Gustavo Dudamel dirige “Carmen” a Los Angeles
“CARMEN”
Opéra-comique in quattro atti di Henri Meilhac e Ludovic Halévy, dalla novella omonima di Prosper Mérimée
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Festival Areniano 2010:”Carmen”
Fondazione Arena di Verona – 88° Festival 2010
Franco Zeffirelli e l’Arena
“CARMEN”
Opera in quattro atti su libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy, dalla novella omonima di Prosper Mérimée.
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Andrea Bocelli all’opera

Georges Bizet:”CARMEN” – Marina Domashenko (Carmen), Eva Mei (Micaela), Andrea Bocelli (Don José), Bryn Terfel (Escamillo). Coro e Orchestra di Radio France. Direttore, Myung-Whun Chung – 2 CD Decca, 475 7646
Umberto Giordano:”ANDREA CHENIER” – Andrea Bocelli (Andrea Chénier), Violeta Urmana (Maddalena di Coigny), Lucio Gallo (Carlo Gérard). Orchestra Sinfonica e Coro di Milano “Giuseppe Verdi”. Direttore, Marco Armiliato – 2 CD Decca 478 2382
La Decca immette sul mercato due registrazioni, non recentissime, rispettivamente del 2005 e del 2007 di Carmen e Andrea Chénier nelle quali campeggia a lettere cubitali il nome di Andrea Bocelli. Il chiaro riferimento è per tutti i fans di questo cantante per il quale sono state appositamente create ad hoc queste registrazioni in studio. Un fatto quasi eccezionale, visti i tempi, non certo d’oro, in cui naviga il mercato discografico della musica classica e nel quale assistiamo chiaramente a un numero veramente ridotto di opere realizzate in studio. Dopo le incisioni di Tosca, Bohème, Trovatore, Werther, Cavalleria rusticana e Pagliacci si tenta nuovamente di lanciare Andrea Bocelli come il Don José o lo Chénier ideali. Ancora una volta invece si deve constatare che il cantante toscano, affiancato a solidi professionisti come la Domashenko, o la Mei, o ancora Terfel, la Urmana, Gallo, appare in tutta la sua fragilità vocale. I tecnici del suono non riescono certo a fare miracoli per nascondere la povertà di stile, di colori, di linea di canto di Bocelli che si conferma essere un tenore-pop, tra lui e l’opera c’è un abisso, punto e basta. Non resta che apprezzare le belle direzioni d’orchestra di Whun Chung e Armiliato e le prove dei vari cooprotagonisti, anche se tutti non centratissimi. Auguriamoci che il capitolo Bocelli-opera lirica, sia giunto al capolinea, cosa che dubitiamo fortemente e che rimanga a deliziare i suoi numerosissimi fans con tutti i generi di canzoni che si trovano in giro per il mondo. I veri melomani se lo augurano!
“Carmen” dall’Opera di Vienna
giovedì 6 maggio 2010, ore 20.15 - L’opera di Bizet in una produzione diretta da Mariss Jansons, nel vecchio allestimento firmato da Franco Zeffirelli. Interpreti principali: Elina Garanca, Anna Netrebko, Massimo Giordano, Ildebrando D’Arcangelo.
La “Carmen” scaligera

Teatro alla Scala di Milano – Stagione d’opera e balletto 2009/2010
“CARMEN”
Opera-comique in quattro atti di Henri Meilhac e Ludovic Halévy da una novella di Prosper Mérimée.
Musica di Georges BIZET
Edizione critica di Robert Didion.
Don José – JONAS KAUFMANN
Escamillo – ERWIN SCHROTT
Le Dancaire – FRANCIS DUDZIAK
Le Remendado – RODOLPHE BRIAND
Morales – MATHIAS HAUSMANN
Zuniga - GABOR BRETZ
Carmen – ANITA RACHVELISHVILI
Micaela - ADRIANA DAMATO
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Anteprima di “Carmen” dalla Scala di Milano

