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	<title>GBOPERA &#187; Interviste</title>
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	<description>opera magazine</description>
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		<title>&#8220;Senza trucco!&#8221;&#8230;Stefano Vizioli</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 23:01:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Oliviero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Vizioli]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel corso di 28 anni di attività il regista Stefano Vizioli ha messo in scena circa cinquanta spettacoli operistici, in Italia e all&#8217;estero. Ha realizzato, fra l&#8217;altro, nuove produzioni per il Teatro alla Scala, l&#8217;Opera di Roma, il Comunale di Bologna, il Comunale di Firenze, ecc. All&#8217;estero è  stato invitato dal Teatro São Carlos di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/Stefano-Viziioli.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-29900" title="Stefano Viziioli" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/Stefano-Viziioli-290x192.jpg" alt="" width="290" height="192" /></a>Nel corso di 28 anni di attività il regista <strong>Stefano Vizioli</strong> ha messo in scena circa cinquanta spettacoli operistici, in Italia e all&#8217;estero. Ha realizzato, fra l&#8217;altro, nuove produzioni per il Teatro alla Scala, l&#8217;Opera di Roma, il Comunale di Bologna, il Comunale di Firenze, ecc. All&#8217;estero è  stato invitato dal Teatro São Carlos di Lisbona, l&#8217;Opéra Royal de Wallonie di Liegi, l&#8217;Opéra Comique e il Théâtre des Champs Elysées di Parigi, il Théâtre Municipal di Losanna, l&#8217;Opéra du Rhin di Strasburgo, ecc.. Ha collaborato con direttori come Claudio Abbado ,Riccardo Muti, Leonard Slatkin, Evgenij Svetlanov, Vladimir Jurovski e molti altri. E&#8217; inoltre  autore di programmi radiofonici e televisivi, su tematiche attinenti al mondo dell&#8217;opera. Con la regia di <strong>Vizioli la &#8220;Arthaus Musik&#8221; pubblicherà questo mese in DVD, la produzione de <em>Il Barbiere di Siviglia </em>registrato a Parma lo scorso anno</strong>. Altre notizie su Stefano Vizioli le trovate nel suo <a href="http://www.stefanovizioli.it/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.stefanovizioli.it');">sito ufficiale.</a><span id="more-29896"></span><br />
<strong>Cosa vorresti innanzitutto che ti chiedessi  perché hai in mente una di quelle risposte che da tempo cercavi l’occasione di dare… </strong><br />
Chiedimi quello che vuoi, il giornalista deve anche sorprendermi con le sue domande, non amo le cose prestabilite, fanno perdere spontaneità alla risposta.<br />
<object width="420" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/po_FDbhKCf8?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="420" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/po_FDbhKCf8?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object><strong><br />
Quando ti intervistano riesci a non pensare all’idea di quello che l’ascoltatore spererebbe di sentire da te?Insomma giuri di dire la verità tutta la verità? </strong><br />
<em>&#8220;Lo giuro a Dio che l’anima tutta mi vede &#8220;..</em>.e non mi importa moltissimo di quello che può piacere o no a chi legge, devo stare in pace con la mia coscienza prima di tutto.<br />
<strong>Qual è il tratto principale del tuo carattere? </strong><br />
Credo di essere un buon cantastorie, mi piace raccontare favole e spero di non perdere quel lato infantile necessario e vitale per il lavoro che mi sono scelto<br />
<strong>Cosa ami profondamente di te e cosa invece non riesci ad accettare? </strong><br />
Sono piuttosto adattabile,  mi aiuta il senso dell’umorismo nelle situazioni più paradossali, di me non sopporto la fretta e una certa superficialità di giudizio e a volte il gusto della battuta sarcastica mi ha creato non pochi problemi di relazione professionale.<br />
<strong>Ti piaci fisicamente? E’ sempre stato così anche dalla fanciullezza?</strong><br />
Sono uno splendido cinquantenne, non capisco perché non mi saltino addosso come spererei.. Sto abbastanza bene con il mio fisico anche se vorrei qualche chilo di meno, ma mi dicono che ho ancora le più belle gambe della regia lirica italiana.<br />
<strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/Vizioli-2.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-29902" title="Vizioli 2" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/Vizioli-2-150x200.jpg" alt="" width="150" height="200" /></a>Sei superstizioso? Se si, in cosa? </strong><br />
Sono napoletano e faccio teatro quindi ogni espressione di superstizione è stimolo creativo, ma rovesciare il sale a tavola, aprire un ombrello in casa o, peggio che mai, lasciare il portafoglio sul letto sono eventi che mi turbano e danno origine a autentiche  &#8220;tammurriate risanatrici&#8221;.<br />
<strong>Che rapporto hai con la spiritualità? </strong><br />
Le mie PR con Dio o Budda o Allha o Jeova sono sempre state piuttosto periclitanti, per me la religione è una sola, essere corretti con il prossimo e cercare di fare del bene ed avere rispetto delle scelte altrui. Comunque da bambino ero considerato la pecora nera perché, in una famiglia di quasi atei, ero l’unico che subiva il fascino della messa,  e mi sono fatto non so quanti rosari in latino, tutti quei nick name per la Madonna erano assolutamente favolosi, credo che il mio preferito fosse Turris eburnea ma anche Rosa mistica non scherza in quanto ad appeal.<br />
<strong>Hai mai sofferto d’invidia? </strong><br />
Ogni tanto ma ho buone capacità di recupero e cerco di guardare avanti, però mi scoccia il disprezzo totale che si ha per la meritocrazia, e non è invidia ma salutare indignazione.<br />
<strong>Cosa volevi fare da grande? </strong><br />
<em>“ Voglio fare l’opera”</em> è stata la frase che ho detto a 4 anni a mia madre vedendo una cosa strana in tv di gente che cantava con costumi diversi e che raccontava una storia con la musica.<br />
<object width="420" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/HBK1qA0oGzQ?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="420" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/HBK1qA0oGzQ?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object><br />
<strong>La tua famiglia ha influenzato le tue scelte ? </strong><br />
I miei erano amanti della musica classica, la mamma suonava un po’ il piano e mio padre aveva una bella voce da baritono, ma lei era architetto e lui neurologo quindi non erano nell’ambiente, la mamma mi ha subito messo al piano dicendo che se amavo tanto la musica dovevo studiarla bene, e cosi mi sono diplomato in pianoforte con 10 e lode al conservatorio di Napoli e ho fatto per molti anni il maestro sostituto, il maestro luci , il maestro di palcoscenico , ho pure suonato le campane in un rigoletto, l’unico caso in cui ci sono stati tredici rintocchi per la mezzanotte perché ero troppo emozionato e ho perso il conto dei battiti sul tubolare. Ho fatto tanta, utilissima, gavetta.<br />
<strong>I tuoi ricordi più cari? </strong><br />
Tutta la mia infanzia, piena di musica e risate.<br />
<strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/Vizioli-3.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-29905" title="Vizioli 3" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/Vizioli-3-150x200.jpg" alt="" width="150" height="200" /></a>Il momento di maggior orgoglio? </strong><br />
La laurea con 110 e lode di mia figlia.<br />
<strong>Qual è la delusione più grande che hai mai avuto?</strong><br />
Quasi sempre sono di natura privata, un tradimento di una amicizia per esempio può essere ancora una cosa che brucia dentro per diverso tempo.<br />
<strong>Cosa manca alla tua vita di oggi?</strong><br />
La presenza delle persone che ho amato profondamente e che non ci sono più.<br />
<strong>Di che cosa hai paura?</strong><br />
Dell’ignoranza e della manipolazione mentale<br />
<strong>Hai un sogno ricorrente?</strong><br />
Da un po’ di tempo mi sogno Riccardo Muti: l’ultima volta, in sogno naturalmente, eravamo a cena con Sofia Loren e lui voleva tagliare un intero terzetto di Norma e io gli dicevo “maestro, proprio lei non può fare una cosa del genere!!!” Mi sono svegliato agitato e confuso.<br />
<strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/DSC_1965.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-29990" title="DSC_1965" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/DSC_1965-290x192.jpg" alt="" width="290" height="192" /></a>Che importanza dai al denaro?</strong><br />
Sono abbastanza attento al denaro, c è questa bizzarra convinzione che l’artista non debba pagare i mutui, le tasse, quindi non abbia bisogno di denaro, perché vive d’arte e d’amore. allora visto che si lavora saltuariamente e non sai mai come va a finire, mi forzo a risparmiare un po’.. poi non guido, vado in autobus, (oppure in business quando me la pagano) e non me ne importa assolutamente nulla né della moda né di come vado vestito, e ammetto che questo ha abbastanza leso la mia attività professionale dove in molti casi, l’abito fa il monaco.<br />
<strong>In cosa sei più spendaccione?</strong><br />
Viaggi, soprattutto quelli che faccio per andare a trovare amici lontani.<br />
<strong>Collezioni qualche oggetto?</strong><br />
Per ogni viaggio che effettuo all’estero prendo qualcosa per la casa, che ormai è diventata zeppa come un deposito di attrezzeria teatrale.<br />
<strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/Vizioli-4.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-29907" title="Vizioli 4" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/Vizioli-4-133x200.jpg" alt="" width="133" height="200" /></a>Quali sono le tue letture preferite?</strong><br />
Io col mestiere che faccio devo sempre leggere una montagna di testi e come si dice in gergo “libro chiama libro”, in vacanza mi piacciono le Biografie e poi sono un fumettaro incallito, tutta la produzione Disney italiana anni 50/60 quindi i grandi nomi di Scarpa, Bottaro, De Vita, Carpi, e poi ovviamente Jacovitti, il primo Magnus, e per l’estero Quino, Shulz e l’inarrivabile Hart di BC. Lo sai che esiste una storia “Paperino e lo spartito inedito” che tratta di opera lirica, cantanti, perfino la Banda Bassotti melomane e direttori artistici del teatro dell’opera di Paperopoli? Un capolavoro assoluto, è degli anni 60, opera dell’immenso Romano Scarpa.<br />
<strong>Il tuo profumo preferito…</strong><br />
Non uso profumo,  ogni tanto uso qualcosa al sandalo, ma non mi ricordo mai i nomi di un profumo .<br />
<strong>Città preferita</strong><br />
Montepulciano e tutta la val d’Orcia.<br />
<strong>Qual è il primo libro acquistato…</strong><br />
Non mi ricordo veramente perché attingevo alla biblioteca di casa, a occhio e croce credo Hesse Narciso e Boccadoro.<br />
<strong>Il film preferito</strong><br />
<em>Rocco e i suoi fratelli,</em> ma ne ho almeno duemila di<em> “film preferiti” </em>E poi tutti i cartoon di Chuck Jones e Tex Avery.<br />
<strong>Che rapporto hai con la nuova generazione di registi d’opera?</strong><br />
Nessun rapporto, stimo molti nomi, ma in alcuni casi sono perplesso della facile carriera, ottenuta con mezzi non proprio ortodossi o professionali: il tempo giudicherà.<br />
<strong>Il tuo rapporto con la televisione?</strong><br />
Sono teledipendente lo ammetto e vedo molti film vecchi in bianco e nero e programmi di cucina, trovo scandaloso che non riesca più a vedere Current, un canale molto coraggioso, ovviamente bandito dal nostro regime di stato.<br />
<strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/Vizioli-5.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-29910" title="Vizioli 5" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/Vizioli-5-150x200.jpg" alt="" width="150" height="200" /></a>Che rapporto hai con la politica?</strong><br />
Amo la politica, detesto il partitismo, la facile carriera da “tessera”, l’asservimento al potente di turno. ho abbastanza coscienza civile anche se i continui esempi di scempio morale porterebbero a rifugiarsi in una torre d’avorio, ma preferisco continuare a lottare per difendere degli ideali o comunque tutto quello che ha a che fare con la difesa della dignità. siamo in un paese dove da alcuni politici è stato detto che con la cultura non si mangia, ecco è proprio a questa miseria intellettuale che vorrei contrapporre una ferma e virile posizione di contrasto.<br />
<strong>Hai delle cause che ti stanno a cuore?</strong><br />
Tutte quelle che sbugiardano e mettono alla gogna sedicenti politici che infangano con la loro arroganza il nostro paese, ormai ridotto a  terzo mondo per ignoranza e svilimento morale.. tanto per dirne una, sono un terremotato d’Abruzzo e l’Abruzzo l’Aquila e i paesi d’intorno sono tutti morti perché non si riesce ancora a trovare una legge adeguata per la ricostruzione, ma frega a qualcuno la ricostruzione dell’Abruzzo? evidentemente no.. io non posso, a mie spese, rimettere a posto casa mia perché stanno ancora a decidere come spartirsi la fetta delle imprese di ricostruzione e quindi mi vietano di occuparmene personalmente e privatamente.<br />
<strong>La  situazione più rilassante?</strong><br />
Tornare a casa dopo mesi fuori per regie in giro per il mondo e vedere i miei amici, tutti rigorosamente fuori dell’ambiente, e ovviamente la mia famiglia.<br />
<strong>La tua giornata ideale…</strong><br />
Quando mi occupo delle persone che amo.<br />
<strong>Il tuo rifugio da tutto e da tutti?</strong><br />
Casa mia, ma anche un gironzolo per brume magari toscane o emiliane, a caccia di pievi nascoste, vino rosso, panorami mozzafiato.. l’italia è il più bel paese del mondo, ma è abbastanza matrigna coi suoi figli.<br />
<strong>La musica che fa da sottofondo alle tue giornate?</strong><br />
Sicuramente non opera, la mattina tutto quello che precede il 1750, direi Rameau, Vivaldi,  Purcell, ma amo molto la musica brasiliana e il fado di Misia o Maritza..mi butto volentieri su una Vanoni d’annata e, quando voglio veramente farmi male, una prima Carrà quella di “maga maghella” per intendersi, ma lì siamo nella pornografia pura, al trash immacolato.<br />
<object width="420" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Bk7tX7nr9Es?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="420" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/Bk7tX7nr9Es?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object><strong><br />
Cosa ti manca di più quando sei lontano da casa?<br />
</strong> Nulla perché sono troppo curioso del presente del luogo dove mi trovo, del lavoro da fare, ho uno spirito avventuroso e cavalco volentieri la tigre dell’incognito, la mia curiosità è assoluta.<br />
<strong>Il viaggio che vorresti fare.</strong>.<br />
Girare l’Andalusia è un imperativo per un prossimo viaggio.  Amo anche il trecking e i percorsi a piedi mi hanno sempre esaltato, marcio anche sui 25 kilometri al giorno. In questi giorni mi trovo in Bhutan, un’esperienza davvero esaltante che mette molta distanza, non solo fisica, da tante miserie nostrane.<br />
<strong>Chi o cosa ti imbarazza&#8230;</strong><br />
L’arroganza dell’ignoranza.<br />
<strong>Qual è il tuo rapporto con il cibo..</strong><br />
Sono un noto mangione, il mio amico medico un giorno mi disse” vorrei proprio sapere quante tracce di te sono presenti nel tuo colesterolo”, davvero incoraggiante..<br />
<strong>Dieta mediterranea, dieta macrobiotica o fast food?</strong><br />
Odio le diete ma se devo scegliere assolutamente favorisco la mediterranea<br />
<strong>I tuo piatto preferito&#8230;</strong><br />
Parmigiana di melanzane, e l’amatriciana di mio fratello Francesco.<br />
<strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/bar0024.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-29986" title="bar0024" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/bar0024-290x193.jpg" alt="" width="290" height="193" /></a>Vino rosso o bianco?</strong><br />
Da ex astemio direi che preferisco il Rosso, l’eccellente Marzimino e il Teroldego Rotaliano in primis.<br />
<strong>Il posto dove si mangia peggio.</strong><br />
Qualsiasi cucina senza amore è il posto dove si mangia peggio.<br />
<strong>La musica è stata una vocazione?</strong><br />
Penso di si, in casa tutti suoniamo e la musica è un balsamo, oltretutto  un regista che sa leggere una partitura risparmia molto tempo e limita le preoccupazioni, in questo non finirò mai di ringraziare i miei che non hanno mai ostacolato lo studio della musica, anzi la nostra passione è sempre stata incoraggiata e favorita.<br />
<strong>A chi non conoscesse i tuoi lavori  cosa faresti ascoltare?</strong><br />
Vorrei guardarlo negli occhi e cominciare a raccontargli favole, mi è successo così in un carcere di Palermo, dove ho raccontato la trama dell’opera Amahl e gli ospiti notturni di Menotti a un centinaio di detenuti e alla fine ho visto qualche occhio luccicare, quella è stata un’ esperienza indimenticabile molto più di tanti successi sparsi per il mondo.<br />
<strong>Se ti fosse data l’opportunità di cantare e quindi essere soggetto della tua regia e poter scegliere un ruolo, cosa ti piacerebbe cantare? </strong><br />
Come uomo don Carlos è un personaggio proprio amatissimo, se rinasco donna e faccio il soprano sicuramente sarò la migliore Fiordiligi della terra.<br />
<strong>Cosa fai un’ora prima del debutto di un tuo spettacolo?</strong><br />
