Ermanno Wolf-Ferrari (1876 – 1948):”Il segreto di Susanna”
Intermezzo in un atto su un libretto di Enrico Golisciani (1848-1919). Dora Rodrigues (soprano), Marc Canturri (baritono), Royal Liverpool Philharmonic Orchestra, Vasily Petrenko (direzione), Anna Tilbrook (pianoforte). “Il segreto di Susanna”. Serenata. Cinque canti per baritono.:
Registrazione dal vivo, Philharmonic Hall, Liverpool, 22 novembre 2008 (Il segreto di Susanna); Henry Wood Hall, Londra (Serenata – Cinque canti per baritono) 1 CD Avie AV2193 – 57′.
Condotta sulla falsariga degli intermezzi settecenteschi, dopo la prima rappresentazione di Monaco nel 1909, l’atto unico di Wolf-Ferrari ha raccolto larghi consensi su tutti i palcoscenici dove è stata rappresentata: dal Costanzi di Roma (1911), con la direzione di Toscanini, al Metropolitan di New York, al Covent Garden di Londra, ecc. Una fortuna che è andata via via scemando, tant’è che, a tutt’oggi, «Il segreto di Susanna» viene eseguita piuttosto raramente. Anche il mercato discografico non ha posto molta attenzione a questo piccolo capolavoro. Le due uniche incisioni, rispettivamente della Decca (Maria Chiara, Bernd Weikl) e Cbs (Renata Scotto, Renato Bruson), sono di difficile reperibilità. Ben venga dunque questa incisione che, senza avere nomi altisonanti, ha prima di tutto il pregio di evidenziare il principale valore della partitura, ossia la pressoché perfetta fusione tra parola, gesto e musica. Come ebbe a dire il direttore d’orchestra Félix Mottl:” Sembrerà una bizzarria, ma per questa è l’opera più wagneriana che conosca.” Il concetto di “wagneriano” va ovviamente collegato alla fondamentale importanza della parola scenica in rapporto alla musica. La direzione di Vasilly Petrenko è vivace e accurata e i due cantanti oltre a restituire il carattere giovanile ai due personaggi (cosa che non avveniva di certo con i blasonati, ma anche piuttosto “attempati” Scotto e Bruson, ad esempio), come indica il libretto, cantano con due belle voci fresche e soprattutto con un fraseggio espressivo e ricco di colori. Sicuramente la registrazione dal vivo, aiuta a rendere teatralmente viva e godibile questa registrazione. Il cd è completato da cinque brevi estratti tratti dal “Canzoniere italiano” op.17, una raccolta di 44 melodie dello stesso Wolf-Ferrari, elegantemente interpretati dal baritono Marc Canturri accompagnato al pianoforte da Anna Tilbrook.
Otto Nicolai (1810-1849):”Il Templario”
Melodramma in tre atti di Girolamo Maria Marini da “Ivanhoe” di Walter Scott. Coro dell’Opera di Chemnitz, Orchestra Filarmonica “Robert Schumann, Frank Beermann (direzione), Hans Christoph Begemann (Briano), Judith Kuhn (Rovena), Stanley Jackson (Vilfredo), Tiina Penttinen (Rebecca), Kouta Rasanen (Cedrico). CPO 2 cd 7774342.