Come lo scorso anno per il Don Carlo verdiano, Emanuele Dominioni ha assistito all’anterprima “giovani” del 4 dicembre. Ecco la sua cronaca della serata.
Teatro alla Scala di Milano, stagione lirica 2009/ 2010
“CARMEN”
Opéra comique in quattro atti su libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy, da Prosper Mérimée
Direttore – Daniel Barenboim
Regia e costumi – Emma Dante
Scene - Richard Peduzzi
Luci – Dominique Bruguière
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“Carmen” dalla Scala
Lunedì 7 dicembre, ore 20.45 in differita dalla Scala di Milano, la Carmen d’apertura della stagione 2009/010. Direttore, Daniel Barenboim, regia di Emma Dante. Interpreti principali, Anita Rachvelishvili, Jonas Kaufmann, Erwin Schrott, Adriana Damato.
Ritorniamo a parlare della “Carmen” areniana

Dopo la prima “bagnata” e di conseguenza interrotta , Carmen dell’apertura di stagione 2009, siamo tornati all’Arena di Verona per assistere, questa volta con un tempo clemente a una recita integrale del capolavoro di Bizet. Cast completamente nuovo e possiamo dire quasi più omogeneo ed efficace del primo, pur senza aver riscontrato nessun elemento di particolare spico.
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Simone Alberghini in “Carmen”
“Carmen” dallo Sferisterio di Macerata
Georges Bizet (1838-1875), “Carmen” Opera in quattro atti. Nino Surguladze (Carmen), Irina Lungu (Micaela), Philippe Do (Don José), Simone Alberghini (Escamillo)…Fondazione Orchestra Regionale delle Marche, Coro Lirico Marchigiano “V.Bellini”. Direttore:Carlo Montanaro. Regia e scene di Dante Ferretti. Costumi, Pier Luigi Pizzi, coreografie, Gheorghe Jancu. 2 DVD “Dynamic” (sottotitoli in italiano).
Ennesima produzione video del capolavoro di Bizet, nell’edizione proposta al Festival di Macerata nell’estate 2008. Quali i meriti di questa edizione?…Beh, non moltissimi. Potremmo dire pure pochi. Sicuramente non ci troviamo ad avere a che fare con una edizione di riferimento nella storia dell’interpretazione di questa partitura, riproposta nella tradizionale versione con i recitativi musicati da Guiraud (forse perchè più consona all’ambientazione dello Sferisterio), con i consueti tagli, qua e la. Carlo Montanaro dirige con buone dinamiche, ma con mano pesante. Nino Surguladze potrebbe essere una Carmen visivamente interessante, non “femme fatal”, ma non si può risolvere un ruolo solo con la recitazione. Qui voce e stile sono ad un livello decisamente modesto. Irina Lungu è una discreta Micaela. In quanto al tenore Philippe Do ci offre un Don Josè lirico, stilisticamente abbastanza appropriato e con una buona linea di canto, ma il ruolo le sta un po’ strettino. Simone Alberghini, è un Escamillo di grande sex-appeal. E veniamo allo spettacolo. La parte più interessante di questa produzione. Troviamo lo scenografo Dante Ferretti in veste di regista. Ferretti ci offre una Carmen contemporanea, in epoca Franchista. Uno spettacolo quasi monocromatico nelle scene (forse anche troppo!), risolte con pochi elementi e nei costumi (dell’onnipresente Pizzi) e sicuramento scevro di bozzettismi di maniera. In sostanza, siamo all’opposto di Zeffirelli. Registicamente però non si vede nulla di memorabile. In quanto alle coregrafie di Jancu, capisco non cadere nel solito flamenco, tacchi e nacchere, ma il tango all’inzio dell’atto secondo e del quarto, anche ben eseguiti, c’azzeccano poco. Di buon livello, parti di fianco e coro e orchestra. Efficace la ripresa video… ma perchè 2 dvd per 155′ di spettacolo? In conclusione…Consigliabile solo per “feticisti” dell’opera di Bizet !


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