guardarla tutto il tempo, ma ad essere onesto, da quando mi sono trasferito in Europa 7 anni fa, non ne ho più il tempo. Quando sei lontano da casa c’è così tanto da fare di più importante che guardare la TV. Per la maggior parte del tempo, sono impegnato a imparare nuove opere o a cercare di imparare lingue o a vedere tutto ciò che una città ha da offrire, come sto facendo ora a Roma. Non sono uno sno, né detesto la TV, ma la maggior parte del tempo ho cose più importanti da fare e so che è una cosa che vale per tutti, ma siccome non riesco a tollerare il senso di colpa come fanno molti, evito di guardarla, eccezion fatta per Discovery, History o National Geographic e talvolta le notizie.<br />
<strong>Che rapporto hai con la politica? </strong><br />
Credo che bisogna prendere parte attiva alla politica discutendo la storia, gli eventi attuali e il futuro dell’umanità in ogni momento. Chiunque mi conosca sa che credo nel miglioramento di sé e della società e nessuno dei due potrà avvenire finché ogni individuo non comprenderà i propri doveri verso sé stesso, il proprio paese e l’umanità intera per rendersi coscienti di ciò che succede nel mondo e non solo nella propria vita.<br />
<strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/04/Spyres.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-33172" title="Spyres" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/04/Spyres-133x200.jpg" alt="" width="133" height="200" /></a>Hai delle cause che ti stanno particolarmente a cuore? </strong><br />
Ce ne sono tante, ma quelle più pressanti sono l’ambiente e l’uguaglianza di diritti, ma sopra tutte c’è il diritto di ciascuno all’istruzione. L’istruzione è la causa migliore da seguire perché è l’unico fattore che può influenzare tutti gli altri. Non saremmo arrivati da nessuna parte, se non fosse stato per l’istruzione, di qualsiasi tipo. Entrambi i miei genitori sono insegnanti e hanno cambiato in meglio tante vite col loro lavoro. Non credo che molta gente scelga realmente di essere cattiva. Gli studi dimostrano che, una volta che una persona diventa istruita, questa comprende che ha delle possibilità che prima non intravedeva. Il pensiero critico è ciò che ha condotto a tutti i grndi progressi della civiltà. Pensate a qualsiasi idea possiate aver avuto. Pensate a qualsiasi libro, film o musica che vi ha cambiato la vita&#8230; ora realizzate che vi hanno cambiato la vita perché avete acquisito una conoscenza di un argomento di cui prima non sapevate nulla o che siete stati illuminati attraverso la conoscenza che vi ha portato a vedere qualcosa che già conoscevate sotto una luce nuova.<br />
<strong>Giorno o notte? </strong><br />
Entrambi, benché tenda a vedere il sole sorgere piuttosto spesso.<br />
<strong>Qual è la situazione che consideri più rilassante? </strong><br />
Passeggiare da solo nei boschi.<br />
<strong>La tua giornata ideale?<br />
</strong>Svegliarmi e bere un doppio espresso e mangiare un’abbondante colazione all’americana e vedere il solo che splende dalla mia amata casa. Sedere sul mio divano e parlare con mia moglie della vita e scambiarci ideee. Dopo una bella doccia e un pò di canto, ce ne andiamo a passeggiare nella nostra foresta e poi ce andiamo a fare un giro in auto per strade secondarie ed esploriamo la natura. Mi incontro coi miei vecchi amici per pranzo e tutti insieme cerchiamo di superarci, come in una gara, nel raccontare una storia più divertente dell’altra. Nel pomeriggio andiamo al cinema e dopo ci mangiamo un semifreddo. In serata la mia famiglia si riunisce e cantiamo, mangiamo e beviamo fino a stancarci. Questa è una delle mie giornate ideali. <strong><br />
Qual è il tuo rifugio da tutto e tutti? </strong><br />
La mia casa in Missouri che io e la mia famiglia abbiamo costruito dal nulla.<br />
<strong>Qual’ è la musica che di solito fa da sottofondo alle tue giornate?<br />
</strong>«<em>What a day this has been!</em>» di Nat King Cole&#8230; o <em>«What a wonderful world»</em> di Luois Armstrong.<br />
<strong>Cosa ti manca di più quando sei lontano da casa? </strong><br />
Le comodità e la possibilità di vedere i miei amici e la mia famiglia.<br />
<strong>Qual è la vacanza o il viaggio che vorresti fare e che non hai ancora fatto?</strong><br />
Sogno di potermi dedicare qualche mese per visitare le Isole Fiji, Samoa, Tonga e Papua Nuova Guinea.<br />
<object width="420" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/hhA966G0Pkc?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="420" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/hhA966G0Pkc?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object><strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Chi o cosa ti imbarazza?</strong><br />
Non essere in grado di dare una risposta a qualcosa.<br />
<strong>Com’è il tuo rapporto con il cibo? </strong><br />
Amo il cibo, è la sola cosa che ci mantiene in vita, quindi è meglio avere un buon rapporto col cibo.<br />
<strong>Dieta mediterranea, dieta macrobiotica o fast food? </strong><br />
Tutte e tre, in momenti diversi.<strong> </strong>Come ho già detto, essendo vivi, dobbiamo provare tutto ciò che possiamo! Provare tutto con moderazione e poi vedere che sensazione ne trae il corpo. Sentirsi in buona salute dovrebbe essere la preoccupazione primaria di ognuno.<br />
<strong>Qual è il tuo piatto preferito? </strong><br />
Pad-thai o pollo al curry o bistecca con verdure grigliate.<br />
<strong>Vino rosso o bianco? </strong><br />
Quasi sempre rosso, ma ho provato anche dei bianchi meravigliosi. Mi piace sempre riuscire a sentire il sapore della botte in cui sono maturati.<br />
<strong>Il posto dove si mangia peggio? </strong><br />
Beh, questa è una domanda a trabocchetto perché c’è cibo buono e cibo cattivo in qualsiasi nazione. Il segreto è informarsi su cosa c’è a disposizione e non aver paura di provare cibi nuovi. Il palato umano è uno strumento meravigliosamente variabile e adattabile per cui non credo che si possa dire dove si mangia peggio perché il gusto di una persona può variare mille volte. Siamo tutti diversi nella nostra unicità.<br />
<strong>La musica è stata una vocazione? </strong><br />
Si, ho sempre saputo di voler diventare un artista ma è stato solo quando ero ventenne che ho capito che il mio hobby preferito era la mia vera vocazione.<br />
<strong>A chi non conoscesse la tua voce, cosa faresti ascoltare? </strong><br />
Vorrei che ascoltasse l’amore che ho per ogni opera. Vorrei che ognuno almeno provasse ad ascoltare il buono che c’è nell’altro e non che una cosa sia sottovalutata solo perché una certa voce o un certo suono non sono mai stati ascoltati prima. In fin dai conti, voglio ciò che ogni interprete vuole che il pubblico ascolti: che mi importa molto della vita, dell’espressione, del linguaggio e dell’amore soprattutto.<br />
<strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/12/Spyres.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-28204" title="Spyres" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/12/Spyres-200x200.jpg" alt="" width="200" height="200" /></a>Nel tuo nuovo cd <em>A Fool For Love</em>, pubblicato da poco, canti arie a tema amoroso tratte da opere francesi, russe, italiane e tedesche, ognuna caratterizzata da stili vocali molto diversi fra loro. Pensi che la tua voce sia adatta a tutti questi stili o ce n’è uno a cui si adatta meglio degli altri? </strong><br />
Si, mi sento a mio agio con tutti questi stili e credo davvero che, nella giusta cornice, potrei cantare tutti questi ruoli in modo molto convincente. Il problema è che quando, la gente sente qualcuno cantare, la maggior parte delle volte cercano di categorizzarlo per  poter giudicare più facilmente se il cantante rientri o meno nella loro idea di che tipo di voce abbia. Più uno studia l’acustica della voce umana e comprende che ci sono moltissimi fattori che concorrono alla formazione di una “voce” e più realizza che pochissime persone rientrano nella sua definizione di questo o quel  tenore. Nel corso degli anni ho mutato la mia comprensione di cos’è uno stile vocale. Mi sono state date così tante, differenti opinioni sulla mia voce che ho imparato a prendere tutto <em>cum grano salis</em> e a concentrarmi su una produzione vocale sana e sul tentativo di mettere insieme una lodevole prestazione artistica. Ormai ho cantato 40 ruoli nella mia carriera durata 13 anni in 4 lingue diverse che variavano dal Barocco, al Classico, alla musica del ventesimo secolo e la verità che ho costantemente scoperto è che se lavori duro e ti concentri sulla produzione di bella musica mentre tieni sempre a mente ciò che il tuo corpo può fare, allora sarai in grado di fare grandi e sempre diverse cose. <strong><br />
Se ti fosse data l’opportunità di scegliere un ruolo, cosa canteresti? </strong><br />
Mi piacerebbe cantare Hoffmann di nuovo, ma stavolta nella versione originale francese.<br />
<strong>Cosa fai un’ora prima di salire sul palco? </strong><br />
Cerco di smettere di cantare perché amo cantare tutto il tempo, ma so che cantare troppo prima di un’esibizione priverebbe il pubblico della mia voce al suo meglio.<br />
<strong>Cosa non manca mai nel tuo camerino? </strong><br />
Un bottiglia di acqua gassata.<br />
<strong>A cosa pensi quando ti guardi allo specchio?</strong><br />
Mi dico che sono una persona molto fortunata che è molto grata di essere al mondo.<br />
<strong>Stato d’animo attuale? </strong><br />
Pensieroso, ma ottimista, come la maggior parte delle volte.<br />
<strong>Il tuo motto? </strong><br />
Se sono riuscito a guardare oltre è solo perché mi sono seduto sulla spalla del gigante. Oppure: devi essere il cambiamento che vuoi vedere nel mondo.</p>
