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	<title>GBOPERA &#187; Norma</title>
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		<title>&#8220;Norma&#8221; al Teatro &#8220;Fraschini&#8221; di Pavia</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 10:33:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lukas Franceschini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Norma]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Bellini]]></category>

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		<description><![CDATA[
Teatro “G. Fraschini”  di  Pavia – Stagione Lirica 2009
&#8220;N O R M A&#8221;
Tragedia lirica in due atti su libretto di Felice Romani, tratta dal dramma “Norma ou L’infantidice” di Alexandre Soumet.
Musica di  Vincenzo Bellini
Norma &#8211; SILVIA  DALLA BENETTA
Adalgisa &#8211; ALESSANDRA PALOMBA
Pollione &#8211; FRANCESCO  ANILE
Oroveso &#8211; LUCA  TITTOTO
Flavio &#8211; GIORGIO TRUCCO
Clotilde &#8211; NADIYA  PETRENKO
Orchestra Lirica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-4365" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2009/12/norma-cremona09-4g-290x193.jpg" alt="" width="290" height="193" /></p>
<p><em>Teatro “G. Fraschini”  di  Pavia – Stagione Lirica 2009</em><strong><br />
&#8220;N O R M A&#8221;<br />
</strong><em>Tragedia lirica in due atti su libretto di Felice Romani, tratta dal dramma “Norma ou L’infantidice” di Alexandre Soumet.</em><br />
<em>Musica di</em><strong><em> </em> Vincenzo Bellini</strong><br />
Norma &#8211; SILVIA  DALLA BENETTA<br />
Adalgisa &#8211; ALESSANDRA PALOMBA<br />
Pollione &#8211; FRANCESCO  ANILE<br />
Oroveso &#8211; LUCA  TITTOTO<br />
Flavio &#8211; GIORGIO TRUCCO<br />
Clotilde &#8211; NADIYA  PETRENKO<br />
Orchestra Lirica “I Pomeriggi Musicali”, Coro del Circuito Lirico Lombardo (M.o del coro: Antonio Greco)<br />
Direttore, <strong>Daniele Tustioni </strong><br />
Regia di <strong>Pierpaolo Pacini &#8211; </strong>Scene di <strong>Tobia Ercolino &#8211; </strong>Costumi di <strong>Massimo Poli</strong><br />
<em>Allestimento del Teatro “G. Verdi” di Pisa.</em><br />
<span id="more-4364"></span><strong>Pavia, 19  novembre 2009</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La nuova produzione di “<em>Norma</em>” di Vincenzo Bellini è una cooproduzione con il Teatro di Pisa, poi itinerante nei teatri lombardi ed emiliani di tradizione.  Iniziatieve più che mai lodevoli e da incoraggiare, viste le odierne difficoltà dei teatri lirici italiani. L’opera può considerarsi il capolavoro belliniano,  e segna il vertice creativo a cui,  per coerenza vanno aggiunti  “<em>La sonnambula”</em> e “I puritani”. Ottenne alla prima un successo straordinario, che si ripetè ovunque fu rappresentata e che continua  ancora oggi.  <em>Norma</em> rappresenta una delle tappe fondamentali nella storia della lirica e si può considerare l&#8217;apoteosi del canto puro, nella sua espressione sia lirica (&#8220;Casta Diva&#8221;) sia tragica (i due finali d&#8217;atto).<br />
