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	<title>GBOPERA &#187; Fiorenza Cedolins</title>
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		<title>&#8220;Maria Stuarda&#8221; alla Fenice di Venezia</title>
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		<pubDate>Fri, 22 May 2009 11:33:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lukas Franceschini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Fiorenza Cedolins]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Stuarda]]></category>
		<category><![CDATA[Opera lirica]]></category>

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Molto atteso da pubblico e critica, questo nuovo allestimento dell&#8217;opera donizettiana, che, alla resa dei conti, non convince e delude. L&#8217;impostazione registica di Denis Krief si esprime visivamente in una struttura a labirinto dentro il quale i personaggi appaiono delle figure anonime e senza spessore drammatico.  Il cast vocale , ci presenta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1832" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2009/05/stuarda-273x200.jpg" alt="" width="273" height="200" /></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><em> </em></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;"> </span></strong></p>
<p><strong><em></em></strong></p>
<p style="text-align: left;">Molto atteso da pubblico e critica, questo nuovo allestimento dell&#8217;opera donizettiana, che, alla resa dei conti, non convince e delude. L&#8217;impostazione registica di Denis Krief si esprime visivamente in una struttura a labirinto dentro il quale i personaggi appaiono delle figure anonime e senza spessore drammatico.  Il cast vocale , ci presenta una Fiorenza Cedolins che, dopo aver cavalcato l&#8217;onda del repertorio pucciniano, si vuole ripresentare in chiave &#8220;belcantista&#8221;, con un risultato quanto mai dubbio sia per capacità vocali che senso dello stile donizettiano.</p>
<p><span id="more-1831"></span><strong><em>Venezia, Teatro La Fenice &#8211; Stagione Lirica 2009<br />
</em>&#8220;MARIA  STUARDA&#8221;<br />
</strong><em>Tragedia lirica in tre atti su libretto di Giuseppe Bardari dalla tragedia &#8220;Maria Stuart&#8221; di Friedrich Schiller<br />
</em><em>Musica di </em><strong><em>GAETANO DONIZETTI<br />
</em></strong><em>Edizione critica a cura di Anders Wiklund.</em><br />
Elisabetta I &#8211; SONIA GANASSI<br />
Maria Stuarda -  FIORENZA CEDOLINS<br />
Roberto Conte di Leicester &#8211; JOSE&#8217; BROS<br />
Giorgio Talbot -  MIRCO PALAZZI<br />
Lord Guglielmo Cecil -  MARCO CARIA<br />
Anna Kennedy -  PERVIN CHAKAR<br />
Orchestra e Coro del Teatro La Fenice (M.o del coro: Claudio Marino Moretti)<br />
Direttore:<strong>Fabrizio Maria Carminati</strong><br />
Regia, scene e costumi di <strong>Denis Krief</strong></p>
<p><em>Nuovo Allestimento della Fondazione Teatro La Fenice in coproduzione con la  Fondazione Teatro Lirico &#8220;G. Verdi&#8221; di Trieste, la Fondazione Teatro San Carlo di Napoli e la Fondazione Teatro Massimo di Palermo.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><strong>Venezia, 30 aprile 2009</strong></p>
<p>Nel 1834 Gaetano Donizetti , già affermato musicista, giunse a Napoli per ricoprire la carica di &#8220;maestro di contrappunto e composizione del Real Collegio di musica&#8221; con l&#8217;onere di una nuova opera per il Teatro di  San Carlo. La scelta del soggetto cadde sul dramma teatrale di Schiller &#8220;Maria Stuart&#8221;  in quegli anni sulle scene dei palcoscenici italiani nella traduzione del Conte Andrea Maffei. Non potendo ulteriormente collaborare con Felice Romani, causa un alterco, il compositore si affidò alla penna di un giovane studente di legge , Giuseppe Bardari, il quale segnò in questo lavoro la sua unica esperienza nel genere. L&#8217;inesperienza del giovane costrinse Donizetti ad intervenire direttamente  sulla stesura dei versi, con il risultato che, dal punto di vista drammatico,  questo libretto sia uno dei più vivi e meglio riusciti  del teatro donizettiano. A Napoli però l&#8217;opera non andò in scena a causa pare, di un veto del Re in persona,  su consiglio della moglie lontanamente imparentata con Maria Stuarda. Inoltre, ad una prova, nella scena dell&#8217;invettiva di Maria Stuarda contro Elisabetta, con grande scandalo, le due primedonne vennero letteralmente alle mani. Donizetti allora rimaneggiato il tutto, trasformò la <em>Stuarda </em>in <em>Buondelmonte </em> che andò in scena al San Carlo il 18 ottobre 1834.  Maria Malibran venuta a conoscenza delle polemiche si entusiasmò del soggetto e volle interpretare la regina scozzese alla Scala, cosa che avvenne 30 dicembre 1835 dopo che il compositore e un nuovo librettista, pare Calisto Bassi, approntarono delle modifiche. La celebre cantante ignorò deliberatamente i cambiamenti concordati con la censura, così l&#8217;opera fu proibita solo dopo sei repliche. E&#8217; fondamentale sottolineare che il pregevole tgesto schilleriano, pur basandosi su fatti realmente accaduti ed accertati, divaga sulla vicenda risultando una fonte storica non de tutto attendibile.  