Otto Nicolai è noto per essere il compositore de Die lustigen weiber von Windsor, titolo sicuramente noto in Germania, ma non certo in Italia, dove viene rappresentato molto raramente. Si conosce poco o nulla del Nicolai “italiano”, di quel periodo, dal 1833 al 1841, che lo ha visto prodursi con successo su molte scene italiane, mostrando indubbie capacità nel fondere sapientemente il lirismo italiano con l’abilità strumentale tipicamente tedesca. Questo Templario, rappresentato per la prima volta al Teatro Regio di Torino nel 1840, ne è la prova. Pagine di grande lirismo e di straordinaria potenza drammatica. Una scoperta pregevole e non si può che ringraziare la casa discografica CPO, sempre attenta a riproporre titoli desueti, per questa proposta. A queste note positive, purtroppo, si devono anche affiancare quelle meno belle legate soprattutto all’esecuzione, registrata il 7 marzo 2008 al Teatro dell’Opera di Chemnitz . Il direttore d’orchestra, Frank Beerman riesce anche ad avere un piglio italiano, ma non può certo fare miracoli con un cast caratterizzato da un italiano approssimativo e, soprattutto, con una vocalità piuttosto lontana dallo stile “belcantista” che richiederebbe la partitura. A dirla tutta, e per fare capire le difficoltà dei ruoli, qui sarebbe stato terreno ideale per un Alfredo Kraus in stato di grazia, una Joan Sutherland e una Marilyn Horne, e di un baritono del calibro di Sherrill Milnes (in forma!). Ci dobbiamo limitare, invece, ad accontentarci di avere riscoperto una bella pagina teatro musicale.
Dal salone al…salotto

Le salon de Musique de Marie-Antoniette – Petrini, Les folies d’Espagne et douze variations - Gluck, J’ai perdu mon Eurydice - Krumpholtz, Lamante Abandonée La nuit profonde - Cardon, Sonate pour harpe opus VII nº 1 – Krumpholtz, Sonate en fa majeur opus XV nº 2 - Dauvergne, Trois Chansons - Saint-Georges, Sonate por harpe et flûte obligée - Marie-Antoinette, C’est mon ami - Mozart, Oiseauz, si tous les ans, KV 307 / 284d - Dusik, Sonatine pour harpe nº 5 - Paisiello, Entracte pour harpe d’Il re Teodoro in Vénézia - Grétry, Malgré la fortune cruelle - Martini, Plaisir d’amour - Mozart, Adagio pour harmonica de verre, KV 356 / 617a
Sandrine Chatron (arpa), Isabelle Poulenard (Soprano), Jean-François Lombard (Tenor), Stéphanie Paulet (violino), Amélie Michel (traverso). 1 cd Ambroise.
Isabelle Moretti, Felicity Lott – Cantare -La voix de la harpe. Nicolas-Charles Bochsa (1789-1856): Rondeau sur le trio «Zitti zitti» (da Il Barbiere di Siviglia, Rossini); Mikhail Glinka (1804-1854) / Milij Balakirev (1837-1910): L’Alouette; Albert Zabel (1834-1910): Fantaisie Op. 12 (dal Faust, Gounod); Paul Bernard (1827-1879): Ça fait peur aux oiseaux; Jean Lenoir (1891-1976): Parlez-moi d’amour; Claude Debussy (1862-1918): La Belle au bois dormant; Francis Poulenc (1899-1963): À sa guitare; Jean-Paul-Egide Martini (1741-1816): Plaisir d’amour; Benjamin Britten (1913-1976): Folksong arrangements (Moore’s Irish Melodies: The Last Rose of Summer; France: Quand j’étais chez mon père); Turlough O’carolan (1670-1738): Eleanor Plunkett; Elias Parish Alvars (1808-1849): Introduction e Variations da (Norma, Bellini); Franz Liszt (1811-1886): Le Rossignol; Félix Godefroid (1818-1897): Le Carnaval de Venise; Harold Arlen (1905-1986): Over the Rainbow. Registrazione, febbraio 2009, Temple Manin, Parigi, 1 cd Naive V 5186.
Due cd da ascoltare come piacevoli colonne sonore in queste calde giornate estive. Un viaggio ideale che parte dai saloni di Versailles, nei quali la regina Maria Antonietta si deliziava a suonare l’arpa e il clavicembalo fino a quello, sicuramente meno pomposo e rilassante (come dimostra l’immagine di copertina del cd) dell’arpista Isabella Moretti e di un’altra “regina” dell’opera, ma anche della musica da camera, Felicity Lott. In entrambi cd a dominare sono le meravigliose e soavi sonorità dell’arpa che incorniciano ogni brano, due contemporaneità: il XVIII sec. “rococò” e “arcadico” della regina di Francia a quelli prevalentemente novecenteschi scelti da Isabelle Moretti e Felicity Lott che chiude l’album con il celebre “Over the rainbow” dal Mago di Oz. Inappuntabile le due arpiste, Sandrine Chatron e Isabelle Moretti, così come degli altri strumentisti. Sul piano vocale domina certamente la classe vocale di Felicity Lott. Elegante e stilisticamente appropriata Isabelle Poulenard. Jean-Francois Lombard mostra una vocalità piuttosto fragile e timbro poco gradevole.