Vado a farmi bello, e la cosa ovviamente richiede molto più di un’ora, un buon barattolo di stucco aiuta molto..<br />
<strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/DSC_1981.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-29989" title="DSC_1981" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/DSC_1981-290x192.jpg" alt="" width="290" height="192" /></a>Cosa non manca mai nel tuo camerino?</strong><br />
A volte mancano proprio i camerini perché i registi in un teatro non contano più di tanto, o dividono la stanza con almeno altre 5 persone, spero che non manchi la carta igienica nel bagno, almeno quella..<br />
<strong>A cosa pensi quando ti guardi allo specchio oggi?</strong><br />
Che fico che sono, peccato quelle occhiaie a girocollo e il triplo mento, ma proprio non capisco perché non suscito passioni sfrenate e sordide voglie inconfessate..<br />
<strong>Stato d’animo attuale?</strong><br />
Perplesso ma sempre incuriosito della bizzarra natura umana, confusa, smarrita…<br />
<strong>Il tuo motto?</strong><br />
Domani è un altro giorno<br />
<strong>Se ti dessi la possibilità di chiudere questa intervista cosa diresti?</strong><br />
Che non mi è mai capitato di rispondere a domande del genere.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Franco Ripa Di Meana: un regista oltre-la-lirica.</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 20:53:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luisa De Salvo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Ripa Di Meana]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Sinopoli]]></category>
		<category><![CDATA[Lou Salomè]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro La Fenice di Venezia]]></category>

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		<description><![CDATA[Diversi ed inusuali soggetti per identici ruoli: un motivo bastevole ad apprezzare la Lou Salomè del Teatro La Fenice di Venezia, l’opera in due atti di Giuseppe Sinopoli su libretto di Karl Dietrich Gräwe. Agli studenti della Facoltà di Design e Arti IUAV ne sono state affidate la regia, le scene, i costumi, le luci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-29607" title="Ripa di meana" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/Ripa-di-meana-290x193.jpg" alt="" width="290" height="193" />Diversi ed inusuali soggetti per identici ruoli: un motivo bastevole ad apprezzare la Lou Salomè del Teatro La Fenice di Venezia, l’opera in due atti di Giuseppe Sinopoli su libretto di Karl Dietrich Gräwe. Agli studenti della Facoltà di Design e Arti IUAV ne sono state affidate la regia, le scene, i costumi, le luci e le proiezioni, ad esperti e noti registi è stato riservato il compito di tutors, ad una betulla quello di rappresentare il centro dell’azione, il pubblico per la prima volta si è trovato ad applaudire in cerchio invece che in file ordinate, e l’orchestra a suonare sul palco invece che in buca.<span id="more-29605"></span> D’altra parte è ormai chiaro a tutti che l’evoluzione della lirica, da quel modo di ascoltarla in modo “classico” che a volte sa di ammuffito, avanza lentamente dall’interno dei teatri verso l’esterno appropriandosi di spazi nuovi, oppure, ancora più arditamente, si muove all’interno del teatro stesso. Non è facile essere originali rispettando l’ “originalità” dell’opera stessa, ma se ci si riesce, è come scrivere una pagina di storia della musica.<br />
E di pagine scritte ne compaiono tante sul pavimento della Fenice nel nuovo allestimento della <em>Lou Salomè</em>, per il quale ha lavorato come tutor il regista Franco Ripa di Meana, che ha fondato la compagnia “Operaoggi” (<a href="http://www.operaoggi.it/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.operaoggi.it');">www.operaoggi.it</a>) proprio per portare l’opera lirica in luoghi normalmente esclusi da questa forma d’arte. Ci siamo divertiti a scoprire qualcosa di più riguardo al suo modo di essere regista contemporaneo e, ancor più, un regista coraggioso.<br />
<strong><em>Librettista, regista, scenografo? In quale pelle si sente meglio? </em></strong><br />
Non ho mai fatto direttamente lo scenografo. Credo che la scrittura e la regia siano due aspetti dello stesso lavoro: nelle mie regie cerco sempre di individuare i punti di forza della drammaturgia, nei libretti immagino allo stesso tempo una regia.<br />
<strong><em>Dopo Giovanni Falcone, quale “dedica” da regista le piacerebbe realizzare? </em></strong><br />
Stiamo abbozzando con Nicola Sani i primi passi di un’opera sugli anni ’70, che avrà come traccia lo splendido libro di Mario Calabresi “<em>Spingendo la notte più in là”</em>.<br />
<strong><em><img class="alignleft size-medium wp-image-29608" title="100607-1____-______-_____(10)RIDOTTA" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/100607-1____-______-_____10RIDOTTA-290x193.jpg" alt="" width="290" height="193" />Nel suo mestiere, in percentuale, quanto aiuta il talento e quanto l’aver avuto dei bravi maestri? </em></strong><br />
Non credo veramente al talento, mi sembra più importante il lavoro e l’intensità della concentrazione; stesso discorso per i maestri: è più importante cercare di svolgere bene il proprio ruolo (anche piccolo) in situazioni difficili di alto livello che non aspettare di assorbire chissà quale ‘insegnamento’. Non sono sicuro, infatti, che nel teatro esista veramente l’insegnamento o la trasmissione, ma solo la partecipazione. Non credo alle teorie teatrali.<br />
<strong><em>Il vantaggio e lo svantaggio di lavorare con giovani studenti? </em></strong><br />
Dovrebbe chiederlo a loro!<br />
<strong><em>Dal suo curriculum risulta che lei non è avvezzo a lavorare con un team fisso (regia – scene &#8211; costumi): per scelta o per caso? </em></strong><br />
Entrambi.<br />
<strong><em>Il palcoscenico dei suoi sogni, fuori dal teatro? </em></strong><br />
Sicuramente uno spazio che accolga assieme il pubblico e l’azione scenica.<br />
<strong><em>Il maggior punto di forza e di debolezza del Teatro La Fenice di Venezia? </em></strong><br />
La coesione che c’è nel teatro, il senso di appartenenza e di orgoglio: La debolezza potrebbe venire dalla resistenza della struttura ai cambiamenti che sicuramente dovranno esserci alla Fenice, come in tutti gli altri teatri, riguardo l’organizzazione e i carichi di lavoro.<br />
<strong><em>Parliamo della sua &#8220;Lou Salomè&#8221;…  Il Teatro La Fenice,  dopo L’Intolleranza e Lou Salomè, quale altro gioiello di lirismo quasi dimenticato potrebbe rilanciare? </em></strong><br />
Girerei la domanda al direttore artistico, Fortunato Ortombina, che ha avuto la lungimiranza di scegliere questi due titoli e il coraggio di metterli in una posizione di grande importanza nella stagione. Personalmente, un compositore che in questo periodo mi interessa molto è Ernst Krenek.<br />
<object width="560" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/W5g-m9fImWM?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="560" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/W5g-m9fImWM?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object><strong><em><br />
La musica contemporanea di Giuseppe Sinopoli, destrutturata e alquanto complessa, ha fornito alla regia spunti di creatività o difficoltà di sintesi scenica? </em></strong>La difficoltà dell’allestimento è stata soprattutto quella di costruire una possibilità di comunicazione per una drammaturgia musicalmente ipertrofica ma teatralmente inerte: il rischio era quello di un azzeramento della comunicazione con il pubblico. Proporrei quindi per il termine “sfida” per definire il lavoro sull’opera!<br />
<strong><em>Perché &#8220;Lou Salomè&#8221; ha dovuto scontare 30 anni di oblio, dopo la prima rappresentazione di Monaco, prima di essere nuovamente “liberata”? </em></strong><br />
Quando è andata in scena era ancora forte il dogmatismo radicale dell’avanguardia; Sinopoli d’altronde non è mai stato un “neoromantico”, e da questa doppia negazione discendeva che l’opera non poteva essere adottata da nessuno. L’allestimento scenico l’appesantiva molto e soprattutto la durata, che a Monaco era semplicemente eccessiva, ma qui a Venezia abbiamo contenuto.<br />
<strong><em><img class="alignleft size-medium wp-image-29366" title="Lou Salome 2" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/01/Lou-Salome-2-290x193.jpg" alt="" width="290" height="193" />Cosa lega Sinopoli alla sua eroina? </em></strong><br />
Direi che più che a Lou Salomè, Sinopoli è stato tutta la vita legato ai temi che la scrittrice ha toccato, a quel periodo della storia della cultura di area austro-tedesca di passaggio tra ‘800 e ‘900, alla quale Sinopoli ha dedicato tutta la sua vita di musicista e molta della sua vita di intellettuale.<br />
<strong><em>Come second chance rispetto all’albero di betulle, cosa avrebbe messo al centro della platea quale simbolo scenico di questo nuovo allestimento? </em></strong><br />
Non abbiamo avuto alternative, il simbolo dell’albero è venuto dal lavoro con margherita Palli, e ci è subito sembrato significativo.<br />
<strong><em>E’ stata criticata la scelta di far apparire un sosia di Sinopoli durante il bel coro finale: il protagonista dell’Opera si manifesta già chiaramente con la sua musica. Si è pentito? </em></strong><br />
Assolutamente no, le critiche mi sono sembrate pretestuose; era un omaggio discreto, non aveva nulla della provocazione e dell’oltraggio, era anzi affettuoso e in questo senso è stato letto da molti spettatori che a Sino poli erano stati vicini, Tra l’altro l’immagine di Giuseppe Sinopoli che ritrova finalmente la strada della Fenice, dopo essersi smarrito nella notte veneziana (come nel suo saggio “Parsifal a Venezia”), è stata per me uno dei motivi che hanno dato vita a tutto l’allestimento.<br />
<strong><em>Se fosse ancora vivo, cosa vorrebbe chiedere al Maestro Sinopoli? </em></strong><br />
Non altro rispetto a quello che ho cercato di chiedere con l’analisi e lo studio alla sua musica e alla sue scelte drammaturgiche.<br />
<em>Altre notizie su Franco Ripa Di Meana le trovate nel suo<a href="http://www.francoripadimeana.it/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.francoripadimeana.it');"> sito ufficiale</a></em><br />
<object width="420" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/t1OeLBTkRMc?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="420" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/t1OeLBTkRMc?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
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		<title>La prima notte di&#8230; &#8220;Nozze&#8221; di Pier Luigi Pizzi</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 20:32:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Oliviero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Così fan tutte]]></category>
		<category><![CDATA[Don Giovanni]]></category>
		<category><![CDATA[Le nozze di Figaro]]></category>
		<category><![CDATA[Mozart]]></category>
		<category><![CDATA[Pier Luigi Pizzi]]></category>

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		<description><![CDATA[La Stagione Lirica 2012 della Fondazione Teatro delle Muse di Ancona apre il 27 gennaio (replica il 29 gennaio 2012) con la nuova produzione Le nozze di Figaro di Wolfgang Amadeus Mozart con la regia, scene, costumi di Pier Luigi Pizzi. Incontriamo il Maestro nel suo camerino a poche ore dalla &#8220;prima&#8221; di questo nuovo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-29268" title="PIER_LUIGI_PIZZI" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/01/PIER_LUIGI_PIZZI-290x192.jpg" alt="" width="290" height="192" />La Stagione Lirica 2012 della Fondazione Teatro delle Muse di Ancona apre il 27 gennaio</strong> (replica il 29 gennaio 2012) con la nuova produzione Le nozze di Figaro di Wolfgang Amadeus Mozart con la regia, scene, costumi di <strong>Pier Luigi Pizzi</strong>. Incontriamo il Maestro nel suo camerino a poche ore dalla &#8220;prima&#8221; di questo nuovo allestimento della Fondazione Teatro delle Muse che va completare  la trilogia Mozart dopo il <em>Così fan tutte</em> dello scorso anno e il <em>Don Giovanni</em> di due stagioni fa realizzate in coproduzione con lo Sferisterio Opera Festival.<br />
<strong><span id="more-29255"></span>Maestro, questa trilogia nella sua mente è stata concepita sin da subito come un unico progetto o si è creata “in fieri”?</strong><br />
Io ho pensato sin da subito che poteva essere un progetto unico e come tale è stato anche pensato, ma naturalmente non ero nella condizione al momento in cui ho cominciato a progettare <em>Don Giovanni </em> di sapere se sarei riuscito a mettere insieme le altre due opere. Avevo già &#8220;frequentato&#8221; <em>Don Giovanni</em>. Un titolo importante del mio percorso artistico. Hoo debuttato  come scenografo lirico nel 1952 proprio con quest’opera. Poi,  nel 1977,  il <em>Don <img class="alignleft size-medium wp-image-29279" title="dongiovanni1" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/01/dongiovanni1-290x194.jpg" alt="" width="290" height="194" />Giovanni </em>ha segnato anche il mio esordio come regista<em></em>. Non appena mi è presentata la giusta occasione, in questo specifico caso la possibilità della coproduzione tra  Macerata e Ancona, sono tornato a <em>Don Giovanni. </em>Uno spettacolo che ha avuto successo di pubblico e la richiesta di essere ripreso in molti teatri in Italia ed all’estero. Da qui  è nata l’idea concreta di continuare la trilogia fino ad arrivare a queste <em> Nozze di Figaro</em> che inaugureranno la stagione lirica 2012. In questo cammino abbiamo perso lo Sferisterio di Macerata&#8230;ma non importa! (Una risata giocosa inonda il camerino del Maestro). Lo scopo è stato comunque raggiunto. Ho realizzato uno tra i miei tanti sogni nel cassetto! Di <em>Così fan tutte</em> avevo solo realizzato una scenografia alla Scala. <em>Le nozze di Figaro</em> sono invece totalmente nuove per me. Un titolo che considero fondamentale non solo nella carriera di Mozart ma in generale come elemento  imprescindibile per chi, come me ha amato  <em>La Folle journée ou Le Mariage de Figaro</em> di Beaumarchais, una delle più belle opere di teatro mai scritte. Non le nascondo che mi sarebbe piaciuto molto affrontare anche la versione  in prosa, se mi fosse capitata la possibilità.<br />
<strong>Com’è è stato dunque il suo percorso di realizzazione di questo progetto?</strong><br />
Molto semplicemente perchè qui ho trovato delle ottime, anzi direi ideali, potenzialità lavorative. Ancona è stata una perfetta fucina dove poter con agio e con ispirazione lavorare e costruire questo spettacolo così come ho fatto con in verità con precedenti allestimenti.A questo aggiungiamo che sono riuscito ad avere il cast giusto, disposto a sottoporsi a  un intenso periodo di lavoro. Ho chiesto a loro il massimo della concentrazione. Sono convinto che il risultato di questo operato sarà evidente. La scelta degli interpreti è stata molto accurata,  non solo per le qualità vocalie ma per dare la massima credibilità scenica a ogni personaggio.<br />
<strong>Esiste un filo conduttore palese o latente che lei ha voluto celare o manifestare  nella realizzazione di questi tre progetti?</strong><br />
In verità la struttura è la stessa, ma poi le immagini, il risultato è diverso come ovviamente sono  diverse le opere. Nella loro diversità sono legate tra loro da  uno stesso clima, o atmosfera. Quello che desideravo fare emergere  maggiormente era il grande senso di vitalismo, di gioco teatrale nella sua più grande espressione,  di energia, di passione, di fervore. <img class="alignleft size-medium wp-image-29278" title="COSI FAN TUTTE1" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/01/COSI-FAN-TUTTE1-290x163.jpg" alt="" width="290" height="163" />Questo è quello che voluto che i cantanti-attori trasmettessero, già a partire dalla produzione di  <em>Don Giovann</em>i. Come <em>Così fan tutte </em> anche <em>L</em>e <em>Nozze di Figaro</em>, è  una commedia.  <em>Don Giovanni</em> è invece definito un dramma giocoso (e questa la dice lunga), ma pur sempre un dramma. Nelle <em>Nozze </em> non c’è nessuna tragedia, nessun dramma familiare, c’è però questa apparente leggerezza che però fa dire anche cose molto importanti ai personaggi. Non è solo dunque un gioco frivolo, dietro alla filigrana si cela,  come nel capolavoro di Beaumarchais,  la Rivoluzione Francese con tutto quello che poi ha portato nell’ottica dei cambiamenti dei rapporti sociali.<br />
<strong>…Non si possono dire cose più serie con più aerea leggerezza…</strong><br />
Esattamente…Questa è la grandezza di questi autori geniali: lanciare un messaggio serio attraverso un gioco teatrale leggero, elegante e  trasparente. Ho cercato di far sì che gioco emergesse sempre, se non altro perché è molto vicino al mio modo di fare teatro e di esprimermi.<br />
<strong>C’è un elemento esplicito dove si manifesta  la sua idea registica in questo spettacolo?</strong><br />