Lo spettacolo curato da <strong>Pierpaolo Pacini</strong>, con costumi di <strong>Tobia Ercolino </strong>e scene di <strong>Massimo Poli</strong>, è da annoverare nella più classica tradizione, statico con pochi elementi scenici: tronchi di grandi alberi nella scena prima ed ultima dell&#8217;opera, pareti nude, pochissimi elementi scenici.  Un  insieme funzionale, ma poco originale  e poco  accattivante  anche a causa di un pessimo uso delle luci che lasciavano la scena in una perenne penombra. Inesistente  la regia, che si limitava a disporre personaggi e coro  a destra e  a sinistra, raramente in proscenio. L&#8217;orchestra si adoperava in modo professionale, mentre il coro guadagnava in rare occasioni la sufficienza. Mediocre la direzione orchestrale: tempi o troppo serrati o troppo dilatati, pochissima attenzione alle sfumature, limitata capacità di concertazione ma,  ancor più grave, il sistematico taglio di abbellimenti e riprese delle &#8220;cabalette&#8221; che oggigiorno non è più accettabile!. La protagonista <strong>Silvia Dalla Benetta</strong> convince, supera i limiti di una voce di  soprano lirico leggero non  certamente  quella richiesta dal ruolo.  Il colore non è particolarmente bello ma è accettabile nelle agilità, gli acuti sono facili e puliti, i centri sufficientemente sostenuti, i gravi, ovviamente, inconsistenti.  La cantante supera questi limiti con un uso intelligente ed efficace del declamato, di fraseggiare con cura  arrivando ad essere una protogonista credibile e anche toccante in un finale dell&#8217;opera veramente ben eseguito. Modesta l&#8217;Adalgisa di <strong>Alessandra Palomba, </strong> priva di qualsiasi attrattiva vocale, scenica, tecnica ed interpretativa. <strong>Francesco Anile</strong> e&#8217; un tenore in possesso di voce ampia, brunita, timbrata e di bel colore, purtroppo, la tecnica è rozza e il  fraseggio desolante.  Le sue capacità scenica  sono poi imbarazzanti e azzerano le precedenti qualità. I Di grande rilievo il basso <strong>Luca Tittolo</strong>, un Oroveso nobile e composto scenicamente dotato di una bella voce, tecnicamente  solida,  il fraseggio eccellente. Corretta la Clotilde di <strong>Nadyia Petrenko</strong>, caricaturale  il tenore <strong>Giorgio Trucco</strong>. Teatro “tutto esaurito”  che ha tributato un grande successo allo spettacolo.</p>

<a href='http://www.gbopera.it/archives/4364/norma-cremona09-0g' title='norma-cremona09-0g'><img width="70" height="70" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2009/12/norma-cremona09-0g-70x70.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="norma-cremona09-0g" /></a>
<a href='http://www.gbopera.it/archives/4364/norma-cremona09-4g' title='norma-cremona09-4g'><img width="70" height="70" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2009/12/norma-cremona09-4g-70x70.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="norma-cremona09-4g" /></a>
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		<title>&#8220;Norma&#8221; con Beverly Sills</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Aug 2009 11:53:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Bagnoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cd e Dvd]]></category>
		<category><![CDATA[Beverly Sills]]></category>
		<category><![CDATA[Cd]]></category>
		<category><![CDATA[Norma]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Bellini]]></category>

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		<description><![CDATA[Vincenzo Bellini (1801-1835): &#8220;NORMA&#8221; Tragedia lirica in due atti. Beverly Sills (Norma), Shirley Verrett (Adalgisa), Enrico Di Giuseppe (Pollione), Paul Plishka (Oroveso), Delia Wallis (Clotilde), Robert Tear (Flavio). John Alldis Choir. New Philharmonia Orchestra. Direttore: James Levine.  Reg.1973 &#8211; 2 cd DG.
