“Marius et Fanny” di Vladimir Cosma

giovedì 6 novembre, alle ore 21, sul canale franco-tedesco ARTE , andrà in onda l’opera di Vladimir Cosma, con protagonisti, Roberto Alagna e Angela Gheorghiu. Dirige lo stesso Cosma, i complessi dell’Opera di Marsiglia dove l’opera è andata in scena in prima assoluta nel 2007.
“Cyrano de Bergerac” di Franco Alfano
“Cyrano de Bergerac” Opera in quattro atti di Franco Alfano, registrata al Palau de les Arts “Reina Sofía”, Valencia, 2007.Interpreti principali:Cyrano – Plácido Domingo, Roxane – Sondra Radvanovsky, Christian – Arturo Chacón Cruz, De Guiche – Rodney Gilfry, Ragueneau – Corrado Carmelo Caruso. Coro e Orch.della Comunitat di Valencia. Regia: Michal Znaniecki Direttore: Patrick Fournillier
04.11.2008 19:40 (145 min.)
10.11.2008 19:40
16.11.2008 19:40
22.11.2008 19:40
Patrizia Ciofi nel “Bajazet” di Antonio Vivaldi
“Senza trucco!”…Patrizia Ciofi

“Variazioni verbali” sull’originario questionario di Marcel Proust. Incontro ravvicinato con il soprano Patrizia Ciofi, prossima interprete di Juliette nell’opera Roméo et Juliette di Gounod all’Opera di Amsterdam.
“La virtù de’ strali d’amore”

Prima rappresentazione in tempi moderni dell’opera che, nel 1642, segnò l’inizio della collaborazione artistica tra Francesco Cavalli e il librettista Giovanni Faustini. Prezioso il lavoro di revisione e di interpretazione da parte di Fabio Biondi e dell’orchestra “Europa Galante”. Valida la compagnia di canto. Allestimento scenico teatralmente senza attrattive.
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Hagith di Szymanowski
Del compositore polacco Karol Szymanowski è nota soprattutto la sua seconda opera, Krol Roger (Re Ruggero, 1918-24), ora in un dvd edito dalla Dux ci viene proposto il suo primo lavoro operistico, l’opera in un atto Hagith del 1913. La storia narra di una fanciulla che si offre di curare un vecchio re malato, quando però giunge a corte si invaghisce del giovane principe, rifiuta quindi le profferte amorose del vecchio sovrano e quindi viene uccisa dal popolo inferocito. Di questo primo lavoro di Szymanowski si apprezza la felice linea melodica, in particolare nell’ampio duetto tra Hagith e il principe, nucleo centrale della partitura, e nel momento che precede la morte della protagonista. L’edizione qui presentata è stata registrata all’Opera di Breslavia nell’aprile del 2007 e si avvale di un buon cast, anche se del tutto sconosciuti. Direttore d’orchestra, Tomasz Szreder e regia di Michael Znaniecki. Allestimento sobrio, ma efficace. Buona qualità audio e video, ma il dv presenta poche note in polacco e in inglese. Sottotitoli solo in polacco,inglese e tedesco
Le passioni di Giovanna
Opera inaugurale del “Festival Verdi” di Parma 2008, questo Verdi “giovanile” si è valso di una scarna e talvolta ermetica regia di Gabriele Lavia, supportata dalla concertazione incalzante e vibrante di Bruno Bartoletti. Nel ruolo della protagonista, Svetla Vassilieva, è la più convincente di un cast che comprende un debole Evan Bowers e il veterano Renato Bruson
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“Nabucco” a Reggio Emilia