Da Schiller Donizetti pone principalmente attenzione sugli aspetti passionali  tra le  due regine, entrambe innamorate dello stesso uomo. Lo scontro politico,invece, appare tutto sommato marginale. Ne escono due autorevoli ritratti femminilie, ben differenziate sul piano musicale: Maria un&#8217;eroina dall&#8217;espansione lirica più marcata, al contrario di Elisabetta dalla linea di canto più ritmica e incisiva. Uscita dal repertorio poco dopo la prima, <em>Maria Stuarda </em>è stata ripresa in tempi moderni a Bergamo nel 1958 ma solo successivamente è rientrata nei cartelloni dei teatri con una certa frequenza  grazie  alle interpretazioni di  Leyla Gencer, Montserrat Caballé, Beverly Sills, Joan Sutherland e recentemente Mariella Devia.  Non dimentichiamo anche  la straordinaria  Elisabetta di Shirley Verrett. Il nuovo allestimento veneziano firmato dal regista <strong>Denis Krief</strong> quianto mai bizzarro e concettuale, delude e lascia perplessi. Tutto si svolge in un labirinto di corridoi inclinati,  percorsi dai protagonisti, che mantengono una sorta di isolamento. In un primo momentol&#8217;idea potrebbe anche essere interessante, ma non ha uno sviluppo e, alla fine si prova solo noia. Si poteva pensare il labirinto come  corridoi del &#8220;palazzo&#8221; e del potere (perché Elisabetta e Maria nella storia reale combattono per il potere sia politico sia religioso) o al fatto che non si incontrarono mai , ecco allora il distacco come una disputa a distanza, ma anche in questo caso il concetto non regge, perchè si scontra cona la drammaturgia  donizettiana  ben precisa  e definita . A questo aggiungiamoci costumi anonimi e banali, i come quello che indossa la protagonista nel finale dell&#8217;opera, una sorta elegante abito da sera anni &#8216;50. Krief  si è sempre distinto come un regista  originale e fuori dagli schemi, ma a mio avviso, in questo come in altre sue recenti produzioni (vedi ad esempio la <em>Lucia di Lammermoor </em> a Parma)  esprime ben poco. La direzione di <strong>Fabrizio Maria</strong> <strong>Carminati</strong>, che ha diretto <em>Stuarda </em>a  Bergamo qualche anno fa, è poco più che corretta, porta a termine l&#8217;opera senza grandi emozioni o coinvolgimenti.  Sul piano degli interpreti troviamo una <strong>Fiorenza Cedolins</strong> che, a parte il bellissimo colore vocale, non riesce, o forse nemmeno può  essere un&#8217;eroina romantica. Le mancano il temperamento,  l&#8217;accento, lo stile, oltre a vistosi limiti nel canto d&#8217;agilità (bruttissime le variazioni delle cabalette), il suo attuale  registro acuto poi è  sempre forzato e stridulo. In Elisabetta,  <strong>Sonia Ganassi</strong> che da qualche tempo ha scelto ruoli  tendenti al sopranile, mostra ora un registro grave piuttosto compromesso, con suoni intubati e un fraseggio poco incisivo. Vocalmente è sicuramente più appropriata della Cedolins ma, forse anche a causa dell&#8217;impostazione registica offre un&#8217;interpretazione piuttosto opaca.  Prova complessivamente positiva per <strong>José Bros,</strong> per stile, eloquenza, fraseggio anche se inizialmente tendeva a un&#8217;emissione nasaleggiante. Regge bene al prova il giovane <strong>Mirco Palazzi </strong>come Talbot e  si mostrano all&#8217;altezza dei loro ruoli anche <strong>Marco Caria</strong> e <strong>Pervin Charak </strong>.  Soddisfacenti  le  prestazioni di coro e orchestra.  Pubblico piuttosto distaccato ma che alla fine ha decretato un buon successo a tutta la compagnia.<br />
<em>( Foto Michele Crosera &#8211; Teatro La Fenice di Venezia)</em><br />

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<a href='http://www.gbopera.it/archives/1831/stuarda' title='stuarda'><img width="70" height="70" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2009/05/stuarda-70x70.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="stuarda" /></a>
<a href='http://www.gbopera.it/archives/1831/stuarda3' title='stuarda3'><img width="70" height="70" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2009/05/stuarda3-70x70.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="stuarda3" /></a>
</p>
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		<title>&#8220;Senza trucco!&#8221;&#8230;.Fiorenza Cedolins</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Dec 2008 08:20:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Bagnoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Cantanti]]></category>
		<category><![CDATA[Fiorenza Cedolins]]></category>

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		<description><![CDATA[
&#8220;Variazioni verbali&#8221; sull&#8217;originale questionario di Marcel Proust. Ripubblichiamo l&#8217;incontro  con il soprano Fiorenza Cedolins che interpreterà il ruolo di Elisabetta di Valois nel &#8220;Don Carlo&#8221; che aprirà  la stagione 2008/09 del Teatro alla Scala di Milano.