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		<title>Intervista con il tenore Piotr Beczala</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Apr 2012 19:24:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jeffrey Grice</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il tenore Piotr Beczala dopo aver recentente cantato Rigoletto all’Opera Bastille nel ruolo del Duca di Mantova, dopo due anni di successi fenomenali&#8230;Vaudemont in Iolanta al Festival di Salisburgo del 2011, Romeo al Metropolitan Opera, Faust a Barcelona, Alfredo al Covent Garden, un lungo elenco che lo vede attualmente impegnato nuovamente al Metropolitan di New York, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-32900" title="MANON-Beczala2237a-L" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/04/MANON-Beczala2237a-L-290x193.jpg" alt="" width="290" height="193" />Il tenore <strong>Piotr Beczala</strong> dopo aver recentente cantato <em>Rigoletto</em> all’Opera Bastille nel ruolo del Duca di Mantova, dopo due anni di successi fenomenali&#8230;Vaudemont in Iolanta al Festival di Salisburgo del 2011, Romeo al Metropolitan Opera, Faust a Barcelona, Alfredo al Covent Garden, un lungo elenco che lo vede attualmente impegnato nuovamente al Metropolitan di New York, dove interpreta Des Grieux nella <em>Manon</em> di Massenet.  <strong>Martedì 10 aprile alle ore 19, l&#8217;opera andrà in diretta HD in numerosi <a href="http://nexodigital.it/1/id_243/MetOpera---Manon.asp" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/nexodigital.it');">cinema</a>.  </strong>Beczala, al vertice di una  carriera che ha pazientemente progettato e visto svilupparsi per vent’anni,  ci racconta della sua vita, del successo, della musica, dei colleghi e dei direttori d’orchestra, di rubato e legato, di golf  kayak&#8230; <strong><span id="more-32879"></span><em>Signor Beczala, grazie mille per aver accettato di fare quest’intervista. I suoi inizi sembrano un’incredibile storia: lei credeva che probabilmente sarebbe diventato un ingegnere, ma all’imporvviso si trova a cantare in un coro, in cui credo a</em></strong><em><strong>bbia incontrato sua moglie, e dopo si dedica alla musica. Quando ha sentito con certezza che la musica sarebbe diventata la sua vita?</strong></em><br />
Ci pensavo a questa cosa&#8230; quando è successo?  Ma non riesco a fissare un momento. Un momento davvero importante è stato l’incontro con Sena Jurinac in quel primo master-class&#8230; mi ha aperto gli occhi sul mondo reale, voglio dire, vivevamo in Polonia allora come se fosse stata una specie di villaggio speciale, chiuso a tutto il resto. Non era permesso viaggiare. Non vi era accesso alla conoscenza, allo scmbio di informazioni come oggi grazie a internet. Ora possiamo rimanere in contatto con qualsiasi collega, ma a quei tempi era davvero complicato. E la Jurinac mi ha aperto gli occhi. Lei ha salvato la mia vita di cantante. Perché fu la prima a dirmi di dimenticarmi di Puccini alla mia età e di dedicarmi a Mozart&#8230;<br />
<strong><img class="alignleft size-medium wp-image-32902" title="MANON-Beczala-Netrebko0533a-L" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/04/MANON-Beczala-Netrebko0533a-L-144x200.jpg" alt="" width="144" height="200" /><em>Quindi, mentre studiava al Conservatorio di Kartovice, cantava Puccini? </em></strong><br />
Quella era la mia idea, ero sufficientemente stupido da pensare che fosse adatto a me.<br />
<em><strong>È vero che ogni giovante cantante vuole cantare la parte dell’eroe? </strong></em><br />
Verissimo, cantare Tamino è noioso per i giovani e lo stesso valeva per me e, come dico sempre, un cantante giovane ha il diritto di essere stupido! È così, nessuno è grande e scaltro all’età di 19, 20 o 22 anni. Alla fine si scoprono tanti nuovi ambiti. È più complicato ora che venti o trent’anni fa. Ho visto delle grandiose produzioni con Pavarotti, Domingo, Corelli, Carreras e compagnia, produzioni di Zeffirelli, belle e tanto affascinanti&#8230; I cantanti oggi devono assistere a nuove produzioni moderne che non possono nemmeno competere. Probabilmente queste produzioni saranno artisticamente parlando molto profonde, ma mai come quelle del passato. Il mio sogno era di apparire simile a Domingo con la spada sguainata mentre canta “Esultate!”. Quello era il mio sogno!<br />
<em><strong>Il suo incontro con Sena Jurinac è avvenuto all’inizio dei suoi studi musicali? </strong></em><br />
È stato durante il mio secondo anno al Conservatorio.<br />
<strong><em>E quindi le disse “Mozart, Mozart, Mozart” dandole la giusta dritta ma sapeva che lei sarebbe diventato un bravo tenore belcantista?..</em>. </strong><br />
Non credo&#8230;<br />
<em><strong>Allora si stava assicurando che lei si prendesse cura della sua voce? </strong></em><br />
Ai suoi occhi, stava cercando di mettermi sulla strada giusta. A 22 anni, se non hai la voce di  Del Monaco non hai niente a che spartire con Puccini.<br />
<em><strong>Del Monaco aveva già quella voce a 22 anni? </strong></em><br />
Credo di si, era una forza della natura&#8230; Non so, credo.<br />
<em><strong>Sa che esiste un paragone che la riguarda che trovo incredibile a pensarci, stessa opera, ma sesso diverso, con Joan Sutherland&#8230; nel 1959&#8230;</strong></em><br />
Si, so di cosa parla&#8230;<br />
<em><strong>Lei rivoluzionò il bel canto con Lucia di Lammermoor e 50 anni dopo, nel 2009, lei ha ridefinito lo stile belcantistico maschile, sempre in Lucia di Lammermoor, nel ruolo di Edgardo&#8230; </strong></em><br />
In un certo senso, lei ha cambiato l’intera epoca, a suo modo. Fu la prima a cantare il belcanto con voce piena e fu qualcosa di speciale, di rivoluzionario, rispetto al canto a fil di voce<em>&#8230;<br />
</em><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-32906" title="MANON-Beczla-Pittsinger2255a-L" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/04/MANON-Beczla-Pittsinger2255a-L-133x200.jpg" alt="" width="133" height="200" /><em>Questo è ciò che lei sta facendo. </em></strong><br />
Direi che ci sto provando&#8230;<br />
<em><strong>Joan Sutherland diede, in un famoso video, la sua definizione di canto in termini di tecnica di canto in termini di “respirazione, supporto, proiezione”&#8230; </strong></em><br />
Certo, certo&#8230; ma io aggiungerei una cosa a questa importantissima definizione: immaginazione. Il canto è come un tavolo&#8230; due gambe non sono abbastanza, per mantenere stabile il tavolo c’è bisogno almeno di tre gambe. Se ce n’è una quarta, è anche meglio. Anche troppe non vanno bene. Essenzialmente, il canto è proiezione, supporto, respirazione e&#8230; immaginazione. Prima devi immaginare per poi averne l’idea: che cos’è la mia voce? Come posso costruirla e poi iniziare a ad utilizzarla senza l’immaginazione? È un compito davvero durissimo perché devi creare lospazione con la tua voce ed è davvero dura.<br />
<em><strong>Può spiegare meglio questa sua idea? </strong></em><br />
Ciò che studio col mio insegnante Dale Foundling è che l’idea della mia tecnica sia molto “immaginabile”. Come posso spiegarlo? <strong>In primo luogo bisogna immaginare ciò che si sta facendo&#8230;  visualizzare la propria voce, il proprio tono, e poi cantare.</strong> È il miracolo del cantante naturale: niente tecnica, voce divina. Perché? Perché viene naturale, i cantanti naturali sanno esattamente come cantare. Col passar del tempo perdono questa voce naturale, perché la verità è che i diversi ruoli rendono complicato seguire questo approccio, questa freschezza di sentimento e di immaginazione. Ma agli inizi è davvero qualcosa di speciale. L’idea di tecnica è effettivamente quella di partire da questo punto in cui la voce ha un suono naturale ed essere capaci di usare la voce naturale in ruoli diversi e con stili diversi&#8230; ed è davvero una cosa speciale. Cantare senza una strutturazione è impossibile&#8230; Voglio dire: se sei un cantante, non devi cercare di cambiare qualcosa che non si può comunque cambiare. Bisogna innanzitutto trovare questo punto naturale. Alcuni cercano di tirar fuori la voce, ma non succede nulla perché la voce non esiste in quel momento&#8230; ed è un problema!<br />
<object width="560" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/H-QvLt-6k6s?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="560" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/H-QvLt-6k6s?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object><strong><em><br />
Per la proiezione? </em></strong><br />
Certo, deve riguardare quanto posso spingermi in là col mio canto, fino a dove riesco a proiettare la mia voce&#8230; dipende dal repertorio. <strong>Quando canto Mozart, non ho bisogno della stessa notevole proiezione che serve per Puccini o per il belcanto o per Verdi perché la musica è eccellente, più pura. Ci vuole un insieme di molte, molte cose.</strong> Quando si inizia con la proiezione e il supporto si ha una spazio che si sente nella voce. Senza questo compromesso, il canto sarebbe come stare immobili o rincorrere qualcosa che&#8230; scompare continuamente. Capisce cosa intendo? Come un coniglio, ora lo vedi, ora non lo vedi più&#8230; come un’illusione! Il problema dei giovani artisti è che non vogliono spendere molto tempo nel creare la loro carriera. So di cosa parlo perché sono uno di quei cantanti, non l’unico naturalmente, che hanno percorso tutto il cammino dal fondo fino alla cima, dove mi trovo ora&#8230;<strong> Fare questo genere di gavetta, partendo dal basso e passando per tutti i livelli, prende davvero del tempo.</strong> Certi grandi colleghi hanno cantato per 20/25 anni in grandi teatri. Quando tengo dei master-classes dico ai giovani: “hai una gran voce, ma prenditi il tuo tempo, il ruolo dei tuoi sogni sarà anche Tristano, ma fra qunidici anni. Hai la voce adatta, ma se non fai così, impiegando circa dieci anni per sviluppare la tua voce, la tua personalità e tutto il resto, non arrriverai mai a cantarlo&#8230; e forse il mondo dell’opera perderà uno dei migliori Tristano che abbia mai avuto!” L’equilibrio fra tempo e tecnica è tutto.<br />
<em><strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/04/MANON-Beczala-Netrebko1348a-L.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-32903" title="MANON-Beczala-Netrebko1348a-L" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/04/MANON-Beczala-Netrebko1348a-L-290x193.jpg" alt="" width="290" height="193" /></a>Figure del passato? Può nominarmi alcuni dei suoi cantanti di riferimento?</strong></em><br />
Ce ne sono tantissimi, alcuni rinomati&#8230;<strong> Tito Schipa, Georges Thill per il repertorio francese, Fritz Wunderlich, Jussi Bjorling&#8230; andando ancora più indietro nel tempo, Jean de Reske.</strong> Tutti quei cantanti hanno impiegato del tempo per studiare. Il problema oggi è che la gente pensa che essere famoso sia più importante dell’essere un buon cantante. Le due cose possono anche coesistere, se però prima di tutto sei un cantante lirico e poi una celebrità. Ciò che la gente si aspetta oggi dalle celebrità è del tutto incompatibile con l’essere un cantante d’opera&#8230; Un buon cantante è come un atleta. Devi essere fresco, concentrato, attento al tuo lavoro, rilassato ed equilibrato&#8230; che è realmente difficile.<br />
