<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>GBOPERA &#187; Don Carlo</title>
	<atom:link href="http://www.gbopera.it/archives/tag/don-carlo/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.gbopera.it</link>
	<description>opera magazine</description>
	<lastBuildDate>Wed, 08 Sep 2010 00:12:38 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>&#8220;Don Carlo&#8221; diretto da Von Karajan</title>
		<link>http://www.gbopera.it/archives/2569</link>
		<comments>http://www.gbopera.it/archives/2569#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2009 23:24:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Bagnoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tv e Radio]]></category>
		<category><![CDATA[Don Carlo]]></category>
		<category><![CDATA[Herbert Von Karajan]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gbopera.it/?p=2569</guid>
		<description><![CDATA[Sabato 8 agosto 2009, 3 Sat, ore 20.15, andrà in onda una celebre e anche assai discussa edizione del Don Carlo di Verdi, registrata al Festival di Pasqua di Salisburgo del 1985. Interpreti principali: José Carreras (Carlo), Ferruccio Furlanetto (Filippo II), Piero Cappuccilli (Posa), Fiamma Izzo d&#8217;Amico (Elisabetta), Agnes Baltsa (Eboli)&#8230; direttore e regista, Herbert [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-2570" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2009/08/herbert-von-karajan-266x200.jpg" alt="" width="266" height="200" /><em>Sabato 8 agosto 2009, 3 Sat, ore 20.15</em>, andrà in onda una celebre e anche assai discussa edizione del <em>Don Carlo </em>di Verdi, registrata al Festival di Pasqua di Salisburgo del 1985. Interpreti principali: José Carreras (Carlo), Ferruccio Furlanetto (Filippo II), Piero Cappuccilli (Posa), Fiamma Izzo d&#8217;Amico (Elisabetta), Agnes Baltsa (Eboli)&#8230; direttore e regista, Herbert Von Karajan. Un cast, soprattutto per la scelta delle  voci femminili, assai criticata, ma anche il protagonista, Carreras, mostra qui evidenti  i segni del precoce logoramento vocale. Rimane comunque inalterato il grande magistero direttoriale di Karajan!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gbopera.it/archives/2569/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ritorniamo al &#8220;Don Carlo&#8221;&#8230;</title>
		<link>http://www.gbopera.it/archives/562</link>
		<comments>http://www.gbopera.it/archives/562#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 22 Dec 2008 14:06:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lukas Franceschini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Don Carlo]]></category>
		<category><![CDATA[Opera lirica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gbopera.it/?p=562</guid>
		<description><![CDATA[
 
 

 
 
Dopo aver parlato dell&#8217;&#8221;anteprima giovani&#8221; dell&#8217;opera inaugurale della Scala, eccoci nuovamente a riparlare di questa nuova produzione scaligera che, come spesso accade per le aperture di stagione del massimo teatro italiano, è circondato da plemiche più o meno serie. Quest&#8217;anno è stata l&#8217;improvvisa sostituzione del protagonista, il tenore Giuseppe Filianoti. Alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--[if gte mso 9]><xml> Normal   0 </xml><![endif]--></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2008/12/11zdoncarlo.jpg" ><img class="alignnone size-medium wp-image-563" title="11zdoncarlo" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2008/12/11zdoncarlo-290x193.jpg" alt="" width="290" height="193" /></a></p>
<p><em> </em></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;"> </span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo aver parlato dell&#8217;&#8221;anteprima giovani&#8221; dell&#8217;opera inaugurale della Scala, eccoci nuovamente a riparlare di questa nuova produzione scaligera che, come spesso accade per le aperture di stagione del massimo teatro italiano, è circondato da plemiche più o meno serie. Quest&#8217;anno è stata l&#8217;improvvisa sostituzione del protagonista, il tenore Giuseppe Filianoti. Alla terza rappresentazione, sopite le intemperanze, si può assistere a uno spettacolo che, sebbene non memorabile, si mostra complessivamente interessante,con  una regia e una concertazione pregevoli e conn degli interpreti vocali nell&#8217;insieme sufficientemente adeguati alla complessa partitura verdiana.<br />