Così come nel <em>Don Giovanni</em> e in <em>Così fan tutte</em>, anche nelle <em>Nozze </em>c’è una sorta di idea fissa legata alla  sessualità. Ciò  mi ha spinto ad evidenziare e a rendere esplicite certe situazioni che normalmente si ha o pudore a mostrare oppure che si realizzano  in modo eccessivo e se vogliamo volgare. <img class="alignleft size-medium wp-image-29285" title="remigio,belfiore" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/01/remigiobelfiore-290x192.jpg" alt="" width="290" height="192" />La  volgarità non appartiene  allo stile di queste opere. Non dimentichiamoci che  tutte queste tre opere sono nate nel secolo del libertinaggio, della  grande permissività, con  gusto di abbandonarsi ai piaceri. Nelle <em> Nozze di Figaro</em> abbiamo Susanna che è un personaggio dalla grande carica seduttiva. Niente di più facile per un quasi bulimico del sesso come possiamo definire  il Conte gettarsi e scendere  a  qualsiasi bassezza pur di possedere questa  creatura. La Contessa  a sua volta, sta vivendo un momento di appannemento della sua capacità di essere seduttiva, ma no si da certo per vinta. Anzi! Pur rammaricandosi di non avere più quel fascino di un tempo, trova  in Cherubino quella  forza per rimettersi  in gioco. Questa sua evoluzione la  dimostra in tutti modi ed io ho cercato di mostrarla, renderla chiara. E proprio Cherubino, nella sua ambiguità,  è il personaggio più scopertamente  pronto a qualsiasi gioco erotico per istinto, natura, educazione e direi, vocazione. Figaro semmai è quello più quadrato,  più marcatamente…<br />
<strong><img class="alignleft size-medium wp-image-29280" title="assieme" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/01/assieme-290x192.jpg" alt="" width="290" height="192" />Borghese?</strong><br />
E&#8217; così, infatti. Dopo la rivoluzione francese, non solo i servi diventano padroni, ma cade anche questo mondo di apertura e di abbandono dei sensi. La nascita del concetto di &#8220;Borghesia&#8221; porta a  regole morali e  comportamenti sessuali almeno sulla carta più vigili e controllati.<br />
<strong><em>Le Nozze di Figaro</em> è considerata il più grande successo dell’intera carriera artistica di Mozart. Secondo lei qual è la sua forza?</strong><br />
E’ un opera straordinaria e potremmo parlarne per ore, sotto ogni punto di vista. In verità credo che la vera forza di quest’opera sia che ognuno può ritrovarsi in un personaggio o anche per molti ragioni in più d’uno. Me lo conceda ce n&#8217;è per tutti!<br />
<strong><img class="alignleft size-medium wp-image-29283" title="elena_belfiore" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/01/elena_belfiore-290x192.jpg" alt="" width="290" height="192" />Il personaggio che ama e a cui si sente più vicino in quest’opera…o magari il più simpatico…</strong><br />
La simpatia va sicuramente a Cherubino. Ovviamente perché è lo spirito della vita, in lui si associa l’innocenza alla malizia. In questo senso questo personaggio è quello che ha più immaginazione e per questo lo sento maggiormente. Preciso però che non  sono stato un Cherubino, molto  semplicemente lo sento  a me più vicino perché dal punto di vista teatrale e letterario è il  personaggio più fantasioso, più ricco di immaginazione e di insolenza.<br />
<strong>Tranne alcune opere minori di Mozart mi sembra che lei abbia affrontato registicamente ad oggi quasi tutti i grandi capolavori tranne il <em>Mitridate Re di Ponto,</em> giusto Maestro? Ha qualche progetto in merito?</strong><br />
No. Devo dire che io non ho quasi mai forzato qualcuno per potere fare qualcosa o avere un progetto. Ho sempre pensato che le cose prima o poi  ti capitano. In tal senso mi reputo abbastanza fortunato,  come in questo caso della trilogia mozartiana. Riguardo ad altri lavori di Mozart, mi viene in mente che non ho mai avuto modo di affrontare nemmeno  il <em>Lucio Silla</em> un’opera molto seria ed impegnativa. Ribadisco la mia grande attrazione per  Mozart. La sua  musica coinvolge completamente perché è  da vivere, da interiorizzare come arricchimento dello spirito. La sua  produzione sinfonica in modo particolare,  ha arricchito la mia vita di uomo e di artista. A Mozart tutta la mia immensa gratitudine!</p>
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		<title>&#8220;Senza trucco!&#8221;&#8230; Angeles Blancas</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 01:18:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Bagnoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Angeles Blancas]]></category>
		<category><![CDATA[Cantanti]]></category>

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		<description><![CDATA[Nata a Monaco di Baviera, figlia di cantanti spagnoli, ha completato i suoi studi vocali con i genitori e presso la Scuola Superiore di Canto di Madrid. La sua carriera è iniziata nel 1994 quando ha debuttato come la Königin der Nacht nel Die Zauberflöte al Teatro de la Zarzuela di Madrid. Ha iniziato a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/01/Angeles-Blancas.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-28653" title="Angeles Blancas" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/01/Angeles-Blancas-287x200.jpg" alt="" width="287" height="200" /></a>Nata a Monaco di Baviera, figlia di cantanti spagnoli, ha completato i suoi studi vocali con i genitori e presso la Scuola Superiore di Canto di Madrid. La sua carriera è iniziata nel 1994 quando ha debuttato come la Königin der Nacht nel <em>Die Zauberflöte</em> al Teatro de la Zarzuela di Madrid. Ha iniziato a cantare come soprano lirico e lirico-leggero in opere  come <em>Die Zauberflöte</em>,<em>  Il turco in Italia</em>, <em>Il Barbiere di Siviglia, Elisir d’amore</em>,<em> La Fille du régiment</em>, <em>Rigoletto</em>. Negli ultimi anni, lo sviluppo della voce e le sue capacità drammatiche le hanno consentito di ampliare il suo repertorio verso parti più marcatamente drammatiche.<strong> Dal 21 al 28 gennaio sarà la protagonista della &#8220;Lou Salome&#8221; di Giuseppe Sinopoli, </strong>opera inaugurale della stagione 2012 del Teatro La Fenice di Venezia<strong>.<span id="more-28652"></span> Qual è il tratto principale del tuo carattere?</strong><br />
Essere in uno stato di  ricerca costante.<br />
<strong>E il tuo peggior difetto?</strong><br />
L&#8217;ansia che deriva da questa ricerca. Non si placa fino a quando non raggiungo una sorta di scopo.<br />
<strong>Segno zodiacale?</strong><br />
Ariete.<br />
<strong>Sei superstiziosa?</strong><br />
Per nulla.<br />
<strong>Che rapporto hai con la spiritualità?</strong><br />
Ho un rapporto con la spiritualità come qualcosa di profondo, ma non con la religione.</p>
<p><strong>Hai mai sofferto d’invidia?</strong><br />
No&#8230; beh,si!&#8230; Quando ho visto il fidanzato di un grande amico mio&#8230;<br />
<strong>Figlia di due noti cantanti lirici. E’ stato un destino quasi “obbligato” il tuo?</strong><br />
Pare proprio di si&#8230; almeno così dicono.<br />
<strong>La tua famiglia ti ha incoraggiato o frenato in questa tua scelta ?</strong><br />
Ho avuto la piena libertà di scelta. Nessuna  una imposizione.<br />
<strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/01/snapshot.png2.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-28701" title="snapshot.png" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/01/snapshot.png2-186x200.jpg" alt="" width="186" height="200" /></a>Se potessi ritornare indietro, lo rifaresti?</strong><br />
Noooo! Mai!<br />
<strong>Quali sono i tuoi ricordi più cari?</strong><br />
Sono tantissimi&#8230; Quelli legati alla vita  in teatro con con i miei genitori&#8230; pranzi con i miei amici&#8230; quando ero innamorata&#8230; quando dipingo&#8230; Sarebbe un lungo elenco.<br />
<strong>Qual è stato il tuo momento di maggior orgoglio?</strong><br />
Quando Iniesta del Barcelona ha fatto vincere la Coppa del Mondo del 2010!<br />
<strong>Qual è la delusione più grande che hai mai avuto?</strong><br />
Un senso di delusione lo provo ogni giorno quando guardo un  telegiornale!<br />
<strong>Cosa manca nella tua vita oggi?</strong><br />
Un vero uomo!<br />
<strong>Di che cosa hai paura?</strong><br />
Dell&#8217;ignoranza, dell&#8217;estremismo religioso, degli eccessi di regole,  delle menzogne &#8230;<br />
<strong>Hai un sogno ricorrente?</strong><br />
Trovare una bella casa davanti al mare con la terra dietro per gli alberi&#8230; e molta calma&#8230;<br />
<strong>Che importanza dai al denaro?</strong><br />
Quella giusta&#8230; per mangiare, la salute&#8230;<br />
<strong>In cosa sei più spendacciona?</strong><br />
Scarpe e libri.<br />
<object width="420" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/5gg9dxxcAuU?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="420" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/5gg9dxxcAuU?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object><strong><br />
Collezioni qualche oggetto?</strong><br />
Sono appassionata di oggetti di antiquariato.<br />
<strong>Quali sono le tue letture preferite? </strong><br />
La letteratura mi interessa praticamente tutta.<br />
<strong>Qual è il tuo profumo preferito?</strong><br />
Di solito non uso profumi, solo raramente: a volte patchouli o una essenza al sandalo.<br />
<strong>Città preferita?</strong><br />
Cádiz.<br />
<strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/01/Blancas-2.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-28704" title="Blancas 2" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/01/Blancas-2-290x163.jpg" alt="" width="290" height="163" /></a>Colore preferito?</strong><br />
Dipende dalla giornata&#8230; Di sicuro non indosserò mai qualcosa di grigio&#8230;<br />
<strong>Fiore preferito?</strong><br />
I papaveri che fioriscono in  campagna.<br />
<strong>Il cantante o i cantanti preferiti?</strong><br />
Tanti&#8230; tanti&#8230; di tutto e ancora di più&#8230; Maria Callas, Leonie Rysanek, Miguel Fleta, Robert Merrill , Gérard Souzay&#8230; ma anche Lady Gaga, Nina Simone, Bono,  Sting, Billy Holliday&#8230;<br />
<strong>Qual è stato primo disco che hai acquistato?</strong><br />
Un disco che si intitolava &#8220;Sinfonia di Salzburg&#8221;  e, lo stesso giorno, un album dei Supertramp!<br />
<strong>Qual è il film che hai amato di più?</strong><br />
Anche qui tantissimi. Il primo che mi viene in mente è &#8220;<em>Gli uomini preferiscono le bionde</em>&#8220;.<br />
<strong>Qual è la stagione dell’anno che preferisci e perché?</strong><br />
La Primavera , ma anche l&#8217;estate: sento il  bisogno del caldo&#8230; Sto invecchiando!<br />
<strong>Che rapporto hai con la tecnologia e qual è il gadget tecnologico di cui non potresti fare a meno?</strong><br />
Sono un disastro, ma senza il telefono sarei completamente persa!<br />
<strong>Che rapporto hai con la televisione?</strong><br />
Nella mia casa non c&#8217;è proprio.<br />
<strong>Che rapporto hai con la politica?</strong><br />
Preferisco non rispondere!<br />
<object width="560" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/66yntg_hMyk?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="560" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/66yntg_hMyk?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object><strong><br />
Hai delle cause che ti stanno particolarmente a cuore?</strong><br />
Trovo sia importante battersi contro i fondamentalismi religiosi. Mi sento poi coinvolta dai disastri dell&#8217;economia globale, dell&#8217;ambiente, ma anche da quelli accadono nella gestione della cultura. Purtroppo ci si trova a citare solo disastri!<br />
<strong>Giorno o notte?</strong><br />
La notte.<br />
<strong>Qual è la situazione che consideri più rilassante?</strong><br />
Sdraiata su una spiaggia assolata.<br />
<strong>Qual è il tuo ideale di giornata?</strong><br />
Un po&#8217; di studio, poi disegnare, passeggiare sulla riva del mare e poi una buona birra con gli amici.<br />
<strong>Qual è il tuo rifugio da tutto e tutti?</strong><br />
Il silenzio.<br />
<strong>Qual’ è la musica che di solito fa da sottofondo alle tue giornate?</strong><br />
Musica da camera, chillout&#8230; mai opera.<br />
<strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/01/Blancas-3.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-28708" title="Blancas 3" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/01/Blancas-3-290x188.jpg" alt="" width="290" height="188" /></a>Cosa ti manca di più quando sei lontana da casa?</strong><br />
El jamón de jabugo.<br />
<strong>Qual è la vacanza o il viaggio che vorresti fare e che non hai ancora fatto?</strong><br />
Vorrei vedere le balene !!<br />
<strong>Chi o cosa ti imbarazza?</strong><br />
Ormai non mi imbarazza più nulla.<br />
<strong>Com’è il tuo rapporto con il cibo?</strong><br />
Cibo sano, possibilmente biologico e comunque saporito.<br />
<strong>Dieta mediterranea, dieta macrobiotica o fast food?</strong><br />
Assolutamente mediterranea.<br />
<strong>Qual è il tuo piatto preferito?</strong><br />
Del meraviglioso pesce al forno.<br />
<strong>Vino rosso o bianco?</strong><br />
Rosso.<br />
<strong>Il posto dove si mangia peggio?</strong><br />
Mmmmmm&#8230; non ho avuto delle esperienze entusiasmanti in Svizzera, Austria e Germania.<br />
<strong>Sei una cantante, che almeno sulla scena mostra un temperamento molto spiccato: riesci a equilibrare passione e razionalità nelle tue scelte artistiche?</strong><br />
Sono convinta che senza razionalità non ci sia passione.<br />
<strong>Segui più il cuore o la mente?</strong><br />
Entrambi.<br />
<strong>Sei passata da ruoli di  “coloratura” a  marcatamente drammatici. Come è avvenuta questa evoluzione?</strong><br />
E&#8217; stata una maturazione naturale della mia voce&#8230; diciamo semplicemente che sono invecchiata!<br />
<strong>Chi ti ha seguito in questo progresso vocale e di repertorio?</strong><br />
In primis, i miei genitori, ma anche le persone di cui mi fido maggiormente.<br />
<strong>A chi non conoscesse la tua voce, cosa faresti ascoltare?</strong><br />
“<em>Die Gezeichneten</em>” di Schreker, <em>“Adriana Lecouvreur</em>” ,<em>”Rusalka”</em>.<br />
<strong>Se ti fosse data l’opportunità di scegliere un ruolo, cosa canteresti?</strong><br />
La <em>Salome</em> di Strauss.<br />
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<p><strong>Dove vuole arrivare la Angeles cantante?</strong><br />
A essere sempre in grado di comunicare arte&#8230;<br />
<strong>E la Angeles donna?</strong><br />
A essere in pace con me stessa.<br />
<strong>Cosa fai un’ora prima di salire sul palco?</strong><br />
Più o meno le solite cose: il trucco, un buon caffè,vocalizzi e poi mi concentro sulla musica.<br />
<strong>Cosa non manca mai nel tuo camerino?</strong><br />
Una semplice bottiglia d&#8217;acqua.<br />
<strong>A cosa pensi quando ti guardi allo specchio?</strong><br />
Beh, mi viene da ridere&#8230;<br />
<strong>Stato d’animo attuale?</strong><br />
Penso spesso a dei periodi di vacanza! Non mi bastano mai. La stanchezza mi pesa molto.<br />
<strong>Il tuo motto?</strong><br />
Mai pentirsi di niente, ma sopratutto, mai perdere il senso dello humor.<br />
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		<title>Intervista a Carmela Remigio</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 00:39:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Festa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Cantanti]]></category>
		<category><![CDATA[Carmela Remigio]]></category>

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		<description><![CDATA[Interprete apprezzata in tutto il mondo per le sue doti canore, ormai punto di riferimento per le interpretazioni dei suoi ruoli mozartiani, incontriamo il celebre soprano Carmela Remigio in occasione della riproposta della Bohème di Pontiggia che già andò in scena nell&#8217;autunno 2008 sul palco del Teatro Comunale di Firenze. In una lieta serata di dicembre, quando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/12/carmela_remigio_09_01.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-28184" title="carmela_remigio_09_01" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/12/carmela_remigio_09_01-280x222-custom.jpg" alt="" width="280" height="222" /></a>Interprete apprezzata in tutto il mondo per le sue doti canore, ormai punto di riferimento per le interpretazioni dei suoi ruoli mozartiani, incontriamo il celebre soprano Carmela Remigio in occasione della riproposta della Bohème di Pontiggia che già andò in scena nell&#8217;autunno 2008 sul palco del Teatro Comunale di Firenze. In una lieta serata di dicembre, quando anche la città del giglio si riveste delle luci natalizie, davanti a un buon caffè di uno storico bar fiorentino e con la bellezza solenne del Duomo di Santa Maria del Fiore che s’intravede oltre le vetrine…<span id="more-28158"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Con la Bohème interpretata di recente al Maggio Musicale Fiorentino è tornata ad affrontare il ruolo di Mimì che sappiamo esserle molto caro. Come ha lavorato nella realizzazione di questa produzione?</strong><br />
Questa è una produzione che definirei tradizionale innanzitutto, perché racconta una Bohème come tutti la vogliamo sentire e vedere, ma soprattutto perché trovo bello realizzare allestimenti che abbiano una coerenza tra ciò che viene recitato e ciò che viene cantato, tra gesto e canto. Riprendo sempre Mimì con molto piacere, sin dal mio debutto a Piacenza nel 1992. Serbo un particolare ricordo di una Bohème del 1999 al Teatro Comunale di Bologna sotto la direzione del M° Daniele Gatti, con Ildebrando D’Arcangelo in Colline, Natale De Carolis in Schaunard e Patrizia Ciofi debuttante nel ruolo di Musetta. Ma ricordo con emozione anche quella del 2009 in Giappone, con il M° Myung-Whun Chung che vi debuttava come direttore. Boheme è tra le prime opere che ho ascoltato nella mia vita; trovo che l’edizione di Karajan con Pavarotti e Freni sia inarrivabile.<br />
