Cecilia e “La Sonnambula”

Vincenzo Bellini (1801-1835) “La Sonnambula” – Cecilia Bartoli (Amina), Juan Diego Florez (Elvino), Ildebrando D’Arcangelo (Rodolfo), Gemma Bertagnolli (Lisa), Liliana Nikiteanu (Teresa), Peter Keleman (Alessio), Javer Camarana (Un notatio). Coro dell’Opernhaus di Zurigo. Orchestra “La Scintilla”. Direttore: Alessandro De Marchi . L’Oiseau-Lyre 2 .
Un anno fa circa, usciva l’album che la Bartoli aveva interamente dedicato a Maria Malibran e nel quale già c’era un assaggio di Sonnambula. Al cd hanno fatto seguito concerti, un dvd e anche una mostra, sempre nel segno della Malibran. Con questo spirito si è arrivati a riproporre la versione della Sonnambula originale, partendo dal fatto che, sia Giuditta Pasta (la prima Amina) che la Malibran fossero dei mezzosoprani. Senza troppo addentrarci in questioni musicologiche, attorno alle quali molti studiosi avranno detto la lor, resta solo da chiedersi se ha senso riproporre un’opera come questa, vantando chissà quali originalità? Abbasssare l’orchersta all’accordatura di 430 che cosa porta? Forse che la Bartoli è più suo agio? ( nelle note del libretto si afferma  che tre brani sono stati abbassati per la Bartoli). Aldilà di queste considerazioni, all’ascolto si può solo dire che la Bartoli è completamente fuori stile, si lancia nei suoi proverbiali vocalizzi che possono andare bene per Rossini o Vivaldi, o Gluck, ma qui  per niente. Il canto poi è manierato per un eccesso del dettaglio. In più il suo canto scompare nelle pagine d’insieme.  Gli stessi Florez e D’Arcangelo, ben più in linea con lo stile belliniano, sembrano inanimati e inerti nel creare dei bei suoni e basta. Lo stesso vale per la Lisa di Gemma Bertagnolli, tutta presa dal “variare” come se fosse un manuale della variazione.  La direzione di Alessandro De Marchi si muove nello stesso modo: in punta di piedi, con bei colori, ma poco o nulla vibrante e teatrale. Se si vuole ascoltare una Sonnambula vera, meglio rimanere fedeli alle storiche registrazioni di Maria Callas o alla prima incisione di Joan Sutherland.


“Roméo et Juliette” di Gounod

Era molto attesa questa produzione del “Roméo et Juliette” di Gounod alla Fenice di Venezia, anche per l’annunciata ma poi delusa presenza del tenore tedesco Jonas Kaufmann.  La curiosità si è allora concentrata sulla messa in scena firmata dal giovane regista veneziano, ma già lanciatissimo, Damiano Michieletto. Una chiave di lettura della celebre tragedia dei due innamorati di Verona sicuramente non calata in facili romanticismi.
Leggi…

“Castor et Pollux”

Jean-Philippe Rameau(1683-1764):”Castor et Pollux” - Anna Maria Panzarella (Télaire), Véronique Gens (Phébé), Finnur Bjarnasson (Castor),Heink Neven (Pollux)…Les Talens Lyriques. Direttore:Christophe Rousset , regia di Pierre Audi
2 dvd “Opus Arte” (sottotitoli anche in italiano)
Terza opera di Jean-Philippe Rameau, Castor et Pollux venne rappresentata con grande successo nel 1737 e ripresa pressochè ininterrottamente fino al 1785. Perfetta la fusione tra musica e libretto che troverà un ulteriore arricchimento quando, nel 1754, Rameau la sottopose a una completa revisione che dalla maggiore un maggiore impatto drammatico dovuto anche a un sostanziale allegerimento dello sviluppo della vicenda. Questa versione è quella utilizzata per questo spettacolo registrato nel gennaio 2008 al Muzietheater di Amsterdam. Christophe Rousset a capo del suo ormai celeberrimo complesso, “Les Talens Lyriques”  non può che confermarsi come uno dei massimi interpreti di questo repertorio. Ricchezza dei colori, attenzione allo sviluppo  e alla tensione drammatico gli aspetti di maggior spicco della concertazione di Rousset. Al contrario, la messa in scena firmata da Pierre Audi con le scene e i costumi di Patrick Kinmonth sospesa tra un mondo che ci rimanda a  “Guerre Stellari”, con i personaggi qui abbigliati in uno stile che cita il celebre stilista giapponese Issey Miyake, appare piuttosto raggelante.  Non si può certo dire che questo spettacolo sia brutto (molto belle le luci di Jean Kalman) ma sicuramente alla ricchezza timbrica della musica di Rameau non coincide un’altrettanto ricca visione scenica.  Cast vocale complessivamente valido, anche se piuttosto “inamidato” dalla regia di Audi.

“Lucia di Lammermoor” al Regio di Parma

Il capolavoro di Donizetti al Regio di Parma in una edizione che convince solo in parte a causa di una impostazione registica discontinua firmata da Denis Krief. Anche il cast vocale non sempre è stato all’altezza dei propri ruoli. Concertazione sui generis affidata a Stefano Ranzani.

