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	<title>GBOPERA &#187; Recensioni</title>
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		<title>Madrid, Teatro Réal: &#8220;Iolanta&#8221; e &#8220;Perséphone&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 21:52:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mercedes Rodriguez</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Madrid, Teatro Real, Stagione lirica 2011-2012 &#8220;IOLANTA&#8221; Idillio drammatico in un attosu libretto di  atto su  lirica en un acto. Libreto di Modest Il&#8217;ic Cajkpvskij tratto da  La figlia di re Renato di Henrik Hertz . Musica di Pëtr Il’ic Cajkovskij Il re René  DMITRY ULIANOV Robert  MAXIM ANISKIN Vaudémont  PAVEL CERNOCH Ibn-Hakia  WILLARD WHITE [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="scheda"><div class="scheda-immagine"><p style="text-align: justify;"><em><img class="alignleft size-medium wp-image-30131" title="SONY DSC" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/Iolanta_1563-262x200.jpg" alt="" width="262" height="200" /></div><div class="scheda-contenuto">Madrid, Teatro Real, Stagione lirica 2011-2012 </em><br />
<strong>&#8220;IOLANTA&#8221; </strong><br />
Idillio drammatico in un attosu libretto di  atto su  lirica en un acto. Libreto di Modest Il&#8217;ic Cajkpvskij tratto da  <em>La figlia di re Renato</em> di Henrik Hertz .<br />
Musica di <strong>Pëtr Il’ic Cajkovskij</strong><br />
<em><span id="more-30127"></span>Il re René</em>  DMITRY ULIANOV<br />
<em>Robert</em>  MAXIM ANISKIN<br />
<em>Vaudémont</em>  PAVEL CERNOCH<br />
<em>Ibn-Hakia</em>  WILLARD WHITE<br />
<em>Alméric  </em>VASILY  EFIMOV<br />
<em>Bertrand</em>  PAVEL KUDINOV<br />
<em>Iolanta</em>  EKATERINA SCHERBACHENKO<br />
<em>Marta</em>  EKATERINA SEMENCHUK<br />
<em>Brigitta</em>  IRINA CHURILOVA<br />
<em>Laura</em>  LETITIA SINGLETON<br />
<strong>&#8220;PERSÉPHONE&#8221; </strong><br />
Mélodrame in tre quadri su libretto per voce recitante, solo, coro, danza e orchestra su libretto di  André Gide.<br />
Musica di <strong>Igor Stravinskij </strong><br />
<em>Eumolpe</em> PAUL  GROVES<br />
<em>Perséphone</em> DOMINIQUE BLANC<br />
Danzatrici dell&#8217; Amrita Performing Arts, Cambogia<br />
Pequeños cantores de la JORCAM (Joven Orquesta y Coro de la Comunidad de Madrid)<br />
Coro e Orchestra  del Teatro Real di Madrid<br />
Direttore <strong>Teodor Currentzis </strong><br />
Maestro del Coro <strong>Andrés Máspero<br />
</strong>Regia <strong>Peter Sellars </strong><br />
Scene <strong>George Tsypin </strong><br />
Costumi <strong>Helene Siebrits </strong><br />
Luci <strong>James F.Ingalls<br />
</strong><em>Madrid, 28 gennaio 2012<br />
</em></p></div></div><p><br />
Ci sono diversi punti che accomunano questi due lavori rappresentati come dittico al  Teatro Real. In primo luogo, i compositori di origine russa, (anche se  Stravinsky ha  vissuto gran parte della sua vita a New York, dopo essere passato per Parigi) accomunati comunque da il comune  interesse per le varie  tendenze musicali europee. Sicuramente diversa la natura di <em>Perséphone </em> un lavoro eclettico, più vicino alla cantata che non all&#8217;opera e se vogliamo sfugge addirittura a una reale classificazione  musicale. <img class="alignleft size-medium wp-image-30128" title="SONY DSC" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/Iolanta_1360-129x200.jpg" alt="" width="129" height="200" />Due personaggi femminili, entrambe legate da un destino legato a un evento privato collegato alla luce: Iolanta vive in uno stato di cecità, Persefone rinuncia alla luce per vivere  con il marito Ade,  dio dell&#8217;oltretomba. Da qui si potrebbe divagare sulla  poesia, la luce, la vita e trovare altri elementi che vadano a giustificare i punti di unione tra queste due partiture,tutto quello che vogliamo. Potremmo voler ancora giustificare l&#8217;unione delle due opere (la seconda in francese). Crediamo però che le vicente e soprattutto la musica siano la cosa più importanti.<br />
L&#8217;allestimento del Teatro Real è stato affidato a  <strong>Peter Sellars.</strong> Il regista americano,  considerato una tra le più innovative firme del teatro contemporaneo, ci ha sorpreso questa volta al contrario, ossia per il modo in cui ha sviluppato le sue idee. Due opere raffigurate attraverso una estetica stilizzata che non ha portato rinforzato o apportato nulla di particolarmente interessante alla musica o al testo. O forse, chi scrive, non dotata di un cervello particolarmente contorto per capire o scoprire il linguaggio di Sellars.<br />
<object width="560" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/wip6aU072Ew?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="560" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/wip6aU072Ew?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object><br />
Per fortuna, siamo riusciti a godere della musica. La prova dei solisti, dell&#8217;Orchestra e del Coro dei titolari Teatro Real è stata notevole. In Iolanta, nei ruoli maschili, abbiamo apprezzato il basso russo<strong> Dmitry Ulyanov</strong> (il re René), che ben caratterizzato il suo personaggio, ammantandolo di una vocalità saggiamente controllata ed espressiva. Il tenore ceco <strong>Pavel Cernoch</strong> ha prestato a Vaudémont la sua voce sicura e luminosa e ricca di una straordinaria gamma di mezzevoci.  E il baritono russo<strong> Maxim Aniskin</strong>, che interpreta Robert, nella sua aria, nella scena sesta dell&#8217;opera, ci ha regalato uno dei momenti più alti della serata. In questa stessa scena, l&#8217;armonia  tra Robert e Vaudémont è stata davvero notevole.  Il resto del comparto maschile, ha visto la presenza non secondaria del del basso-baritono <strong>Willard White </strong>(Ibn-Hakia) e del tenore <strong>Vasily Efimov </strong>(Alméric).  <img class="alignleft size-medium wp-image-30129" title="SONY DSC" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/Iolanta_1302-283x200.jpg" alt="" width="283" height="200" />Nel ruolo di Iolanta, la giovane <strong>Ekaterina Scherbachenko</strong> è stata altrettanto brillante. La sua voce si adattava perfettamente alla musica di Cajkovskij. La Scherbachenko è stata anche una interprete scenicamente credibile, coinvolgente nello suo passaggio dal suo mondo di non vedente al ritorno alla vista, alla luce. Nel resto delle protagoniste femminili,  eccellente, si sono messe particolarmente in luce il soprano <strong>Irina Churilova</strong> (Brigitta), il mezzosoprano <strong>Ekaterina Semenchuk</strong> (Marta). Alla direzione d&#8217;orchestra il giovane Maestro <strong>Teodor Currentzis</strong>, d&#8217;origine greca ma cresciuto in Russia. Currentzis ha avuto un eccezionale controllo del suono dell&#8217;orchestra, valorizzando pienamente tutti i dettagli, i ritmi e le sublimi linee melodiche della musica di Cajkovskij. In Perséphone, il  tenore <strong>Paul Groves</strong> ha dato vita ad Eumolpe ricco delle  diverse caratteristiche vocali e stilistiche che il personaggio richiede, mentre l&#8217;attrice <strong>Dominique Blanc</strong>, nella parte della protagonista, con il contributo delle bella presenza delle danzatrici cambogiane, ha reso più fresca e immediata questa partitura di Stravinskij, che  a volte si carica di una eccessiva ridodanza.<br />

<a href='http://www.gbopera.it/2012/02/madrid-teatro-real-iolanta-e-persephone/sony-dsc-11/' title='SONY DSC'><img width="70" height="70" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/Iolanta_1563-70x70.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="SONY DSC" title="SONY DSC" /></a>
<a href='http://www.gbopera.it/2012/02/madrid-teatro-real-iolanta-e-persephone/sony-dsc-10/' title='SONY DSC'><img width="70" height="70" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/Iolanta_1341-70x70.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="SONY DSC" title="SONY DSC" /></a>
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<a href='http://www.gbopera.it/2012/02/madrid-teatro-real-iolanta-e-persephone/sony-dsc-9/' title='SONY DSC'><img width="70" height="70" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/Iolanta_1302-70x70.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="SONY DSC" title="SONY DSC" /></a>
<a href='http://www.gbopera.it/2012/02/madrid-teatro-real-iolanta-e-persephone/sony-dsc-13/' title='SONY DSC'><img width="70" height="70" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/Persephone_1565-70x70.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="SONY DSC" title="SONY DSC" /></a>
<a href='http://www.gbopera.it/2012/02/madrid-teatro-real-iolanta-e-persephone/sony-dsc-14/' title='SONY DSC'><img width="70" height="70" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/Persephone_1658-70x70.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="SONY DSC" title="SONY DSC" /></a>
<a href='http://www.gbopera.it/2012/02/madrid-teatro-real-iolanta-e-persephone/sony-dsc-12/' title='SONY DSC'><img width="70" height="70" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/Persephone_1697-70x70.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="SONY DSC" title="SONY DSC" /></a>
</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><br style="text-align: justify;" /> </strong></p>
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		<title>Parigi, Opéra Bastille:&#8221;Manon&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 00:12:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jeffrey Grice</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Coline Serreau]]></category>
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		<description><![CDATA[Parigi, Opéra Bastille, Stagione Lirica 2011/2012 &#8220;MANON&#8221; Opéra comique in cinque atti e sei quadri, su libretto di Henri Meilhac e Philippe Gille, dal romanzo dell’Abbé Prévost Musica di Jules Massenet Manon NATALIE DESSAY Le Chevalier Des Grieux GIUSEPPE FILIANOTI Lescaut FRANCK FERRARI Le Conte Des Grieux PAUL GAY Guillot de Morfontaine LUCA  LOMBARDO De [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="scheda"><div class="scheda-immagine"><p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/CHD1404_manon.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-29757" title="_CHD1404_manon" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/CHD1404_manon-290x192.jpg" alt="" width="290" height="192" /></div><div class="scheda-contenuto"></a><em>Parigi, Opéra Bastille, Stagione Lirica 2011/2012</em><br />
<strong>&#8220;MANON</strong>&#8221;<br />
Opéra comique in cinque atti e sei quadri, su libretto di Henri Meilhac e Philippe Gille, dal romanzo dell’Abbé Prévost<br />
Musica di<strong> Jules Massenet</strong><br />
<em><span id="more-29755"></span>Manon </em>NATALIE DESSAY<br />
<em>Le Chevalier Des Grieux</em> GIUSEPPE FILIANOTI<br />
<em>Lescaut </em>FRANCK FERRARI<br />
<em>Le Conte Des Grieux </em>PAUL GAY<br />
<em>Guillot de Morfontaine</em> LUCA  LOMBARDO<br />
