“Il Re” di Umberto Giordano

09_08_06_dvd_ilre_operaUmberto Giordano (1867-1948) :”IL RE” (1929) Novella in tre quadri di Giovacchino Forzano -  Giuseppe Altomare ( Il Re), Patrizia Cigna (Rosalina),  Fabio Andreotti (Colombello), Francesco Facini (Il mugnaio)….Coro Lirico “Umberto Giordano”, orchestra sinfonica di Capitanata. Direttore, Gianna Fratta. Regia, scene e costumi di Nucci Ladogana. Reg. 2006 – 1 DVD – BONGIOVANNI, 2009.  Libretto con note in italiano, sottotitoli in italiano e inglese. Ultimo lavoro teatrale di Umberto Giordano che, dopo aver perlustrato i più disparati soggetti drammaturgici, per questo suo ultimo lavoro si cimenta nel melodramma fiabesco. La vicenda, assai semplice, ruota attorno alla capricciosa Rosalina che,  invaghita del Re, manda all’aria il suo matrimonio con Colombello. Il sovrano finge di acconsentire al desiderio della giovana, la invita nelle sue stanze ma, quando   svestite le sue sontuose vesti  le si presenta davanti, in tutta la sua vecchiaia, Rosolina ritorna in se e, senza indugi, torna da Colombello.  L’opera, andò in scena, con grande successo, al Teatro alla Scala il 12 gennaio 1929 con un cast di primor’ordine: Toti Dal Monte (Rosalina), Enzo De Muro (Colombello), Armando Crabbè (Il re), Tancredi Pasero (il mugnaio), Angelica Cravcenco (sua moglie). Dirige Arturo Toscanini. Nella stessa serata vengono proposti Pagliacci con Rosetta Pampanini e Aureliano Pertile.  L’esecuzione che ci viene proposta in questo dvd, registrata al teatro “Giordano” di Foggia,  risale al gennaio 2006 e la possiamo definire dignitosa, considerando la povertà di mezzi che  la caratterizzano. Patrizia Cigna è una Rosolina persuasiva, il resto del cast riesce a portare alla fine l’opera senza troppi danni. La direzione orchestrale di Gianna Fratta è attenta e non manca di senso del teatro. Semplice e tradizionale la messa in scena firmata da Nucci Ladogana. Concludendo, uno spettacolo decoroso che sicuramente ha il pregio di portare a una maggiore conoscenza questa bella partitura di Giordano.

“Marco Polo” di Tan Dun

Tan Dun (n.1957): “MARCO POLO” – Charles Workman (Polo),  Sarah Castle (Marco), Stephane Richardson (Kubilai Khan), Nancy Allen Lundy (l’acqua), Zhang Jun ( prima ombra, Rustichello, Li Po), Capella Amsterdam, Orcherstra da camera olandese. Direttore: Tan Dun, regia di Pierre Audi. reg. 13 & 18 novembre 2008 all’Het Muziektheater di Amsterdam. 1 DVD Opus Arte, 2009 (sottotitoli  anche in italiano)
L’opera Marco Polo del compositore cinese Tan Dan, è stata rappresentata per la prima volta alla Biennale di Monaco di Baviera nel 1996 per poi essere ripresa in numerosi teatri europei e americani. L’edizione che vediamo in questo video si rifà a una riproposta della partitura ad Amsterdam del novembre 2008. Dirige lo stesso autore con un’ottima compagnia di canto capeggiata dal bravo tenore Charles Workman. Parlare di opere contemporanee è sempre piuttosto difficile, soprattutto in un Paese come il nostro dove, in sostanza, il pubblico difficilmente si mostra sensibile alla produzione musicale del dopo Puccini.  Non a caso i cartelloni dei nostri teatri, in particolare in epoca di crisi, più che mai puntano su titoli di grande repertorio.  Ma torniamo a Tan Dun.  Marco Polo non è certo un’opera facilissima, già dal fatto che il celebre viaggiatore veneziano e le su avventure cinesi, sono trattate in modo assolutamente onirico: il protagonista è sdoppiato in due: Marco (mezzosoprano), rappresenta l’azione, Polo (tenore), la memoria. Non vi è una trama vera e propria, ma un susseguirsi di evocazioni  di luoghi e situazionie filtrate dalla mente.  In quanto alla musica, Tan Dun è sicuramente il rappresentate musicale di maggior spicco di una cultura che  è più che mai multietnica. L’incontro Oriente-Occidente è ben evidente: strumenti tipici, ma anche la vocalità “armonica”, tipicamente  orientale, vanno a confluire con la tradizione occidentale, rappresentata dall’orchestra classica, da un modernismo che spazia da Mahler a Messiaen  e da un lirismo che evoca un po’ il mondo del “Musical”. Il risultato, pur nella sua non facilissima ricezione, non è privo di fascino.  Lo spettacolo, firmato da Pierre Audi è stilizzato, ma evocativo e non privo di spettacolarità e si sposa bene con i colori della musica. Un teatro, quello di Tan Dun, sicuramente da scoprire. Fondamentali i sottotitoli in italiano e gli extra, con il backstage dello spettacolo.