<span id="more-562"></span><strong><em><br />
TEATRO ALLA SCALA DI MILANO &#8211; STAGIONE D&#8217;OPERA 2008-2009<br />
</em>&#8220;DON  CARLO&#8221;<br />
</strong>Opera in quattro atti su libretto di François-Joseph Méry e Camille Du Locle<br />
Tradizione italiana di Achille De Lauzières e Angelo Zanardini<strong><em><br />
</em></strong>Musica di<strong> GIUSEPPE VERDI<br />
</strong>Edizione integrale delle versioni in 5 e 4 atti, comprendente gli inediti verdiani, a cura di Ursula Guenther. Revisioni secondo le fonti a cura di U. Guenther e L. Petazzoni.<br />
Nuova produzione del Teatro alla Scala<br />
Cast:<br />
Filippo II di Spagna                   Matti Salminen<br />
Don Carlo, Infante                    Stuart Neill<br />
Rodrigo di Posa                        Dalibor Jenis<br />
Grande Inquisitore                    Anatolij Kotscherga<br />
Un frate                                    Gabor Bretz<br />
Elisabetta di Valois                   Fiorenza Cedolins<br />
Principessa d&#8217;Eboli                   Dolora Zajick<br />
Tebaldo, paggio                       Carla Di Censo<br />
Conte di Lerma                        Cristiano Cremonini<br />
Un araldo                                 Carlo Bosi<br />
Voce dal cielo                          Irena Bespalovaite</p>
<p>Deputati fiamminghi               Filippo Bettoschi, Davide Pelissiero<br />
Ernesto Pannariello, Chae Jun Lim<br />
Alessandro Spina, Luciano Montanaro<br />
Orchestra e Coro del Teatro alla Scala (M.o del coro: Bruno Casoni)<br />
Direttore:<strong>Daniele Gatti<br />
</strong>Regia  e scene di <strong>Stephane Braunschweig<br />
</strong>Costumi di <strong>Thibault van Craenenbroeck<br />
</strong>Luci di <strong>Marion Hewlett</strong></p>
<p><strong>Milano, 12 dicembre 2008</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tutte le serate d&#8217;inaugurazione del Teatro alla Scala, oltre alla tronfia e pedante passerella mondana, hanno da sempre generato polemiche artistiche e musicali, quest&#8217;anno addirittura prima. Il tenore protagonista dell&#8217;opera</strong>, è stato protestato dalla direzione artistica dopo l&#8217;anteprima del 4 dicembre (riservata ai giovani under 26) e sostituito con quello del secondo cast. <strong>Giuseppe Filianoti,</strong> <strong>il sostituito, ha innescato a mezzo stampa una feroce ed ambigua polemica</strong> con il teatro sostenendo che le sui condizioni vocali erano ottime e trovava incomprensibile tale drastica decisione. La Scala, dopo un iniziale silenzio,  a voce dello stesso sovrintendente, affermava che nella recita riservata ai giovani il cantante accusava difficoltà, pertanto si è preferito andare in &#8220;prima&#8221; con l&#8217;altro tenore. <strong>Alla prima</strong>, ( trasmessa in diretta da Radio 3 Rai, Arte e Sky ) <strong>si sono sentite pesanti e violente </strong> <strong>contestazioni rivolte al maestro Gatti ai suoi rientri sul podio</strong> dopo gli intervalli, per poi manifestarsi, al termine, all&#8217;indirizzo di alcuni cantanti. Pare, condizionale d&#8217;obbligo, che la frangia di loggionisti scatenati fossero assoldati da qualcuno. Se cosi fosse l&#8217;azione è decisamente riprovevole, pur non essendo caso isolato nella storia del teatro. D&#8217;altro canto <strong>si resta perplessi per  sulla repentina sostituzione considerato che questo spettacolo, che dovrebbe essere il fiore all&#8217;occhiello del teatro</strong>, con lunghe prove e durante tale periodo nessuno si è mai accorto delle eventuali difficoltà di Filianoti ? Sta