Hindemith e Ravel aprono la stagione lirica del Teatro Delle Muse di Ancona
Fondazione Teatro delle Muse di Ancona, stagione lirica 2009-10
“HIN UND ZURUCK” (Andata e ritorno, 1927)
Sketch con musica su libretto di Marcellus Schiffer
Musica di Paul Hindemith
Robert - VICENC ESTEVE
Helene – SONIA GANASSI
Il professore – NICOLAS RIVENQ
L’infermiere – GIOVANNI BATTISTA PARODI
Il saggio – THOMAS MORRIS
La Cameriera – CRISTIANE HUNGER
Zia Emma – GILDA BERTOCCETTI
“L’Heure Espagnole” (L’ora spagnola, 1907)
Commedia musicale in un atto su libretto di Franc-Nohain
Musica di Maurice Ravel
Concepcion, moglie di Torquemada – SONIA GANASSI
Ramiro, mulattiere – NICOLA ALAIMO
Don Inigo Gomez, banchiere – GIOVANNI BATTISTA PARODI
Torquemada, orologiaio – THOMAS MORRIS
Orchestra Filarmonica Marchigiana
Direttore, Bruno Bartoletti
Regia, scene, costumi, luci e coreografia di Stefano Poda
Nuovo allestimento del Teatro delle Muse
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“Senza trucco!”….Simone Kermes

Simone Kermes è uno dei soprani più ricercati a livello internazionale per ruoli di coloratura drammatica. . La sua notevole estensione ne fa un’interprete ideale in particolare per i virtuosismi dei lavori di maestri del barocco come Handel e Vivaldi, ma anche per le arie da soprano e concertistiche di Mozart, Haydin e Beethoven.Simone Kermes è nata a Lipsia e ha studiato con Helga Forner all’Università di Musica e Teatro “Felix-Mendelssohn Bartholdy” nella sua città natale. Si è laureata e ha concluso due corsi post-laurea, sempre con lode. Ha vinto il primo premio al Concorso Felix-Mendelssohn Bartholdy di Berlino ed è stata vincitrice del premio Bach nel 1996 del Concorso Internazionale Johann Sebastian Bach di Lipsia.Già durante gli studi ha preso parte attiva a concerti e ha cominciato ad acquisire esperienza. Apparizioni come ospite in opere liriche in tutto il mondo seguirono: New York, Parigi, le States Opera Houses in Germania, Lisbona, Copenhagen, nei ruoli di Konstanze, Fiordiligi, Donna Anna, Giunia, Rosalinde, Lucia, Gilda, Ann Truelove, Alcina e Laodice. Si è inoltre esibita nelle maggiori sedi concertistiche internazionali.
Ha inciso numerosi CD che includono lavori che vanno da Vivaldi a Humperdinck, oltre ad aver preso parte a numerose trasmissioni radio e TV. Il 30 gennaio si è esibita in concerto a Napoli, a Villa Pignatelli. Altre notizie le potete trovare nel sito della cantante:www.simone-kermes.de
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Simone Kermes canta “Mentre dormi, amor fomenti” da “L’Olimpiade” di Pergolesi
“Siegfried” da Valencia
Sabato 30 gennaio 2010 – ore 20.15 – La seconda giornata della Tetralogia wagneria in una edizione registrata al Palau de les Arts di Valencia nel 2006. Interpreti principali: Lance Ryan, Jennifer Wilson, Juha Uusitalo, Gerhard Siegel…Direttore, Zubin Mehta, allestimento a cura di Carlos Padrissa, “La Fura dels Baus”
Carafa ritrovato
“I due Figaro o sia il soggetto di una commedia” (1820). Melodramma di Felice Romani. Musica di Michele Carafa (1787-1872).Wurttemberg Philharmonic Orchestra, Coro del Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, Brad Cohen (direzione, maestro concertatore), Stefano Vizioli (regia), Giorgio Trucco (Il conte d’Almaviva), Rossella Bevacqua (La contessa), Eunshil Kim (Inez), Simon Bailey (Cherubino), Cinzia Rizzone (Susanna), Carmine Monaco (Figaro), Giuseppe Fedeli (Torribio), Vittorio Pato (Plagio), Alessio D’Aniello (Un notaro), Elsa Evangelista (direzione di coro), Matthias Müller (scenografia), Claudia Möbius (costumi), Kai Luczak (luci). Reg.13 e 15 luglio 2006, Kurhaus, Bad Widbad, nell’ambito del Festival Rossini in Wildbad – 1 DVD - BONGIOVANNI, 2009 – 160′
Il nome Michele Carafa (1787-1872) ricorre quale grande amico e collaboratore di Rossini. Dopo una brillante carriera militare, Carafa si dedicò alla composizione, ottenendo anche non pochi riconoscimenti. Indubbiamente fu fortemente influenzato da Rossini, si può anche dire schiacciato dalla forte personalità artistica del pesarese. Così, i lavori teatrali di Carafa, benchè molto curati, si presentano piuttosto impersonali. I due Figaro o sia Il soggetto di una commedia fu rappresentato per la prima volta alla Scala di Milano il 6 giugno 1820.