In dvd l’ “Ermione” dal ROF

Gioachino Rossini (1792-1868) “ERMIONE”Sonia Ganassi (Ermione), Marianna Pizzolato (Andromaca), Gregory Kunde (Pirro), Antonino Siragusa (Oreste), Ferdinand von Bothner (Pilade)… Coro da camera di Praga, Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, direttore Roberto Abbado, regia di Daniele Abbado. 2 DVD “Dynamic” – 2009  – 2 ore e 23′. Quando nel 1987 Ermione ricomparve al “Rossini Opera Festival”,  oltre a scoprire una straordinaria partitura,  ingiustamente caduta nell’oblio,  ci si rese conto che a quelle serate pesaresi, non avrebbero potuto avere luogo se non ci fossero stati due straordinari cantanti, quali Chris Merritt (Pirro) e Rockwell Blake (Oreste). Due fuoriclasse al top delle loro possibilità vocali, che affrontarono le difficoltà quasi disumane dei loro ruoli e, caso più unico che raro, superarono di molto le partner femminili, Montserrat Caballé (Ermione) e Marilyn Horne (Andromaca), non certo in uno dei loro momenti migliori, soprattutto la Caballé. Dopo Pesaro Ermione non cadde nuovamente nell’oblio, ma sicuramente non entrò in repertorio,  perchè in ogni caso ci si trovava ad avere a che fare con un partitura troppo “esigente” in fatto di interpreti. Allo stesso ROF vi ritorna solo dopo 11 anni, nell’estate del 2008, in questa nuova produzione che vede la presenza dei cugini Abbado: Roberto, sul podio, Daniele alla regia.  Il primo dirige con grande vigore e partecipazione, il secondo ci consegna uno spettacolo piuttosto stilizzato, ma nel complesso efficace, anche se ormai si comincia ad essere stanchi di attualizzazioni visive. Riguardo alla parte vocale, diciamo subito che la dominatrice è Sonia Ganassi. Il mezzosoprano emiliano, che da qualche anno ha affrontato ruoli  “Colbran”  de La donna del lago, Elisabette, regina d’Inghilterra e ora questa Ermione, si getta anima e corpo, ma anche con grande rigore stilistico nell’affrontare questo temibile ruolo e ne esce sicuramente vincitrice.  L’altra voce femminile, Marianna Pizzolato, presta al personaggio di Andromaca il suo bel velluto vocale e una tecnica sicura. Veniamo alle voci maschili, quelle che, abbiamo detto sono messe a più dura prova in questa partitura. Gregory Kunde non è certo al meglio della sua forma vocale, riesce però, con un accento incisivo a essere sufficientemente credibile. Antonino Siragusa non ha dalla sua uno strumento gradevolissimo, ma la tecnica è solida e le asperità  del ruolo sono superate con una certa disinvoltura.  Un’edizione complessivamente valida, anche perchè, non abbiamo altri riferimenti in dvd, se non l’edizione di Glyndebourne del 1995, nella quale gli unici elementi di interesse erano l’Ermione di Anna Caterina Antonacci, l’Oreste di Bruce Ford e la messa in scena, ben più accattivante di questa, di Graham Vick.