Max Emanuel Cencic:”Handel Mezzo-soprano”
Orchestra “I Barocchisti”, Coro della Radiotelevisione svizzera, Diego Fasolis (direzione). Arie da “Imeneo”, “Floridante”, “Arianna in Creta”, “Tamerlano”, “Serse”, “Amadigi di Gaula”, “Parnasso in festa”, “Agrippina”, “Radamisto”, “Orlando”. Virgin, 1 cd – 69457401
Chi conosce la discografia di Cencic non può non ricordare le copertine decisamente antinconvenzionali che hanno sempre contraddistinto questo cantante “barocco”. Una costante ricerca di un’immagine che ci mostra un cantante originale e di grande personalità. Così, dopo essere apparso “rasato” nell’album dedicato a Rossini, ora in questo cd handeliano si presenta con uno stile da “bravo ragazzo”… ma non troppo. Cencic non è solo un cantante originale nell’apparire, ma anche nel suo modo di affrontare quello che canta, mettendo in luce un temperamento interpretativo che lo contraddistingue dagli altri controtenori. Nondimeno, colpiscono e affascianano, il suono rotondo, ampio, carnoso, l’omogeneità nella tessitura vocale e il mordente delle colorature. A questo “temperamento” Cencic forse si affida troppo e, alla fine, il risultato complessivo appare un po’ uniforme, anche se il rapporto tra arie “lente” e “rapide” è equilibrato. Perfettamente in linea con l’interprete anche Diego Fasolis con i suoi brillanti “Barocchisti”. Un’ultima considerazione: sembra che il mercato discografico sia concentrato su recital vivaldiani e handeliani….siamo a un passo dall’overdose!
Antonio Salieri (1750 – 1825):” Il mondo alla rovescia”
Dramma giocoso per musica in due atti. Orchestra e Coro dell’Arena di Verona, Federico Maria Sardelli (direzione), Maria Laura Martorana (La Marchesa), Marco Filippo Romano (La Generala), Patrizia Cigna (La Colonnella), Rosa Bove (L’Aiutante Maggiore), Emanuele D’Aguanno (Amaranto), Krystian Adam (Girasole), Maurizio Lo Piccolo (Il Conte), Gianpiero Ruggeri (Il Comandante / Il Gran Colombo) Registrazione del 20-26 novembre 2009, Teatro Filarmonico di Verona - 2 CD DYNAMICS 655/1-2
Abbiamo già avuto modo di parlare di questa riproposta del Il mondo alla rovescia rappresentata al Burgtheater di Vienna il 13 gennaio 1795, in occasione di questa edizione al Teatro Filarmonico, ora proposta in cd. Il solo ascolto conferma l’impressione di non trovarsi certo difronte a un capolavoro dimenticato. Si riconferma la solida professionalità di Salieri, in grado di mescolare sapientemente universi musicali di vario tipo: dallo stile napoletano di Cimarosa, all’opera seria “rococò” con tocchi di lirismo neoclassico. Il risultato però non va l’oltre l’esercizio di stile. La partitura non prende mai il volo e anche se Federico Maria Sardelli dirige con vigore e la compagnia di canto è complessivamente valida, aleggia inesorabile il senso di noia. Solo per fanatici del Maestro di Legnago. recensione il mondo alla rovescia
Giuseppe Nicolini (1762 – 1842):”L’Amor Mugnaio”
o sia i mulinari (1794), libretto di Cosimo Mazzini da Giuseppe Foppa
Orchestra Sinfonica Amilcare Zanella, Fabrizio Dorsi (direzione), Patrizia Zanardi (Lauretta, Molinara ), Davide Rocca (Bartolone, Molinaro), Manuel Pierattelli (Conte Armidoro), Francesca Lanza (Lisaura, Baronessa), Lee Won Jun (Pippo, Molinaro), Matteo Mazzoli (Cibandola, servo del Conte). Registrazione effettuata dal vivo, 10 e 11 ottobre 2007, Teatro Municipale di Piacenza 2 cd BONGIOVANNI – GB 2443/44-2
Fra il 1792, data della prima esecuzione del Matrimonio segreto di Cimarosa, e il 1810, anno di esordio di Rossini come compositore da teatro, la vita musicale italiana è stata animata da un plotone di musicisti minori, quali Valentino Fioravanti (1764-1837), Pietro Generali (1773-1832), Stefano Pavesi (1779-1850), Carlo Coccia (1782-1873), i quali, fra echi cimarosiani e presagi rossiniani e talvolta con dirette o indirette influenze mozartiane, svolgono una funzione di raccordo. Tra questi si inserisce anche il piacentino Giuseppe Nicolini (1762-1842), allievo a Napoli di Domenico Cimarosa.