La commedia Les deux Figaro di Honoré-Francois Richaud, detto Martelly, (1751-1817) andata in scena per la prima volta a Parigi nel 1790 e rimasta in cartellone fino al 1813, è la fonte d’ispirazione di questo melodramma. Carafa probabilmente assistette a una rappresentazione della commedia durante il suo primo soggiorno a Parigi per poi segnalarla a Felice Romani nel 1820. Il nocciolo della trama si basa sul sequel de Le Nozze di Figaro: sono trascorsi approssimativamente quindici anni dalle nozze di Figaro. La vicenda ruota intorno agli intrighi di Figaro, il quale intende fare sposare l’amico Torribio, trasformato in Don Alvaro, a Inez, la figlia del Conte d’Alamviva, la quale in realtà ama Cherubino, diventato ora un vero eroe militare. Cherubino si presenta al palazzo del Conte sotto il nome di Figaro e, inizialmente non riconosciuto, smonta la macchinazione dell’altro Figaro e sposa così l’amata Inez.
L’opera si presenta come una partitura leggera, vivace, con melodie orecchiabili, tecnicamente ben costruita e con una marcata influenza dello stile rossiniano. L’edizione in questione la possiamo definire complessivamente di buon livello, senza nessuna punta di eccellenza. Visivamente l’ambientazione moderna studiata da Vizioli non apporta nulla a una lettura moderna della partitura, sembra invece “raffazzonata”, soprattutto per ciò che rigurda i costumi. Cast vocale decoroso. Direzione d’orchestra a volte ridondante.
«Sopra il gusto moderno»: civiltà musicale a Napoli nell’età di Pergolesi Napoli, 28-31 gennaio 2010
Primo incontro di studi delle Celebrazioni Nazionali per il terzo centenario della nascita di Giovanni Battista Pergolesi, è il convegno internazionale intitolato “Sopra il gusto moderno civiltà musicale a Napoli nell’età di Pergolesi”, promosso dalla Fondazione Pergolesi Spontini, ed organizzato in collaborazione e con il contributo di Centro di Musica Antica “Pietà de’ Turchini” di Napoli, Galleria di Palazzo Zevallos Stigliano – Intesa Sanpaolo, Fondazione Teatro di San Carlo di Napoli, Comune di Pozzuoli.
Le giornate di studio approfondiranno, in una prospettiva pluri e interdisciplinare, le conoscenze sull’ambiente e sul contesto culturale in cui fiorì l’opera del grande musicista. Pergolesi si formò a Napoli ed ebbe l’opportunità di entrare in contatto con una raffinatissima civiltà dello spettacolo, segnata da un vivace dibattito politico, istituzionale, ideologico, drammaturgico.
L’evento scientifico, a cura di Francesco Cotticelli e Paologiovanni Maione, esplora i molteplici volti di una capitale, la cui vitalità ebbe forti ripercussioni sul giovane talento jesino, chiamato a misurarsi con generi collaudati, committenti esigenti e accorti, un sistema teatrale complesso e in rapida evoluzione che costituiva una méta per molti
artisti e intellettuali europei. Nella ricostruzione del “mito pergolesiano” e del suo rapporto con la civiltà musicale napoletana, si incroceranno analisi di storia del diritto e dell’economia, di pittura, scultura, urbanistica e architettura, di vicende del costume e delle istituzioni locali, accanto a perlustrazioni nei territori della letteratura, della scienza, della filosofia e della sensibilità religiosa coeve.
Un approfondimento verrà riservato, inoltre, ai compositori che operarono intorno a Pergolesi nonché alla formazione tra scuole, palazzi e sale che egli ricevette in una stagione breve ma intensa. Nel corso dei lavori saranno altresì presentati i risultati della ricerca promossa e finanziata dalla Fondazione Pergolesi Spontini sui materiali di interesse teatrale e musicali del periodo 1726-1736 tratti dai giornali di cassa degli antichi banchi custoditi presso l’Archivio Storico del Banco di Napoli. Ospiteranno il convegno, previsto dal 28 al 31 gennaio, la Chiesa di Santa Caterina da Siena, sede del Centro di Musica Antica, il foyer del Teatro di San Carlo di Napoli, Palazzo Migliaresi al Rione Terra di Pozzuoli e la Galleria di Palazzo Zevallos Stigliano di Napoli.
