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	<description>opera magazine</description>
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		<title>Matthias Goerne alla Carnagie Hall</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 11:40:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alice Zhang</dc:creator>
				<category><![CDATA[Concerti]]></category>
		<category><![CDATA[Dimitri Shostakovitch]]></category>
		<category><![CDATA[Gustav Mahler]]></category>
		<category><![CDATA[Leif Ove Andsnes]]></category>
		<category><![CDATA[Ludvig van Beethoven]]></category>
		<category><![CDATA[Matthias Goerne]]></category>

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		<description><![CDATA[New York, Carnagie Hall Recital del baritono Matthias Goerne Pianoforte Leif Ove Andsnes Gustav Mahler:  &#8220;Ich atmet’ einen linden Duft&#8221;; Wo die schönen Trompeten blasen&#8221;; &#8220;Es sungen drei Engel&#8221;; &#8220;Das irdische Leben&#8221;; &#8220;Nun seh’ ich wohl, warum so dunkle Flammen&#8221;; &#8220;Wenn dein Mütterlein&#8221;; &#8220;Urlicht&#8221;; Ich bin der Welt abhanden gekommen&#8221;; &#8220;Revelge&#8221;; &#8220;Der Tamboursg&#8217;sell&#8221; Dimitri Shostakovitch:  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="scheda"><div class="scheda-immagine"><p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/matthias_goerneR4001.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-35236" title="matthias_goerneR400" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/matthias_goerneR4001-290x193.jpg" alt="" width="290" height="193" /></div><div class="scheda-contenuto"></a>New York, Carnagie Hall<br />
</em><strong>Recital del baritono Matthias Goerne<br />
</strong><em>Pianoforte </em><strong>Leif Ove Andsnes</strong><br />
<em><span id="more-35181"></span>Gustav Mahler: </em> &#8220;Ich atmet’ einen linden Duft&#8221;; Wo die schönen Trompeten blasen&#8221;; &#8220;Es sungen drei Engel&#8221;; &#8220;Das irdische Leben&#8221;; &#8220;Nun seh’ ich wohl, warum so dunkle Flammen&#8221;; &#8220;Wenn dein Mütterlein&#8221;; &#8220;Urlicht&#8221;; Ich bin der Welt abhanden gekommen&#8221;; &#8220;Revelge&#8221;; &#8220;Der Tamboursg&#8217;sell&#8221;<br />
<em>Dimitri Shostakovitch: </em> &#8220;Mattino,&#8221; Op. 145, No. 2; &#8220;Separazione,&#8221; Op. 145, No. 4; &#8220;Notte&#8221; Op. 145, No. 9; &#8220;Immortalità,&#8221; Op. 45, No. 11; &#8220;Dante,&#8221; Op. 145, No. 6; &#8220;Morte,&#8221; Op. 145, No. 10<br />
<em>Ludvig van Beethoven: &#8220;</em>An die Hoffnung,&#8221; Op. 94<br />
<em>New York, 1 maggio 2012<br />
</p></div></div><p><br />
</em>In una serata come tante altre in una  New York City caotica, con le  strade simili a un mare giallo di taxi, con  il fumo e l&#8217;aroma si alzava dalla stands di carne, e la gente che, uscita dagli  uffici, si precipitava a godersi al primo piacere della serata, ossia il  bicchiere da cocktail in un locale alla moda. Ancora folla, che si differenziava dall&#8217;altra che si presentava di una eleganza un po&#8217; retrò, affollava il foyer della Carnagie Hall. Tutti per vedere e soprattutto sentire il baritono tedesco <strong>Matthias Goerne</strong>,  accompagnato dal pianista norvegese <strong>Leif Ove Andsnes</strong>. <a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/leif_image.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-35190" title="leif_image" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/leif_image-200x200.jpg" alt="" width="200" height="200" /></a>In progrmma lieder  di Mahler e Shostakovich sul tema della morte vista da diverse prospettive, in tutte le sue forme. Armata di un pacchetto di Kleenex, mi preparavo alla  commozione. Invece, mi sono trovata a vivere una esperienza assolutamente nuova e diversa. La voce di Goerne non è certo la più bella o la più ampia che mi è capitato di sentire fino ad oggi. Non si è poi notato un canto particolarmente  espressivo e la sua interpretazione più profonda. Tuttavia, quello che questo cantante ha saputo creare in questo concerto è stato quasi &#8216;inquietante: Matthias Goerne mi ha messo in uno stato alterato di coscienza, una condizione che poteva essere paragonata a Shavasana (o &#8220;Corpse Pose&#8221;) che conclude una pratica tipica di yoga in cui l&#8217;obiettivo è quello di ottenere un totale relax e quiete, paragonabile a uno stato di morte.<br />
<strong>Questo stato nonostante  la maggior parte della musica fosse esteticamente o visceralmente attraente</strong>. I brani tratti dalla Suite di lieder su testi di Michelangelo op.145a (1947) di Shostakovich non trovano una particolare sintonia con il mio gusto e le  mie orecchie. Eppure, non ero ansiosa,  o annoiata,  o irritata (come  di solito mi trovo quando devo acoltare della  musica che mi  mi interessa particolarmente). Sono stata &#8220;contagiata&#8221; dall&#8217;effetto iponotico e inebriante di Goerne. Il cantante ha saputo incantare il  pubblico, con i suoi movimenti simili a un &#8220;tai chi&#8221; e con un flusso del suo canto sempre controllato nel flusso del fiato. La sua voce mi ha avvolto come una coperta calda, allontanandomi completamente dalla rumorosa New York. Per fortuna poi, ho potuto anche godere del lirismo di Mahler, con lieder tratti dai cicli<em> Des Knaben Wunderhorn</em>, <em>Rückert-Lieder</em>, e i <em>Kindertotenlider</em>. &#8220;Ich atmet &#8216;einen linden Duft&#8221; è stato interpretato dal cantante e dal  pianista con una tale finezza ed espressività da fare quasi percepire il profumo del tiglio.  Da brivido &#8220;Das Leben irdische&#8221;, che assomiglia stranamente, sia nella sua urgenza ritmica che nel testo drammatico di  &#8221;Der Erlkönig&#8221; di Schubertinviato . Poi c&#8217;è stato &#8220;Urlicht&#8221; (Light Primal), che potrei descrivere solo come una sublimazione del silenzio. Il canto di Goerne alle parole: &#8220;Himmel sein&#8221; era semplicemente etereo. In un lied  in particolare, &#8220;Ich bin der Welg abhanden gekommen&#8221; (Sono ormai perduto al mondo), non solo mi ha offerto un assaggio del sublime, ma è stata la vera sintesi e di elevazione interpretativa della serata.<br />
<strong>Sono ormai perduto al mondo</strong><br />
<em>&#8220;Sono ormai perduto al mondo</em><br />
<em> Col quale ho anche perduto gran tempo;</em><br />
<em> Tanto a lungo non ha saputo più niente di me,</em><br />
<em> Che può pensare ormai che io sia morto!</em><br />
<em> Ma non mi importa niente</em><br />
<em> Che mi creda morto.</em><br />
<em> E non posso neanche contraddirlo,</em><br />
<em> perché sono veramente morto al mondo.</em><br />
<em> Sono morto al chiasso del mondo,</em><br />
<em> E riposo in un luogo silenzioso!</em><br />
<em> Vivo solo nel mio cielo</em><br />
<em> Nel mio amore, nel mio canto.&#8221;<br />
</em>(Traduzione di Luigi Bellingardi)<em><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/MATTHIAS-popup.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-35192" title="MATTHIAS-popup" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/MATTHIAS-popup-133x200.jpg" alt="" width="133" height="200" /></a>Goerne non ha mai dato l&#8217;impressione di  cantare davanti a un pubblico, non ha mai cercato gli sguardi delle persone. Era come se fosse solo sul palco, cantando per se stesso &#8211; per il proprio piacere e divertimento. Noi, il pubblico, sbiriciavamo da una porta semi aperta,  o forse da un universo parallelo. Non c&#8217;era nulla di studiato. Il baritono sembrava perso nel suo mondo di introspezione e di oblio senza cercare di conquistare anche se, in realtà, lo stava facendo. Ho sempre creduto che quello che dovrebbe essere l&#8217;arte nella sua più pura essenza. Gli esecutori sono troppo spesso preoccupati di piacere al pubblico, che sembrano dimenticarsi ciò che &#8216;Die Kunst&#8217; in realtà significa per loro a livello personale e intimo. Concerto dopo concerto salgono sul palco e fanno scaturire le note dello stesso programma che non cresce,  non trascendente, e non si trasforma  in un viaggio per loro e per chi li sta ascoltando. Matthias Goerne si libera e libera il pubblico. Per la prima volta in oltre due decenni di concerti, molti dei quali seguiti come atto di presenza, non ho ascoltato e preso furiosamente appunti, cercando dei significati a quello che stavo ascoltando. Ho semplicemente goduto di un &#8220;Shavasana musicale&#8221; in me stessa, allontanandomi dal mondo. La nostra serata di cupi lieder si è conclusa con  un bis, &#8220;An die Hoffnung&#8221;  op. 94 di Beethoven.<br />
<em>Foto </em><em></em><em>Leif Ove Andsnes &#8211; Felix Broede</em><br />
<em></em></p>
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		<title>&#8220;Wozzeck&#8221; alla Staatsoper Stuttgart</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 22:16:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianguido Mussomeli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Alban Berg]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Moses]]></category>
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		<category><![CDATA[Wozzeck]]></category>

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		<description><![CDATA[Staatsoper Stuttgart, Stagione Lirica 2011/2012 &#8220;WOZZECK&#8221; Opera in tre atti e quindici scene dal dramma Woyzeck di Georg Büchner Libretto e musica di Alban Berg Wozzeck CLAUDIO OTELLI Il tamburmaggiore DANIEL BRENNA Andres GERGELY NEMETI Il capitano GERHARD SIEGEL Il dottore ROLAND BRACHT Due garzoni MARK MUNKITTRICK, KAI PREUSKER Il pazzo HEINZ GOEHRING Marie CHRISTIANE [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="scheda"><div class="scheda-immagine"><p style="text-align: justify;"><em></em><em><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-35111" title="9947_st_woz_khp_mg_3704" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/9947_st_woz_khp_mg_3704-290x167.jpg" alt="" width="290" height="167" /></div><div class="scheda-contenuto"></strong>Staatsoper Stuttgart, Stagione Lirica 2011/2012<br />