Questa partitura andò in scena con successo al Teatro Sant’Agostino di Genova nel 1794 con il titolo I mulinari per poi essere ripresa a Venezia e a Firenze dove assunse il titolo con il quale è stata oggi riproposta a Piacenza, la città natale del compositore. Sulla vita di Nicolini si conosce molto poco e a proposito di questo Amor Mugnaio fanno avanzare l’ipotesi che il musicista conoscesse Le nozze di Figaro mozartiane, viste certe analogie presenti nella sua partitura. In ogni caso il valore di questa partitura, pur con qualche pagina interessante e un’orchestrazione varia ed elegante, si inserisce come testimonianza di un’epoca che vede il tramonto dell’opera buffa settecentesca e l’avvio di un linguaggio teatrale che porterà a Rossini. Questa riprese piacentina si avvale di un cast complessivamente decoroso, di una direzione d’orchesta ben dosata ma piuttosto approssimativa e priva di estro. L’orchestra, a sua volta, è scadente.
Da Donizetti a Offenbach….passando per Ricci
Gaetano Donizetti:”PARISINA” – Dario Solari (Azzo), Carmen Giannattasio (Parisina), José Bros (Ugo), Nicola Ulivieri (Ernesto), Ann Taylor (Imelda). Geoffrey Mitchell Choir, London Philharmonic Orchestra, dir.David Parry – 3 CD Opera Rara ORC 40
Federico Ricci:”CORRADO D’ALTAMURA” ( selezione dell’opera) – James Westman (Corrado), Dimitra Theodossiou (Delizia), Dimitry Korchak (Roggero), Ann Taylor (Guiscardo Bonello), Andrew Foster-Williams (Giffredo), Mark Wilde (il Marchese), Cora Burggraaf (Margarita), Camilla Roberts (Isabella). Geoffrey Mitchell Choir, Philharmonia Orchestra, dir. Roland Boer – 1 CD Opera Rara ORR 246
Jacques Offenbach:”VERT-VERT – Toby Spence (Vert-Vert), Thora Einarsdottir (Mimi), Lucy Crowe (Bathilde), Jennifer Larmore (La Corilla), Mark Le Brocq (Binet), Franck Leguérinel (Baladon). Geoffrey Mitchell Choir, Philharmonia Orchestra, dir. David Parry – 3 CD Opera Rara ORC41
Parisina alla prima rappresentazione fiorentina del 1833 venne accolta da sfavorevoli reazioni, nonostante che l’opera contenga pagine di indubbio valore. Caduta nel più totale oblio, ha avuto una prima ripresa nel 1964 alle Settimane Musicali Senesi, protagonista Marcella Pobbe. Si passa poi al 1974, quando, grazie all’interpretazione di Montserrat Caballè, l’opera godette un certo momento di popolarità. Si passa quindi al 1990, quando Parisina è ritornata a Firenze, al Maggio Musicale Fiorentino, con Mariella Devia nel ruolo della protagonista. Sette anni dopo, troviamo delle riprese (testimoniate da incisioni discografiche) a Lugano, con Alexandrina Pendatchanska e a Lugo, con Sonia Dorigo. Si arriva quindi a questa registrazione, realizzata nel dicembre del 2008, parallelamente a una esecuzione in forma di concerto, con gli stessi interpreti, alla Royal Festival Hall. Rispetto alle precedenti incisioni, possiamo sicuramente dire che questa di Opera Rara, oltre ad essere integrale, è stilisticamente omogenea e pertinente grazie anche al fondamentale apporto della concertazione di David Parry autentico specialista di questo repertorio. Carmen Giannattasio, chiamata a sostituire la prevista Patrizia Ciofi (una scelta, per altro azzardata!) ha il pregio di avere un bel timbro vocale, una bella linea di canto che non bastano però a rendere giustizia al personaggio. Il registro acuto è messo a dura prova e anche il canto di agilità non è propriamente “pane per i suoi denti”. Al contrario, José Bros, senza sfoggiare una vocalità particolarmente accattivante, ha una tecnica solida e, soprattutto, sa cantare Donizetti. Il suo Ugo è quindi più che onorevole. Apprezzabile anche l’Azzo del baritono Dario Solari che sa essere “cattivo con stile”, non cade cioè nella trappola di “truculenze” di stampo “verista”. Infine Nicola Ulivieri è un Ernesto di lusso.
Di Federico, il più giovane dei fratelli Ricci, Opera Rara, aveva pubblicato nel 2004 una selezione de Il prigioniero di Edinburgo ora propone un’altra raccolta di brani tratti da Corrado d’Altamura, opera del 1841. Un titolo interessante anche per il soggetto che presenta molte analogie con il verdiano Oberto, conte di San Bonifacio : Roggero che sta per sposare Margarita, dopo aver abbandonato Delizia e il padre di quest’ultima, Corrado, deciso a vendicare l’onta della figlia. Chi scrive precisa di non aver mai amato le “selezioni” di opere, nemmeno di titoli conosciuti, men che meno di rarità. Per quanto organiche e ben costruite, impediscono una visione unitaria della partitura. Detto ciò possiamo dire che questo Corrado appare come un titolo interessante e l’esecuzione, nel complesso, è apprezzabile. Roland Boer dirige con convinzione e senso del teatro un cast vocali un po’ alterno. Una Dimitra Theodossiou piuttosto insignificante e senza mordente, per un ruolo dalle connotazioni drammatiche. Un modesto Dmitry Korchak, alle prese con un ruolo più grande di lui. Ottimo invece il baritono James Westman: bella voce e ottimo stile.
E veniamo a Offenbach. E’ noto che la casa discografica inglese, ha posta molta attenzione al teatro di questo autore. Non a caso nelle note di presentazione, il direttore David Parry scrive:” Alla sua morte, l’indimenticabile Patric Schmid, direttore artistico di Opera Rara, mi lasciò un ultimo dono: un enorme progetto, la registrazione degli estratti di decine di operette sconosciute di Offenbach…” Parry prosegue nel descrivere l’attuazione di questa operazione e arrivando allo specifico di questa operetta, afferma:”…Gli eventi e i personaggi di “Vert-Vert” sono intenzionalmente assurdi e fuori luogo. Però, in mezzo alla farsa e alla sregolatezza, la storia ha un significato universale: un innocente ingenuo, l’eroe, Valentin/Vert-Vert, totalmente inesperto e ignaro di sé e dei propri sentimenti, impara a conoscere la propria identità di uomo e ad amare…Una storia profonda e importante, ed è perciò che io considero quest’affascinante operetta qualcosa di più che un magnifico svago: è un’opera importante da scoprire e rivelare al mondo”. Ovvio che il direttore che ha appena inciso questo lavoro, non può certo denigrarlo ma, dopo aver ascoltato Vert-Vert non ci si rende conto di avere ascoltato un capolavoro ritrovato. Poco più di 2 ore di musica che scivola via piacevolmente senza però che nulla rimanga particolarmente fisso nella memoria, nemmeno la Barcarolle:”Nuit d’été” del secondo atto che, ancora secondo Parry, fa parte di una “superba scena notturna, altamente mozartiana” sembra essere un capolavoro d’ispirazione. Un’Offenbach che sa di “già sentito”, affidato a un cast piuttosto modesto , nel comparto maschile. Molto meglio il settore femminile, caratterizzato dalla presenza illuminante di Jennifer Larmore. La direzione di David Parry è onesta, ma non particolarmente “sottile” e briosa. Un cofanetto per feticisti di Offenbach.