di fatto la Scala si perde il terzo tenore di fama internazionale nell&#8217;arco di tre anni e considerata la penuria di voci attuale, non mi pare situazione da sottovalutare. <strong>Assistere al &#8220;Don Carlo&#8221; significa porsi sempre una domanda: quale versione? </strong>E&#8217; risaputo che l&#8217;opera originariamente scritta per l&#8217;Opera di Parigi su testo francese è stata più volte rimaneggiata dallo stesso Verdi, e senza dilungarci in un prolisso e complicato elenco, possiamo distinguere ben 5 versioni, le quali diventano 10 se si considera la relativa traduzione. <a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2008/12/3zdoncarlo1.jpg" ><img class="alignnone size-medium wp-image-564" title="3zdoncarlo1" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2008/12/3zdoncarlo1-160x200.jpg" alt="" width="160" height="200" /></a><strong>La locandina  scaligera</strong> era piuttosto ambigua informando che si eseguiva la versione integrale in 5 e 4 atti con l&#8217;aggiunta degli inediti. Innanzi tutto le due versioni sono molto differenti, pertanto o si opta pur l&#8217;una o per l&#8217;altra, inoltre, la versione in 5 atti comprende l&#8217;atto detto di Fontainebleau, che non è stato eseguito e gli inediti non sono propriamente tali, sia perché eseguiti alla prova generale nel 1867 e poi soppressi dallo stesso Verdi per problemi legati alla lunghezza della partitura, sia perche già eseguiti, ed incisi anche in disco, in altre occasioni.  <strong>Dal programma di sala si poteva capire che era sta scelta la versione ridotta in quattro atti,</strong> <strong>in italiano, del 1884 approntata da Verdi per la Scala,</strong> e denominata appunto &#8220;di Milano&#8221;, con l&#8217;inserimento della scena prima atto III (Elisabetta-Eboli-Coro) della versione originale, ora inserita all&#8217;inizio dell&#8217;atto secondo, e l&#8217;andante di Filippo dopo la morte di Rodrigo &#8220;Chi rende a me quest&#8217;uom&#8221;, atto III, pagina recuperata dall&#8217;autore nel successivo Requiem. Dunque due aggiunte per la durata all&#8217;incirca di dodici minuti circa, ma in teatro è stata forte la sorpresa nel constatare che la scena tra la Regina e la Principessa non è stata eseguita, seppur pubblicata nel libretto di sala. Parecchia confusione tra quanto annunciato e quello eseguito. <strong>Lo spettacolo di Braunschweig non sarà certo memorabile </strong>data la prerogativa minimalista, ma non è  privo di valore e d&#8217;inventiva.  La visione scenica è quasi atemporale (eccezion fatta per i bellissimi costumi di Craenenbroeck) incentrata in una scatola scenica di bianco-nero, nel cui contesto il regista punta all&#8217;interpretazione intimistica dei personaggi, non sempre riuscita. Più  interessante l&#8217;idea di accostare la visione del ricordo, affidata alla presenza di bambini che evocano rapporti remoti ma influenti sul presente.  <strong>Molto belle le scene</strong> di Carlo ed Elisabetta nella foresta, o quella in cui il bambino &#8220;sosia&#8221; di Rodrigo  porge la spada a Filippo nell&#8217;autodafé. Il regista analizza molto il dramma famigliare, e appare emblematica la scena in cui entra il re seguito da Elisabetta bambina, oppure il duetto finale e successiva morte di Carlo sulla tomba di Carlo V, ma la recitazione dei  singoli cantanti non spicca in modo particolare. Eccessivi, a mio parere, l&#8217;immolazione del  Rodrigo-fanciullo  nel finale atto III e  i costumi moderni, da guerra civile spagnola, indossati dal coro,  nel tentativo di creare un&#8217;inutile correlazione tra due epoche anche se segnate dall&#8217;oppressione. <strong>Gatti concerta con sicurezza e padronanza, tenendo bene il filo drammaturgico</strong>, ogni tanto si lascia sfuggire occasioni paradossali per emergere, l&#8217;inerte attacco della canzone del velo e certi momenti dell&#8217;autodafé, mentre ricama un preludio atto I e III da manuale. <strong>Stuart Neill</strong> <strong>ha voce piena ed abbondante, sicuro, talvolta </strong>raffinato e tralascio ogni commento sul suo aspetto fisico: che dovremo dire  allora di alcuni  &#8220;big&#8221; del passato?