<em>De Brétigny</em> ANDRE&#8217;  HEYBOER<br />
<em>Poussett </em>OLIVIA DORAY<br />
<em>Javotte </em>CAROL GARCIA<br />
<em>Rosette </em>ALISA KOLOSOVA<br />
<em>L&#8217;Hotelier </em>CHRISTIAN  TREGUIER<br />
<em>Deux Gardes </em>ALEXANDRE DUHAMEL, UGO RABEC<br />
Orchestra e Coro dell’Opéra National de Paris<br />
Direttore<strong> Evelino Pidò</strong><br />
Maestro del Coro <strong>Patrick Marie Aubert</strong><br />
Regia <strong>Coline Serreau </strong><br />
Scene <strong>Jean-Marc Stehlé, Antoine Fontaine</strong><br />
Costumi<strong> Elsa Pavanel </strong><br />
Luci <strong>Hervé Gary</strong><br />
<em>Nuova produzione<br />
Parigi, 25 gennaio 2012<br />
</p></div></div><p><br />
<a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/manon1.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-29763" title="manon1" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/manon1-290x192.jpg" alt="" width="290" height="192" /></a></em>La <em>Manon</em> diretta da <strong>Coline Serreau</strong> all’Opéra Bastille ha innegabilmente carica della sua esperienza di regista teatrale e cinematografica. Un valore aggiunto alla rappresentazione operistica: la sua regia ha permesso ai cantanti di recitare in maniera convincente, con concentrazione e senza enfasi. In più, ogni quadro è stato visivamente gradevole. Ma i punti deboli rappresentati dal cast, dalle superflue provocazioni della Serreau e da una direzione d’orchestra sottotono di <strong>Evelino Pidò</strong> sono stati i fattori che hanno sabotato questa produzione.<br />
<strong>Il primo atto sembrava ambientato in un angolo della Gare du Nord</strong>.  Troviamo un lodevole <strong> Luca Lombardo</strong> (Guillot de Morfontaine) in tenuta settecentesca con le brave <strong>Olivia Doray</strong> (Poussette), <strong>Carol García</strong> (Javotte) e <strong>Alisa Kolosova</strong> (Rosette). Arriva <strong>Franck Ferrari</strong> (Lescaut) un baritono dalla voce risonante e di bel timbro, ma assurdamente agghindato con abiti punk. Manon in un semplice abito bianco, arriva, non su una carrozza, ma in quello che sembra un pullman granturismo. <strong>Natalie Dessay</strong> nel ruolo della protagonista è sembrata stranamente assente. Spesso non udibile nel registro medio-basso, la sua linea di canto non era ben cesellata e i suoi acuti erano fuori controllo, al punto che la voce le si è più volte incrinata. Facciamo anche la prima conoscenza di <strong>André Heyboer</strong> (De Brétigny) che ha cantato con calcolata freddezza rinforzando la sinistra natura del suo ruolo e di <strong> Giuseppe Filianoti</strong> (Des Grieux) che mostra subito la spiacevole tendenza a spingere la sua vocalità solo verso il registro acuto, con una linea di canto piuttosto piatta. Alla fine dell’atto Manon e  Des Grieux fuggono a cavallo di una motocicletta&#8230;<br />
<strong><img class="alignleft size-medium wp-image-30081" title="manon_2_0" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/manon_2_0-290x145.jpg" alt="" width="290" height="145" />Nel secondo atto, mentre Des Grieux canta delle gioie della vita quotidiana con Manon</strong>, la Serreau, incapace di seguire la partitura, parte per la tangente e fa calare untrattenresi dal punteggiare la partitura con elementi che rappresentano la sua visione dell’opera, fa calare un’immagine di una cucina da sogno americano degli anni ’50. A contrasto di questa visione, quando di lì a poco Brétigny promette a Manon di trasformarla in una regina della società parigina: una corona e una fascia recante la scritta “Miss Arras” da reginetta di bellezza, scendono dall&#8217;alto, come un dono divino. Con questi interventi che volevano scuramente essere ironici, Coline Serreau è uscita dal seminato per avviarsi su un sentiero nel quale anche il cast non è parso all&#8217;altezza della situazione.<br />
<strong><img class="alignleft size-medium wp-image-30087" title="manon_dessay" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/manon_dessay-290x193.jpg" alt="" width="290" height="193" />Il primo quadro del terzo atto</strong> è stato più vivo teso sia sul piano teatrale che da quello musicale. Gli scenografi <strong>Jean-Marc Stehlé</strong> e <strong>Antoine Fontaine</strong> hanno creato un ambiente visivamente di grande impatto: una enorme serra nella quale troneggiano delle grandi piante tropicali. Le comparse si atteggiano a mannequien di una sfilata di moda, tutti in abiti con  motivi geometrici neri, bianchi e grigi. Manon, vestita con gli stessi colori, sembrava freddamente elegante mentre le sue braccia e gambe  venivano posizione in pose da servizio di moda da figure maschili in tenuta sadomaso. Natalie Dessay è sembrata più a suo agio in  <em>Je marche sur tous les chemins </em>e <em>Profitons bien de la jeunesse</em>, eccezion fatta per una chiusura in acuto alquanto fortunosa. Il dialogo tra  Manon e il padre del Cavaliere è stata soddisfacente dal punto di vista musicale. La direzione musicale di Pidò è stata più concentrata e attenta. Il basso-baritono <strong>Paul Gay</strong> (Le Conte Des Grieux) ha mostrato una voce solida,  timbricamente  ricca e ben proiettata.<br />
<object width="560" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/BTJz1QDfls4?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="560" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/BTJz1QDfls4?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object><br />
<strong>Per il quadro di Saint-Sulpice</strong>, le piante tropicali si trasformano nelle colonne interne della chiesa.  Filianoti ha cantato la sua aria “<em>Fuyez douce image” </em>con voce potente, pathos e un’apprezzabile padronanza del francese. Tuttavia, il successivo  duetto con Manon è stato alquanto dimesso. Nessuno dei due cantanti è stato credibile. La bella  musica di Massenet non è riuscita a espandersi rimanendo come costretta nello spazio angusto di una scatola da scarpe. Il direttore d’orchestra Evelinò Pido ha limitato i danni collaterali preservando il suono compatto dell’orchestra. Ma facendo ciò, lui stesso è sembrato non avere alcuna inclinazione per il <em>rubato</em> di Massenet.<br />
<strong><img class="alignleft size-medium wp-image-29756" title="_CHD1669_manon" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/CHD1669_manon-290x192.jpg" alt="" width="290" height="192" />Il quarto atto, quello dell&#8217; Hotel Transylvania,</strong> ci è parso preso in prestito da una qualche strampalata commedia musicale. Natalie Dessay somigliava a Annie Lennox. Le mancava solo il microfono: e forse le sarebbe anche andato bene, visto che in <em>A nous les amours et les roses</em>, non si è sentito praticamente nulla. Il registro centrale era pressochè inesistente. Una scene talmente intasata di  punk, pirati e di cambiali e carte varie ridotte a pezzettini rende difficile concentrarsi sull’azione e la musica. Dopo l’arresto di Manon e Des Grieux, l’atto finale si apre con un miracoloso effetto visivo: tutte le cartacce sparpagliate sul pavimento del Transylvania Hotel si sono trasformate in un’immagine di una terra desolata e ghiacciata che si perde  verso l’orizzonte.<br />
Coline Serreau ha sicuramente lavorato con grande istinto teatrale, esibendo immagini cariche di energia, di sensualità e di una sorta di misticismo, ma non ha aggiunto nulla all’originale <em>Manon Lescaut</em> del’Abbé Prévost, ma nemmeno a quella di Jules Massenet.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em><br />
</em></p>
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		<title>Trieste, Politeama Rossetti: Il Vizietto &#8220;La Cage aux Folles&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 21:33:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Corrado Canulli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[La cage au folles]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Ghini]]></category>
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		<description><![CDATA[Trieste, Politeama Rossetti, Salla Assicurazioni Generali, Musical &#38; Grandi Eventi IL VIZIETTO &#8220;LA CAGE AUX FOLLES&#8221; Commedia musicale di  Jerry Herman e Harvey Fierstein; tratto dalla commedia omonima di Jean Poiret; traduzione,adattamento di Massimo Romeo Piparo Albin / Zazà MASSIMO GHINI Renato CESARE BOCCI Jacob  RUSSEL RUSSELL Madame Sant&#8217;Anne CRESCENZA GUARNIERI On.Sant&#8217;Ann de Que EDOARDO [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="scheda"><div class="scheda-immagine"><p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/GRUPPO-CUCARACHA_rid.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-30026" title="GRUPPO-CUCARACHA_rid" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/GRUPPO-CUCARACHA_rid-290x163.jpg" alt="" width="290" height="163" /></div><div class="scheda-contenuto"></a>Trieste, Politeama Rossetti, Salla Assicurazioni Generali, Musical &amp; Grandi Eventi<br />
</em><strong>IL VIZIETTO &#8220;LA CAGE AUX FOLLES&#8221;</strong><br />
Commedia musicale di  Jerry Herman e Harvey Fierstein; tratto dalla commedia omonima di Jean Poiret;<br />
traduzione,adattamento di Massimo Romeo Piparo<br />
<em><span id="more-30018"></span>Albin / Zazà </em>MASSIMO GHINI<br />
<em>Renato </em>CESARE BOCCI<br />
<em>Jacob  </em>RUSSEL RUSSELL<br />
<em>Madame Sant&#8217;Anne </em>CRESCENZA GUARNIERI<br />
<em>On.Sant&#8217;Ann de Que </em>EDOARDO SALA<br />
<em>Laurent </em>CRISTIAN RUIZ<br />
<em>Anne </em>CHIARA SCIPIONI<br />
<em>Jacqueline </em>GLORIA MIELE<br />
<em>Francis </em>ANDREA PALOTTO<br />
<em>Le Cagelles: </em>DANIELE AMENTA, GIAMMARCO CAPOGNA, MAURO DE PALMA, BASTAN GIMELLI MOROSINI, ADONA&#8217; MAMO, JACKY ROMANO, GIOVANNI SCURA, SALVADOR AXEL  TORRISI, MARCO PAOLO TUCCI, NICOLA ZAMPERETTI<br />
e con CHIARA BARBAGALLO, DEBORA BOCCUNI, MICHELA  MALTONI<br />
Direzione musicale e orchestrazioni aggiunte <strong>Emanuele Friello</strong><br />
Regia <strong>Massimo Romeo Piparo</strong><strong></strong><br />
Scene <strong>Gianluca Amodio</strong><br />
Costumi <strong>Nicoletta Ercole</strong><br />
Coreografie <strong>Bill Goodson<br />
</strong>Suono <strong>Luca Finotti<br />
</strong>Luci <strong>Daniele Ceprani</strong><br />
<em>Trieste, 3 febbraio 2012<br />
</em> </p></div></div><p><br />
<strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/la-cage-aux-folles.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-30025" title="la-cage-aux-folles" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/la-cage-aux-folles-257x200.jpg" alt="" width="257" height="200" /></a>Bene! E&#8217; la prima volta che usciamo da uno spettacolo del regista Massimo Romeo Piparo finalmente soddisfatti:</strong> bravo, segno di crescita. Abbiamo assistito alla replica di venerdì 3 febbraio 2012 in un Politeama Rossetti con pubblico dimezzato dall&#8217;avversa situazione climatica ma caldo per applausi, risate e apprezzamenti allo spettacolo in scena che era &#8220;La Cage aux Folles&#8221;. Sono innumerevoli le produzioni di questo fortunatissimo testo del 1973 di Jean Poiret: dal teatro, al cinema (&#8220;Il vizietto&#8221; nel nostro paese con Ugo Tognazzi e Michel Serrault), al musical. Il plot narra la vicenda di Renato e Albin, coppia gay stereotipatamente anni &#8217;70, che gestiscono un cabaret sulla Costa Azzurra e si trovano a dover affrontare l&#8217;incontro con i bigottissimi futuri suoceri di Laurent, figlio di Renato afflitto dal &#8220;vizietto&#8221; di essere stato bisessuale, innamorato di Anne e pronto al matrimonio.<br />