Il tratto principale del tuo carattere?
L’essere ambivalente…dolcissima ma anche cattivissima
Il tuo difetto principale?
Sono permalosa…e tremendamente perfezionista…ma poi,è un difetto?
Qual è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2008/10/cedolins_03.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-459" title="cedolins_03" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2008/10/cedolins_03-261x200.jpg" alt="" width="261" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Variazioni verbali&#8221; sull&#8217;originale questionario di Marcel Proust. Ripubblichiamo l&#8217;incontro  con il soprano <strong>Fiorenza Cedolins</strong> che interpreterà il ruolo di Elisabetta di Valois nel &#8220;Don Carlo&#8221; che aprirà  la stagione 2008/09 del Teatro alla Scala di Milano.<br />
<span id="more-456"></span><br />
<strong>Il tratto principale del tuo carattere?<br />
</strong>L’essere ambivalente…dolcissima ma anche cattivissima<br />
<strong>Il tuo difetto principale?<br />
</strong>Sono permalosa…e tremendamente perfezionista…ma poi,è un difetto?<br />
<strong>Qual è la  qualità che t’attrae di più in un uomo?<br />
</strong>L’intelligenza<br />
<strong>E in una donna?<br />
</strong>Lo stesso…<br />
<strong>La persona a cui chiederesti consiglio in un momento difficile?<br />
</strong>Al mio caro Filippo<br />
<strong>Il tuo ideale di felicità?<br />
</strong>Continuare a seguire i miei sogni<br />
<strong>Un tuo rimpianto?<br />
</strong>Non ne ho<strong><br />
L’ultima volta che hai pianto?<br />
</strong>Le tristezze del mondo…gli avvenimenti tragici&#8230;<strong><br />
Il giorno più felice della tua vita?<br />
</strong>Troppi…per poterne ricordare uno<strong><br />
E quello più triste?<br />
</strong>La morte di mio padre, sicuramente, e poi il terribile terremoto del Friuli, nel 1976.  Penso alla mia vita come se fosse divisa in due parti: prima e dopo terremoto<strong><br />
Di cosa hai più paura?<br />
</strong>Della stanchezza di vivere, di cadere nella depressione<strong><br />
La Città più amata?<br />
</strong>Più che delle città, amo la Dalmazia e la Costa Azzurra e, naturalmente, le colline della mia regione, il Friuli<strong><br />
Il colore preferito?<br />
</strong>Tutti…<strong><br />
Il fiore preferito?<br />
</strong>Li amo tutti, indistintamente…forse la peonia<strong><br />
Il tuo rapporto con il cibo?<br />
</strong>Sono una golosa raffinata.<br />
<strong>Il piatto preferito?<br />
</strong>Amo il pesce, in tutte le sue varianti<strong><br />
Cosa bevi più volentieri?<br />
</strong>Il succo d’ananas e la coca cola e, nelle occasioni speciali, vini come il “picolit” o i passiti siciliani<br />
<strong>Quando ti capita di dire bugie?<br />
</strong>Nella mia adolescenza ero una bugiarda patologica. Ora, da donna matura, credo di essere anche fin troppo schietta<br />
<strong>L’ultimo libro che hai letto?<br />
</strong>“La casa degli spiriti” di Isabel Allende<br />
<strong>Autore preferito in prosa?<br />
</strong>La letteratura italiana in primis…in particolare sono attratta dal verismo, da chi scrive del mondo rurale, in particolare del nostro sud<br />
<strong>Il passatempo preferito?<br />
</strong>Il giardinaggio, adoro i fiori e le piante. Sono attiva protettrice degli animali.  Ho anche tre gatti, ex-randagi, da accudire e che cerco di portare sempre con me. Mi piace anche disegnare e dipingere<br />
<strong>Il Cantante preferito?<br />
</strong>Da Renata Tebaldi a Montserrat Caballè…da Mario Del Monaco a Franco Corelli, Placido Domingo…veramente molti!<br />
<strong>Quale personaggio del presente o del passato avresti voluto essere?<br />
</strong>Mi affascinano le donne di potere, in particolare Cleopatra.<br />
<strong>La forma d’arte che ami di più?<br />
