“Famo che io ero Zorro”. Intervista al baritono Pietro Spagnoli

La passione per la fotografia e per la Lazio, quella per il “gateau” della mamma da conciliare con la dieta, il passggio dai ruoli “buffi” a quelli “seri”. Pietro Spagnoli si racconta.
Il tratto principale del tuo carattere?
Sono sempre ben disposto verso chiunque ma anche molto permaloso! Per fortuna, con gli anni sono un po’ migliorato…ma raramente ho ancora dei picchi! Tempo fa se venivo toccato per così dire “sul vivo”, oltre a rimanerci malissimo, mi costruivo “storie mentali” che condizionavano il mio modo di vivere con quella persona
Segno zodiacale?
Acquario ma potrei essere pure tartaruga o cinghiale. Non credo agli oroscopi
Superstizioso?
Assolutamente no! Trovo patetiche le persone che lo sono. Posso se mai affermare che ci sono uomini e donne che ti trasmettono energie negative o positive
Cosa volevi fare da grande?
La carriera militare e poi…”redento”, non ho nemmeno fatto il servizio militare, ho optato per l’obiezione di coscienza e il servizio civile!
Hai mai gridato vendetta?
Sai che non ricordo. Probabilmente sono stati piccoli episodi. In compenso vorrei spaccar la faccia a quelli che considerano la distanza di sicurezza in autostrada un particolare da niente. Quando viaggio con i figli, seduti in fondo alla monovolume di famiglia, lo ritengo un affronto alla nostra incolumità.
Il libro che ti ha colpito?
“L’eleganza del riccio” di Barbery Muriel. Un bel mix di sentimenti, leggeri, drammatici…merita di essere letto. L’ho ricevuto in regalo e ora lo consiglio a tutti
La tua famiglia ha influenzato le tue scelte ?
Mi ha sicuramente sostenuto, il primo è stato mio padre, poi, dopo la sua morte, da parte di mia madre non è mai venuto meno l’incoraggiamento a proseguire lo studio del canto
La musica è stata una vocazione?
Inizialmente una scoperta, poi dagli 8 anni in su una sorta di “vocazione”, se la vogliamo chiamare così!
A proposito dello studio del canto, ho letto un tuo giudizio, piuttosto duro sul comporto non sempre onesto di chi insegna, e a questo aggiungerei io delle cosiddette “masterclass” tenute da cantanti o ex “di nome”…
E’ un discorso quanto mai complesso ed ampio. Ti posso dire che anch’io qualche mese fa ho tenuto una master class di arte scenica, ma più che chiamarle “lezioni” (in 6 giorni non si possono fare miracoli) sono stati dei consigli sull’approccio al palcoscenico e sull’interpretazione, per affrontare le difficoltà del lavoro teatrale e i diversi stili di canto.
Cosa ti manca di più nella tua vita di oggi?
Sono a pochi giorni da una partenza che mi terrà lontano da casa per molto tempo, più o meno fino a Natale, tornerò giusto per un cambio valigie. Questo, confesso, mi provoca uno stato di ansia, sinceramente mi piacerebbe avere l’opportunità di cantare più spesso vicino a dove abito.
La delusione più grande?
Quando, nel 1999 il Milan, per un soffio, ha rubato alla Lazio lo scudetto ! Ero veramente abbattuto! Nella professione ogni volta che esco dal palcoscenico e non sono contento del lavoro fatto
Che importanza dai al denaro?
Ti aiuta a vivere bene. Avendo 4 figli a carico, me ne rendo conto !
Ma tu sei uno spendaccione?
Spendo abbastanza per la casa, poi per vestirmi, anche se sono sempre in abiti sportivi, raramente in giacca e cravatta. Ho anche un salvadanaio nel quale ogni sera e al ritorno da ogni viaggio metto delle monete. Alla fine me ne servo per togliermi qualche sfizio, generalmente di natura tecnologica.
I tuoi figli che rapporto hanno con l’opera?
Non ho mai imposto loro di “subire l’opera”, li sento piuttosto “onnivori”, aperti ai diversi generi musicali. La figlia più grande, appassionata di “Heavy Metal”, cerca di farmi apprezzare certe “nuove tecniche di canto”…che ammetto, mi fanno drizzare i capelli in testa!
Veniamo alla tua carriera artistica che,essenzialmente ha i suoi punti forti nel repertorio mozartiano e le opere “buffe” di Rossini e Donizetti…a cosa punti per il futuro?
Dopo tanto “buffo” è quasi ovvio guardare al “serio” e affrontare ad esempio il Riccardo de “I Puritani” di Bellini…
Ma in tutto il Mozart, Rossini e Donizetti che hai cantato fino ad oggi, ci sono dei ruoli che per così dire,cominciano a starti “stretti”?…
Per esempio un ruolo come Belcore dell’ “Elisir” non l’ho mai cantato con molta convinzione, e a volte, quando lo interpretavo, avevo il timore  di trasmettere anche al pubblico il mio “distacco” da questo personaggio, a differenza di Dulcamara che sento molto più vicino alla mia natura “istrionica”. Poi c’è il Guglielmo di “Così fan tutte” che ormai ho archiviato per “raggiunti limiti d’età”, meglio per me interpretare Don Alfonso.