Una nuova “Italiana”

Gioachino Rossini:”L’ITALIANA IN ALGERI” Lorenzo Regazzo (Mustafà), Ruth Gonzalez (Elvira), Elsa Giannoulidou (Zulma), Giulio Mastrototaro (Haly), Lawrence Brownlee (Lindoro), Marianna Pizzolato (Isabella), Bruno De Simone (Taddeo) . Gianni Fabbrini (clavicembalo). Virtuosi Brunensis & Transylvania State Philharmonic Choir, Cluj, direttore, Alberto Zedda. Edizione critica della Fondazione Rossini a cura di Azio Corghi. Registrazione effettuata in occasione della XXth Rossini in Wildbad Festival 2008. 2 CD Naxos Opera Classics – 8660284-85
Bel colpo per la Naxos pubblicare questa edizione registrata “live” dell’Italiana in Algeri perchè ci offre la possibilità di ascoltare, una volta tanto, una produzione con un cast complessivamente di ottimo livello. Sentire un’opera dove ogni interprete è al posto giusto è un evento piuttosto raro oggigiorno! Marianna Pizzolato è eccellente. Inappuntabile nella vocalizzazione, dà a Isabella grande finezza e grande eleganza. In Mustafà Lorenzo Regazzo esegue le colorature con fluidissima nitidezza e sfoggia un fraseggio incisivo e brillante. Lawrence Brownlee offre a Lindoro il suo timbro luminoso, oltre a un accento nitido e vibrante. Ottimo, pur con qualche limite vocale, Bruno De Simone e molto corretto l’Haly di Giulio Mastrototaro. La direzione del veterano Alberto Zedda è brillante e calibrata nella tenuta ritmica, senza cedere a quegli eccessi di velocità che impongono certi direttori, che non rispettano di certo le ragioni del canto, in virtù di una ipotetica autenticità rossiniana. Ottima la qualità della registrazione, pur trattandosi di un “live”. Quindi, tenendo conto che la “Naxos” offre prodotti a un prezzo decisamente contenuto, si può tranquillamente affrontare questo acquisto, sicuramente non deludente.
Andrea Bocelli all’opera

Georges Bizet:”CARMEN” – Marina Domashenko (Carmen), Eva Mei (Micaela), Andrea Bocelli (Don José), Bryn Terfel (Escamillo). Coro e Orchestra di Radio France. Direttore, Myung-Whun Chung – 2 CD Decca, 475 7646
Umberto Giordano:”ANDREA CHENIER” – Andrea Bocelli (Andrea Chénier), Violeta Urmana (Maddalena di Coigny), Lucio Gallo (Carlo Gérard). Orchestra Sinfonica e Coro di Milano “Giuseppe Verdi”. Direttore, Marco Armiliato – 2 CD Decca 478 2382
La Decca immette sul mercato due registrazioni, non recentissime, rispettivamente del 2005 e del 2007 di Carmen e Andrea Chénier nelle quali campeggia a lettere cubitali il nome di Andrea Bocelli. Il chiaro riferimento è per tutti i fans di questo cantante per il quale sono state appositamente create ad hoc queste registrazioni in studio. Un fatto quasi eccezionale, visti i tempi, non certo d’oro, in cui naviga il mercato discografico della musica classica e nel quale assistiamo chiaramente a un numero veramente ridotto di opere realizzate in studio. Dopo le incisioni di Tosca, Bohème, Trovatore, Werther, Cavalleria rusticana e Pagliacci si tenta nuovamente di lanciare Andrea Bocelli come il Don José o lo Chénier ideali. Ancora una volta invece si deve constatare che il cantante toscano, affiancato a solidi professionisti come la Domashenko, o la Mei, o ancora Terfel, la Urmana, Gallo, appare in tutta la sua fragilità vocale. I tecnici del suono non riescono certo a fare miracoli per nascondere la povertà di stile, di colori, di linea di canto di Bocelli che si conferma essere un tenore-pop, tra lui e l’opera c’è un abisso, punto e basta. Non resta che apprezzare le belle direzioni d’orchestra di Whun Chung e Armiliato e le prove dei vari cooprotagonisti, anche se tutti non centratissimi. Auguriamoci che il capitolo Bocelli-opera lirica, sia giunto al capolinea, cosa che dubitiamo fortemente e che rimanga a deliziare i suoi numerosissimi fans con tutti i generi di canzoni che si trovano in giro per il mondo. I veri melomani se lo augurano!