<object width="420" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/0bgHvNCZzyQ?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="420" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/0bgHvNCZzyQ?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object><strong><br />
Come si relaziona nei confronti di questo personaggio, quali le sue considerazioni a riguardo?</strong><br />
Devo confessare che quello di Mimì è un ruolo che mi fa soffrire perché portare in scena l’amore in modo così esplicito, prendere coscienza che l’entusiasmo di un amore giovanile possa serbare nel suo seno la morte è una cosa assolutamente struggente: ogni volta non riesco a trattenere le lacrime quando Rodolfo chiama Mimì ormai morta. Mimì è una creatura fragile, impalpabile già dal suo ingresso in scena. Con lei Puccini crea la più sensibile di tutte le sue creature, ed interpretarla per me rappresenta una continua sfida. Inoltre, considero cruciale per la riuscita dello spettacolo quell’alchimia che si viene a creare coi colleghi (il direttore, il regista, il partner del personaggio che in questo caso è Rodolfo) perché alla base di tutto ci dev’essere uno scambio di emozioni, una condivisione dello stesso linguaggio emotivo e musicale.<br />
<strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/12/Clemenza_di_Tito._Torino._R._Abbado._G._Vick.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-28165" title="Clemenza_di_Tito._Torino._R._Abbado._G._Vick" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/12/Clemenza_di_Tito._Torino._R._Abbado._G._Vick-133x200.jpg" alt="" width="133" height="200" /></a>La Bohème è stata un’opera particolarmente amata da Pavarotti col quale aveva un rapporto molto stretto. Ricorda qualche particolare aneddoto in relazione a questo titolo o dei consigli che il maestro le dava nell’affrontare il ruolo di Mimì?</strong><br />
Ho incontrato Luciano nel 1992 a Philadelphia quando vinsi l’International Voice Competition a lui intitolato, e il primo recital che feci con lui fu nel 1997. Nel corso degli anni ne sono seguiti circa una settantina toccando anche Londra (Royal Albert Hall), Parigi, New York (Carnegie Hall), Beirut (davanti a 40,000 persone), Seoul, Auckland. Ritengo che sia stato un privilegio avergli fatto da spalla, ma proprio nel senso letterale del termine intendo, visto che lui si appoggiava fisicamente a me quando salivamo sul palco. E’ stato un bellissimo rapporto di amicizia. <strong>In questi concerti facevamo sempre il primo atto di Bohème, e ciò che rammento con maggiore intensità erano la nostra gestualità e gli sguardi d’intesa, che ne facevano ogni volta una<em> Bohème</em></strong> in forma semiscenica. <a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/12/Carmela_Remigio.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-28160" title="Carmela_Remigio" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/12/Carmela_Remigio-192x200.jpg" alt="" width="192" height="200" /></a>Altri brani che eravamo soliti eseguire erano i duetti dalla <em>Tosca</em> e dall’<em>Aida</em>. Più che dai suoi consigli ho imparato soprattutto osservandolo durante le prove e i concerti e nelle sue conferenze stampa alle quali ero sempre presente. Ricordo che a Francoforte un giornalista mi chiese chi fosse per me Luciano Pavarotti e io risposi: “Luciano is a wonderful man” e il giorno dopo avvenne che sulle prime pagine dei giornali capeggiava questa mia risposta a caratteri cubitali.<br />
Lui era innanzitutto una persona generosa e umana. Pensi che ogni anno si ricordava del mio compleanno. Mi ha insegnato molto anche nella vita, e da lui ho imparato lo spirito di sacrificio. Un artista deve essere disciplinato, metodico nello studio, controllato nelle emozioni e nelle paure, e Luciano ha sempre avuto paura prima di ogni recita fino alla fine, perché considerava la scena come una prova, e le aspettative del pubblico erano davvero alte. Quando un giorno l’andai a trovare nella sua casa di Pesaro, stava studiando il ruolo di Calaf, e mi confessò che il suo peggior nemico era lui stesso che si ascoltava in una registrazione in mangianastri di una Turandot di circa venti anni prima. Era il 1997, se ben rammento.<br />
<object width="420" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/N-aa3nYh534?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="420" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/N-aa3nYh534?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object><strong><br />
Qual è il personaggio d’opera col quale si immedesima maggiormente, che sente più vicino alla sua personalità?</strong><br />
Non c’è un personaggio nel quale mi identifico totalmente. In ognuno, piuttosto, cerco di ritrovare me stessa perché ciò mi consente di coglierne le corde più profonde. Vestire i panni di un personaggio e spogliarsi dei propri, è spesso un salto nel vuoto, ma mi piace rischiare. Sono del parere che in teatro bisogna osare, tentare, esplorare nuove strade interpretative. Mi accorgo che nel personaggio che man mano scolpisco attraverso un sofferto percorso interiore riverbera inevitabilmente il tempo in cui viviamo, e in questo è il segreto della irripetibilità e modernità della interpretazione.<br />
<strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/12/Con_A._Esposito._Rieti._Direzione_K._Nagano.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-28170" title="Con_A._Esposito._Rieti._Direzione_K._Nagano" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/12/Con_A._Esposito._Rieti._Direzione_K._Nagano-133x200.jpg" alt="" width="133" height="200" /></a>Suoi cavalli di battaglia sono i ruoli mozartiani, ma qual è il personaggio che trova più adatto al suo strumento vocale?</strong><br />
Questa è una cosa che non devo essere io a dirla. Ultimamente cantare Donna Elvira mi diverte tanto, ma i miei personaggi del cuore sono Mimì e Donna Anna perché in essi trovo profondità psicologiche che mi piace sondare e poi far riemergere. Norma, invece, è un personaggio unico, che definirei completo. Interpretare Norma è stato un viaggio interiore attraverso l’infinito spettro delle passioni che albergano nel petto di una donna-madre-guerriera-amante-figlia-amica. Una sorta di ritorno alle radici dell’essere dal quale sono riemersa arricchita, ed in un certo senso irreversibilmente cambiata. Non mi era mai successo prima.<br />
<strong>Nel corso della sua carriera ha avuto modo di lavorare con registi di primo piano come Pier Luigi Pizzi e Damiano Michieletto. Come lavora con questi due maestri drammaturgicamente molto diversi tra loro?</strong><br />
Ad essere sincera li amo entrambi. Sono diversi, ma complementari. Pizzi è la storia del teatro italiano, del gusto teatrale: è un genio delle scene e dei costumi, è un uomo di grande intuizione e intelligenza. Adoro lavorare con lui per lo spirito di abnegazione che ha nei confronti del suo lavoro, ed in virtù di ciò mi sento in piena sintonia con lui. Ogni volta che pensiamo a un nuovo personaggio, <a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/12/carmela_remigio_09_02.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-28188" title="carmela_remigio_09_02" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/12/carmela_remigio_09_02-178x200.jpg" alt="" width="178" height="200" /></a>ne discutiamo a tavolino affrontandone in primis le idee sulla sua psicologia: tutto ciò è possibile perché tra di noi c’è un sincero rapporto di stima e di affetto. Stesso discorso per Michieletto: assolutamente a pari merito! Definirei Michieletto, se messo in rapporto con Pizzi, la sorpresa del teatro italiano, il nuovo che avanza: questa è un’epoca in cui sta avvenendo un vero e proprio passaggio di consegne tra questi due geni della scena.<br />
<strong>Recentemente ha ricevuto il Premio “Ambasciatori d’Abruzzo nel mondo” conferitole dal Consiglio Regionale d’Abruzzo. Come ha vissuto questo particolare momento della sua carriera?</strong><br />
Da un lato trovo la cosa preoccupante perché vuol dire che sto invecchiando, dall’altro sono felice perché ho un forte legame con la mia terra, e il fatto che sia sempre in viaggio rafforza ancora di più questo legame. Tra l’altro nell’ottobre 2010 il Sindaco della mia città, Albore Mascia, mi ha conferito anche il premio “Ciattè d’oro”, che è la massima onorificenza cittadina che viene conferita dalla municipalità di Pescara, città nella quale ho scelto di mantenere la mia residenza.<br />
<object width="420" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/LLzC7zxZ1Zc?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="420" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/LLzC7zxZ1Zc?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object><strong><br />
Quali sono i suoi progetti futuri?</strong><br />
In gennaio mi aspetta una nuova produzione di <em>Nozze di Figaro</em> con la regia di Pizzi al Teatro delle Muse di Ancona e sono molto lieta di portare a compimento la sua trilogia mozartiana. A Londra, invece, debutterò al Covent Garden Opera House tornando a rivestire i panni di Donna Anna dopo due anni di Donna Elvira. A marzo 2012 sono a Torino per un <em>Così fan tutte</em> e un recital mozartiano, mentre nel mese di maggio tornerò ad affrontare Donna Anna per un Don Giovanni alla Los Angeles Philarmonic in una produzione che vedrà la regia del celebre architetto Frank Ghery e la direzione del M° Gustavo Dudamel. In giugno, infine, tornerò a Bologna nelle <em>Nozze di Figaro</em> dirette da Michele Mariotti con la regia di Mario Martone. Tutto il resto è una sorpresa…<br />
<strong>Una cantante lirica affermata e apprezzata quale è lei, come vive la drammatica situazione che il mondo dell’opera sta attraversando in questo periodo in Italia?</strong><br />
Questo è un periodo molto difficile che tutti stiamo vivendo molto male. L’unica cosa che penso possiamo fare noi artisti è quella di difendere l’opera italiana dando il massimo di noi stessi ogni volta. Io spero che i nostri politici non sotterrino la lirica che è un bene di tutti noi. Oltre alla pizza e all’arte, l’Italia è nel mondo associata alla lirica, e l’italiano è spesso studiato appositamente per capire l’opera.<br />
<object width="420" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/9S1nwWAcKVA?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="420" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/9S1nwWAcKVA?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object><strong><br />
A suo avviso la lirica è ancora in grado di trasmettere alle nuove generazioni quei messaggi forti e nobili che ha fatto nel passato?</strong><br />
Credo di sì. Fino a quando esiste un pubblico che va a teatro e si commuove, vuol dire che la musica ha ancora qualcosa da trasmettere. Il melodramma ha come tema principale quasi sempre l’amore, e l’amore è un qualcosa di universale che a tutt’oggi ognuno di noi ancora non è riuscito a capire fino in fondo. Con l’amore si piange e si sorride, d’amore si muore ed è per questo che la lirica non morirà.<br />
<strong>Quale altra musica ama solitamente ascoltare oltre a quella lirico-sinfonica con la quale lavora?</strong><br />
Il silenzio. Amo ascoltare il silenzio.<br />
<em>Ritratti di Marco Rossi<br />
Altre informazioni sulla  biografia, il repertorio, l’agenda e la discografia di Carmela Remigio le potete trovare nel suo<a href="http://www.carmelaremigio.net/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.carmelaremigio.net');"> sito ufficiale</a></em></p>
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		<title>Ci rivediamo, certo&#8230;. Il meglio deve ancora venire&#8230;.</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Dec 2011 08:09:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luisa De Salvo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Arrivederci]]></category>
		<category><![CDATA[Cantanti]]></category>
		<category><![CDATA[Vittorio Grigolo]]></category>

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		<description><![CDATA[Vittorio Grigolo ci racconta il suo ultimo CD “Arrivederci”, a suon di versi…  (“Liberare una certa tradizione musicale colta nell&#8217;aperto della modernità” &#8211; Alessandro Baricco)  Se è vero che il teatro rimane la casa prediletta dell’Opera, non fosse altro per il filo di seta lungo pochi metri che unisce il pubblico agli interpreti, è innegabile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/12/Vittorio-Grigolo-Arrivederci.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-27419" title="Vittorio-Grigolo-Arrivederci" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/12/Vittorio-Grigolo-Arrivederci-293x291-custom.jpg" alt="" width="293" height="291" /></a></em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Vittorio Grigolo ci racconta il suo ultimo CD “Arrivederci”, a suon di versi…  (“Liberare una certa tradizione musicale colta nell&#8217;aperto della modernità” &#8211; Alessandro Baricco)  </em>Se è vero che il teatro rimane la casa prediletta dell’Opera, non fosse altro per il filo di seta lungo pochi metri che unisce il pubblico agli interpreti, è innegabile che la strada è già tracciata, con buona pace dei melomani più conservatori: i tempi spingono la lirica anche fuori dal palcoscenico per approdare in spazi abitati da un’audience on-line con la modernità. <span id="more-27417"></span>E poco (o molto) importa se moderno vuol dire cinema, reality, fiction, pubblicità, show, televisione, computer o smartphone. E’ bravo e intelligente, e purtroppo molto criticato, chi oggi riesce a cantar bene, conservare la voce il più a lungo possibile e cavalcare l’onda del successo. Come si dice… in medias res (nella sua doppia traduzione ‘metà strada’ e ‘mezzi di informazione’) stat virtus.<br />
Se poi la dea fortuna, spogliata della sua benda, regala anche la bellezza, le jeux sont faits! Lo ha capito al volo Vittorio Grigolo, guarda caso cresciuto tra piccole ali di aerei, pale di elicotteri e motori di macchine, a cui ha aggiunto spartiti e tasti di pianoforte, tutti da comporre insieme con molta accuratezza, disciplina e passione. Dopo una gavetta durata anni che per onestà non rinnega, adesso può scegliere produzioni di qualità, scartare i rischi e mantenere alto il livello di fama internazionale grazie ad una delicata virtus fatta di acuti e silenzi, lezioni e ricreazione, luccicanti ribalte ma anche intensi gesti, un piede sull’acceleratore e una mano sempre pronta a cambiar marcia. Insomma più che la dannazione di una vita dedicata alla musica, Vittorio sembra vivere con il dono di una musica in moto. Così se tutti gli appassionati non possono entrare nei teatri, è lui a raggiungerli, come e dove può: con un Rigoletto da Mantova in Mondovisione, una Traviata dalla Stazione di Zurigo, un Faust live dal Covent Garden in worldstream, l’apertura dei Giochi Olimpici e chissà cos’altro ancora… tranquilli, questo è solo l’inizio! A Londra, dove pare che Vittorio abbia trovato la sua non-fissa dimora, l’ho incontrato in occasione dell’ultima performance del Faust di David McVicar, in programma alla Royal Opera House, e con un leggero accento romanesco ha intonato alcuni versi del suo latest, but not least CD “Arrivederci”…<strong><br />
<object width="560" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/3F0bgwlsM0I?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="560" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/3F0bgwlsM0I?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object> <em><br />
</em></strong></p>
<p><em>La donna mobile qual piuma al vento…<br />
(Rigoletto &#8211; Giuseppe Verdi) </em><br />
<strong> E’ la donna ad essere troppo mobile o è l’uomo ad essere troppo immobile? </strong><br />
Una posizione a volte di stallo dove entrambi aspettano un cenno per fare la prima mossa. Ma oggi non è cosi, come forse non lo era per il Duca&#8230;forse per Verdi! Quella era un’epoca diciamo nel mezzo. Che la donna si muova è un bisogno: se non si muovesse non ci sarebbero tutte queste manifestazioni esternate nei secoli dall&#8217;arte. La donna è ovunque, dipinti, scritti, sculture&#8230;una figura a cui l&#8217;uomo non sa resistere. Un’irresistibile armonia che rompe l&#8217;immobilità maschile, spesso solo internamente. E’ per questo che risultiamo meno mobili&#8230;o forse ci muoviamo ma fuori dall&#8217;occhio delle telecamere e al buio.<br />
<em>L&#8217;arte nel suo mistero&#8230;le diverse bellezze insieme confonde!<br />
(Tosca &#8211; Giacomo Puccini) </em><br />
<strong> A proposito di arte e confusione, a volte sembra che i musicisti si sforzino troppo di dimostrare che anche loro hanno un cuore, anche se compresso da un traboccante egoismo. Sei d’accordo? </strong><br />
D’accordissimo&#8230;..io per primo. Scherzo&#8230;.ma in fin dei conti tutti cercano di dare il meglio di sè, che poi non è detto che all&#8217;occhio dell&#8217;umanità risulti essere il lato migliore.<br />
<em>Il più bel con la più bella tutta notte danzerà?<br />
(Soirées musicales &#8211; Gioacchino Rossini) </em><br />
<strong> Il ritmo della danza cosa ti fa venire in mente e cosa rende diversa la comunicazione del corpo da quella della voce? </strong><br />
Corpo e voce un linguaggio unico, unito da estreme sensibilità, prolungamenti del corpo e dei suoni che si amalgamano in un impasto già lievitato&#8230;senza attesa. La danza per così dire è la macchina impastatrice di questa meravigliosa torta&#8230;il groove che scandisce i passi più o meno veloci, le note più o meno vicine&#8230;una liberazione che non si impara, ma che nasce dal semplice sfogo libero dell&#8217;essere.<br />