<strong> Fiorenza Cedolins è vocalmente duttile</strong> e di spessore,  con registro acuto particolarmente duro, ma  molto  distaccata e inespressiva (miglior momento il quartetto del III atto)  glissa un po&#8217; sulla cadenza dell&#8217;aria  &#8220;Tu che le vanità&#8221;. Di <strong>Matti Salminen</strong> constatiamo l&#8217;inesorabile passare del tempo e valgono poco le buone intenzioni espressive a nascondere una voce dura ed usurata. e <strong>Dalibor Jenis</strong>, è un cantante corretto ma del tutto estraneo alla vocalità che il ruolo richiede, sia per spessore vocale che per fraseggio ed accenti.  Imbrazzante il Grande Inquisitore di <strong>Anatolji Kotscherga</strong> , mentre <strong>Dolora Zajick</strong> si è fatta apprezzare  per l&#8217;intenso &#8220;Don fatale&#8221; calibrato e con voce ancora sicura, mentre era parsa molto guardinga  nel terzetto  dell&#8217;atto II e soprattutto nella &#8220;canzone del velo&#8221;. Buone le prestazioni di <strong>Carla di Censo</strong> e del frate interpretato da <strong>Gabor Bretz</strong>, impeccabili nel loro breve intervento i deputati fiamminghi e di grande levatura l&#8217;impegno del coro. Pubblico molto attento e partecipe, non prodigo d&#8217;applausi (solo Salminen e la Zaijck ricevono un tributo al termine delle relative arie) ma cortese e senza voci di dissenso.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gbopera.it/archives/562/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>All&#8217;anteprima del &#8220;Don Carlo&#8221; Scaligero</title>
		<link>http://www.gbopera.it/archives/546</link>
		<comments>http://www.gbopera.it/archives/546#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 06 Dec 2008 15:27:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Bagnoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Don Carlo]]></category>
		<category><![CDATA[Opera lirica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gbopera.it/?p=546</guid>
		<description><![CDATA[
Ecco le prime impressioni sull&#8217;opera inaugurale della Scala, nella cronaca dell&#8217;amico Emanuele Dominioni  che così ci racconta:&#8220;Un teatro gremito per un&#8217;iniziativa lodevole sotto ogni punto di vista, che andrebbe ripetuta per ogni titolo in cartellone, data l&#8217;enorme affluenza di pubblico e il grande successo che lo spettacolo ha avuto. Personalmente l&#8217;ottima posizione in cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2008/12/teatroallascala1.jpg" ><img class="alignnone size-medium wp-image-549" title="teatroallascala1" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2008/12/teatroallascala1-290x195.jpg" alt="" width="290" height="195" /></a><br />
Ecco le prime impressioni sull&#8217;opera inaugurale della Scala, <strong>nella cronaca dell&#8217;amico</strong> <strong>Emanuele Dominioni </strong> che così ci racconta:<em>&#8220;Un teatro gremito per un&#8217;iniziativa lodevole sotto ogni punto di vista, che andrebbe ripetuta per ogni titolo in cartellone, data l&#8217;enorme affluenza di pubblico e il grande successo che lo spettacolo ha avuto. Personalmente l&#8217;ottima posizione in cui ero (platea centrale), mi ha permesso di godere appieno delle molte attrattive e punti forti che lo spettacolo offriva sia scenicamente che musicalmente; ed è anche per questo che posso affermare che sia una delle migliori rappresentazioni operistiche viste dal sottoscritto finora. Ma tralasciando ogni dettaglio autobiografico ecco vi qui quanto è stato.</em><br />
<span id="more-546"></span> <strong>&#8220;DON CARLO&#8221;<br />
</strong>Opera in quattro atti. Libretto di François-Joseph Méry e Camille Du Locle.<br />
Traduzione italiana di Achille de Lauzières e Angelo Zanardini<br />
Musica di <strong>Giuseppe Verdi</strong><em><strong><br />