Regine e…duchesse

In questa rubrica dedicata alle novità audio e video di opere e recitals lirici, ho pensato di dare un’occhiate ad alcune recenti pubblicazioni  in dvd dedicati a opere serie donizettiane.  Partiamo con un Roberto Devereux (edito dalla “Naxos”, anche in in cd),registrato al Teatro “Donizetti” di Bergamo nel settembre del 2006, con la presenza di Dimitra Theodossiu, quale Elisabetta. Uno spettacolo decisamente tradizionale  con la regia di Francesco Bellotto e le scene e i costumi di David Walker (l’allestimento è dell’Opera di Roma). Meglio vedere un  Devereux in stile elisabettiano che certe riletture strampalate di stampo tedesco(ad esempio quella di Monaco di Baviera, con la Gruberova, donna manager, secono l’idea malsana del famigerato Christoph Loy). Qui tutto fila liscio, secondo libretto.  Marcello Rota, che utilizza la versione originale di Napoli del 1837, senza la bella sinfonia, scritta in un secondo tempo da Donizetti, dirige con sensibilità e con un certo piglio drammatico. La Theodossiu è sicuramente una cantante dotata di non comuni mezzi vocali,  utilizzati talvolta in modo poco appropriato e, di conseguenza, con  esiti molto  alterni se non addirittura discutibili.  Anche qui, assistiamo a scivoloni di gusto a emissioni  e a una linea di canto disordinata. Solo nel finale dell’opera, nell’aria “Vivi,ingrato” ci offre un bel momento di canto ed equilibrio interpretativo. Il  resto del cast?  Possiamo definirlo “onesto” . Troviamo il Deverux di Massimiliano Pisapia ( gli si poteva evitare di insaccarlo in una ridicola camicia bianca !), la Sara di Federica Bragaglia (vocalmente in affanno) e il duca di Nottingham di Andrew Schroder (con un trucco, efficace in teatro ma che, in video, lo rendono un mostro!).
E’ stata invece registrata allo Sferisterio di Macerata, precisamente  il 3 agosto 2007, la Maria Stuarda ancora sotto etichetta “Naxos”. Produzione “marchiata” Pizzi, con le “solite” scene monocramitiche essenziali (praticabili e scale grigio scuro), con cambi inestistenti per tutta l’opera,  sontuosi costumi tardo rinascimentali (non stile elisabettiano e anche qui poco colore). Il “solito” Pizzi che, da qualche anno a questa parte, sforna spettacoli “fotocopia”. Frizza dirige come se dovesse prendere il treno, proovocando un certo disagio ai cantanti, peraltro non eccelsi.  Partiamo da Maria Pia Piscitelli una Stuarda dai tratti più drammatici che lirici. Voce di bel timbro, se vogliamo adatto alla parte, ma  non  naturalmente “belcantista”. La gamma dei colori è scarsa e  l’emissione è piuttosto rigida,  tesa in alto e sinceramente trovo che Donizetti non sia proprio “pane per i suoi denti”. Laura Polverelli è una Elisabetta un po’ sopra le righe, con ben poco di regale e vocalmente a disagio.  In quanto al Leicester di  Roberto De Biasio lo si può solo lodare per le buone intenzioni, perchè in realtà lo strumento vocale lo smentisce e questo ruolo gli sta decisamente stretto. Dignitosi Simone Alberghini (Talbot) e Mario Cassi (Cecili). Un’edizione assolutamente inutile!
Torniamo al Teatro “Donizetti” di Bergamo, qui nel novembre, dicembre 2007 è stata registrata Lucrezia Borgia e anche questa pubblicata in video dalla “Naxos”. Una cooproduzione con il Teatro “Regio” Torino, con la regia di Francesco Bellotto, le scene di Angelo Sala e i costumi di Cristina Aceto ( sontuosi ma brutti. Da notare la terribile parrucca  della Borgia, in stile  Moira  Orfei nel Prologo!) . Uno spettacolo senza infamia e senza lode, con una chicca: la presenza di  ridicoli fantasmi-zombie che compaiono qua e la, nel corso dell’opera e che rappresentano  il cupo passato della protagonista. Ritroviamo qui Dimitra Theodossiou. Non si può fare a meno di notare come i momenti più tesi e drammatici,  la mettano a disagio e anche il canto di coloratura sia piuttosto artefatto (la cabaletta del finale dell’opera è un chiaro esempio di ciò).  E’ comunque l’elemento migliore di questa edizione! Direttamente dalla Stuarda di Macerata, ritroviamo il tenore Roberto De Biasio nel ruolo di Gennaro. Che dire? Non si può che confermare quanto sia approssimativa la tecnica di questo cantante. La situazione non migliora con il basso Enrico Giuseppe Iori timbro bello, ma ingolato e strozzato in alto.  Nidia Palacios (con un caschetto biondo da fare accapponare la pelle!) interpreta Maffio. Soprano? Mezzosoprano? Nulla di ciò.  E’ una signora che canta con certo garbo,  e  arrangiandosi come può, porta a fine lo spettacolo. Ciliegina sulla torta, la direzione di Tiziano Severini, senza capo ne coda,  tutti allo stato brado! In conclusione? Un disastro.
Dall’ etichetta ‘”Arthaus”   ci viene invece  la Maria Stuarda registrata nel gennaio 2008 alla Scala di Milano , trasmessa recentemente anche da Rai tre. Parlavamo poco sopra  di spettacoli “fotocopia”  e  riguardo  a questa Stuarda possiamo dire di assistere a una sorta di  revisione dell’allestimento di Macerata.  Impostazione scenica e costumi sono sulla falsariga di quello spettacolo se non pressochè identici ! Una’operazione ne brutta nè bella,  ma sicuramente senza idee.  Ci si consola almeno con la presenza della nostra e ancora indiscussa regina del “belcanto”, la già  sessantenne Mariella Devia. Ancora una volta non si può che togliersi tanto di cappello davanti a questa ennesima lezione di stile e tecnica che vanno aldilà dei suoi limiti interpretativi.  Le si oppone la regalità scenica di Anna Caterina Antonacci. Sono noti i limiti vocali di questa cantante, soprattutto nel registro acuto, ma il colore vocale, l’accento e la naturale autorevolezza ne fanno una Elisabetta comunque sia credibile.Del Leicester di  Francesco Meli si apprezza il bel timbro vocale e slancio, Simone Alberghini (Talbot) e Piero Terranova (Cecil) svolgono diligentemente il loro compito. Voglio però spendere una nota per l’Anna Kennedy  alla quale Paola Gardina riesce a dare un carattere e una personalità scenica, dal che si deduce che si possono ben caratterizzare anche le parti di fianco…e non “minori” ! Antonino Fogliani non va aldilà di una corretta routine. Una conclusione?….Beh, sono quasi convinto che il canto, o meglio il “belcanto” come viene genericamente denominato il melodramma pre verdiano, non sta attraversando uno dei suoi periodi migliori.