Oltre alla tua fama di interprete lirico, ho scoperto che ti stai creando una carriera parallela come fotografo…
Si, la fotografia è stata nel cassetto dei miei sogni fin dai 16 anni, quando acquistai la mia prima reflex una Nikon FM, tutta manuale. Fotografo per il piacere di farlo, soprattutto ritratti in bianco/nero. Ormai capita che alcuni colleghi mi chiedano espressamente un servizio fotografico. Uso solo luce naturale e una reflex digitale Nikon D200. Di manuale ha solo il pulsante dello scatto
Raccontami un tuo sogno ricorrente?
Il ritorno di mio padre
Di che cosa hai paura?
Delle malattie con tutto il loro bagaglio di sofferenza. Per me stesso e per le persone care che subiscono la malattia di un congiunto
Chi o cosa ti imbarazza?
Quando mi viene chiesto di cantare in situazioni improvvise
La situazione più rilassante?
I pranzi in famiglia e i viaggi in moto
La materia scolastica preferita?
Le materie letterarie. Ero anche bravo in disegno tecnico
Città preferita?
Ho una sorta di rapporto di odio e amore con Napoli…poi c’è Roma, la mia città...mi piacciano anche molto le città del nord europa
Colore preferito?
L’azzurro intenso. Ma il bianco e il celeste sono i miei preferiti
Fiore preferito?
La margherita
Vacanza ideale?
In Corsica, dove il paesaggio ti offre un mare magnifico e quello montano altrettanto suggestivo. Amo  camminare sui sentieri di montagna
Giorno o notte?
Notte
Il film più amato?
Sono veramente molti, andando a braccio ricordo “Il gattopardo” che ho rivisto di recente, “Blade Runner” e ancora “Schindler’s List”, che ho rivisto più volte. Consiglio a tutti “Mar adentro” di Alejandro Amenábar, con un grande Javier Bardem
La stagione dell’anno?
La primavera, ma amo molto anche l’inverno
Il posto dove si mangia peggio?
In Inghilterra sicuramente, ma ad esempio, anche a Venezia, generalmente si  mangia male. E’ un problema di tutte le città turistiche.
Il tuo rapporto con il cibo?
Sono a dieta. Nell’ultimo anno ho perso ben 11 Kg. La solitudine mi fa mangiare molti dolci
Piatto preferito?
“Il gateau di patate” con prosciutto, mozzarella, parmigiano…fatto da mamma o mia moglie
Vino rosso o bianco?
Vino bianco. Poco
Il cantante preferito?
Nella musica “leggera” mi piacciono le vocalità di Giorgia, Tiziano Ferro e Giuliano Sangiorgi dei “Negramaro”. Nella lirica, Michele Pertusi, Mariella Devia, Juan Diego Florez e il grandissimo e compianto Sesto Bruscantini.
A chi non conoscesse la tua voce, cosa le faresti ascoltare?
L’aria di Dandini da “La Cenerentola” di Rossini
Il primo disco acquistato?
Ricordo il primo che ricevetti in regalo: “Don Giovanni” di W.A. Mozart con Siepi, Corena, la Della Casa. In vinile nell’1981 acquistai “Making Movies” dei Dire Straits. Mentre ricordo che il primo cd che ricevetti in omaggio nel 1987, era di Zucchero: Blues
Il tuo rapporto con la televisione?
Guardo soprattutto telegiornali e programmi di approfondimento giornalistico. Mi piacce molto “Crozza Italia” e qualche film quando capita. Riesco a stare tranquillamente senza TV. Quando sono solo ascolto molto la radio.
C’è un orrore in tv?
Non sopporto i cosiddetti “reality”. Il nulla trasformato in forma di intrattenimento
Cosa fai un’ora prima di salire sul palco?
Un’ora prima? Io sono in teatro almeno due ore prima della recita. Ho bisogno di fare tutto con grande calma, riscaldare la voce, ripassare i punti più difficili della parte, concentrarmi.
Cosa non manca mai nel tuo camerino?
Semplicemente dell’acqua
A cosa pensi quando ti guardi allo specchio?
Ammazza!…quanto so’ figo!! Ahahah
Come vorresti morire?
Banalmente:circondato dalle persone che amo
Stato d’animo attuale?
Un po’ ansioso
Il tuo motto?
“…famo che io ero Zorro…”
( Per meglio capire le foto di Pietro Spagnoli e conoscere altri dettagli umani e artistici andate sul suo sito personale: www.pietrospagnoli.com)

Lascia un commento