</strong>Il cast:<br />
Filippo II                                     Ferruccio Furlanetto<br />
Don Carlo                                  Giuseppe Filianoti<br />
Rodrigo, Marchese di Posa              Dalibor Jenis<br />
Il grande inquisitore                  Anatolij Kotscherga<br />
Un frate                                                        Diogenes Randes<br />
Elisabetta                                                  Fiorenza Cedolins<br />
Eboli                                                                 Dolora Zajick<br />
Tebaldo                                                        Carla Di Censo<br />
Conte di Lerma                                 Cristiano Cremonini<br />
Araldo reale                                           Carlo Bosi</em><br />
<em>Voce dal cielo                                    Julia Borchert</em></p>
<p>Direttore:               <strong>Daniele Gatti</strong><br />
Regia e scene <strong> Stéphane Braunschweig</strong> &#8211; Scenografo collaboratore: <strong>Alexandre de Dardel</strong><br />
Costumi:                <strong>Thibault van Craenenbroeck</strong> -  Luci:<strong>Marion Hewletti</strong></p>
<p><em><strong>Milano, Teatro alla Scala, 4 dicembre 2008</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Parto subito dalla parte registica e scenografica che ha destato unanime consenso almeno per quanto ho </strong>potuto sentire e vedere. <a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2008/12/dettaglio_doncarlo.jpg" ><img class="alignnone size-medium wp-image-547" title="dettaglio_doncarlo" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2008/12/dettaglio_doncarlo-220x200.jpg" alt="" width="220" height="200" /></a><strong>Una scenografia minimal per ciò che concerne elementi e apparati scenici,che lasciava molto spazio ai movimenti e dava un&#8217;aura di leggerezza inusuale</strong> per quest&#8217;opera posta comunemente sulla stessa scia ideale dei vari Trovatore,La forza del destino e Macbeth ,opere oscure, che paiono talvolta ambientate solo di notte (quindi sempre e comunque &#8220;nere&#8221;, allestimento tradizionale o no). <strong>Allestimento nuovo anche in questo senso,che senza stravolgere</strong> <strong>alcunché, ha però il merito di reinventare una concezione paludata</strong> e anche un pò datata dell&#8217;opera. <strong>Fra gli elementi di &#8220;tradizione&#8221; , sul piano materiale è giusto citare i costumi d&#8217;epoca</strong> (veramente belli e mai troppo sfarzosi) ; idealmente invece, la presenza dei bambini che corrispondevano a 3 dei 5 protagonisti (Carlo,Elisabetta e Rodrigo).<br />
<a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2008/12/r__p__tmisanthropedsc_0038.jpg" ><img class="alignnone size-medium wp-image-548" title="r__p__tmisanthropedsc_0038" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2008/12/r__p__tmisanthropedsc_0038.jpg" alt="" /></a><strong>L&#8217;aspetto che il regista ha tenuto più a sottolineare era infatti quello nostalgico</strong>, tanto presente nel dramma in questione. In questo senso andavano lette le numerose presenze didascaliche dei bambini in diversi punti dell&#8217;azione, nonchè l&#8217;immagine della foresta di fointanebleau sul fondo. Bella l&#8217;idea di porre, nella scena dell&#8217;autodafè,una sorta di collegio di cardinali che stavano seduti su alti scranni circondando la folla, un po&#8217; meno quella di far comparire Carlo V vivo e vegeto e farlo avanzare fino al proscenio camminando tranquillamente, in modo che Don Carlo potesse appoggiarsi a lui senza troppi effetti speciali.<br />
<strong>Gli interpreti:</strong><br />