<strong>Il regista decide di mantenere l&#8217;ambientazione agli anni in cui il testo è stato scritto,</strong> anche se la trasposizione in musical è avvenuta nel 1983, e fa bene perchè sarebbe stato insensato trasporlo ai giorni nostri, connotato com&#8217;è di vizzi e lazzi dell&#8217;epoca che fu. Piparo, anche traduttore e adattatore del testo, sorprende con una regia mossa, allegra, figlia del film al quale attinge a piene mani ma anche con intuizioni felici e brillanti. Anche se non nuovissima, è interessante la resa dello spettacolo nello spettacolo e l&#8217;ide di mostrarcelo prima da spettatori quali siamo e, subito dopo, da dietro le quinte. <a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/160023382-1741717a-8f58-4071-bb8e-3cd1e9bda484.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-30022" title="160023382-1741717a-8f58-4071-bb8e-3cd1e9bda484" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/160023382-1741717a-8f58-4071-bb8e-3cd1e9bda484-133x200.jpg" alt="" width="133" height="200" /></a>Non nascondiamo, però, che aleggia un aria leggermente misera, un tono lievemente raffazzonato, come nelle sue altre regie de &#8220;<em>La febbre del sabato sera</em>&#8221; e di &#8220;<em>Hairspray</em>&#8221; nonostante i grandi nomi con cui collabora: anche in questa produzione un cast di creativi e di artisti di tutto rispetto.<br />
Ne citiamo alcuni a iniziare dalle scene di <strong>Gianluca Amodio</strong>, semplici ma con belle trovate per renderle trasportabili ma non povere, e dai costumi di <strong>Nicoletta Ercole</strong> all&#8217;altezza di un Music Hall francese e di ciò che le ambientazioni richiedono.<br />
A seguire le splendide coreografie di <strong>Bill Goodson</strong>, adeguate e fantasiose, curatissime specialmente nel creare l&#8217;illusione che tra le Cagelleses ci siano veramente delle donne (la platea non si domandava altro ad ogni loro apparizione, finchè non si sono tolti le parrucche). Unico dubbio la scena, anche troppo lunga, in cui entrano in platea diffondendo aromi e arrivano in palco cercando di creare una tensione (erotica?) che non si realizza: era necessaria e non l&#8217;abbiamo capita? Buono il suono di <strong>Luca Finotti</strong> e la direzione musicale e le orchestrazioni aggiunte di <strong>Emanuele Friello</strong>.<br />
<img class="alignleft size-medium wp-image-30021" title="387115_2688401498930_1523227697_32901277_1482453057_n-anteprima-400x266-525962" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/387115_2688401498930_1523227697_32901277_1482453057_n-anteprima-400x266-525962-290x192.jpg" alt="" width="290" height="192" />Gli interpreti? Eccoli! Svetta su tutti l&#8217;Albin di<strong> Massimo Ghini</strong>: gigione ma mai sopra le righe, macchiettistico ma mai volgare, discreto cantante e, ovviamente, grande presenza e carisma. Gli tiene perfettamente banco il Renato di <strong>Cesare Bocci</strong>: agile, presente, dotato di bei vocalizzi a voce piena e naturalmente simpatico. Nella loro casa troviamo anche Jacob, l&#8217;inossidabile <strong>Russel Russell</strong>, negli anni &#8217;80 stella televisiva ed ora solo lievemente appesentito ma molto migliorato nella dizione in una lingua che non è la sua, e<strong> Cristian Ruiz</strong> nei panni di Laurent dalla voce potente e dalla fasciata prestanza fisica. Voce robusta  e molto, molto bella anche quella di<strong> Gloria Miele</strong> che interpreta Jaqueline, proprietaria di un ristorante. Citiamo ancora l&#8217;effervescente simpatia (e fisicità) di <strong>Crescenza Guarnieri</strong> nel ruolo della futura consuocera dei nostri protagonisti e sua figlia Anne, interpretata da <strong>Chiara Scipione</strong>. Manca da citare ancora <strong>Edoardo Sala</strong> che al suo ingresso in palco ci spaventa per la somiglianza con un altro teatrante, di recente Presidente del Consiglio&#8230;<br />
L&#8217;unica pecca? La durata dello spettacolo: qualche taglio gioverebbe&#8230;</p>
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		<title>Komische Oper Berlin: &#8220;Der Freischutz&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 20:08:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Bassi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Berlino, Komische Oper, Stagione Lirica 2011/2012 &#8220;DER FREISCHUTZ&#8221; (Il franco cacciatore) Opera romantica in tre atti, libretto di JohannFriedrich Kind, dal Gespensterbuch di Johann August Apel e Friedrich Laun. Musica di Carl Maria von Weber Max  VINCENT WOLFSTEINER Agathe INA KRINGELBORN Kaspar CARSTEN SABROWSKI Ännchen JULIA GIEBEL Eremit  ALEXEY TIHOMIROV Ottokar  GUNTER PAPENDELL Kilian CHRISTOPH [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="scheda"><div class="scheda-immagine"><p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/Weber-5.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-29967" title="Weber 5" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/Weber-5-290x191.jpg" alt="" width="290" height="191" /></div><div class="scheda-contenuto"></a><em>Berlino, Komische Oper, Stagione Lirica 2011/2012<br />
</em><strong>&#8220;DER FREISCHUTZ&#8221; (Il franco cacciatore)<br />
</strong>Opera romantica in tre atti, libretto di JohannFriedrich Kind, dal <em>Gespensterbuch </em>di Johann August Apel e Friedrich Laun.<br />
Musica di <strong>Carl Maria von Weber</strong><br />
<em><span id="more-29961"></span>Max</em>  VINCENT WOLFSTEINER<br />
<em>Agathe</em> INA KRINGELBORN<br />
<em>Kaspar</em> CARSTEN SABROWSKI<br />
<em>Ännchen</em> JULIA GIEBEL<br />
<em>Eremit</em>  ALEXEY TIHOMIROV<br />
<em>Ottokar</em>  GUNTER PAPENDELL<br />
<em>Kilian </em>CHRISTOPH SPATH<br />
<em>Kuno</em>  HANS-PETER SCHEIDEGGER<br />
Coro e Orchestra della Komische Oper Berlin<br />
Direttore <strong>Patrick Lange<br />
</strong> Maestro del Coro <strong>André Kellinghaus<br />
</strong>Regia <strong>Calixto Bieito</strong><br />
Scene <strong>Rebecca Ringst<br />
</strong>Costumi <strong>Ingo Krugler</strong><br />
Luci <strong>Franck Evin<br />
</strong>Nuova produzione Komische Oper Berlin<br />
<em>Berlino, 4 febbraio 2012 </em><br />
</p></div></div><p><br />
<strong>L’immagine della foresta buia e spaventosa è radicata profondamente nella coscienza collettiva tedesca e l’opera romantica di Weber,</strong> in cui Max il cacciatore/tiratore prima della gara più importante della sua vita, che gli permetterà di sposare la sua amata, per avere la sicurezza della vittoria chiede aiuto al  Diavolo, è considerata da molti la prima opera “nazionale” tedesca. Questa storia sarà sembrata a Callixto Bieito un materiale molto ricco su cui lavorare, riguardo amore, sangue, paura ed Inferno, tanto più che  questi  elementi vengono generalmente trattati secondo un&#8217;ottica  molto sentimentale.<br />
<img class="alignleft size-medium wp-image-29962" title="Weber 6" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/Weber-6-290x193.jpg" alt="" width="290" height="193" />Bieito già dall’Overture mostra la sua visione dell’opera. Non vediamo nulla di folkloristico, ma una scena di guerra e violenza nella foresta. Quest è il contrappunto di Bieito alla bella musica di Weber &#8211; gli abietti impulsi animaleschi di gente in lotta nell’oscurità. In aggiunta alla prima scena, il regista mostra un Max spogliato della sua dignità e posizione sociale per aver perso una gara di tiro a fuoco con il giovane Kilian. Se ci fossero stati meno rumori ingiustificati provenienti dalla scena, il pubblico avrebbe goduto meglio della direzione sfumata ed equilibrata di <strong>Patrick Lange</strong>.<br />
Prevale invece la visione di Bieito che punta sempre di più a condurre  il pubblico al cuore della tenebra, il Wolfschlucht. Il regista ha fortemente ridotto i dialoghi, pur riuscendo a creare delle interazioni convincenti fra i personaggi, grazie al contatto fisico ravvicinato fra di essi. Perciò Kaspar si piega su Max, ranicchiato e mezzo nudo, e con pochissime parole lo convince a raggiungere il maledetto Wolfschlucht, dove forgerà  le pallottole stregate. L&#8217;azione scenica in questo<em> Freischütz</em> è incessante e questo sicuramente crea un ritmo teatrale notevole e impressionante..<br />
In questa famosa scena,  con la sua musica selvaggia ed evocativa, Bieito evita del tutto la presenza di  Samiel (il cacciatore nero, del Diavolo/Oscurità),  che diventa una donna che subisce violenza. Dalla sua vagina,  Kaspar estrae le pallottole. Ovviamente siamo in presenza di una visione che sovverte l’ortodossia, ma che si rifà al famigerato MacBeth di Düsseldorf in cui gli eserciti usciano da una vagina aperta. Un vecchia “nuova” trovata, che in questo caso ci può far pensare che il regista fosse a corto di idee per evocare il cuore della tenebra nel cuore degli uomini? Aveva intenzione di fare una dichiarazione su potere demoniaco e violenza verso la donna? O ha semplicemente deciso di traumatizzare  il pubblico? Siamo più propensi a quest&#8217;ultima opzione, visto che questo momento non aveva nessun collegamento al resto dell&#8217;opera.<br />
<img class="alignleft size-medium wp-image-29963" title="Weber 1" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/Weber-1-290x193.jpg" alt="" width="290" height="193" />Bieito ambienta tutto ciò in una scenografia essenziale ma efficace: un fondale trasparente che occupa tutto lo spazio scenico, illuminato atmosfericamente da diverse angolazione, delle colonne pendenti mobili che evocano degli ambienti e degli  alberi spogli. I personaggi entrano sulla scena dal fondo della platea, di solito con un riflettore puntato sul pubblico.  Anche questa non è certo una novità, ma comunque un’idea che cerca davvero di “illuminare” il pubblico.  In ogni caso, le lucie create da  <strong>Franck Evin</strong> sono state un reale ed efficace complemento  alle belle scenografie di <strong>Rebecca Ringst</strong>, in particolare nella prima scena del terzo atto quando,  la foresta scompare e si svolge una specie di scena onirica fra Agathe e Max, basata su sesso, caccia e conquista. Agathe canta <em>Und ob die Wolken</em>, ai piedi di Max su quella che sembra essere la cima di una montagna di nuvole (Wolken) che fluttuano tutt’attorno. Se l&#8217;atmosfera non fosse così evocativa, l&#8217;esito sarebbe stato di pessimo gusto. <a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/Weber-2.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-29964" title="Weber 2" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/Weber-2-290x193.jpg" alt="" width="290" height="193" /></a>Il regista sa quel che fa ed è dotato di fromidabile maestria nel realizzare le sue idee.<br />