<em>I&#8217; parto, addio! T&#8217;alluntane da stu core Da sta terra de l&#8217;ammore Tiene &#8216;o core &#8216;e nun turnà?<br />
(Torna a Surriento &#8211; Ernesto de Curtis) </em><br />
<strong> Per un tenore-gira-mondo come te, cosa vuol dire allontanarsi? Da dove, da chi? </strong><br />
Allontanarsi ovviamente sì, ma mai per sempre….<em>nu marenare</em>, un gipsy con passaporto! allontanarsi da ciò che si ama, ciò che è caro, ciò che è porto, quiete e riposo &#8230;la casa, la famiglia, le passioni&#8230;i miei giocattoli.<br />
<em>L&#8217;aurora di bianco vestita Già l&#8217;uscio dischiude al gran sol<br />
(Mattinata &#8211; Ruggero Leoncavallo) </em><br />
<a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/12/vittorio-grigolo.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-27448" title="vittorio-grigolo" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/12/vittorio-grigolo-200x200.jpg" alt="" width="200" height="200" /></a><strong> Cosa è per te luce e cosa è buio? E cosa serve per trasformare la notte in giorno? </strong><br />
La luce è semplicità, verità, vita, calore, colore, sincerità. Tutti sostantivi che appartengono ad un mondo soprannaturale dove ogni cosa è visibile, anche il minimo particolare e le piccole cose fanno le grandi cose&#8230;quindi a voi pensare Il resto. Il buio invece è mascheratore, beffardo, ambiguo, pericoloso, sconosciuto, irraggiungibile, non si vede la fine&#8230;non c&#8217;è inizio se non quello dove siamo e da dove non riusciamo spesso a vedere neanche la punta delle nostre scarpe. Il buio nasconde la perfezione e rende perfetto l&#8217;imperfetto con le ombre, tratti definiti di una perfetta creazione. Quasi che ne abbia paura? o che non sia capace di imitare&#8221;la luce&#8221;. Per trasformare la notte in giorno basta un sorriso! Ovunque&#8230;. <em><br />
Cara, ti voglio tanto bene<br />
(Ti voglio tanto bene &#8211; Ernesto de Curtis) </em><br />
<strong> Quanto ha perso la sostanza dei sentimenti sempre più ridotti a sigle da display…TVB, </strong><strong>6 LA +, TA… </strong><br />
La comunicazione ed il linguaggio odierno hanno raggiunto il culmine delle abbreviazioni, non solo nella lingua scritta ma anche in quella dei gesti, delle movenze, degli atti. Si cerca di raggiungere un punto sempre più velocemente, ma in fondo questo è ed è stato il motivo dominante del secolo passato, per cui oggi ne paghiamo il prezzo: il progresso e la velocità nel creare un villaggio globale, un mondo senza confini di comunicazione. <a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/12/Vittorio-Grigolo-01-Credit-Alessandro-Dobici_hg_full_l.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-27464" title="Vittorio-Grigolo-01-Credit-Alessandro-Dobici_hg_full_l" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/12/Vittorio-Grigolo-01-Credit-Alessandro-Dobici_hg_full_l-290x193.jpg" alt="" width="290" height="193" /></a>La musica ci era già riuscita senza dover inventare un jet ad ultrasuoni od uno shuttle&#8230;le note tutte uguali. Suonate qui o a Timbuktu sono uguali, comunicano lo stesso linguaggio, più o meno espressivo, a seconda poi dell&#8217;esecutore che fa la grande differenza. Tanti temi che si aprono e migliaia di domande e risposte…<em>Arrivederci</em> è proprio per me spiegare un pò tutto questo: come il linguaggio sia cambiato dall&#8217;aria <em>Angelo casto e bel</em> fino a Caruso&#8230;come le parole e le intenzioni hanno attraversato un secolo mutando talmente tanto da finire poi ingoiate dal silenzio. E non parliamo dei dialetti…<br />
<em>Quanta notte nun te veco, nun te sento &#8216;int&#8217;a sti bbracce, nun te vaso chesta faccia, nun t&#8217;astregno forte &#8216;mbraccio a me?!<br />
(‘O surdato ‘nnammurato – Enrico Cannio) </em><br />
<strong> <a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/12/Vittorio.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-27453" title="Vittorio" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/12/Vittorio-133x200.jpg" alt="" width="133" height="200" /></a>Oltre il canto, con quale altra forma d’arte riusciresti ad esprimere te stesso con uguale intensità? </strong><br />
La scultura e la pittura credo siano incredibili mezzi di liberazione dell&#8217;anima come del resto il canto. Incredibili valvole di sfogo&#8230;come una grande moka!<br />
<em>Non ti scordar di me&#8230;La vita mia è legata a te<br />
(Non ti scordar di me – Ernesto de Curtis) </em><br />
<strong> Cosa vorresti che negli anni, dopo…alla fine, gli altri ricordassero Vittorio Grigolo? </strong><br />
Il sorriso, quello che non appare quasi mai in foto, quello che tengo stretto, quello che rivela la mia spensieratezza e semplicità. Sì, forse che venga ricordato per la mia voglia e gioia di vivere!<br />
<em>Comme putevo fá furtuna all&#8217;estero s&#8217;io voglio campá ccá? &#8216;Sta casa piccerella, &#8216;sta casarella mia &#8216;ncoppo Pusilleco, luntano, chi t&#8217; &#8216;a dá?&#8230;<br />
(‘O pa</em>ese <em>d’ ‘o sole – Vincenzo d’Annibale) </em><br />
<strong> L’agiatezza aiuta, se non altro per comprare scarpe adatte a correre più veloci verso il traguardo. Il provenire da una famiglia facoltosa quanto ha aiutato la tua scalata verso il successo, sinceramente? </strong><br />
Sfatiamo questa notizia finalmente e pubblicamente. Non vengo da famiglia facoltosa. Mi hanno dato tutto e mi darebbero ancora di più se potessimo tornare indietro nel tempo, come credo tutti i genitori. Da parte di mio padre era una famiglia di imprenditori: nonna Romana una vera leader e nonno Vittorio un grande uomo, amante della terra e dei cavalli. Una famiglia facoltosa direi fino alla meta degli anni ‘50. Poi le grandi famiglie si disgregano e tante cose vanno diversamente&#8230; <a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/12/Grigolo1.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-27466" title="Grigolo1" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/12/Grigolo1-133x200.jpg" alt="" width="133" height="200" /></a>Da parte di mia madre invece mio nonno Antonio lavorava alle acciaierie di Terni e mia nonna Caterina confezionava abiti su misura. Insomma un vasto assortimento che ha funzionato a meraviglia e che mi ha regalato la ricchezza più grande: genitori come i miei. Che altro chiedere? Solo più tempo da trascorrere insieme! <em><br />
O chitarra romana accompagnami tu!<br />
(Chitarra romana – Eldo di Lazzaro) </em><br />
<strong> Ciak stile anni ‘70/’80: Vittorio, una chitarra tra le mani, magari in spiaggia con la luna piena…cosa ci regali? </strong><br />
La chitarra tra le mani e dita che scorrono tra le corde che pizzicate mi riportano agli esordi, alle mie giornate di silenzio passate a 18 anni in una stanzetta di Vienna imparando un bolero messicano che mi tirasse fuori dalla prigione musicale che avevo scelto di vivere. Oggi tutt&#8217;altro che prigione&#8230;un paradiso! Ed un bolero sempre più maturo&#8230;dove con sicurezza le dita atterrano sulle corde giuste senza titubanza alcuna, senza timore di essere giudicati. Adoro il suono della chitarra classica&#8230;.<br />
<em>Core, core &#8216;n</em>grato<em> &#8216;aie pigliato &#8216;a vita mia.<br />
(Core ‘ngrato – Salvatore Cardillo) </em><br />
<strong> Ricordi episodi di ingratitudine tuoi o degli altri che ancora fanno male? </strong><br />
No, nessun rancore.<br />
<object width="560" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/crk3-g4Us6k?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="560" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/crk3-g4Us6k?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object><em><br />
Ce sta &#8216;na leggenda romana legata a &#8216;sta vecchia fontana per cui se ce butti un soldino costringi er destino a fatte tornà.<br />
(Arrivederci, Roma – Renato Rascel)</em><br />
<strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/12/vittorio-2.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-27461" title="vittorio 2" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/12/vittorio-2-290x193.jpg" alt="" width="290" height="193" /></a>Giriamoci di spalle e buttiamo insieme una moneta nella Fontana di Trevi. Svelaci il tuo desiderio più grande…</strong><br />
Se lo svelo che desiderio e&#8217;&#8230;<em>po’ nun s&#8217;avvera</em>&#8230;allora <em>nun hai imparato nulla da sta’ tradizione</em>&#8230;.<em>bisogna stasse zittttiiiii</em>&#8230;<br />
<em><br />
Potenza della lirica, dove ogni dramma è un falso che con un po’ di trucco e con la mimica poi diventare un altro<br />
(Caruso – Lucio Dalla) </em><br />
<strong>Tu, sul balcone davanti al Golfo di Sorrento, come avresti conquistato quella donna, senza trucco, né canto? </strong><br />
<em>Me</em> sarei buttato! Tanto <em>cor</em> fisico atletico sarei magari sopravvissuto e lei si sarebbe di certo preoccupata e visto <em>er</em> gesto m&#8217;avrebbe accompagnato per tutta la vita&#8230;fino alla fine, come nelle più belle storie d&#8217;amore che si rispettino. Punto.<br />

<a href='http://www.gbopera.it/2011/12/ci-rivediamo-certo-il-meglio-deve-ancora-venire/grigolo1/' title='Grigolo1'><img width="70" height="70" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/12/Grigolo1-70x70.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Grigolo1" title="Grigolo1" /></a>
<a href='http://www.gbopera.it/2011/12/ci-rivediamo-certo-il-meglio-deve-ancora-venire/vittorio-grigolo-01-credit-alessandro-dobici_hg_full_l/' title='Vittorio-Grigolo-01-Credit-Alessandro-Dobici_hg_full_l'><img width="70" height="70" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/12/Vittorio-Grigolo-01-Credit-Alessandro-Dobici_hg_full_l-70x70.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Vittorio-Grigolo-01-Credit-Alessandro-Dobici_hg_full_l" title="Vittorio-Grigolo-01-Credit-Alessandro-Dobici_hg_full_l" /></a>
<a href='http://www.gbopera.it/2011/12/ci-rivediamo-certo-il-meglio-deve-ancora-venire/vittorio-2-2/' title='vittorio 2'><img width="70" height="70" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/12/vittorio-2-70x70.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="vittorio 2" title="vittorio 2" /></a>
<a href='http://www.gbopera.it/2011/12/ci-rivediamo-certo-il-meglio-deve-ancora-venire/vittorio/' title='Vittorio'><img width="70" height="70" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/12/Vittorio-70x70.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Vittorio" title="Vittorio" /></a>
<a href='http://www.gbopera.it/2011/12/ci-rivediamo-certo-il-meglio-deve-ancora-venire/vittorio-grigolo-2/' title='vittorio-grigolo'><img width="70" height="70" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/12/vittorio-grigolo-70x70.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="vittorio-grigolo" title="vittorio-grigolo" /></a>
<a href='http://www.gbopera.it/2011/12/ci-rivediamo-certo-il-meglio-deve-ancora-venire/vittorio-grigolo-arrivederci/' title='Vittorio-Grigolo-Arrivederci'><img width="70" height="70" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/12/Vittorio-Grigolo-Arrivederci-70x70.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Vittorio-Grigolo-Arrivederci" title="Vittorio-Grigolo-Arrivederci" /></a>
</p>
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		<title>&#8220;Senza trucco!&#8221;&#8230; Carmelo Corrado Caruso</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Dec 2011 16:39:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Giudiceandrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Cantanti]]></category>
		<category><![CDATA[Carmelo Corrado Caruso]]></category>
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		<description><![CDATA[Il baritono Carmelo Corrado Caruso, nato a Noto in provincia di Siracusa, ha iniziato lo studio del canto con il M° Renato Federighi diplomandosi poi al Conservatorio di S. Cecilia di Roma. Ha proseguito gli studi con il M° Luciano Bettarini  e con Bianca Maria Casoni, frequentando numerosissimi corsi di perfezionamento tra gli altri con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/12/Carmelo-1.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-27210" title="KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERA" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/12/Carmelo-1-275x200.jpg" alt="" width="275" height="200" /></a>Il baritono<strong> Carmelo Corrado Caruso</strong>, nato a Noto in provincia di Siracusa, ha iniziato lo studio del canto con il M° Renato Federighi diplomandosi poi al Conservatorio di S. Cecilia di Roma. Ha proseguito gli studi con il M° Luciano Bettarini  e con Bianca Maria Casoni, frequentando numerosissimi corsi di perfezionamento tra gli altri con A. Kraus, L. Gencer, P. Cappuccilli, M. Baker, D. Baldwin. <span id="more-27004"></span> Il suo repertorio teatrale, costruito nel corso degli anni seguendo la naturale evoluzione della voce è costituito da oltre 40 ruoli da protagonista  e spazia da Monteverdi a Henze, comprendendo fra l’altro l’esecuzione di tutte le principali parti del repertorio baritonale di Mozart, Rossini Donizetti Verdi e Puccini.<br />
Fra i suoi successi sono da ricordare la nomination per il Grammy Award per la partecipazione nel ruolo di Camoens all’incisione del <em>Dom Sèbastien</em> di Donizetti, incisione Live effettuata al RHO Covent Garden di Londra nel 2005 e la sua interpretazione come protagonista de “<em>Il Prigioniero”</em> di Dallapiccola al teatro Comunale di Firenze sotto la direzione di Bruno Bartoletti, spettacolo insignito con il Premio Abbiati quale miglior produzione operistica nel 2004. E’ regolarmente invitato nei principali teatri italiani ed europei ed alterna all’attività teatrale una regolare ed intensa attività concertistica nel repertorio cameristico italiano, tedesco e francese che perfeziona con il M° D. Baldwin. Da qualche anno quando gli impegni artistici lo consentono, di dedica con entusiasmo e passione all’attività didattica. Lo incontriamo di passaggio a Roma dove accetta molto simpaticamente di riceverci durante le prove in occasione della sua partecipazione all’esecuzione della Sinfonia n 9 di Beethoven presso la Facoltà di Medicina dell’Università Cattolica. <strong>Attualmente è impegnato nel <em>Rigoletto </em> conclusivo della stagione lirica 2011 del teatro Bellini di Catania.</strong><br />
<strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/12/Prigioniero29.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-27009" title="Prigioniero29" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/12/Prigioniero29-131x200.jpg" alt="" width="131" height="200" /></a>Qual è il tratto principale del tuo carattere? </strong><br />
Amo essere molto diretto per non lasciare spazio a fraintendimenti; comunque in fondo ascoltiamo tutti quello che ci fa piacere sentirci dire.<br />
<strong>E il tuo peggior difetto?<br />
</strong>Vivere sempre come se fosse l’ ultimo giorno della vita, e quindi non do tregua né a me , né a chi mi sta accanto.<br />
<strong>Segno zodiacale?<br />
</strong>Toro, ascendente Acquario.<br />
<strong>Sei superstizioso?<br />
</strong>Amo il colore viola e quindi non posso esserlo, ma mi diverte far rimbalzare tre volte uno spartito caduto in terra!<br />
<strong>Che rapporto hai con la spiritualità?<br />
S</strong>ono un fervido credente, ma ho le mie modalità che poi cambiano di giorno in giorno! Sono sempre estasiato di fronte al miracolo del creato e al “buon senso” che di tanto in tanto si appropria di qualche esemplare della razza umana.<br />
<strong>Hai mai sofferto d’invidia?<br />
</strong>Certo, come tutti! Anche quelli che dicono di no. E’ un sentimento umano come tanti altri, che, vissuto in modo costruttivo, può aiutare a raggiungere vette insperate. (da studente di canto ho sempre invidiato molto chi aveva capito il grande mistero della corretta emissione!)<br />
<strong>Cosa volevi fare da grande?<br />
</strong>Da bambino la prima risposta era : Ingegnere Navale, ma immagino fosse una scelta legata al mare. I primi anni di liceo furono legati all’Architettura, facoltà a cui mi iscrissi. Il canto è arrivato lentamente, come un tarlo, quando iniziai a studiare a 16 anni non immaginavo che sarebbe diventato la ragione della mia esistenza.<br />
<strong>La tua famiglia ha influenzato le tue scelte ?<br />
</strong>Piuttosto hanno fatto di tutto per ostacolarle. Mi sono iscritto al Conservatorio di Roma all’insaputa della mia famiglia e dopo mi sono imposto due mesi di digiuno serale per convincere mia madre all’ acquisto di un pianoforte! Beh, la forma fisica ne giovava molto!!!<strong><br />
<object width="420" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/wUDwwuWWmFE?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="420" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/wUDwwuWWmFE?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object><br />
<strong><br />
Quali sono i tuoi ricordi più cari?<br />
</strong></strong>I momenti in cui mi accorgo di essere innamorato della vita: cammino ad un palmo da terra.<strong><br />
<strong>Qual è stato il tuo momento di maggior orgoglio?<br />
</strong></strong>Essere stato invitato a cantare dalla signora Mirella Freni al concerto che festeggiava i suoi 50 anni di carriera. Una serata emozionalmente indimenticabile per tante ragioni.<strong><br />
<strong>Qual è la delusione più grande che hai mai avuto?<br />