Il Nabucco di Verdi, proposto al Teatro “Valli” di Reggio Emilia, nell’ambito del “Festival Verdi 2008″ ci offre la possibilità di apprezzare la vibrante concertazione di Michele Mariotti a capo degli ottimi complessi del “Regio” di Parma. Allestimento rispettoso ma non sempre convincente di Daniele Abbado. Nel cast spicca l’Abigaille della Theodossiou, non priva di limiti vocali.
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I gioielli di Maria… (prima parte)
Giovanni Battista Meneghini acquistò molti gioielli per la moglie presso la ditta Faraone di via Montenapoeleone. Alcuni le furono regalati in occasione delle sue prime, e ricevettero il nome delle opere cantate.
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Da Bellini a Offenbach, nei cd “Opera Rara”
La casa discografica inglese “Opera rara” è sicuramente una delle più prestigiose e note a tutti i melomani, soprattutto a quelli, come il sottoscritto, appassionato del melodramma dell’800′. Non mi è certo sfuggita l’ultima uscita in ordine di tempo “La Straniera” di Vincenzo Bellini un titolo che di certo non vanta un’ampia discografia: dei “live” e un’unica edizione, diciamo “ufficiale” con la Aliberti, edita da “Ricordi” ,fuori catalogo da tempo. L’incisione “Opera rara” colma questo vuoto cojn questa registrazione realizzata a Londra nel 2007. Il ruolo della protagonista è affidata alla “nostra” Patrizia Ciofi, unica italiana del cast. Sappiamo che lo strumento vocale del soprano toscano non è “straordinario” e qui sicuramente i limiti emergono, soprattutto in personaggio come quello di Alaide che prevalica la reale natura della cantante. La Ciofi, coglie il lato malinconico, dolente di questa figura belliniana, ma appare una lettura a senso unico. Vengono a mancare gli slanci drammatici, quelli più marcatamente “di forza”, semplicemente perchè il peso specifico della sua voce non lo consente. Basta ascoltare la scena finale dell’opera a partire dal recitativo “Sono all’ara” e ce ne rendiamo conto. Senza scomodare inutili paragoni, basterebbe ascoltare, l’incisione fatta a suo tempo di questo finale, da Raina Kabaivanska, di certo una cantante “belliniana” per capire quello che manca alla Ciofi, che ci offre un’ Alaide più vicina alla Giulietta dei “Capuleti”. Il resto del cast vede Enkelejda Skhosa nel ruolo dell’antagonista “Isoletta”, forse dal timbro un po’ “cupo” per la parte si mostra vocalmente corretta, ma come interprete alquanto “generica”. Il tenore Dario Schmunk è un Arturo convicente, la voce non è bella, ma l’inteprete riusce cogliere la personalità complessa e tormentata di questo personaggio, un sorta di “unico” nella produzione belliniana e al quale, per altro il compositore non ha affidato nemmeno un’aria. Il baritono Mark Stone, al contrario è un Valdeburgo debole. La voce è timbricamente troppo “chiara” e tecnicamente non particolarmente agguerrita, vista la palese difficoltà nel sostenere la linea di canto bellinina ( vedi ad es. “Meco tu vieni o misera”, atto secondo, sc.IV ). Tra i ruoli secondari Roland Wood (Montolino), Graeme Broadbent (Il Priore), spicca per sgradevolezza Aled Hall (Osburgo) . David Parry a capo della “London Philharmonic Orchestra”, ci propone la partitura nella sua integrità, dirige con convinzione, dominando la scrittura belliniana in ogni suo aspetto , con dei bellissimi momenti di pittura sonora, come ad esempio nell’introduzione alla scena VI dell’atto primo, confermandosi un vero specialista del repertorio ottocentesco italiano.
Facciamo un passo indietro, lasciamo Bellini per passare al Donizetti dell’ “Imelda de’ Lambertazzi” pubblicata nell’estate 2008. L’opera, datata 1830, propone la tragica storia d’amore di Imelda e Bonifacio, una sorta di Giulietta e Romeo nella Bologna del Già presente sul mercato discografico in una edizione “Nuova Era” del 1989, questa partitura interessante, senza pagine travolgenti, nell’edizione “Opera Rara” si avvale di un cast di buon livello. L’emergente soprano Nicole Cabell si trova ad affrontare un ruolo che in realtà le sta piuttosto strettino. La tessitura di Imelda è piuttosto centrale toccando zone non agevolissime alla cantante che, comunque ne esce in modo complessivamente onorevole ( Leyla Gencer sarebbe stata un’Imelda ideale, per fare un esempio del temperamento che servirebbe a questo ruolo). Si potrebbe fare lo stesso discorso per il baritono James Westman nell’anomalo, per allora, ruolo di “amoroso”. Voce non particolarmente bella, ne di grande spessore quella di Westman, anche a lui fa difetto il temperamento drammatico del personaggio. I due cattivi, Orlando e Lamberto, rispettivamente padre e fratello di Imelda, sono affidati a due tenori, rispettivamente Frank Lopardo e Massimo Giordano. Stentoreo il primo, mentre Giordano domina il personaggio del crudele Lamberto con un fraseggio incisivo e slancio vocale. Mark Elder dirige con impeto, anche se talvolta appare un po’ “sopra le righe”.
Dall’opera italiana a quella francese con la riproposta de “La cour de Célimène” opéra-comique targata 1855 di Ambroise Thomas. La vicenda è basata su una alquanto fragile storia della frivola Comtessa soprannominata “Célimène” e dei suoi spasimanti: Le Commandeur de Beaupré, Le Chevalier de Mérac. Scontato il lieto fine con la scelta dello sposo. La musica di Thomas, godibilissima, con temi di danza, arie accattivanti ( in particolare quella della Contessa nell’atto II), belle scene d’insieme, scivola via senza lasciare il segno, quindi a mio parere non si grida certo al miracolo! Cast vocale apprezzabile, dominato dallo “charme” virtuosistico di Laura Claycomb ( La Comtesse), seguono Alastair Miles (Le Commandeur), Sebastien Droy (Le Chevalier), Joan Rodger (La Baronne), Nicole Tibbels (Bretonne). La concertazione di Andrew Litton valorizza in pieno la partitura di Thomas.
Concludo parlando di un altro cofanetto “Entre Nous” Celebrating Offenbach dedicato a brani tratti dalla vasta produzione di operette del “Mozart dei Champs-Elysées”, come lo aveva soprannominato Rossini. Da Le voyage dans la lune a Geneviève de Brabant , Les Braconniers, Le Pont de soupirs e molti altri titoli, si può gustare la “verve” musicale e la spiccata ironia di questo compositore. Lungo l’elenco degli interpreti nel quale spiaccano i nomi di Jennifer Larmore, Yvonne Kenny, Elizabeth Vidal, Diana Montague,Laura Claycomb, Colin Lee, Alastair Miles tra gli “abituée” delle produzioni “Opera Rara”. La “London Philharmonic Orchestra” è diretta con il giusto brio, da David Parry. Tutte le produzioni discografiche di questa etichetta sono contrassegnate da un’elegante veste grafica, con libretti ricchi di notizie, ovviamente in inglese.


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