Perciò la fine dell’opera suscita più domande su Bieito che sull’opera stessa.  Agathe e le sue damigelle d’onore e amiche fanno la loro apparizione nella foresta e le loro risate rauche non evocano di certo le &#8220;solite&#8221; fanciulle leziose con i fiori fra i capelli. Agathe stessa acquista maggiore spessore in questo contesto. Si arriva così al momento in cui  l’ultima pallottola  di Max, controllata dal Diavolo, colpisce Agathe, ma &#8211;colpo di scena!&#8211; non la uccide! La ghirlanda nuziale che ha sul capo devia la pallottola, proprio come il mistico Eremita dice nel primo atto, e dopo i saggi consigli dell&#8217;Eremita, Max promette che si comporterà da bravo ragazzo e tutti vivranno felici e contenti. Questo è quello che indica il libretto, ma non quello che si è visto sulla scena.<br />
<img class="alignleft size-medium wp-image-29965" title="Weber 3" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/Weber-3-290x194.jpg" alt="" width="290" height="194" />Invece Bieito ci presenta un Max  che, seminudo,  grugnisce e  balza sulla scena uccidendo Agathe e altre persone. Il coro deride l&#8217;Eremita e, brandendo i loro fucili, uccidono anche Max. Perché no? D’altra parte le opere non sono sempre delle tragedie dove devono morire tutti?<br />
Bieito sceglie di lavorare in contrasto con la musica e spesso in profondissimo contrasto con il contenuto drammaturgico  dell’opera di Weber. Una scelta che però non sempre è controllata anzi, porta all&#8217;uso e abuso di  trucchi triti e ritriti in una incoerenza che  indebolisce quelli che sono i profondi e ricchi  contenuti di <em>Der Freischütz</em> che un regista dovrebbe invece fare emergere.  La compagnia di canto hanno mostrato una notevole sensibilità interpretativa,  non così sul piano della vocalità. Qui sono emersi limiti abbastanza evidenti. Eccezion fatta per un Ottokar ben cantato da <strong>Günter Papendell</strong> e due bei versi delle damigelle, il canto solo raramente era al livello della prestazione dell’orchestra o di ciò che la musica di Weber ha scritto. Il soprano<strong> Ina Kringelborg</strong> è riuscita a creare la giusta atmosfera nelle battute di apertura di <em>Und ob die Wolken</em>, ma i piani stentati nel registro  acuto hanno vanificato le sue buone intenzioni. Il coro, molto impegnato nell&#8217;azione nell’azione scenica, si trovava in evidenti difficoltà a tenere il passo con l&#8217;orchestra e ai ritmi incalzanti di Lange. Il celebre  <em>Jägerchor</em> dell&#8217;atto terzo è stato piuttosto deludente.<br />
<em>Foto per gentile concessione della Komische Oper Berlin</em></p>
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		<title>Jerez, Teatro Villamarta: &#8220;Rigoletto&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 20:45:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mercedes Rodriguez</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Jerez, Teatro Villamarta, Stagione Lirica 2011/2012 “RIGOLETTO” Melodramma in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave, dal dramma Le roi s’amuse di Victor Hugo. Musica di Giuseppe Verdi Il duca di Mantova ISMAEL JORDI Rigoletto LUIS CANSINO Gilda SABINA PUÉRTOLAS Sparafucile RUBÉN AMORETTI Maddalena MARINA PARDO Il conte di Monterone  FEDERICO GALLAR Conte di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="scheda"><div class="scheda-immagine"><p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/rigoletto109jpg.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-29942" title="rigoletto109jpg" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/rigoletto109jpg-290x154.jpg" alt="" width="290" height="154" /></div><div class="scheda-contenuto"></a>Jerez, Teatro Villamarta, Stagione Lirica 2011/2012</em><br />
<strong> “RIGOLETTO”</strong><br />
Melodramma in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave, dal dramma <em>Le roi s’amuse</em> di Victor Hugo.<br />
Musica di <strong>Giuseppe Verdi</strong><br />
<em><span id="more-29889"></span>Il duca di Mantova</em> ISMAEL JORDI<br />
<em>Rigoletto</em> LUIS CANSINO<br />
<em>Gilda</em> SABINA PUÉRTOLAS<br />
<em>Sparafucile</em> RUBÉN AMORETTI<br />
<em>Maddalena</em> MARINA PARDO<br />
<em>Il conte di Monterone</em>  FEDERICO GALLAR<br />
<em>Conte di Ceprano</em> HILARIO ABAD<br />
<em>La contessa di Ceprano</em> INMACULADA SALMORAL<br />
<em>Matteo Borsa</em> JUAN MANUEL PÉREZ MADUEÑO<br />
<em>Marullo</em> DAVID LAGARES<br />
<em>Giovanna </em> ESPERANZA MELGUIZO<br />
<em>Un paggio</em> ERREGIÑE ARROTZA<br />
<em>Usciere </em> CONCETTO RAMETTA<br />
Coro del Teatro Villamarta e Orchestra Lirica del Sur<br />
Direttore <strong>Carlos Aragón</strong><br />
Maestro del Coro <strong>Juan Manuel Pérez Madueño</strong><br />
Regia <strong>Francisco López</strong><br />
Scene e costumi <strong>Jesús Ruiz</strong><br />
Produzione del Teatro Villamarta di Jerez<br />
<em>Jerez, 21 gennaio 2012</em><br />
</p></div></div><p><br />
Poche volte, quando assistiamo ad una rappresentazione lirica, usciamo con la sensazione che tutto sia andato per il verso giusto. E quando questo succede dobbiamo essere grati e riconoscere il merito ai vari fattori che hanno contribuito alla buona riuscita della serata. Il Teatro Villamarta di Jerez ha messo nuovamente in scena la produzione di <em>Rigoletto</em> inaugurata nel 2000 nel Gran Teatro di Cordoba e ripresa più volte in Spagna nel corso dei suoi dodici anni di vita.<a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/rigoletto101.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-29941" title="rigoletto101" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/rigoletto101-159x200.jpg" alt="" width="159" height="200" /></a> La regia, ambientata sulla fine della Seconda Guerra Mondiale, ad opera di <strong>Francisco López</strong> e con l’ausilio delle scene di <strong>Jesús Ruiz</strong>, è ben riuscita a riflettere il clima di lotta di potere e l’oppressione esercitata dai  potenti. Uno scenario perfetto per spiegare la storia del buffone di corte e della sua giovane figlia innamorata, ingannata e vergognosamente assassinata. Alcuni effetti, come la pioggia che scende quasi come un’apparizione magica all’ultimo atto, hanno contribuito a rendere ancora più nitido l’aspetto realistico.<br />
L’aspetto musicale è stato contrassegnato dalla bravura della maggior parte degli interpreti, soprattutto i protagonisti, il Coro del Teatro Villamarta e l’ Orchestra lirica del Sur, nata da poco, che ha impressionato per la bellezza del suono, sotto la bacchetta di <strong>Carlos Aragón</strong>, distintosi per una concertazione molto equilibrata nella scelta dei tempi e rispettosa del canto. La Gilda di <strong>Sabina Puértolas</strong> non è stata una fanciulla di voce ingenua ma caratterizzata da tinte vellutate, da suoni morbidi e rotondi: tutto ciò le ha permesso di rendere ottimamente tutte le sfaccettature del personaggio. Il tenore <strong>Ismael Jordi</strong> ha dato prova delle proprie qualità. L’inizio dell’opera è stato all’insegna del “risparmio”, come abbiamo potuto riscontrare nell’aria “<em>Questa o quella</em>”, come per prepararsi ed arrivare in forma ad una delle arie più difficili scritte per tenore , <a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/rigoletto117.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-29940" title="rigoletto117" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/rigoletto117-164x200.jpg" alt="" width="164" height="200" /></a>“<em>Ella mi fu rapita</em>”, eseguita invece con una bellezza e facilità lodevoli. Il baritono <strong>Luis Cansino</strong>, recentemente interprete di Rigoletto anche sulle scene italiane, ha mostrato non solo la sua potenza vocale ma anche le sue doti interpretative, così necessarie per rendere il ruolo dello sfortunato buffone. Il fraseggio, la linea di canto, la delicatezza e la bravura si sono alternati in egual misura, creando una figura di grande spessore e rilievo, mettendo in risalto anche ottime qualità attoriali. Il basso <strong>Rubén Amoretti</strong>, nei panni di Sparafucile, si è mantenuto all’altezza del compagnia. Apprezzabile il resto del cast, in particolar modo la compagine maschile rispetto a quella femminile.<br />
<em>Foto Miguel Angel González.<br />
</em>
<a href='http://www.gbopera.it/2012/02/jerez-teatro-villamarta-rigoletto/rigoletto101/' title='rigoletto101'><img width="70" height="70" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/rigoletto101-70x70.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="rigoletto101" title="rigoletto101" /></a>
<a href='http://www.gbopera.it/2012/02/jerez-teatro-villamarta-rigoletto/rigoletto109jpg/' title='rigoletto109jpg'><img width="70" height="70" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/rigoletto109jpg-70x70.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="rigoletto109jpg" title="rigoletto109jpg" /></a>
<a href='http://www.gbopera.it/2012/02/jerez-teatro-villamarta-rigoletto/rigoletto112/' title='rigoletto112'><img width="70" height="70" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/rigoletto112-70x70.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="rigoletto112" title="rigoletto112" /></a>
<a href='http://www.gbopera.it/2012/02/jerez-teatro-villamarta-rigoletto/rigoletto117/' title='rigoletto117'><img width="70" height="70" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/rigoletto117-70x70.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="rigoletto117" title="rigoletto117" /></a>
</p>
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		<title>Parigi, Opéra Bastille:&#8221;Pikovaja Dama&#8221; (La dama di picche)</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 19:35:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jeffrey Grice</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Parigi, Opéra Bastille, Stagione Lirica 2011/2012 &#8220;PIKOVAJA DAMA&#8221;  (La dama di Picche) Opera in tre atti e sette quadri su libretto di Modest Il&#8217;c Cajkovskij dal racconto omonimo di Alexander Pushkin Musica di  di Pëtr Il’ic Cajkovskij  Hermann VLADIMIR  GALOUZINE Conte Tomsky EVGENY NIKITIN Principe Eletsky LUDOVIC TEZIER Tchekalitsky MARTINE MUHLE Sourine BALINT SZABO La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="scheda"><div class="scheda-immagine"><p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/dame_de_pique.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-29858" title="dame_de_pique" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/dame_de_pique-290x192.jpg" alt="" width="290" height="192" /></div><div class="scheda-contenuto"></a><em>Parigi, Opéra Bastille, Stagione Lirica 2011/2012</em><br />
<strong>&#8220;PIKOVAJA DAMA&#8221;  (La dama di Picche)</strong><br />
Opera in tre atti e sette quadri su libretto di Modest Il&#8217;c Cajkovskij dal racconto omonimo di Alexander Pushkin<br />