“Tutti in maschera” di Carlo Pedrotti

Carlo Pedrotti (1817-1893), “TUTTI IN MASCHERA” (1856), commedia lirica in tre atti su libretto di Marco Marcelliano Marcello dalla commedia “L’impresario delle Smirne” di C.Goldoni. Paolo Bordogna (Abdalà), David Sotgiu (Emilio), Yolanda Auyanet (Vittoria), Domenico Colaianni (Don Gregorio), Annarita Gemmabella (Dorotea)…Coro del Teatro dell’Opera Giocosa. Orchestra Sinfonica di Sanremo e della Liguria. Direttore: Giovanni Di Stefano, regia di Rosetta Cucchi, scene di Federico Bianchi, costumi di Claudia Pernigotti. reg.2007. 1 DVD  “Bongiovanni”, 2008 (sottotitoli, italiano,inglese).
Il compositore e direttore d’orchestra veronese Carlo Pedrotti, in un’epoca che vedeva il dominio pressochè assoluto di Verdi, riuscì a conquistarsi un proprio spazio e buona fetta di successo. Non a caso questa Tutti in maschera, rappresentata a Verona il 4 novembre 1856, venne reputata come une opere “buffe” più importanti del XIX sec.  A un ascolto moderno, non si può negare a questa partitura una indubbia godibilità e freschezza,  pur in una struttura musicale fortemente tradizionale tutta costruita a numeri chiusi, addirittura con recitativi “secchi”! A partire dalla bella sinfonia, per passare ad arie di gusto “serio”, come quelle affidate a Emilio e Vittoria, a quelle tipicamente “buffe” cantate da Don Gregorio e Abdalà, l’opera scivola via con piacevolezza e questa ripresa savonese ne dimostra l’immutata tenuta teatrale.  Spettacolo di impostazione tradizionale, semplice, ma efficace, affidato a un’ottima e disinvolta compagnia di cantanti, vivacemente diretta da Giovanni Di Stefano.