A Villa Pignatelli, inoltre, il 30 gennaio alle ore 21 si terrà il concerto dell’Ensemble le Musiche Nove, diretto da Claudio Osele e con la partecipazione del celebre soprano Simone Kermes, con un programma intitolato “Lieto così, affetti napoletani di primo Settecento”.
Fondazione Pergolesi Spontini: William Graziosi (Amministratore Delegato), Gianni Tangucci (Direttore Artistico), Vincenzo De Vivo (Consulente Scientifico). Comitato Pergolesiano della Fondazione Pergolesi Spontini: Renato Di Benedetto (presidente), Francesco Cotticelli, Paologiovanni Maione, Dale Monson, Franco Piperno, Claudio Toscani.
Responsabili per il convegno napoletano: Francesco Cotticelli, Paologiovanni Maione
“Salome” al Teatro Comunale di Bologna

Teatro Comunale di Bologna – Stagione Lirica 2010
“SALOME”
Dramma per musica in un atto.
Libretto basato sulla traduzione tedesca di Hedwig Lachmann del dramma omonimo di Oscar Wilde.
Musica di RICHARD STRAUSS
Herodes – ROBERT BRUBAKER
Herodias – DALIA SCHAECHTER
Salome – ERIKA SUNNEGARDH
Jochanaan – MARK S. DOSS
Narraboth – MARK MILHOFER
Un paggio di Herodias – NORA SOUROUZIAN
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Simone Kermes in concerto
Sabato 30 gennaio 2010, alle ore 21, presso la splendida Villa Pignatelli a Napoli, Simone Kermes presenterà il suo nuovo spettacolo dal titolo Lieto così… affetti napoletani del primo ‘700. Il celebre soprano tedesco proporrà un ricco programma, basato per lo più su estratti da opere che fanno parte del suo ultimo, bellissimo cd, LAVA, che sta ottenendo un grosso successo di pubblico e critica e che abbiamo anche noi segnalato in questo magazine. L’accompagnamento è affidato all’ensemble Le Musiche Nove diretto da Claudio Osele, protagonisti con la Kermes dell’incisione della DH.Mundi.
Per maggiori dettagli sull’evento, ci si può rivolgere al Centro di Musica Antica Pietà de’Turchini, in via Santa Caterina da Siena 38, Napoli.
“Jackie O” di Michael Daugherty
Opera in due atti, libretto di Wayne Koestenbaum.Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, Christopher Franklin (direzione), Ensemble del Teatro Rossini di Lugo, Gianluigi Giacomoni (maestro del coro), Damiano Michieletto (regia, luci), Fiona Mc Andrew (Jackie O), Nora Sourouzian (Maria Callas), Simone Alberghini (Aristotle Onassis), Paul Carey Jones (Andy Warhol), Alice Quintavalla (Liz Taylor), Elizabeth Grayson (Grace Kelly), Enea Scala (voce di J.F.K.), Matteo Ricchetti (regia televisiva), Paolo Fantin (scenografia), Claudia Pernigotti (costumi), Roberto Pizzuto (coreografia) – Teatro Comunale di Bologna, 2-4 luglio 2008 – 1 DVD “Dynamic”, 2009 – 93′ ( con sottotitoli in italiano)
Jackie O fu commissionata nel 1995 dalla Houston Grand Opera e dal Banff Centre, e messa in scena per la prima volta nel 1997. Ispirata alla figura di Jacqueline «Jackie» Lee Bouvier Kennedy Onassis (1929-1994), l’opera si focalizza sui drammatici avvenimenti della sua vita durante gli anni sessanta del secolo scorso. Ecco alcune considerazione di Daughtery sulla sua opera:” La musica che ho composto per Jackie O esplora la possibilità di interazione tra vari linguaggi musicali: quelli dell’opera lirica tradizionale, del teatro musicale più popolare, del rock e del jazz.
Gli anni sessanta del secolo scorso furono un periodo in cui assassini politici, riforme dei diritti civili, droghe, Woodstock, la Pop Art e la guerra del Vietnam cambiarono drammaticamente il volto dell’America. Il mondo trasformò una restia Jackie Kennedy, e più tardi una restia Jackie Onassis, in una celebrità, e più tardi in un’icona dei tumulti politici e sociali del tempo. Il suo matrimonio da fiaba, nel 1953, con John F. Kennedy e la sua ascesa alla Casa Bianca ne fecero una beniamina del pubblico. L’assassinio del Presidente Kennedy nel 1963 sconvolse il mondo intero. Nel 1968, il controverso secondo matrimonio con l’armatore greco Aristotele Onassis, le facilitò il ritiro dalla vita pubblica.