Musica di  di <strong>Pëtr Il’ic Cajkovskij  </strong><br />
<em><span id="more-29853"></span>Hermann </em>VLADIMIR  GALOUZINE<br />
<em>Conte Tomsky </em>EVGENY NIKITIN<br />
<em>Principe Eletsky </em>LUDOVIC TEZIER<br />
<em>Tchekalitsky</em> MARTINE MUHLE<br />
<em>Sourine </em>BALINT SZABO<br />
<em>La Contessa </em>LARISSA DIADKOVA<br />
<em>Lisa </em>OLGA GURYAKOVA<br />
<em>Pauline </em>VARDUHI ABRAHAMAYAN<br />
<em>Macha </em>NONA JAVAKHIDZE<br />
Orchestra e Coro dell’Opéra National de Paris<br />
Voci bianche, Maîtrise des Hauts-de-Seine<br />
Direttore <strong>Dmitri Jurowski<br />
</strong>Maestro del Coro <strong>Alessandro di Stefano<br />
</strong>Regia <strong>Lev Dodin </strong><br />
Scene <strong>David Borovsky</strong><br />
Costumi <strong>Chloé Oborensky</strong><br />
Luci <strong>Jean Kalman</strong><br />
Coreografie <strong>Yuri Vasilkov</strong><br />
Coproduzione con la  Nederlandse Opera Amsterdam e  Teatro Comunale di Firenze<br />
<em>Parigi, 26 gennaio 2012  </em><br />
</p></div></div><p><br />
In questa magnifica produzione de <em>La Dama di Picche</em>, il regista <strong>Lev Dodin</strong> ha cercato di essere fedele all&#8217;originale di Pushkin. Egli crea deliberatamente certe situazioni che, nonostante la loro apparente incoerenza, conferiscono grande tensione all’intreccio. Per esempio, la prima parte dell’opera inizia con un flash-back: Hermann è già impazzito ed è internato in un ospedale psichiatrico. Si vedono tutti i personaggi passare dalla sua stanza d’ospedale, come dei fantasmi della sua mente. Hermann rimane un paziente per tutto lo svolgimento dell&#8217;opera. <img class="alignleft size-medium wp-image-29854" title="dame_de_pique4" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/dame_de_pique4-290x192.jpg" alt="" width="290" height="192" />Se per apparentemente assurda, questa soluazione ha creato un clima di grande tensione drammatica anche grazie alle ottime capacità attoriali di tutto il cast.<br />
L’incredibile impianto visivo di <strong>David Borovsky</strong> ancora più amplifica il senso di solitudine scenica di  Hermann. Questa scelta chiaramente registica è ben realizzata dalle scene. La scenografia è inframezzata da una grande parete che successivamente si apre per rivelare i vari ambienti. Ad esempio,  il palazzo della Contessa è realizzato da una serie di staue greche ed una una grande scalinata laterale. Al suo apparire l&#8217;effetto è veramente stupefacente.<br />
Il direttore d’orchestra <strong>Dmitri Jurowski</strong> ha concertato in modo straordinario. La sua visione della magnifica partitura di Cajkovskij è stata sempre fluida, appassionata, ricca di colori. In molti momenti, i suoi <em>crescend</em>o e <em>diminuendo</em> avevano del miracoloso. Davvero un grande direttore d’orchestra al quale, alla fine il pubblico ha tributato un&#8217;autentica ovazione.<br />
<img class="alignleft size-medium wp-image-29859" title="dame_de_pique2" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/dame_de_pique2-133x200.jpg" alt="" width="133" height="200" />Il tenore <strong>Vladimir Galouzine</strong> è stato un Hermann straordinario. La sua voce è uno strumento perfetto per questa musica, massiccia, ampia e dotata di tutto il pathos delle sonorità russe. Sa essere tenero e selvaggio. Nel duetto con Lisa ha dimostrato di come sia capace di sfumature di pianissimo senza indebolire l’intensità della frase. <strong>Larissa Diadkova</strong> (La Contessa) è in possesso di un magnetismo scenico incredibile. Riesce perfettamente quel polo d&#8217;attrazione per Hermann, minato dalla dipendenza per il gioco d’azzardo è più forte che gli impedisce di amare veramente Lisa, che rappresenta solo un mezzo per arrivare a carpire il segreto delle tre carte. Emblematica, in tal senso la scena in cui Hermann si reca di notte negli appartamenti della Contessa, dopo la celebre pagina  <em>“Je sens mon coeur qui bat&#8230;”,</em> i due intrecciano una lenta danza tra le statue greche.<br />
Il mezzosoprano <strong>Varduhi Abrahamyan</strong> (Pauline) ha cantato la sua ballata con un bel controllo della voce, con tono uniforme senza ricorrere a facili effetti di voce di petto, puntando a generare un senso di climax a cui è seguito un anti-climax  alla fine del brano, e sfoggiando straordinarie mezze tinte nelle note centrali della voce. Di grande effetto la successiva &#8220;danza russa&#8221; che  Pauline ha cantato con  ritmo serrato.<br />
<img class="alignleft size-medium wp-image-29856" title="dame de pique 4" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/dame-de-pique-4-278x200.jpg" alt="" width="278" height="200" />Il baritono<strong> Ludovic Tézier</strong> (Principe Eletski) ha cantato dimostrando di aver intelligentemente compreso il suo ruolo e con un ricco uso del canto legato: ad esempio, Tezier ha affrontato la chiusura della sua aria con un magnifico effetto che dal piano si rinforza con una messa di voce senza distorsioni di tono o timbro.  Non ha del tutto convinto invece il soprano <strong>Olga Guryakova</strong> (Lisa). Attrice ammirevole, sul piano vocale ha mostrato qualche limite nell&#8217;intonazione. Mentre cantava dei suoi sogni adolescenziali, la voce della Guryakove è sembrata cedere al contenuto emotivo di ciò che stava cantando, ossia un po&#8217; troppo singhiozzante. Nel cantare Cajkovskij, per “tener testa” all’orchestra, avrebbe dovuto far maggior ricorso al <em>rubato</em> nell&#8217;affrontare certi versi, anticipando alcune note e cantando più liberamente ma  la sua linea di canto mancava di un vero controllo.<br />
Il basso-baritono <strong>Evgeny Nikitin</strong> (Conte Tomski) è sembrato pericolosamente vicino ai propri limiti vocali, spesso perdendo il controllo del registro acuto. Prove convincenti per <strong>Martin Mühle</strong> (Tchekalinski), <strong>Balint Szabo</strong> (Sourine).  Il Coro dell’Opéra di Parigi, con le voci bianche le Maîtrise des Hauts-de-Seine, è stato eccezionale in quest’opera, senza dubbio grazie al lavoro del direttore <strong>Alessandro di Stefano.</strong> Il loro canto si è distinto per le grandi omogeneità e chiarezza e per il fraseggio sempre ben curato. Grande successo di pubblico, in particolare per il direttore Jurovski e Galouzine.<br />
<em>Foto Opéra national de Paris/ Elisa Haberer</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Bari, Teatro Petruzzelli:&#8221;Carmen&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 15:12:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Mattei</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Bari, Teatro Petruzzelli, Stagione Lirica 2012 &#8220;CARMEN&#8221; Dramma lirico in quattro atti di Henri Meilhac e Ludovic Halévy,  dalla novella omonima di Prosper Mérimée Musica di GEORGES BIZET Carmen EKATERINA METLOVA Micaëla SASHA DJIHANIAN Don José  RICHARD TROXELL Escamillo  COREY CRIDER Frasquita MARTA CALCATERRA Mercedes ANTONELLA COLAIANNI Il dancairo ALESSANDRO BATTIATO Il remendado GIANLUCA FLORIS [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="scheda"><div class="scheda-immagine"><p style="text-align: justify;"><em><img class="alignleft size-medium wp-image-29806" title="Carmen_IV_atto_3" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/Carmen_IV_atto_3-290x192.jpg" alt="" width="290" height="192" /></div><div class="scheda-contenuto">Bari, Teatro Petruzzelli, Stagione Lirica 2012<br />
</em><strong>&#8220;CARMEN</strong>&#8221;<br />
Dramma lirico in quattro atti di Henri Meilhac e Ludovic Halévy,  dalla novella omonima di Prosper Mérimée<br />
Musica di <strong>GEORGES BIZET</strong><br />
<em><span id="more-29802"></span>Carmen</em> EKATERINA METLOVA<br />
<em>Micaëla</em> SASHA DJIHANIAN<br />
<em>Don José</em>  RICHARD TROXELL<br />
<em>Escamillo</em>  COREY CRIDER<br />
<em>Frasquita</em> MARTA CALCATERRA<br />
<em>Mercedes</em> ANTONELLA COLAIANNI<br />
<em>Il dancairo</em> ALESSANDRO BATTIATO<br />
<em>Il remendado</em> GIANLUCA FLORIS<br />
<em>Zuniga</em> GIANLUCA BREDA<br />
<em>Morales</em> MICHAEL ANTHONY McGEE<br />
<em>Uno zingaro </em>ALDO ORLANDO<br />
<em>Una venditrice</em> OLGA PODGORNAYA<br />
Orchestra, Coro della Fondazione Teatro Petruzzelli di Bari<br />
Coro di voci bianche &#8220;Juvenes Cantores<em>&#8221;<br />
</em>Direttore<strong> Lorin Maazel </strong><br />
Maestro del coro <strong>Franco Sebastiani</strong><em><br />
</em>Maestro del coro di voci bianche <strong>Luigi Leo</strong><em><br />
</em>Regia <strong>William Kerley</strong><em><br />
</em>Scene e Costumi <strong>Tom Rogers </strong><br />
Coreografie <strong>Domenico Iannone </strong><br />
Nuovo allestimento in  coproduzione con il Festival di Castleton (Virginia)<br />
<em>Bari, 30 gennaio 2012<br />
</em> </p></div></div><p><br />
L’importazione della <em>Carmen</em> di Maazel sulle scene del Petruzzelli da quelle del Castleton Festival (inaugurato nell’estate 2009) non s’è rivelata un’operazione pienamente riuscita. Per quanto il giudizio critico qui formulato si basi sull’ascolto dell’ultima delle cinque recite in programma, sembra che la mancata comunicazione dell’erotismo e dello spirito tragico di cui è intrisa l’opera di Bizet non sia da imputare a un calo adrenalinico degli interpreti. Di fatto ciò che aveva funzionato in Virginia, all’interno di uno spazio scenico informale è collassato nel politeama barese. <img class="alignleft size-medium wp-image-29807" title="Carmen_I_atto_3" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/Carmen_I_atto_3-290x192.jpg" alt="" width="290" height="192" />L’invadenza delle scene di <strong>Tom Rogers</strong> – di qualità ottima, beninteso, degna dei grandi studios americani – ha ingolfato i movimenti di cori e comparse sottraendo il gioco dialettico (squisitamente tragico) tra sfondo e primo piano, tra coralità e solista, tra le passioni e loro rifrazioni. Da questa scelta scenografica (che tra l’altro modificava in peggio alcuni dettagli dell’allestimento americano relativi alla taverna del II atto) poco attenta a sfruttare appieno le potenzialità del nuovo Petruzzelli, sono derivati una regia ingessata nonché forti problemi di sincronia e intonazione per il Coro della Fondazione Petruzzelli (in genere sempre impeccabile sotto la guida di<strong> Franco Sebastiani</strong>) e per il gruppo di voci bianche <strong>Juvenes Cantores</strong>, diretto da <strong>Luigi Leo</strong>. La scelta del regista <strong>William Kerley</strong> di collocare la vicenda all’inizio dell’infausta stagione franchista si è posta senza alcun clamore in linea con l’odierna tendenza a postdatare le ambientazioni dei melodrammi (fabbrica di sigari o di munizioni, <em>traje de faralaes</em> o <em>salopette</em> da operaie poco cambia); non è certo qui il problema (anzi, il quadro finale con le bandiere spagnole scolorite e consunte possedeva una carica simbolica di grande suggestione) bensì nell’inadeguatezza gestuale, nell’assenza di un