</em><strong>&#8220;WOZZECK&#8221;<br />
</strong>Opera in tre atti e quindici scene dal dramma <em>Woyzeck </em>di Georg Büchner<em><br />
</em>Libretto e musica di<strong> Alban Berg<br />
</strong><em><span id="more-35105"></span>Wozzeck </em>CLAUDIO OTELLI<br />
<em>Il tamburmaggiore </em>DANIEL BRENNA<br />
<em>Andres </em>GERGELY NEMETI<br />
<em>Il capitano </em>GERHARD SIEGEL<em><br />
Il dottore </em>ROLAND BRACHT<br />
<em>Due garzoni </em>MARK MUNKITTRICK, KAI PREUSKER<br />
<em>Il pazzo </em>HEINZ GOEHRING<br />
<em>Marie </em>CHRISTIANE IVEN<br />
<em>Margret </em>TINA HORHOLD<em><br />
Il bambino di Marie </em>JAN-CRISTOF TOMERL<br />
Staatsopernchor Stuttgart, Kinderchor der Oper Stuttgart,<br />
Staatsorchester Stuttgart<em><br />
</em>Direttore <strong>Michael Schønwandt</strong><em><br />
</em>Maestro del Coro<strong> Johannes Knecht<br />
</strong>Regia <strong>Andrea Moses<br />
</strong>Scene e costumi <strong>Christian Wiehle</strong><em><br />
</em>Luci <strong>Reinhard Traub<br />
</strong><em>Stuttgart, 12 maggio 2012<br />
</p></div></div><p><br />
</em><em></em><img class="alignleft size-medium wp-image-35115" title="9962_st_woz_khp_mg_3664" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/9962_st_woz_khp_mg_3664-290x200.jpg" alt="" width="290" height="200" />Teatro esaurito e dieci minuti di applausi per la prima recita del nuovo allestimento del Wozzeck di Alban Berg alla Staatsoper Stuttgart. La folta presenza di pubblico è cosa, del resto, che non deve destare alcun stupore. Il capolavoro berghiano, infatti, è amatissimo qui in Germania e regolarmente eseguito nelle stagioni operistiche di tutti i teatri, e oltretutto attira sempre un gran numero di giovani spettatori.<br />
Come notava giustamente il compianto Giuseppe Sinopoli in occasione della produzione da lui diretta alla Scala nel 1997: «<em>È strano che da noi ’Wozzeck’ sia ancora così poco frequentato, mentre nei teatri d’ area tedesca è eseguito molto più di Wagner, perché è una di quelle opere che richiedono continua riflessione sui tanti livelli di lettura, sottoposta al rovello di quelle simbologie numeriche tanto care a Berg, che serialmente si diverte a mescolare i 3 e i 7, i 6 e i 10, seguendo complessi, segreti, percorsi.</em> <em>Leggerlo in chiave sociale, di ’classe’, come usualmente si fa, è riduttivo. Berg va ben oltre: respirando l’ aria del suo tempo, attinge più o meno consciamente a Freud. Quando scopre che la sua donna lo tradisce, Wozzeck non è tanto sconvolto dalla gelosia ma dalla rottura della legge. Un ’peccato’ insopportabile per uno come lui, che cita in continuazione la Bibbia, sente le voci, interpreta i segni della natura. Un paranoico, uno che potrebbe essere molto elegante, lavarsi spesso… La rottura della legge per lui è la rottura con il superego, con il padre. Un ’padre’ che per Berg era Schönberg, chiamato in causa usando lo stesso organico del Maestro».</em><br />
<img class="alignleft size-medium wp-image-35110" title="9929_st_woz_khp_mg_3500" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/9929_st_woz_khp_mg_3500-290x200.jpg" alt="" width="290" height="200" />Le problematiche sociali del pezzo teatrale scritto da Georg Büchner e rielaborato da Berg sono indubbiamente ancora di attualità, e proprio per questo il linguaggio del Wozzeck è recepito con immediatezza anche dal pubblico giovane.<br />
<strong>Andrea Moses</strong>, da quest&#8217; anno responsabile dei progetti di regia alla Staatsoper e già autrice della messinscena de <em>La Damnation de Faust</em> che ha inaugurato la stagione di quest&#8217; anno, nel suo allestimento sceglie decisamente di evidenziare al massimo l&#8217; alienazione e lo straniamento che animano tutti i personaggi del dramma. L&#8217; ambientazione è quella di un club di tiro a segno in una cittadina dei nostri tempi, e gli avvenimenti narrati hanno luogo durante la festa annuale del sodalizio. Wozzeck e Marie sono due dipendenti del circolo, lui lavora come addetto alle pulizie e si presta ad altri servizi per arrotondare la paga, e lei al bar sociale. <img class="alignleft size-medium wp-image-35114" title="9959_st_woz_khp_mg_3956" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/9959_st_woz_khp_mg_3956-284x200.jpg" alt="" width="284" height="200" />La scenografia di <strong>Christian Wiehle</strong>, autore anche dei costumi, si basa su un impianto girevole che in successione mostra la sala del circolo di tiro, lo studio del medico sociale, lo spogliatoio del club e l&#8217; area posteriore di scarico dei rifiuti, dove si compie la catastrofe finale con Wozzeck che nasconde il cadavere di Marie nel contenitore dei rifiuti e poi si suicida annegandosi nel bidone di scarico dell&#8217; acqua. Come sapranno coloro che seguono i miei resoconti, io non sono assolutamente contrario a queste operazioni quando esse rispettano il nucleo drammaturgico immaginato dall&#8217; autore, e in questo caso la messinscena di Andrea Moses era efficacissima nel rendere l&#8217; atmosfera voluta da Berg, attraverso una recitazione curatissima e di forte impatto drammatico, perfetta nel rendere la psicologia dei personaggi. Una bella regia, decisamente da annoverare tra le migliori viste negli ultimi anni del Wozzeck, resa efficace dalla splendida prestazione scenica di un cast omogeneo in tutti i ruoli e compattissimo.<br />
<img class="alignleft size-medium wp-image-35113" title="9956_st_woz_gp_mg_4869" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/9956_st_woz_gp_mg_4869-290x186.jpg" alt="" width="290" height="186" />Parlando della compagnia di canto, bisogna obbligatoriamente iniziare dal ruolo dell&#8217; Hauptmann, che doveve essere sostenuto da Torsten Hoffmann, principale tenore caratterista dell&#8217; ensemble di Stuttgart, il quale dopo la generale ha dovuto rinunciare per motivi di salute. Con un vero colpo di fortuna, la Staatsoper è riuscita a contattare un interprete di altissimo livello come<strong> Gerhard Siegel</strong>, cantante celebratissimo per la sua interpretazione del ruolo di Mime nel Ring, da lui eseguito in tutti i maggiori teatri del mondo. Il tenore bavarese ci ha fatto ascoltare un&#8217; interpretazione vocalmente e scenicamente pressochè perfetta nel rendere il carattere nevrotico e pervertito del personaggio, assolutamente degna dei grandi interpreti storici della parte. Atrettanto eccellente la prova del baritono austriaco <strong>Claudio Otelli</strong>, già interprete di Klingsor nel Parsifal qui a Stuttgart, che ha disegnato un Wozzeck introverso, tormentato e dalla declamazione incisiva e scavata nei dettagli. Ottima anche<strong> Christian Iven</strong>, uno degli elementi di punta della compagnia della Staatsoper, e che è stata una Marie vocalmente sicura nel padroneggiare le asprezze della scrittura vocale del ruolo, a parte un paio di suoni striduli, e dal fraseggio personale e di grande autorevolezza.<img class="alignleft size-medium wp-image-35112" title="9953_st_woz_gp_mg_4856" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/9953_st_woz_gp_mg_4856-290x200.jpg" alt="" width="290" height="200" /> Molto bravi anche gli interpreti degli altri due ruoli tenorili, <strong>Gergely Nemeti</strong>, un Andres sicuro nel registro acuto e tratteggiato con finezza, e <strong>Daniel Brenna,</strong> ottimo nel rendere la tracotanza e il tono smargiasso del Tambourmajor, che nella regia diventa il locale campione di tiro a segno, un bullo di provincia che si sposta con la moto, sulla sella della quale consuma l&#8217; adulterio con Marie. Nel ruolo del Dottore, <strong>Roland Bracht</strong>, uno dei veterani della Staatsoper, ha mostrato tutta la sua esperienza di uomo di teatro consumato. <strong>Tina Hörnhold</strong>, che ricordavamao per la sua bella interpretazione di Warwara nella Katja Kabanova, è stata una Margret scenicamente e vocalmente efficace e disinvolta. Di grande impatto la figura drammatica del Narr (un travestito in questa regia) nella realizzazione di Heinz Gohrig, caratterista di talento poliedrico che qui alla Staatsoper ha affrontato decine di personaggi di ogni tipo. <strong>Michael Schønwandt,</strong> sul podio di un&#8217; orchestra al massimo della forma, ha dato una lettura intensissima e di grande impatto drammatico della partitura di Berg. Un suono di compattezza impeccabile e una lucidissima analisi delle complesse strutture musicali erano le caratteristiche migliori dell&#8217; interpretazione del musicista danese. Poche volte i valzer della festa sono stati resi così efficacemente nel loro carattere di disperata parodia, e raramente abbiamo ascoltato un finale tanto lacerante per intensità e una resa così struggente della scena finale, con quella musica che gira quasi in folle, a vuoto. Come già detto in apertura, trionfo finale per uno spettacolo sicuramente da annoverarsi tra i più belli presentati in questa stagione sulle scene tedesche.<em><br />
Foto A.T. Schaefer</em><br />

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<br />
<em><br />
</em></p>
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		<title>Opera di Roma: dal 25 maggio Riccardo Muti dirige &#8220;Attila&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 22:02:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazioneGBopera</dc:creator>
				<category><![CDATA[News ed eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Attila]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Verdi]]></category>
		<category><![CDATA[Opera di Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Pier Luigi Pizzi]]></category>
		<category><![CDATA[Riccardo Muti]]></category>