<em><strong>Come si tiene in forma?</strong></em><br />
Non vado pazzo per il jogging e cose simili. Gioco un po’ a golf d’estate. Cammino un po’. a volte vado in palestra, a volte in piscina anuotare, ma non sono un fanatico dello sport. essere equilibrati è tutto. Anche nella dieta. Ho perso 13 chili due anni fa, in particolare per il ruolo di Romeo, e mantenermi in forma è importante per me ora. È importante avere un certo controllo sulla propria vita. Ma senza impazzirci. Fare quel tanto che si può, seguire un progetto. Non necessariamente giorno per giorno, ma più anno per anno.<br />
<em><strong>Ci sono dei ruoli in cui si identifica più che in altri?</strong></em><br />
L’Eroe Romantico, forse&#8230; Lensky, Werther, Romeo&#8230; ma naturalmente, in questo tipo di repertorio, il compositore già ti dice, in maniera specifica e precisa, come cantare il ruolo e come recitare il personaggio. Faust è una sfida molto grande: riuscire a creare l’illusione del vecchio e del giovane Faust, due età differenti per uno stesso personaggio. Il mio vocal coach mi ha insegnato di non preoccuparmi della bellezza della voce nel prologo. Pensare al colore in quel punto è completamente sbagliato&#8230; è dopo che bisogna preoccuparsene. In un paio di anni le mie scelte cambieranno, col cantare nuovi ruoli. In questo preciso momento, mi godo il fantastico privilegio di cantare i ruoli che vanno bene per la mia voce, per il mio personaggio. Beh, forse Rigoletto non si addice esattamente al mio personaggio&#8230;<br />
<em><strong>Si, mi stavo chiedendo proprio di Rigoletto, dato che è un po’ un bastardo, no? </strong></em><br />
Si, è un bastardo. Ma, paradossalmente, lo devi apprezzare per questo&#8230;<br />
<em><strong>Lei è riuscito ad imparare così tanti ruoli&#8230; </strong></em><br />
Non poi così tanti!<br />
<em><strong>Quanti ne potrebbe interpretare se fosse chiamato domani a sostituire qualcuno? </strong></em><br />
Ok, diciamo&#8230; quindici.<br />
<em><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-32904" title="MANON-Beczala-Netrebko2118a-L" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/04/MANON-Beczala-Netrebko2118a-L-138x200.jpg" alt="" width="138" height="200" />Non è certo poco!</strong>&#8230; </em><br />
Niente a confronto con Placido Domingo&#8230; un nulla. Sa, in passato, quando ho iniziato, era molto più difficile in un certo senso perché a Linz ero in otto nuove produzioni a stagione. Quello era davvero difficile, imparare sei o sette ruoli in un anno. Oggi è più complicato. Quand’ero a Linz, ho cantato molti ruoli, piccoli, medi, grandi, ma non c’era molta pressione.Se stasera debuttassi in una nuova produzione a Parigi, Londra o al Metropolitan, dietro ci sarebbe un tipo di dedizione al ruolo totalmente diverso&#8230; è complicato in maniera diversa. Non voglio dire che non fossi preparato a dovere quand’ero a Linz. Lo ero. Ma ora tutti si aspettano che io approfondisca molto il ruolo. Mi ci vuole del tempo per la preparazione. Ho cominciato con Des Grieux 17/18 mesi prima, leggendo la letteratura a riguardo, ascoltando diverse registrazioni di specialisti di questo repertorio, di questo stile. Specie perché oggi, se sbagli a cantare una nota, sai che stanno registrando un HD e un DVD, e un anno dopo sarà sul mercato&#8230; e non puoi tornare indietro. Ormai il danno è fatto.<br />
<em><strong>Ho visto che il suo album di arie slave per Orfeo ha raggiunto la cima dei dodici migliori recital su cd nell’edizione di gennaio di Opera News&#8230; congratulazioni! </strong></em><br />
Si, è stata una bella soddisfazione, assolutamente, perché è stato tutto così inaspettato&#8230; specie perché l’ho registrato per un’etichetta minore che non ha le strategie di marketing di una major&#8230;<br />
<em><strong>Forse, grazie a lei, presto diventerà anch’essa una major&#8230;</strong></em><br />
Mi piacerebbe. La ragione per cui lavoro con loro è perché mi danno molta libertà nella scelta del repertorio, dell’orchestra, location della registrazione&#8230; L’esperienza in sé è stata diversa, molto speciale. È il nostro bebé. Abbiamo davvero pensato alla drammaturgia della registrazione, a come le persone l’avrebbero ascoltata, agevolando loro l’approfondimento di questo particolare repertorio, la scoperta di nuove cose&#8230;<br />
<em><strong>Forse finirià anche per incoraggiare i teatri a mettere in cartellone il repertorio slavo&#8230;</strong></em><br />
Infatti, è anche un mio fine questo: far sì che questo disco apra nuove strade per questo repertorio.<br />
<em><strong>Che cosa mi racconta delle sue partner? Il DVD di Lucia di Lammermoor con Anna Netrebko haavuto un grande successo.  Siete fantastici insieme&#8230; aiuta sentirsi a proprio agio con una partner? </strong></em><br />
Non ho nessun problema con nessuna partner. Penso che tutti i miei colleghi possano dire che in questo senso sono una persona con cui è facile lavorare, forse una volta o due ci sono stati dei problemi, ma normalmente non ce ne sono mai. Naturalmente, se si ha una partner come&#8230; lei ti mette completamente a tuo agio, è molto concentrata su quel che fa, molto professionale e d una brava persona. Ci conosciamo dal 2004 o dal 2005, quando cantammo <em>Rigoletto</em> a Londra. Quella è stata la nostra prima volta insieme e sa&#8230; funziona perché lei è molto credibile quando recita il suo personaggio, non recita “la Netrebko” o altro, è concentrata sull’interpretazione del personaggio ed è davvero piacevole, lei ama cantare. Per me, è la cosa più importante.<br />
<em><strong>Due cantanti che davvero si ascoltano l’un l’altro? </strong></em><br />
Certo che si! Guardi, un feeling positivo è molto importante.<strong> Perché il partner ti deve piacere sul palco&#8230; davvero. È qualcosa di molto speciale.</strong> Cerco di creare una connessione con ogni partner sul palco&#8230; tutti quelli con cui canto. Cerco davvero di dar vita al personaggio. <strong>Il mio Alfredo ama Violetta.  Il mio Rodolfo ama Mimì&#8230; sa com’è, ed è davvero qualcosa di molto speciale.</strong> Direi anche che i sentimenti personali sono del tutto inaccettabili sul palco&#8230;<br />
<em><strong>Quando si cala in un personaggio, fa ricorso ai suoi sentimenti personali per identificarsi con esso, come si fa nella recitazione&#8230; qual è il suo metodo? Pensa alle sue esperienze personali e cerca di metterle in gioco? </strong></em><br />
Non così tanto&#8230; bisogna tenere la vita privata lontana dal palco&#8230; Mi concentro sui movimenti&#8230; per esempio, quando studiavo Faust <em>(</em><em>si alza in piedi e imita un uomo anziano con la spalla curva)</em>, analizzavo i movimenti degli anziani&#8230; mi concentro di più sui dettagli visivi. Cerco di trovare dei modi per restare nel personaggio. Per i sentimenti è molto più facile perché sono già nella musica. Se si fa dell’altro, si commette un errore&#8230; penso. Non c’è niente di peggio nell’opera quando l’isteria si sostituisce all’eccitazione&#8230; non va affatto bene perché finisce con l’influenzare il canto, non c’è niente di peggio di un cantante isterico&#8230;. orribile, orribile!<br />
<em><strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/04/MANON-Netrebko-Beczala2372a-L.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-32908" title="MANON-Netrebko-Beczala2372a-L" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/04/MANON-Netrebko-Beczala2372a-L-290x193.jpg" alt="" width="290" height="193" /></a>Lei si è espresso molto francamente sui registi che si vedono come il “modus vivendi” dell’intera operazione e lasciano i cantanti ed anche il pubblico fuori da ogni considerazione. Chi sono i registi con cui è stato interessante lavorare? </strong></em><br />
Prima di tutto, devo essere più preciso: non ho alcun problema con le rappresentazioni moderne. <strong>Il mio unico problema è con quei registi che non amano l’opera eppure continuano a farla.</strong> Il mio problema è sapere che queste persone odiano l’opera pur costruendosi la loro carriera grazie ad essa. La odiano, non amano il canto, non amano l’opera, eppure la fanno&#8230; è davvero orribile! ma ribadisco di non avere problemi con le rappresentazioni moderne. Per esempio, ho lavorato a New York in <em>Romeo et Juliette</em> con Guy Joosten. È stato meraviglioso! Era una ripresa  di una produzione del 2005, ma lui ha aggiuntodei  dettagli moderni. Quando si lavora con Guy si vede sin dall’inizio che lui ama l’opera e non crea problemi. Posso discutere con lui. Non lo puoi fare con uno che arriva con una tabella di marcia, con un  “modus operandi” come dice lei, per salvare quell’opera “orribile”! Non conosco il regista che ha diretto l’ultima<em> Traviata</em> a Vienna. Ho solo letto le recensioni e un paio di interviste in cui questa persona sembra che stia salvando la Wiener Staatsoper creando un nuovo, meraviglioso e altamente artistico modo di fare opera. Se fosse così, andrebbe anche bene, ma nella maggior parte delle volte sono solo disastri. Quando creano delle nuove produzioni che mal si adattano alle opere di repertorio, noi cantanti non possiamo farci nulla. Capisce cosa voglio dire? Prenda opere come <em>Traviata, Bohème, Ballo in</em> <em>Maschera</em> o <em>Il Flauto Magico</em>, ce n’è una in ogni teatro per ogni stagione. È un repertorio imprescindibile. E se i teatri non ne mettono in scena una versione realmente buona, è un problema. Non è divertente cantarle o semplicemente replicare sul palco le indicazioni della regia. Io voglio creare il mio personaggio. Lavoro per il  pubblico. E questi registi d’opera spesso lavorano solo per loro stessi&#8230; non per il pubblico.<br />
<em><strong>Perché ci dev’essere sempre qualcosa di nuovo? Perché le produzioni di successo non vengono riproposte per più tempo? </strong></em><br />
Non so&#8230; Capisco i manager dei teatri. Cercano di mettere in scena nuove produzioni. Li capisco: è una ventata di aria fresca&#8230; ma si parliamo di equilibrio. È semplice farlo a Zurigo dove hai tredici nuove produzioni all’anno. Se fai cinque cose iper-moderne, ne hai comunque otto classiche. Ma se lo fai ad Amburgo o a Berlino, su cinque produzioni, quattro sono moderne. Iper-moderne. Non c’è equilibrio in quel caso ed è il modo migliore per allontanare il pubblico dall’opera. Spesso parlo con la gente dopo le esibizioni, mi prendo il mio tempo, a volte resto per mezz’ora  a parlare. Ci sono molte persone che amano veramente l’opera e non solo fanatici appassionati dell’opera tradizionale. Se assistono ad una produzione realmente entusiasmante, pur con una messa in scena moderna, l’apprezzano. Ma ciò non accade abbastanza spesso.<br />