</strong></strong>Non c’è “la delusione”, perchè al momento vivo sempre l’ ultima come la più grande; di solito sono legate all’incomprensione o al senso di impotenza che ti annienta quando ti scontri con situazioni dove le decisioni vengono prese a priori.<strong><br />
<strong>Cosa manca nella tua vita oggi?<br />
</strong></strong>Ho solo un grande vuoto e rimpianto: non ricordare mio padre e non essere padre a mia volta.<strong><br />
<strong>Di che cosa hai paura?<br />
</strong></strong>E’ un sentimento che conosco veramente poco, forse perchè di base sono un’incosciente.<strong><br />
<strong>Hai un sogno ricorrente?<br />
</strong></strong>Il mare, in tutte le forme e aspetti.<strong><br />
<strong>Che importanza dai al denaro?<br />
</strong></strong>Mi serve , ma non mi ha mai angosciato la sua mancanza, anche nei momenti veramente bui trascorsi in gioventù! Non ha mai determinato le mie scelte.<strong><br />
<strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/12/Prigioniero14.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-27008" title="Prigioniero14" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/12/Prigioniero14-290x193.jpg" alt="" width="290" height="193" /></a>In cosa sei più spendaccione?<br />
</strong></strong>In ordine: scarpe , camice, piante (possibilmente da fiore o da frutto).<strong><br />
<strong>Collezioni qualche oggetto?<br />
</strong></strong>Non amo molto le collezioni in genere, hanno un eccesso di ordine intrinseco che non mi si confà.<strong><br />
<strong>Quali sono le tue letture preferite?<br />
</strong></strong>Poesia in genere: amo scoprire quale processo mentale può aver suscitato un’emozione sintetizzata in poche sillabe. Mi hanno colpito ultimamente i romanzi della Mazzantini.<strong><strong><br />
Qual è il tuo profumo preferito?<br />
</strong></strong>Non ho un profumo preciso, ma mi suscitano sensazioni piacevoli le essenze di agrumi e di legni resinosi.<strong><br />
<strong>Città preferita?<br />
</strong></strong>Torino, ma vivo volentieri in un piccolo centro come Noto in Sicilia. <strong><strong><br />
Colore preferito?<br />
</strong></strong>Blu cobalto. <strong><strong><br />
Fiore preferito?<br />
</strong></strong>Mi piace tutto quello che fiorisce, come faccio a scegliere fra la fioritura dei mandorli, una genziana in montagna o un Amarillis in vaso?<strong><br />
<strong>Il cantante o i cantanti preferiti?<br />
</strong></strong>Ci sono due cantanti che riescono sempre, dopo ogni ascolto, a stupirmi: Maria Callas e Dietrich Fischer-Dieskau.<strong><br />
<strong>Qual è stato primo disco che hai acquistato?<br />
</strong></strong>Le <em>Polacche</em> di Chopin suonate da Anton Rubinstein.<strong><br />
<strong>Qual è il film che hai amato di più?<br />
</strong></strong><em>Ludwig</em> di Visconti.<strong><br />
<strong>Qual è la stagione dell’anno che preferisci e perché?<br />
</strong></strong>Dipende a quale latitudine: ad esempio amo la fine dell’estate e l’ autunno siculo perchè il secco estivo improvvisamente si trasforma in una sorta di strana fioritura primaverile.<strong><br />
<strong>Che rapporto hai con la tecnologia e qual è il gadget tecnologico di cui non potresti fare a meno?<br />
</strong></strong>Aiuto, sono già in crisi per rispondere a questa intervista via computer&#8230; Semplicemente posso solo dire: non toglietemi il cellulare!<strong><br />
<strong>Che rapporto hai con la televisione?<br />
</strong></strong>Nostalgico: amo rivedere i vecchi sceneggiati e gli spezzoni di Canzonissima, ma se posso non perdo mai Sanremo. Mi piace anche molto il programma <em>Linea Blu</em>.<strong><br />
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<p><strong>Che rapporto hai con la politica?</strong><br />
Vorrei che ci rappresentassero persone di cui andare fieri. Amo il mio Paese e la nostra cultura, e lavorando fuori dall’Italia spesso mi sono dovuto vergognare di come si tratta la “cultura” e l’arte in un paese che potrebbe vivere soltanto mantenendo quello che ci hanno lasciato dono i nostri antenati. Sarebbe meta di stimolo, studio e lavoro per tutti gli artisti del mondo e per tutti quelli che di arte si nutrono. In politica siamo ancora in attesa di persone che usino il potere a loro conferito non per profitti personali.<br />
<strong>Hai delle cause che ti stanno particolarmente a cuore?<br />
</strong>L’ utilizzo razionale e sociale  di tutte quelle” Scatole dei sogni” che sono i nostri Teatri.<br />
<strong>Giorno o notte?<br />
</strong>L&#8217;alba.<strong><br />
Qual è la situazione che consideri più rilassante?<br />
</strong>Bagnarmi al mare, possibilmente fuori stagione, e farmi una lunga e lenta nuotata.<br />
<strong>Qual è il tuo ideale di giornata?<br />
</strong>Meglio non pensare ad una giornata ideale! Prendere quello che viene e trovare la ragione intrinseca di quello che ci succede. Questo è quello che muove le mie giornate.<br />
<strong>Qual è il tuo rifugio da tutto e tutti?<br />
</strong>Il mare.<br />
<strong>Qual’ è la musica che di solito fa da sottofondo alle tue giornate?<br />
</strong>Premetto che non amo la musica come sottofondo. Io quando ascolto musica,di qualsiasi genere, non riesco  e non possa pensare e dedicarmi ad altro.<br />
<object width="560" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/UJJt-68R7Ug?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="560" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/UJJt-68R7Ug?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object><strong></strong></p>
<p>Cosa ti manca di più quando sei lontano da casa?<br />
La possibilità di scartabellare i miei spartiti, ascoltare i miei dischi. E poi mi prende l’ ansia che non si dia acqua sufficiente al mio giardino.<br />
<strong>Qual è la vacanza o il viaggio che vorresti fare e che non hai ancora fatto?<br />
</strong>India, Nepal o una traversata dell’Atlantico in barca a vela.<br />
<strong>Chi o cosa ti imbarazza?<br />
</strong>La mancanza di rispetto per gli uomini e per l’ambiente. <strong><br />
Com’è il tuo rapporto con il cibo?<br />
</strong>Felice e godereccio, ma a patto che la bilancia sia rotta. <strong><br />
<a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/12/traiata_osijek_023.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-27014" title="traiata_osijek_023" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/12/traiata_osijek_023-290x192.jpg" alt="" width="290" height="192" /></a>Dieta mediterranea, dieta macrobiotica o fast food?<br />
</strong>Assolutamente e totalmente Mediterranea.<br />
<strong>Qual è il tuo piatto preferito?<br />
</strong>Se devo fare pace con il mondo, spaghetti aglio ed olio e due uova in tegame.<br />
<strong>Vino rosso o bianco?<br />
</strong>Rosso.<br />
<strong>Il posto dove si mangia peggio?<br />
</strong>Purtroppo sono riuscito a mangiar bene ovunque. Il segreto è mangiare quello che ti offre il posto che ti ospita e non chiedere spaghetti al dente a Cuba.<br />
<strong>La musica è stata una vocazione?<br />
</strong>Mi dicono in famiglia che già all’asilo restavo incollato alla suora che insegnava pianoforte ai più grandi. <strong><br />
A chi non conoscesse la tua voce, cosa faresti ascoltare?<br />
</strong>L’altro ieri Mozart, ieri Lieder, oggi Verdi.<br />
<strong>Come segui l’evoluzione della tua voce?<br />
</strong>Cerco di assecondarla, tutto è in continuo movimento, in costante evoluzione. Anche la voce segue il divenire di un essere umano, ed essendo, a mio avviso, l’essenza più intima della nostra persona, naturalmente muta al mutare delle ragioni della nostra esistenza. Bisogna semplicemente seguire , accettare e modellarsi adattandosi a quest’ evoluzione.<br />
<strong>Se ti fosse data l’opportunità di scegliere un ruolo, cosa canteresti?<br />
</strong>Oggi Rigoletto, domani Falstaff o Simone Boccanegra.<br />
<strong>Cosa fai un’ora prima di salire sul palco?<br />
</strong>I classici vocalizzi.<br />
<object width="420" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/dtkRkjPrGBU?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="420" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/dtkRkjPrGBU?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object><strong></strong></p>
<p>Cosa non manca mai nel tuo camerino?<br />
Spartito e acqua.<br />
<strong>A cosa pensi quando ti guardi allo specchio?<br />
</strong>Beh Carmelo caro, stai facendo delle cose che non erano neanche nel tuo immaginario. Sei arrivato a questo con le tue forze e libero nello spirito! Ritieniti fortunato e ringrazia la Vita. <strong>Stato d’animo attuale?<br />
</strong>Ho una gran voglia di comunicare a dei giovani quello che ho appreso in questi anni. Trovo che sia giusto donare quello che ti è stato dato, ma con onestà! Altrimenti è meglio restare a casa e riguardare le foto dei nostri spettacoli o riascoltare le nostre registrazioni.<br />
<strong>Il tuo motto?<br />
</strong>Da sempre: <em>Vivi e lascia vivere</em>.</p>
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		<title>Intervista a Shalva Mukeria</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 00:44:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Zepponi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Cantanti]]></category>
		<category><![CDATA[Opera singers]]></category>
		<category><![CDATA[Shalva Mukeria]]></category>

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		<description><![CDATA[È ormai una splendida certezza più che una buona promessa il tenore che ci ha rilasciato un’intervista a Jesi dove ha appena interpretato il Duca di Mantova nel Rigoletto, opera in programma al Teatro di tradizione G.B. Pergolesi. Con il suo italiano studiato e misurato nella giusta ricerca dei termini, ha messo in luce un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/12/Mukeria.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-26529" title="Mukeria" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/12/Mukeria-281x216-custom.jpg" alt="" width="281" height="216" /></a>È ormai una splendida certezza più che una buona promessa il tenore che ci ha rilasciato un’intervista a Jesi dove ha appena interpretato il Duca di Mantova nel <em>Rigoletto</em>, opera in programma al Teatro di tradizione G.B. Pergolesi. Con il suo italiano studiato e misurato nella giusta ricerca dei termini, ha messo in luce un carattere paziente e metodico e un sano atteggiamento serio e privo di vanità. Un  vero professionista. <strong>Trai suoi prossimi impegni, segnaliamo: </strong> <em>La Damnation de Faust </em>di Berlioz al Massimo Palermo, <em>Anna Bolena </em>al Comunale di  Firenze e <em>La Sonnambula </em>alla Fenice di Venezia. <a href="http://www.operadomani.net/it/content/shalva-mukeria" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.operadomani.net');">Qui </a>potete leggere la sua biografia e  le importanti tappe della sua carriera in costante ascesa.<br />
<strong><span id="more-26528"></span>Come ha influito la tua famiglia sul tuo essere musicista? </strong><br />
In maniera totale: mio padre è stato per 45 anni primo cornista al teatro di Tbilisi, mia madre cantante e un fratello è direttore d’orchestra.<br />
<strong>Primi ricordi musicali?  </strong><br />
Ricordo che a quattro-cinque anni volevo già cantare.<br />
<strong>Ma poi hai studiato clarinetto?</strong><br />
Sì. Il mio  maestro di clarinetto aveva una buona intesa con me soprattutto nel campo della ricerca dell’appoggio del fiato. Poi in conservatorio, quando ho iniziato lo studio del canto, non mi sono trovato perfettamente e ho cercato l’insegnante giusto per me fuori dal conservatorio. Era una maestra con la quale ho i più bei ricordi da studente.<br />
<strong>Quindi la domanda : “<em>Cosa volevi fare da grande</em> ?” è inutile?</strong><br />
Sì perché sto facendo quello che ho sempre voluto.<br />
<strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/12/IMG_3670.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-26532" title="IMG_3670" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/12/IMG_3670-290x193.jpg" alt="" width="290" height="193" /></a>Cosa fai per seguire l’evoluzione della tua voce?  </strong><br />
Cerco sempre di perseguire obiettivi un po’ più alti delle mie capacità attuali per stimolare la voce e consolidare i traguardi raggiunti. I muscoli devono crescere e si deve anche conoscere i propri limiti. Per esempio, quando ho cantato <em>Traviata</em>, ho toccato un limite perché attualmente non posso dire di essere un tenore verdiano.<br />
<strong>Qui a Jesi sei il Duca in Rigoletto… </strong><br />
Sì, ma il Duca è un tipo di tenore che posso affrontare al meglio come lirico pieno.<br />
<strong>Quando hai avuto il tuo momento di maggior orgoglio?</strong><br />
Quando ho cantato alla Scala la <em>Figlia</em><em> del reggimento, </em>ma anche<em> </em>quando ho cantato con la Gruberova alla StaatsOper in <em>Puritani</em>…<br />
<strong>Cosa faresti sentire della tua voce a chi non la conosce?</strong><br />
Sicuramente qualcosa dai <em>Puritani. </em><br />
<strong>Un ruolo che sogni di poter fare?</strong><br />
Riccardo del <em>Ballo in maschera</em>, ma<em> </em>attualmente rimane un sogno.<br />
<object width="420" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/XyeBco7x2aI?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="420" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/XyeBco7x2aI?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object><strong><br />
Perché? </strong><br />
È il contrario del Duca di Mantova, anche vocalmente. Diciamo che l’opera che più desidero interpretare è quella che sto cantando in teatro.<br />
<strong>Sei agitato quando stai per entrare in scena?</strong><br />
No, concentrato soprattutto in questi ultimi anni.<br />
<strong>In quali luoghi vorresti cantare?</strong><br />
Vorrei tornare nei grandi teatri: è sempre un’emozione.<br />
<strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/12/RIGOLETTO_I_Shalva_Mukeria_Irina_Dubrovskaya_1.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-26536" title="RIGOLETTO_I_Shalva_Mukeria_Irina_Dubrovskaya_1" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/12/RIGOLETTO_I_Shalva_Mukeria_Irina_Dubrovskaya_1-276x200.jpg" alt="" width="276" height="200" /></a>La situazione più rilassante?</strong><br />
Quando sono con la mia famiglia, mia moglie e mio figlio.<br />
<strong>Che rapporto hai con la politica? </strong><br />
Non si deve entrare troppo nelle sue maglie, ma bisogna esserne al corrente per capire il proprio futuro.<br />
<strong>Come ti sembra l’Italia in confronto ad altri paesi?</strong><br />
In Italia si avverte molto l’importanza del talento in fatto di musica e di teatro, mentre altrove l’organizzazione è al primo posto. Mi piace ciò che si fa in Italia perché si vede che c’è libertà.<br />
<strong>La prima voce che hai amato da piccolo?</strong><br />
Quella di<strong> </strong>Miliza Korjus; mi affascinava quando cantava in un film nel <em>Grand Waltz</em> di Strauss.<br />
<strong>Ed ora quali voci ti piacciono di più? </strong><br />
Quella di Kraus e Pertile. Poi amo i anche grandi come Schipa, Gigli e  Lauri-Volpi. Metto al primo posto Kraus che ha avuto una personalità artistica costante in  tutta la sua carriera e si è dimostrato sempre un grande musicista.<br />
<strong>Che ne pensi di Pavarotti? </strong><br />
Pavarotti nella seconda parte  della carriera si è dimostrato molto commerciale e ha banalizzato troppe cose.<br />
<strong>Chi vedi attualmente grande come Kraus? </strong><br />
Nessuno, perché oggi nessuno studia quindici anni almeno per diventare cantante lirico.<br />
<strong>Quali ruoli avresti voluto interpretare all’inizio della tua carriera?</strong><br />
Io volevo cantare Bellini e Donizetti, ruoli di belcanto, ma purtroppo sono stato costretto a cantare opere come <em>Rigoletto</em>, <em>Traviata</em> e <em>Bohème</em> perché in Georgia queste sono le produzioni più richieste. Questo non era il meglio per la mia voce che richiedeva più Rossini e Mozart. Quando sono venuto in Italia era un po’ tardi e la mia vocalità si era già formata, ma ora voglio recuperare il tempo perduto.<br />
<object width="560" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/LgGye8-VsMU?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="560" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/LgGye8-VsMU?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object><br />
<strong>Un cambio di repertorio?</strong><br />
No. Anzi, è necessario rimanere nel repertorio consolidato: Bellini e Donizetti.<br />
<strong>Il tuo segno zodiacale?</strong><br />
Toro.<br />
<strong>Sei superstizioso?</strong><br />
No, per niente.<br />
<strong>Cosa mangi in genere?</strong><br />
Cinque ora prima della recita, un piatto di carne.<br />
<strong>Vino bianco o rosso? </strong><br />
Rosso.<br />
<strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/12/Mukeria-6.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-26539" title="Mukeria 6" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/12/Mukeria-6-133x200.jpg" alt="" width="133" height="200" /></a>Il posto dove si mangia peggio? </strong><br />
In Austria. Penso che anche la cucina rientra nella  cultura  di un paese.<br />
<strong>Il tuo periodo peggiore?</strong><br />
Cinque anni fa ho avuto dei problemi indipendenti dalla mia voce che hanno influito anche nella mia carriera, ma li ho superati. Ora penso che sia stata una prova da superare necessaria per rafforzarmi, perché era il momento della mia audizione alla StaatsOper e mi hanno preso.<br />