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		<description><![CDATA[Da venerdì 25 maggio, alle 20.30, sulla scena del Teatro dell’Opera torna Verdi con Attila. Sul podio dell’Orchestra dell’Opera di Roma il Maestro Riccardo Muti, che ha contribuito in modo importante alla rinascita dell’interesse internazionale su questo sanguigno e “risorgimentale” dramma lirico.  Attila avrà un nuovo allestimento del Teatro dell’Opera firmato da Pier Luigi Pizzi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/bozzetto_di_pier_luigi_pizzi_gallery_full.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-35178" title="bozzetto_di_pier_luigi_pizzi_gallery_full" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/bozzetto_di_pier_luigi_pizzi_gallery_full-282x200.jpg" alt="" width="282" height="200" /></a><strong>Da venerdì 25 maggio, alle 20.30</strong>,<br />
sulla scena del Teatro dell’Opera torna Verdi con <em>Attila.</em> Sul podio dell’Orchestra dell’Opera di Roma il Maestro<strong> Riccardo Muti</strong>, che ha contribuito in modo importante alla rinascita dell’interesse internazionale su questo sanguigno e “risorgimentale” dramma lirico.  <em>Attila </em>avrà un nuovo allestimento del Teatro dell’Opera firmato da<strong> Pier Luigi Pizzi</strong> per la regia, le scene e i costumi. Le luci sono di Vincenzo Raponi, i movimenti coreografici di Roberto Maria Pizzuto. Tra gli interpreti <strong>Tatiana Serjan</strong> nel ruolo di Odabella, <strong>Ildar Abdrazakov</strong> nel ruolo di Attila e<strong> Nicola Alaimo</strong> in quello di Ezio, Foresto è<strong> Jean-François Borras</strong>, Uldino è <strong>Antonello Ceron</strong>, Leone è <strong>Luca Dall’Amico</strong>. Maestro del Coro del Teatro dell’Opera, <strong>Roberto Gabbiani.</strong><em><br />
Attila</em>, <strong>dopo la prima del 25 maggio, sarà replicato domenica 27 (17.00), martedì 29 (20.30), giovedì 31 (20.30), domenica 3 giugno (17.00), martedì 5</strong> (20.30 fuori abbonamento).<br />
Info: <a href="http://www.operaroma.it/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.operaroma.it');" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">www.operaroma.it</span></a></p>
<div></div>
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		<title>Marsiglia:XVII°Festival di Musica Sacra</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 18:15:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jocelyne De Nicola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Concerti]]></category>
		<category><![CDATA[Dmitry Ulianov]]></category>
		<category><![CDATA[Elena Pankratova]]></category>
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		<category><![CDATA[Nader Abassi]]></category>
		<category><![CDATA[Opèra di Marsiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Stabat Mater]]></category>
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		<category><![CDATA[Te Deum]]></category>

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		<description><![CDATA[Marsiglia, Eglise Saint-Michel, XVII° Festival di Musica Sacra Nader Abassi dirige Bizet e Rossini Coro e Orchestra dell&#8217;Opéra di Marsiglia Direttore Nader Abassi Soprano Elena Pankratova Mezzosoprano Giuseppina Piunti Tenore Stefan Pop Basso Dmitry Ulianov Georges Bizet: Te Deum per soprano, tenore, coro e orchestra Gioachino Rossini: Stabat Mater per soli, coro e orchestra Marsiglia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="scheda"><div class="scheda-immagine"><p><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/visu-musique-sacree-1112.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-35158" title="visu-musique-sacree-1112" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/visu-musique-sacree-1112-157x200.jpg" alt="" width="157" height="200" /></div><div class="scheda-contenuto"></a><em>Marsiglia, Eglise Saint-Michel, XVII° Festival di Musica Sacra<br />
</em><strong>Nader Abassi dirige Bizet e Rossini<br />
</strong>Coro e Orchestra dell&#8217;Opéra di Marsiglia<br />
<span id="more-35157"></span>Direttore <strong>Nader Abassi<br />
</strong>Soprano <strong>Elena Pankratova<br />
</strong>Mezzosoprano <strong>Giuseppina Piunti<br />
</strong>Tenore<strong> Stefan Pop</strong><br />
Basso <strong>Dmitry Ulianov<br />
</strong><em>Georges Bizet:</em> Te Deum per soprano, tenore, coro e orchestra<em><br />
Gioachino Rossini</em><strong>:</strong> Stabat Mater per soli, coro e orchestra<br />
<em>Marsiglia, 11 maggio 2012<br />
</p></div></div><p><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;">Due celebri composizione sacre hanno segnato la serata d&#8217;apertura della XVIIa edizione del Festival dedicato appunto alla musica di ispirazione religiosa che si tiene preso la Chiesa di Saint-Michel.  <strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/Pankartova2.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-35160" title="Pankartova2" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/Pankartova2-112x200.jpg" alt="" width="112" height="200" /></a>Pagina d&#8217;apertura il <em>Te Deum</em> di Geoges Bizet.</strong> Opera giovanile del ventenne Bizet questa composizione segue di due anni la “sinfonia in do maggiore”ed ha una scrittura molto semplice: Bizet non utilizza le differenti voci in tutte le loro possibilità. La tessitura alta e tesa  sminuisce l’effetto spirituale che normalmente ci attendiamo da un tema religioso. <a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/Giuseppina-Piunti-2.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-35161" title="Giuseppina Piunti, 2" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/Giuseppina-Piunti-2-133x200.jpg" alt="" width="133" height="200" /></a>Il direttore d’orchestra <strong>Nader Abassi</strong> ha saputo mettere in rilievo, con la sua delicata ed elegante direzione, tutte le sfumature che rendono interessante questo lavoro. L’orchestra e il coro si fondono in sonorità rotonde e sensibili così come in potenza. Il giovane tenore rumeno<strong> Stefan Pop</strong>, con voce chiara e meravigliosa ,passa con facilità dalle sfumature in “piano” al “forte” degli acuti mantenendo il suo vellutato timbro.  Il soprano russo <strong>Elena Pankratova</strong> ,anche lei dotata di una voce eccezionale, passa con disinvoltura sopra la massa sonora del coro e dell’orchestra senza nulla perdere della sua musicalità, cantando con intelligenza e sensibilità. Gli interpreti sono riusciti a donare splendore e magnificenza ad un ‘opera ,tutto sommato, piuttosto convenzionale.<br />
<strong>Lo <em>Stabat Mater</em> di Rossini</strong> è una partitura  di estrema profondità ed emozione, interpretata in questa occasione, da un quartetto vocale pregevole per le sue qualità intrinseche,  e omogeneità. <a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/Pop-Foto-neu9.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-35166" title="Pop-Foto-neu9" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/Pop-Foto-neu9-132x200.jpg" alt="" width="132" height="200" /></a>Fin dalle prime battute  il direttore riesce a creare l’atmosfera di dolore di cui l’opera è pregna, attraverso un’attenta  e delicata comprensione del fraseggio Il gesto sobrio lascia suonare l’orchestra accompagnandola in ogni sfumatura.<a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/Ulyanov-Foto-neu-1.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-35167" title="Ulyanov-Foto-neu-1" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/Ulyanov-Foto-neu-1-134x200.jpg" alt="" width="134" height="200" /></a>La scelta dei tempi è sempre adeguata e permette ai solisti l’agiatezza del canto. Il tenore<strong> Stefan Pop</strong> dona qui tutta la dimensione della sua voce generosa che s’illumina in un re bemolle sicuro e sonoro sempre restando melodioso. La sua musicalità e la qualità della sua voce fanno di lui un tenore degno di nota.<strong> Elena Pankratova</strong> ha la voce adatta per questa partitura;è nello stesso tempo drammatica e appassionata, ricca di emozioni. I suoi acuti sono chiari luminosi e robusti. Il duetto con il mezzosoprano<strong></strong>  è ricco di  sensibilità.  <strong>Giuseppina Piunti </strong>ha una voce omogenea in ogni registro ci lascia apprezzare il suo bel timbro di mezzo in ogni suon intervento vocale. Gli acuti sono potenti e sicuri, passando dalle note gravi agli acuti con facilità e ottima tenuta dei fiati.  <strong>Dmitri Ulyanov</strong> ha una voce di basso impressionante, sonora nelle note gravi come negli acuti, così profonda e naturale da far risuonare la chiesa per potenza.  Il coro dell’opera di Marsiglia offre qui una prestazione magistrale. Intonazione,omogeneità, sensibilità: tutto contribuiva per fare di questo concerto d’apertura del  diciasettesimo festival di musica sacra , una serata lungamente applaudita.</p>
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		<title>&#8220;Le nozze di Figaro&#8221; a Catania</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 00:14:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erica Capizzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ekaterina Sadvonikova]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Palmieri]]></category>
		<category><![CDATA[Le nozze di Figaro]]></category>
		<category><![CDATA[michele mauro]]></category>
		<category><![CDATA[Monica Minarelli]]></category>
		<category><![CDATA[Nidia Palacios]]></category>
		<category><![CDATA[Paul Armin Edelmann]]></category>
		<category><![CDATA[Stefania Bonfadelli]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Massimo Bellini di Catania]]></category>
		<category><![CDATA[Ugo Guagliardo]]></category>
		<category><![CDATA[Wolfgang Amadeus Mozart]]></category>

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		<description><![CDATA[Catania, Teatro Massimo Bellini, Stagione Lirica 2012 &#8220;LE NOZZE DI FIGARO&#8221; Commedia per musica in quattro atti di Lorenzo Da Ponte dalla commedia La folle journée ou le mariage de Figaro di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais Musica di Wolfgang Amadeus Mozart Il conte d’Almaviva PAUL ARMIN EDELMANN La contessa Rosina STEFANIA BONFADELLI Figaro UGO GUAGLIARDO [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="scheda"><div class="scheda-immagine"><p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/tn__MG_1910.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-35145" title="tn__MG_1910" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/tn__MG_1910-290x193.jpg" alt="" width="290" height="193" /></div><div class="scheda-contenuto"></a><em>Catania, Teatro Massimo Bellini, Stagione Lirica 2012</em><br />