<em><strong>Il pubblico tradizionale sta cambiando grazie a internet ormai. Cosa si puà fare in concreto per attirare le nuove generazioni? </strong></em><br />
Penso che si possano abbassare i pressi dei biglietti di certi ordini di posti, tipo la galleria. Secondo me, è possibile riservare 200 biglietti e destinarli agli studenti e ai giovani, come 20 o 30 anni fa, cosicché possano andare all’opera.<br />
<strong><img class="alignleft size-medium wp-image-32909" title="MANON-Netrebko-Beczala2410a-L" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/04/MANON-Netrebko-Beczala2410a-L-142x200.jpg" alt="" width="142" height="200" /><em>Lei riusciva andare a vedere l’opera con quel sistema quand’era studente?</em></strong><br />
Ho iniziato attorno ai 19 anni, fu allora che andai per la prima volta all&#8217;opera.<br />
<em><strong>Che opera era? </strong></em><br />
Era l’<em>Elisir d&#8217;amore</em>&#8230; e non ricordo chi fosse il tenore, il che significa che o era pessimo oppure aveva una voce modestissima e non riuscivo a sentirlo. Non so perché ricordo benissimo il soprano, ma non ricordo il tenore&#8230;<br />
<em><strong>Sentiva già l&#8217;attrazione del palcoscenico? </strong></em><br />
Mi affascinava la voce. Ricordo di essere stato affascinato dalla voce sin da bambino. Che suoni può produrre la voce! I cantanti sono dotati di questo talento estetico! La bellezza della voce è sempre stata affascinante. Naturalmente, quando ho cominciato a cantare nel coro, il suono era differente&#8230; Non sapevo cantare, mi limitavo ad emettere suoni (<em>ride</em>). Ma era comunque divertente ed è stato parte del mio sviluppo&#8230;<br />
<em><strong>Lei ha parlato piuttosto spesso del suo lavoro con Dale Foundling, il suo vocal coach&#8230; </strong></em><br />
È un insegnante, in effetti. Coach non è l’espressione più giusta. Ogni teatro dell’opera ha due o tre vocal coach, ma c’è un solo Dale Foundling&#8230;<br />
<strong><em>Mi piacerebbe sentirle parlarne&#8230; del modo in cui si fida e accetta il consiglio di qualcuno con cui lei ha una relazione lavorativa..</em>. </strong><br />
Sa, sono stato molto fortunato, ho conosciuto Dale durante la mia prima stagione a Linz. A queltempo, lavorava come pianista al Mozarteum e allo stesso tempo dava lezioni private. Avevo capito che la tecnica che avevo in quel momento non andava bene. Avevo bisogno di qualcosa, di qualcuno&#8230; Ero un tenore corto, senza alti, e dovevo far qualcosa. L’ho conosciuto e all’inizio è stata davvero difficile&#8230; la mia prima lezione, ricordo, si è basata su una sola frase (<em>canta l’apertura di Don Ottavio, “Il mio tesoro intanto</em>”), solo questa, per un’ora&#8230; se lo immagina?<br />
<em><strong>Questo tipo di tecnica, questa filosofia di canto, dato che non è solo tecnica o canto, è universale.</strong></em><br />
E la gran cosa, una delle cose più grandi riguardanti Dale, è che lui non è un cantante. Ciò significa che lui ti ascolta come un insegnante, non come un cantante, senza esitazione, senza dirti: “Beh, io lo faccio in questo modo, qual’è il problema?”. Ogni cantante, o meglio non <span style="text-decoration: underline;">tutti</span> i cantanti, ma la maggior parte dei cantanti che insegnano cercano nella loro voce la soluzione ad un eventuale problema&#8230; quando insegno (ogni tanto mi chiedono di dare dei master-class), <strong>non insegno com’è che canto, insegno come mi piacerebbe cantare&#8230; il modo ideale. Dato che nessuno è perfetto, come ben sa. Sono anche umano.</strong> nessuno è perfetto. Naturalmente, i cantanti sul palco devono dimostrarsi sicuri, sapere cosa stanno facendo. E per essere davvero sicuri, necessitano di una buona tecnica per poter cantare. È la responsabilità che si ha in quanto cantanti. Ma se si alvora con altri, creando con loro, aiutandoli, non puoi insegnar loro cosa fai tu, perché non sei perfetto. Potresti insegnare delle cose sbagliate, passare i tuoi problemi, i tuoi complessi. È una responsabilità enorme&#8230; Ho lavorato con Dale per 19 anni già, o 18 anni e mezzo, e i primi quattro sono stati davvero, davvero durissimi. Ci vedevamo ogni fine settimana e ho speso metà dei miei soldi in lezioni di canto. Dopo, abbiamo incominciato a vederci forse una volta ogni due mesi e poi c’è stata una pausa per i due anni che sono stato a Zurigo. Ma spesso abbiamo studiato ogni mio nuovo ruolo insieme&#8230;<br />
<em><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-32910" title="MANON-Netrebko-Beczala2696b-L" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/04/MANON-Netrebko-Beczala2696b-L-153x200.jpg" alt="" width="153" height="200" />Il suo approccio è molto intelligente e non molti ne parlano con tanta franchezza&#8230;</strong></em><br />
A volte mi meraviglio che i miei colleghi, i miei partner lavorativi non la pensino così perché tutti hanno problemi nella voce. Sa, può essere modesta o proprio piccola, come una qualsiasi parte del corpo, ma se non si fa nulla a riguardo, può annientarti&#8230;<br />
<em><strong>La natura del &#8220;canto  legato&#8221;. Potrebbe parlarne?</strong></em><br />
Mi piacerebbe paragonarlo a qualcosa al di fuori del canto, benché sappiamo essere essenziale alla tecnica di canto&#8230; è come quando si pagaia in canoa o quando si va in kayak. Se si ha una buona tecnica, è facile e si va avanti tranquillamente. Quando non lo si sa fare, ci si agita, perché (<em>si muove da sinistra a destra</em>) è come trovarsi in una secca&#8230; cantare è la stessa cosa.<strong> Non si tratta solo di allungare le vocali e accorciare le consonanti&#8230; secondo me, si tratta&#8230; come posso descriverlo&#8230; non perdere la “corrente principale” della propria voce</strong>. Se si vuole avere il legato nella propria voce, bisogna ridurre le spinte da sinistra e da destra che arrivano dal testo. Naturalmente, per far ciò uno non deve per forza essere un cantante d’opera. Perché fra i cantanti di legato possiamo nominare anche persone come&#8230; Frank Sinatra o Tom Jones, o altri, chiunque capisca veramente il canto. Canto significa legato, non sono due cose separate. Se non si sa usare il legato, non si sa cantare, perché cantare significa mettere insieme due piccoli toni in un fraseggio&#8230;<br />
<em><strong>Quando ascolto il suo legato, penso che ogni nota sia al posto giusto nel fraseggio&#8230; </strong></em><br />
È la corrente principale di cui dicevo prima!<br />
<em><strong>Quando si esibisce, lei pensa al culmine di ogni fraseggio?</strong></em><br />
Non proprio&#8230; Lo conosco, l’ho studiato, mi ci sono esercitato, ma quando canto sul palco è troppo tardi per pensarci&#8230; è già accaduto&#8230; posso esercitarmici, ma sul palco non pensi all’appoggio e al posto della tua voce, è già successo nella preparazione, nel riscaldamento prima dell’esibizione. Ed è una cosa che raccomando vivamente ai giovani, cantano troppo mentre cantano. Invece di pensare prima di cantare, provano a pensare mentre cantano, è troppo tardi&#8230; è semplicemente troppo tardi! <strong>È come quando si gioca a golf&#8230; se vuoi colpire la pallina, devi pensarci prima&#8230; e nel momento in cui fai partire la mazza, lascia semplicemente che accada&#8230; e poi finisci! Finire il fraseggio ti dà la possibilità di iniziare il fraseggio successivo allo stesso livello.</strong> Ciò ti da un senso ancora maggiore del legato, legato nei grandi fraseggi. Non perdere la “corrente principale”. Nel caso del legato, è un tono insieme all’altro, in caso di grandi distanze, un fraseggio finisce dove un altro inizia. Ciò ti dà una direzione. Naturalmente, a volte, il compositore scrive qualcosa di diverso perché una storia è finita. Ma questà è la regola basilare. A volte complichiamo le cose più semplici se non seguiamo queste regole.<br />
<strong>Si può anche paragonare alla guida&#8230; la scioltezza nel cambiare le marce: questo è il legato.</strong> Bisogna impararlo. Vale tanto per il canto quanto per la guida. Certo, la gente si crede più furba: inventa il cambio automatico. Ma anche il sistema del cambio automatico è stato costruito. Sa a cosa mi riferisco&#8230; guido una vecchia auto, davvero d’annata, ed è davvero difficle cambiare le marce.. non è facile! È una macchina sportiva, bisogna essere molto precisi&#8230; respiro-appoggio-proiezione-immaginazione, sono tutti componenti del sistema di cambio del canto&#8230; è facile se si comprendono innanzitutto le parti del canto. Dopodiché, è facile anche mettere in pratica questo sapere. Naturalmente, non si finisce mai, perché se fai bene qualcosa, nuovi problemi arrivano in continuazione. Questo tipo di tecnica lo chiamo multi-dimensionale. Quando non ci pensi, le cose accadono solo ad un livello. Non va affatto bene e può annientare anche una voce meravigliosa. Bisogna trasformare il pensiero univoco, piatto e rinforzare gli aspetti positivi del proprio canto. Questo è il processo di apprendimento del canto.<br />
<em><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-32911" title="MANON-Netrebko-Beczala3050a-L" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/04/MANON-Netrebko-Beczala3050a-L-290x193.jpg" alt="" width="290" height="193" />Lei pensa molto al &#8220;rubato&#8221; quando canta?</strong></em><br />
Si, fa parte dello stile. E litigo con qualsiasi direttore d’orchestra che cerca di adeguare tutto al metronomo perché la musica è vita. Non se ne parla nemmeno&#8230; Maestro, se vuole che io mi limiti a cantare a tempo, non ho bisogno di lei. C’è musica in cui si usa pochissimo rubato, come Mozart, del periodo classico, e musica piena di rubato come Verdi, Puccini o il repertorio belcantistico. Questa musica è scritta per la voce umana e la voce umana non è una scienza esatta. <strong>La voce umana non è uno strumento in sé, è il rubato che le dà vita. Lo amo, Lo amo. Un esempio estremo è il Maestro Santi.</strong> cantare con lui è davvero significativo. A volte è molto preciso, molto concreto ed è in quel momento che puoi produrre qualcosa di meraviglioso.<br />