Per rendere il contrasto tra la Jackie privata e quella pubblica, così ben delineato dall’ottimo libretto di Wayne Koestenbaum, l’autore ha contrapposto momenti estremamente spettacolari ad altri più intimi, basati su arie solistiche e duetti introspettivi. Daughtery ha voluto connotare ciascun personaggio con una specifica sonorità: “Le arie di Jackie sono esotiche, malinconiche e molto espressive. In contrapposizione, le arie di Onassis ricordano Las Vegas, Dean Martin o i «Rat Pack» degli anni sessanta. Lo stile di Maria Callas è operistico ma, dato che negli anni sessanta la diva stava perdendo la voce, canta, melodrammaticamente, nel registro basso, e in qualche occasione ricorre persino al parlato. Liz Taylor ha frasi corte e di tipo blues, mentre la Principessa Grace intona alla Doris Day. L’aria di Andy Warhol, come la sua arte, è una serie di ripetizioni modulate.Il coro ha una parte di rilievo in tutta l’opera”. Una descrizione quanto mai chiara per un lavoro che si presenta accattivante. Siamo sicuramente ben lontani del mondo delle “avanguardie” e delle “sperimentazioni” fini a se stesse. Questa opera di Daughtery è il segno della riconquista delle platee da parte della musica contemporanea. Il DVD, che presenta la ripresa bolognese di Jackie O ne è la conferma. Il semplice, ma efficace allestimento firmato da Damiano Michieletto, l’ottima compagnia di canto e la vivace direzione d’orchestra di Christopher Franklin contribuiscono in modo determinante alla riuscita dell’opera. Sicuramente da vedere, in particolare per chi è curioso di altre visioni dell’opera lirica.
Ludwig van Beethoven: Lieder & volkslieder

Barbara Hendricks (soprano), Love Derwinger (pianoforte), Christian Bergqvist (violino), Leo Winland (violoncello)
Maigesang Op. 52 n. 4 (Goethe); Marmotte Op. 52 n. 7 (Goethe); Sehnsucht WoO 134 (Goethe); da Sechs Gesänge mit Begleitung des Pianoforte Op. 75 (Goethe) [Kennst du das Land n. 1; Neue Liebe, neues Leben n. 2; Aus Goethes Faust n. 3]; Drei Gesänge von Goethe Op. 83 [Wonne der Wehmut n. 1; Sehnsucht n. 2; Mit einem gemalten Band n. 3]; An die ferne Geliebte Op. 98 (Jeitteles) [Auf dem Hügel sitz ich spähend; Wo die Berge so blau; Leichte Segler in den Höhen; Diese Wolken in den Höhen; Es kehret der Maien, es blühet die Au; Nimm sie hin denn, diese Lieder]; In questa tomba oscura WoO 133 (Carpani); La partenza WoO 124 (Metastasio); Ich Liebe dich so wie du michWoO 123 (Herrosee); Der Wachtelschlag WoO 129 (Sauter); da 20 Irische Lieder WoO 123 per voce, violino, violoncello e pianoforte [O might I but my Patrick love! WoO 153 n. 16 (Smyth)]; da 25 Schottische Lieder per voce, violino, violoncello e pianoforte [Sally in our Alley op. 108 n. 25 (Carey)]; da Lieder verschiedener Völker WoO 158.1 per voce, violino, violoncello e pianoforte [Air Russe n. 14; Cancion n. 11; Canzonetta Veneziana n. 23; Polnish n. 10; Tyroler n. 4; Swedisches Wiegenlied n. 17 (Bellman); Bolero n. 19].Royal Academy Hall of Music, Stoccolma, 5-7 marzo 2005 e 3-4 novembre 2007 – 1 cd “Arte Verum”, 2009 -
Premetto di non avere mai goduto di una passione viscerale per Barbara Hendricks, soprattutto quale interprete operistica, altro discorso per il repertorio concertistico e cameristico, che la Hendricks, molto intelligentemente ha frequentato costantemente, fino quasi a farne la parte principale della sua attività artistica. Questo cd ne è un’ulteriore prova. Fraseggio elegante, sensibilità interpretativa e una voce ancora sana, naturalmente ispessita e scurita nel colore, ne completano il quadro. Una bella occasione per conoscere la produzione cameristica del grande Beethoven e per apprezzare ancora una pregevole artista.


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