“Don Giovanni” di Mozart

Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791):”DON GIOVANNI” Opera in due atti. Simon Keenlyside (Don Giovanni), Kyle Ketelsen (Leporello), Eric Halfvarson (Il Commendatore), Marina Poplavskaya (Donna Anna),  Joyce Di Donato ( Donna Elvira), Ramon Vargas (Don Ottavio), Miah Persson (Zerlina), Robert Gleadow (Masetto). Coro e Orch. del Covent Garden di Londra. Direttore: Charles Mackerras, regia di Francesca Zambello, scene e costumi di Maria Bjornson. 2 DVD Opus Arte, 2008 – 3 ore e 22′. (sottotitoli in italiano)
Questa nuova edizione in dvd del capolavoro mozartiano si colloca con onore nell’ormai lungo elenco di edizioni in video. A partire dall’edizione di Salisburgo del 1954, diretta da Furtwaengler, ormai abbiamo un numero consideravole di interpretazioni e letture di questa emblematica partitura. Ma veniamo a parlare di questa produzione londinese del 2002, filmata in una ripresa del settembre 2008. Francesca Zambello, da sempre è una regista che offre tradizione e modernità in un giusto mix. Ci conferma che si possono offrire delle chiavi di lettura di una partitura,  teatralmenti efficaci , senza cadere in astruse e cervellotiche analisi psicanalitiche. Qui  si ammira un gioco attoriale straordinario. Nulla è casuale e banale. Ogni rapporto tra i personaggi è acuratissimo e allo stesso tempo moderno, per nulla manierato, anche se i suddetti personaggi vestono abiti (bellissimi i costumi di Maria Bjornson)  con attinenze Settecentesche, ma non solo. Un effetto “senza tempo” che si presta benissimo all’universalità di quest’opera. Un gioco teatrale efficacissimo al quale coincide un’altrettanta cura dei recitativi. Capita di rado di sentire una cura così attenta al l’espressività del recitativo: finalmente si è vicini al “parlato”. Parola nitida dunque, così, come nitida e incisiva è la direzione del veterano Charles Mackerras. Cast di prim’ordine. Felino, istrionico, carnale e  con tocco di demoniaco il Don Giovanni di Simon Keenlyside che trova nello straordinario Leporello di  Kyle Ketelsen  una sorta di alter ego,  un  emulatore cialtrone.  Vocalmemte un po’ sottotono la Donna Anna di  Marina Poplovskaya,  unico elemento fragile della compagnia, che è però interprete molto convincente. Joyce Di Donato, Donna Elvira ha la giusta dose di asprezza, che si addice al personaggio. Bella linea di canto  e nobilità di accenti per il Don Ottavio di Ramon Vargas. Perfetta la coppia Zerlina , Masetto composta da Miah Persson e Robert Gladow.  Giustamente imponente il Commendatore di Eric Halfvarson.  In conclusione, un’edizione questa che, a parer mio, si colloca ai primi posti nella storia   della produzione in video del capolavoro mozartiano.