Più volte annunciata ecco finalmente ritornare per la prima volta in cd la Norma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-2651" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2009/08/0028947781868-200x200.jpg" alt="" width="200" height="200" /><em>Vincenzo Bellini (1801-1835): <strong>&#8220;NORMA&#8221; </strong>Tragedia lirica in due atti. Beverly Sills (Norma), Shirley Verrett (Adalgisa), Enrico Di Giuseppe (Pollione), Paul Plishka (Oroveso), Delia Wallis (Clotilde), Robert Tear (Flavio). John Alldis Choir. New Philharmonia Orchestra. Direttore: James Levine.  Reg.1973 &#8211; 2 cd DG.<br />
</em>Più volte annunciata ecco finalmente ritornare per la prima volta in cd la <em>Norma </em>registrata da Beverly Sills nel 1973. Si arriva così a completare la discografia delle opere complete della grande cantante americana scomparsa lo scorso anno. Disordinata invece la pubblicazione dei vari recitals, finora apparsi in compilation o raccolte che non ne rispettano l&#8217;originale uscita.  Beverly Sills è una Norma di grande rilievo vocale: canta la &#8220;Casta Diva&#8221; in tono (cioè in sol), con uno straordinario legato e la cabaletta &#8220;Ah, bello a me ritorna&#8221; si affianca a quella di Joan Sutherland per nitidezza e scioltezza di esecuzione. La Sills è anche una interprete sensibile anche se, i limiti vocali della zona centrale della voce si sentono. Al suo fianco, Shirley Verrett è una Adalgisa nobile e dalla linea di canto sicura e svettante. Le due cantanti non raggiungono qui l&#8217;altissimo livello dell&#8217;<em>Anna Bolena </em>ma siamo pur davanti a una prova di levatura straordinaria. Enrico Di Giuseppe, tenore piuttosto noto in America  in quegli anni, è un Pollione piuttosto generico e vocalmente modesto. Paul Plishka è un Oroveso  aristocratico, canto morbido e bel fraseggio. James Levine dirige con piglio ed energia, anche se  non sempre in modo controllato. Un&#8217;edizione che non può certo mancare a tutti quelli che amano l&#8217;arte vocale di Beverly Sills.</p>
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		<title>Opere anche su Rai Tre&#8230;ovviamente di notte</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Aug 2009 12:22:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Bagnoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tv e Radio]]></category>
		<category><![CDATA[Norma]]></category>

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		<description><![CDATA[Lunedì 3 agosto 2009 , alle ore 01.05 dal Teatro Comunale di Bologna verrà trasmessa la &#8220;Norma&#8221;. Interpreti principali: Daniela Dessì, Fabio Armiliato, Kate Aldrich, Rafal Siwek. Direttore, Evelino Pidò, regia di Federico Tiezzi.
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-2534" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2009/08/raitre-200x200.jpg" alt="" width="200" height="200" /><em>Lunedì 3 agosto 2009 , alle ore 01.05 </em>dal Teatro Comunale di Bologna verrà trasmessa la &#8220;Norma&#8221;. Interpreti principali: Daniela Dessì, Fabio Armiliato, Kate Aldrich, Rafal Siwek. Direttore, Evelino Pidò, regia di Federico Tiezzi.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La &#8220;Norma&#8221; a Catania</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Jul 2009 13:31:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cosimo Capanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Maria Callas]]></category>
		<category><![CDATA[Norma]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Bellini]]></category>

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		<description><![CDATA[
Siamo nel marzo del 1950 a Catania , dove Maria  tornerà anche l&#8217;anno seguente, nel marzo 1951 come astro fulgente delle  celebrazioni per i 150 anni  della nascita di Bellini, interpretando Norma e Elvira dei Puritani. La  Simionato ha sempre ricordato che, rientrando con lei in albergo dopo il trionfo tributato dal pubblico catanese, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-2282" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2009/07/dscn4105-133x200.jpg" alt="" width="133" height="200" /></p>