</strong>La pittura, la scultura. In quest’ultimo campo mi piacciono molto le sculture lignee<br />
<strong>Il tuo rapporto con la  televisione?<br />
</strong>Potrei benissimo dire orrendo. Raramente  faccio dello zapping per auto-ipnotizzarmi, ma di solito l’accendo  solo perche’ c’e’ qualcosa  che mi interessa vedere<br />
<strong>Ami il cinema?<br />
</strong>Si, ma visto in casa, non ci vado mai<br />
<strong>L’ultimo film che hai visto?<br />
</strong>A casa amo rivedere vecchi film. Di recente ho rivisto “L’albero degli zoccoli” di Ermanno Olmi<br />
<strong>Attore preferito?</strong><br />
Grandi miti del passato:Greta Garbo, Clark Gable…Tra quelli di adesso mi piacciono Catherine Zeta Jones e George Clooney<br />
<strong>La  cosa più stravagante che hai fatto?<br />
</strong>Andare a cantare in Corea, quella del nord, però!&#8230;<br />
<strong>Se dovessi cambiare qualcosa nel suo fisico cosa cambieresti?<br />
</strong>Con un ideale fisico come quello di Audrey Hepburn, logicamente cambierei tutto, mi terrei la statura e la bocca<br />
<strong>Se vincessi una somma enorme alla lotteria?&#8230;<br />
</strong>Mi comprerei un’isola in Dalmazia e la trasformerei nel mio rifugio,non dico di lusso, ma confortevole di sicuro e poi penserei a che cosa fare<br />
<strong>La cosa che detesti di più…<br />
</strong>La stupidità e la malafede…ma anche chi maltratta gli indifesi, siano essi umani o animali<br />
<strong>Il dono di natura che vorresti avere?<br />
</strong>Quando sento il fluire della mia voce, vorrei che anche  il mio corpo potesse seguire con leggerezza danzante l’andamento del canto<br />
<strong>La cosa più preziosa che hai ricevuto in dono…?<br />
</strong>La pianola elettrica che ricevetti in dono da bambina.Un regalo che,sicuramente era il frutto di non pochi sacrifici,visto che la mia famiglia non era certo agiata<br />
<strong>Come vorresti morire?<br />
</strong>Mia nonna citava un proverbio friulano che dice:”Che Diu me la mandi curta e monda”…ossia, “Che Dio me la mandi veloce e pulita”<br />
<strong>Le colpe che ti ispirano maggiore indulgenza?<br />
</strong>Quelle che si compiono per debolezza<br />
<strong>Umore attuale?<br />
</strong>Sereno<br />
<strong>Un tuo motto?<br />
</strong>Sinceramente, non ne ho</p>
<p><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2008/10/cedolins-1.jpg" ><img class="alignnone size-medium wp-image-457" title="cedolins-1" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2008/10/cedolins-1-150x200.jpg" alt="" width="150" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span class="testo"><strong>Fiorenza Cedolins</strong>, soprano, è nata 42 anni fa a <strong>Anduins di Vito D’Asio</strong> (Pordenone). Nei suoi studi musicali ha avuto una determinante importanza la figura di <strong>Roberto Benaglio</strong>,uno tra i più illustri Direttori Coro. Ha esordito nel <strong>1993</strong> al Teatro <strong>Carlo Felice</strong> di <strong>Genova</strong> come Santuzza in “<strong>Cavalleria rusticana</strong>”. Le indubbie qualità vocalità, il colore, la  tecnica e l’eleganza dell’emissione, ne hanno fatto da subito l’interprete ideale di alcuni dei maggiori ruoli del grande repertorio melodrammatico. Opere come “Tosca”, &#8220;La Bohème”,”Madama Butterfly”,”Manon Lescaut”,o ancora”Norma”,  “Il Trovatore”,”Aida”, hanno imposto il nome di  Fiorenza Cedolins tra i più importanti nel firmamento della <strong>lirica internazionale</strong>.<br />
Tra le sue interpretazioni discografiche ricordiamo:”Gloria” di F.Cliea (Kicco Klassics),”Il Trovatore” (Fonè), “Tosca” (Decca) e le edizioni video di “Madama Butterfly” registrate dalla Rai a Macerata e a Verona e &#8220;Tosca&#8221;, sempre all&#8217;Arena di Verona.</span></p>
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