<strong>Cosa leggi in genere?</strong><br />
Leggo saggi di musicologia ed estetica musicale, ma anche di storia. Mi interessa sapere quale carattere ha un popolo e soprattutto ricercare cosa ha formato la mentalità del popolo giorgiano che dovrà percorrere ancora un cammino di trenta-quaranta anni prima di adeguarsi all’Europa.<br />
<strong>Vuoi aggiungere qualcosa che sia pubblicato con la  tua intervista?</strong><br />
No grazie, quello che voglio rendere pubblico sta nella mia voce quando canto.<br />

<a href='http://www.gbopera.it/2011/12/intervista-a-shalva-mukeria/mukeria-6/' title='Mukeria 6'><img width="70" height="70" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/12/Mukeria-6-70x70.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Mukeria 6" title="Mukeria 6" /></a>
<a href='http://www.gbopera.it/2011/12/intervista-a-shalva-mukeria/rigoletto_i_shalva_mukeria_irina_dubrovskaya_1/' title='RIGOLETTO_I_Shalva_Mukeria_Irina_Dubrovskaya_1'><img width="70" height="70" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/12/RIGOLETTO_I_Shalva_Mukeria_Irina_Dubrovskaya_1-70x70.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="RIGOLETTO_I_Shalva_Mukeria_Irina_Dubrovskaya_1" title="RIGOLETTO_I_Shalva_Mukeria_Irina_Dubrovskaya_1" /></a>
<a href='http://www.gbopera.it/2011/12/intervista-a-shalva-mukeria/img_3670/' title='IMG_3670'><img width="70" height="70" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/12/IMG_3670-70x70.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_3670" title="IMG_3670" /></a>
<a href='http://www.gbopera.it/2011/12/intervista-a-shalva-mukeria/mukeria/' title='Mukeria'><img width="70" height="70" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/12/Mukeria-70x70.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Mukeria" title="Mukeria" /></a>
</p>
<p align="right"><em> </em></p>
<p align="right"><em> </em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Senza trucco!&#8221;&#8230;Stefania Bonfadelli</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 23:06:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Bagnoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Cantanti]]></category>
		<category><![CDATA[Opera singers]]></category>
		<category><![CDATA[Stefania Bonfadelli]]></category>

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		<description><![CDATA[Il soprano Stefania Bonfadelli è nata a Valeggio sul Mincio in provincia di Verona, ha debuttato giovanissima in Lucia di Lammermoor diretta da Maurizio Rinaldi a Rieti nell’ambito del Concorso Mattia Battistini. Ha iniziato la carriera internazionale alla Staatsoper di Vienna nel 1997 con I Puritani. In questo Teatro ha cantato, sempre nei ruoli di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/11/2011-Stefania-Bonfadelli_FotoEnnevi-a.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-25610" title="2011 Stefania Bonfadelli_FotoEnnevi (a)" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/11/2011-Stefania-Bonfadelli_FotoEnnevi-a-232x200.jpg" alt="" width="297" height="255" /></a>Il soprano <strong>Stefania Bonfadelli </strong>è nata a Valeggio sul Mincio in provincia di Verona, ha debuttato giovanissima in <em>Lucia di Lammermoor</em> diretta da Maurizio Rinaldi a Rieti nell’ambito del Concorso<em> Mattia Battistini.</em> Ha iniziato la carriera internazionale alla Staatsoper di Vienna nel 1997 con I Puritani. In questo Teatro ha cantato, sempre nei ruoli di protagonista, <em>La Traviata</em>, <em>Rigoletto</em>, <em>La Sonnambula</em>, <em>Roméo et Juliette</em>, <em>Les Contes d’Hoffmann</em>, ecc. <span id="more-25609"></span>Si è esibita al Covent Garden di Londra, alla Deutche Oper di Berlino, alla Staatsoper di Monaco di Baviera, ecc. In Italia ha cantato al Comunale di Cagliari (<em>Rigoletto</em> e <em>Traviata</em>), al Carlo Felice di Genova (<em>Rigoletto</em>, <em>Il Pipistrello</em>,<em> Lucia di Lammermoor</em> e <em>Don Pasquale</em>) al Comunale di Bologna (<em>Le Comte Ory</em>), al Regio di Torino (<em>La Traviata</em>), al San Carlo di Napoli (<em>La Traviata</em> e <em>Il Convitato di Pietra</em> di Giacomo Tritto) al Teatro Massimo di Palermo (<em>L’Elisir D’Amore</em>), al Teatro alla Scala di Milano (<em>Les dialogues des Carmelites</em> diretta da <strong>Riccardo Muti</strong> e <em>La Sonnambula</em>), ecc. E’ stata ospite due volte del Rossini opera festival di Pesaro con <em>La gazzetta</em> (con la regia di Dario Fo) e <em>Le Comte Ory</em> (inciso anche per la DG). Nel 2002 è stata Violetta ne <em>La Traviata</em> a Busseto,diretta da Placido Domingo con la regia di Franco Zeffirelli ( pubblicata anche in DVD). Nel 2004 ha inaugurato il Teatro La Fenice di Venezia dopo il restauro con un concerto di Capodanno in mondovisione diretto la Lorin Mazel. Nel 2003 ha ricevuto il Premio “Lina Pagliughi” come miglior soprano di coloratura dell’anno.<strong> Attualmente è impegnata come Gilda nel <em>Rigoletto </em>al Teatro Filarmonico di Verona</strong> (17,19 e 22 novembre 2011)</p>
<p><strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/11/2011-Stefania-Bonfadelli_FotoEnnevi-3a.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-25615" title="2011 Stefania Bonfadelli_FotoEnnevi (3a)" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/11/2011-Stefania-Bonfadelli_FotoEnnevi-3a-176x200.jpg" alt="" width="176" height="200" /></a>Qual è il tratto principale del tuo carattere?<br />
</strong>Lo spirito d’iniziativa.<br />
<strong>E il tuo peggior difetto?<br />
</strong>L&#8217;essere  troppo accomodante.  <strong><br />
Segno zodiacale?<br />
</strong>Toro.<br />
<strong>Sei superstiziosa?<br />
</strong>No. Porta sfortuna esserlo.<br />
<strong>Se si, in cosa?<br />
</strong>Nella superstizione stessa<strong>.<br />
Che rapporto hai con la spiritualità?<br />
</strong>Dipende da cosa si intende per essa. Credo nelle energie buone e in quelle cattive che creano gli esseri umani e che condizionano anche le loro anime e soprattutto il modo di porsi davanti alla vita e al suo mistero.<br />
<strong>Hai mai sofferto d’invidia?<br />
</strong>Si. Verso chi è più intelligente di me.<br />
<strong>Cosa volevi fare da grande?<br />
</strong>L’astronoma<strong>.<br />
La tua famiglia ha influenzato le tue scelte ?<br />
</strong>No. Mi ha aiutato a diventare ciò che volevo essere e non quello che loro volevano che fossi. Mi ha fatto il grande dono della libertà.<br />
<strong>I</strong> <strong>tuoi ricordi più cari?<br />
</strong>Ce ne sono tanti. Il profumo di latte bruciato della cucina di mia nonna. Alcune frasi di persone a me care dette in momenti difficili. La nascita di mia figlia. Il mio debutto a Vienna.<br />
<strong>Il momento di maggior orgoglio? </strong><br />
Quando ho imparato a non preoccuparmi più del giudizio degli altri. La conquista di un pò di impermeabilità.<br />
<strong>Qual è la delusione più grande</strong> <strong>che hai mai avuto?</strong><br />
Ogni volta che qualcuno mi giudica senza conoscermi e magari mi sottovaluta.<br />
<object width="420" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/xKKsutrShgc?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="420" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/xKKsutrShgc?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object><strong><br />
Cosa manca alla tua vita di oggi?</strong><br />
Un pò di ottimismo per il futuro..soprattutto per l&#8217;avvenire di mia figlia.Parlo della situazione economica e politica del nostro paese.<br />
<strong>Di che cosa hai paura?</strong><br />
Della rassegnazione.<br />
<strong>Hai un sogno ricorrente?</strong><br />
Ora non ce l&#8217;ho più , ma per anni sono stata ossessionata dallo stesso incubo:trovarmi nel mezzo di un ponte rotto lungo un fiume e non riuscire a raggiungere l&#8217;altra riva.<br />
<strong>Che importanza dai al denaro?</strong><br />
E&#8217; un mezzo da utilizzare per cose importanti e per gratificarsi.<br />
<strong>In cosa sei più spendacciona?</strong><br />
Ora non lo sono più, con la nascita di mia figlia sono diventata più parsimoniosa. Mi piace essere elegante, ma non per ostentare lusso, atteggiamento detestabile e non elegante. Ora spendo per l&#8217;educazione di mia figlia.<br />
<strong>Collezioni qualche oggetto?</strong><br />
Mai fatto.E&#8217; una cosa che non sono mai riuscita a capire.<br />
<strong>Quali sono le tue letture preferite? </strong><br />
Testi di musicologia.<br />
<strong>Il tuo profumo preferito&#8230;</strong><br />
Da indossare non ne ho uno preferito. Mi piacciono profumi un pò amari e preferibilmente di erboristeria. Il profumo che preferisco è quello dei bossi appena potati.<br />
<strong>Città preferita<br />
</strong>New York<br />
<strong>Il colore che ami di più<br />
</strong>Il pervinca.<br />
<strong>Il Fiore</strong><br />
Il gelsomino siciliano.<br />
<object width="420" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/LjVdvHGq4Yk?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="420" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/LjVdvHGq4Yk?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object><strong><br />
La Cantante o i cantanti preferiti</strong><br />
Malika Ayane per la musica leggera  e nell&#8217;opera Placido Domingo.<br />
<strong>Qual è il primo disco</strong> <strong>acquistato</strong><br />
Il <em>Rigoletto</em>.<br />
<strong>Il film preferito</strong><br />
<em>Rebecca la prima moglie</em><br />
<strong>Stagione preferita<br />
</strong>L&#8217;autunno. Mi piacciono i colori degli alberi e anche il profumo della terra umida.<br />
<strong>Che rapporto hai con la tecnologia?</strong><br />
Non ho nessun rapporto. O meglio in un rapporto di indifferenza colpevole. Sono di una generazione ancora cartacea e poco tecnologica.<br />
<strong>Il tuo rapporto con la televisione?</strong><br />
Vedo solo cartoni animati e qualche tg. La trovo troppo presente nella nostra vita.<br />
<strong>Che rapporto hai con la politica? </strong><br />
Di profondo disprezzo.<br />
<strong>Hai delle cause che ti stanno a cuore?</strong><br />
La fame nel mondo e la salvaguardia della natura. Sono impegnata nelle adozioni a distanza .<br />
<strong>Giorno o notte?</strong><br />
Il giorno!<br />
<strong>La  situazione più rilassante? </strong><br />
Stare a tavola con le persone che amo. <strong><br />
La tua giornata ideale&#8230; </strong><br />
Stare metà della giornata in Teatro e il resto a giocare con mia figlia.<br />
<strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/11/Stefania-Bonfadelli-Gilda-FotoEnnevi.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-25630" title="Stefania Bonfadelli (Gilda)-FotoEnnevi" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/11/Stefania-Bonfadelli-Gilda-FotoEnnevi-290x199.jpg" alt="" width="290" height="199" /></a>Il tuo rifugio da tutto e da tutti? </strong><br />
Il luogo non è importante purchè sia con le persone che amo.<br />
<strong>La musica che fa da sottofondo alle mie giornate? </strong><br />
Quella dell&#8217;opera che sto preparando in quel periodo.<br />
<strong>Cosa ti manca di più quando sei lontana da casa?</strong><br />
Se non è con me mi manca mia figlia.<br />
<strong>Il viaggio che vorresti fare..</strong><br />
Vorrei visitare il Tibet, il Perù, il Messico.<br />
<strong>Chi o cosa ti imbarazza.</strong>..<br />
L&#8217;arroganza, la presunzione, l&#8217;ignoranza.<br />
<strong>Qual è il tuo rapporto con il cibo</strong>..<br />
Penso che alcuni piatti siano una delle poche prove dell&#8217;esistenza di Dio!<br />
<strong>Dieta mediterranea</strong><strong>, dieta macrobiotica o fast food?</strong><strong> </strong><br />
Quella delle cose buone e sane mangiate con giudizio.<br />
<strong>I tuo piatto preferito.</strong>..<br />
Tortellini di carne al burro fuso e salvia.<br />
<strong>Vino rosso o bianco?</strong><br />
Entrambi, purchè di qualità. Ma bevo pochissimo.<br />
<strong>Il posto dove si mangia peggio</strong><br />
A casa di mia cognata&#8230;<br />
<object width="420" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/wesGoirBmtY?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="420" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/wesGoirBmtY?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object><br />
<strong>La musica è stata una vocazione?</strong><br />
E&#8217; stata ed è sicuramente una grande passione e probabilmente una predestinazione.<br />
<strong>Sei uscita da un periodo, diciamo “difficile” o di silenzio. Ti va di parlarne? </strong><br />
I periodi difficili o di silenzio sono necessari per tutti gli esseri umani e soprattutto per gli artisti.Il mio è stato un pò enfatizzato, credo.<br />
<strong>Adesso che stai riprendendo la tua attività, cosa è cambiato? </strong><br />
Ho ritrovato una grande passione per il mio mestiere.<br />
<strong>Come segui l&#8217;evoluzione della tua voce ?<br />
</strong> La voce segue l&#8217;evoluzione del nostro corpo e della nostra anima. Seguo il suo percorso con amore, anche assecondando le nuove esigenze e con uno studio continuo che del resto ho sempre fatto. Non mi piace improvvisare, ogni cosa è sempre ponderata con rigore ed onestà. Sono curiosa di studiare nuovi personaggi.<br />
<strong>Vedi cambiamenti nel tuo repertorio? </strong><br />
Certamente. Mi piacerebbe affrontare il Rossini serio e il Bellini desueto.<br />
<strong>A chi non conoscesse la tua voce cosa faresti ascoltare?</strong><br />
Lo inviterei a venirmi a sentire a teatro.<br />
<strong>Se ti fosse data l’opportunità di scegliere un ruolo, cosa piacerebbe cantare?<br />
</strong><em>La Straniera </em>di Bellini.<br />
<strong>Cosa fai un&#8217;ora prima di salire sul palco?<br />
</strong>Sono in sala trucco e mi concentro.<br />
<strong>Cosa non manca mai nel tuo camerino?<br />
</strong> Solo una bottiglia d&#8221;acqua.<br />
<strong>A cosa pensi quando ti guardi allo specchio?</strong><br />
Quando mi crollerà la faccia, mi darà segni prima o lo farà tutto in un colpo?<br />
<strong>Stato d&#8217;animo attuale?</strong><br />
All&#8217;insegna della serenità.<br />
<strong>Il tuo motto?</strong><br />
Nulla è perduto, ci sono ancora possibilità<var></var> finchè si è vivi.</p>
<p><em>Altre notizie su Stefania Bonfadelli le trovate nel suo<a href="http://www.stefaniabonfadelli.com/index.php" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.stefaniabonfadelli.com');"> sito ufficiale</a></em><br />
<em>Foto Ennevi per Fondazione Arena di Verona</em></p>
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]]></content:encoded>
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		<title>Intervista a Donata D&#8217;Annunzio Lombardi e Leonardo Caimi</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 23:16:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gaja Hubbard</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Cantanti]]></category>
		<category><![CDATA[Donata D'Annunzio Lombardi]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo Caimi]]></category>

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		<description><![CDATA[Donata D’Annunzio Lombardi vince il Concorso&#8221;Mattia Battistini&#8221; e rapidamente diviene nota per la sua interpretazione di Musetta ne La Bohème di Puccini, ruolo che ha cantato in più di 150 rappresentazioni nei più importanti teatri.  Si è esibita nei più prestigiosi teatri d&#8217;opera italiani e esteri con un repertorio che spazia dal barocco a Puccinie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/11/02-con-Leonardo-mod-meetings.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-25122" title="02 con Leonardo-mod-meetings" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/11/02-con-Leonardo-mod-meetings-290x178.jpg" alt="" width="290" height="178" /></a>Donata D’Annunzio Lombardi</strong> vince il Concorso&#8221;Mattia Battistini&#8221; e rapidamente diviene nota per la sua interpretazione di Musetta ne <strong>La Bohème</strong> di Puccini, ruolo che ha cantato in più di 150 rappresentazioni nei più importanti teatri.  Si è esibita nei più prestigiosi teatri d&#8217;opera italiani e esteri con un repertorio che spazia dal barocco a Puccinie ed oltre, toccando anche titoli meno consueti come <em>Der Vampyr </em>di Marschner. <span id="more-25120"></span>Grazie alle spiccate doti sceniche e agli studi giovanili presso la prestigiosa scuola di danza di Liliana Cosi e Marinel Stefanescu, affronta con disinvoltura anche il repertorio operettistico.  La sua attività musicale è affiancata dalla ricerca culturale e musicologica: consegue la laurea in Storia della Musica con lode presso l&#8217;università&#8221;La Sapienza&#8221; di Roma con una tesi sul fraseggio di Puccini e successivamente la laurea in Psico-pedagogia, sempre con lode, presso l&#8217;università degli studi di L&#8217;Aquila con una tesi sulle distorsioni percettive nel mondo dell&#8217;opera lirica.<br />