<p style="text-align: justify;">Siamo nel marzo del 1950 a Catania , dove Maria  tornerà anche l&#8217;anno seguente, nel marzo 1951 come astro fulgente delle  celebrazioni per i 150 anni  della nascita di Bellini, interpretando Norma e Elvira dei Puritani. La  Simionato ha sempre ricordato che, rientrando con lei in albergo dopo il trionfo tributato dal pubblico catanese, la  Callas le chiese: <em>&#8220;Come giustifichi questo successo, perché vanno in delirio? Io non lo capisco. Se dovessi spendere duecento lire per andare ad ascoltarmi, non le pagherei!&#8221;</em>. All&#8217;epoca, l&#8217;ingresso al loggione della Scala costava seicento lire, dunque la sfiducia in sé di questa grande artista, era profonda.<br />
<span id="more-2281"></span>Nelle immagini che vedrete potrete riconoscere tra i colleghi <strong>Mirto Picchi </strong>nella parte di Pollione, <strong>Jolanda Gardino</strong> in quella di Adalgisa e <strong>Marco Stefanoni </strong>nel ruolo di Oroveso. <strong>Purtroppo di quelle recite non ho al momento alcuna recensione da poter allegare alle immagini,</strong> la prima che ho in mio possesso e che riproduco di seguito quella che <strong>Teodoro Celli </strong>scrisse all&#8217;indomani delle recite di <em>Norma</em> nel teatro scaligero.<br />
<strong>GIUDITTA PASTA VINSE IL TERREMOTO.<br />
<em>LA  CANTANTE MARIA</em></strong><em><strong> CALLAS HA DATO UNA MAGISTRALE INTERPRETAZIONE DI &#8220;NORMA&#8221; CRONACA MUSICALE DI TEODORO CELLI<br />
</strong></em>Tratto dalla rivista &#8220;<strong> </strong>OGGI&#8221;<strong> </strong>del 31 gennaio 1952</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><strong><strong> </strong></strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Da qualche anno, ormai, il soprano Maria Callas Meneghini passava per i teatri lirici italiani </strong>riscuotendo nelle più diverse opere di repertorio calorosi successi; ma alla Scala ancora non s&#8217;era presentata. Per la verità: era comparsa in una ripresa di Aida, due anni fa, in occasione d&#8217;una &#8220;serata di gala&#8221; per l&#8217;inaugurazione della Fiera campionaria, tuttavia non aveva entusiasmato né persuaso. <strong>Quest&#8217;anno tuttavia la sovrintendenza scaligera s&#8217;è decisa a presentare Maria Callas come elemento di primissimo piano: le ha affidato la parte della protagonista nei <em>Vespri siciliani,</em></strong> opera inaugurale della stagione, e <strong>quindi l&#8217;ha &#8220;provata&#8221; in una delle parti più impegnative del repertorio ottocentesco, quella della Norma di Bellini. </strong>Nei <em>Vespri</em> la  Callas s&#8217;è fatta ammirare; pur tuttavia nell&#8217;animo degli ascoltatori permaneva una certa diffidenza, poiché si trattava d&#8217;un&#8217;opera poco nota, a proposito della quale non era possibile stabilire paragoni con altri interpreti del passato<strong>. </strong>Ma con <em>Norma</em> la Callas ha vinto, crediamo definitivamente, la ritrosia e la diffidenza del pubblico ambrosiano. Ha riportato una vittoria nettissima quanto più impervia  e impegnativa è la realizzazione del personaggio belliniano<strong><strong>. Si sapeva che Norma, era uno dei cavalli di battaglia della Callas; non si voleva credere però che questo soprano potesse così intelligentemente  e con tale musicalità disegnare il difficile personaggio. </strong></strong>Ora i dubbi sono stati fugati dall&#8217;impeto degli applausi.Non che la sua voce &#8211; sia ben chiaro -  abbia caratteristiche &#8220;naturali&#8221; di particolare bellezza, anzi, ciò che a tutta prima induce in diffidenza chi ascolta questa cantante è il timbro piuttosto stridulo di alcune note e la discontinuità della gamma<strong><strong>. La  Callas non ha una voce egualmente vellutata e limpida in tutti i registri, le note basse sono di scarsa intensità e il &#8220;ponte&#8221; fra il registro medio e quello acuto è per lei spesso pericoloso da varcare.</strong></strong> Potremmo dire, insomma che ella è paragonabile a un concertista di piano o di violino che usufruisca di un cattivo strumento, intonatissimo, certo, ma dal suono non<strong><strong> </strong></strong>completamente gradevole. Sennonché la  Callas, per naturale intelligenza affinata da lunghi e fruttuosi  studi, sa &#8220;suonare&#8221; stupendamente l&#8217;imperfetto strumento avuto in dono dalla sorte; conoscendone i naturali difetti e avendo meditato il modo di sopperirvi, ella e&#8217; capace di compiervi le più audaci acrobazie vocali, che appunto così spesso s&#8217;impongono a chi affronti la monumentale parte dell&#8217;eroina del capolavoro di Bellini<strong><strong>. E, ciò che più conta, la Callas impegna la propria &#8220;scuola&#8221; vocale, la propria bravura di &#8220;concertista&#8221; del canto, </strong></strong><strong>Norma la Callas ha vinto, crediamo definitivamente, la ritrosia e la diffidenza del pubblico ambrosiano; ha riportato una vittoria nettissima che ha tanto maggior valore quanto più impervia<strong><strong>per interpretare il personaggio: si dedica, insomma, alla ricerca dell&#8217;a&#8221;accento&#8221; più intenso, che sia quello artisticamente vero, rivelatore delle passioni del personaggio di Norma. </strong></strong></strong>E qui è bene ricordare agli idolatri del &#8220;bel suono&#8221;, del canto inteso unicamente come piacevole vellicamento del timpano, della melodia come mera soddisfazione edonistica, quanto Bellini stesso, in una sua famosissima lettera rivelava circa il proprio modo di comporre<strong><strong><strong>.<em> </em></strong></strong></strong><em>&#8220;Io studio attentamente&#8221;</em>, scriveva il catanese, <em>&#8220;il carattere dei personaggi, le passioni che li predominano e i sentimenti; poi invaso dagli effetti di ciascun di loro immagino esser divenuto quel desso che parla; e chiuso quindi nella mia stanza comincio a declamare la parte del personaggio del dramma con tutto il calore della passione, e osservo intanto le inflessioni della mia voce, l&#8217;affrettamento e il languore della pronuncia in questa circostanza, l&#8217;accento insomma e il tuono dell&#8217;espressione che dà natura all&#8217;uomo in balia delle passioni, e vi trovo i motivi e i tempi musicali adatti a dimostrarle</em>&#8220;<strong><strong><strong>.</strong></strong></strong>Dunque anche il &#8220;lirico puro&#8221;Bellini  mirava al dramma e cercava di realizzarlo mediante<strong><strong><strong> </strong></strong></strong>l&#8217;accento musicale più proprio.<strong><strong><strong> Il merito dell&#8217;interpretazione di Maria Callas è consistito proprio nella quasi constante e felice realizzazione dei diversi &#8220;accenti&#8221; belliniani.</strong></strong></strong> Fra i tanti momenti grandemente efficaci citeremo quello dell&#8217;ultimo atto, per l&#8217;intensità con cui questa interprete, pur sfornita d&#8217;un registro basso sufficientemente voluminoso, ha saputo attaccare la disperata e aggressiva frase &#8220;In mia mano al fin tu sei&#8230;&#8221;. Fino a quel momento la Callas aveva costretto gli ascoltatori scaligeri all&#8217;ammirazione: di lì in poi li ha spinti all&#8217;entusiasmo. Certo, vi sono nella Norma parecchi momenti in cui l&#8217;&#8221;accento&#8221; belliniano è talmente pacato, attenuato, puramente sereno, che la melodia si snoda illuminata da un chiarore estatico ed immobile. Sono i momenti in cui la Callas, come e&#8217; intuibile, persuade meno. E&#8217; il grande momento di &#8220;Casta diva&#8221;, per il quale occorrerebbe davvero una voce quanto mai levigata, eguale e pura<strong><strong><strong>. </strong></strong></strong>Una voce capace di compiere miracoli, come sembra ne compisse quella della prima Norma, Giuditta Pasta, a stare almeno a quanto racconta il Monaldi: &#8220;La sera del 2 dicembre 1834 Giuditta Pasta cantava Norma al Comunale di Bologna. Una folla immensa era accorsa a teatro per ascoltare le divine melodie belliniane. Giuditta Pasta aveva appena cominciato a innalzare il canto sublime alla &#8220;Casta diva&#8221; allorché una forte scossa di terremoto preceduta da un lugubre rombo fece tremare spaventosamente il teatro<strong><strong><strong>. </strong></strong></strong>Il terrore fu immenso; però non uno spettatore, nonostante la paura, abbandonò il proprio posto. Cessato il fenomeno, trascorsi brevissimo intervalli, Giuditta Pasta riprese il dolce canto, e dieci minuti dopo, nell&#8217;onda della musica di Bellini, nessuno rammentò quasi più l&#8217;ansia provata poco prima&#8221;. La voce della Callas non saprebbe compiere, crediamo, simili miracoli. Ma, considerando ciò che questa interprete sa complessivamente dare nel corso dei quattro atti, e contando anche sulla scarsa frequenza dei terremoti, possiamo egualmente dichiararci soddisfatti.<br />

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