Il salotto di casa Rossini
Jean-Baptiste Wekerlin (1821-1910): “La Laitière de Trianon” (1858) – Yann Beuron (Le Marquis de Brunoy), Joan Rodgers (La Comtesse de Lucienne), Jeff Cohen, pianoforte – 1 cd Opera Rara ORR 245
Gioachino Rossini (1792-1868):“Rossini Songs”: Lawrence Brownlee, Jennifer Larmore, Catherine Wyn-Rogers, Mireille Delunsch, Brindley Sherratt, Mark Wilde. Geoffrey Mitchell Choir. Malcom Martineau, pianoforte – 1 cd Opera Rara 247
Il nome del compositore Jean-Baptiste Wekerlin, non compare nemmeno nei dizionari musicali ma, quando era in vita, è stato uno dei personaggi di maggior spicco nella vita musicale della Parigi del Secondo Impero. Bibliotecario del Conservatorio, ne arricchì il fondo dedicandosi lui stesso alla composizione anche di opere liriche. Tra queste, la casa discografica Opera Rara, ha scelto questa Laitière de Trianon, Opérette de salon in un atto su libretto di Galoppe d’Onquaire e rappresentata per la prima volta nel salotto di casa Rossini il 18 dicembre 1858. Numeri musicali si alternano a dialoghi nel quale si racconta l’incontro tra la Contessa de Lucienne, travestita però da lattaia con il suo promesso sposo, il Marchese di Brunoy. Ovvio che i due non si conosco, come è ovvio il lieto fine dopo una serie di schermaglie amorose. La musica di Wekerlin scivola via garbata, leggera, con richiami allo stile “galante” del XVIII sec. e, diciamolo pure, dopo l’ascolto, non si ha certo l’impressione di aver ascoltato un capolavoro ritrovato. I due protagonisti, Yann Beuron e Joan Rodgers, si dimostrano adeguati ai loro ruoli che interpretano con naturale eleganza. Impeccabile e raffinato l’accompagnamento di Jeff Cohen.
Rimaniamo a casa Rossini, questa volta con una carrellata di una serie di quelle composizioni chiamate dal compositore “Péchés de vieillesse” (Peccati di vecchiaia). Musica da camera di vario genere che, dopo il ritiro a vita privata, Rossini iniziò a produrre a partire dal 1857, all’età di 65 anni. Da questo momento la vita, ma anche la casa del compositore cominciò ad animarsi, diventando un punto di riferimento per il fior fiore della società parigina e per tutti i musicisti e cantanti che transitavano nella capitale. In questo cd troviamo un assaggio di arie, ariette in stile esotico, duetti, quartetti e pagine corali, accompagnate dal pianoforte ma anche dall’harmonium e interpretate da un gruppo di validi e noti nomi del panorama lirico internazionale, quali Mireille Delunsch, Jennifer Larmore e l’astro nascente del firmamento tenorile “belcantista”, Lawrence Brownlee, che spicca con il suo timbro luminoso e il suo svettante registro acuto. Pregevole l’accompagnamento pianistico di Malcom Martineau.


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