<strong>Leonardo Caimi </strong>avvicinatosi al canto dopo gli studi di clarinetto, vince il prestigioso Concorso Internazionale «Toti dal Monte» di Treviso ed inizia la sua carriera interpretando Paolino ne Il matrimonio segreto, Ramiro nella<em> Cenerentola</em>, il Conte d’Almaviva ne<em> Il barbiere di Siviglia</em>, il Cavalier Giocondo ne <em>La pietra del paragone</em>; successivamente allarga il suo repertorio interpretando Rinuccio in <em>Gianni Schicchi</em>, Nemorino ne <em>L’elisir d’amore</em>, Alfredo ne<em> La Traviata,</em> Pinkerton ne La <em>Madama Butterfly</em>. Debutta al teatro alla Scala con la Petite Messe solennelle di Rossini e vi torna successivamente con l’opera <em>1984</em> scritta e diretta dal M° Lorin Maazel. Tra le sue recenti performances segnaliamo:<em>L’Elisir d’amore</em> al Teatro Bellini di Catania; <em>Falstaff </em>all’Opera di Roma con la regia di Franco Zeffirelli. Ha ottenuto un personale successo al Festival della Valle D’Itria nei panni di &#8220;Errico Settebellizze&#8221;, nella prima ripresa mondiale dell’opera “<em>Napoli Milionaria</em>” di Nino Rota. Nella stessa estate, interpreta al Festival pucciniano di Torre del Lago il ruolo di Pinkerton nella Madama Butterfly diretto dal M° Eve Queler.<br />
Abbiamo incontrato Donata D&#8217;Annunzio Lombardi, lo scorso agosto, prima di una rappresentazione di <em>Bohème </em>a Torre del Lago. Iniziamo la nostra conversazione con Donata D’Annunzio Lombardi.<br />
<strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/11/Donata-1.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-25121" title="Donata 1" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/11/Donata-1-133x200.jpg" alt="" width="133" height="200" /></a>Vedo che ha in camerino un bellissimo bouquet. Qual è il suo fiore preferito?</strong><br />
Le rose che amava anche Gabriele D’Annunnzio. Le rose francesi. Sono delle rose quasi bordeaux che hanno un petalo vellutato ed un odore inebriante, dalle quali si estraee l’essenza di rosa.<br />
<strong>C’è un legame di parentela con Gabriele D’Annunzio? </strong><br />
Da parte di mia madre discendiamo da Antonio D’Annunzio, zio di Gabriele, dal quale il poeta (nato Rapagnetta) acquisì il cognome. Praticamente siamo più D’Annunzio noi che D’Annunzio stesso!  Ho avuto una bisnonna che era nata ad Ortona (come la madre di D’Annunzio) ed era maestra elementare. Stiamo parlando del 1880 circa: un’epoca nella quale dilagava l’analfabetismo, pochi sapevano leggere e scrivere e ancora meno erano le persone &#8211; soprattutto donne &#8211; che si occupavano di letteratura. La mia bisnonna e D’Annunzio tennero rapporti epistolari molto intensi dei quali conserviamo ancora tante belle testimonianze.<br />
<strong>E’ stata la voce a scoprire lei o lei a scoprire la voce?</strong><br />
Penso che ad un certo momento sia stata la voce a scoprire me. Sicuramente io avevo scoperto il teatro d’opera e sono rimasta folgorata quando avevo 3 anni, la prima volta che ho visto <em>Bohème,</em> però pensavo più ad un amore per il teatro, così ho dedicato i miei studi ad un altro tipo di formazione. Poi a vent’anni è successo qualcosa e piano piano ho scoperto questa voce particolare che forse non è nemmeno la voce delle corde vocali, ma un qualcosa di molto più interiore, e sono stata rapita “in estasi” come direbbe Lucia.<br />
<strong>In famiglia ci sono dei precedenti? </strong><br />
Siamo tutti “musicanti”: mia madre suonava benissimo il pianoforte e aveva una voce bellissima. Tutti i miei fratelli – sono la terza di 6 figli – hanno una voce bellissima, però nessuno si è dedicato a questo tipo di carriera. Io che ero la meno dotata dal punto di vista vocale ho avuto invece una passione sfrenata.<br />
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<strong>Ci sono stati dei cantanti che l’hanno appassionata e ai quali si è ispirata?</strong><br />
Ero innamorata di Rosa Ponselle e di Claudia Muzio e ovviamente della grande Callas. Fra gli artisti che ho conosciuto, Raina Kabaivanska mi ha iniziata al canto. E’ stata lei a farmi capire le mie possibilità dandomi, in maniera così generosa, tante lezioni di canto, gratuitamente. Le devo davvero molto! Poi ho incontrato la mia insegnante di canto, Annamaria Meli, che è stata una cantante straordinaria dai 19 ai 27 anni,  molto amata da Enzo Siciliani e non solo. E’ sua la voce che si sente nella colonna sonora di “Casa Ricordi”. Poi ha sposato un tenore e ha fatto un passo indietro con la carriera, dedicandosi all’insegnamento. E’ stata anche insegnante di Micaela Carosi e Susanna Branchini. E’ lei che mi ha dato l’identità vocale. Ancora oggi a 80 anni ha una voce bellissima e intatta. Venne a sentire un mio concerto e disse: “ quella ragazza ha una voce teatrale, ben proiettata, ma canta male”. Il mio problema era un vibrato molto stretto che fino a quel momento era stato equivocato con una qualità della mia voce e è stata l’unica a capire che dipendeva da un appoggio sbagliato sul fiato. Lei mi ha portata ad avere estensione vocale e mi ha fermato la voce. Ha lasciato che la voce trovasse le sue risonanze naturali. Venivo dalla danza classica, ero 15 kg meno di adesso… Avevo un fisico asciuttissimo e grande rigore, semplicemente non appoggiavo perché contraevo la pancia come fanno tutti i ballerini per lasciare la libertà alle gambe mentre nel canto succede esattamente il contrario!<br />
<strong>La disciplina della danza l’ha aiutata anche nel canto? </strong><br />
Senz’altro. La grande disciplina che nella danza mi ha trasmesso Liliana Cosi mi ha insegnato un modo per trovare la strada. Ci sono anche tanti casi di cantanti che hanno avuto l’approccio con uno strumento e poi molto velocemente sono diventati cantanti.<br />
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Dopo aver ricoperto il ruolo di Musetta in oltre 150 recite, com’è stato il passaggio a Mimì e quale personaggio sente più vicino alla sua indole? </strong><br />
Credo che il ruolo di Musetta abbia rappresentato per me il passepartout a La Bohème. Il mio aspetto e il mio carattere hanno portato gli altri a credere che io fossi molto Musetta. Però io guardavo sempre quest’altro personaggio che in un certo senso mi chiamava anche perchè in un certo senso io non credo che Mimì sia vera. Mimì è un’icona, è una metafora della giovinezza che passa, di un tempo che nella sua brevità è prezioso. <a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/11/donata_e_leonardo_Bohème_2011.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-25369" title="donata_e_leonardo_Bohème_2011" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/11/donata_e_leonardo_Bohème_2011-290x192.jpg" alt="" width="290" height="192" /></a>Questo mi ha sempre colpita anche negli accordi e nella musica. Credo che Musetta come scriveva lo stesso Puccini fosse la sua donna ideale, e ne deve avere incontrate diverse fra cui la stessa Elvira. Poi però ci sono Liù, Suor Angelica e Mimì che rappresentano un ideale, diverso da un amore che si può vivere concretamente. Anche ne La Bohéme esiste un linguaggio pieno di metafore su tutti i personaggi. Credo che la donna vera sia Musetta e la donna sognata ed evocata sia Mimì. Mimì e Musetta sono un po’ come due facce della stessa medaglia che ogni donna si ritrova a vivere: ognuno di noi ha un momento di sogno, di desiderio e poi è costretto all’azione pragmatica della vita di tutti i giorni. Gli uomini di solito preferiscono le Musette. Però il vero sogno è questa dolcezza struggente, questa lunarità, quasi una pittura di Chagal. Anche nel testo sembra quasi che Rodolfo si sia addormentato su questi fogli e l’abbia quasi evocata c’è una sola frase vera che dice Mimì: <em>“No quel tanfo mi soffoca!”</em> Per il resto è un chiedere permesso, un entrare in punta di piedi, un continuo parlare di questa caducità, è sempre un chiedere, invece questa scalmanata di Musetta, è perentoria: entra in scena sempre ripetendo due cose <em>“Vien Lulù – Vien Lulù”</em> E’ straordinario quello che costruiscono Giacosa ed Illica.<br />
<strong>Dopo l’inaugurazione del Gran Teatro Puccini ha mantenuto un rapporto privilegiato con questo Festival, come si trova su questo palcoscenico e quali sono le difficoltà del cantare all’aperto? </strong><br />
Io ho cantato anche diverse volte in Arena ed è stata una grande emozione ma devo dire che qui succede qualcosa a livello energetico. Soprattuto in Butterfly l’anno scorso: era un debutto su una delle opere più impegnative che esistano per emotività e tenuta. La stessa Raina Kabaivanska mi disse che c’erano due punti dell’opera nei quali credeva di morire. Eppure a torre del Lago c’è qualcosa che ti sostiene e ti fa arrivare fino in fondo.<br />
<strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/11/Donata-DAnnunzio-Lombardi.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-25373" title="Donata-DAnnunzio-Lombardi" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/11/Donata-DAnnunzio-Lombardi-160x200.jpg" alt="" width="160" height="200" /></a>Quindi c’è nel canto un rapporto con la spiritualità? </strong><br />
Indubbiamente. Soprattuto in Puccini. Visitare la sua Villa e vedere la sedia davanti al pianoforte con questi due segni delle mani, la sinistra che ruota in continuazione perché dal pianoforte si prende lo spartito e si appoggia sul tavolino. La correzione spasmodica, questo accanimento di cui pochi parlano. Puccini era un accanito, un innamorato del suo lavoro e questo rimane come se si fosse alzato da 5 minuti.<br />
<strong>Venendo all’incontro con il suo fidanzato e collega, Leonardo Caimi, qual è stata l’opera galeotta e cosa l’ha colpita maggiormente in lui? </strong><br />
La nostra opera galeotta è stata una <em>Turandot </em>nella quale io interpretavo Liù e lui Pong. Leonardo stava avendo un momento di crisi perché veniva da un repertorio molto più leggero. Io gli dissi che mi sembrava evidente che fosse un tenore lirico e non dovesse più cantare Cimarosa e Rossini e quel tipo di repertorio che riusciva ad affrontare in virtù della sua musicalità ma che non si confaceva alla sua natura. Proprio su una panchina qui davanti al teatro, prima che ci fosse alcun coinvolgimento sentimentale, mentre gli parlavo di queste cose ho detto: “Magari fra qualche anno faremo insieme<em> La Bohème”</em>. Il nostro è stato un incontro umano, poi la sera mi sono anche accorta che era molto simpatico e molto bello ma fino a quel momento c’eravamo incontrati su di un altro livello…e poi non ci siamo lasciati più!<br />
<em> </em>Ebbe la faccia tosta di venire a darmi suggerimenti artistici sulle scelte di repertorio. Da quella discussione abbiamo iniziato a conoscerci meglio e poi gli occhi hanno fatto il resto…<br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="420" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/q0duRNPiZaU?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/v/q0duRNPiZaU?version=3&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
<strong>Quali sono i vostri tratti caratteriali in comune? </strong><br />
Leonardo è molto coriaceo e anche molto riflessivo e ipersensibile. Io sono sensibile ma più estroversa, anche più ottimista. Sono quella che energeticamente porta un po’ più le cose in superficie e questo ci fa da contraltare. Però caratterialmente lui, in questo suo essere così legato alla roccia rappresenta per me anche una grande forza. Mi ha aiutata moltissimo anche in questo mio leggero cambio di repertorio. Ci siamo molto amalgamati e lui, come musicista, mi è stato molto prezioso.<br />
<strong>Quindi l’influenza sul repertorio è stata reciproca?</strong><br />
Si. Anche se io avevo già iniziato su consiglio di Lorin Maazel che mi suggerì di fare un reperotio più dolce, sul quale devo dire che mi trovo più a mio agio.<br />
<strong>Aver per fidanzato un collega vuol dire condividere la disciplina o raddoppiare lo stress? </strong><br />
Entrambe le cose. Bisogna sempre essere molto intelligenti e tradurre. Io per carattere sono molto spettatrice, e neppure abbiamo questa bramosia di cantare sempre insieme. E’ giusto che ognuno viva la sua strada per tornare poi quando si sta insieme o si lavora insieme a questa spontaneità, altrimenti il lavoro diventa massacrante per la vita privata. Penso che per fare una grande carriera uno dei due debba fare un passo indietro.<br />
<strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/11/Donata-3.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-25371" title="Donata 3" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/11/Donata-3-290x193.jpg" alt="" width="290" height="193" /></a>E’ gelosa? </strong><br />
Io no! Lui lo chiamano <em>“Il Moro di Lamezia”… </em><br />
<strong>Della vostra vita privata cosa portate in palcoscenico? </strong><br />
L’ironia. Noi siamo molto ironici e scherziamo tantissimo, credo che ci aiuti molto. Naturalmente anche i sentimenti, filtrati dalla musica.<br />
<strong>Che rapporto ha con lo specchio? </strong><br />
Ossessivo direi. (ride) Fin da quando ero bambina!<br />
<strong>Quanto conta l’immagine nel mondo dell’Opera? </strong><br />
Quando entriamo in scena cantiamo prima con il corpo che con la voce. Quando Raina Kabaivanska entrava in scena nell’Adriana Lecouvrer partivano gli applausi perché era già personaggio prima di cantare. Anche Pavarotti me lo disse: se lei è una bella ragazza ed entra in scena ha già cantato al 50%.<br />
<strong>Ascolta musica per diletto? </strong><br />
Come no! Sempre melodiosa, di tutti i generi.<br />
<strong>Altre passioni? </strong><br />
La psicologia. Sto scrivendo un libro sulle distorsioni percettive. Ho anche conseguito una seconda laurea presso l’Università dell’Aquila su questo argomento. Mi piace in particolar modo la fisiognomica e la bioenergetica che sto cercando di rapportare con un approccio nuovo nei confronti dell’insegnamento del canto. Presto sarò al Carlo Felice di Genova per un master class.<br />
<strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/11/DONATA_LIU_OMAN.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-25372" title="DONATA_LIU_OMAN" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2011/11/DONATA_LIU_OMAN-133x200.jpg" alt="" width="133" height="200" /></a>Quale sarebbe la sua vacanza ideale? </strong><br />
Ho una piccola casa che era un rudere contadino nel paese dei miei nonni dove ho un orto molto carino dal quale raccolgo tutto quello che semino. Sono in mezzo ad un bosco e mi piace molto anche andare a cavallo. Vivo questa dimensione molto naturale. Amo il silenzio, l’aria pulita e la meditazione.<br />
<strong>Vivere con una collega vuol dire condividere la disciplina o raddoppiare lo stress? </strong><br />
<em>Leonardo: </em>Entrambe le cose. Lei è una collega un po’ particolare, non è il  soprano con la quale un tenore non potrebbe mai vivere.  Lei è una persona particolare al di là della sua professione. Quello che è stato il nostro incontro, con Donata che ebbe la faccia tosta di venire a darmi suggerimenti artistici sulle  scelte di repertorio. Da quella discussione abbiamo iniziato a  conoscerci meglio e poi gli occhi hanno fatto il resto…<br />
<strong>Studiate insieme? </strong><br />
(in coro)Sempre!<br />
<em>Donata:</em> Siamo l’uno lo specchio dell’altro. C’è un contraddittorio attivo ma anche tante belle cose.<br />
<strong>Gli strumentisti in genere non hanno una bella opinione dei cantanti.Com’è stato il passaggio dal clarinetto alla voce? </strong><br />
<em>Leonardo</em>:Ero estremamente critico nei confronti dei cantanti e per la legge del contrappasso, qualcuno mi ha voluto punire e mi sono ritrovato a stare sulpalcoscenico. Per la tecnica della respirazione ci sono delle cose molto simili. Senz’altro ero predisposto per alcune tematiche della gestione del fiato per il modo di pensare il suono. Poi per altre cose il cantante è soggetto a delle problematiche che riguardano un mondo un po’ più vasto. Il nostro strumento è tutto il nostro corpo e la nostra psiche, non è solo la nostra gola e non essendo esterno a noi nascono delle problematiche un po’ più complesse di quelle degli strumentisti.<br />
<strong>Cosa manca nella sua vita di oggi? </strong><br />
<em>Leonardo</em>: La mia prossima recita. Dopo sarò molto più sereno!<br />
<em>Donata</em>: un po’ di stacco dal lavoro e un po’ di comprensione di quella che è la nostra vita privata. Dobbiamo spostarci di qualche grado. Ma ci basta una settimana di vacanza.<br />
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<strong>Che rapporto avete con la vostra voce registrata, vi piace riascoltarvi? </strong><br />
<em>Leonardo</em>:Lei si ascolta continuamente. Io ogni volta che mi ascolto vado in depressione per cui preferisco evitare.<br />
<em>Donata</em>: Lui ha un rapporto dicotomico con la sua voce, mentre io mi diverto a riascoltarmi e mi autocritico in continuazione.<br />
<em>Leonardo</em>: Lei quando si critica riesce ad ironizzare. Io no.<br />
<strong>A chi non vi conosce cosa fareste ascoltare? </strong><br />
<em>La Bohème</em>, ma anche <em>Madama Butterfly </em>che canteremo insieme a Novembre a Pisa.<br />
<strong>Avete qualche rito scaramantico? Cosa non manca mai nel vostro camerino? </strong><br />
<em>Donata</em>: Nel mio camerino mancano sempre molte cose per cui  dico sempre: mi son dimenticata! Di solito abbiamo Puccini nel cuore e alle volte anche una sua piccola immagine. <em>Leonardo:</em> Io non ho riti scaramantici ma nel mio camerino non deve mai mancare il pane.<br />
<em>Donata D&#8217;Annunzoio Lombardi e Leonardo Caimi <strong>saranno i protagonisti a partire da questa sera</strong> (12 novembre)<strong> di Madama Butterfly al Teatro Verdi di Pisa</strong>. Questo ruolo sarà poi ripreso al Teatro Donizetti di Bergamo (25 e 27  novembre).  Degno di interesse anche il recital lirico all&#8217; Oatorio del Gonfalone</em>, <em>(16 novembre). Seguiranno Bohème a Genova (dicembre) e &#8220;Il viaggio a Reims&#8221; a Firenze (gennaio 2012).</em></p>
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