“Tamerlano” di Handel

Georg Friedrich Handel:”TAMERLANO” Opera in tre atti.  Placido Domingo (Bajazet), Monica Bacelli (Tamerlano), Ingela Bohlin (Asteria), Sara Mingardo (Andronico), Jennifer Holloway (Irene), Luigi De Donato (Leone). Orchestra del Teatro Real di Madrid, direttore: Paul McCreesh. Regia teatrale di Graham Vick.  Scene e costumi di Richard Hudson. 3 dvd “Opus Arte” , 2009- sottit. in italiano
Non ha certo badato a spese la “Opus Arte” nel proporre questa edizione del Tamerlano handeliano, ma addirittura 3 dvd mi sembra decisamente eccessivo, visto che, a parte un’intervista con il direttore Paul McCreesh (circa 15′) non vi sono altri argomenti extra. Registrato tra il marzo e l’aprile 2008 al Teatro Real di Madrid, questo Tamerlano ha sicuramente il pregio di mostrarci uno dei più bei spettacoli firmati da Graham Vick. Presentata per la prima volta al Teatro La Pergola di Firenze nel 2001, questa produzione è di una semplice quanto straordinaria eleganza: in un quasi nudo semicerchio bianco, nei magnifici costumi firmati che fondono mirabilmente Oriente a linee d’abito del XVIII sec, agiscono o meglio quasi danzano i vari protagonisti. Ancora una volta ammiriamo il grande lavoro di Vick nell’evidenziare i singoli caratteri. Tra questi spicca subito Placido Domingo, sicuramente la principale attrazione di questa edizione. Indubbia la sua presenza carismatica e la forte caratterizzazione del personaggio di Bajazete. Del resto della compagnia ammiriamo sicuramente il grande gioco scenico, sul piano della vocalità non si può certo dire altrettanto. Il direttore Paul McCreesh, sarà anche uno specialista, ma è sicuramente noioso e poco fantasioso e in questo senso di tedio coinvolge tutti gli interpreti. Le variazioni dei “da capo” delle arie sono veramente “scolastiche”  e non hanno lo slancio di “spericolatezza” che dovrebbero avere e che, sicuramente era l’elemento di stupore che spingeva il pubblico del XVIII sec ad andare a teatro a vedere i grandi “virtuosi” (non a caso venivano chiamati così!). Il senso di noia è percettibile anche dagli applausi che il pubblico madrileno tributa ai vari numeri musicali….forse perchè qui, di veri “virtuosi” non c’è traccia?…

“Carmen” dallo Sferisterio di Macerata

Georges Bizet (1838-1875), “Carmen” Opera in quattro atti. Nino Surguladze (Carmen), Irina Lungu (Micaela), Philippe Do (Don José), Simone Alberghini (Escamillo)…Fondazione Orchestra Regionale delle Marche, Coro Lirico Marchigiano “V.Bellini”. Direttore:Carlo Montanaro. Regia e scene di Dante Ferretti. Costumi, Pier Luigi Pizzi, coreografie, Gheorghe Jancu. 2 DVD “Dynamic” (sottotitoli in italiano).
Ennesima produzione video del capolavoro di Bizet, nell’edizione proposta al Festival di Macerata nell’estate 2008. Quali i meriti di questa edizione?…Beh, non moltissimi. Potremmo dire pure pochi. Sicuramente non ci troviamo ad avere a che fare con una edizione di riferimento nella storia dell’interpretazione di questa partitura, riproposta nella tradizionale versione con i recitativi musicati da Guiraud (forse perchè più consona all’ambientazione dello Sferisterio), con i consueti tagli, qua e la. Carlo Montanaro dirige con buone dinamiche, ma con mano pesante. Nino Surguladze potrebbe essere una Carmen visivamente interessante, non “femme fatal”, ma non si può risolvere un ruolo solo con la recitazione.  Qui voce e stile sono ad un livello decisamente modesto. Irina Lungu è una discreta Micaela. In quanto al tenore Philippe Do ci offre un Don Josè lirico, stilisticamente abbastanza appropriato e con una buona linea di canto, ma il ruolo le sta un po’ strettino. Simone Alberghini, è un Escamillo di grande sex-appeal. E veniamo allo spettacolo.  La parte più interessante di questa produzione. Troviamo lo scenografo Dante Ferretti in veste di regista.  Ferretti ci offre una Carmen contemporanea, in epoca Franchista.  Uno spettacolo quasi monocromatico nelle scene (forse anche troppo!), risolte con pochi elementi e nei costumi (dell’onnipresente Pizzi) e sicuramento scevro di bozzettismi di maniera. In sostanza, siamo all’opposto di Zeffirelli.  Registicamente però non si vede nulla di memorabile. In quanto alle coregrafie di Jancu, capisco non cadere nel solito flamenco, tacchi e nacchere, ma il tango all’inzio  dell’atto secondo e del quarto, anche ben eseguiti, c’azzeccano poco. Di buon livello, parti di fianco e coro e orchestra.  Efficace la ripresa video… ma perchè 2 dvd per 155′ di spettacolo? In conclusione…Consigliabile  solo per  “feticisti” dell’opera di Bizet !