<strong>In Wagner, non c’è molto spazio per il rubato perché è tutto scritto.</strong> <strong>Ma quando Verdi scrive um-pah-pah, um-pah-pah, include il rubato nel fraseggio. Pensi al sestetto di Rigoletto (<em>canta</em>): “Bella figlia dell’amore&#8230;plom, plom, plom.”</strong> Ora, limitarmi a cantarlo così è noioso per me. Ci è voluta la genialità del compositore per metterlo su carta. I grandi compositori italiani e francesi davvero si preoccupavano di come la gente avrebbe cantato. Verdi pensava ai suoi cantanti e a come far sì che non commettessero errori. Lui sapeva che il tenore ha problemi a scendere con la voce. Quindi per evitare un eccessivo ricorso al portamento, inserisce dei tenuti nel verso, non tanto per i tenuti in sé, ma più per evitare i portamenti&#8230; è davvero geniale. <strong>Nel rubato, tutto è presente nella scrittura ed è anche connesso con la tecnica.</strong> Per ogni portamento che scende, devi far salire un pò il tuo appoggio. Devi pensarci bene per preparare questo effetto. Altrimenti muore, muore&#8230; nel golf significa che la tua palla se ne va sempre a destra&#8230; e non raggiungi mai il green.<br />
<em><strong>Può essere difficile per un insegnante aiutare un cantante a trovare la sua voce autentica? </strong></em><br />
I giovani spesso hanno solo cinque toni in tutto, il resto è robaccia e devi quindi selezionare e costruire su quel che hai. È un lavoro immenso. <strong>Riconoscere la voce prima di tutto. Che cosa accade quando un tenore canta da baritono? Forse non faticherà molto. Forse all’inizio la qualità sarà anche buona. Per lui Sol Bemolle o Sol non è un problema. Ma dopo 10 o 15 anni di canto</strong>, quando la struttura naturale della sua voce cambia necessariamente, che è normale, tutto ciò che ha imparato scomparirà e non ci sono vie di scampo. È tragico! È importante comprendere e riconoscere la vera voce. Sono certo che se fossi nato in Germania, sarei stato un baritono. Ne sono certo al 100%, perché non avevo le note alte e quelle basse erano ottime. Posso ancora cantare da baritono, ma non con la stessa qualità. L’essenza del canto lirico e dell’insegnamento è il trarre le migliori qualità possibili dalla voce. Ed ecco che torniamo a Joan Sutherland che iniziò come soprano drammatico senza sfumature di coloratura, ma aveva qualcuno al fianco che la spingeva a provare cose nuove. Se si ha il coraggio di farlo e ci si concede il tempo necessario, si può essere dei vincenti.<br />
<em>Foto Ken Howard/Metropolitan Opera<br />

<a href='http://www.gbopera.it/2012/04/intervista-con-il-tenore-piotr-beczala/manon-beczala-netrebko0533a-l/' title='MANON-Beczala-Netrebko0533a-L'><img width="70" height="70" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/04/MANON-Beczala-Netrebko0533a-L-70x70.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="MANON-Beczala-Netrebko0533a-L" title="MANON-Beczala-Netrebko0533a-L" /></a>
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<br />
</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Intervista a Nir Kabaretti</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Mar 2012 23:58:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Festa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Nir Kabaretti]]></category>

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		<description><![CDATA[Direttore della californiana Santa Barbara Symphony Orchestra, già assistente di Zubin Mehta che lo definì d’“immensa musicalità e calorosa personalità”, con un’ intensa attività in ambito sinfonico, nell’opera e nel balletto, sarà all’Opéra de Lausanne, con il  Falstaff verdiano, in scena dal 23 al 28 marzo 2012. Nel suo attivo spiccano le collaborazioni con eminenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/03/IMG_0417.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-32394" title="IMG_0417" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/03/IMG_0417-280x289-custom.jpg" alt="" width="280" height="289" /></a>Direttore della californiana Santa Barbara Symphony Orchestra, già assistente di Zubin Mehta che lo definì d’“immensa musicalità e calorosa personalità”, con un’ intensa attività in ambito sinfonico, nell’opera e nel balletto, sarà <strong>all’Opéra de Lausanne,</strong> <strong>con il<em>  Falstaff</em> verdiano<em>,</em> in scena dal 23 al 28 marzo 2012.</strong> Nel suo attivo spiccano le collaborazioni con eminenti solisti quali Itzhak Perlman e Lang Lang e importanti compagini del calibro della Israel Philarmonic Orchestra, le Orchestre del Maggio Musicale Fiorentino, dell’Opera di Roma, del Carlo Felice di Genova, l’Orchestre National du Théâtre du Capitole de Tolouse, la Tokyo Philarmonic Orchestra e l’Orquestra Filarmónica de Gran Canaria.<br />
<strong><span id="more-32386"></span>Siamo ormai alla vigilia dell’anno verdiano 2013. La scelta di un titolo come Falstaff cosa significa per un direttore? Come si rapporta con questa partitura che fu il testamento artistico del compositore italiano più osannato al mondo? </strong><br />
Falstaff è un testamento sui generis, lo definirei un “nuovo testamento” rispetto alle opere di Verdi che ho affrontato in precedenza sia come assistente che come direttore. Falstaff non contiene in blocco il  patrimonio musicale di Verdi come un tradizionale testamento dovrebbe fare, ma è invece un’opera totalmente innovativa sia per forma che per stile. Per un direttore è una sfida enorme confrontarsi con la saggezza musicale del grande maestro e rendere al meglio la  complessità di questo dramma musicale.<br />
<strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/03/detail_userimages_33649_0.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-32438" title="detail_userimages_33649_0" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/03/detail_userimages_33649_0-141x200.jpg" alt="" width="141" height="200" /></a>Nel cast del Falstaff di Losanna troviamo <a href="http://www.opera-lausanne.ch/fr/spectales/saison-2011-2012/detail-spectacles/falstaff.html" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.opera-lausanne.ch');">nomi prestigiosi.</a> Qual è il suo metodo di lavoro con i cantanti? </strong><br />
Ho veramente un ottimo cast con due baritoni eccezionali. Nelle prove cerco sempre di valorizzare le vocalità dei singoli interpreti, sincronizzandole con le mie idee musicali, nel rispetto della partitura. In Falstaff, trattandosi di una commedia, la scrittura non è sempre e solo belcantista, ci sono molte suggestioni che scaturiscono dal testo e che Verdi realizza con effetti particolari.<br />
<strong>Con il regista Arnaud Bernard quale lavoro sta portando avanti soprattutto da punto di vista dell’introspezione psicologica dei personaggi che in questa opera sappiamo essere particolarmente fine. </strong><br />
E’ un piacere lavorare con un regista con una preparazione musicale come quella di Arnaud  Bernard: il suo lavoro è inteso a sottolineare la parte drammatica della musica, con una precisione sugli accenti musicali che gli deriva dalla sua formazione come violinista. La sua regia è ricchissima e richiede una concentrazione particolare da parte dei cantanti sempre impegnati nella  recitazione sia mentre cantano che nelle controscene.<br />
<strong>Cosa ama particolarmente del capolavoro in questione? </strong><br />
La musica è splendida, ci sono delle pagine sinfoniche di rara bellezza. Questa è la terza opera di Verdi d’ispirazione shakespeariana che ho l’occasione di studiare e posso dire che in Falstaff il rapporto testo musica arriva ad essere della massima omogenieità e perfezione: ci sono tutti gli effetti della commedia realizzati in modo mirabile, le risate, la caricatura della gelosia di un marito e la tipizzazione in genere dei vari caratteri. E’ sublime come Verdi riesca ad essere innovativo in senso musicale e drammatico anche ricorrendo a forme antiche come la fuga del finale.<br />
<strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/03/Concert-17.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-32393" title="Concert-17" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/03/Concert-17-133x200.jpg" alt="" width="133" height="200" /></a>Portando in scena un’opera italiana in uno stato estero, sente su di sé medesimo il peso della tradizione operistica della scuola italiana? </strong><br />
Assolutamente! Sono molto fortunato di avere vissuto molti anni in Italia lavorando al Maggio Musicale Fiorentino dove ho visto l’opera italiana realizzata da grandi maestri, e posso far tesoro di quest’esperienza. Fra l’altro mi sono avvicinato alla cultura italiana proprio attraverso le opere di Verdi.<br />
<strong>In Italia i teatri faticano per la sopravvivenza. Lei quale idea si è fatto di una tale situazione? E come la vive? </strong>Purtroppo i teatri italiani si sono adagiati sulla certezza e sulla comodità dei fondi pubblici purtroppo questa realtà è drasticamente cambiata e serve in breve cambiare la mentalità, cercando un tipo di gestione più manageriale accompagnata da una programmazione ed un marketing realmente efficienti in termini di cassa. Accanto a questo ha importanza vitale lo sviluppo del fundraising presso le aziende e i privati. In fin dei conti se guardiamo alla storia del teatro dall’antichità ad oggi vediamo che i finanziamenti pubblici sono soprattutto appannaggio del XX° secolo mentre ha sempre avuto peso fondamentale il mecenatismo delle élites.<br />
<object width="420" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/zfP82ovTpso?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="420" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/zfP82ovTpso?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object><strong><br />
Considerate le sue intense attività fuori l’Italia, quale idea si è fatto della gestione dei teatri tra i vari Paesi? </strong><br />
Noto che nei teatri italiani c’è una sorta di concorrenza ad accaparrassi il grande nome da mettere il cartellone. Nei teatri europei in genere si producono più titoli e in genere la direzione delle repliche viene affidata agli assistenti, garantendo al contempo un risparmio al teatro e la possibilità per dei giovani di fare esperienza.<br />
<strong>Negli Stati Uniti d’America, dove lei attualmente dirige la Santa Barbara Symphony, come vengono finanziate le attività di una simile istituzione culturale?</strong><br />