<strong> &#8220;LE NOZZE DI FIGARO&#8221;</strong><br />
Commedia per musica in quattro atti di Lorenzo Da Ponte<br />
dalla commedia <em>La folle journée ou le mariage de Figaro</em><br />
di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais<br />
Musica di <strong>Wolfgang Amadeus Mozart</strong><br />
<em><span id="more-35107"></span>Il conte d’Almaviva</em> PAUL ARMIN EDELMANN<br />
<em>La contessa Rosina</em> STEFANIA BONFADELLI<br />
<em>Figaro</em> UGO GUAGLIARDO<br />
<em>Susanna</em> EKATERINA SADOVNIKOVA<br />
<em>Cherubino</em> NIDIA PALACIOS<br />
<em>Bartolo</em> FRANCESCO PALMIERI<br />
<em>Marcellina</em> MONICA MINARELLI<br />
<em>Don Basilio</em> MICHELE MAURO<br />
<em>Antonio</em> MAURIZIO MUSCOLINO<br />
<em>Don Curzio</em> ALFIO MARLETTA<br />
<em>Barbarina</em> LAURA MACRÌ<br />
Orchestra, coro e tecnici dell’E.A.R. Teatro Massimo Bellini<br />
Direttore <strong>Sergio Alapont</strong><br />
Regista <strong>Luca Verdone</strong><br />
Maestro del coro <strong>Tiziana Carlini</strong><br />
Maestro al cembalo <strong>Leonardo Catalanotto</strong><br />
Scene <strong>Giacomo Andrico</strong><br />
Costumi <strong>Alberto Spiazzi</strong><br />
<em>Catania, 13 maggio 2012</em><br />
</p></div></div><p><br />
Sul palcoscenico del Teatro Massimo di Catania è andata in scena la celeberrima opera mozartiana <em>Le nozze di Figaro </em>in un nuovo allestimento la cui regia è stata firmata da <strong>Luca Verdone</strong>. Figlio del critico cinematografico Mario Verdone e fratello del noto attore Carlo e della produttrice cinematografica Silvia, il regista ha al suo attivo diverse esperienze legate all’attività di documentarista, sebbene tra il 1978 e il 2010 abbia anche diretto alcune opere in importanti stagioni liriche. <a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/Nozze4.jpg"><br />
</a>La sua attitudine a cogliere la ‘verità’ di situazioni e affetti avrà sicuramente giocato un ruolo nella scelta di rispettare i richiami al rapporto “vita-teatro” di cui è ricco il libretto di Da Ponte e che vengono sublimati dalla musica di Mozart. <em>«Io credo –</em> ha scritto Verdone – <em>che il manovratore del gioco scenico debba semplicemente far brillare l’estro lirico riposto in ciascuno dei personaggi del libretto</em> […], <em>tanta è la poesia dei dialoghi e la effervescenza dell’intreccio […], e gettarsi a capofitto su una soluzione puramente teatrale»</em>.<br />
<a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/tn__MG_1220.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-35142" title="tn__MG_1220" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/tn__MG_1220-290x193.jpg" alt="" width="290" height="193" /></a> <strong>Non è riscontrabile infatti una lettura registica che evidenzi significati illuministici, anarchici, premonitori della Rivoluzione francese,</strong> ma ampio spazio è lasciato all’aspetto strettamente teatrale della messinscena. Ruolo importante è assegnato quindi all’elemento visivo e molto interessanti risultano le soluzioni sceniche realizzate da <strong>Giacomo Andrico</strong>: durante i primi due atti i personaggi mozartiani si muovono all’interno di quinte oblique – valorizzate da un attento impiego delle luci – che, da una parte restituiscono una prospettiva d’osservazione che simula il grand’angolo, dall’altra si rivelano un involucro <em>«che si smonta come una scatola aperta sul fondale nero del palcoscenico».</em> Di tutt’altra costituzione è lo spazio scenico creato per il terzo atto dell’opera, invaso da enormi drappeggi rossi che lasciano intravedere sensuali corpi femminili, in linea con l’intreccio di desideri e passioni che conduce la vicenda; e ancora nuova risulta l’ambientazione del gran finale, in un giardino fiabesco ispirato all’Alhambra di Granada.<a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/Nozze1.jpg"><br />
</a><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/tn__MG_1600.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-35143" title="tn__MG_1600" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/tn__MG_1600-290x193.jpg" alt="" width="290" height="193" /></a>La direzione orchestrale del maestro <strong>Sergio Alapont</strong> è apparsa molto attenta e puntuale e particolarmente rispettosa del respiro vocale, sebbene in alcuni momenti si siano verificate alcune sfasature ritmiche tra il canto e la parte strumentale. Poco in sintonia con il palpitare d’amore di Cherubino è risultato, tuttavia, lo stacco di un tempo troppo allentato per la celebre :&#8221;Non so più, cosa son..&#8221; . Il cast degli interpreti si è dimostrato nel complesso di qualità, ma senz’altro eccellente è stata la <em>performance</em> di <strong>Ugo Guagliardo</strong> nel ruolo di “Figaro”: al timbro rotondo e al grande controllo vocale – sia nel registro acuto che grave – il basso ha accoppiato una versatile presenza scenica che ha conferito smalto al personaggio. La voce di <strong>Ekaterina Sadovnikova</strong>, nonostante la morbidezza e la precisione espressiva, è risultata poco incisiva e, alquanto fragile nel registro basso, a tratti schiacciato dalle sonorità  dell’orchestra. <strong>Paul Armin Edelmann</strong> (Il Conte) ha condotto con grande disinvoltura anche se il suo profilo vocale si è rivelato poco duttile, sempre troppo sopra le righe e enfatico. <strong>Stefania Bonfandelli</strong> – la cui esperienza artistica è legata al “belcantio” ottocentesco,<a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/tn__MG_1840.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-35144" title="tn__MG_1840" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/tn__MG_1840-290x193.jpg" alt="" width="290" height="193" /></a>  ha interpretato una “Contessa” un po&#8217; influenzata dalla formazione stilistica della cantante: nelle sue due arie la Bonfadelli ha lasciato emergere un senso di grande malinconia, che è sicuramente riconoscibile come chiave romantica. Eccellente l’interpretazione dell’aria del terzo atto che riscatta del tutto alcune imprecisioni nell’intonazione e l’andamento ritmico eccessivamente rallentato rispetto all’accompagnamento orchestrale che, in «<em>Porgi, amor, qualche ristoro»</em>, avevano un po’ deluso le aspettative. <strong>Nidia Palacios</strong> ha portato sulla scena un “Cherubino” sognante e sospinto dalla freschezza dell’amore giovanile, non così sul piano vocale caratterizzata da un canto  forse un po’ spigoloso, un’intonazione qua e la incerta,  specialmente nel registro acuto. Brillante l’interpretazione di <strong>Monica Minarelli</strong> (Marcellina) e <strong>Francesco Palmieri</strong> (Bartolo), sebbene resa un po’ in chiave macchiettistica, e pregevoli le voci di <strong>Michele Mauro</strong>, nel ruolo di “Don Basilio”, di <strong>Alfio Marletta</strong> e <strong>Maurizio Muscolino</strong>. Degna di nota, infine, la presenza nelle vesti di “Barbarina” di <strong>Laura Macrì</strong>, la cui voce dolce e ben modulata ha dato rilievo a questo personaggio secondario. Sempre garbati e accurati sono stati nel corso dell’opera i brevi interventi del coro. Grande suggestione ha creato l’effetto di chiarore che invade l’ultima scena nella quale il sorgere del sole coincide con la ‘redenzione’ del Conte e la distensiva ricostituzione dell’ordine sociale dopo <em>La folle journée</em>.<br />
<em> Foto Giacomo Orlando, Teatro Bellini di Catania.</em></p>
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		<title>&#8220;Senza trucco!&#8221;&#8230;Luca Grassi</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 22:03:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Bagnoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Cantanti]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Grassi]]></category>

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		<description><![CDATA[Protagonista in questi giorni del ruolo di  Zurga nei Pêcheurs de perles di Bizet al &#8220;Verdi&#8221; di Salerno (dal 16 al 20 maggio) è il baritono Luca Grassi. Nato a San Marino, dopo la laurea in Ingegneria ha intrapreso gli studi musicali a Bologna con Enzo Avanzo, Clotilde Ronchi e poi con Paride Venturi. Attualmente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/Grassi-8.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-35053" title="Grassi 8" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/Grassi-8-273x288-custom.jpg" alt="" width="273" height="288" /></a>Protagonista in questi giorni del ruolo di  Zurga ne<em>i</em><em></em><strong><em> <em>Pêcheurs de perles</em> </em>di Bizet al &#8220;Verdi&#8221; di Salerno (dal 16 al 20 maggio)</strong> è il baritono <strong>Luca Grassi. </strong>Nato a San Marino, dopo la laurea in Ingegneria ha intrapreso gli studi musicali a Bologna con Enzo Avanzo, Clotilde Ronchi e poi con Paride Venturi. Attualmente studia sotto la guida di Carlo Meliciani. Nel 1997/98 vince il concorso «Città di Roma», che lo porta a debuttare nel ruolo di Germont nella Traviata. Il 1998 è anche l&#8217;anno della prima produzione all&#8217;estero: interpreta Šarlatán di P.Haas (title role, cantato in Ceco) al Wexford Festival Opera 1998. In seguito Luca Grassi è invitato dal Festival della Valle d&#8217;Itria di Martina Franca, per diverse stagioni<span id="more-35041"></span>, ricoprendo ruoli da protagonista quali: <em>Roland</em> di Piccinni (title role), <em>La Reine de Saba</em> &#8211; Gounod (Soliman),<em> Les Huguenots</em> &#8211; Meyerbeer (le Comte de Saint Bris), <em>Werther</em>- Massenet (title role, in versione baritono), <em>Polyeuct</em>e &#8211; Gounod (Sèvere). Tra le produzioni di maggior rilievo si ricordano <em>La Bohème</em> (Marcello) al Glyndebourne Touring Opera, a Modena, Piacenza, al Teatro lirico di Cagliari ed al Grand Théâtre de Genève.<em> I Pagliacci</em> (Silvio) e <em>Madama Butterfl</em>y (Sharpless) con la direzione di Daniele Gatti al Teatro Comunale di Bologna. <em>I Puritani</em> (Sir Riccardo Forth) al Teatro Verdi di Trieste.<em> Aida</em> (Amonasro) con il Teatro Sociale di Rovigo, a Pisa e a Trento.<em> Stiffeli</em>o (Stankar) al Teatro Verdi di Trieste. Nel 2004/2005 ottiene un grande successo interpretando Zurga nei <em>Pêcheurs de perles</em> di Bizet al Teatro Malibran, diretto da Marcello Viotti, e nella tournèe giapponese per la Fenice di Venezia. <strong>Tra i suoi prossimi impegni</strong>: <em>Un ballo in maschera</em> ed<em> Attila</em> al Theater St. Gallen;<em> La Traviata</em> alla Leipzig Oper, all&#8217;Opéra de Montreal ed al Maggio Musicale Fiorentino diretto dal M° Andrea Battistoni, <em>La Bohéme</em> al Teatro Donizetti di Bergamo,<em> La Straniera</em> ad Essen.<br />