codice mimico chiaro (sia esso realistico o astratto). Se è impossibile riproporre l’intensità attoriale della <em>Tragédie de Carmen</em> di Peter Brook (che è pur sempre un film), è tuttavia auspicabile che un cast così giovane sappia innescare un’adeguata fascinazione corporea. <img class="alignleft size-medium wp-image-29808" title="Carmen_I_atto_4" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/Carmen_I_atto_4-290x192.jpg" alt="" width="290" height="192" />Questo inefficace utilizzo della corporeità si è riscontrato anche nella coreografia di <strong>Domenico Iannone</strong> quasi impaurita di sconfinare in un esotismo di maniera messo al bando dal regista. A compensare la maldestra espressione gestuale dello spettacolo è però giunta la solida preparazione vocale della triade principale: il mezzosoprano moscovita <strong>Ekaterina Metlova</strong> ha dato vita a una Carmen dal timbro scuro e, a tratti, intenzionalmente ruvido, volgare, in perfetta sintonia con la parte; il tenore americano <strong>Richard Troxell</strong>, vocalmente generoso fino a sconfinare talora nella scompostezza, è stato capace di variare sottilmente le modalità di emissione nel IV atto per adeguarle alla degenerazione morale di Don José; il soprano canadese <strong>Sasha Djihanian</strong>, ha dato sfoggio di una voce di limpidezza cristallina, perfetta metafora dell’animo di Micaela. Ancora in fase di maturazione son parsi, al contrario, i due baritoni statunitensi <strong>Corey Crider</strong> (un Escamillo poco convincente) e <strong>Michael Anthony McGee</strong> (Morales), peraltro già diretti in altre occasioni da Maazel. <img class="alignleft size-medium wp-image-29811" title="Carmen_IV_atto" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/Carmen_IV_atto-290x192.jpg" alt="" width="290" height="192" />Più che dignitosa la prova degli artisti italiani <strong>Gianluca Breda</strong> (Zuniga), <strong>Marta Calcaterra</strong> (Frasquita, in tandem con Laura Macrì) e <strong>Antonella Colaianni</strong> (Mercedes), sebbene ancora acerbi nella gestione dei pezzi d’assieme e abborracciati nella pronuncia francese (come pure i tenori comprimari <strong>Gianluca Floris</strong>, Remendado, e <strong>Alessandro Battiato</strong>, Dancairo). L’<strong>Orchestra della Fondazione Petruzzelli</strong> (in continua crescita; una risorsa preziosa per la qualità di vita a Bari e dintorni, preziosa come l’acqua) si è mostrata all’altezza della prestigiosa bacchetta di Maazel (il sodalizio, nato a Washington nell’estate 2011, continuerà di nuovo a Bari e in Virginia) che per la gioia dei pugliesi si è concesso a dibattiti e interviste televisive parlando in un italiano fluente. Forse proprio perché assorbito da tanto sforzo ‘pubblicitario’ l’ottantunenne Maazel ha declinato con stanchezza non pochi passaggi dell’opera – in particolare, nel terzo atto (il più critico), l’ensemble III.3, l’air di Micaela III.5 e lo sfilacciato Final – che in tal modo non s’è sottratta al rischio della monocromia e dell’eccessiva dilatazione agogica complessiva. Ma questo non ha avuto troppa importanza perché, in fondo, il pubblico voleva Maazel più che Carmen; a lui, presente in carne e ossa a Bari, sono andati gli applausi. L’interprete ha sovrastato l’opera.<br />
<em>Foto Carlo Cofano &#8211; Teatro Petruzzelli di Bari</em></p>

<a href='http://www.gbopera.it/2012/02/bari-teatro-petruzzellicarmen/carmen_i_atto_3/' title='Carmen_I_atto_3'><img width="70" height="70" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/Carmen_I_atto_3-70x70.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Carmen_I_atto_3" title="Carmen_I_atto_3" /></a>
<a href='http://www.gbopera.it/2012/02/bari-teatro-petruzzellicarmen/carmen_i_atto_4/' title='Carmen_I_atto_4'><img width="70" height="70" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/Carmen_I_atto_4-70x70.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Carmen_I_atto_4" title="Carmen_I_atto_4" /></a>
<a href='http://www.gbopera.it/2012/02/bari-teatro-petruzzellicarmen/carmen_ii_atto/' title='Carmen_II_atto'><img width="70" height="70" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/Carmen_II_atto-70x70.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Carmen_II_atto" title="Carmen_II_atto" /></a>
<a href='http://www.gbopera.it/2012/02/bari-teatro-petruzzellicarmen/carmen_ii_atto_2/' title='Carmen_II_atto_2'><img width="70" height="70" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/Carmen_II_atto_2-70x70.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Carmen_II_atto_2" title="Carmen_II_atto_2" /></a>
<a href='http://www.gbopera.it/2012/02/bari-teatro-petruzzellicarmen/carmen_iii_atto_2/' title='Carmen_III_atto_2'><img width="70" height="70" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/Carmen_III_atto_2-70x70.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Carmen_III_atto_2" title="Carmen_III_atto_2" /></a>
<a href='http://www.gbopera.it/2012/02/bari-teatro-petruzzellicarmen/carmen_iii_atto/' title='Carmen_III_atto'><img width="70" height="70" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/Carmen_III_atto-70x70.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Carmen_III_atto" title="Carmen_III_atto" /></a>
<a href='http://www.gbopera.it/2012/02/bari-teatro-petruzzellicarmen/carmen_iv_atto/' title='Carmen_IV_atto'><img width="70" height="70" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/Carmen_IV_atto-70x70.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Carmen_IV_atto" title="Carmen_IV_atto" /></a>
<a href='http://www.gbopera.it/2012/02/bari-teatro-petruzzellicarmen/carmen_iv_atto_2/' title='Carmen_IV_atto_2'><img width="70" height="70" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/Carmen_IV_atto_2-70x70.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Carmen_IV_atto_2" title="Carmen_IV_atto_2" /></a>
<a href='http://www.gbopera.it/2012/02/bari-teatro-petruzzellicarmen/carmen_iv_atto_3/' title='Carmen_IV_atto_3'><img width="70" height="70" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/Carmen_IV_atto_3-70x70.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Carmen_IV_atto_3" title="Carmen_IV_atto_3" /></a>

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		<title>Ancona, Teatro delle Muse:&#8221;Le nozze di Figaro&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 09:06:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Oliviero</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ancona, Teatro delle Muse, Stagione Lirica 2012 &#8220;LE  NOZZE DI FIGARO&#8221;", ossia la folle giornata (K 492) Opera buffa in quattro atti su libretto di Lorenzo Da Ponte, da Beaumerchais Musica di Wolfganag  Amadeus Mozart Il Conte di Almaviva   ALESSANDRO LUONGO La Contessa  CARMELA  REMIGIO Susanna ADRIANA KUCEROVA Figaro RICCARDO NOVARO Cherubino ELENA BELFIORE [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="scheda"><div class="scheda-immagine"><p style="text-align: justify;"><em><img class="alignleft size-medium wp-image-29777" title="belfiore,kucerova" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/belfiorekucerova-290x192.jpg" alt="" width="290" height="192" /></div><div class="scheda-contenuto">Ancona, Teatro delle Muse, Stagione Lirica 2012<br />
</em><strong>&#8220;LE  NOZZE DI FIGARO&#8221;",</strong> ossia la folle giornata (K 492)<br />
Opera buffa in quattro atti su libretto di Lorenzo Da Ponte, da Beaumerchais<br />
Musica di <strong>Wolfganag  Amadeus Mozart </strong><br />
<em><span id="more-29768"></span>Il Conte di Almaviva </em>  ALESSANDRO LUONGO<br />
<em>La Contessa</em>  CARMELA  REMIGIO<br />
<em>Susanna</em> ADRIANA KUCEROVA<br />
<em>Figaro</em> RICCARDO NOVARO<br />
<em>Cherubino</em> ELENA BELFIORE<br />
<em>Marcellina</em> GIACINTA NICOTRA<br />
<em>Don Bartolo</em> LUCA DALL&#8217;AMICO<br />
<em>Don Basilio</em>, <em>Don Curzio </em> LUCA CANONICI<br />
<em>Barbarina</em> MARIA ABBATE<br />
<em>Antonio</em>  WILLIAM CORRO&#8217;<br />
<em>Due donne</em>  YULIYA POLESHCHUK, TATIA  JIBLADZE*<br />
FORM Orchestra Filarmonica Marchigiana<br />
Coro Lirico Marchigiano “V. Bellini”<br />
* allieve dell&#8217;Accademia di Arte Lirica di Osimo<br />
Direttore d’orchestra <strong>Guillaume Tourniaire </strong><br />
Maestro del coro <strong>Simone Baiocchi</strong><br />
Regia, scene, costumi <strong> Pier Luigi Pizzi </strong><br />
Luci <strong>Vincenzo Raponi </strong><br />
Movimenti coreografici <strong>Roberto Maria Pizzuto </strong><br />
Nuovo allestimento Fondazione Teatro delle Muse<br />
<em>Ancona, 27 gennaio 2012<br />
</p></div></div><p>  </em><br />
Il 27 gennaio 1756 nasceva a Salisburgo Wolfgang Amadeus Mozart ed il 27 Gennaio 2012 si apriva la  Stagione Lirica 2012 della Fondazione Teatro delle Muse di Ancona con l’attesissima  nuova produzione &#8216;Le nozze di Figaro&#8217; con la regia, scene, costumi di Pier Luigi Pizzi. Attesissima perché andava a  completare  la trilogia Mozart dopo il Così fan tutte dello scorso anno e il Don Giovanni di due stagioni fa realizzate in coproduzione con lo Sferisterio Opera Festival. Esule ahimè della collaborazione di Macerata l’ente del capoluogo marchigiano ha dovuto fronteggiare e gestire spese e costi assai ingenti  pur di poter assicurare una degna conclusione ad un progetto iniziato anni fa e che ha portato in scena con grande orgoglio e chiaramente solleticando  aspettative di molti. Aspettative in verità in parte soddisfatte ed in parte deluse. Il pubblico è stato quello delle grandi occasioni, anche se per r essere l’inaugurazione di una stagione lirica il clima non era quello che di solito si respira in altri teatri. Non basta un tappeto rosso e qualche flash in sala. Colpa della crisi? Sarà…<br />
Soffocati da un caldo straziante colpa di riscaldamenti e ventole impazzite, inizia lo spettacolo.<br />
<img class="alignleft size-medium wp-image-29783" title="foto_assieme" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/foto_assieme-290x192.jpg" alt="" width="290" height="192" />Le scene di <strong>Pier Luigi Pizzi</strong> sono come sempre funzionali all’opera: sobrie, semplici e rigorosamente simmetriche e speculari. Un perfetto esercizio di composizione architettonica, in questo caso sin troppo didascalico. Un taglio di un elegante interno ligneo color rovere racchiuso da travi a vista e contornato da finestre, porte a specchio ed armadi a parete; elementi questi che chiusi, aperti, celati da pannelli e  abbelliti  da  arredi palesemente riciclati dalle  precedenti produzioni cangiavano l’aspetto della scena ;ora stanza della servitù nel primo atto, ora talamo della Contessa ed ora salone delle feste e sul finale orto del palazzo. Un palco fortemente  inclinato regalava poi prospettiva e profondità oltre a sottolineare e dare  risalto al movimento scenico degli interpreti<br />