<a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2008/12/6a00d83451c83e69e200e54f285d698834-800wi.jpg" ><img class="alignnone size-medium wp-image-550" title="6a00d83451c83e69e200e54f285d698834-800wi" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2008/12/6a00d83451c83e69e200e54f285d698834-800wi-208x200.jpg" alt="" width="208" height="200" /></a><strong>Ferruccio Furlanetto (Filippo II)</strong> <strong>assolutamente strepitoso</strong>. Un artista di gran mestiere, una voce che non tradisce le aspettative del pubblico, per colui che fu l&#8217;ultimo Filippo di Von Karajan, e che si conferma un cantante come pochi lo sono oggi. <strong>Un personaggio che pare cucito addosso a lui,</strong> per temperamento,presenza scenica e impasto vocale. Ascoltatelo vent&#8217;anni fa e poi oggi,è davvero difficile stabilire quale sia la migliore esecuzione. <strong>A lui la palma del migliore della serata.</strong><br />
<strong>Altra grande acclamata è stata Dolora Zajick</strong>,sicuramente <strong>la migliore nel cast femminile.</strong> Ha 57 anni e non lascia presagire alcuna smagliatura vocale né cedimenti stilistici di rilievo. Si conferma per quelli che sono sempre stati suoi pregi e difetti, e sono quasi sicuro che, ad oggi, i primi superino di gran lunga i secondi. Inutile quindi soffermarsi sulla pronuncia poco chiara o altre inezie simili; in tal caso di voce ce n&#8217;è eccome, e la parte della principessa infida le calza se non a pennello, almeno molto bene. <strong>Fra le due arie, meglio O don fatale, più nelle sue corde e nel suo stile. La più applaudita in ogni caso.<br />
</strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2008/12/jenis-foto-x-sito.jpg" ><img class="alignnone size-medium wp-image-551" title="jenis-foto-x-sito" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2008/12/jenis-foto-x-sito-138x200.jpg" alt="" width="138" height="200" /></a><strong>Una lieta sorpresa per me è stato il Rodrigo di Dalibor Jenis</strong>. Mai ascoltato prima di ieri, ma davvero un cantante su cui riporre le nostre speranze per il futuro. Una vocalità che a tratti ricordava Dietrich Fischer-Dieskau, sia per l&#8217;eleganza nel fraseggio che per la corposità dello strumento. Assolutamente a suo agio nel personaggio del marchese anche grazie a tratti fisici e somatici da vero &#8220;grande di spagna&#8221;. Meglio nel duetto del primo atto con Carlo e in quello con Filippo. Meno carismatico nell&#8217;aria, ma comunque corretto. C&#8217;è da dire che il calo di rendimento vocale ha condizionato tutti i protagonisti verso la fine.<br />
<strong>Discreta la prova di Giuseppe Filianoti</strong>. Un tenore che personalmente non mi aspettavo per quest&#8217;opera,conoscendo anche poco la sua carriera. Vedendolo due o tre anni fa nel Mosè, non me lo sarei atteso oggi in Don Carlo (ma nel frattempo qualcosa sarà pur cambiato credo e spero, per giustificare questa scelta).<strong>Chiaramente si è difeso come poteva. Una vocalità la sua molto mobile ma non potentissima</strong>, <strong>che in questo contesto peccava di carenza di un peso vocale specifico</strong> . Un fraseggio energico e una forte immedesimazione (anche troppo ostentata) nella parte dell&#8217;infante isterico, che è Don Carlo, non possono però sopperire ai limiti che la sua voce ad oggi porta con sé almeno per questo tipo di ruoli, per cui secondo me, c&#8217;è ancora tempo. Il già citato calo di rendimento ha colpito soprattutto lui nell&#8217;ultimo atto: si avvertiva palesemente la fatica del reggere lo spartito verdiano.<br />
<strong>Ora le note dolenti</strong>,che pure non hanno offuscato il successo della serata ma  che comunque lascia <strong>aperto l&#8217;eterno quesito sulla scelta dei cast alla Scala .</strong> Parliamo di <strong>Fiorenza Cedolins</strong>. Devo dire che i miei timori verso di lei si sono rivelati fondati. <strong>Un ruolo, quello di Elisabetta  che</strong> <strong>dopo tutto le starebbe anche bene,in quanto arride al suo temperamento e nella sua vocalità, </strong>se però non ci fossero vistosi difetti e precoci cedimenti vocali per una cantante, che all&#8217;età di 42 anni non mi pare proprio ci abbia lasciato delle perle memorabili finora. Una voce che si sente poco e risulta spesso intubata, stentorea anche negli smorzamenti e veramente ai propri limiti negli acuti della pur limitata parte (essendo oltretutto qui presentata qui l&#8217;edizione in quattro atti). Si è portata alla fine senza rischiare molto e aiutata comunque da un&#8217;interpretazione ben calibrata e un espressività vocale efficace per quando richiesto.Buona la prova del basso Anatolij Kotscherga, un grande inquisitore vestito da papa, dotato di una voce profonda e sonora anche se non proprio bella e pregnante,comunque adatto alla parte.<strong>Degni di nota il Tebaldo di Carla Di Censo e il frate di Diogenes Randes.</strong><br />