Altre notizie su Luca Grassi le potete trovare nel suo <a href="http://www.lucagrassi.altervista.org/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.lucagrassi.altervista.org');">sito personale. </a><br />
<strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/Grassi-2.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-35046" title="Grassi 2" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/Grassi-2-133x200.jpg" alt="" width="133" height="200" /></a>Qual è il tratto principale del tuo carattere?<br />
</strong>Credo la semplicità.<br />
<strong>E il tuo peggior difetto?<br />
</strong>Un mio peggior difetto?&#8230; Nel mio caso sarebbe se mai da dire quali e quanti ne posso elencare, quindi meglio sorvolare.<br />
<strong>Segno zodiacale?<br />
</strong>Sagittario.<br />
<strong>Sei superstizioso?<br />
</strong>No.  Sono troppo razionale<br />
<strong>Che rapporto hai con la spiritualità?<br />
</strong>Intimo e profondo.<br />
<strong>Hai mai sofferto d’invidia?<br />
</strong>Si, ma ho imparato che non porta a nulla e può farmi solo male.<br />
<strong>Cosa volevi fare da grande?<br />
</strong>Ah!&#8230;averlo saputo cosa volevo fare!<br />
<strong>La tua famiglia ha influenzato le tue scelte ?<br />
</strong>No, ho sempre scelto liberamente.<br />
<strong>Quali sono i tuoi ricordi più cari?<br />
</strong>I giochi con gli amici quando ero un ragazzino.<br />
<strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/Luca-Grassi-6.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-35049" title="Luca Grassi 6" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/Luca-Grassi-6-131x200.jpg" alt="" width="131" height="200" /></a>Qual è stato il tuo momento di maggior orgoglio?<br />
</strong>Vedere crescere i  miei figli. <strong><br />
Qual è la delusione più grande che hai mai avuto?<br />
</strong>Conoscere le persone che ruotano attorno a questo ambiente per quello che sono veramente.<br />
<strong>Cosa manca nella tua vita oggi?<br />
</strong>Nulla, anzi ho anche troppo. <strong><br />
Di che cosa hai paura?<br />
</strong>Di niente&#8230;di tutto&#8230; Credo che le paure siano profondamente legate al nostro stato d&#8217;animo.<br />
<strong>Hai un sogno ricorrente?<br />
</strong>Il più classico per questo lavoro: essere sul palcoscenico e non conoscere la parte&#8230;un vero incubo!</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/aPBXev9NxFQ" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe><strong><br />
Che importanza dai al denaro?<br />
</strong>Molta, ma solo per questioni di utilita, avendo una famiglia piuttosto numerosa.<br />
<strong>In cosa sei più spendaccione?<br />
</strong>Non mi interessa spendere a vanvera.<br />
<strong>Collezioni qualche oggetto?<br />
</strong>Non sono mai stato attratto dal collezionismo.<br />
<strong>Quali sono le tue letture preferite?<br />
</strong>La grande letteratura classica.<br />
<strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/Grassi-3.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-35047" title="Grassi 3" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/Grassi-3-133x200.jpg" alt="" width="133" height="200" /></a>Qual è il tuo profumo preferito?</strong><br />
Sandalo, olio essenziale egiziano.<br />
<strong>Città preferita?<br />
</strong>In Italia Venezia, nel mondo,  Londra.<br />
<strong>Colore preferito?<br />
</strong>Il turchese.<br />
<strong>Fiore preferito?<br />
</strong>Non saperei proprio&#8230;<br />
<strong>Il cantante o i cantanti preferiti?<br />
</strong>Il baritono Aldo Protti.<br />
<strong>Qual è stato primo disco che hai acquistato?<br />
</strong>&#8221; Seconds Out&#8221; dei Genesis.<strong><br />
Qual è il film che hai amato di più?<br />
</strong>&#8220;Amarcord&#8221; di Fellini.<strong><br />
Qual è la stagione dell’anno che preferisci e perché?<br />
</strong>L&#8217;estate&#8230;anche solo per il fatto di potersi vestire con poche cose.<br />
<strong>Che rapporto hai con la tecnologia e qual è il gadget tecnologico di cui non potresti fare a meno?<br />
</strong>Rapporto di utilità, potrei fare a meno di tutto.<br />
<strong>Che rapporto hai con la televisione?<br />
</strong>Mi rifugio nei canali tematici, praticamente guardo solo Rai Storia.<strong><br />
Che rapporto hai con la politica?<br />
</strong>So di cadere in questo spirito un po&#8217; generalizzato di antipolitica, ma  li sopporto piu,  trovo che ormai i nostri rappresentanti siano perlopiù una classe di persone indegne.<br />
<iframe src="http://www.youtube.com/embed/6rWzw7swNrU" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe><br />
<strong>Hai delle cause che ti stanno particolarmente a cuore?<br />
</strong>L&#8217;energia, essendo ingegnere nucleare conosco bene la campagna mistificatoria e terroristica che si continua a fare su una fonte che non ha reali alternative.<br />
<strong>Giorno o notte?<br />
</strong>Assolutamente il giorno.<br />
<strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/Grassi-4.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-35048" title="Grassi 4" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/Grassi-4-290x192.jpg" alt="" width="290" height="192" /></a>Qual è la situazione che consideri più rilassante?<br />
</strong>Solo il contatto con la natura. <strong><br />
Qual è il tuo ideale di giornata?</strong><br />
Mah!&#8230;Non cerco ideali&#8230;vivo il momento.<strong><br />
Qual è il tuo rifugio da tutto e tutti?<br />
</strong>la meditazione. <strong><br />
Qual’ è la musica che di solito fa da sottofondo alle tue giornate?<br />
</strong>la ricerca del silenzio.<br />
<strong>Cosa ti manca di più quando sei lontano da casa?<br />
</strong>La famiglia, i miei figli.<strong><br />
Qual è la vacanza o il viaggio che vorresti fare e che non hai ancora fatto? </strong>Vorrei andare in India. <strong><br />
Chi o cosa ti imbarazza?<br />
</strong>La falsità.<br />
<strong>Com’è il tuo rapporto con il cibo?<br />
</strong>E&#8217; fondamentale per vivere ovviamente&#8230;quindi direi&#8230;&#8221;di servizio&#8221;.<br />
<strong>Dieta mediterranea, dieta macrobiotica o fast food?<br />
</strong>Quella che definisco, la &#8220;dieta di buon senso&#8221;.  Mangiare con equilibrio.<br />
<strong>Qual è il tuo piatto preferito?<br />
</strong>La piada romagnola e l&#8217;insalata.<br />
<strong>Vino rosso o bianco?<br />
</strong>Bianco o rosso, purchè di qualità.<br />
<strong>Il posto dove si mangia peggio?<br />
</strong>Quando si mangia di fretta, o ci si trova ad esempio in una mensa e non in un ambiente raccolto per apprezzare a dovere il cibo.<br />
<strong>La musica è stata una vocazione?<br />
</strong>Si. E&#8217; sempre stata una parte fondamentale del mio essere.<br />
<iframe src="http://www.youtube.com/embed/iRNf7bbcKhA" frameborder="0" width="420" height="315"></iframe><br />
<strong>A chi non conoscesse la tua voce, cosa faresti ascoltare?<br />
</strong>Lo inviterei in teatro, preferibilmente quando canto un ruolo con del bel &#8220;cantabile&#8221;. Uno stile che trovo particolarmente congeniale alla mia vocalità.<br />
<strong>Come segui l’evoluzione della tua voce?<br />
</strong>Studio,  registro e valuto.<strong> </strong><br />
<strong>Se ti fosse data l’opportunità di scegliere un ruolo, cosa canteresti?<br />
</strong>Il Don Carlo dell&#8217;<em>Ernani. </em><br />
<strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/Grassi-5.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-35050" title="Grassi 5" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/Grassi-5-132x200.jpg" alt="" width="132" height="200" /></a>Cosa fai un’ora prima di salire sul palco?<br />
</strong>Cerco molto semplicemente di rilassarmi.<br />
<strong>Cosa non manca mai nel tuo camerino?<br />
</strong>Una bottiglia d&#8217;acqua e il  silenzio.<br />
<strong>A cosa pensi quando ti guardi allo specchio?<br />
</strong>Chi è costui?<br />
<strong>Stato d’animo attuale?<br />
</strong>Direi&#8230;Rilassato.<br />
<strong>Il tuo motto?<br />
</strong>&#8220;Who dares wins&#8221;&#8230;.Chi osa vince!</p>
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		<title>La stagione estiva dell&#8217;Accademia di Santa Cecilia</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 18:37:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazioneGBopera</dc:creator>
				<category><![CDATA[News ed eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Accademia di Santa Cecilia]]></category>
		<category><![CDATA[Ennio Morricone]]></category>
		<category><![CDATA[Lang Lang]]></category>
		<category><![CDATA[Leonidas Kavakos]]></category>

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		<description><![CDATA[Sei i progetti proposti dall&#8217;Accademia di Santa Cecilia durante la stagione estiva. LANG LANG FEST, dal 19 al 22 giugno Il pianista Lang Lang torna a Santa Cecilia per il Festival &#8211; dal 19 al 22 giugno &#8211; a lui dedicato, che lo vedrà non solo protagonista indiscusso, ma impegnato anche nelle vesti di docente, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/langlang2012vert.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-35099" title="langlang2012vert" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/langlang2012vert-123x200.jpg" alt="" width="123" height="200" /></a>Sei i progetti proposti dall&#8217;Accademia di Santa Cecilia durante la stagione estiva.<br />
