Buenos Aires, Teatro Avenida:”Belisario”
“BELISARIO”
Tragedia lirica in tre atti su libretto di Salvatore Cammarano.
Musica di Gaetano Donizetti
Edizione a cura di Juan Casasbellas
“Don Pasquale” dal Teatro Olimpico di Vicenza
Vicenza, “Settimane Musicali al Teatro Olimpico” – edizione nr.19 – “Ambasciatori di note”. Musicisti Italiani nelle Capitali d’Europa. Prima tappa: Parigi.
“DON PASQUALE”
Dramma buffo di Giovanni Ruffini
Musica di Gaetano Donizetti
Ricostruzione della versione con mezzosoprano, nel centenario della morte di Pauline Viardot. Leggi…
La “Linda”…di Bergamo

Il “Bergamo Musica Festival Gaetano Donizetti” 2009, si fregia di un evento di grande portata: la riapertura del “Teatro Sociale”, da tempo chiuso e ora pronto a ospitare nuovamente appuntamenti musicali. Uno spazio teatrale nel quale si potranno produrre solo titoli scenicamente non troppo impegnativi. La stessa Linda di Chamounix scelta come opera inaugurale, ha dovuto essere adattata al palcoscenico del Sociale. Ne esce uno spettacolo visivamente piuttosto insignifcante. Anche sul piano musicale non abbiamo certo ascoltato un’esecuzione memorabile.
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Regine e…duchesse
In questa rubrica dedicata alle novità audio e video di opere e recitals lirici, ho pensato di dare un’occhiate ad alcune recenti pubblicazioni in dvd dedicati a opere serie donizettiane. Partiamo con un Roberto Devereux (edito dalla “Naxos”, anche in in cd),registrato al Teatro “Donizetti” di Bergamo nel settembre del 2006, con la presenza di Dimitra Theodossiu, quale Elisabetta. Uno spettacolo decisamente tradizionale con la regia di Francesco Bellotto e le scene e i costumi di David Walker (l’allestimento è dell’Opera di Roma). Meglio vedere un Devereux in stile elisabettiano che certe riletture strampalate di stampo tedesco(ad esempio quella di Monaco di Baviera, con la Gruberova, donna manager, secono l’idea malsana del famigerato Christoph Loy). Qui tutto fila liscio, secondo libretto. Marcello Rota, che utilizza la versione originale di Napoli del 1837, senza la bella sinfonia, scritta in un secondo tempo da Donizetti, dirige con sensibilità e con un certo piglio drammatico. La Theodossiu è sicuramente una cantante dotata di non comuni mezzi vocali, utilizzati talvolta in modo poco appropriato e, di conseguenza, con esiti molto alterni se non addirittura discutibili. Anche qui, assistiamo a scivoloni di gusto a emissioni e a una linea di canto disordinata. Solo nel finale dell’opera, nell’aria “Vivi,ingrato” ci offre un bel momento di canto ed equilibrio interpretativo. Il resto del cast? Possiamo definirlo “onesto” . Troviamo il Deverux di Massimiliano Pisapia ( gli si poteva evitare di insaccarlo in una ridicola camicia bianca !), la Sara di Federica Bragaglia (vocalmente in affanno) e il duca di Nottingham di Andrew Schroder (con un trucco, efficace in teatro ma che, in video, lo rendono un mostro!).
E’ stata invece registrata allo Sferisterio di Macerata, precisamente il 3 agosto 2007, la Maria Stuarda ancora sotto etichetta “Naxos”. Produzione “marchiata” Pizzi, con le “solite” scene monocramitiche essenziali (praticabili e scale grigio scuro), con cambi inestistenti per tutta l’opera, sontuosi costumi tardo rinascimentali (non stile elisabettiano e anche qui poco colore). Il “solito” Pizzi che, da qualche anno a questa parte, sforna spettacoli “fotocopia”. Frizza dirige come se dovesse prendere il treno, proovocando un certo disagio ai cantanti, peraltro non eccelsi. Partiamo da Maria Pia Piscitelli una Stuarda dai tratti più drammatici che lirici. Voce di bel timbro, se vogliamo adatto alla parte, ma non naturalmente “belcantista”. La gamma dei colori è scarsa e l’emissione è piuttosto rigida, tesa in alto e sinceramente trovo che Donizetti non sia proprio “pane per i suoi denti”. Laura Polverelli è una Elisabetta un po’ sopra le righe, con ben poco di regale e vocalmente a disagio. In quanto al Leicester di Roberto De Biasio lo si può solo lodare per le buone intenzioni, perchè in realtà lo strumento vocale lo smentisce e questo ruolo gli sta decisamente stretto. Dignitosi Simone Alberghini (Talbot) e Mario Cassi (Cecili). Un’edizione assolutamente inutile!
Torniamo al Teatro “Donizetti” di Bergamo, qui nel novembre, dicembre 2007 è stata registrata Lucrezia Borgia e anche questa pubblicata in video dalla “Naxos”. Una cooproduzione con il Teatro “Regio” Torino, con la regia di Francesco Bellotto, le scene di Angelo Sala e i costumi di Cristina Aceto ( sontuosi ma brutti. Da notare la terribile parrucca della Borgia, in stile Moira Orfei nel Prologo!) . Uno spettacolo senza infamia e senza lode, con una chicca: la presenza di ridicoli fantasmi-zombie che compaiono qua e la, nel corso dell’opera e che rappresentano il cupo passato della protagonista. Ritroviamo qui Dimitra Theodossiou. Non si può fare a meno di notare come i momenti più tesi e drammatici, la mettano a disagio e anche il canto di coloratura sia piuttosto artefatto (la cabaletta del finale dell’opera è un chiaro esempio di ciò). E’ comunque l’elemento migliore di questa edizione! Direttamente dalla Stuarda di Macerata, ritroviamo il tenore Roberto De Biasio nel ruolo di Gennaro. Che dire? Non si può che confermare quanto sia approssimativa la tecnica di questo cantante. La situazione non migliora con il basso Enrico Giuseppe Iori timbro bello, ma ingolato e strozzato in alto. Nidia Palacios (con un caschetto biondo da fare accapponare la pelle!) interpreta Maffio. Soprano? Mezzosoprano? Nulla di ciò. E’ una signora che canta con certo garbo, e arrangiandosi come può, porta a fine lo spettacolo. Ciliegina sulla torta, la direzione di Tiziano Severini, senza capo ne coda, tutti allo stato brado! In conclusione? Un disastro.