In America anche le maggiori istituzioni culturali (come anche molti servizi pubblici), sopravvivono grazie ai fondi privati, costituiti da donazioni, versamenti da parte di fondazioni o contributi in servizi offerti all’organizzazione.  Si crea una reale affezione che va oltre al semplice contributo economico: chi investe nei teatri si sente coinvolto in prima persona, ha tutto l’interesse che l’istituzione culturale non fallisca e s’impegna a coinvolgere altre persone che possano ugualmente partecipare. Un profilo molto importante è la possibilità di detrarre le donazioni alle organizzazioni non-profit dalla dichiarazione dei redditi.<br />
<strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/03/1Nir_Kabaretti_8_med.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-32440" title="SB Symphony - Salute to the Arlington - Nir Kabaretti 5/10/08" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/03/1Nir_Kabaretti_8_med-157x200.jpg" alt="" width="157" height="200" /></a>I giovani affollano le platee? Quali sono le iniziative della vostra orchestra per attirarli alla musica sinfonica? </strong><br />
Come ovunque nel mondo la maggior parte del pubblico ha i capelli bianchi, ma in U.S.A. si fanno tante iniziative per educare alla musica e coinvolgere i più giovani a partire dagli allievi delle scuole elementari, tramite matinée con programmi a tema che diano loro la possibilità di conoscere e riconoscere le peculiarità degli strumenti e delle varie sezioni dell’orchestra. Queste iniziative riscuotono enorme successo ed è un peccato che non se ne facciano di più anche in Italia, dove per lo più si offrono alle scuole inviti alle prove aperte dei concerti sinfonici o biglietti ridotti per le rappresentazioni, senza che ci sia dietro una reale preparazione all’evento che consenta di fruirne a pieno. In questo senso ho apprezzato molto la trasmissione di Rai Tre “Il Gran Concerto” con L’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai che apre il magico mondo della musica ai più piccoli con un linguaggio alla loro portata.<br />
<strong>Tra i suoi impegni si annoverano un Viaggio a Reims diretto al Giardino di Boboli di Firenze nel luglio 2004 e un Romeo e Giulietta di Prokofev alle Terme di Caracalla di Roma; Toscanini sosteneva che “all’aperto si gioca a bocce”. Lei, invece, come vive l’esperienza direttoriale in un luogo aperto? Trova delle difficoltà d’intesa con i professori dell’orchestra? Trova che la fruizione della musica per il pubblico sia compromessa? </strong><br />
Trovo positiva l’esperienza all’aperto per una questione divulgativa: è più facile coinvolgere un pubblico di non esperti in una serata d’estate in un anfiteatro come può essere l’Arena di Verona, il Gran Teatro Puccini o le terme di Caracalla, piuttosto che nell’atmosfera ieratica e formale del Teatro d’Opera. Sicuramente per i professori d’orchestra non è piacevole suonare sotto l’assillo dalle zanzare o mentre gli spartiti svolazzano nel vento con i loro preziosi strumenti minacciati dall’umidità. E’ chiaro che sul profilo acustico orchestra e voci sono molto penalizzate, ma credo che il messaggio di fondo di compositore e librettista riesca ad arrivare comunque.  <strong><br />
<a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/03/NK-2010.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-32442" title="BEETHOVEN: Symphony No. 3 in E-flat Major, Op. 55 &quot;Eroica&quot;" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/03/NK-2010-263x200.jpg" alt="" width="263" height="200" /></a>Dirigere su un palco per un concerto e dirigere nel golfo mistico per un balletto o un’opera non è la stessa cosa. Lei quali differenze scorge in questi due tipi di esperienza lavorativa? </strong><br />
Nel repertorio sinfonico non ci sono condizionamenti esterni e il direttore può liberamente esprimere la propria visione musicale. Nell’Opera la maggiore sfida tecnica è data dalle ampie distanze che separano fossa e palcoscenico e dalla necessità di anticipare i tempi degli interpreti e  del coro. Serve un tecnica molto sviluppata per tenere insieme la compagine. Nel ballo i tempi sono dettati dalle esigenze coreografiche e sono per lo più molto più lenti dei tempi normalmente scelti dai direttori che eseguono le suite dai balletti (pensiamo a Tchaikovsky o Prokofiev o Stravinsky) in sede di concerto. Inoltre molti accenti e cadenze devono trovarsi esattamente sull’ultimo passo di un manège o sull’atterraggio di un ejambé, in una sincronizzazione perfetta con i danzatori che comporta l’aggiunta di molte corone e rallentando.<br />
<strong></strong></p>
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		<title>Intervista a Linda Roark-Strummer</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Mar 2012 13:27:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Vazzola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Cantanti]]></category>
		<category><![CDATA[Linda Roark-Strummer]]></category>

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		<description><![CDATA[Linda Roark- Strummer è un soprano statunitense. A Tulsa ha iniziato gli studi musicali, per poi perfezionarsi alla Southern Methodist University di Dallas. Nella metà degli anni &#8217;70 grazie ad una compagnia itinerante dell&#8217;Opera di San Francisco esordisce con “Le nozze di Figaro” e “Les Contes d&#8217;Hoffmann”. Nel 1978 si trasferisce in Europa e fa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/03/Linda-color.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-32055" title="Linda color" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/03/Linda-color.jpg" alt="" width="254" height="371" /></a>Linda Roark- Strummer</strong> è un soprano statunitense. A Tulsa ha iniziato gli studi musicali, per poi perfezionarsi alla Southern Methodist University di Dallas. Nella metà degli anni &#8217;70 grazie ad una compagnia itinerante dell&#8217;Opera di San Francisco esordisce con <em>“Le nozze di Figaro”</em> e <em>“Les Contes d&#8217;Hoffmann</em>”. Nel 1978 si trasferisce in Europa e fa parte delle compagnie stabili di Heilderburg e Linz dove si specializza nel repertorio italiano.<span id="more-32019"></span> Nel 1985 trionfa come Odabella nell&#8217;<em> “Attila”</em> di Verdi alla New York Opera, ruolo che la porta a  cantare alla Fenice di Venezia, dove  nel 1987 interpreterà Lina nello “<em>Stiffelio”</em> di Verdi. Trionfa alla Scala di Milano come Abigaille nel “<em>Nabucco</em>”e nel medesimo teatro 1988 con Gianandrea Gavazzeni canta <em>“I due Foscari”</em>. Grazie alla sua interpretazione di Abigaille in Arena di Verona  vince il “Premio Zenatello”. Continua la sua folgorante carriera in teatri di fama mondiale come il Teatro San Carlo di Napoli, Colon di Buenos Aires e la Staatsoper di Vienna. Il suo repertorio comprende anche Norma, Tosca, Macbeth, Jenufa, opere nelle quali ha fatto notare la sua musicalità  e il grande temperamento teatrale. Altre notizie su Linda Roark-Strummer le trovate nel suo <a href="http://www.lindaroarkstrummer.com/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.lindaroarkstrummer.com');">sito personale.</a><br />
<strong>Lei ha cantato con i più grandi direttori d&#8217;orchestra del calibro di Gavazzeni, Bohm, Muti e molti altri. Con chi si è trovata meglio?</strong><br />
Gianandrea Gavazzeni era un uomo estremamente gentile, una cara persona e lavorare con lui è stato veramente molto gratificante. Ricordo che trascorsi tre giorni a Bergamo per studiare solamente con lui  il personaggio di Lucrezia Contarini dell&#8217;opera <em>“I due Foscari”</em>. Andavo nella sua abitazione due volte al giorno. Al mattino quando arrivavo lo aspettavo fuori dal suo studio e lo ascoltavo mentre suonava il pianoforte. Che meraviglia, che dolce ricordo. Con Karl Bohm ho lavorato una sola volta a San Francisco e non ho interagito molto con lui.  Ricordo che prima di un&#8217;esecuzione, ci siamo incontrati in un corridoio e lui era molto divertito perché aveva un grande buco sul suo vecchio maglione grigio! Devo molto ringraziare il Dr. Roman Zeilinger, il direttore principale dell&#8217;orchestra di Linz, in Austria. <a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/03/Alirgaille.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-32058" title="Alirgaille" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/03/Alirgaille-133x200.jpg" alt="" width="133" height="200" /></a>Ho avuto l&#8217;occasione di lavorare con lui non solo in teatro ma anche per alcune Cantate di Bach che ho interpretato Austria. Con lui ho affrontato il mio primo Mozart: il <em>Requiem.</em> Zeilinger mi ha insegnato molto sulla comprensione testuale in lingua tedesca e con lui ne ho affinato la dizione. Abbiamo avuto un bel rapporto e siamo tuttora in contatto. Ho sempre sentito un particolare feeling musicale con Riccardo Muti ed è stato un vero onore collaborare con lui. Gli devo molto per la mia formazione artistica. Uno dei ricordi più belli che lo riguarda è accaduto al Teatro alla Scala in una prova d&#8217;orchestra. Ghena Dimitrova non si sentiva bene e l&#8217;ho dovuta sostituire all&#8217;ultimo momento. In quel faticoso periodo ero immersa nello studio di molti ruoli nuovi e non avevo avuto il tempo di ripassare bene i movimenti registici inoltre era la mia prima prova con l&#8217;orchestra e con il Maestro sul podio. Muti mi disse di dimenticare la regia e di venire in proscenio a cantare. <a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/03/Nabucco.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-32065" title="Nabucco" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/03/Nabucco-273x200.jpg" alt="" width="273" height="200" /></a>Era come se all&#8217;improvviso fossi completamente sola &#8211; senza coro, senza solisti, nessun maestro collaboratore, nessun macchinista &#8211; solo io, l&#8217;orchestra e Muti. Seguivo le sue mani mentre mi dirigevano e le sue dita riuscivano a portarmi dove pure io volevo andare. Era come se avessimo fatto musica insieme da sempre. Peccato che il resto del mondo abbia perso questo momento magico! Al termine della prova sono scesa dal palco ed ho  pensato &#8220;Beh, adesso posso morire. Ho appena fatto la migliore musica della mia vita&#8221;.<br />
<strong>Ricorda un evento simpatico da raccontare? </strong><br />
Mi trovavo a Trieste e stavo facendo le recite di “<em>Nabucco</em>”. Dietro le quinte è venuta a trovarmi una mia fan, amica di un mio caro amico. All&#8217;improvviso mi chiese di darle mille lire, all&#8217;epoca non c&#8217;era l&#8217;euro. Io, un po&#8217; sorpresa, le ho dato la somma  che mi stava chiedendo e lei in cambio mi ha regalò una splendida spilla con diamanti (quelli più grandi!). Ancora adesso è uno dei miei gioielli preferiti.<br />
