“Messa da Requiem” alla Scala
Teatro alla Scala di Milano - Concerti Straordinari 2009/2010
“MESSA DA REQUIEM”
Musica di GIUSEPPE VERDI
Soprano – BARBARA FRITTOLI
Mezzosoprano – SONIA GANASSI
Tenore – JONAS KAUFMANN
Basso – RENE PAPE
Orchestra e Coro del Teatro alla Scala di Milano (M.o del coro: Bruno Casoni)
Direttore, Daniel Barenboim
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“I due Foscari” al Regio di Parma

Una nuova cooproduzione de I due Foscari, è il titolo di punta del Festival Verdi 2009. Tratta da uno scritto di Byron e messa in versi da Francesco Maria Piave, con cui Verdi collaborerà molto. L’opera destinata originariamente per andare in scena a Venezia subito dopo il successo dell’Ernani ma, visto che nella città lagunare vivevano ancora i diretti discendenti dei Foscari, dei Contarini e dei Loredano, sarebbe stato poco elegante nei loro confronti, presentare un’opera che ricordava tragedie famigliari seppur remote. Nella partitura spicca la figura del doge Foscari, scolpito in tutta la sua gloria ma ormai vecchio, stanco, vulnerabile e sottomesso dagli intrighi di palazzo. Incapace di ribellarsi, ma conscio dei suoi doveri, soccombe anche colpito duramente negli affetti. Gli fa da contraltare la combattiva nuora Lucrezia, tipico soprano drammatico d’agilità verdiano, le cui speranze e lotte saranno vane di fronte a un destino già scritto, mentre il marito è un tipico tenore lirico spinto, a cui vengono affidate pagine di indubbia difficoltà sia interpretativa, che vocale.
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Il “Requiem” di Verdi apre il Festival di Parma

Il Verdi Festival 2009 di Parma inaugura con un’esecuzione della “Messa da Requiem” nel duomo di Parma sotto la direzione di Lorin Maazel e un quartetto vocale di solida presenza. Maazel arriva a Parma per sostituire il previsto Temirkanov, e dirige un Requiem molto sinfonico e raffinato dando una sintesi congiunta dell’intera partitura in forma leggermente dilatata ma di indubbio gusto, pertinenza e musicalità. Realizza il tutto con un’ottima compagine orchestrale, cresciuta molto negli ultimi anni, e ancor più con il Coro diretto da Martino Faggiani. L’esecuzione in cattedrale ha il suo fascino come luogo molto meno ovviamente come acustica, anche se bisogna ammettere soddisfacente, sicuramente in teatro…
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“Il Trovatore” di Verdi
in programma sabato 22 agosto 2009, alle ore 20,15 sul canale televisivo tedesco 3 sat. L’edizione è quella proposta al Festival di Bregenz 2006. Interpreti principali: Carl Tanner (Manrico), Iano Tamar (Leonora), Marianne Cornetti (Azucena), Zeljko Lucic (Conte di Luna). Direttore, Thomas Rosner, regia decisamente moderna e discussa, di Robert Carsen.
E ancora una volta è….”Aida”

Ebbene si ! Ancora una volta, l’ennesima e sicuramente non l’ultima…parliamo dell’ Aida all’Arena di Verona, perchè, nel bene o nel male, quest’opera è il simbolo dell’anfiteatro e come tale, non può mancare. Su questa produzione di Aida , firmata da Gianfranco De Bosio per rievocare lo spettacolo che nel 1913 segnava l’avvio delle stagioni areniane, è stato detto molto, forse tutto. Resta comunque il fatto che, a tutt’oggi, è uno dei migliori e funzionali tra i molti proposti su questo grande palcoscenico. Peccato che, a parte l’aspetto visivo, per la parte musicale, il senso di “routine” appare sempre più evidente, di stagione in stagione…di riproposta in riproposta…
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Torna “Aida” al Teatro alla Scala

Torna la produzione di Aida che aveva inaugurato la stagione scaligera 2006/07. Uno spettacolo, firmato Zeffirelli, sul quale si è scritto molto e a questa ripresa non si può che confermare di un lusso banale e privo di idee. Abbiamo anche dovuro constatare come le scelte vocali, sia pure in tempo di crisi, sono spesso inadeguate. Possibile che non si possa mettere in scena Aida senza scomodare grandi nomi, ma con cantanti che siano adeguati al ruolo?
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“I Due Foscari” al Teatro alla Scala

Riproposta l’edizione dell’opera verdiana firmata da Cesare Lievi per il Teatro degli Arcimboldi nel 2003. Come allora il protagonista principale è stato il baritono Leo Nucci. Un cantante del quale conosciamo la lunga carriera e i valori interpretativi. Purtroppo però, oltre ai segni del tempo, Nucci si mostra un interprete sostanzialmente poco convinto di questo ruolo, così come lo è ad esempio dell’altro Doge verdiano, Simon Boccanegra. Una riproposta contrassegnata anche dai limiti degli altri protagonisti.
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