<img class="alignleft size-medium wp-image-29787" title="fotod'insieme" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/fotodinsieme-290x192.jpg" alt="" width="290" height="192" />Questa componibilità di scena racchiude forse all&#8217;esigenza di rapidi cambi scena  per far posto alle altre due opere, consentendo, nel caso, di offrire al pubblico, già dall&#8217;anno prossimo, la trilogia completa. Dunque se così fosse per chi  non avesse frequentato il Teatro di Ancona in questi ultimi tre anni, forse avrà la  possibilità di recuperare quanto perduto e per chi questi spettacoli oltre che ad Ancona ha avuto modo di vederli a Macerata…un  esercizio di memoria. L&#8217;idea registica di Pizzi è  alquanto tradizionale senza particolari guizzi di stravaganza o originalità. La recitazione è realistica e non sempre i protagonisti sono stati in grado di rendere in pieno i personaggi creati da Da Ponte e Mozart, forse troppo impegnati a gestire la parte musicale.<br />
Anche i costumi sempre di <strong>Pier Luigi Pizzi</strong> erano un “déjà vu”. Il regista ha pescato dal  <em>Don Giovanni</em> e dall&#8217;  <em>Andrea Chénier</em> di Macerata. Una scelta comunque ben assortita e riuscita. Le luci di <strong>Vincenzo Raponi</strong> hanno arricchito di molto la scena, con tagli arditi e giochi di contrasto fortissimi  dando profondità e prospettiva alle scene con effetti nel complesso assolutamente riusciti.<br />
<img class="alignleft size-medium wp-image-29773" title="alessandro_luongo_e_adriana_kucerova" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/alessandro_luongo_e_adriana_kucerova-132x200.jpg" alt="" width="132" height="200" />La direzione del maestro <strong>Guillaume Tourniaire</strong> non è stata sempre assai precisa e puntuale. I tempi molto spesso elegantemente &#8220;allargati&#8221; e di conseguenza non sempre agevoli al canto. Si è percepita chiaramente una mancanza di  incisività e vivacità teatrale. All’interno dunque di questo contesto e detta orchestrazione, ciascun interprete ha reagito secondo le doti personali ed esperienza, dimostrando nel complesso un buon affiatamento e convinzione dei ruoli.<br />
<strong>Alessandro Luongo</strong> (Conte di Almaviva) ha una voce decisamente gradevole ,rotonda e pastosa. Ha risolto con grande cuore e le giuste intonazioni  la sua aria del terzo atto “<em>Hai già vinta la causa &#8211; Vedrò mentr&#8217;io sospiro</em>” delineando un personaggio erotomane e rancoroso, in accordo con la regia, ma anche assai contenuto e consapevole del suo status sociale. Forse un po’ più di disinvoltura in scena avrebbe giovato.<br />
<strong>Carmela Remigio</strong> (Contessa) è stata assolutamente la protagonista indiscussa della serata. A lei il pubblico ha tributato un personale successo. In accordo con Pizzi, la Remigio ha tratteggiato una Contessa nobilmente  rassegnata ad un rapporto coniugale stantio e logoro. Uno status che spinge la donna a una forma di alcolismo. In quest’ottica la voce della Remigio ha regalato momenti di grande intensità.  Le sue due arie (“<em>Porgi amor e &#8220;Dove sono i bei momenti&#8221;) </em>sono state cantante con grande intensità emotiva e bella linea di canto. Va poi evidenziata la cura che la Remigio a posto nella dizione dei recitativi, eseguiti sempre  con un fraseggio chiaro e nitido.<br />
Molto attesa la Susanna di <strong>Adriana Kučerová</strong>. Scenicamente, il soprano slovacco è  una donna avvenente, indubbiamente  scenicamente e vocalmente talentuosa, ma non certo una rivelazione. Se mai una certa delusione, visti i palesi limiti di corpo vocale che più volte la vedevano in evidente difficoltà. Solo nella sua scena del quarto atto (“<em>Giunse alfine il momento &#8211; Deh vieni, non tardar</em>” ) ha trovato un certo  equilibrio vocale e interpretativo. Un po&#8217; troppo poco però.<br />
Ben caratterizzato il Figaro di <strong>Riccardo Novaro</strong>.  Dotato di una bella voce e di indubbia musicalità. Quando avrà raggiunto una maggiore omogeneità nel corpo vocale, sarà sicuramente  l’interprete ideale per questo  ruolo.<br />
<img class="alignleft size-medium wp-image-29775" title="belfiore,_poleshchuk,jibladze,canonici" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/belfiore_poleshchukjibladzecanonici-290x192.jpg" alt="" width="290" height="192" />Il Cherubino ha trovato una bella caratterizzazione nella vocalità di  <strong>Elena Belfiore. </strong>Questo talentuoso mezzosoprano, superando anche gli squilibri ritmici della concertazione,  ha saputo sempre essere credibile, sotto ogni punto di vista, scenico e musicale.<strong>Giacinta Nicotra</strong>  è stata una Marcellina di lusso. Ha saputo  dare i giusti accenti e il colore vocale a ogni suo intervento. La sua interpretazione della piuttosto difficile aria “<em>Il capro e la capretta”  </em>è stata assolutamente impeccabile. Di buon livello  il Don Bartolo di  <strong>Luca Dall&#8217;Amico. </strong>La sua è  una  voce di bel colore ed ampiezza seppur alle volte usata con eccessiva irruenza. Un inedito <strong>Luca Canonici</strong> nel doppio  ruolo di Don Basilio e Don Curzio, pur con qualche palese difficoltà nel registro acuto, ha cantato con la consueta  musicalità e intelligenza interpretativa. <strong>Maria Abbate</strong>, nel ruolo di Barberina ha messo in luce  una bella voce, buon gusto regalandoci una deliziosa interpretazione di “<em>L&#8217;ho perduta&#8230; me meschina</em>”. <img class="alignleft size-medium wp-image-29780" title="carmelaremigio" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/carmelaremigio-290x192.jpg" alt="" width="290" height="192" />Antonio, giardiniere del Conte e zio di Susanna era <strong>William Corrò</strong> e le due donne erano <strong>Yuliya Poleshchuk</strong> e <strong>Tatia Jibladze</strong> quest’ultime allieve dell&#8217;Accademia di Arte Lirica di Osimo. I pochi elementi del  <strong>Coro Lirico Marchigiano “V. Bellini</strong>” selezionato in pochi elementi erano segregati  in buca. Di conseguenza era evidente la difficoltà nel sentire chiaramente i loro interventi. Un plauso comunque a questi musicisti che nonostante le scelte registiche, hanno svolto  il loro lavoro con grande dignità e professionalità. Prima  della rappresentazione, le maestranze del teatro hanno distribuito un volantino per invitare le istituzioni locali a chiudere con le polemiche sulle sorti della lirica «che hanno già stancato cittadinanza e lavoratori» e piuttosto rilanciare questo genere di spettacolo valorizzando a pieno «la capacità dimostrata negli anni di produrre spettacoli di qualità». Nel volantino, anche riguardo alla prospettiva di tagli nel settore, si parla di «orgoglio» delle maestranze di sentirsi «fra gli artefici di eventi culturali di rilievo, di assoluta eccellenza sul piano regionale e nazionale» e si evidenzia che esse hanno saputo «svolgere il proprio lavoro con professionalità».<br />

<a href='http://www.gbopera.it/2012/02/ancona-teatro-delle-musele-nozze-di-figaro/insieme/' title='insieme'><img width="70" height="70" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/insieme-70x70.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="insieme" title="insieme" /></a>
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<a href='http://www.gbopera.it/2012/02/ancona-teatro-delle-musele-nozze-di-figaro/fotoinsieme/' title='fotoinsieme'><img width="70" height="70" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/fotoinsieme-70x70.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="fotoinsieme" title="fotoinsieme" /></a>
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</p>
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		<title>Verona, Teatro Filarmonico:&#8221;Pagliacci&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 18:25:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Bagnoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Verona, Teatro Filarmonico, Stagione Lirica 2011/2012 “PAGLIACCI” Dramma in un prologo e due atti Libretto e musica di Ruggero Leoncavallo Nedda AMARILLI NIZZA Canio RUBENS PELIZZARI Tonio ALBERTO MASTROMARINO Peppe PAOLO ANTOGNETTI Silvio DEVID CECCONI Orchestra e Coro dell&#8217;Arena di Verona Coro di voci bianche A.Li.Ve Direttore Julian Kovatchev Maestro del coro Armando Tasso Maestro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="scheda"><div class="scheda-immagine"><p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-29700" title="2012_PAGLIACCI_atto_I_Foto_Ennevi" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/2012_PAGLIACCI_atto_I_Foto_Ennevi-290x184.jpg" alt="" width="290" height="184" /></div><div class="scheda-contenuto"></strong><em>Verona, Teatro Filarmonico, Stagione Lirica 2011/2012<br />
</em><strong>“PAGLIACCI” </strong><br />
Dramma in un prologo e due atti<br />
Libretto e musica di <strong>Ruggero Leoncavallo </strong><br />
<em><span id="more-29698"></span>Nedda</em> AMARILLI NIZZA<br />
<em>Canio</em> RUBENS PELIZZARI<br />
<em>Tonio</em> ALBERTO MASTROMARINO<br />
<em>Peppe </em>PAOLO ANTOGNETTI<br />
<em>Silvio</em> DEVID CECCONI<br />
<em></em> Orchestra e Coro dell&#8217;Arena di Verona<br />
Coro di voci bianche A.Li.Ve<br />
Direttore<strong> Julian Kovatchev </strong><br />
Maestro del coro<strong> Armando Tasso<br />
</strong>Maestro del coro di voci bianche<strong> Paolo Facincani </strong><br />
Regia e scene<strong> Franco Zeffirelli </strong><br />
Costumi  <strong>Raimonda Gaetani </strong><br />
<em>Verona, 27 gennaio 2012<br />
</em> </p></div></div><p><br />
Primo titolo lirico del 2012 per la stagione Lirica al Teatro Filarmonico d<em>e</em>lla Fondazione Arena di Verona. Di scena un titolo di sicuro richiamo e popolarità, <em>Pagliacci </em>di Leoncavallo in un allestimento che ormai si può definire un &#8220;classico&#8221; di questo titolo. Parliamo di quello che <strong>Franco Zeffirelli,</strong> a partire dagli anni &#8217;50 a ripreso, riveduto, ampliato, fino ad arrivare a questa riproprosta veronese. Il regista colloca la vicenda in una contemporaneità collocabile tra gli anni 60&#8242; e 70&#8242; del 900&#8242;, in una periferia decisamente degradata e popolare di una città del sud. Qui, fedele alla sua cifra stilistica, Zeffirelli fa muovere un universo di varietà umana quanto mai disparato e composito. <a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/Pagliacci_FotoEnnevi_Atto_I_2401_030_20120127.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-29715" title="Pagliacci_FotoEnnevi_Atto_I_2401_030_20120127" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/Pagliacci_FotoEnnevi_Atto_I_2401_030_20120127-290x193.jpg" alt="" width="290" height="193" /></a>Un insieme variegato che sicuramente è accuratamente studiato nelle azioni, se non fosse che sul palcoscenico del Filarmonico tutto questo movimento generi un certo senso di caos. In sostanza questo allestimento appare piuttosto costretto e stipato per poterne pienamente goderne la vitalità. Ciò non toglie che lo si apprezza per  il suo  indiscutibile e multiforme impatto teatrale. Indubbiamente è il vero elemento di spicco di questa edizione di <em>Pagliacci.<br />