<strong><em> LANG LANG FEST</em>, dal 19 al 22 giugno</strong><br />
Il pianista Lang Lang torna a Santa Cecilia per il Festival &#8211; <strong>dal 19 al 22 giugno</strong> &#8211; a lui dedicato, che lo vedrà non solo protagonista indiscusso, ma impegnato anche nelle vesti di docente, alle prese con ben 100 giovani pianisti che si esibiranno con lui. Un’esperienza e un evento unici sia per i giovani musicisti &#8211; tutti provenienti dal Conservatorio di Santa Cecilia di Roma e in età compresa tra i 6 e i 18 anni – sia per il pubblico che svolgerà un ruolo interattivo con il grande pianista cinese. Un esperimento, questo, nato nel 2009 a Londra, ripreso nel 2010 a Berlino, nel 2011 a San Francisco, Toronto e in Cina e che giunge per la prima volta in Italia, proprio a Santa Cecilia. <span id="more-35090"></span>Nel workshop-concerto, i cento pianisti in erba saranno seduti in coppia alle tastiere di 50 pianoforti digitali (tutti messi a disposizione dalla Roland, sponsor tecnico della serata). Seduto al suo gran coda &#8211; coadiuvato da un altro pianista esperto &#8211; ci sarà Lang Lang, che, insieme agli studenti selezionati, esegue, interpreta, dà indicazioni, reinterpreta, ricomincia da capo, dialogando con i suoi piccoli amici, la <strong>Marcia Militare n. 1 op. 51 di Franz Schubert e la Danza Ungherese n. 5 per pianoforte a quattro mani di Johannes Brahms.</strong> Prima di questo esperimento si potrà ascoltare il Lang Lang solista nelle pagine di <strong>Bach, Schubert, Chopin, e, insieme all’Orchestra di Santa Cecilia, nei beethoveniani Concerti n. 2 e n. 5 diretti da Carlo Rizzari.</strong><br />
<em><strong>BEETHOVEN SENZA PARI</strong></em>, <strong>dal 4 al 19 luglio</strong><br />
L’ascolto delle Nove Sinfonie di Beethoven è sempre un viaggio del cuore e della mente impagabile, impareggiabile e nell’esecuzione dell’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia si potranno riascoltare le <strong>Sinfonie n. 1, 3, 5, 7 e 9</strong>. Per la Nona, accanto all’Orchestra sarà impegnato anche il Coro di Santa Cecilia istruito da Ciro Visco. Sul podio ancora <strong>Carlo Rizzari</strong>, giovane direttore siciliano, assistente di Sir Antonio Pappano.<br />
<em><strong>MORRICONE</strong></em>, <strong>il 25 e 26 luglio</strong><br />
Ennio Morricone torna sul podio dell’Orchestra e del Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia per offrire il 25 e 26 luglio le pagine più celebri e ormai immortali che ha scritto per capolavori cinematografici come <em>Uccellacci e Uccellini</em>, <em>Una pura formalità</em>, <em>Il buono, il brutto e il cattivo</em>, <em>C’era una volta il West</em>, <em>La Città della gioia</em>, <em>Il deserto dei tartari</em> e ancora tanti, tanti altri capolavori. Nei concerti di Morricone sarà impegnato il noto cantautore <strong>Angelo Branduardi</strong>, il soprano <strong>Susanna Rigacci</strong> e <strong>Luigi Piovano</strong>, primo violoncello dell’Orchestra di Santa Cecilia<br />
<em><strong> WINNERS: LA MUSICA CHE VINCE</strong></em>, <strong>dal 6 al 27 settembre</strong><br />
Sono molto giovani, ma hanno già affrontato e vinto prove da veri Campioni. Daniil Trifonov, classe 1991, Yulianna Avdeeva, classe 1985, Mariangela Vacatello, classe 1982, Behzod Abduraimov, classe 1990, sono i cinque pianisti, cinque vincitori dei Concorsi internazionali più ambiti e di difficile accesso, come il Concorso Čajkovskij, lo Chopin, il Van Cliburn, il London International Piano Competition. Sono loro che dal 6 al 27 settembre si alterneranno sulla scena dell’Accademia di Santa Cecilia, su cui si leveranno altrettante giovani bacchette come <strong>Andrea Battistoni</strong>, il palermitano <strong>Gaetano D’Espinosa</strong>, <strong>Andrés Orozco-Estrada</strong>, <strong>Carlo Rizzari</strong>. E questi giovani saranno tutti impegnati con l’Orchestra di Santa Cecilia in un repertorio vasto e variegato che da <strong>Mozart</strong> arriva a <strong>Rachmaninoff</strong> attraversando <strong>Beethoven, Chopin, Weber, Brahms e Čajkovskij.</strong><br />
<em><strong> IL TEATRO MUSICALE DEL ‘900 A SANTA CECILIA</strong></em>, <strong>dall’11 al 14 settembre </strong><br />
Saranno eseguiti due capolavori del teatro musicale novecentesco: <em><strong>L’heure espagnole</strong></em> di Ravel e <em><strong>Gianni Schicchi</strong></em> di Puccini (11, 12 e 14 settembre 2012, Sala Petrassi), due partiture che, pur provenendo da contesti molto diversi, si collocano nell’ambito del teatro comico e formano un dittico dal perfetto equilibrio musicale e teatrale. La compagnia di canto è interamente composta da artisti di <strong>Santa Cecilia Opera Studio</strong>, il programma di alto perfezionamento in canto lirico dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia dedicato alla formazione professionale di giovani talenti sotto la guida della grande interprete e docente Renata Scotto.<br />
<em><strong>FOCUS KAVAKOS</strong></em>, <strong>dal 2 all’8 ottobre</strong><br />
<strong>Leonidas Kavakos</strong> torna, acclamato e gradito a Santa Cecilia per proporsi nella duplice veste di direttore e virtuoso del violino. Dal 2 all’8 ottobre, l’artista greco, musicista di raro talento e versatilità, aprirà il suo progetto con un recital, accompagnato al pianoforte da Enrico Pace per dar voce al <strong>Beethoven</strong> delle Sonate più celebri e di estrema bellezza. Successivamente sarà sul podio dell’Orchestra di Santa Cecilia con <strong>Mozart</strong> e <strong>Schubert</strong> e con i Solisti della compagine ceciliana tornerà al suo strumento per far vibrare le corde sulle pagine di Bach e Beethoven. Si potrà, inoltre, assaporare la sua semplicità, simpatia ed estrema comunicativa con una conferenza incontro dal titolo <em>La Musica come intrattenimento</em> guidata dal musicologo Giovanni Bietti.<br />
Per maggiori informazioni, vi rimandiamo al sito <a title="http://www.santacecilia.it/" href="http://www.santacecilia.it/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.santacecilia.it');">http://www.santacecilia.it/</a></p>
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		<title>Enrico Dindo e le suites di Bach</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 13:56:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Palma</dc:creator>
				<category><![CDATA[Concerti]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Dindo]]></category>
		<category><![CDATA[Johann Sebastian Bach]]></category>

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		<description><![CDATA[Cremona, Teatro Ponchielli, XXIX  Festival Monteverdi 2012 LE SUITES PER VIOLONCELLO DI BACH &#8211; Grandi architetture del contrappunto Enrico Dindo, violoncello  con il commento di Oreste Bossini Enrico Dindo suona il violoncello Pietro Giacomo Rogeri (ex Piatti) del 1717 affidatogli dalla Fondazione Pro Canale  Concerto di giovedi  10 maggio Johann Sebastian Bach: Suite per violoncello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="scheda"><div class="scheda-immagine"><p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/Dindo.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-35073" title="Dindo" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/Dindo-244x200.jpg" alt="" width="244" height="200" /></div><div class="scheda-contenuto"></a></strong><em>Cremona, Teatro Ponchielli, XXIX  Festival Monteverdi 2012 </em><br />
<strong>LE SUITES PER VIOLONCELLO DI BACH &#8211; Grandi architetture del contrappunto<br />
Enrico Dindo, </strong><em>violoncello</em><strong>  </strong><em></em><br />
con il commento di<em> </em><strong>Oreste Bossini </strong><br />
<em><span id="more-35072"></span>Enrico Dindo suona il violoncello Pietro Giacomo Rogeri (ex Piatti) del 1717 affidatogli dalla Fondazione Pro Canale  </em><br />
Concerto di giovedi  10 maggio<br />
<em>Johann Sebastian Bach: </em>Suite per violoncello n. 1 BWV 1007 in sol maggiore;   n. 3 BWV 1009 do maggiore;   n. 5 BWV 1011 in do minore.<br />
Concerto di venerdi 11 maggio<br />
<em>Johann Sebastian Bach: </em>Suite per violoncello n. 2 BWV 1008 in re minore;   n. 4 BWV 1010 in mi bemolle maggiore;   n.6 BWV 1012 in re maggiore.<br />
<em>Cremona, 10, 11 maggio 2012<br />
</p></div></div><p><br />
</em><strong>La forma, le sue regole e ciò che comporta rispettarle o meno:</strong> è questo un possibile <em></em>filo conduttore per comprendere le due serate che il Festival Monteverdi di Cremona ha dedicato alle Suite per violoncello di Bach. Sul Palco <strong>Enrico Dindo</strong>, premio Rostropovich nel 1997, con un Pietro Giacomo Rogeri del 1717; <a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/Dindo-3.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-35074" title="Dindo 3" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/Dindo-3-290x193.jpg" alt="" width="290" height="193" /></a>accanto a lui<strong> Oreste Bossini</strong>, voce di Radio 3. Insieme conducono un prologo: è un tentativo di spiegarsi al pubblico, di giustificare una serie di scelte che vanno dall&#8217;edizione usata al perché dello strumento moderno. Una cosa del genere, al Ponchielli, non la si vedeva da anni, e malgrado le buone intenzioni non si è riusciti a centrare l&#8217;obiettivo: è quantomeno un rischio, nel epoca dei “format”, non adeguare i contenuti ai contesti, mettendo da parte gli statuti e i tempi della comunicazione.<br />