Dall’ etichetta ‘”Arthaus” ci viene invece la Maria Stuarda registrata nel gennaio 2008 alla Scala di Milano , trasmessa recentemente anche da Rai tre.
Parlavamo poco sopra di spettacoli “fotocopia” e riguardo a questa Stuarda possiamo dire di assistere a una sorta di revisione dell’allestimento di Macerata. Impostazione scenica e costumi sono sulla falsariga di quello spettacolo se non pressochè identici ! Una’operazione ne brutta nè bella, ma sicuramente senza idee. Ci si consola almeno con la presenza della nostra e ancora indiscussa regina del “belcanto”, la già sessantenne Mariella Devia. Ancora una volta non si può che togliersi tanto di cappello davanti a questa ennesima lezione di stile e tecnica che vanno aldilà dei suoi limiti interpretativi. Le si oppone la regalità scenica di Anna Caterina Antonacci. Sono noti i limiti vocali di questa cantante, soprattutto nel registro acuto, ma il colore vocale, l’accento e la naturale autorevolezza ne fanno una Elisabetta comunque sia credibile.Del Leicester di Francesco Meli si apprezza il bel timbro vocale e slancio, Simone Alberghini (Talbot) e Piero Terranova (Cecil) svolgono diligentemente il loro compito. Voglio però spendere una nota per l’Anna Kennedy alla quale Paola Gardina riesce a dare un carattere e una personalità scenica, dal che si deduce che si possono ben caratterizzare anche le parti di fianco…e non “minori” ! Antonino Fogliani non va aldilà di una corretta routine. Una conclusione?….Beh, sono quasi convinto che il canto, o meglio il “belcanto” come viene genericamente denominato il melodramma pre verdiano, non sta attraversando uno dei suoi periodi migliori.
“La fille du regiment” di Donizetti
martedì 25 agosto 2009, alle ore 23.10, la WDR manderà in onda la brillante edizione de La fille du regiment registrata al Covent Garden di Londra nel 2007. Un’occasione per vedere o rivedere le brillanti prestazioni di Natalie Dessay, Juan Diego Florez, Alessandro Corbelli, Felicity Palmer e il divertentissimo spettacolo firmato da Laurent Pelly. Veramente da non perdere per chi non ha visto questa produzione
Torna la lirica…a notte fonda
Venerdì 31 luglio 2009, attorno alle 0.50, Gigi Marzullo nella trasmissione contenitore ” La vita è scena”, speciale “Applausi”, propone Lucrezia Borgia di Gaetano Donizetti. In quale edizione? Non mi è dato saperlo, con tutta probabilità, quella registrata agli Arcimboldi di Milano nel 2002 con protagonista Mariella Devia. Direttore, Renato Palumbo. Per il prossimo Venerdì 7 agosto, attorno alla stessa orea, andrà in onda Luisa Miller di Verdi, probabilmente nell’edizione di Parma, con Fiorenza Cedolins. Se qualcuno ha qualche notizia in più….
“Don Gregorio” di Gaetano Donizetti
Gaetano Donizetti (1797-1848)
“Don Gregorio” (1826) Melodramma giocoso in due atti . Giorgio Valerio (Don Giulio Antiquati), Giorgio Trucco (Enrico), Elizaveta Martyrosian (Gilda Tallemanni), Livio Scarpellini (Pippetto), Paolo Bordogna (Gregorio), Alessandra Fratelli (Leonarda), Luca Ludovici (Simone). Coro e Orchestra del Festival “Donizetti” di Bergamo. Direttore:Stefano Montanari, regia di Roberto Recchia – 2 dvd Dynamic
Questo Don Gregorio altro non è se non un adattamento de L’Ajo nell’imbarazzo, rappresentato con grande successo al Teatro Valle di Roma il 4 febbraio 1824. Due anni dopo, Donizetti “esporta” questa partitura per il Teatro Nuovo di Napoli, dove andrà in scena l’11 giugno con ottimo successo. Rispetto all’originale, Donizetti va rivedere il libretto di Jacopo Ferretti a un altro celebre autore di libretti, Andrea Leone Tottola, che trasforma i recitativi in dialoghi in prosa e il ruolo del protagonista, il tutore Don Gregorio, tradotto in napoletano. Vi furono poi aggiunti dei numeri e altri eliminati. L’edizione proposta in questi 2 dvd ( per un’opera di poco più di 2 ore!) è stata registrata al Teatro “Donizetti” di Bergamo nel novembre 2007. La messa in scena firmata da Roberto Recchia con le scene e i costumi di Ferdia Murphy trasporta l’azione negli anni 30′. Lo spettacolo funziona ed è godibile. Sul piano degli interpreti, il cast è dominato dalla verve teatrale di Paolo Bordogna, un Don Gregorio vocalmente sicuro. Il resto del cast è apprezzabile, senza gravi pecche ma nemmeno grandi entusiasmi. Concertazione gradevole, ma un po’ anonima di Stefano Montanari


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