<strong>Cosa ricorda del suo debutto italiano? </strong><br />
Ho debuttato a Venezia –quale città sarebbe stata più ideale? IO AMO Venezia! E in quella produzione uno dei miei colleghi era Samuel Ramey! L&#8217;intera esperienza è stata incredibile e ho avuto la fortuna di fare diverse recite. In quel periodo, stavo imparando<em> “Nabucco”</em> e mi ricordo che per memorizzare il testo camminavo vagando per Venezia. Mi sedevo in una panchina di un campo e memorizzavo una parte poi mi spostavo, mi sedevo su un pozzo e imparavo altre sezioni dell&#8217;opera. La cosa divertente era che quando cantavo Abigaille tornavo con la mente in quelle parti della città dove avevo imparato il libretto.<br />
<strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/03/MinnieLaggiu-nel-Solidad.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-32060" title="MinnieLaggiu nel Solidad" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/03/MinnieLaggiu-nel-Solidad-290x191.jpg" alt="" width="290" height="191" /></a>Renata Tebaldi aveva un sogno ricorrente, quello di entrare in scena impreparata. Lei ha mai avuto una simile paura? </strong><br />
Ho fatto questo sogno alcune volte, oppure quello in cui avrei dovuto fare  un concerto di pianoforte ed io ero una pessima pianista! Un altro incubo ricorrente era quello di entrare in scena e rendersi conto solo all&#8217;ultimo momento che ero senza il mio costume di scena , di fronte al pubblico.<br />
<strong>Il personaggio con vocalità più leggera che ha interpretato?</strong><br />
Adina del”Elisir” e Anne Truelove de” The Rake&#8217;s Progress “.<br />
<strong>Durante i suoi studi del canto aveva un interprete al quale s&#8217;ispirava?</strong> Non so dare una risposta a questa domanda, in quel periodo non ascoltavo molto gli altri cantanti, è stata la musica che mi ha sempre ispirato. Più tardi ho scoperto l&#8217;arte di Elisabeth Schwartzkopf.<br />
<strong>E dalla Schwartzkopf  cosa ha &#8220;rubato&#8221;?</strong><br />
Non ho mai messo in atto modelli emulativi: ho sempre ricercato in me la mia arte.<br />
<strong>Tra Verdi e Puccini chi predilige?</strong><br />
Puccini.<br />
<strong>Marschallin o Arabella?</strong><br />
Arabella.<br />
<strong>Cosa ricorda dell&#8217;Italia?</strong><br />
Tantissime cose. Gli Gnocchi al Gorgonzola, la Caprese, la gelateria Giolitti a Roma, la città di Erice, Venezia, Verona e i tanti amici!<br />
<strong>Quale personaggio è simile al suo carattere?</strong><br />
Minnie de “<em>La fanciulla del West”.  </em><br />
<object width="420" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/BS6I_uLfFgY?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="420" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/BS6I_uLfFgY?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object><strong><br />
Come ci si sentiva  davanti al pubblico dell&#8217;Arena di Verona?</strong><br />
Molto piccola.<br />
<strong>Le sarebbe piaciuto cantare Medea di Cherubini?</strong><br />
No, non credo.<br />
<strong>Lei è credente?</strong><br />
A modo mio sì, molto.<br />
<strong>Le manca cantare?</strong><br />
Si, ogni tanto. Ora invece mi piace insegnare ai giovani come affrontare il palcoscenico, affinare la loro interpretazione vocale, curarne la dizione. Mi piacerebbe molto anche fare la regista o recitare io stessa.<br />
<strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/03/Peter-Linda-copy.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-32067" title="Peter-Linda copy" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/03/Peter-Linda-copy-269x200.jpg" alt="" width="269" height="200" /></a>Come ha</strong> <strong>conosciuto suo marito, Peter Strummer, fra pochi mesi in Italia all&#8217;Opera di Roma per il &#8220;Midsummer&#8217;s night dream&#8221; di Britten?</strong><br />
E&#8217; una lunga storia. Eravamo entrambi a San Francisco impegnati in una produzione di “Flauto magico”: lui interpretava Papageno ed io Erste Dame. Abbiamo avuto modo di conoscerci profondamente durante le prove ed è sbocciato l&#8217;amore.<br />
<strong>Avete cantato ancora insieme ?</strong><br />
Diverse volte io come Adina e lui Dulcamara a Heidelberg e a Linz,. poi lui si è specializzato nel genere buffo e la mia vocalità invece si è indirizzata sul repertorio verdiano e pucciniano.<br />
<strong>Vuole dare un consiglio ai giovani cantanti che iniziano la carriera?</strong><br />
Bisogna conoscere bene la propria arte! Uno studio approfondito avvicina maggiormente a ciò che il compositore ha voluto comunicare con la sua musica. E&#8217; necessario inoltre imparare a recitare il testo che si sta cantando per  far emergere la psicologia del personaggio e non adagiarsi a uno studio superficiale. I giovani possono essere aiutati nell&#8217;ascolto dei grandi interpreti del passato: la “Golden Age” dell&#8217;opera.<br />
<object width="420" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/SDZBnaWcsVQ?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="420" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/SDZBnaWcsVQ?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object><br />
<strong>Non sono molti i cantanti che comprendono appieno ciò che cantano o quello che il personaggio sente.</strong><br />
C&#8217;è sempre una complessità psicologica  nel personaggio che si affronta. Interpretare  un ruolo per me è  come partire per un viaggio che inizia da quando si alza il sipario e termina  quando cala. Durante una prova o una recita si percorre un cammino che ci porta sempre da qualche parte.. e noi cantanti che interpretiamo un personaggio, dobbiamo accompagnare il pubblico in questo magico viaggio. Non ci sono nell&#8217;opera  personaggi senza un&#8217;identità precisa e poi se il librettista e il compositore li hanno creati vuol dire che la loro esistenza drammaturgica ha un motivo preciso! Solo i migliori registi però ti sanno aiutare a far emergere tutte le sfumature di un ruolo.</p>
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		<title>Intervista a Simone Alaimo</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Mar 2012 13:31:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Oliviero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Simone Alaimo]]></category>

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		<description><![CDATA[Il basso-baritono Simone Alaimo, dopo aver compiuto gli studi letterari e musicali, tra il 1974 e il 1976 frequenta il biennio presso il Centro di Perfezionamento Artisti Lirici del Teatro Massimo di Palermo. Successivamente vince il concorso presso l&#8217;Accademia di canto del Teatro alla Scala di Milano frequentando il triennio (1977–1980) del Corso di Perfezionamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/03/Alaimo-4.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-31385" title="Alaimo 4" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/03/Alaimo-4-290x132.jpg" alt="" width="290" height="132" /></a>Il basso-baritono <strong>Simone Alaimo, </strong>dopo aver compiuto gli studi letterari e musicali, tra il 1974 e il 1976 frequenta il biennio presso il Centro di Perfezionamento Artisti Lirici del Teatro Massimo di Palermo. Successivamente vince il concorso presso l&#8217;Accademia di canto del Teatro alla Scala di Milano frequentando il triennio (1977–1980) del Corso di Perfezionamento per Giovani Artisti Lirici sotto la guida di Ettore Campogalliani e Gina Cigna. <span id="more-31383"></span>Durante gli stessi anni vince l&#8217;AS.LI.CO. di Milano (1977) e debutta in <em>L&#8217;oca del Cairo</em> e <em>Bastiano e Bastiana</em> di Mozart,<em> La serva padrona</em> di Pergolesi,<em> Rigoletto</em> di Verdi, <em>Don Pasquale</em> di Donizetti e infine <em>Le nozze di Figaro</em> di Mozart, sempre in ruoli da protagonista. Negli stessi anni consegue il 1º premio assoluto in numerosi concorsi internazionali, a partire dal 1981 viene seguito negli studi di canto da Rodolfo Celletti. Ha così inizio la sua carriera internazionale che lo vede ospite dei più grandi teatri del mondo. Nei primi anni ottanta è stato costantemente presente nei Festival lirici estivi più importanti d’Italia: Verona (Arena), Martina Franca (Festival della Valle d&#8217;Itria) e soprattutto Pesaro, dove si è consacrato fra i massimi interpreti rossiniani. Ha in repertorio circa 90 opere che lo hanno visto spaziare, in trent&#8217;anni di carriera, dal barocco all&#8217;Ottocento italiano, dal verismo al contemporaneo.  Nel 2000 ha vinto il premio &#8220;Gigli D&#8217;Oro&#8221; alla carriera. <strong>Domenica 11 marzo 2012, al Teatro Bellini di Catania, sarà tra i protagonisti del concerto di beneficenza  a favore della Fondazione &#8220;Fon.Ca.Sa&#8221;</strong>che si occupa delle malattie neoplastiche del sangue.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/03/Alaimo-1.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-31386" title="Alaimo 1" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/03/Alaimo-1-290x193.jpg" alt="" width="290" height="193" /></a>Avvicinarsi ad un professionista del suo calibro e cercare di farle domande anche lontanamente interessanti è assai difficile…quante cose già chieste, quante risposte date…ecco, c’è stato mai il desiderio di rispondere ad una domanda che lei ha da sempre atteso e che mai le hanno rivolto? Se sì ,quale?  </strong><br />
Non mi è mai capitato di pensare di voler dire altro oltre quello che mi è stato domandato , ho risposto a tante domande anche a volte bizzarre, a volte invadenti, a volte talmente anonime e scontate da entrare nel novero della standardizzazione delle risposte. In compenso mi è capitato spesso di pensare che pur nell’imponente mole di curiosità a cui un artista fa fronte, in fondo nulla riesce a tirare fuori veramente l’uomo che respira dietro ogni singola immagine pubblica. Questo perché chi domanda raramente è interessato alle verità individuali e perché ognuno di noi sente che una certa alea di straordinarietà è funzionale alla meticolosa creazione del personaggio pubblico. Posso però affermare con una certa convinzione di non aver mai pensato di essere speciale in nessun modo e di aver raccontato la mia normalità con vera convinzione senza strumentali atteggiamenti di esasperata modestia.<br />
<strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/03/Alaimo-5.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-31401" title="Alaimo 5" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/03/Alaimo-5-159x200.jpg" alt="" width="159" height="200" /></a>Che cosa annoia maggiormente Simone Alaimo come artista  e cosa Simone Alaimo come persona?  </strong><br />
Sia come uomo che come artista mi annoiano i luoghi comuni e la banalità, le sovrastrutture e la presunzione. Vivo bene in ambienti semplici dove le mistificazioni non hanno asilo, ma per questo sia il teatro che un certo tipo di  vita di relazione sono ambienti scomodi.<br />
<strong>Quale è stata l’incontro artistico più importante della sua vita?   </strong><br />
Debbo tanto a tante persone che non vorrei far torto a nessuno citando solo alcuni , in ogni momento qualcuno è stato funzionale alla mia crescita, De Tommasi uno dei primi registi che ha creduto in me, Rodolfo Celletti che ha puntato su alcune mie caratteristiche potenziandole, Tito Gallacci che con l’opera Giocosa ha investito sulle mie capacità temprandomi, Marilyn Horne che ha scelto di avermi vicino in tante occasioni orientando la mia carriera in un percorso di specialità consacrante e ancora, Gina Cigna che ha guidato i primi passi, Campogalliani, che mi ha insegnato il rigore della musica, Massimo De Bernardt con il quale ho sperimentato un’affinità drammatica, la Genger con i suoi consigli di stile, il Maestro Gavazzeni dal quale ho imparato l’umiltà dell’ascolto, Bruno Campanella che mi ha suggerito l’eleganza di un certo tipo di lettura musicale, Jean Pier Ponnelle gratificandomi con la sua considerazione mi ha indotto ad una raffinata ed efficace prospettiva della teatralità e potrei continuare all’infinito perché ogni incontro è stato per me motivo di approfondimento e riflessione profonda, spero non me ne vogliano coloro che non ho citato perché sono comunque saldamente nel mio cuore.<br />
<object width="420" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/3EPgp9uHNdA?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="420" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/3EPgp9uHNdA?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object><br />
<strong>E quale quello  sua vita personale ?    </strong><br />
Anche la mia vita personale è stata ricca di incontri che hanno fatto di me l’uomo di oggi al quale guardo con sereno compiacimento, ma quelli fanno parte della mio nucleo più geloso del quale trovo superfluo parlare, rivolgo solo un pensiero grato ai miei figli Alessandro con Maddalena e Simoncino e  ai piu’ piccoli Annamaria e Nicolo’.Ma soprattutto a Vittoria che ancora oggi, oltre che moglie, continua ad essere la mia maestra e che ama  spesso ripetere che sta per festeggiare il” venticinquennale della resistenza”.<br />
<strong>Le è mai accaduto nell’arco della sua lunghissima carriera di non ritrovarsi più e di pensare anche solo un attimo di lasciare tutto ?  </strong><br />
Non ho mai perso di vista la realtà della mia posizione, ho sempre considerato di essere un privilegiato per poter fare quello che amavo in maniera così gratificante, certo ci sono stati momenti belli e momenti meno belli ma nulla mi ha mai portato a pensare che la strada fosse sbagliata, ho preferito ritenere che come in tutte le cose della vita ombre e luci siano immagini perfettamente speculari dal carattere complementare e inscindibile.<br />
<strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/03/Alaimo-3.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-31388" title="Alaimo 3" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/03/Alaimo-3-202x200.jpg" alt="" width="202" height="200" /></a>La personalità artistica ha mai avuto il sopravvento su quella personale?  </strong><br />
Molto spesso, sono sul palcoscenico una proiezione di quello che sono nella vita, egocentrico ma generoso, aggressivo ma flessibile, infantile ma affidabile, coraggioso ma emotivo, con una decisa vis drammatica ma con qualche scivolone verso un’inconsapevole comicità…. Un pasticcio di contrasti, conflitti ma anche punti fermi. Questo credo, banalmente, come tutto il genere umano.<br />
<strong>Cosa vuol dire svolgere la professione di artista lirico?  </strong><br />
Svolgere questa professione è un atto di fede, ci vuole abnegazione, volontà, determinazione professionalità, modestia, rispetto per chiunque ti precede anche solo di un passo, empatia e soprattutto nervi saldi.<br />
<strong>Quali sono i pregi e i difetti per chi svolge tale professione?  </strong><br />
Pregi è la capacità di comunicare con un’altra lingua, quella della musica, di avere un orizzonte espressivo sostanziato da una profonda conoscenza del sentire, non si può raccontare i sentimenti senza filtrarli attraverso il proprio mondo esperienziale. Difetti? Prendersi troppo sul serio smarrendo il senso della realtà oggettiva.<br />
<strong>Quanti sacrifici impone una carriera come la sua? Ci sono state cose che con il senno del poi avrebbe evitato di fare…dei piccoli o grandi rimpianti…  </strong><br />
Tanti sacrifici sono sempre dietro ogni percorso, dietro ogni solida carriera, nulla che duri è mai gratuito, ma quando una scelta è consapevole ogni accadimento trova la sua giusta collocazione divenendo rassicurante giustificazione emotiva. L’unico rimpianto che ho e che non sono riuscito a godere di ogni attimo della vita dei miei figli, perdendomi momenti importanti della loro crescita ma poi mi consolo e assolvo ripetendomi che sono venuti su bene e che io con il mio lavoro ho in parte contribuito alla loro serenità rendendoli anche certi del mio incondizionato amore.<br />
<strong>Quali sono le difficoltà che s&#8217;incontrano durante il cammino nell&#8217;ambito musicale? E come si fa a superarle?  </strong><br />
Niente che non possa essere superato con lo studio e la determinazione. Porsi in modo critico verso se stessi aiuta a fare sempre meglio, riconoscere i propri limiti ed accettarli è indispensabile ma bisogna anche avere una buona dose di consapevolezza che ti permetta di far fronte ad alcuni meccanismi inficianti di questo ambiente che per sua conformazione genetica tenta di fagocitare chi si pone in maniera debole di fronte agli accadimenti.<br />
<object width="420" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/S5tNd4oyMEo?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="420" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/S5tNd4oyMEo?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object><strong><br />
La gioia più grande artisticamente…  </strong><br />
Ho avuto tanti riconoscimenti importantissimi ma la vera gioia sono state le lacrime commosse dei miei genitori al mio primo piccolo successo e mia figlia che a poco più di tre anni assistendo ad una registrazione live di un disco verdiano disse: “ Mi sento emozionata tuttissima”. <em><br />
</em><strong>Un aneddoto divertente durante una delle sue performance…  </strong><br />
Durante una recita di Don Pasquale a Treviso nel duetto con Malatesta (Elia Padovan)&#8230;. Pasquale risponde a Malatesta: &#8220;Lo schiaffo e&#8217; nulla, v&#8217;e&#8217; di peggio ancora&#8230; LEGGETE&#8230;&#8221;. A quel punto avrei dovuto esibire un biglietto che gli attrezzisti, pero&#8217;, avevano dimenticato di mettere nelle mie tasche&#8230; Allora, senza perdermi d&#8217;animo, (avevo solo 24 anni), anzicche&#8217; &#8220;LEGGETE&#8221; risposi: &#8220;ASPETTATE&#8221;&#8230;.. quindi con molta tranquillita&#8217; uscii dalla quinta e stracciai un pezzo di carta dallo spartito di un maestro di scena&#8230;. e, come se nulla fosse, ritornato in scena, dissi a Malatesta: &#8220;LEGGETE&#8221;&#8230;&#8230; nessuno si accorse di nulla ma ci divertimmo tantissimo&#8230;. Beata gioventu&#8217;&#8230;&#8230;.<br />
<strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/03/Alaimo-2.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-31387" title="Alaimo 2" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/03/Alaimo-2-133x200.jpg" alt="" width="133" height="200" /></a>Ha mai sofferto di ansia da prestazione?  </strong><br />
Assolutamente si, non mi ha mai abbandonato! Confesso che c&#8217;e&#8217; sempre stata e sempre ci sara’, ma sono sempre riuscito a mascherarla molto bene e poi quando entro in scena magicamente tutto passa!<br />
<strong>Prossimi impegni…  </strong><br />
I prossimi impegni mi vedranno presto coronare un sogno: il prossimo aprile saro’ infatti, il protagonista del Mose’ in Egitto di G.Rossini in Abruzzo (L’Aquila, Chieti e Teramo). A ottobre saro’ a Catania per il Mustafa’ dell’Italiana in Algeri di G. Rossini. A febbraio 2013 saro’ all’Opera di Parigi con la Cenerentola di G. Rossini (Don Magnifico).<br />
<strong>Qual è il sogno di Simone Alaimo?  </strong><br />
Dopo aver avuto tanto mi sembrerebbe improprio riconoscere di avere ancora un sogno, ma dal momento che tutta la mia vita è stata sempre una sfida, posso dire di avere ancora un’aspettativa che non ha caratteristica di residualità anzi è colonna portante di questo mio momento storico. Mi sto dedicando alla formazione accademica di tanti giovani talenti, vorrei poter offrire a quanti più giovani è possibile  il conforto della mia esperienza, accompagnandoli e sostenendoli nei primi difficili momenti di questa carriera. Spero che questo impegno si radichi sempre di più e generi sempre nuovi frutti. Il mio primo grande successo è stato mio nipote Nicola Alaimo e sono seguiti Jessica Nuccio,Michele Mauro, Paola Alaimo, Caterina D’Angelo, Adriana Di Paola, Francesco Vultaggio, Giuseppe Esposito, Angelo Villari e ancora altri e spero sempre di più in un soddisfacente riconoscimento di talenti, in un percorso fortemente meritocratico.<br />
<strong>E come se vi fossero dei titoli finali di un film,come potremmo chiudere questo nostro incontro?   </strong><br />
Vorrei chiudendo rivolgere un grazie a chi mi collabora in questa impresa: il mio direttore artistico M° Salvatore Scinaldi  colonna portante del progetto che stiamo realizzando, il Maestro Alberto Maniàci valido collaboratore e Direttore d’orchestra e infine mia moglie Vittoria Mazzoni che occupandosi in maniera certosina dell’impostazione tecnica ne permette la trasformazione in realtà… senza di lei non ci sarebbe un  così valido progetto  Accademico.</p>
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