<strong>Dopo dieci minuti di pausa tocca al violoncello, giovedì le Suite dispari e venerdì le pari</strong>. Dindo apre le danze giocando da subito con la tradizione esecutiva, nella pagina bachiana cerca il nuovo, il non ancora ascoltato, rendendola però sovrabbondante. L&#8217;obiettivo dichiarato è di tornare all&#8217;origine: in questa direzione va la scelta del manoscritto vergato da Maria Magdalena come testo base per l&#8217;esecuzione. Ma nelle mani dell&#8217;interprete questo testo si trasforma in un canovaccio, in una tela le cui figure sono tratteggiate a carboncino in attesa di essere riempite.<a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/Dindo-1.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-35075" title="Dindo 1" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/Dindo-1-133x200.jpg" alt="" width="133" height="200" /></a> E <strong>Dindo sceglie colori inusitati ed estranei a Bach: il risultato è quasi manieristico,</strong> come per la <em>Sarabanda</em> dalla Suite n.5 che suona senza soluzione di continuità quasi fosse una serie dodecafonica. <strong>Non mancano momenti di chiara intensità,</strong> eppure il fatto di concentrarsi sul dettaglio, sull&#8217;arcata piuttosto che sulla legatura, rende opaco il senso generale, decostruisce il contrappunto che è segnato su carta. Tante le imprecisioni, in aumento proporzionale alle difficoltà tecniche, ma al di là di questo c&#8217;è un tentativo di dare corpo all&#8217;effimero, al perituro, che spesso non passa il limite dell&#8217;effetto timbrico, appesantendo l&#8217;ascolto.<br />
<strong>Alla fine il pubblico è diviso: c&#8217;è chi applaude entusiasta</strong>, richiamando più volte Dindo sul palco, e chi va via prima del bis, rispettivamente la <em>Gavotte I</em> dalla Suite n.5  (giovedì) e il <em>Preludio</em> della Suite n.1 (venerdì), quasi a voler indicare che il discorso è impossibile da chiudere. Così è infatti, e tanto Dindo quanto i suoi ascoltatori lo sanno. C&#8217;è da chiedersi perché, altrimenti, andremmo ancora a sentire musica classica.<br />
<em>Foto Federico Zovadeli</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Firenze celebra il centenario della nascita e il ventennale della morte di John Cage</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 08:33:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Festa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Carlo Failli]]></category>
		<category><![CDATA[Contemporartensemble]]></category>
		<category><![CDATA[Duccio Ceccanti]]></category>
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		<description><![CDATA[Firenze, Stazione Leopolda, 75° Maggio Musicale Fiorentino e 19° Fabbrica Europa Festival FOUR. A NIGHT WITH JOHN  CAGE I. Cage &#38; Duchamp. Pianoforte Antoine Alerini John Cage: 4’33” (1952), per qualsiasi strumento o combinazione di strumenti; Water Music (1952), per un pianista; Suite for Toy Piano (1948), per pianoforte giocattolo; Music for Marcel Duchamp (1947), [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="scheda"><div class="scheda-immagine"><p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/fabbricaeuropammf032.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-35015" title="FABBRICA EUROPA" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/fabbricaeuropammf032-290x193.jpg" alt="" width="290" height="193" /></div><div class="scheda-contenuto"></a>Firenze, Stazione Leopolda, 75° Maggio Musicale Fiorentino e 19° Fabbrica Europa Festival </em><br />
<strong>FOUR. A NIGHT WITH JOHN  CAGE </strong><br />
<em><strong>I. Cage &amp; Duchamp. </strong></em><br />
Pianoforte <strong>Antoine Alerini </strong><br />
<em>John Cage:</em> 4’33” (1952), per qualsiasi strumento o combinazione di strumenti; Water Music (1952), per un pianista; Suite for Toy Piano (1948), per pianoforte giocattolo; Music for Marcel Duchamp (1947), per pianoforte preparato.<br />
<em><strong>II. Cage &amp; Voices. </strong></em><br />
Voce <strong>Monica Benvenuti<br />
L’Homme Armè </strong>Monica Benvenuti, Mya Fracassini, Giovanni Biswas, Matteo Bellotto<br />
<strong>Tempo Reale Electroacoustic Ensemble </strong>Francesco Canavese, Riccardo Castagnola, Luigi Mastandrea, Damiano Meacci<br />
Direzione <strong>Fabio Lombardo </strong><br />
Live electronics <strong>Francesco Casciaro </strong><br />
<em>John Cage:</em> Four² (1990), per coro misto; Aria con Fontana Mix (1958), per voce ed elettronica; Four Solos for Voice (1989), per quartetto vocale ed elettronica; Living Room Music (1940), per quartetto vocale e quartetto elettronico.<br />
<em><strong>III. Cage &amp; Nam June Paik. </strong></em><br />
Clarinetto <strong>Carlo Failli; </strong>Violino <strong>Duccio Ceccanti; </strong>Violoncello <strong>Vittorio Ceccanti; </strong>Pianoforte <strong>Sergio De Simone.<br />
Contemporartensemble: </strong>Arcadio Baracchi, Carlo Failli, Duccio Ceccanti, Edoardo Rosadini, Vittorio Ceccanti,  Sergio De Simone, Michele Busdraghi.<br />
Direttore <strong>Mauro Ceccanti </strong><br />
Curatore delle opere audiovisive <strong>Marco Maria Gazzano </strong><br />
<em>John Cage:</em> Sonata for Clarinet (1933), per clarinetto; Five (1988), per cinque strumenti; Solo for Cello (1957-1958), per violoncello; Six Melodies for Violin and Keyboard (1950), per violino e pianoforte; Seven (1988), per flauto, clarinetto in Si b, percussioni, pianoforte, violino, viola e violoncello.<br />
Videoritratti di John Cage tratti dalle videografie di Nam June Paik. A Tribute to John Cage (1973-1976), Global Grove (1973), Merce by Merce by Paik (1975-1976), Good Morning, Mr. Orwell (1984), Spring Fall (1986), Proxima. Count Down (1992).<br />
<em><strong>IV. Cage &amp; Numbers. </strong></em><br />
Percussioni<em> </em><strong>Jonathan Faralli; </strong>Live electronics<em> </em><strong>Francesco Giomi </strong><br />
<em>John Cage: </em>27’10.554’’ (1956), per un percussionista con elettronica; Variation IV (1963), per due esecutori; 4’33’’ (1952), per qualsiasi strumento o combinazione di strumenti. Produzione: Contemporartensemble, Fondazione Fabbrica Europa, L’Homme Armè, Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, Tempo Reale.<br />
Coordinamento artistico-progettuale <strong>Francesco Giomi </strong><br />
Regia del suono a cura di <strong>Tempo Reale</strong><br />
Le versioni di 4’33’’ sono realizzate con il concorso delle maestranze del <strong>Fabbrica Europa Festival </strong><br />
<em>Firenze, 13 maggio 2012<br />
</p></div></div><p></em><br />
<strong>Più che un compositore musicale uno sperimentatore dei suoni, un saggista, un filosofo. John Cage,</strong> una delle figure cardini del panorama musicale del XX secolo, quest’anno avrebbe compiuto un secolo di vita. È dal 1992, anno della presenza di Cage a Firenze poco prima della sua morte, che in città non si organizzava un grande evento dedicato alla sua figura. A rompere il ventennale silenzio sono il <strong>Festival internazionale della scena contemporanea Fabbrica Europa e il Maggio Musicale Fiorentino che anche quest’anno, con la new entry di Contemporartensemble</strong>, tornano ad unirsi insieme a L’Homme Armé e a Tempo Reale per offrire al pubblico una nuova occasione performativa. <strong>Quattro gli spazi della Stazione Leopolda</strong>, convertita in fucina delle arti (Navata 1, Navata 2, Sala Archi e Alcatraz Spazio performance), impiegati per quattro dosi da tre quarti d’ora ciascuno di un evento di cui Francesco Giomi è coordinamento artistico-progettuale.<br />
<strong>Il preambolo della serata inizia nel tardo pomeriggio presso il piazzale esterno</strong> del complesso lorenese con il reading “Cage, the afternoon” curato dall’Associazione Culturale Fosca dove una maratona di letture di testi del compositore si confondono con i suoni della città eminentemente provenienti dai viali di circonvallazione. Entrati nell’ex stazione il pubblico è accolto da una serie di installazioni quali “Les souliers” creata nel 2009 da Arno Fabre e “<strong>80 prepared dc-motors, cotton balls, cardboard boxes” dello svizzero Zimoun.<br />
<em>I.</em></strong><em><strong> Cage &amp; Duchamp. </strong></em><br />
<strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/fabbricaeuropammf067.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-35026" title="FABBRICA EUROPA" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/fabbricaeuropammf067-290x193.jpg" alt="" width="290" height="193" /></a>Il La alla maratona è segnato dal gioco, dall’umorismo, dall’arte-non arte del Dadaismo</strong> che in musica si traduce nella musica-non musica di quell’archetipico <em>4’33’’</em> del compositore statunitense. “Ora non ho più bisogno di un pianoforte: ho la Sixth Avenue con tutti i suoi suoni”: è il rumore dei passi del pubblico che ancora prende posto, della sirena di un macchinario, del coperchio della tastiera del pianoforte che viene chiuso e riaperto a scandire i tre momenti di un brano che ha fatto scuola e col quale Cage ha dimostrato meglio di chiunque altro dell’assoluta impossibilità del silenzio e dove uno spartito bianco sul leggio non ha niente di più provocatorio se non la “Fontana” di Duchamp.<a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/fabbricaeuropammf066.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-35025" title="FABBRICA EUROPA" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/fabbricaeuropammf066-133x200.jpg" alt="" width="133" height="200" /></a> Stravolto il concetto stesso di musica che in occidente si è venuto a creare nel corso dei secoli, in virtù del ludico dadaista lo spartito diventa un insieme di annotazioni su fogli attaccati su una lavagna dove sono segnati accordi e azioni le cui dimensioni grafiche sono proporzionali alla durata esecutiva. Una radio, contenitori d’acqua, carte da gioco, fischietti e una tastiera sono gli strumenti dell’orchestra della musikperformance <em>Water Music</em> con la quale il giovane e promettente pianista <strong>Antoine Alerini</strong> si cimenta. Ancora il gioco e la sperimentazione è al centro con i cinque movimenti della <em>Suite for Toy Piano</em> eseguiti facendo rigorosamente fede alle indicazioni dettate da Cage quale è quella dell’uso di un pianoforte giocattolo col quale il pianista offre il saggio. La conclusione è segnata dalla <em>Music for Marcel Duchamp</em> in cui a cavallo delle corde sono inserite striscioline di feltro e di gomma e una vite con l’effetto di un suono in sordina, attutito per via della riduzione del materiale armonico e timbrico.</p>
