1947-2012. 65° Dal debutto in Arena
Quale migliore occasione che quest’anniversario per presentare a tutti voi questa rarissima immagine del primo atto in cui vediamo la Callas Gioconda in piedi di spalle alla Cieca Anna Maria Canali il 2 agosto 1947
Intervista con “La Gioconda” giunta da oltre oceano
di Renato Ravazzin (“Il Gazzettino”, 22 luglio 1947)
Uno dei motivi di interesse della prossima stagione lirica all’Arena di Verona è costituito dalla partecipazione di due cantanti americani: Maria Callas e Richard Tucker, nei ruoli principali di “Gioconda” di Ponchielli, l’opera andrà in scena il 2 agosto quale secondo spettacolo della stagione stessa.
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Maria nei ricordi di Walter Legge (quarta parte)
La Callas dava sempre il massimo con i grandi direttori. Adorava la disciplina, le piaceva lavorare con le persone che potessere tirare fuori il meglio da lei. Le cose più belle che ha fatto la ha fatte con grandi direttori: De Sabata, per esempio. Leggi…
Maria nei ricordi di Walter Legge (terza parte)
Una cosa curiosa della Callas è che nonostante il suo spiccatissimo senso drammatico, trovo che non desse il meglio di sé nelle opere corte. Per esempio I Pagliacci, tutti si aspettavano che li facesse molto meglio, e così Andrea Chenier. Avrebbe dovuto essere come bere un bicchier d’acqua per lei, e invece non fu così. Si trovava più a suo agio nel repertorio che va da Rossini a Puccini…E’ interessante notare che benché la Callas fosse molto naturale, non spaziava tutta la gamma delle emozioni. Dominio, collera, rabbia, auto comprensione, tenerezza, amore, ma a dire la verità nessun senso dell’umorismo… Leggi…
Maria nei ricordi di Walter Legge (seconda parte)
La Callas aveva un disprezzo assoluto per il canto bello fine a se stesso. Fioriture, abbellimenti e tutte queste cose di stile devono essere eseguiti perfettamente e il suono deve essere il più bello possibile. Ma quando si tratta di effetto drammatico, tirava fuori suoni che potevano essere orribili per rendere quel preciso impatto drammatico che voleva. Una delle cose più curiose a proposito della voce della Callas, che ho notato dalla prima volta che l’ho sentita, era che riusciva ad emettere dei suoni per cui in genere dicevo “Sembra che canti dentro una bottiglia”. Soltanto più tardi, quando ci conoscemmo meglio e andavamo insieme da uno specialista della gola, seppi e potei vedere che il suo palato aveva una forma quasi gotica. Leggi…
Maria nei ricordi di Walter Legge (prima parte)
Non c’è dubbio che Walter Legge sia stato al centro della “renaissance” musicale europea dopo il 1945. Non solo creò la London Philharmonic Orchestra, che divenne poi il migliore complesso orchestrale degli anni Cinquanta, ma fu anche colui che scoprì, e portò poi alla fama mondiale, tre delle personalità musicali più dotate del dopoguerra: Herbert von Karajan, Elisabeth Schwarzkopf e Maria Callas. Leggi…
Maria Callas nelle foto di Elsa Haertter
Eccoci qui dopo un po’ di tempo!!!…Oggi tutti pronti per parlare di fotografia…anzi di una fotografa che dalle pagine di Grazia è partita alla scoperta del mondo intero!…Sto parlando di Elsa Haertetter (1908-1995) giornalista e fotografa tedesca trapiantata a Milano, appunto nella redazione di Grazia, dagli anni ‘40 del secolo scorso!!!
Elsa è stata una delle più importanti fotografe di moda degli anni 50-60. Le sue immagini hanno dettato ed interpretato il gusto e lo stile della società italiana di quel tempo ed oggi sono parte integrante della storia della moda e del costume. Leggi…
Maria Callas e le…cameriere
Lo spunto per questo breve scritto è dato da un recente articolo apparso all’interno di un settimanale italiano nel quale Renzo Allegri intervista la signora Edda Zoraide Casali, che fu a servizio della Callas a Milano nei primi anni cinquanta. Allora mi son chiesto quali e quante furono le persone a servizio della famiglia Callas-Meneghini? Leggi…
La “Stupenda” e la “Divina”
L’improvvisa notizia della scomparsa di Joan Sutherland, il 10 ottobre a Montreaux in Svizzera, all’età di 83 anni, ci offre purtroppo una triste opportunità per parlare del grande soprano australiano.
Straordinario fu il suo debutto nel 1959 a Londra sotto la direzione di Tullio Serafin nella produzione di Franco Zeffirelli . Quell’allestimento era frutto insieme alla Medea di Cherubini di un accordo tra il teatro londinese e il teatro di Dallas per la rappresentazione delle due opere in entrambe le città. Infatti nel Texas l’opera di Donizetti sarà cantata per l’ultima volta da Maria nel novembre del 1959.
Al 1952 risaliva l’incontro tra le due cantanti, sempre a Londra durante le recite di Norma dirette da Gui nelle quali la Callas interpretava la sacerdotessa druidica. La Sutherland cantava nel ruolo di Clotilde. Nella galleria che segue alcune immagini dei loro incontri.
- "Norma", Londra 1952
- "Norma", Londra 1952
- Maria e Joan, Londra 1959
- Londra, 1959
- Londra, 1959
- "Gli Ugonotti", Milano, Scala, 1962
- Milano, Scala, 1962
Maria Callas attraverso i suoi ritratti
Il primo ritratto di cui rimane testimonianza e’ quello che fu eseguito nell’estate del 1956 da Henry Koener. Mentre era in viaggio per la sua nativa Austria ebbe l’incarico di dipingere il volto di Maria per la copertina della rivista TIME, che avrebbe realizzato un lungo articolo inchiesta sulla cantante in concomitanza del suo debutto al Metropolitan di New York. Leggi…
Maria e Giuseppe Taddei
È morto il 2 giugno 2010 alle 17,30 nella sua casa di Roma il baritono Giuseppe Taddei. Il 26 giugno avrebbe compiuto 94 anni. Genovese, Taddei debutto all’età di 18 anni all’Opera di Roma nel 1936 nel ruolo dell’Araldo nel Lohengrin di Richard Wagner diretto da Arturo Toscanini. Da allora la sua carriera fu rapida e brillante fino a diventare uno dei più grandi baritoni della sua generazione. Durante la guerra, non avendo optato per la Repubblica di Salò, Taddei viene deportato in un campo di concentramento in Germania. Lo scoprono alcuni melomani tedeschi e per lui è la salvezza. Gli è permesso così di girare per i «Lager» per cantare per i prigionieri di ogni nazionalità fino a quando entra, alla fine della Guerra, nella squadra degli artisti che lo «Special Service» americano utilizza al fine di organizzare spettacoli per le truppe alleate. Capita così a Salisburgo, dove conosce Von Karajan, con il quale inizia una lunga e proficua collaborazione. Ha lavorato con tutti i più grandi cantanti e direttori d’orchestra, da Serafin a Karajan, fino a Zubin Mehta e Claudio Abbado, con il quale esegue a Vienna nel 1991 un memorabile «Simon Boccanegra» all’età di 75 anni. Nel 1951 a Città del Messico si esibisce insieme a Maria in Aida e Traviata. Nel 1953 è a Roma nell’opera Lucia di Lammermoor, nel 1955 alla Scala con l’Andrea Chenier e per la loro ultima collaborazione a Dallas nel 1958 in Traviata, con la regia di Franco Zeffirelli. Leggi…


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