<a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2008/12/gatti01g.jpg" ><img class="alignnone size-medium wp-image-553" title="gatti01g" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2008/12/gatti01g-260x200.jpg" alt="" width="260" height="200" /></a> <strong>Daniele Gatti  si dimostra davvero un grande direttore.</strong> Mantiene tempi e dinamiche corretti e scevri da effetti estetici inutili o disgiunti dalla frase musicale. Una lettura coerente,vibrante e che teneva insieme ogni elemento dell&#8217;esecuzione, senza opprimere i cantanti in alcun modo. L&#8217;edizione scelta ,priva dell&#8217;<em>atto di Fontainebleau</em> ,non comprendeva i ballabili  del secondo atto ma comunque veniva presentava come &#8221; edizione integrale delle  varie versioni in quattro e cinque atti,comprendenti gli inediti verdiani&#8221; come  recitava la locandina.<br />
<strong>Emanuele Dominioni</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gbopera.it/archives/546/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>7 dicembre 2008&#8230;Tutti alla Scala!</title>
		<link>http://www.gbopera.it/archives/544</link>
		<comments>http://www.gbopera.it/archives/544#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 06 Dec 2008 12:43:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Bagnoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tv e Radio]]></category>
		<category><![CDATA[Don Carlo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gbopera.it/?p=544</guid>
		<description><![CDATA[
I canali televisivi satellitari ARTE ( a partire dalle ore 19) e CLASSICA (dalle ore 18, ma solo per gli abbonati SKY), manderanno in onda il Don Carlo inaugurale della stagione scaligera 2008/09. Interpreti principali: Fiorenza Cedolins, Dolora Zaijic, Ferruccio Furlanetto, Stuart Neil che sostituisce &#8220;l&#8217;indisposto&#8221;, ma in realtà, pare rimosso, Giuseppe Filianoti (ma chi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2008/12/don_carlo_dettaglio_finale2.jpg" ><img class="alignnone size-medium wp-image-545" title="don_carlo_dettaglio_finale2" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2008/12/don_carlo_dettaglio_finale2-220x200.jpg" alt="" width="220" height="200" /></a><br />
I canali televisivi satellitari <strong>ARTE</strong> <strong>( a partire dalle ore 19)</strong> e <strong>CLASSICA </strong>(<strong>dalle ore 18, ma solo per gli abbonati SKY), </strong>manderanno in onda il <em>Don Carlo</em> inaugurale della stagione scaligera 2008/09. Interpreti principali: <strong>Fiorenza Cedolins, Dolora Zaijic, Ferruccio Furlanetto, Stuart Neil </strong>che sostituisce &#8220;l&#8217;indisposto&#8221;, ma in realtà, pare rimosso, <strong>Giuseppe Filianoti</strong> (ma chi ha deciso che Flianoti fosse il protagonista ideale? Visto che all&#8217;ultimo <em>Don Carlo </em>scaligero, lo stesso Pavarotti no si era dimostrato tale)<strong>, Dalibor Jenis.</strong> Direttore:<strong>Daniele Gatti</strong>. Regia: <strong>Stéphane Braunschweig. </strong>In scena la versione italiana del 1884 (la più breve delle cinque conosciute) curata da Verdi per la Scala.Durata dello spettacolo: 4 ore e 10&#8242;. Una sola considerazione: scandaloso che la televisione italiana ignori, come sempre questo evento culturale.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gbopera.it/archives/544/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