Leggi…

“Senza trucco!”…Leo Nucci

E’ il baritono per eccellenza. Leo Nucci, dopo aver superato i 40 anni di carriera, è ancora oggi uno degli artisti di riferimento del panorama lirico internazionale. Come è nel suo stile, aperto e cordiale, eccolo che si racconta a noi a ruota libera.
Leggi…

Leo Nucci, Elena Mosuc in “Rigoletto”

La “Tosca” di Genova

Ecco una nuova serie di immagini che ci presentano la Callas nel ruolo di Tosca al teatro “Carlo Felice” di Genova. Siamo nel 1954,  Maria Meneghini Callas ormai “Diva”  sta per dare l’addio alle sue presenze nei  teatri di provincia per stabilirsi definitivamente a Milano e  qui la definitiva consacrazione al Teatro alla Scala.
Leggi…

“Gli amori d’Apollo e Dafne”

“Gli amori d’Apollo e di Dafne” (1640) Opera in un Prologo e tre atti di Gian Francesco Busenello. Musica di Francesco Cavalli. Anders Dahlin (Apollo), Rosa Dominguez (Dafne),  Stephan van Dyck (Cefalo), Paola Quagliata (Amore)…
“Ensemble Elyma”. Direttore: Gabriel Garrido
(2 cd K.617 – reg.2008note in francese e inglese. Libretto dell’opera reperibile solo online)
Rappresentata al Teatro San Cassiano di Venezia nel 1640, la favola pastorale Gli amori d’Apollo e di Dafne è il secondo lavoro teatrale di Francesco Cavalli e già il compositore mostra di sapere dominare il genere teatrale con grande maestria. In questo lavoro si mescolano  gli ovvi, visto il soggetto, elementi  tragico-mitologici mescolati a a quelli comico burleschi di moda al tempo del compositore. La musica è quanto mai ricca e variegata nei colori e nelle espressioni drammatiche. Punto culminante della partitura il mirabile “lamento” di Apollo:”Misero Apollo”…un momento di grande teatro. Di questo lavoro di Cavalli esiste in commercio una registrazione edita dalla Naxos registrata al Festival de “La Coruna” nel 2004, diretta da Alberto Zedda. Un’esecuzione decisamente “moderna” e aggiungiamo pure modesta per uso di strumenti, sonorità e cantanti. Di ben altro livello questa edizione curata da Garrido che risalta al massimo ogni aspetto della partitura. Un cast vocale e strumentale che ci fanno godere in pieno questo bel lavoro teatrale del nostro XVII secolo.

“Die Tote Stadt” apre la stagione lirica 2009 della “Fenice” di Venezia

Il capolavoro del compositore Eric Wolfgang Korngold, ha inaugurato la stagione lirica 2009 del Teatro la Fenice di Venezia in un nuovo e nel complesso, interessante allestimento interamente firmato da Pier Luigi Pizzi.  Concertazione ridondante e non sempre controllata negli effetti e e nelle sonorità di Eliahu Inbal. Sulla scena una compagnia di canto non del tutto adatta alle impervie difficoltà della partitura.
Leggi…

Jean-Baptiste Lully

“Cadmus et Hermione” Tragedie Lyrique in un Prologo e Cinque atti di Jean-Batiste Lully su libretto di Philippe Quinault. André Morsch (Cadmus), Claire Lefillatre (Hermione), Arnaud Marzorati (Arbas,Pan),Jean-Francois Lombard (La Nourrice, Dieu champetre). Coro, Orchestra e danzatori “Poème Harmonique”. Direttore:Vincente Dumestre. Regia di Benjamin Lazar. 1 DVD Alpha – Sottotitoli in italiano.
Parigi, Académie Royale de Musique, 27 aprile 1673 andava trionfalmente in scena Cadmus et Hermione, una delle partiture più riuscite nate dalla collaborazione  tra Jean-Baptiste Lully con il librettista Philippe Quinault. Gennaio 2008, ancora Parigi, palcoscenico dell’Opéra Comique, la partitura di Lully, torna a rivivere circondata da un’atmosfera che ci riporta direttamente al 1673. Un magnifico lavoro di ricostruzione visiva a firma di Benjamin Lazar, supportato da un’esecuzione musicale di gran pregio affidata a Vincente Dumestre alla testa di una valida compagine di esecutori vocali e strumentali. Un tuffo in un fasto teatrale che può anche apparire “naif” ma che, in realtà, ci appare molto più efficace di certe letture “moderne” che, il più delle volte appaiono come delle forzature. A mio parere, ben vengono riproposte che possiamo definire “storiche”. A tale proposito, uno spettacolo come questo, forse non avrebbe avuto luogo se non avesse avuto una sorta di “apripista” , ossia il fortunato allestimento de
“Le Burgeois Gentilhomme” (Il borghese gentiluomo), celebre “comédie-ballet”, firmata nel 1670 da Molière con le musiche di scena di Lully. Un celebre testo teatrale riproposto da Lazar e Dumestre nella versione integrale e originale nel 2004. Anche questo spettacolo è disponibile in 2 dvd Alpha registrato nel novembre 2004 al Teatro “le Trianon” di Parigi. Un magnifico tuffo nel passato che ci permette di godere il perfetto connubio di recitazione e musica creati dal genio di Moliere di Lully.  Due pubblicazioni di altissimo livello, ideali per conoscere il mondo musicale e teatrale al tempo di Luigi XIV. Qualità tecnica dei dvd, così come i contenuti e la veste grafica. Un’ultima nota: purtroppo in Molière mancano i sottotitoli in italiano. Ciò non toglie che lo spettacolo si può egualmente apprezzare senza particolare sforzo.

Successivo »

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001.