“Le avventure di Pinocchio”

Jonathan Dove (n.1959) “The Adventures of Pinocchio” Opera in due atti di Alasdair Middleton da Carlo Collodi. Victoria Simmons (Pinocchio), Jonathan Summers (Geppetto), Mary Plazaz (La fata turchina), Rebecca Bottone (Il grillo parlante)…Coro e orchestra dell’Opera di North. Direttore, David Parry – 2 DVD Opus Arte, Prima registrazione mondiale, 2007 ( sottotitoli in italiano)
Il nome del compositore Jonathan Dove, nome assai noto nel suo Paese d’origine, ossia in Inghilterra, ha già a suo attivo svariate composizioni teatrali, tra questi si inserisce questo lavoro The Adventures of Pinocchio andato in scena per la prima volta il 21 dicembre 2007. Da queste rappresentazioni è stato tratto  il dvd che vi presento. La vicenda dell’opera è piuttosto nota ed è sviluppata dal compositore non per comporre un’opera per bambini, ma per un auditorio più vasto. Lo stile di Dove è assolutamente eclettico. Nella sua musica convivono felicemente influenze jazz, Stravinsky, musica americana contemporanea , musicals e altro ancora. Ne esce un lavoro godibilissimo sotto ogni punto di vista. Musicalmente la partitura, assolutamente tonale, scivola via piacevolmente sotto la convinta e appassionata direzione di David Parry. Lo spettacolo, diretto da Martin Duncan, è di stampo tradizionale ma non  banale o scontato. Belle le scene e i costumi di  Francis O’Connor. Ottima la compagnia di canto, con dei validissimi cantanti-attori. Una piacevolissima visione, anche grazie ai sottotitoli in italiano che, quantunque si conosca bene la vicenda,  la rendono  ancor più apprezzabile.

Finalmente in dvd il capolavoro di Lalo

Edouard Lalo (1823-1892) “Le roi d’Ys” (1888) Giuseppina Piunti (Margared), Guylaine Girard (Rozenne), Eric Martin-Bonnet (Le Roi), Sébastien Guèze (Mylio), Werner van Mechelen (Karnac). Coro e Orchestra dell’Opéra de Wallonie. Direttore: Patrick Davin, regia di Jean-Louis Pichon.  1 DVD “Dynamic” – (sottotitoli in italiano).
Quest’opera di Lalo ottenne già alla sua prima rappresentazione  un enorme successo di pubblico e di critica e ancora oggi gode di una certa popolarità in Francia. Una partitura nella quale si trovano tutte le componenti stilistiche di Lalo: una fresca ed elegante vena melodica, una scrittura orchestrale ricca di colori, con un chiaro tocco di romanticismo.  Questo dvd, registrato all’Opéra de Wallonie di Liegi, nell’aprile del 2008,  ha sicuramente il pregio, oltre a quello di essere la prima registrazione assoluta in dvd dell’opera,  di fare conoscere a un pubblico ben più vasto, questo Roy d’Ys (è strano come il personaggio che da il titolo all’opera, abbia in realtà un peso quasi risibile nello sviluppo della vicenda! ). Un valore che va aldilà dei pregi di questo spettacolo,  gradevole visivamente, anche se piuttosto cupo e senza una vera concezione stilistica. La compagnia di canto è  complessivamente valida, senza nessuna eccellenza. Possiamo comunque spendere una nota di merito per  l’intensità interpretativa del mezziosoprano Giuseppina Piunti, la vera protagonista dell’opera.

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