San Carlo “in Wonderland” con “Alice” di Gianluca Schiavoni

San Carlo “in Wonderland” con “Alice” di Gianluca Schiavoni

Teatro di San Carlo, Stagione di balletto 2016-2017
“ALICE IN WONDERLAND”
Musica Pëtr Il’ič Čajkovskij, Aram Il’ič Chačaturjan
Coreografia Gianluca Schiavoni
Alice ALICIA AMATRIAIN
Bianconiglio SALVATORE MANZO
Fante di cuori ALESSANDRO STAIANO
Regina di cuori ANNA CHIARA AMIRANTE
Cappellaio matto CARLO DE MARTINO
Brucaliffo EDMONDO TUCCI
Pinko Panko STANISLAO CAPISSI
Panko Pinko FRANCESCO LORUSSO
Duchessa orribile NATALIA MELE
Libellula CLAUDIA D’ANTONIO
Amica di Alice VALENTINA ALLEVI
Scenografie Andrea Tocchio
Costumi Simona Morresi
Luci Fiammetta Baldiserri
Projection Designer Sergio Metalli
Orchestra e Corpo di ballo del Teatro di San Carlo
Direttore Alberto Nanetti
Direttore del Corpo di ballo Giuseppe Picone
Con la partecipazione degli allievi della Scuola di Ballo del Teatro di San Carlo
Direttore della Scuola di Ballo Stéphane Fournial
Nuova produzione del Teatro di San Carlo
Napoli, 14 maggio 2017
 
Una primavera di meraviglie a Napoli, questa stagione, con il nuovo allestimento per il Teatro di San Carlo firmato dal giovane e talentuoso coreografo romano di formazione scaligera, Gianluca Schiavoni, e ispirato al romanzo fantastico di Charles Lutwidge Dodgston – altrimenti noto come Lewis Carroll – Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie. Un progetto in cantiere da tre anni per il Massimo partenopeo, commissionato dall’allora Maître de ballet Lienz Chang, che si materializza per il Corpo di Ballo diretto da Giuseppe Picone. Proprio la lodevole gestione dei giovani di casa da parte del neo-direttore sembra calzare a pennello a questa nuova produzione, che segue la sua Cenerentola, permettendo di incrociare linguaggi diversi e offrendo al pubblico novità di portata quanto meno interessante.
Per l’occasione il San Carlo e la città si sono vestiti a festa, calando cittadini e spettatori nell’atmosfera fiabesca del Wonderland partenopeo di Schiavoni, per annunciare e pubblicizzare lo spettacolo con un flash mob (organizzato con l’Associazione Culturale Teatrale “trasFORMAzioneANIMATA” – gruppo di ricerca e sperimentazione del teatro di figura) al quale hanno partecipato non solo le maestranze e le Scuole del Teatro, ma anche gli studenti di diversi Istituti superiori della regione, impegnati nell’alternanza scuola-lavoro ministeriale. e la gente comune. La meraviglia del soggetto prende corpo grazie all’intelligentemente allestimento  studiato da Schiavoni, in cui le sapienti proiezioni permettono il viaggio nell’immaginario di Alice senza rischiare, come spesso avviene, di “raffreddare” ciberneticamente la drammaturgia in un susseguirsi di immagini virtuali. Le scelte sono tutte snocciolate con pragmatismo sincero dallo stesso coreografo, a metà strada tra la necessità di economizzare e l’elaborazione pensata per ottenere determinati risultati, compresa la bellezza di partiture note e di altre indite, ma appartenenti a un nome che è una garanzia nell’ambito del balletto narrativo: il grande Čajkovskij. Le pagine di brani arcinoti di Chačaturjan innalzano sensibilmente, nel secondo atto, il tono della produzione nei momenti di massa, laddove la coreografia non spicca.
Dal punto di vista del procedimento drammaturgico, l’utilizzo di alcune citazioni da momenti arcinoti de Lo Schiaccianoci e La bella addormentata appaiono un vero e proprio collante psicologico per l’appassionato di danza, collocandosi in momenti opportuni e fungendo da “arie parlanti”. La costruzione di Schiavoni deve molto all’impianto di luci e proiezioni di Sergio Metalli, che in questo caso caratterizzano buona parte dello spettacolo. Il resto è affidato alla musica e ai bei costumi di Simona Morresi.
Il linguaggio coreografico è ben costruito e fa emergere il talento dell’autore, ma non sempre scivola in maniera efficace; l’unico vero Passo a due lo si ritrova alla fine  secondo atto, tra Alice e il Fante di cuori e la dialettica tra protagonista e personaggi non è sempre efficace. I lunghi soli di Alice talvolta contribuiscono ad appesantire  la situazione coreodrammatica,  anche se – d’alta parte  ̶  nella trasposizione danzata di un’analisi psicologica moderna rientrano nel gioco a pieno titolo, così come la spolverata di sensualità nel duetto tra Alice e il Brucaliffo, interpretato dal maturo Primo ballerino di casa Edmondo Tucci. Una nota immancabile per un viaggio nella fantasia di una ragazza.
Tra gli interpreti Alicia Amatriain, principal dello Stuttgart Ballet, non delude nel ruolo del titolo; la consumata esperienza di scena in ruoli di spicco la rende protagonista indefessa di una creazione tutta incentrata sull’elemento femminile. Salvatore Manzo ha dato pregevole sostanza a un Bianconiglio di grande impatto scenico: perfettamente calato nel ruolo, tecnica cristallina e linee aguzze di un “pié veloce” perennemente in ritardo, ha fatto più volte sorridere il pubblico, centrando l’intento di regalare una serata di spensieratezza infantile anche ai meno giovani. Interprete convincente di un altro ruolo portante è Anna Chiara Amirante nei panni della Regina di Cuori, boriosa e divertente nella giusta misura e al momento opportuno. Consueto sfoggio di tecnica sicura e brillante da parte di Alessandro Staiano nelle vesti del Fante di Cuori, elemento del Corpo di ballo sancarliano che il Direttore Picone ha fatto emergere (insieme ad altri giovani talenti come la stessa Amirante, Luisa Ieluzzi che interpreterà Alice per cinque recite, Claudia D’Antonio e Stanislao Capissi) affidandogli costantemente primi ruoli che gli stanno permettendo una progressiva maturazione artistica. Molto bravo Carlo  De Martino come Cappellaio Matto, in una delle scene più riuscite del balletto. L’orchestra del Teatro di San Carlo, diretta da Alberto Nanetti, ha dato consueta prova di bravura, benché l’impostazione generale della direzione la mantenesse, soprattutto nella prima parte, leggermente sottotono.
Applausi convinti per tutti, alla fine dello spettacolo. Perché il vero paese delle meraviglie è il teatro, che con i suoi mezzi espressivi fa diventare verità quello che per gli altri è pura immaginazione.  Repliche fino al 25 maggio. (foto Luciano Romano)

 

 

 

 

Share This

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *