“Agrippina” torna a Venezia
In occasione dei 250 anni dalla morte di Händel, anche Venezia non poteva mancare a questo appuntamento proponendo, non a caso, Agrippina, l’opera, conclusione e culmine del lungo soggiorno italiano dell’allora ventiquattrenne compositore, che andò in scena per la prima volta a Venezia, al Teatro Grimani di San Giovanni Grisostomo, il 26 dicembre 1709 con uno straordinario successo. Trecento anni dopo, nello stesso antico teatro ribattezzato nel 1835 Teatro Malibran, la Fondazione Teatro La Fenice la ripropone in un nuovo allestimento che rinnova l’ormai collaudata collaborazione con Fabio Biondi e con l’Università IUAV di Venezia (si ricorderanno le produzioni de La Didone di Francesco Cavalli nel 2006, Ercole sul Termodonte e Bajazet di Antonio Vivaldi nel 2007, e La virtù de’ strali d’Amore di Cavalli nell 2008).
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G.F.Handel:”Orlando” – Sorge infausta una procella
Un “Serse” d’annata
Georg Frideric Handel (1685-1759), “SERSE” (1733) Opera in tre atti. Maureen Forrester, Maureen Lehane, Mildred Miller, Thomas Hemsley, Lucia Popp, Marilyn Tyler,Owen Branningan. Vienna Academy Chorus. Orchestra della Radio di Vienna. Direttore, Brian Priestmann. 3 cd DG – reg, 1965.
Tra le numerose pubblicazioni uscite in occasione di questo 2009, anno handeliano, ecco rispuntare, la prima incisione completa del Serse. Siamo nel 1965, ancora ben lontani dal mondo della filologia musicale, da strumenti originali, specialisti, ecc.. eppure, riascoltando questa edizione, non si può constatare come, aldilà dei non pochi limiti (organico strumentale, alcune arie prive di “da capo”, poco variate e una certa scansione ritmica decisamente…larga!), si apprezza un modo di affrontare questi lavori, non dimenticando una logica teatrale e interpretativa. Un certo vigore nei recitativi (certo, la pronuncia italiana talvolta sfiora il ridicolo!), una volontà precisa di “recitarli” nel vero senso del termine, a ciò aggiungiamo una generale eleganza vocale, aldilà del cantante più o meno dotato. La sola presenza di Lucia Popp, nel ruolo di Romilda, vale l’ascolto di questa edizione. La bellezza della voce, il timbro luminoso, la naturale eleganza nel porgere, di fraseggiare, il magistero tecnico ne fanno, a mio parere, la migliore Romilda della storia discografica del Serse , con buona pace dei filologi! In quanto agli altri interpreti, in particolare la Forrester (Serse), la Lehane (Arsamene) e la Tyler (Atalanta), le possiamo riunire sul piano di una esecuzione più che corretta, non dimenticandoci che stiamo parlando di un Handel di oltre 40 anni fa! Così come la direzione di Priestmann, aldilà del suono “impastato” dell’orchestra, e di certi tempi un po’ rilassati, non è affatto disprezzabile.
Appuntamenti in tv…
Dal canale satellitare 3 sat ci vengono alcuni appuntamenti lirici. Il primo, in un orario piuttosto tardo, 01.50, nella notte di domenica 13 settembre con la messa in onda del Fidelio di Ludwig Van Beethoven, in una produzione in film opera, del 1970, diretta da Karl Bohm e con Gwyneth Jones nel ruolo di Leonora. Di maggiore interesse musicale, sabato 19 settembre, ore 20.15 la trasmissione di Ezio di Georg Friedric Handel, registrato al Festival di Schwetzingen di quest’anno. Direttore, Attilio Cremonesi. Regia di Gunter Kramer.
“Tamerlano” di Handel
Georg Friedrich Handel:”TAMERLANO” Opera in tre atti. Placido Domingo (Bajazet), Monica Bacelli (Tamerlano), Ingela Bohlin (Asteria), Sara Mingardo (Andronico), Jennifer Holloway (Irene), Luigi De Donato (Leone). Orchestra del Teatro Real di Madrid, direttore: Paul McCreesh. Regia teatrale di Graham Vick. Scene e costumi di Richard Hudson. 3 dvd “Opus Arte” , 2009- sottit. in italiano
Non ha certo badato a spese la “Opus Arte” nel proporre questa edizione del Tamerlano handeliano, ma addirittura 3 dvd mi sembra decisamente eccessivo, visto che, a parte un’intervista con il direttore Paul McCreesh (circa 15′) non vi sono altri argomenti extra. Registrato tra il marzo e l’aprile 2008 al Teatro Real di Madrid, questo Tamerlano ha sicuramente il pregio di mostrarci uno dei più bei spettacoli firmati da Graham Vick. Presentata per la prima volta al Teatro La Pergola di Firenze nel 2001, questa produzione è di una semplice quanto straordinaria eleganza: in un quasi nudo semicerchio bianco, nei magnifici costumi firmati che fondono mirabilmente Oriente a linee d’abito del XVIII sec, agiscono o meglio quasi danzano i vari protagonisti. Ancora una volta ammiriamo il grande lavoro di Vick nell’evidenziare i singoli caratteri. Tra questi spicca subito Placido Domingo, sicuramente la principale attrazione di questa edizione. Indubbia la sua presenza carismatica e la forte caratterizzazione del personaggio di Bajazete. Del resto della compagnia ammiriamo sicuramente il grande gioco scenico, sul piano della vocalità non si può certo dire altrettanto. Il direttore Paul McCreesh, sarà anche uno specialista, ma è sicuramente noioso e poco fantasioso e in questo senso di tedio coinvolge tutti gli interpreti. Le variazioni dei “da capo” delle arie sono veramente “scolastiche” e non hanno lo slancio di “spericolatezza” che dovrebbero avere e che, sicuramente era l’elemento di stupore che spingeva il pubblico del XVIII sec ad andare a teatro a vedere i grandi “virtuosi” (non a caso venivano chiamati così!). Il senso di noia è percettibile anche dagli applausi che il pubblico madrileno tributa ai vari numeri musicali….forse perchè qui, di veri “virtuosi” non c’è traccia?…
“Samson” di Handel
Georg Friedrich Handel (1685-1759) “Samson” Oratorio in tre atti. Thomas Cooley (Samson), Sophie Daneman (Dalila), Franziska Gottwald (Micah), William Berger (Manoah), Wolf Matthias Friedrich (Harapha)… NDR Chor, Festspiel Orchester Gottingen. Direttore: Nicholas McGegan – Live rec. Dresda, giugno 2008. 3 cd Carus, 2009.
Rappresentato per la prima volta al Covent Garden di Londra il 18 febbraio 1743, Samson si colloca nella piena maturità musicale di Handel (circa un anno prima era stato eseguito il suo Messiah ). Il libretto, un adattamento di Newburgh Hamilton del Samson Agonistes di Milton, si incentra sul personaggio di Sansone, cieco e incatenato, prigioniero dei Filistei, attraverso un processo interiore raggiunge un’appassionante pace interiore perchè comprende e accetta il proprio destino. Da sconfitto arriva alla sua vittoria facendo crollare il tempio sui Filistei. Il librettista, per rimanere fedele a Milton, appesentisce in lungaggi e moralismi, poco consoni a un vero musicista di teatro come era Handel. Il risultato è, che , solo nello straordinario atto terzo nel quale si concentrano i numeri più belli dell’opera: dall’aria di Samson in tono pastorale,”Thus when the sun”, al coro “Glorius hero” fino all’aria della donna di Israele “Let the bright seraphim” e al Coro “Let their celestial concerts all unite”, Handel raggiunge il più alto grado di ispirazione. In questa composizione si ha comunque la conferma di come Handel avesse ampiamente superato le convenzioni formali del suo tempo, soprattutto nell’uso molto libero dell’aria, lontana dagli schemi rigidi della forma tripartita. Il cofanetto edito dalla Carus ci offre una pregevole esecuzione di questo partitura, soprattutto sul piano dell’orchestra e del coro, trattati da McGegan con varietà di accenti e di colori. I solisti vocali appaiono un po’ troppo “oratoriali”, compassati e compiti. Un pizzico di fantasia in più non sarebbe guastato.