</em>Se la drammaturgia di Zeffirelli ha una sua linearità drammaturgica, non si può dire lo stesso della lettura musicale, che appare priva di una reale chiave di lettura della partitura. <strong>Julian Kovatchev</strong> si adopera per creare un&#8217;atmosfera sonora, ma poi la sua concertazione a è fondamentalmente impacciata e carente di una vera tensione e coerenza drammatica, così come di un reale lirismo.  In parole povere, qualche bella intenzione che però non arriva a  risultati  particolamente significativi.<br />
<a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/Pagliacci_FotoEnnevi_Atto_I_2401_053_20120127.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-29717" title="Pagliacci_FotoEnnevi_Atto_I_2401_053_20120127" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/Pagliacci_FotoEnnevi_Atto_I_2401_053_20120127-133x200.jpg" alt="" width="133" height="200" /></a>Il cast vocale è dominato dal Canio di <strong>Rubens Pelizzari. </strong>Il tenore ci ha offerto una prova sostanzialmente positiva. Ha cantato con morbidezza e con fraseggio sufficientemente vario e significativo. La linea di canto è pulita e non è  mai caduto nello stereotipo &#8220;verista&#8221;.  L&#8217;interprete poi stato scenicamente convincente<em>. </em>Il Tonio di <strong>Alberto Mastromarino, </strong>al contrario ci ha riportato a tutti i malvezzi di un verismo datato, becero e volgare.  Se nel <em>Falstaff </em>ci era parso più attento e accorto nel fraseggio, qui è ritornato  a una sua tendenza congenita, ossia a sovraccaricare di espressioni truculente una vocalità già di per sè non particolarmente bella. In tutta la &#8220;rappresentazione&#8221; del secondo atto, non c&#8217;è stato un momento in cui  si è limitato a cantare, risparmiandoci dalle volgarità e le platealità. Indubbiamente potrà essere un Tonio scenicamente credibile, ma non nello stile di canto, completamente fuori tempo. Di <strong>Amarilli Nizza</strong> si è apprezzata la buona volontà nel cercare di essere una Nedda credibile. Scenicamente si da un gran da fare ma, a onor del vero, non è la <em>femme fatale, </em>carica di sensualità, e di quel senso di selvaggia ribellione insito nella natura di questo personaggio. Sul piano vocale la Nizza  mostra una evidente carenza di corpo (in particolare nel duetto-scontro con Tonio, ne quale la parte arrvia a toccare il do3). Sicuramente più agevole e sicuro il registro acuto, specie nel finale dell&#8217;opera.  Ovviamente le possibilità di colorare e di dare spessore al  fraseggio sono abbastanza limitate.  <strong>Paolo Antognetti </strong>(Beppe) ha cantato con voce gradevole e omogenea, dstinguendosi nella &#8220;Serenata&#8221;. <strong>Devid Cecconi </strong>è stato un Silvio dal timbro opaco e dal fraseggio scarsaemente incisivo. Scenicamente poi è parso alquanto impacciato. Prova complessivamente positiva per il Coro Areniano, mentre l&#8217;orchestra non ha mancato di fare sentire le sue ben note intemperanze sonore. Successo complessivamente caloroso, convinto e pieno per Franco Zeffirelli, salutato con grande affetto dal pubblico veronese questa volta presente in modo cospicuo in teatro, dopo le evidenti defezioni del <em>Falstaff </em>del dicembre scorso. <em><br />
Foto Ennevi &#8211; Fondazione Arena di Verona<br />

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<a href='http://www.gbopera.it/2012/02/verona-teatro-filarmonicopagliacci/pagliacci_fotoennevi_atto_i_2401_046_20120127/' title='Pagliacci_FotoEnnevi_Atto_I_2401_046_20120127'><img width="70" height="70" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/Pagliacci_FotoEnnevi_Atto_I_2401_046_20120127-70x70.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Pagliacci_FotoEnnevi_Atto_I_2401_046_20120127" title="Pagliacci_FotoEnnevi_Atto_I_2401_046_20120127" /></a>
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		<title>Modena, Teatro Comunale: &#8220;La Bohème&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 12:34:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Iemmi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Modena, Teatro Comunale, Stagione d’Opera 2011/2012 “LA BOHÈME” Scene liriche in quattro quadri su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica, dal romanzo Scènes de la vie de bohème di Henri Murger Musica di Giacomo Puccini Mimì  MARIA AGRESTA Musetta MARIA RADOEVA Rodolfo MARCO FRUSONI Marcello DANIEL STEFANOV Schaunard MATTEO FERRARA Colline ALEXANDER NOSSIKOFF Parpignol [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="scheda"><div class="scheda-immagine"><p style="text-align: justify;"><em><img class="alignleft size-medium wp-image-29690" title="LaBoheme2012_1058" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/LaBoheme2012_1058-287x200.jpg" alt="" width="287" height="200" /></div><div class="scheda-contenuto">Modena, Teatro Comunale, Stagione d’Opera 2011/2012</em><br />
<strong> “LA BOHÈME”</strong><br />
Scene liriche in quattro quadri su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica, dal romanzo <em>Scènes de la vie de bohème</em> di Henri Murger<br />
Musica di <strong>Giacomo Puccini</strong><span id="more-29262"></span><br />
<em>Mimì </em> MARIA AGRESTA<br />
<em>Musetta</em> MARIA RADOEVA<br />
<em>Rodolfo</em> MARCO FRUSONI<br />
<em>Marcello</em> DANIEL STEFANOV<br />
<em>Schaunard</em> MATTEO FERRARA<br />
<em>Colline</em> ALEXANDER NOSSIKOFF<br />
<em>Parpignol</em> EVTIM BOYANOV<br />
<em>Benoît</em> STOIL GEORGIEV<br />
<em>Alcindoro</em> STOIL GEORGIEV<br />
<em>Sergente dei doganieri</em> ALEXANDER GEORGIEV<br />
<em>Doganiere</em> VANYO DIMITROV<br />
Orchestra e Coro del Teatro Nazionale d&#8217;Opera e Balletto di Sofia<br />
Direttore <strong>Aldo Sisillo</strong><br />
Maestro del coro <strong>Violetta Dimitrova</strong><br />
Regia <strong>Boyko Bogdanov</strong><br />
ripresa da <strong>Vera Petrova</strong><br />
Scene <strong>Svetoslav Kokalov</strong><br />
Costumi <strong>Petya Stoykova</strong><br />
Produzione del Teatro Nazionale d’Opera e Balletto di Sofia in collaborazione con Nuova Università Bulgara, Fondazione Teatro Comunale di Modena, Fondazione Raina Kabaivanska<br />
<em> Modena, 27 gennaio 2012</em><br />
</p></div></div><p><br />
<img class="alignleft size-medium wp-image-29625" title="LaBoheme2012_0922-1" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/01/LaBoheme2012_0922-1-287x200.jpg" alt="" width="287" height="200" />Quasi in concomitanza con le temperature polari che stanno imperversando su tutta l’Italia, è arrivata a farci sperare in un repentino <em>sgelo</em> una nuova <em>Bohème</em>: una coproduzione col Teatro Nazionale d’Opera e Balletto di Sofia che il Teatro Comunale di Modena ha proposto al proprio pubblico come terzo titolo della corrente stagione operistica. Indubbio che l’interesse principale di questa produzione fosse soprattutto rivolto al cast vocale, costituito da allievi di Raina Kabiavanska formatisi sotto la guida del celebre soprano bulgaro presso l’Istituto Musicale Vecchi Tonelli di Modena, l’Accademia Chigiana di Siena e la Nuova Università Bulgara di Sofia. Pur comparendo fra il “novero degli studenti”, <strong>Maria Agresta</strong> è oggi una delle primedonne più promettenti e richieste sulla scena lirica nazionale, fresca di debutto scaligero e prossima a riprendere il personaggio di Mimì al Teatro Regio di Torino e nuovamente sul palco del Piermarini. Il giovane soprano cilentano ci è piaciuto moltissimo per un motivo molto semplice: aver saputo rendere la celebre fanciulla pucciniana per quello che è, una ragazza alla soglia di un amore che si consuma troppo presto. È riuscita ad essere sempre espressiva e, soprattutto, eloquente nel canto di conversazione, spiegato attraverso una dizione scandita ed un bel legato. La voce non è voluminosa, né molto estesa ma l’essere sempre in maschera le consente di fraseggiare con accortezza e musicalità. Ci ha convinto anche la prova di <strong><img class="alignleft size-medium wp-image-29628" title="LaBoheme2012_1036-1" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/01/LaBoheme2012_1036-1-139x200.jpg" alt="" width="139" height="200" />Maria Radoeva</strong>, Musetta di bella presenza, dotata di corpo vocale piuttosto consistente anziché filiforme come il più delle volte accade benché di timbro non gradevolissimo: le avrebbe giovato una regia meno prevaricante -che la vede come una sorta di Carmen in trasferta a Parigi- a favore di un fraseggio più naturale. Meno convincente il reparto maschile. Le vocalità di <strong>Marco Frusoni</strong> e <strong>Daniel Stefanov</strong>, rispettivamente Rodolfo e Marcello, ci sono sembrate accomunate per il loro essere “voci a piramide”, ossia  non essere perfettamente sfogate. Questo ci è parso il difetto principale cui dovrebbero lavorare questi giovani artisti, perché le qualità <em>in fieri</em> sembrerebbero anche accattivanti, soprattutto per quanto riguarda Frusoni che dalla propria vanta padronanza scenica molto disinvolta e bel modo di porgere la parola cantata. <strong>Matteo Ferrara</strong> è stato uno Schaunard dalla vocalità piuttosto opaca, mentre il Colline di <strong>Alexander Nossikoff</strong> si è fatto valere soprattutto per la pienezza del timbro. <strong>Stoil Georgiev</strong> ha discretamente caratterizzato Benoît e Alcindoro, mentre insufficienti sono state le rimanenti parti di fianco. Piuttosto modeste la prove di Coro e Orchestra del Teatro Nazionale d&#8217;Opera e Balletto di Sofia, cui <strong>Aldo Sisillo</strong> non è riuscito a infondere vera <em>vis</em> e la cui lettura non ha convinto per mancanza di colori e fraseggi.<br />
<img class="alignleft size-medium wp-image-29691" title="LaBoheme2012_0690" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/02/LaBoheme2012_0690-287x200.jpg" alt="" width="287" height="200" />Lo spettacolo di<strong> Boyko Bogdanov</strong>, pur modesto nelle scene ideate da <strong>Svetoslav Kokalov</strong>, ci era stato presentato come “tradizionale”: così non è stato, a meno che il concetto di tradizionale vada di pari passo con “caricaturale”. Nel corso della rappresentazione non ci si sente mai sollevati da un che di eccessivamente canzonatorio che finisce inevitabilmente per stemperare il lirismo pucciniano, passando da una Musetta sciantosa e isterica che sembra avere come <em>hobby</em> principale quello di spaccare suppellettili, studenti impegnati in improbabili pantomime e per finire con una Mimì con trucco agli occhi a simulare occhiaie talmente pronunciato da ricordare più un <em>b-movie</em> anni ‘70 che una ragazza prossima a spirare. Successo al calor bianco per tutti. Le ovazioni più sentite sono però state indirizzate a Raina Kabaivanska: la grande cantante ringrazia,  si complimenta e abbraccia commossa i suoi ragazzi.<br />
<em>Foto Rolando Paolo Guerzoni &#8211; Teatro Comunale di Modena.<br />

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<br />
</em></p>
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