<p><strong>John Cage. Music for Marcel Duchamp, per pianoforte praparato. 1947.</strong></p>
<p><object width="420" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/VdWS4g6Xv8k?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="420" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/VdWS4g6Xv8k?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object><br />
<strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> II. Cage &amp; Voices. </strong><br />
<a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/fabbricaeuropammf056.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-35024" title="FABBRICA EUROPA" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/fabbricaeuropammf056-133x200.jpg" alt="" width="133" height="200" /></a>Protagonisti del secondo capitolo dell’evento sono il gruppo vocale <strong>L’Homme Armè</strong> e <strong>Tempo Reale Electroacoustic Ensemble</strong> entrambi impegnati nei quattro pezzi segnati in cartellone di cui primo è <em>Four²</em> in cui i performers, divisi per gruppi, seguendo le istruzioni contenute in un foglio, si alternano in momenti vocali dalla durata stabilita dall’oggettiva discrezione di ognuno di essi. <strong>Monica Benvenuti</strong> presta la sua voce per <em>Aria (con Fontana Mix)</em> seguendo una partitura di 20 pagine per 30’’ di musica ognuna la cui notazione consiste in linee ondulate e i cui colori indicano differenti stili di canto; l’<em>Aria</em> prevede l’emissione di singole vocali, consonanti e parole inglesi, russe, italiane, francesi e armene e l’uso del suono di oggetti comuni come bicchieri di plastica e bottiglie mentre in sottofondo è il nastro magnetico della <em>Fontana Mix</em> a garantirne le “veci  del ripieno orchestrale”. <a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/fabbricaeuropammf044.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-35019" title="FABBRICA EUROPA" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/fabbricaeuropammf044-290x193.jpg" alt="" width="290" height="193" /></a>Per <em>Four solo for Voice</em> <strong>Monica Benvenuti, Mya Fracassini, Giovanni Biswas e Matteo Bellotto</strong> eseguono i quattro pezzi di <em>Solo 93 </em>per soprano, <em>Solo 94 </em>per mezzosoprano, <em>Solo 95</em> per tenore e <em>Solo 96 </em>per basso in un sistema di ripetizioni melodiche con vari livelli di sovrapposizione attingendo alla tecnica del tema e variazione.<br />
La celebre <em>Living Room Music</em> rivela quanto il dominio del suono si espanda dalla musica propriamente detta alla vastità del mondo comune. Eseguita in questa occasione da otto performer anziché i quattro previsti dall’autore, ai suoni degli oggetti quali sedie e giornali provocati dai primi quattro performers, si affiancano le voci con le quali si alternano i restanti quattro.<br />
<strong>John Cage. Aria con Fontana Mix. 1958.</strong><br />
<object width="420" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/a15xkowPEPg?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="420" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/a15xkowPEPg?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object><strong> </strong></p>
<p><strong> III. Cage &amp; Nam June Paik. </strong><br />
<strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/fabbricaeuropammf031.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-35014" title="FABBRICA EUROPA" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/fabbricaeuropammf031-290x193.jpg" alt="" width="290" height="193" /></a>Il momento che desta maggior interesse è la terza parte che vede protagonista la formazione fiorentina del Contemporartensemble,</strong> ospite abituale delle ultime edizioni del Festival del Maggio. Nel corso delle esecuzioni a loro affidate vengono proiettati i videoritratti di John Cage tratti dalle monografie di Nam June Paik “A tribute to John Cage” (1973-1976), “Global Groove” (1973), “Merce by Merce by Paik” (1975-1976), “Good Morning, Mr. Orwell” (1984), “Spring Fall” (1988) e “Proxima, Count Down” (1992). Primo pezzo è la <strong><em>Sonata for Clarinet</em> eseguita da Carlo Failli</strong>. In tre movimenti, l’agile esecuzione permette il fruire di un brano di brevi motivi ripetuti e variati, ma dal complesso ritmo ove si intravede un riflesso di serialismo.<br />
<strong><em><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/fabbricaeuropammf027.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-35013" title="FABBRICA EUROPA" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/fabbricaeuropammf027-290x200.jpg" alt="" width="290" height="200" /></a>Five</em> è composta da cinque parti singole aventi cinque righi</strong> con un massimo di tre note cadauna nonché cinque parentesi temporali contenente fino a tre suoni. <em>Solo for Cello</em> permette a Vittorio Ceccanti di esibirsi nel brano estratto dal Concerto per piano e orchestra del 1957-’58.  L’esecutore sceglie una lettura dall’ampio respiro per una composizione in cui la partitura prevede note di tre grandezze per durata, ampiezza o entrambe e la relatività del tempo nei confronti dello spazio.<strong> <a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/fabbricaeuropammf026.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-35012" title="FABBRICA EUROPA" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/fabbricaeuropammf026-290x193.jpg" alt="" width="290" height="193" /></a>Per i soli toni di <em>Six melodies for violin and keyboard</em></strong> le sequenze di numeri fissi di sonorità delle “gamuts” (gamma di suoni) rispondo a una struttura che in ogni pezzo è definita dalla stessa sequenza ritmica: 3½, 3½, 4, 4, 3, 4. Il violinista <strong>Duccio Ceccanti</strong> evita sapientemente un vibrato procedendo con un suono delicato il cui archetto sfiora le corde dello strumento così come voluto da Cage stesso accompagnando <strong>Sergio De Simone</strong> al pianoforte. <em>Seven</em> vede protagonista tutta l’ensemble diretta da <strong>Mauro Ceccanti.</strong> Sono loro a dar vita alle venti parentesi temporali tutte uguali per ogni esecutore, tranne una che per ognuno di essi è differente oltre al numero di suoni ivi contenuti sono differenti oltre ad affidati al libero arbitro esecutivo.<br />
<strong>John Cage. Six melodies for violin and keyboard. 1950.</strong><br />
<object width="420" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/i5ssRFrgF2k?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="420" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/i5ssRFrgF2k?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object><strong> </strong></p>
<p><strong> IV. Cage &amp; Numbers. </strong><br />
<strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/fabbricaeuropammf004.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-35009" title="FABBRICA EUROPA" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/fabbricaeuropammf004-290x193.jpg" alt="" width="290" height="193" /></a>Conclude la lunga serata il duo Jonathan Faralli alle percussioni e Francesco Giomi</strong> al live electronics. Il <em>27’10.554’’</em> prevede una partitura le cui percussioni sono divise nei quattro gruppi di metallo, legno, pelle e altri (fischietti, radio, azioni sonore). Lasciando al performer la scelta degli strumenti, Jonathan Faralli crea una sinfonia di suoni del mondo reale variegata e travolgente amplianti dal live electronics di Francesco Giomi a cui sono inseriti silenzi estrapolati dalla quotidianità in quanto facenti anch’essi parte della sinfonia del mondo. <strong><em>Variation IV</em> ha una partitura di stampo aleatorio</strong> composta da sette punti e due cerchi da essere utilizzati insieme a una mappa del luogo della performance. I due performer investigano attività altre oltre la musica: in questo modo il compulsivo sintonizzare e spegnere una radio o una tv, il ticchettio di un orologio, il fragore dei petardi entrano di pari grado a far parte dell’unico grande equilibrio sinfonico dell’Harmonia Mundi.<br />
<strong><a href="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/fabbricaeuropammf008.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-35011" title="FABBRICA EUROPA" src="http://www.gbopera.it/wp-content/uploads/2012/05/fabbricaeuropammf008-290x193.jpg" alt="" width="290" height="193" /></a>Infine torna <em>4’33’’</em></strong> a compimento di un senso ciclico del grande evento. Col tempo scandito dal cronometro digitale di uno smartphone, i ruoli performativi si invertono così che è il compositore a tacere ed è tutto il resto che lo circonda a suonare dei suoni del mondo, dai colpi di tosse del pubblico alla sirena dell’ambulanza sulla strada: la Stazione Leopolda si anima di effetti sonori e rumori che dialogano con il silenzio che Cage ha dimostrato non esistere nella sua accezione assoluta facendo rivivere i suoni della scienza che in questi spazi, il 12 giugno 1848, con la partenza del primo treno alla volta di Pisa, decollava anche nel Granducato di Toscana verso gli albori del XX secolo.<br />
Con un pubblico numeroso ben oltre il previsto e molto partecipe Fabbrica Europa Festival si conclude qui con il pieno spirito che ne ha segnato la sua fondazione nel 1994. Il Maggio Musicale Fiorentino prosegue fino al prossimo 10 giugno. <em><br />
New Press Photo Firenze </em></p>
<p><strong>John Cage. 4’33’’. 1952.<br />
<object width="420" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/7C5qfMfhjZk?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="420" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/7C5qfMfhjZk?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object><br />
</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Massimo Murru</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 23:26:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazioneGBopera</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Massimo Murru]]></category>

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